2083 – Una dichiarazione di indipendenza europea – Libro 2.50 – Perchè non possiamo fidarci dei musulmani moderati

2.50 Perchè non possiamo fidarci dei musulmani moderati

Autore: Fjordman
Secondo il Dr. Daniel Pipes[1], Omar Ahmad, il segretario del CAIR, il consiglio per le relazioni tra America e Islam, ha dichiarato che l’Islam non è destinato a diventare una delle tante religioni, ma a dominare. Il Corano dovrà essere l’autoritàsuprema e l’Islam l’unica religione permessa” Intanto, nel 2005 tre fratelli di Dallas venivano condannati per avere finanziato i terroristi palestinesi di Hamas. I fratelli Ghassan e Bayan Elashi sono stati condannati per 21 reati tra cui associazione a delinquere, riciclaggio di denaro sporco e vendita di beni appartenenti a un terrorista. Ghassan Elashi [2] è il fondatore della sezione texana del CAIR.
Si pensa che un’organizzazione che ospiti terroristi e che esprima il desiderio di sostituire la Costituzione con la Shariah venga schifata dai media e dai politici occidentali. Sembra che non sia proprio così.
Nell’Agosto del 2006 un sondaggio rivelava che molti americani erano a favore dei controlli aeroportuali e ferroviari verso i passeggeri di etnia mediorientale. L’agenzia di stampa Reuters[3] ha dichiarato che l’organizzazione per i diritti civili CAIR aveva protestato contro questo sondaggio. Ibrahim Hooper, direttore delle comunicazioni per il CAIR, chiedeva agli americani di risolvere il problema del terrorismo islamico tramite il dialogo con tipi come il CAIR: “Queste persone credono di proteggersi facendo così, ma stanno solo allontanando coloro che potrebbero aiutarli nella lotta al terrorismo.”
L’ufficio del CAIR del Kentucky ha offerto[4] un “addestramento alla sensibilità” per gli agenti dell’FBI, esaminando gli stereotipi relativi all’Islam e ai musulmani in modo da migliorare le relazioni con la comunità musulmana. Nel frattempo, un sondaggio rivelava che l’81% dei musulmani di Detroit vorrebbero la Shariah[5]. Yehudit Barsky, esperto in terrorismo presso il comitato ebraico americano, avverte che le organizzazioni musulmane sono influenzate dagli estremisti finanziati dai sauditi. Queste organizzazioni estremiste hanno preso il comando sull’Islam americano. Almeno l’80 per cento delle moschee americane sono state radicalizzate dai sauditi[6].
L’associazione degli studenti musulmani (MSA) fa la parte di un gruppo religioso per studenti[7]. Durante un incontro presso il Queensborough Community College di New York nel marzo 2003, un conferenziere di nome Faheed dichiarava che: “Noi rifiutiamo le nazioni unite, l’America e tutte le leggi. Noi non protestiamo davanti al Parlamento perchè non lo riconosciamo. L’unico rapporto che abbiamo con l’America è la sua distruzione. Presto ci sarà un musulmano alla Casa Bianca, che detterà le leggi della Shariah.”
Qundi, dove sono i cosiddetti “musulmani moderati” in tutto questo? Lo scrittore Robert Spencer[8] se lo è chiesto varie volte. L’Imam Siraj Wahaj è un oratore molto richiesto, al punto che nel 1991 è stato il primo musulmano a tenere un discorso al Congresso americano. Il problema è che Wahaj ha detto che gli USA cadranno se non accetteranno l’Islam, e che se i musulmani fossero più attivi politicamente potrebbero prendere il controllo degli USA e trasformarli in un califfato. Negli anni 90 Wahaj ha sponsorizzato dei discorsi pubblici da parte dello sceicco Omar Abdel Rahman nelle moschee di New York e del New Jersey; Lo stesso Rahman è stato arrestato poco dopo per avere tentato di fare saltare in aria il World Trade Center, e Wahaj è stato definito “un complice potenziale a piede libero.”
Mr. Spencer afferma che “Il fatto che uno che vorrebbe abbattere gli USA abbia avuto il permesso di parlare al Congresso è indice di un problema grave. I media sono talmente disperati per trovare un musulmano moderato e presentabile, che sono arrivati ad accontentarsi di quello.” La situazione è resa ancora più complicata da fattori come la Taqiyya e il Kitman, le dottrine islamiche di inganno e imbroglio. Anche se in origine erano usate dagli sciiti per difendersi dai sunniti, sono comunque sanzionate dal Corano (3:28 e 16:106) e molti integralisti musulmani le usano contro gli infedeli. Come diceva il Profeta, “la guerra è inganno.”
Il Professor Walid Phares[9] spiega l’uso di questo tipo di menzogna religiosa, parte integrante della Jihad moderna in cui il mondo islamico è più debole di quello degli infedeli: “Al-Taqiya, viene dal verbo Ittaqu, che significa letteralmene ‘evitare la minaccia’. Politicamente significa simulare qualunque opinione che ti permetta di vincere il nemico. Secondo la Al-Taqiya i musulmani hanno la Shar’iya (permesso) di infiltrarsi nella casa del nemico e seminare discordia e rivolte.” 
“Questi attivisti stanno agendo col permesso delle autorità musulmane, quindi possono mentire liberamente riguardo alla dottrina islamica. Sono dei mujahedeen (guerrieri sacri) veri e propri, la cui missione è sabotare le difese del nemico. Una delle strategie di guerra è il portare divisioni nel campo del nemico, ad esempio convincendolo che la Jihad non è rivolta verso di lui.”
Questo tipo di inganno ha una dimensione globale, a differenza dei metodi sovversivi usati dagli occidentali. L’unicità della Taqiya moderna è la ragione del suo successo presso le società moderne. La Taqiya sta vincendo grazie all’immensa ignoranza della classe politica occidentale, sia tra gli ebrei che tra i cristiani. 
Youssef Mohamed E[10]., ventiduenne libanese, è uno dei due sospettati di aver pianificato attentati su alcuni treni regionali da Colonia (Germania) nel Luglio del 2006. I suoi colleghi all’università erano stupefatti, non si aspettavano che potesse essere un terrorista. Secondo loro era un tipo perfettamente normale, amichevole, cortese, insospettabile, che non parlava mai male di nessuno. Secondo Youssef, la pubblicazione delle caricature di Maometto[11] è stata un insulto all’Islam che lo ha convinto a tentare di organizzare gli attentati. Muhammad Atta era il pilota del volo 11 American Airlines, il primo aereo a schiantarsi contro le torri gemelle nell’11 Settembre. Muhammad era uno studente in Germania, definito dai suoi colleghi come cortese e tranquillo. Molti Jihadisti in occidente hanno adottato la strategia della doppiezza religiosa, ossia sorridere agli infedeli anche mentre stai progettando il modo per ammazzarli. 
Secondo Robert Spencer[12], i manuali di Al-Qaeda contengono istruzioni su come vestirsi all’occidentale in modo da apparire come un musulmano non osservante ed occidentalizzato, oltre su come affittare un appartamento usando un nome falso e un’identità da non musulmano. In generale quei manuali avvertono di non avere l’aspetto tipico dell’islamico osservante (barba, abiti tradizionali, Corano) e di evitare espressioni, frasi e comportamenti tipici dei musulmani.
Gli ambasciatori arabi in Repubblica Ceca[13] sono stati infuriati nel vedere un documentario trasmesso dalla ÄŒTV in cui si usavano telecamere nascoste per riprendere una conversazione in una moschea di Praga. Il documentario mostrava un reporter che faceva la parte di una persona interessata alla conversione. Uno dei membri della moschea gli diceva che la legge islamica sarebbe arrivata in Repubblica Ceca, inclusa la pena di morte per adulterio. Secondo il giornalista, “quello che mi hanno detto era spaventoso, e se non fosse stato per la telecamera nascosta, niente sarebbe uscito dalla moschea.” Un giornalista con la conoscenza della lingua araba ha visitato varie volte una moschea a Stoccolma, e ha notato che la traduzione in svedese delle parole arabe dell’Imam non corrispondeva per niente. Ad esempio, l’Imam Hassan Mousa affermava in arabo che “l’America ha violentato l’Islam”, cosa di cui non si faceva cenno nella traduzione. L’Imam Mousa è ritenuto un “amico degli americani” da molti musulmani svedesi. Alla richiesta di chiarimenti, l’Imam rispondeva che l’Arabo è una lingua molto più ricca dello Svedese e che non è possibile tradurre tutto.
Esempi come questi ci fanno chiedere come possiamo fidarci dei “musulmani moderati” quando gli islamici praticano così apertamente la menzogna e l’inganno, al punto da considerare le menzogne come un modo stabilito e accettato di fare le cose? La risposta è semplice: non possiamo. 
Questo vuol dire che tutti i musulmani sono menzogneri? Ovviamente no, ci sono quelli che affermano apertamente le loro intenzioni. Il rifugiato più controverso della Norvegia, Mullah Krekar[14], ha detto pubblicamente che c’è una guerra tra l’occidente e l’Islam, che sarà vinta dall’islam. Krekar diceva apertamente: “Saremo noi a integrare voi. Guardate cosa sta succedendo in Europa, gli islamici si riproducono come mosche. La donna europea ha una media di 1.4 figli, la donna musulmana 3.5. Nel 2050, il trenta per cento della popolazione europea sarà musulmana. Siamo più potenti di voi, il vostro materialismo, il vostro egoismo e la vostra indecenza vi hanno reso deboli.”
La giornalista e scrittrice Oriana Fallaci ricordava come nel 1972 [15] avesse intervistato il terrorista palestinese George Habash, che le aveva detto che il problema palestinese andava ben oltre la questione israeliana. Secondo Habash gli arabi erano intenzionati a portare la guerra in Europa e in America, al punto che non ci sarebbe stata più pace per l’Occidente. Secondo lui, gli arabi intendevano avanzare un passo alla volta, anno dopo anno, determinati, pazienti e diretti al dominio del mondo. La Fallaci pensava che Habash si riferisse solo al terrorismo, ma poi si rese conto che stava parlando di una guerra culturale, demografica e religiosa contro un paese di cui vogliono rubare le risorse. In pratica, si parlava della guerra condotta tramite l’immigrazione, la fertilità, il multiculturalismo.
Lo stato americano crede di poter contenere la Muslim Brotherhood e i suoi seguaci tramite il dialogo[16] e la cessazione delle ostilità, dato che “portano solo all’odio e agli attacchi contro gli interessi americani.” Se è per questo, gli americani hanno chiesto all’ambasciata americana al Cairo di iniziare a dialogare con i capi della Muslim Brotherhood e stabilire le basi per un dialogo. Nel frattempo il leader della Muslim Brotherhood, Muhammad Mahdi Othman ’Akef affermava nel 2004 che l’America era un Satana che sarebbe crollato presto[17], dicendo che: “Sono sicuro che l’Islam invaderà l’Europa e l’America, dato che ha una logica e una missione.” E intanto, gli occidentali cercano di dialogare con quelli che li vogliono sottomettere e conquistare. A parte questo, che senso ha il “dialogo”? Poul E. Andersen[18], ex diacono della chiesa di Odense in Danimarca, mette in guardia contro le false speranze di un dialogo con i musulmani. Durante un dibattito presso l’università di Aarhus, Ahmad Akkari, musulmano, affermava che: “L’Islam ha condotto la guerra quando necessario e il dialogo quando possibile. Un dialogo è solo parte di un’iniziativa missionaria.” Quando Mr. Andersen ha provato a parlare di dialogo con il mondo musulmano in Danimarca, la risposta è stata: “Per un musulmano, discutere dell’Islam è superfluo. Ogni discussione sull’argomento è un’espressione di pensiero occidentale.” La conclusione di Andersen è stata che per gli islamici il dibattito religioso è impossibile per questione di principio. Se i musulmani parlano di religione lo fanno solo per fare propaganda islamica. 
Patrick Sookhdeo[19] scrive nel giornale britannico The spectator riguardo al mito dell’Islam moderato:
“I versetti pacifici del Corano sono quelli più vecchi, riconducibili al periodo in cui Maometto viveva alla Mecca. Quelli che inneggiano alla guerra e alla violenza sono stati scritti dopo, quando Maometto viveva alla Medina. Anche se Jihad ha vari significati, tra cui lotta interiore e sforzo spirituale, l’esempio di Maometto mostra chiaramente che lui interpretava la Jihad come guerra vera e propria, e che ordinava personalmente massacri, assassinii e torture. Gli studiosi islamici si sono basati su queste scritture per scrivere una teologia che divide il mondo in due parti, la casa della guerra e la casa dell’Islam, con i musulmani che hanno il dovere di trasformare la prima nella seconda tramite la guerra o la da’wa (attività missionaria)”
L’idea dell’Islam come religione di pace è sbagliata da almeno 1400 anni. L’islam è stato pace solo per i primi 13 anni, e da allora è diventato sempre più aggressivo, anche se con periodi di tregua momentanea. Per i musulmani di oggi, così come per i giuristi islamici del medioeveo, la verità è che l’Islam è una religione di guerra. 
Cosa è un musulmano moderato? Nel 2003, la Associated Press chiamava “moderato”[20] un chierico saudita che diceva che gli attacchi terroristi nella capitale violavano la santità del Ramadan. Si trattava del chierico Sheikh Saleh Al-Fawzan, membro del consiglio dei chierici, la più alta tra le autorità religiose saudite. Saleh ha scritto i testi religiosi usati per l’insegnamento di cinque milioni di studenti sauditi. Per lui la schiavitù è una parte dell’Islam, una forma di Jihad che rimarrà in auge fino a che esisterà l’Islam. Insomma, per gli standard sauditi un chierico moderato è uno che vorrebbe la schiavitù nel ventunesimo secolo. 
Durante il suo discorso inaugurale alla conferenza islamica del 16 Ottobre 2003, il primo ministro malese Mahathir Mohamad[21] diceva che: “Siamo tutti musulmani, siamo tutti oppressi e umiliati. Un miliardo di musulmani non possono farsi sconfiggere da pochi milioni di ebrei, ci deve essere un modo per vincere. Gli ebrei sono i padroni occulti del mondo, costringono gli altri a combattere e morire per loro. Hanno inventato il socialismo, il comunismo, i diritti umani e la democrazia pur di farsi proteggere dalle persecuzioni. Hanno preso il controllo di paesi più potenti di loro e sono diventati una superpotenza.” Secondo Mahathir i musulmani possono vincere la loro battaglia finale, e ha ricordato i tempi in cui gli europei si inginocchiavano davanti agli studiosi islamici pur di poter avere accesso alla loro sapienza. 
Farish Noor[22], uno studioso malese esperto in politica islamica, afferma che in Malesia non esiste l’idea di stato laico: “La società è già islamica. Rimane da vedere che tipo di società islamica sarà.” Il paese è già islamizzato, gli agenti di polizia islamica arrestano le coppie non sposate per “contatti inappropriati”. Nonostante ciò, la Malesia viene considerata uno dei paesi islamici più moderati. Cosa ci dice tutto ciò? 
Mentre i soldati della NATO rischiano le loro vite per stabilire un regime moderato e democratico in Afghanistan, gli afghani hanno eletto un governatore[23] che ha diretto la distruzione di due statue millenarie del Buddha durante il regime talebano. Mawlawi Mohammed Islam Mohammadi era il governatore talebano nel marzo 2001, mentre le due statue buddiste sono state distrutte. Nell’Afghanistan “moderato”, la polizia ha arrestato sei persone per avere lapidato una donna afghana accusata di adulterio[24]. Per caso sono stati arrestati perchè la lapidazione è un atto barbarico? No, sono stati arrestati perchè la lapidazione non era autorizzata dallo stato, il mullah che aveva autorizzato l’esecuzione non era un giudice. 
Ashram Choudhary, parlamentare musulmano in Nuova Zelanda[25], approva la lapidazione degli omosessuali e degli adulteri, dato che è sancita dal Corano. Per fortuna il parlamentare assicura che non intende diffondere la pratica in Occidente. Questa non è una faccenda su cui scherzare, dato che nel 2004 a Marsiglia una donna tunisina di 23 anni è stata lapidata a morte[26].
Il democratico Ben Haddou[27], membro del comune di Copenhagen, afferma che “è impossibile condannare la Sharia, e i musulmani che lo affermano stanno mentendo. La Shariah comprende le regole per la vita, le leggi per l’eredità, il digiuno e il bagno. Chiedere ai musulmani di rinunciare alla Shariah è come dichiarargli guerra.” Leggete di nuovo questa affermazione, e rileggetela bene. Per i musulmani in Occidente, dover vivere secondo le leggi laiche e non secondo le loro leggi religiose è come ricevere una dichiarazione di guerra. Come reagiranno, se non con la guerra? Inoltre, dato che la Shariah richiede che i non musulmani siano inferiori ai musulmani, per loro la “libertà di religione” significa la possibilità di rendere i non musulmani dei cittadini di seconda classe nei loro stessi paesi.
Il tesoriere federale Peter Costello[28] afferma che i musulmani australiani devono rifiutare pubblicamente il terrorismo in tutte le sue forme e adottare i valori australiani. Il primo ministro australiano John Howard ha affermato che i musulmani devono imparare l’inglese e mostrare rispetto verso le donne. Queste affermazioni hanno scatenato le proteste della comunità musulmana australiana. 
Hammasa Kohistani[29], la prima Miss Inghilterra musulmana, afferma che stereotipare la comunità musulmana la porta all’estremismo, e che i musulmani moderati si stanno rivolgendo all’estremismo dato che vengono considerati estremisti in ogni caso. Secondo lei, se gli estremisti musulmani commettono attacchi contro i non musulmani, i non musulmani non dovrebbero prendersela dato che altrimenti i musulmani moderati si offendono e diventano terroristi. Quindi, basta così poco per trasformare un moderato in un terrorista?
Purtroppo gli estremisti vengono ancora difesi dalle sinistre tramite la propaganda. Gli agenti di polizia inglesi sono costretti a seguire “addestramento alla tolleranza”[30] presso una scuola islamica che poi è stata investigata per attività terroristiche. Gli agenti di polizia locali hanno dovuto fare almeno 15 corsi relativi alla cultura musulmana. 
Nell’agosto del 2006, dopo la scoperta di un complotto volto al sabotaggio di vari voli tra l’Inghilterra e gli USA, i leader della comunità musulmana hanno presentato una serie di richieste al governo, tra cui c’era l’introduzione della Shariah per i casi nell’ambito familiare[31]. Il Dr. Syed Aziz Pasha, segretario generale dell’Union of Muslim Organisations inglese e irlandese ha dichiarato che: “Le abbiamo detto che se ci darà i diritti religiosi, saremo in condizioni di convincere i giovani che veniamo trattati allo stesso modo degli altri cittadini.” Charles Johnson[32] del blog Little Green Footballs ha commentato che i musulmani vogliono essere trattati allo stesso modo, ma vogliono il privilegio di potere usare il loro sistema giuridico uscito dal Medioevo.
Dopo la scoperta del complotto, parecchi gruppi musulmani inglesi hanno spedito una lettera al primo ministo Tony Blair[33] in cui lo si minacciava con questi toni: “Secondo noi la politica di questo governo sta mettendo a rischio i civili, sia in UK che all’estero. Il Regno Unito deve cambiare la sua politica estera e dare la Shariah ai musulmani.” Le stesse minacce sono arrivate dopo gli attentati di Londra del 2005. I musulmani sono ben organizzati e hanno già preparato le loro richieste. Ogni atto di terrorismo jihadista è un’opportunità per pretendere altre concessioni. I musulmani moderati e i fondamentalisti sono alleati, non avversari. Mentre i fondamentalisti fanno saltare le bombe, i moderati minacciano che se non si farà come dicono loro ci saranno altri attentati. La Jihad non è solo una faccenda di violenza, ma anche di minacce. Così come non c’è bisogno di picchiare continuamente un asino per farlo ubbidire, così i musulmani non hanno bisogno di fare attentati continui. I musulmani fanno un attentato ogni tanto, giusto per essere sicuri che gli infedeli siano sottomessi e intimiditi. Purtroppo, questa tecnica funziona. Un ospedale inglese ha adottato un pigiama simile a un burka[34] per permettere alle pazienti musulmane di coprirsi completamente. Il “pigiama multiculturale” è stato il primo in Gran Bretagna, ma ce ne saranno altri. 
Il professor Moshe Sharon[35] insegna storia islamica presso l’università ebraica di Gerusalemme. Per lui la hudna è uno stato di tregua temporanea usata come strategia islamica contro gli infedeli:
Nell’Islam la pace può esistere solo tra paesi islamici, tra musulmano e musulmano. Tra musulmano e non musulmano ci può essere solo una tregua temporanea per dare modo al musulmano di raccogliere le forze. Si tratta di una guerra eterna che durerà fino alla fine dei giorni. La pace è possibile solo dopo la vittoria completa dell’Islam. Nel frattempo, ci può essere solo una tregua temporanea. Poche settimane dopo la firma del trattato di Oslo il leader palestinese Arafat andò in una moschea di Johannesburg e si scusò per avere firmato un trattato con gli ebrei, andando contro alle regole islamiche. Arafat disse di avere fatto quello che aveva fatto il Profeta, citando la storia di Hodaybiya. In quella storia il Profeta aveva firmato un accordo con la tribù Kuraish promettendo 10 anni di pace, che infranse dopo due anni con un pretesto.”
Ho già detto che persino Terje Röd-Larsen[36], diplomatico norvegese e inviato delle Nazioni Unite oltre che figura chiave del processo di pace di Oslo negli anni 90, ammetteva che “Arafat non faceva altro che mentire.
Gli arabi non hanno mai voluto la pace con Israele, ma solo prendere tempo per raccogliere le forze. Le offerte di pace da parte israelita venivano viste come segni di debolezza. Il cosiddetto trattato di Hudaybiyya, firmato mentre Maometto e i suoi seguaci non erano ancora abbastanza forti per assalire la Mecca, è diventato il modello per le relazioni islamiche con i non musulmani. Sharon affermava che nella giurisprudenza islamica ciò è un precedente legale per potere offrire un trattato di pace della durata massima di 10 anni, ma di poterlo infrangere appena conveniente. Per gli islamici accettare una tregua è solo una scelta tattica per quando l’avversario è troppo forte. Il mondo islamico non ha solo il concetto di guerra aperta, ma anche quello di guerra tramite infiltrazione, come sta avvenendo per ora. C’è una possibilità di terminare questo stato di guerra? Secondo Moshe Sharon, la risposta è negativa. Al massimo si possono ottenere pochi anni di calma relativa. 
Hugh Fitzgerald, Vice Presidente del comitato Jihad Watch [37] afferma che i musulmani moderati: “sono persone che si definiscono musulmani e che di cui noi come infedeli non possiamo prevedere il comportamento futuro, e nemmeno quello dei loro figli. C’è la possibilità che il musulmano moderato diventi un fondamentalista, oppure che lo diventi uno dei suoi figli. In tutto l’occidente ci sono figli di musulmani molto più osservanti e fanatici dei loro genitori.” Purtroppo ciò è vero. Nel novembre 2005, uno studio pubblicato dal Canada’s National Post[38] ha dimostrato che una grande percentuale dei musulmani canadesi coinvolti in attività terroristiche erano nati e cresciuti in Canada. Questa è una grande differenza rispetto al passato, in cui i terroristi erano in gran parte immigranti e rifugiati. Secondo lo studio: “Non esiste una sola strada che porti all’estremismo. La trasformazione in estremista è un processo individuale. Dopo il passaggio all’estremismo, gli individui iniziano una serie di attività, dalla propaganda al reclutamento, passando per l’addestramento al terrorismo e la partecipazione a operazioni di terrorismo.” Hugh Fitzgerald si chiede quanti dei nostri immigranti musulmani sono davvero moderati, e quanti di loro diventeranno come Ayaan Hirsi Ali. Uno su venti? Uno su cento? Uno su mille? Uno su diecimila? Quanti diventeranno come Magdi Allam in Italia o come Bassam Tibi in Germania? Quanti Ibn Warraqs, quanti Ali Sinas, e quanti convertiti al cristianesimo come Walid Shoebat ci saranno su mille immigranti? Ha senso accogliere un milione di immigranti se solo pochi di loro vedranno la luce della ragione?“Che i musulmani rimangano nel Dar al-Islam. Che gli infedeli capiscano che i fallimenti politici, economici, sociali e intellettuali delle società islamiche sono causati direttamente dall’Islam, e che lo dicano in faccia ai musulmani.” Youssef Ibrahim[39] del New York Sun è stanco del silenzio della maggioranza musulmana: “Non ho sentito nessun musulmano, moderato o estremista, protestare conto l’assassino del critico olandese Theo van Gogh se non in modo veramente superficiale. Nell’Islam chi tace acconsente. La domanda è: se i musulmani hanno dimostrato di essere in grado di pianificare l’assassinio di centinaia di innocenti, che aspettano gli europei a catturarli e a rimandarli a casa loro?” La domanda è giusta, e molti europei se la stanno ponendo in questo momento. Una parte della risposta è data dalle reti pro-islamiche costruite durante gli ultimi decenni nel silenzio dei media. Inoltre, le classi dirigenti europee hanno propagandato il multiculturalismo per anni e non hanno il coraggio di ammettere di avere fatto un tremendo errore che potrebbe distruggere i loro stessi paesi. 
E’ possibile che quei paesi occidentali dove gli infedeli sono abbastanza forti copino i Decreti di Benes della Repubblica Ceca del 1946, quando circa tre milioni e mezzo di tedeschi Sudeti hanno dimostrato di essere una “quinta colonna” senza alcuna fedeltà verso lo stato. Il governo ceco li fece espellere tutti. Come dimostra Hugh Fitzgerald della Jihad Watch, ci sono più motivi oggi per espellere i musulmani di quanti ce ne fossero per espellere i Sudeti nel 1946. 
La cosa più civile che si potrebbe fare ora per salvare la nostra civiltà e scongiurare una guerra mondiale con perdite sanguinose tra musulmani e infedeli, è una politica di contenimento verso il mondo islamico, come suggerito da Mr. Fitzgerald. Ciò include fermare l’immigrazione dai paesi musulmani e rendere i nostri paesi del tutto ostili verso gli islamici. Gli islamici devono avere due scelte: occidentalizzarsi o essere sbattuti fuori. 
Ho paragonato l’Islam al film “Matrix”, in cui la gente era imprigionata in una realtà virtuale . Nel film, tutti quelli che non erano stati scollegati dalla realtà virtuale erano nemici potenziali. Sono arrivato a credere che ciò valga anche per l’Islam. Alcuni potrebbero dire che escludere e cacciare via i musulmani sia una violazione dei nostri stessi valori. Non credo sia così, dato che quei pochi musulmani che abbiamo hanno causato danni enormi alla nostra economia, alla nostra cultura e alla nostra libertà. Sarebbe molto peggio tradire i secoli di cultura laica e di avanzamento tecnologico, oltre che il futuro dei nostri discendenti, solo per fare contenti dei musulmani che non vogliono contribuire alla nostra società e che ci odiano. 
Come ho dimostrato ampiamente, per un musulmano mentire agli infedeli è una cosa normale e accettata. Ho anche dimostrato che fondamentalisti e “moderati” sono molto più vicini tra loro di quanto pensiamo. Entrambi vogliono la Shariah, cambiano solo i metodi. Anche quelli che oggi sono moderati, domani potrebbero radicalizzarsi, oppure potrebbero farlo i loro figli. Basta poco a causare il cambiamento, anche una cosa da niente come una notizia sul giornale o una crisi personale. I pochi musulmani veramente moderati e tolleranti saranno messi a tacere dai loro colleghi più aggressivi.
Alla fine, ciò che conta non è la differenza tra moderati e radicali, ma tra musulmani e non musulmani. Secondo Ibn Warraq ci possono essere dei musulmani moderati, ma l’Islam non sarà mai moderato. Come scrive nel suo libro “Leaving Islam — Apostates Speak Out”, una serie di testimonianze da parte di ex musulmani, quelli che sono usciti dall’islam sono gli unici che sanno veramente di cosa si tratta. Il problema è che le loro voci hanno la maledizione di Cassandra.
Fonti:
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http://www.jihadwatch.org/dhimmiwatch/archives/012991.php
38.
http://www.canada.com/national/nationalpost/news/story.html?id=cb4b3799-46b2-4bff-b42e-852d05978222&page=1
39.
http://www.nysun.com/article/38586?page_no=2

Ma chi li vuole i rifugiati?

Cari amici, ho trovato questo articolo su un sito polacco di destra, e ho pensato che forse avrebbe potuto interessare qualcuno (dopo una traduzione, voi coglioni è già tanto se sapete l’italiano, figuriamoci l’inglese). Come al solito, i polacchi ci danno lezioni su tutto! Ci sono alcune connotazioni razziste che non mi piacciono e che non condivido, ma l’articolo è interessante. Buona lettura.

Ma chi li vuole i rifugiati?

Ultimamente, alcuni con cui ho lavorato mi hanno invitato a vedere qualcosa riguardo alle loro nuove iniziative, in particolare le Organizzazioni Non Governative (ONG) che si occupano di rifugiati. Non potevo certo mancare a un’occasione del genere, e ho deciso di seguire alcuni dei loro incontri. Non posso dire di essermi divertito, ma parlare con questa gente è stato molto istruttivo. Per darvi il contesto: le organizzazioni di cui parlo si trovano in Polonia e collaborano con altre ONG in Europa Centrale, nei Balcani e in Grecia.
Questi gruppi hanno una presenza importante nei media (Internet inclusa) – come credo che sia in tutti i paesi europei – e pensavo che fossero organizzate da professionisti del campo, con l’obiettivo di creare una nuova utopia in cui le razze non esistessero più. Mi sbagliavo. Si tratta solo di ladruncoli che mangiano sui fondi statali e che non hanno una vaga idea di quello che stanno facendo. Ma andiamo in dettaglio.
Primo, tutti i gruppi che ho visto erano molto piccoli, e si trattava delle stesse persone che avevo visto in altre organizzazioni. Dove ci sono fondi statali per aiutare i senzatetto, c’è una ONG “aiutiamo i senzatetto”. Dove ci sono fondi per combattere l’omofobia, c’è una ONG “aiutiamo i gays”. Adesso che il punto cruciale sono i “rifugiati”, avrete capito che sta succedendo. Insomma, si tratta del solito branco di idioti di sempre.
Gli“organizzatori” sembrano numerosi e con un supporto enorme, ma non è vero. Ad esempio, una di queste ONG “Aiutiamo i rifugiati” è un’unione di 12 ONG, solo che si tratta sempre degli stessi dieci attivisti organizzati sotto vari nomi.
Gli incontri di queste ONG non sono molto popolari. Quelli che ho visto avevano una media di cinque partecipanti, senza contare quelli che ci lavorano direttamente. Gli incontri più frequentati sono quelli in cui c’è la partecipazione obbligatoria da parte di studenti o di burocrati impiegati presso scuole, università e uffici statali. Questi eventi sono gli unici le cui foto vengono pubblicate su Facebook. Posso dirvi che non molti di questi spettatori prestavano attenzione a quanto avveniva, e ancora meno di loro erano d’accordo con gli attivisti.
A giudicare dal numero di likes su Facebook e dal supporto stampa, sembrerebbe che queste iniziative godano di parecchi sostenitori. Anche questa è una balla. Molti dei likes vengono da amici personali degli organizzatori, e spesso il numero di commenti è zero. Persino gli attivisti ammettono – specialmente durante le conversazioni amichevoli – che molti non sostengono la sostituzione degli europei con i rifugiati, anzi tutto il contrario. Stranamente, loro stessi dicono che la stessa cosa avviene in tutta Europa, anzi un attivista mi ha detto che le manifestazioni del PEGIDA avrebbero molti più sostenitori di loro, se il governo tedesco non fosse riuscito a terrorizzare così la popolazione.
Dato che non hanno supporto popolare, gli attivisti non possono affidarsi alle donazioni private. Ci sono persone disposte a donare tempo e soldi per il glorioso ideale del farsi colonizzare a forza, ma il loro supporto è molto meno di quello che viene fornito dallo Stato. I media dicono che le ONG lavorano per cercare di influenzare i cuori degli europei e convincerli ad accettare l’immigrazione selvaggia. Il loro vero obiettivo (come ammettono persino loro) è l’influenzare i governi verso le riforme legislative (soprattutto riguardo ai crimini razzisti e alla propaganda rivolta all’odio), all’accettazione dell’immigrazione selvaggia e alla sostituzione della popolazione nativa con gli immigrati. Gli attivisti se ne fregano altamente del diritto di scelta o della libertà di parola, vogliono portare avanti i loro obiettivi che il popolo lo voglia o no.
Tutti gli attivisti ammirano la Germania, ma non il popolo tedesco o la cultura tedesca. Ciò che ammirano è il regime tedesco con il suo piano di distruzione della cultura e della popolazione tedesca. Tutti i sinistrorsi europei adorano il regime della Merkel, e vorrebbero che le loro nazioni seguissero lo stesso piano di occupazione e di autodistruzione. Una delle strategie dei sinistrorsi è l’usare il governo tedesco per forzare le stesse politiche tedesche sui loro stessi governi. A dire la verità, gli attivisti non hanno altra scelta dato che non hanno nessun supporto popolare, specialmente in Europa Orientale. Le iniziative che organizzano sono completamente ridicole. Ad esempio, gli attivisti affermano di avere creato un collettivo di giornalisti per un media alternativo, ma in realtà si tratta solo di un tipo in Grecia che di tanto in tanto va in Macedonia, scatta qualche foto e le mette su Facebook. Gli attivisti amano pubblicare grandi liste di eventi, tipo concerti e simili, ma si dimenticano di dire che tali eventi sono seguiti solo da loro stessi, e che riescono ad organizzarli solo perchè le autorità locali gli danno gli spazi a gratis. A volte gli attivisti organizzano attività caritatevoli per gli immigranti, ma questo significa che riempiono un’auto di vestiti usati e li portano in Macedonia per distribuirli, spendendo molto più in benzina che in carità. Senza i fondi e il supporto del governo, questi attivisti non esisterebbero neanche.
Ora, fatemi descrivere la psicologia e l’ideologia di questi attivisti pro rifugiati. Si tratta degli stessi idioti dilettanteschi e litigiosi che conoscevo da prima. (Parecchio litigiosi. Ognuno di loro mi ha consigliato di stare lontano dagli altri per non farmi truffare.) Devo dire di avere notato qualche caratteristica nuova.  Per prima cosa, i sinistrorsi hanno deciso di dichiarare guerra alla razza bianca. Certo, per i primi minuti diranno di volere aiutare i rifugiati, di voler dare un’opportunità a chiunque e così via. Ma se li lasci parlare o se gli fai le domande giuste, gettano la maschera. I sinistrorsi se ne fregano di chi vivrà in Europa, e sostengono i mediorientali solo perchè stanno arrivando in massa. Se fossero cinesi o eschimesi sarebbe la stessa cosa, tutti vanno bene
purchè non siano bianchi. Non gli frega niente degli immigranti, l’unica cosa che vogliono è la distruzione della razza bianca.
Secondo, l’ideologia sinistrorsa è una specie di AIDS mentale, basato sul bispensiero orwelliano. Gli attivisti con cui ho parlato apprezzano l’immigrazione perchè è una minaccia al patriarcato occidentale, anche se sanno che i musulmani sono molto più patriarcali. I sinistrorsi pensano che i rifugiati siano profughi in fuga dalle guerre, anche se sanno che quasi tutti sono giovani che vengono da posti dove non c’è alcuna guerra. I sinistrorsi pensano che si possa integrare chiunque, ma sanno che tutti i paesi con un gran numero di immigranti soffrono conflitti etnici e religiosi. Insomma, conoscono i fatti ma se ne fregano, dato che quello che conta per loro è la creazione di un’Utopia multirazziale tramite lo sradicamento degli europei dai loro paesi.
Terzo, per loro il rifugiato è quello che prima era l’ebreo, il gay, il transessuale e così via. Quest’ondata di immigranti è in grado di distruggere le popolazioni europee, e se qualcosa si mette in mezzo agli interessi degli immigranti deve essere distrutta. La cosa peggiore è che molti di questi attivisti stanno studiando l’arabo, collaborando con gli imam locali e lodando la supremazia del mondo arabo. Gli stessi sinistrorsi polacchi, che fino a poco fa erano più filosionisti dei sionisti, sono diventati filo palestinesi. Se ci sono minoranze ebraiche che non vogliono collaborare con i musulmani, i sinistrorsi le lasciano semplicemente perdere. Come aveva previsto Houellebecq, pur di distruggere l’Europa i sinistrorsi sono disposti a distruggere tutto, anche la loro stessa sinistra.
Infine, sono arrivato a due conclusioni tramite i miei incontri con gli attivisti.
Primo, è evidente che le loro idee non hanno supporto popolare. Gli attivisti sanno che la maggior parte del pubblico è contro l’immigrazione, quindi l’immigrazione potrà continuare solo a patto di sospendere la democrazia. Basti guardare le ultime elezioni in Austria per capire che la classe dirigente sia dispostissima a farlo.  Secondo, la sinistra teme i bianchi fieri della loro razza più di ogni altra cosa. I sinistrorsi polacchi si lamentavano di non essere riusciti a convincere gli immigranti polacchi in UK a fare comunella con i musulmani contro gli inglesi, e di non essere riusciti a convincere gli immigranti ucraini in Polonia a fare comunella con i musulmani contro i polacchi. Uno degli obiettivi della sinistra è portare zizzania tra gli europei. Dobbiamo fermare ogni forma di divisione tra europei, dato che questo è il momento in cui gli europei devono unire le proprie forze.
Voglio ammonire i miei lettori a non farsi prendere dal pessimismo. Sappiamo che in certi paesi la sinistra ha ottenuto qualche successo, grazie ai fondi e agli aiuti statali (Germania) o grazie ai legami col crimine organizzato (Grecia). La superiorità della destra resta comunque innegabile: quando hanno ricevuto supporto, i nazionalisti sono riusciti a formare pattuglie ai confini o un vero e proprio reggimento di fanteria con supporto corazzato, conducendo una vera guerra con l’aiuto di un movimento civile.
Dobbiamo vedere le cose come stanno. La sinistra ci odia, come europei e come bianchi fieri della nostra razza. La sinistra ci vuole sostituiti dagli immigranti, e ci sta lavorando sopra. Però la sinistra non è al posto di comando, si limita a seguire le direttive di altri. Il posto di comando è occupato dai governi, dalle organizzazioni internazionali, dalle corporazioni, dal crimine organizzato, dalle minoranze etniche (specialmente la comunità ebraica, ben organizzata). Lo stato crea un vuoto ideologico, che la sinistra cerca di riempire con la sua ideologia.
Per concludere, siamo seriamente in pericolo. I governi e le organizzazioni internazionali vogliono sostituire le popolazioni europee con gli immigranti. Le ONG di sinistra non hanno potere, ma stanno cercando di forzare la mano a chi ha il potere, costringendolo a un’azione violenta e genocida. Molti europei sono contro questo piano. La destra deve organizzare questi europei in modo da fermare l’immigrazione. Questa è una guerra che deve essere combattuta, e che potrà essere vinta.
Sarà questo il futuro?