La felicità dell’emigrante (bestemmiante)

Ultimamente ho avuto poco da fare, e ho provato ad occupare il tempo frequentando alcuni gruppi di emigranti italiani.

OK, è stata un’idea degna di Tafazzi, lo ammetto. Contenti?

 

Una cosa che mi ha fatto pensare è il fatto che non tutti tutti sono andati via semplicemente per lavoro, soldi e così via. OK, il lavoro e i soldi sono fondamentali, ma non sono il 100% della vita di una persona (almeno non di una persona con un minimo di umanità). Per molti la scelta di emigrare è anche una faccenda di felicità.

In che senso?

Quando passa la fase iniziale, in cui l’emigrante è convinto di avere trovato il Paradiso, cominciano a venire fuori le magagne del paese in cui si è emigrati. Diciamo la verità, il paese perfetto non esiste, e ci sono paesi con problemi GROSSI. In qualunque paese si vada, ci sarà sempre qualcosa che non andrà bene e che in Italia funziona indiscutibilmente meglio. Per dirne una, qui in UK c’è una cultura decisamente di merda: l’inglese medio è stronzissimo, arrogante, chiuso e vanitoso come se fosse chissà chi. Gli stessi inglesi sono i primi a dire “British people are cunts” e a consigliare di non prendersela troppo quando gli altri si comportano male senza alcun motivo sensato. Se dovessi fare i conti, potrei elencare un sacco di cose che proprio non vanno in Inghilterra:

  • Gli inglesi sono una razza di bevitori, ma non bevitori allegri come i veneti o i polacchi. L’inglese non beve per apprezzare la serata o per godersi la bevuta, l’inglese beve di brutto in modo da stordirsi, vomitare e collassare, magari dopo avere preso a legnate un poveraccio che passava da quelle parti per caso. Avete presente Begbie di Trainspotting? E’un buon esempio di inglese.
  • Se si escludono le grandi città, in generale la provincia inglese è un cagaio post-industriale soffocato da miseria, disperazione e fabbriche dismesse.
  • L’underclass inglese è orrenda, una massa di miserie umane perpetrate da un sistema di benefits che ha dato di matto e ha reso impossibile uscire dalla condizione di povertà e di dipendenza dagli aiuti statali.
  • Il fondamentalismo islamico è una minaccia seria.
  • In città, la qualità dell’aria è tremenda, anche se non al livello di Roma o Milano.

E tante altre che non vi sto a raccontare. Come mai rimango qui, nonostante ci siano tutti questi problemi?

PERCHE’ QUI SONO FELICE, CAZZO!

Questo è quello che conta. Ci sono cose che non vanno ovunque. Se uno dovesse stare a pensare alle cose che non vanno, troverebbe difetti ovunque. Ci sono persone emigrate in posti che hanno problemi gravissimi, oppure in posti oggettivamente più poveri dell’Italia. Ma sono felici, stanno bene, e questo è quello che conta. Ognuno ha i suoi motivi per emigrare (o per non emigrare), e se riesce a trovare la felicità in un altro posto, allora ha fatto bene ad andarsene. Questo è il motivo per cui sono critico verso quelli che se ne partono per emigrare solo per motivi di lavoro. Uno che se ne va solo per il lavoro si troverà malissimo, non si integrerà mai, e appena possibile se ne tornerà in Italia. L’unico che è disposto a sconvolgere completamente la sua vita e a cambiare tutto, è quello che in Italia si trovava male. Vuoi per la corruzione, vuoi per la mentalità della gente, vuoi per la politica, vuoi per il familismo amorale, vuoi per l’ignoranza, vuoi per il calcio, il motivo non conta. Solo l’irrequieto che si è irrimediabilmente scassato la minchia dell’Italia se ne andrà e riuscirà a prosperare. Quello che va via per lavoro, tornerà indietro presto o tardi.

Questo è il motivo per cui si vedono tanti emigranti felicissimi, anche se fanno un lavoro non molto diverso da quelli che facevano in Italia. Probabilmente non tornerebbero in Italia nemmeno se gli offrissero un posto migliore e un costo della vita più basso. Ovviamente, non se la sentono di fare questo discorso agli italiani che sono rimasti in Italia, quindi rispondono sempre di essersene andati via per motivi di lavoro. Ci sono molti italiani che si trovano bene nella cultura italiana, e a questi è inutile spiegare che tale cultura a molti può semplicemente non piacere e apparire come una tortura cinese. Ricordo quando un terrone mi ha detto: “Palermo fa schifo, ma mi ci trovo bene. Qui a Palermo sono felice come un porco in mezzo alla merda!” Mai paragone fu più azzeccato!

In tutte le culture ci sono gli “irrequeti” che non si trovano bene con la cultura locale, o che hanno voglia di provare un altro tipo di vita. Chi si trova bene nella cultura italiana ci starà, anche senza soldi e senza lavoro. Chi ci si trova male se ne vorrà andare, anche se fuori dall’Italia ci sono situazioni brutte e cose che non vanno. Questo significa che gli italiani della “diaspora” non torneranno mai, se non in vacanza.

Conclusioni

Concludendo, finitela di scassare la minchia riguardo all’emigrazione. Chi vuole andare va, e non torna. Chi non vuole andare resta, oppure va via per il minimo necessario. Questa generazione si è persa, la vita in Italia è diventata talmente opprimente che se ne sono scappati tutti proprio perchè gli avete triturato la minchia.

Non avete caputo un cazzo? Vabbè, non preoccupatevi, metto una bella cicciona tettona così almeno vi rifate gli occhi!

Attacco a Westminster – Il terrorismo Open Source

OK, ragazzi, tanto per cambiare abbiamo avuto un attacco terroristico a Londonistan. Intendiamoci, ritengo Londonistan un tale cagaio che non credo sia possibile peggiorarla se non con un’invasione da parte dei Supplizianti di Hellraiser, ma prendiamo comunque in esame il caso dato che ci tocca un poco tutti.

Il fatto

Il 22 Marzo 2017 il signor Khalid Masood ha noleggiato un SUV Hyundai Tucson ed ha guidato fino a Londonistan. Arrivato al ponte di Westminster è salito sul marciapiedi e ha iniziato a investire pedoni a casaccio. Da notare una rumena che ha fiutato il pericolo e si è tuffata nel Tamigi, salvandosi le chiappe. Come al solito, i rumeni sanno sempre cosa fare quando arrivano i musulmani! Continuando sulla strada Khalid ha girato a sinistra, ha fermato il SUV e ha accoltellato il povero sbirro inglese in servizio al casello d’entrata. Nel caso non lo sapeste, qui in generale gli sbirri sono disarmati. Khalid non ha avuto il tempo di farsi i selfie col cadavere perchè sono arrivati vari agenti in borghese (molto armati) che lo hanno ridotto a un gruviera. Nella foto, le ultime parole del terrorista:

Ciao ciao, Khalid! Che la terra ti sia pesante, e che le 71 vergini siano capre!

L’attentatore

Contrariamente a quanto molti geniacci potrebbero pensare, Khalid non era un immigrato arrivato fresco fresco dal Pakistan, e nemmeno un fanatico religioso. Il nostro amicone è nato e cresciuto in UK, era cittadino UK a tutti gli effetti e aveva condotto una vita normalissima: 52 anni, moglie e figli, convertitosi all’Islam in età adulta e mai coinvolto in attività terroristiche o in episodi di fanatismo religioso. In vita sua aveva avuto varie condanne, ma tutte per reati comuni tipo risse, lesioni personali e possesso di arma da taglio. Insomma, Khalid Masood era tutto tranne che la figura tipica del terrorista, anzi era il prototipo del musulmano occidentalizzato e integrato che se ne fotte altamente dell’Islam e della religione in generale.

Conseguenze

Bene, spero che questo fatto vi sia piaciuto, perchè è meglio se ci facciamo l’abitudine. Gli attacchi del genere saranno sempre più comuni, e non ci si potrà fare mai niente. Khalid era insospettabile fino all’ultimo, anche se un poliziotto lo avesse fermato cinque minuti prima dell’attentato non avrebbe trovato niente di strano in un cittadino inglese di Birmingham che affitta un SUV e va a Londra per farsi i cazzi propri. Anche a perquisirlo, non gli avrebbero trovato addosso nulla di illegale

Mi fanno morire dal ridere quelli che urlano “A E’ COLPA LORO BISOGNA RIMANDARLI TUTI A KASA LORO BASTA KN BUONISMO PADRONI HA KASA NOSTRA”. Ma dove cazzo li vuoi rimandare? Khalid era cittadino inglese nato in UK. Gli attentatori di Parigi erano parigini nati e residenti a Parigi. Che fai, li rimandi a casa? A letto senza cena?

Ci stiamo trovando di fronte un fenomeno pressochè unico nella storia. Di solito gli immigranti delle generazioni successive tendono ad integrarsi e a fregarsene della cultura dei genitori. Invece noi ci troviamo di fronte degli immigranti di seconda o terza generazione assai più radicalizzati dei loro genitori, al livello da rimproverare le loro madri perchè girano senza velo. E’ una generazione perduta, radicalizzata dagli imam locali finanziati dai sauditi, piena di disprezzo per la cultura occidentale e senza neanche la possibilità di tornarsene nei paesi dei loro genitori, con cui non hanno nessun legame.

In pratica, viviamo in una società dove basta veramente un niente per trasformare un cittadino normalissimo in un attentatore suicida disposto a morire, anzi felice di morire, pur di fare danni e andarsene in un lampo di gloria. Come si ferma un nemico del genere? E’invisibile, mortale, e non si fa intimidire da niente e da nessuno. Nessuna condanna penale e nessuna galera lo fermerà nemmeno per un secondo, lui sa benissimo che non ci andrà mai.

Un attentato del genere ha fatto relativamente pochi danni, e nessun danno alle istituzioni. Khalid non è neanche riuscito ad entrare a Westminster. Nonostante ciò, il suo attentato è stato un successo: ha sparso terrore a piene mani, è costato una quantità enorme di soldi e di manodopera allo stato, e ha dimostrato che nessuno è al sicuro. OK, il Parlamento è blindato e non ci entra nessuno, ma non si possono blindare tutte le strade d’Europa e il cittadino europeo ha molta più paura di un terrorista che lo spiaccica per strada che del terrorista che fa saltare in aria il parlamento (anzi, è probabile che nel secondo caso gli darebbe pure una mano).

Il terrorismo “Open Source”

Il cosiddetto terrorismo Open Source è il modo in cui il terrorismo si è adattato alla società blindata e ultracontrollata di oggi. Le forze dell’ordine hanno sventato la quasi totalità degli attentati in grande stile degli ultimi anni. I commandos terroristi con l’appartamento trasformato in officina bombarola vengono arrestati, fatti parlare e incarcerati per anni. I gruppi di terroristi con i capi e gerarchia finiscono SEMPRE per essere scoperti, e i loro capi finiscono SEMPRE in carcere duro. Il terrorista che si organizza da solo senza parlare con nessuno è introvabile. Quello che si scarica i piani per un’arma da Internet è difficile da trovare tra le migliaia che lo fanno, e in ogni caso basta poco per essere introvabili. Quello che usa oggetti di uso comune, come un’auto o un coltello da macellaio è introvabile fino a che non ammazza qualcuno, ma a questo punto il danno è già fatto. Per la cronaca, l’ISIS ha rivendicato la paternità dell’attentato, ma ciò non è molto credibile.

Alcuni idioti si chiedono come mai il terrorismo colpisce sempre la gente comune e mai “i potenti”. Ma cazzo, che ci vuole a capirlo? Cercare di colpire un potente equivale a farsi seccare dalle sue bodyguards o a farsi mettere in galera appena si pensa di attentare alla vita di un VIP. Un atto di terrorismo che colpisce persone comuni a casaccio spande terrore, e incorre in molti meno rischi dato che le persone comuni sono meno protette dalle forze dell’ordine e non hanno sicurezza privata.

Insomma, non c’è alcuno scampo, a meno che non si trasformi la società in una specie di distopia nazistoide in cui sono tutti controllati ancora più di quanto non siano adesso. Prepariamoci ad un’era di paranoia continua e di panico animalesco, in cui il primo che ti trovi davanti può compiere un massacro senza nessun preavviso e nessun motivo apparente. Siamo nella merda.

Grazie, culona inscopabile!

 

UPDATE

Sembra che il nostro amico sia stato radicalizzato da un predicatore durante un suo soggiorno in galera, ambiente in cui i predicatori wahhabiti amano fare proseliti. Durante il soggiorno al gabbio, sembra che Khalid abbia avuto una “illuminazione” che lo abbia portato a lasciare la moglie, fregarsene delle figlie, andarsi a mettere con una pazza fanatica e dedicarsi all’estremismo. Non sarebbe l’unico ad avere seguito un percorso simile.

 

Fonti

http://www.birminghammail.co.uk/news/midlands-news/khalid-masood-named-birmingham-terrorist-12787878

https://www.theguardian.com/uk-news/ng-interactive/2017/mar/22/westminster-attack-visual-guide-parliament

https://www.theguardian.com/uk-news/2017/mar/23/no-surprise-that-london-attacker-was-born-in-uk

Life in modern England part 20 – il lavoro

Cari mongolini, riprendiamo con i post sull’immigrazione, nella vana speranza che qualcuno di voi inutili cazzari si decida ad emigrare. Oggi parleremo del mercato lavorativo inglese.

Versione breve

E’ un merdaio. Restate a casa.

Versione lunga per utenti alfabetizzati

Negli ultimi anni l’UK ha avuto la stessa mentalità idiota degli italiani degli anni ’80. Le famiglie si sono imborghesite e hanno iniziato a credere di potere fare la scalata sociale facendo studiare i figli. Come risultato, se il figlio aveva il numero giusto di cromosomi e abbastanza cervello per vestirsi da solo, allora “mio figlio deve studiare e diventare qualcuno! Non si deve sporcare le mani coi mestieri!” Il risultato è che tantissimi sono andati all’università, lasciando gli istituti e i corsi professionali a gente che aveva fallito tutti i percorsi scolastici: deficienti, drogati, delinquenti, disadattati e così via. Se ci pensate, nell’Italia dei tempi c’era l’idea che il figlio intelligente doveva andare al Liceo e poi all’università, e che solo i deficienti dovessero frequentare scuole come ITIS, IPSIA o Alberghiero. Ai vecchi tempi ebbi una lite tremenda con mio padre perchè non voleva che frequentassi l’ITIS, una scuola che a detta sua andava bene solo per i figli dei delinquenti. Purtroppo non era l’unico a pensarla così, i primi due anni di ITIS sembravano una classe di riformatorio.
Quale è stato il risultato di questa politica intelligentissima?
Da una parte, abbiamo una quantità enorme di laureati, molti dei quali laureatisi in materie del cazzo. Tali laureati faranno a pugni per i pochi posti da laureato disponibili, e come risultato si troveranno a lavorare in ufficio, in giacca e cravatta, ma con lo stesso stipendio di un lavapiatti. Non scherzo, molti laureati in ufficio guadagnano la “minimum wage” e hanno un debito studentesco di ventimila sterline. Quelli che non riescono a entrare in questi posti meravigliosi finiscono così:
Tipica laureata in lettere classiche
Inoltre, negli ultimi decenni molti posti da ufficio sono stati trasferiti in India o in Cina. Non ha senso pagare un contabile inglese, quando puoi farti fare la contabilità da una ditta indiana o cinese a un ventesimo del prezzo. La lower middle class da ufficio è stata letteralmente sterminata, anche perchè con le tecnologie moderne un impiegato di oggi fa lo stesso lavoro di dieci impiegati degli anni ottanta.
Dall’altra parte abbiamo una massa informe (ma molto puzzolente) di gente con la terza media, ma tanta voglia di impegnarsi e tanta flessibilità. Potete immaginarvi come vengano trattati dai datori di lavoro inglesi.
In questa immagine, Jamal si rende conto di essere uno dei tantissimi analfabeti in fila per un posto da operaio, e capisce che dovrà dare di nuovo il culo in cambio di un contratto da tre mesi.
Anche qui, l’automazione industriale ha reso superflui tantissimi operai. Ormai l’operaio stile “Tempi moderni” non esiste più se non in Cina o in India. L’operaio di oggi deve essere esperto, qualificato e abbastanza affidabile da dargli in mano i comandi di un macchinario da trecentomila euro.
Insomma, in UK come in Italia, quello che manca sono i diplomati qualificati.

Il lavoratore immigrato in UK

Intanto dobbiamo rendere chiara una cosa. Mentre in italia “immigrante” significa automaticamente “negro che fa lavori di merda in condizioni di illegalità”, in UK esistono immigranti di tutti i livelli, anche quelli più elevati. Il problema è la convalida delle qualifiche professionali. Mentre un immigrante ex-Commonwealth avrà la strada facile, per un italiano le cose tendono ad essere molto rognose. Prima di partire, fate in modo di avere informazioni sicure su cosa fare per rendere le vostre qualifiche compatibili con quelle locali. In molti casi vi converrà prendere una qualifica locale.

Sbocchi professionali

Come ho detto, in UK mancano i lavoratori qualificati. Se non siete qualificati, o se avete la laurea al DOWNS, tanto vale che ve ne stiate a casa. Ciò ovviamente non vale se siete giovanissimi e disposti a mettervi a studiare per bene.
Lasciate pure perdere i lavori da ufficio. A meno che non siate già stati a lungo in UK, non conoscete la lingua e la cultura locale e sarete sempre messi in secondo piano davanti ai locali. Magari con una laurea seria potete avere qualche possibilità, ma preparatevi a vedervi passare davanti l’inglesino semianalfabeta solo perchè lui è stato nell’università fighetta british.
Uno degli sbocchi tipici degli immigranti è il servizio sanitario. C’è una carenza ENORME di personale sanitario. Molti ospedali e molte cliniche sono letteralmente disperate pur di avere infermieri, badanti, e tutto il personale medico vario.
Il personale tecnico è molto richiesto. Ho visto parecchie officine, e sono tutte piene di immigranti. Meccanici, saldatori, tornitori, elettricisti, mulettisti, muratori, carpentieri, idraulici, e tutto il resto del popolo tecnico, sono tutti richiestissimi e ben pagati. Ci si può organizzare con una qualifica italiana, ma è difficile. E’ meglio prendersi una qualifica inglese, ma tanto ne prendi una in sei mesi senza spendere più di qualche centinaio di sterline. In generale, lavorare nell’edilizia o nel campo tecnico è molto redditizio, ma considerato un lavoro da immigranti. Chissenefotte, guadagno tre volte quello che guadagnano i fighetti da ufficio! Ovviamente qui si parla di personale tecnico qualificato. Qui non c’è il muratore annero con la terza elementare, se non tra i pakistani.
L’IT è un campo che non conosce crisi, ma è necessaria una qualifica locale di quelle costose. Programmatori e altri geek del genere sono sempre richiesti, e quello è un ambito in cui gli immigranti sono bene accetti. Ovviamente non ti devi infastidire nel lavorare accanto a Pajeet l’indiano che non usa la carta igienica perchè è “impura”.
Insomma, l’UK non è il paradiso, ma ci sono le opportunità lavorative che mancano in Italia. In molti casi si tratta di lavori da immigrante, cioè lavori di merda, faticosi, pericolosi e con orari di merda, ma se non vi piace siete liberi di restare a Secondigliano a fare i pattumini. Anzi, il mio consiglio è di restare a casa, evitate di emigrare che abbiamo già fin troppi napulielli in giro.

Prospettive a lungo termine

La cosa che più importa sono le prospettive a lungo termine. In Italia puoi ancora sperare di saltellare da un posto di lavoro all’altro, ma ti troverai a 65 anni con gli acciacchi, troppo vecchio per lavorare e senza pensione. Almeno qui in UK il sistema pensionistico funziona ancora, l’assistenza sociale funziona (anche se meno di prima), e l’economia gira ancora. Il futuro è una grossa incognita ma sempre meglio del merdaio assoluto che aspetta coloro che resteranno in Italia!

Post Scriptum

Mi sono arrivate varie richieste di aiuto da tipi che lavorano in un ambito completamente diverso dal mio. Grazie per la fiducia, ma io sono un elettricista, cosa cazzo ne posso capire di altri ambiti? Posso solo augurarvi il massimo del successo nelle vostre carriere di collaudatori di preservativi anali, ma non so proprio come aiutarvi. Al  limite, provate a fare una ricerca con il Jobmatch inserendo il tipo di lavoro che cercate o la zona in cui volete andare. Guardando le offerte vi farete un’idea su quali titoli vengano richiesti, sempre che il tutto non sia troppo complesso per i vostri cervellini sminchiati dal Lexotan!

Perchè questo blog? – Parole di saggezza

Perchè questo blog? – Parole di saggezza

Mi è stata fatta una domanda interessante: “Ma chi te lo fa fare di scrivere questo blog? Non hai neanche la pubblicità, non ci guadagni un cazzo!” Ottima domanda, anonimo scrittore!
Io ricordo la mia giovinezza perduta, nell’era pre-Internet in Terronia Saudita. La cosa peggiore non era la povertà, non era l’inciviltà e nemmeno la munnezz. La cosa peggiore era la solitudine. Ero l’unico a leggere, ad essere interessato allo studio, a non sopportare il calcio e a schifare la cultura dei miei coetanei. A quei tempi se volevi uscire avevi a disposizione tre comitive:
  • Fighetti di merda, tutti musica tunztunz e vestiti firmati. Se non avevi addosso l’equivalente di uno stipendio mensile eri merda e non meritavi di vivere.
  • Cattobigotti del cazzo. Facevano discorsi pari a quelli di Adinolfi. Se deviavi un minimo dall’ortodossia cattobigotta terrona eri merda e non meritavi di vivere.
  • Delinquenti violenti. Veneravano Totò Riina come un dio e vivevano tra corse di scooter truccati e varie attività malavitose. Se non avevi fatto almeno un anno di riformatorio eri merda e non meritavi di vivere.
Internet ancora non c’era, quindi tutti si conformavano a questi tre modelli di vita. Se provavi a deviare minimamente, venivi escluso e schifato. Io mi sentivo come Will Smith in “Io sono leggenda”, ma senza neanche l’attenuante di essere negro. Pensavo di essere l’unico al mondo a leggere, ad ascoltare musica che non fosse il tunztunz da discoteca, le lagne di Radio Maria o Gigi d’Alessio su RadioCamorra. La cosa che sognavo era che ci fosse qualcuno, possibilmente più grande, che mi dicesse: “non sei l’unico al mondo, non sei malato, quella è una cultura di merda e hai ragione a schifarla“.
Ovviamente, era inutile rivolgersi ai “grandi”. Quasi tutti gli adulti che vedevo erano delle larve umane che sembravano uscite dai film di Fantozzi. A quei tempi l’Italia stava cominciando a uscire dagli effetti del dopoguerra. Molti italiani erano figli di contadini analfabeti, appena arrivati in città e completamente confusi dalla vita urbana che non conoscevano. La TV era la grande maestra di vita per tutti, anche quando era palese che dicesse minchiate. Erano i tempi di Bossi padre e della “latitanza” di Totò Riina, per capirci.
Insomma, quello che volevo era una pacca sulla spalla e la rassicurazione di non essere io a sbagliare nello schifare la cultura mainstream. Adesso, ho la speranza che qualche giovane o meno giovane finisca su questo blog e si dica: “Porco il dio! Allora non sono l’unico a pensare queste cose!”
Cazzo, sappiamo tutti come vanno le discussioni tra italiani. Bisogna usare frasi di cinque parole al massimo, altrimenti iniziano tutti a ignorarti, a parlarti di sopra o a fare scenette cretine per mandare tutto in caciara. Non esiste modo di fare un discorso serio con più di cinque parole per volta. La maggior parte della gente ripete slogan idioti a memoria, spesso senza sapere cosa diavolo stia dicendo. Eppure, sembra che ci sia la volontà nascosta di pensare e di fare una discussione seria. Guardate qua:
E’ un post lunghissimo, filosofico, pieno di idee offensive e molto pesante da leggere. Anche ammettendo che metà delle visualizzazioni siano bots o persone che ci sono finite per caso dopo avere cercato “Aiuto preservativo incastrato ano vaselina aiuto” su Google, si tratta comunque di un sacco di visualizzazioni.
Oppure, guardate questo:
Un post in cui sto dando essenzialmente del coglione a tutti, usando un linguaggio volutamente complesso per tenere lontani i bimbiminkia. Tremilanovecento visualizzazioni? Scherziamo?
Come al solito, sono troppo ottimista. La mia opinione è che ci siano tante persone in Italia che non si accontentano di raccontare barzellette idiote e di fare versi animaleschi, ma che vogliano pensare e riflettere. Probabilmente stanno zitti per non farsi prendere per il culo dai maiali con cui vivono, ma ci sono. Se scrivo è per loro.
Come omaggio per la vostra pazienza, eccovi una serie di aforismi. Sono tutte perle di saggezza che mi hanno fatto dire: “Diocane, se mi avessero detto queste cose quando avevo 14 anni la mia vita sarebbe stata migliore!” Forse faranno effetto anche su di voi.

  • Se vi trovate male in un posto, è probabile che non siate voi ad essere sbagliati, ma che siate la persona giusta nel posto sbagliato. Forse state cercando di fare qualcosa per cui proprio non siete portati. Se proprio le cose vanno male e non migliorano, cambiate posto.
  • La donna innamorata perdona tutto, anche i crimini più orrendi. L’unica cosa che la donna non perdonerà mai è l’indecisione. La donna ha bisogno di qualcuno che tenga il timone e conduca la nave in una direzione, anche se è una direzione completamente idiota. E’ mille volte meglio un uomo che faccia scelte idiote con la convinzione, che un finocchietto indeciso che non sa dove andare.
  • Quando una donna è di umore giusto, qualunque maschio decente le andrà bene. Quando una donna sta male, dirà di no anche a Tom Cruise. Se una donna sta male non ci riuscirete mai con lei. Cambiate bersaglio, o riprovateci l’anno prossimo. Questa è una delle differenze più grandi tra uomo e donna.
  • Onore, logica e lealtà sono concetti maschili. La donna non è in grado di capirli, per lei l’unica cosa importante sono le emozioni. Quando una cosa fa sentire bene una donna, è giusta, quando la fa sentire male è sbagliata. La donna fa le cose che le sue emozioni le dicono di fare, poi si inventa una giustificazione senza senso. Per una donna frasi come “non mi piace, non so perchè” oppure “sento che questo è giusto”  sono giustificazioni valide per tutto.
  • L’unica donna con cui puoi vivere per tutta la vita è la donna che ti ami più di quanto non ami se stessa.
  • Relazioni a distanza uguale no. Punto e basta. Senza il contatto fisico, la vicinanza e la possibilità di confrontarsi di persona, la relazione non ha alcun senso. Se le circostanze vi dividono, tagliate subito. E’ meno doloroso che vedere una relazione andare lentamente in malora.
  • A meno che tu non lo faccia per lavoro, non hai il dovere di rendere felici gli altri. Se uno ti rompe i coglioni perchè non è contento, mandalo a cagare. Deve essere lui a cambiare la sua situazione e a procacciarsi la sua felicità, non tu a fare qualcosa, a meno che non ti stia pagando per questo.
  • Psicologi, psichiatri, assistenti sociali, terapisti e gente simile di solito sono quanto di peggio l’umanità possa offrire. Prova tu a passare anni e anni parlando ogni giorno con pazzi, allucinati, drogati, pedofili, spacciatori, maniaci sessuali, delinquenti violenti, fanatici religiosi e gente simile: dopo un poco sarai più fottuto di testa di loro. Quando avrai a che fare con gente simile, tieni conto che in molti casi hai di fronte un poverino completamente traumatizzato che dovrebbe farsi almeno sei mesi di terapia intensiva.
  • Non tutte le situazioni hanno una soluzione, non siamo in un videogioco Bethesda. Ci sono situazioni che proprio non si possono aggiustare. In questi casi, l’unica cosa è andarsene. Che sia cambiare città, lasciare una relazione, cambiare lavoro o cambiare comitiva, a volte la cosa migliore è semplicemente girarsi e andarsene.
  • Certe persone sono proprio impossibili da aiutare. Il loro destino è finire malissimo, e voi non potrete mai farci niente. Nemmeno gli sforzi di tutta la vostra vita li rallenteranno nella loro corsa verso l’autodistruzione. Lasciateli andare.
  • Gli atei militanti tendono a scassare la minchia quanto i cattobigotti più fanatici. Se avete una fede (o una mancanza di fede) tenetevelo per voi a meno che qualcuno non vi chieda esplicitamente di parlarne. OK, sei riuscito a liberarti dal condizionamento religioso della tua infanzia, ed è una cosa che ti rende felice e che ha definito la tua personalità. Peccato che non ne freghi assolutamente un cazzo di niente a nessuno.
  • Non mischiare mai amicizie o parentele con faccende di soldi. Si finisce sempre per litigare e mandare al diavolo un’amicizia o un rapporto di parentela. Se un amico o un parente ti propone di fare un affare o di comprare o vendere qualcosa, rifiuta con una scusa. “Mai prestare soldi a un amico, ti perdi i soldi e ti perdi pure l’amico” oppure “Amici e parenti, non ci comprare e non ci vendere niente”.
  • Never stick your dick in crazy. MAI scoparti una pazza, mai, a meno che non sia una trombata fugace con una tipa che non rivedrai mai più. OK, le pazze sono le più interessanti. OK, le pazze trombano come animali posseduti dal diavolo. OK, le pazze non sono noiose come le ragazze normali. Rimane il fatto che vivere con una pazza è impossibile. Non sei in grado di sistemarla, e le sue mattane faranno diventare pazzo anche te.
  • Stai lontano dalle persone con problemi psichici. Chi ha un problema psichico finirà per andare a fondo, e per portare a fondo tutti quelli attorno a lui, magari senza neanche volerlo. Non sei un terapista, uno psichiatra o un assistente sociale, quindi non hai il dovere di aiutare chi ha problemi mentali. In quasi tutti i casi, cercare di salvare un malato di mente dai suoi problemi è come cercare di salvare un’incudine in un naufragio. L’incudine andrà a fondo comunque, e tu con lei.
  • Non cominciare a fumare. Magari pensi che ti darà l’aria del maturo e del vissuto, ma prova a confrontare un quarantenne che ha fumato con uno che non ha mai fumato. La differenza è abissale.
  • Passa il tuo tempo libero con altri uomini, facendo cose da uomo. Calcio, caccia, pesca, atletica, trekking, bici e altre attività simili fanno bene, ti mettono a contatto col tuo lato maschile e sono utilissime per fare amicizie nei posti giusti.
  • Da giovani la donna la fa da padrona. Intorno ai 30 anni basta essere decenti e con un lavoro decente per essere assediati. A 40 te la tirano letteralmente dietro (se non somigli allo Zio Fester e se non sei disoccupato). Pensateci bene prima di impegnarvi, andando avanti con gli anni il valore dell’uomo aumenta, quello della donna cala a picco.
  • Se la donna ti friendzona è perchè ti vede come emotivo e lagnoso, quindi femminile. Le donne sono emotive, nevrotiche e bisognose di un uomo che abbia passione, razionalità e che dia sicurezza. A nessuna donna interessa fare da baby sitter a una checca isterica. Se la donna inizia con le sue lagne emotive, non starla MAI a sentire: prendila e baciala, portala fuori, distraila, falla sentire desiderata. Se non funziona, lasciala fottere finchè non le passa. Se non va, cercane un’altra.
  • Non hai nessuna responsabilità nella vita se non verso te stesso. Ci sono solo due eccezioni: se sei il guardiano legale di un minorenne o di un invalido, oppure se hai fatto un figlio. In quei casi ci devi badare tu. In tutti gli altri, non devi rovinare la tua vita per il bene altrui. Non fare il supereroe, non lo sei.
Non avete capito un cazzo di niente? Vabbè, eccovi un bel paio di tettone, e non ditemi che non vi voglio bene e che non penso a voi!
Elmos Empire

 

Europa e famiglia

L’altro giorno pensavo a una cosa: tra i miei amici e conoscenti, nessuno di loro ha un figlio, a parte i seguenti elementi:

1) Terrone con IQ di 75, fa l’imbianchino e il piastrellista annero. La sua famiglia campa stile branco di zingari in una stamberga.

2) Terrona con IQ di 65, si e’ fatta mettere incinta da un terrone per non farlo scappare. E’ scappato comunque. Lei fa la lavapiatti e la lavacessi lasciando il figlio ai genitori. Il giorno in cui i suoi genitori muoiono o smettono di foraggiarla può morire di fame.
3) Polacca pluripregiudicata. Si è fatta ingravidare dal Totò Riina polacco, ora campa grazie ai sussidi dello stato inglese.
4) Parmensi di buona famiglia. Si sono decisi a fare un figlio alla verde età di 45 anni. L’ho visto appena, ma secondo me non ha un grande futuro davanti. Ovviamente, sono gli unici della comitiva ad avere figliato.

In pratica, gli unici ad essersi riprodotti sono stati gli esemplari peggiori della specie umana. Sembra che ci sia stato un processo di selezione naturale al contrario, in cui tutte le persone di successo siano arrivate intorno ai quarant’anni senza riprodursi (il che significa che un figlio non lo avranno MAI, o che al massimo faranno un povero down), mentre gli untermensch hanno figliato come conigli.

Insomma, siamo una versione reale del film Idiocracy – LINK. A questo aggiungiamo l’immigrazione e il tasso assurdo di natalità degli immigranti. Entrambe le cose non sarebbero avvenute se i locali non gli avessero lasciato tutto quello spazio vuoto da occupare.
Intendiamoci, negli ultimi anni il mondo è diventato una tale merda che solo una persona completamente rincoglionita e inconsapevole potrebbe dire: “Minchia, questo è proprio il posto e il momento giusto per fare un figlio! Sarà felicissimo di crescere qui!” Ciò non toglie che servono nuove leve per evitare che una cultura muoia.

Io ho potuto notare queste cose:
1) In Terronia saudita sono più ignoranti, più poveri, fanno più figli (ma sempre molto sotto il livello di sussistenza), e si accollano condizioni di vita degne dei campi Rom.
2) In Polentonia ci sono più soldi e più civiltà, anche se meno rispetto a dieci anni fa. Trovare una coppia italiana con figli è una vera impresa, in generale i pulenta convivono e non fanno figli manco a pagarli.
3) I napoletani in generale figliano come le bestie, quali che siano le loro condizioni. I napos sono gli unici in grado di battere gli africani e i mediorientali al loro stesso gioco!
4) In UK i negri praticano la nobile arte dello “sborra e scappa”. Quasi tutti quelli che conosco sono cresciuti senza padre, e si vantano di avere vari figli sparsi a destra e a manca. Le negre se ne strafottono, tanto a loro conviene farsi ingravidare per godere dei generosissimi sussidi sociali inglesi. Il padre e’ un optional.
5) I musulmani in UK figliano tanto, e si danno da fare per fare immigrare i loro parenti dai loro paesi. Basti guardare in un ospedale: un paziente inglese avrà al massimo una o due persone che gli fanno visita. Ogni volta che c’è un musulmano malato, ha una vera casbah di fratelli, cugini, nipoti, bambini, donne più o meno velate, vecchi, gente varia che fa un casino indescrivibile e pari solo al parentame dei terroni!
Insomma, se le cose continuano in questo modo non ci sarà bisogno di guerre, rivoluzioni, islamizzazioni o altro. I popoli europei saranno sostituiti nel modo più indolore ed efficace possibile: si lasceranno estinguere a poco a poco e gli spazi vuoti che loro stessi hanno lasciato saranno riempiti dagli immigrati. Nel giro di un’altra generazione o due le città europee saranno indistinguibili dalle città indiane o africane.

Come mi sento quando vado a Londra (Londonistan)
Non è una situazione che vedo come risolvibile. Non c’è modo di sbattere fuori una fetta consistente della popolazione, anche perchè loro sono i giovani, noi i vecchi. E poi, dove mandarli? Sono nati in Europa, sono cittadini europei a pieno titolo, non hanno alcun legame con la cultura dei paesi di origine dei loro genitori. In ogni caso, è gente turbolenta che nemmeno il Pakistan o l’Iran accetterebbe. Quantomeno la nostra fine sarà indolore: spariremo a poco a poco dopo essere sprofondati nell’irrilevanza più totale. I nuovi padroni d’Europa non perderanno neanche il tempo per andarci a sterminare.
Ora, mi piacerebbe se qualcuno di voi mi riportasse la sua esperienza personale nei commenti. Quanti anni avete? Quanti dei vostri coetanei hanno figliato? Soprattutto, quelli che hanno figliato sono persone decenti, o sono la feccia della razza umana?

Life in modern England part 19 – i Property Guardians

Cari amici leggermente rincoglioniti dagli psicofarmaci e dal superskunk, oggi parleremo di una delle tante cose che rendono l’Inghilterra un posto diverso (ma non necessariamente migliore) dell’Italia, ossia il concetto di “Property Guardians”

Versione corta per utenti monghi

Con lo schema propery guardian si può affittare casa a prezzo decisamente basso, ma c’è parecchio rischio di inculata. Fate attenzione.

Versione lunga per utenti alfabetizzati

Chiunque abbia avuto seriamente intenzione di trasferirsi in UK avrà notato come i prezzi delle case siano ATROCI, ASSURDI, GIUDAICAMENTE ALTI E INSOSTENIBILI DA CHIUNQUE NON FACCIA LA ESCORT DI ALTO BORDO!
Padrone di casa inglese il giorno uno del mese!

 

Seriamente, soprattutto se vivete a Londonistan rischiate di spendere più di metà dello stipendio per l’affitto di una stanzetta grande quanto uno sgabuzzino e situata in un posto dove è meglio blindare la porta e non uscire di casa dopo il tramonto. Aggiungete bollette, riscaldamento (qui NON è un optional) e council tax, e rischiate di finire per lavorare solo per pagare l’affitto. Se vi sembra che Milano abbia problemi da questo punto di vista, non avete visto Londonistan.
Dato che la situazione è insostenibile, ci sono alcuni che si arrangiano vivendo in situazioni deliziose tipo questa: LINK – I lavoratori Amazon vivono in tenda perchè l’affitto costa troppo. In Scozia, a Dicembre. Questo è liberismo, baby! Altri fanno gli squatters nei centri sociali, altri ancora vivono in situazioni interessanti o leggermente affollate.
Insomma, mettiamo che siate esseri umani dotati di dignità, e che non vi accolliate di vivere in un sottoscala stile Harry Potter o in una stanza di tre metri per tre con due negri, sei slavi, quattro indiani e una salamandra. Come fare?

Una soluzione

Una soluzione è lo schema “Property Guardian”. Secondo la legge inglese, se degli squatters si impossessano di un luogo disabitato sbatterli fuori diventa un’impresa, particolarmente se l’edificio è di proprietà statale. Anche se li si sbatte fuori, quelli nel frattempo avranno messo l’edificio a ferro e fuoco, sventrandolo per fottersi il rame dai fili e dai tubi dell’acqua. Se, invece, le zecche cercano di introdursi in un luogo abitato e i residenti chiamano gli sbirri, tali sbirri arriveranno subito e impartiranno alle zecche una tale serie di manganellate da fargli rimpiangere di non avere fatto la fine di Cucchi!
Ci sono delle ditte che piazzano delle persone in questi edifici abbandonati, facendogli pagare un affitto molto più basso della media e dandogli il compito di chiudersi nella stanza e chiamare gli sbirri in caso di intrusione. In quasi tutti i casi, gli squatters conoscono la situazione e se ne vanno da soli appena vedono che il posto è abitato. Mi è già capitato una volta di vedere un esploratore degli squatters andarsene via scornato dopo avere notato che c’era gente nel posto che voleva okkupare!

Vivere come un property guardian

Il tipo di edificio in cui si vive può variare nel modo più totale. Vi potrà capitare una scuola abbandonata, un vecchio ufficio statale, un pub chiuso al pubblico, un magazzino o qualunque altra cosa. In generale le condizioni sono fetide, poco salubri e di vecchiume generale, ma per quello che si paga non ci si può lamentare troppo. Se siete fortunati vi può capitare una locazione centralissima che normalmente non potreste mai permettervi, o un posto con acqua, elettricità e riscaldamento a gratis. In certi casi c’è davvero tanto spazio.
Può capitarci anche un posto così!

L’inculata

Troppo bello per essere vero, eh? Come al solito, l’inculata è sempre dietro l’angolo. Il property guardian è ancora una zona grigia dal punto di vista legale, quindi non si sa bene quali siano effettivamente i vostri diritti. Una delle clausole più importanti è “appena ti diciamo che vai fuori, tu vai fuori punto e basta.” Di solito la ditta è interessata a trovarvi un altro posto dove stare (dei property guardians civili e decenti sono difficili da trovare), ma non è legalmente tenuta a farlo. Accettate solo contratti in cui ci siano almeno tre settimane di preavviso prima della cacciata, se non volete trovarvi con i bagagli in mezzo a una strada!
Per il resto, tenete conto che si tratta di un edificio abbandonato e che alla ditta non fotte assolutamente niente di renderlo carino e abitabile. Potreste trovarvi con munnizza, topi, tubi che perdono, riscaldamento che non funziona, insetti, cessi guasti o coinquilini animaleschi. La ditta non è tenuta a fare riparazioni, quindi i danni non saranno MAI riparati. Tanto, è probabile che l’edificio sarà demolito da un momento all’altro, e in ogni caso gli conviene cercare un guardian meno schizzinoso che perdere tempo e soldi a fare riparazioni. Tenetevi pronti a improvvisarvi muratori, piastrellisti, idraulici o elettricisti alla bisogna.
Di solito la ditta fornisce uno spazio letto, vuoto, e un’area cucina altrettanto vuote. I mobili sono a carico vostro, così come lavatrice, frigo, cucina e tutto il resto.
In molti casi la ditta affitta varie stanze di un edificio grosso a varie persone. Tali persone possono andare dal Lord inglese al coprofilo che svolge sessioni di scat fetish in cucina. In generale è opportuno tenere tutto in privato, non lasciare nulla nelle zone pubbliche e stare bene in guardia, dato che non c’è alcuna garanzia di trovarsi a vivere con gente decente.

Conclusioni

Se siete giovani, avventurosi e senza soldi, lo schema del Property Guardian è un buon modo per risparmiare sulle spese e guardarsi attorno in attesa di andare a vivere in un posto decente. In generale le ditte sono ben disposte verso gli immigranti, almeno quelli che lavorano. Ci sono molte ditte che offrono questo servizio, tutte contattabili comodamente su Internet cercando “property guardian” seguito dal nome della città in cui volete andare. Cercare il nome della ditta prima di andarci a parlare è una buona idea, così come spulciare MOLTO bene il contratto prima di firmarlo. Ah, non accettate nessuna promessa da parte dell’agente. Se vi dice: “Tranquillo, questa pila di immondizia marcia e fetida la togliamo domani“, non fidatevi, probabilmente è li da anni e ci resterà. Preparatevi a levarla voi a gratis. Fargli problemi non è una buona idea, finirete per farvi etichettare come “rompicoglioni” e farvi mandare via nelle peggiori condizioni possibil. Ricordate sempre che avrete a che fare con gente che mente come respira, che va al risparmio e che se ne fotte altamente degli affittuari!
L’agente immobiliare parla sempre con lingua biforcuta!

Per non dimenticare – Il caso del Dr. Roberto Burioni

Cari mongolini, oggi parleremo di un caso mediatico apparentemente banale, ma che rivela come la mente degli italiani non sia ancora andata completamente in merda. Il caso di cui parleremo è un post FB da parte del Dottor Roberto Burioni, medico e docente di virologia e immunologia.
Tale uomo, oltre a capirne parecchio del suo lavoro, è noto perchè fa una cosa completamente fuori da tutte le norme di Internet. Credeteci o no, il Dr. Burioni ha un profilo Facebook che usa per diffondere informazione, rispondere garbatamente a domande e in generale diffondere la conoscenza. Con quale coraggio quest’uomo usa Internet e soprattutto Facebook per uno scopo contrario allo scopo originale (ossia spandere merda e vendere spazi pubblicitari)
Tornando a noi, Burioni parlava dei casi di meningite e i suoi consigli erano molto semplici, ossia: “vaccinate i vostri figli contro la meningite se non volete che diventino così:
Ecco cosa ti può capitare con la meningite: puoi finire davanti a una bandiera con un bambino non tuo in mezzo ai coglioni!

Gli sfidanti

 Il messaggio era chiaro e semplice, cosa può andare male nel comunicare una cosa del genere?
Grandi esempi di guerrieri ariani e di paladini della razza bianca!
Vi presento i forzanovisti, ossia i peggiori sfigati tra tutti i gruppi skinhead d’Europa. La loro strategia comunicativa consiste nello sparare idiozie degne di un ricoverato al Cottolengo, sperando che qualcuno le senta, si incazzi, gli dia corda e li salvi dal loro destino di irrilevanza e di sfiga inguaribile. Tra le loro ultime sparate c’era il dare la colpa dei casi di meningite agli immigranti. Il Dr. Burioni gli ha fatto notare amichevolmente che ciò non è vero, dato che la meningite diffusa nei paesi africani è di tipo diverso da quella dei casi italiani:
Caso chiuso, a meno che non siano immigranti canadesi.
Intendiamoci, io sono contro l’immigrazione. Il problema è che ci sono tantissimi motivi seri e validi per essere contro l’immigrazione. Aggrapparsi alle minchiate non ti fa guadagnare consensi se non tra i forzanovisti e le persone sofferenti di gravi tare genetiche.

Lo scontro

A questo punto i nostri amiconi sofferenti di alopecia hanno iniziato a riempire la bacheca del medico di messaggi deliranti, accuse, insulti e articoli scientifici citati a cazzo di cane da parte di gente che non sa neanche l’italiano. Il dottore, molto intelligentemente, ha capito di avere a che fare con degli svantaggiati e che discutere con loro sarebbe stata solo una perdita di tempo. Non vale la pena andare a litigare con un porco nel porcile: tu ti smerdi di liquame, e lui si diverte. Ecco cosa è successo:

 

Un genio. Punto.

I risultati dello scontro

 

Tale post ha generato una reazione enorme nel Web italiano, del tutto sproporzionata rispetto al contenuto. La cosa che ha impressionato molti è stata come un uomo abbia finalmente avuto il coraggio di dire: “No, ignoranti del cazzo. Non avete diritto di spandere la vostra merda qui. La vostra ignoranza non va giustificata, non va coccolata e soprattutto non va esaltata. E ora piantatela di rompermi i coglioni, la mia parola vale più della vostra perchè ho studiato.
Vi rendete conto? In un’Italia dove da decenni si celebra l’ignoranza come se fosse un merito, e dove si insulta ferocemente quello che ha studiato perchè è uno “sfigato” o un “secchione”, quest’uomo ha osato dire che l’ignoranza vale meno della cultura! L’Italia di oggi è un posto dove se provi a vantarti di avere letto o studiato qualcosa diventi uno stronzo vanitoso, ma se ti vanti di avere comprato un cellulare indebitandoti per i prossimi 10 anni, allora sei troppo figo.
Il terrone si è comprato il cellulare! Finirà di pagarlo nel 2039!

Conclusioni

Per una volta le conclusioni sono positive. C’è ancora qualcuno che riconosce il valore della cultura e che ha le palle di dirlo in pubblico. A giudicare dal numero di likes e di condivisioni, tanti altri condividono le sue idee anche se magari non le possono esprimere in pubblico per non farsi linciare.
Ovviamente, grullini e altri che campano sull’ignoranza altrui hanno il bruciaculo, ma ciò è un bene. Non si può fare felici tutti al mondo, bisogna scegliere. Preferite che avvenga qualcosa che renda felice questo:
O questo?

Ah, dimenticavo, seguendo l’esempio del compianto Fanelli, questo blog continua a censurare orgogliosamente i commenti contenenti eccesso di idiozia. Anzi, in generale il commento dell’italiano medio viene cancellato a priori, quindi se vi vedete pubblicati vuol dire che avete scritto qualcosa di sensato. Se non vi sta bene, rivolgetevi a siti più adatti al vostro livello intellettivo:

www.youporn.com
www.xhamster.com
www.ilsacroplogdipepegrullo.it
http://g.e-hentai.org/

www.facebook.it

UPDATE— UPDATE— UPDATE— UPDATE— UPDATE— UPDATE— UPDATE

Grazie all’eroico intervento di uno scienziato di Facebook, l’identità segreta del Dr. Burioni è venuta alla luce!

 

Che sia chiaro a tutti: da bravo rettiliano purosangue di Delta Reticuli, il Rettiliano Verace si dissocia pubblicamente dalle opinioni del Dr. Burioni, pessimo rettiliano di seconda classe proveniente da Alpha Draconis, la Napulè dell’Impero Rettiliano!

 

 
 

UPDATE— UPDATE— UPDATE— UPDATE— UPDATE— UPDATE— UPDATE

Sembra che le chiavi di ricerca più usate per cercare questo articolo siano “Burioni faccia di merda”. Come al solito ho sopravvalutato l’intelletto dei miei lettori. Ogni scrittore ha i lettori che si merita. 

Per non dimenticare – Il caso di Maria Ladenburger

Cari amici, oggi farò la mia parte contro il buco nero della memoria (per quelli che siano riusciti a leggere 1984, ma figuriamoci, voi coglioni al massimo sapete leggere il libro delle barzellette di Totti) che affligge Internet. Il caso di Maria Ladenburger è recente, ma sembra che sia sparito misteriosamente dai media.

La protagonista

Vi presento Maria Ladenburger, 19 anni, figlia di un pezzo grosso di avvocato che lavora per la Commissione Europea, l’organo legislativo dell’UE. Carina, no? Maria ha avuto una vita piacevole: nata e cresciuta nella zona ricca della Germania, di buona famiglia e con tanti amici. Maria studia medicina, è molto impegnata nel sociale e fa volontariato presso i rifugiati nel tempo libero, insomma è bella, brava e buona. Cosa potrebbe andare male in una vita del genere?

Lo sfidante

Ecco a voi Hussein Khavari, proveniente dall’Afghanistan. Anche se ha più o meno la stessa età di Maria, ha avuto una vita molto diversa. Ad esempio, è nato in Afghanistan ed è stato costretto ad emigrare in Europa per colpa della guerra imperialista voluta dall’uomo bianco europeo maschio ed etero!
Ovviamente, è colpa dei bianchi se Hussein ha rapinato e tentato di uccidere una donna in Grecia. I greci lo hanno preso e condannato a dieci anni di carcere, ma probabilmente quei pezzenti avevano finito i fondi per le galere e hanno preferito mandarlo via a calci in culo.
Cosa ha fatto il nostro giovane eroe quando ha capito che l’Europa gli concedeva di rapinare e ammazzare le ragazze e di uscirsene pulito? Insomma, dovete capirlo, poverino! In fondo, lui viene da un posto dove le donne girano infagottate nei sacchi della munnizza e dove al massimo ti puoi scopare una capra (dopo averla sposata). Non è colpa sua se tutte quelle svergognate europee gli giravano attorno senza neanche il velo!
Legge e cultura islamica

Il nostro eroe si è presentato alla frontiera tedesca come “rifugiato minorenne non accompagnato”, probabilmente raccontando una storia strappalacrime su come tutta la sua famiglia fosse stata massacrata da un drone americano e su come fosse riuscito ad attraversare mezzo mondo da solo, orfano, senza soldi e a piedi, pur di raggiungere la Germania. Ovviamente i pirla di assistenti sociali gli hanno creduto e lo hanno dato in affidamento a una famiglia tedesca.

L’incontro

 Ora, cosa è successo secondo voi quando la protagonista e lo sfidante si sono incontrati durante una serata romantica a Freiburg? Questo:
Oh, no! Ora i razzisti useranno questo caso isolato per far chiudere le frontiere!
Maria è finita violentata, sgozzata come un capretto e scaricata in riva al fiume come un sacco di munnizza. I poliziotti tedeschi hanno preso immediatamente il nostro eroe, hanno verificato la corrispondenza del DNA e lo hanno incarcerato. Il caso è sparito da tutti i giornali e da Internet con una velocità impressionante, e i tedeschi hanno deciso di dimenticare alla svelta.

Conseguenze 1

 Angela Merkel, dico a te. Il sangue di quella ragazza è sulle tue mani. La tua politica dell’accoglienza a braccia aperte ci ha dato queste cose. E’ TUA responsabilità, TUA soltanto. A questo punto capisco le azioni di Breivik, e capisco perchè abbia deciso di compiere i suoi attentati contro i politici locali e non contro i musulmani immigrati. Alla fine, fare saltare in aria una moschea piena di immigrati è inutile, per ognuno che salta in aria ne arriveranno altri venti. I veri responsabili sono i politici e gli imprenditori che hanno creato le condizioni per l’immigrazione di massa. Sono loro che vanno puniti.
Anders Breivik – patriota, martire, santo, eroe.

Conseguenze 2

Durante il funerale, i genitori di Maria hanno invitato quelli che volevano fare qualcosa in suo nome a donare per le ONLUS a favore dei rifugiati.
Crescere nell’Europa multikulti!
In pratica, hanno seguito il tipico bispensiero di sinistra: il sinistrorso vorrebbe un mondo in cui tutti gli immigrati e i rifugiati sono brave persone rispettose delle leggi e capaci di essere integrate nella società moderna. Il problema è che la realtà finisce sempre per contraddire i sogni. Ci sono tante persone integrabili tra i rifugiati, ma ci sono anche criminali, pazzi, terroristi o semplicemente persone con una cultura che li rende incompatibili con la vita nel ventunesimo secolo. Però il sinistrorso non vorrà mai accettare una realtà così dura, quindi farà di tutto pur di cancellare i fatti che contraddicono la sua visione del mondo. Il sinistorso dirà sempre che si tratta di balle, di propaganda, di fatti distorti e di “razzismo”. Anche quando i fatti sono chiari, il sinistorso li cancellerà dalla memoria il giorno dopo, facendo finta di non conoscerli quando parlerà con altri sinistorsi o gente che non li conosce. Le frasi preferite del sinistrorso sono: “Ah, non è vero!” e “Ah, non ci credo!”, insieme alle accuse di razzismo e islamofobia.
Quando il sogno si scontra con la realtà, il sogno perde SEMPRE.
Insomma, il sinistrorso europeista è quello che continua ad essere pro immigrazione anche dopo che la sua stessa figlia è stata stuprata e uccisa. Quanto credete che gli freghi del fatto che voi abbiate problemi con gli immigranti? Quanto pensate che gli interessi del fatto che voi rischiate la vita quando uscite o che le vostre donne rischino di finire come Maria?

Conclusioni

Il sinistorso medio è una cosa tipo questa:
E’ inutile discuterci, inutile portargli davanti i fatti, inutile cercare di farli ragionare, inutile mostrargli il pericolo a cui si stanno esponendo. Nel loro mondo fatato l’Islam è buono e tollerante e sono tutti tolleranti e buoni, a parte quei cattivacci di destra. I sinistrorsi continueranno a credere nel loro mantra di tolleranza, anche quando finiranno così:

O così:

 

Il problema è che a questo punto sarà troppo tardi anche per noi. Quando avremo la Shariah in Europa saranno cazzi acidi per tutti, non solo per quelli che se li sono meritati e cercati! Gli unici che se la passeranno bene saranno quelli che hanno pianificato coscientemente tutto fin dall’inzio. Mi domando chi siano!

 

UPDATE

Una cosa che avevo trascurato. Il sindaco di Freiburgo ha dichiarato che “la gente non dovrebbe fare generalizzazioni, ma trattare il fatto come un incidente isolato”. Tale sindaco, appartenente alle liste dei Verdi, si chiama Dieter Salomon. LINK

Possibile che siano SEMPRE loro, cazzo? SEMPRE!

2083 – Una dichiarazione di indipendenza europea – Libro 2.37 Il motivo dei crimini dei musulmani contro gli infedeli

2.37 Il motivo dei crimini dei musulmani contro gli infedeli

Secondo i Salafiti, i non musulmani sono meno che esseri umani. Dicendo questo, giustificano i comportamenti dei giovani criminali che attaccano gli infedeli, senza mai toccare altri musulmani. Secondo loro, lo spaccio di droga è perfettamente accettabile se si vende droga solo agli infedeli. Un giorno, uno dei nostri uffici è stato svaligiato e tutti i computer sono stati rubati, a parte quelli dei due musulmani dell’ufficio. I colpevoli erano due membri della YfI, che non rubano a fratelli e sorelle musulmani.
Molte vittime di furti, rapine, pestaggi e altre forme di violenza possono testimoniare che la violenza non viene mai rivolta verso altri musulmani. I delinquenti giustificano il loro comportamento verso le donne che non indossano il velo con gli insegnamenti Salafiti che definiscono queste donne come “puttane”. L’ho scritto più di una volta, l’ho riferito alle autorità, ma senza successo.
Ovviamente Mr. Ramadan non approva il comportamento di questi delinquenti, e i dirigenti della YfI dicono la stessa cosa. Secondo me, mentono entrambi. In pubblico, quando parlano con gli occidentali, con i media e con le autorità criticano i criminali, ma continuano a diffondere le idee usate da quegli stessi criminali per giustificare le loro azioni.
Fonti:
 http://www.brusselsjournal.com/node/1970

 

Life in modern England part 16 – Lavorare in UK: il glass ceiling

Cari mongolini della mamma, oggi parleremo del lavoro e della vita in UK, in particolare del concetto di “glass ceiling”.
Ma cosa minchia è il “glass ceiling”?
“glass ceiling”, letteralmente “soffitto di vetro” è un concetto importante per chi lavora in un paese straniero. Esiste un limite invisibile che è come un soffitto di vetro perfettamente trasparente: se stai sotto non lo vedi e ti sembra di potere arrivare dove vuoi. Il problema è quando cominci a salire troppo in altro, perchè darai una testata spaventosa e ti renderai conto di non potere salire più di tanto.
Per capire questo concetto, dobbiamo prima renderci conto di una cosa importante: in generale, qui in UK noi italiani siamo i negri:
L’italiano a Londra crede di essere così

 

Ma di solito è così.
Gli inglesi ci vedono così
Qui in UK gli italiani prosperano perché fanno i lavori che nessuno vuole fare: lavare i piatti in nero alla pizzeria di Giggino ò camorrista, servire allo Starbucks, stare 9 ore in piedi in catena di montaggio, saldare travi, guidare il muletto, collegare cavi elettrici, smontare motori, insomma fare tutti i lavori di merda che un inglese non farebbe neanche sotto tortura. Se gli offri una merda di lavoro minimum wage (paga minima sindacale, 6.7 sterline orarie), l’inglese ti manda a fanculo, se ne va sotto benefits e nel frattempo spaccia, si prostituisce o fa lavoretti in nero. Alla fine, perchè farsi il culo otto ore al giorno, se puoi prendere la stessa cifra tra benefits e un panetto di superskank da spacciare?
Gli immigranti di solito non hanno accesso ai benefits dei locali e quindi si accollano questi lavori. Nel frattempo, i datori di lavoro british sono felici e contenti dato che non devono avere a che fare con i sottoproletari inglesi e che possono sottopagare operai che in linea di massima lavorano e che sono felici di lavorare, dato che le condizioni di vita sono migliori di quelle dei loro paesi. Inoltre, l’immigrato non vota, non si interessa di politica, non si iscrive al sindacato e non pretende condizioni di vita pari a quelle del locale. Meglio di così si muore!

Intermezzo – le condizioni di vita in UK

Diciamolo, l’UK non è il paradiso, ma le condizioni di vita sono incomparabili rispetto a quelle italiane. Le città sono molto più pulite e sicure, la vita costa abbastanza poco, i servizi pubblici non sono perfetti ma bene o male funzionano, il servizio sanitario è incredibilmente pulito ed efficiente, in generale si sta bene. Se stai tra i tuoi pari e non inizi a farti strane idee la vita in UK ti sembrerà meravigliosa. Il problema sarà dopo qualche anno, quando inizierai a dimenticarti il merdaio da cui sei venuto e comincerai a pensare a farti una vita stabile o a fare concorrenza ai locali.
Allora, finchè l’immigrato fa i lavori da immigrato e non fa concorrenza ai locali sono tutti contenti. Il problema si ha quando l’immigrato non è un terrone semianalfabeta con la valigia di cartone, ma un laureato che si rende conto di saperne assai di più di quel branco di sucaminchie che formano la “middle class” inglese, un patetico branco di cocainomani rimbecilliti dai rapporti incestuosi dei loro avi e convinti di essere la classe nobiliare eletta per diritto divino.
In generale, la gerarchia del lavoro inglese è operai – supervisori – tecnici – lower management – top management. Gli immigrati sono benvenuti nelle prime tre categorie, ammessi ai gradi più bassi del lower management, esclusi a priori da tutto ciò che venga al di sopra. L’immigrato civilizzato viene messo nel livello più basso del lower management in modo da fargli fare da “filtro” tra le masse scimmiesche dei lavoratori immigrati e il management composto da cocainomani rincoglioniti di pura razza inglese. Da quel punto in poi le possibilità di avanzamento sono zero: anche se l’immigrato ne sa dieci volte di più del laureato a ‘iton, si troverà sempre strani “ostacoli” sul percorso.
Ciò non vuol dire che i lavoratori italiani siano trattati male, visti male o sottopagati: i datori di lavoro british sono meno imbecilli dei datori di lavoro italiani, e sanno bene che un buon lavoratore vale tantissimo. Il vostro datore di lavoro vi tratterà con cortesia e vi pagherà generosamente, ma quando vi guarderà vedrà sempre e solo questo:

 

Mentre quando guarderà un giovane britannico vedrà questo:

Come si crede di essere l’inglese

Anche se in realtà è questo:

Come è veramente l’inglese

 

 

Conclusioni

Per quelli che vogliono immigrare in UK: tenete a mente che non sarete MAI inglesi e che non sarete MAI considerati alla pari con gli inglesi, anche se avete più palle e più cervello di loro. Il massimo che potrete fare saranno i lavori che loro non vogliono fare, e anche se guadagnerete più di loro per loro voi sarete sempre degli inferiori. Se avete intenzione di fare un lavoro che vi metta in concorrenza con i locali preparatevi a ricevere tante, tante porte in faccia. Io guadagno molto di più dell’inglese medio (particolarmente se si tiene conto del fatto che non ho la laurea, lavoro col diploma), ma solo perchè mi sono accollato di fare i turni di notte come elettromeccanico con i cavi ad alta tensione in un’industria alimentare. Se avessi provato ad entrare in ufficio me la sarei passata davvero male!

Post Scriptum

Ci sono due tipi di immigrati particolarmente odiosi e disgustosi: il primo è l’immigrato che va dall’altra parte d’Europa e continua a comportarsi come faceva al vecchio paese. Il secondo è l’immigrato che si crede di trasformarsi in un locale. Sappiatelo bene: se non siete nati in un posto e non siete attori eccezionali, non sarete MAI in grado di passare per locali davanti a un locale. Gli inglesi vi tratteranno con gentilezza e vi faranno i complimenti per l’inglese e per l’accento, ma appena girerete l’angolo si faranno le migliori risate. Non siete inglesi, e non lo sarete mai, potete ingannare gli altri stranieri ma non i locali. Forse lo saranno i vostri figli, ma solo se spendete tanto per una scuola di buona qualità.