2083 – Una dichiarazione di indipendenza europea – Libro 2.50 – Perchè non possiamo fidarci dei musulmani moderati

2.50 Perchè non possiamo fidarci dei musulmani moderati

Autore: Fjordman
Secondo il Dr. Daniel Pipes[1], Omar Ahmad, il segretario del CAIR, il consiglio per le relazioni tra America e Islam, ha dichiarato che l’Islam non è destinato a diventare una delle tante religioni, ma a dominare. Il Corano dovrà essere l’autoritàsuprema e l’Islam l’unica religione permessa” Intanto, nel 2005 tre fratelli di Dallas venivano condannati per avere finanziato i terroristi palestinesi di Hamas. I fratelli Ghassan e Bayan Elashi sono stati condannati per 21 reati tra cui associazione a delinquere, riciclaggio di denaro sporco e vendita di beni appartenenti a un terrorista. Ghassan Elashi [2] è il fondatore della sezione texana del CAIR.
Si pensa che un’organizzazione che ospiti terroristi e che esprima il desiderio di sostituire la Costituzione con la Shariah venga schifata dai media e dai politici occidentali. Sembra che non sia proprio così.
Nell’Agosto del 2006 un sondaggio rivelava che molti americani erano a favore dei controlli aeroportuali e ferroviari verso i passeggeri di etnia mediorientale. L’agenzia di stampa Reuters[3] ha dichiarato che l’organizzazione per i diritti civili CAIR aveva protestato contro questo sondaggio. Ibrahim Hooper, direttore delle comunicazioni per il CAIR, chiedeva agli americani di risolvere il problema del terrorismo islamico tramite il dialogo con tipi come il CAIR: “Queste persone credono di proteggersi facendo così, ma stanno solo allontanando coloro che potrebbero aiutarli nella lotta al terrorismo.”
L’ufficio del CAIR del Kentucky ha offerto[4] un “addestramento alla sensibilità” per gli agenti dell’FBI, esaminando gli stereotipi relativi all’Islam e ai musulmani in modo da migliorare le relazioni con la comunità musulmana. Nel frattempo, un sondaggio rivelava che l’81% dei musulmani di Detroit vorrebbero la Shariah[5]. Yehudit Barsky, esperto in terrorismo presso il comitato ebraico americano, avverte che le organizzazioni musulmane sono influenzate dagli estremisti finanziati dai sauditi. Queste organizzazioni estremiste hanno preso il comando sull’Islam americano. Almeno l’80 per cento delle moschee americane sono state radicalizzate dai sauditi[6].
L’associazione degli studenti musulmani (MSA) fa la parte di un gruppo religioso per studenti[7]. Durante un incontro presso il Queensborough Community College di New York nel marzo 2003, un conferenziere di nome Faheed dichiarava che: “Noi rifiutiamo le nazioni unite, l’America e tutte le leggi. Noi non protestiamo davanti al Parlamento perchè non lo riconosciamo. L’unico rapporto che abbiamo con l’America è la sua distruzione. Presto ci sarà un musulmano alla Casa Bianca, che detterà le leggi della Shariah.”
Qundi, dove sono i cosiddetti “musulmani moderati” in tutto questo? Lo scrittore Robert Spencer[8] se lo è chiesto varie volte. L’Imam Siraj Wahaj è un oratore molto richiesto, al punto che nel 1991 è stato il primo musulmano a tenere un discorso al Congresso americano. Il problema è che Wahaj ha detto che gli USA cadranno se non accetteranno l’Islam, e che se i musulmani fossero più attivi politicamente potrebbero prendere il controllo degli USA e trasformarli in un califfato. Negli anni 90 Wahaj ha sponsorizzato dei discorsi pubblici da parte dello sceicco Omar Abdel Rahman nelle moschee di New York e del New Jersey; Lo stesso Rahman è stato arrestato poco dopo per avere tentato di fare saltare in aria il World Trade Center, e Wahaj è stato definito “un complice potenziale a piede libero.”
Mr. Spencer afferma che “Il fatto che uno che vorrebbe abbattere gli USA abbia avuto il permesso di parlare al Congresso è indice di un problema grave. I media sono talmente disperati per trovare un musulmano moderato e presentabile, che sono arrivati ad accontentarsi di quello.” La situazione è resa ancora più complicata da fattori come la Taqiyya e il Kitman, le dottrine islamiche di inganno e imbroglio. Anche se in origine erano usate dagli sciiti per difendersi dai sunniti, sono comunque sanzionate dal Corano (3:28 e 16:106) e molti integralisti musulmani le usano contro gli infedeli. Come diceva il Profeta, “la guerra è inganno.”
Il Professor Walid Phares[9] spiega l’uso di questo tipo di menzogna religiosa, parte integrante della Jihad moderna in cui il mondo islamico è più debole di quello degli infedeli: “Al-Taqiya, viene dal verbo Ittaqu, che significa letteralmene ‘evitare la minaccia’. Politicamente significa simulare qualunque opinione che ti permetta di vincere il nemico. Secondo la Al-Taqiya i musulmani hanno la Shar’iya (permesso) di infiltrarsi nella casa del nemico e seminare discordia e rivolte.” 
“Questi attivisti stanno agendo col permesso delle autorità musulmane, quindi possono mentire liberamente riguardo alla dottrina islamica. Sono dei mujahedeen (guerrieri sacri) veri e propri, la cui missione è sabotare le difese del nemico. Una delle strategie di guerra è il portare divisioni nel campo del nemico, ad esempio convincendolo che la Jihad non è rivolta verso di lui.”
Questo tipo di inganno ha una dimensione globale, a differenza dei metodi sovversivi usati dagli occidentali. L’unicità della Taqiya moderna è la ragione del suo successo presso le società moderne. La Taqiya sta vincendo grazie all’immensa ignoranza della classe politica occidentale, sia tra gli ebrei che tra i cristiani. 
Youssef Mohamed E[10]., ventiduenne libanese, è uno dei due sospettati di aver pianificato attentati su alcuni treni regionali da Colonia (Germania) nel Luglio del 2006. I suoi colleghi all’università erano stupefatti, non si aspettavano che potesse essere un terrorista. Secondo loro era un tipo perfettamente normale, amichevole, cortese, insospettabile, che non parlava mai male di nessuno. Secondo Youssef, la pubblicazione delle caricature di Maometto[11] è stata un insulto all’Islam che lo ha convinto a tentare di organizzare gli attentati. Muhammad Atta era il pilota del volo 11 American Airlines, il primo aereo a schiantarsi contro le torri gemelle nell’11 Settembre. Muhammad era uno studente in Germania, definito dai suoi colleghi come cortese e tranquillo. Molti Jihadisti in occidente hanno adottato la strategia della doppiezza religiosa, ossia sorridere agli infedeli anche mentre stai progettando il modo per ammazzarli. 
Secondo Robert Spencer[12], i manuali di Al-Qaeda contengono istruzioni su come vestirsi all’occidentale in modo da apparire come un musulmano non osservante ed occidentalizzato, oltre su come affittare un appartamento usando un nome falso e un’identità da non musulmano. In generale quei manuali avvertono di non avere l’aspetto tipico dell’islamico osservante (barba, abiti tradizionali, Corano) e di evitare espressioni, frasi e comportamenti tipici dei musulmani.
Gli ambasciatori arabi in Repubblica Ceca[13] sono stati infuriati nel vedere un documentario trasmesso dalla ÄŒTV in cui si usavano telecamere nascoste per riprendere una conversazione in una moschea di Praga. Il documentario mostrava un reporter che faceva la parte di una persona interessata alla conversione. Uno dei membri della moschea gli diceva che la legge islamica sarebbe arrivata in Repubblica Ceca, inclusa la pena di morte per adulterio. Secondo il giornalista, “quello che mi hanno detto era spaventoso, e se non fosse stato per la telecamera nascosta, niente sarebbe uscito dalla moschea.” Un giornalista con la conoscenza della lingua araba ha visitato varie volte una moschea a Stoccolma, e ha notato che la traduzione in svedese delle parole arabe dell’Imam non corrispondeva per niente. Ad esempio, l’Imam Hassan Mousa affermava in arabo che “l’America ha violentato l’Islam”, cosa di cui non si faceva cenno nella traduzione. L’Imam Mousa è ritenuto un “amico degli americani” da molti musulmani svedesi. Alla richiesta di chiarimenti, l’Imam rispondeva che l’Arabo è una lingua molto più ricca dello Svedese e che non è possibile tradurre tutto.
Esempi come questi ci fanno chiedere come possiamo fidarci dei “musulmani moderati” quando gli islamici praticano così apertamente la menzogna e l’inganno, al punto da considerare le menzogne come un modo stabilito e accettato di fare le cose? La risposta è semplice: non possiamo. 
Questo vuol dire che tutti i musulmani sono menzogneri? Ovviamente no, ci sono quelli che affermano apertamente le loro intenzioni. Il rifugiato più controverso della Norvegia, Mullah Krekar[14], ha detto pubblicamente che c’è una guerra tra l’occidente e l’Islam, che sarà vinta dall’islam. Krekar diceva apertamente: “Saremo noi a integrare voi. Guardate cosa sta succedendo in Europa, gli islamici si riproducono come mosche. La donna europea ha una media di 1.4 figli, la donna musulmana 3.5. Nel 2050, il trenta per cento della popolazione europea sarà musulmana. Siamo più potenti di voi, il vostro materialismo, il vostro egoismo e la vostra indecenza vi hanno reso deboli.”
La giornalista e scrittrice Oriana Fallaci ricordava come nel 1972 [15] avesse intervistato il terrorista palestinese George Habash, che le aveva detto che il problema palestinese andava ben oltre la questione israeliana. Secondo Habash gli arabi erano intenzionati a portare la guerra in Europa e in America, al punto che non ci sarebbe stata più pace per l’Occidente. Secondo lui, gli arabi intendevano avanzare un passo alla volta, anno dopo anno, determinati, pazienti e diretti al dominio del mondo. La Fallaci pensava che Habash si riferisse solo al terrorismo, ma poi si rese conto che stava parlando di una guerra culturale, demografica e religiosa contro un paese di cui vogliono rubare le risorse. In pratica, si parlava della guerra condotta tramite l’immigrazione, la fertilità, il multiculturalismo.
Lo stato americano crede di poter contenere la Muslim Brotherhood e i suoi seguaci tramite il dialogo[16] e la cessazione delle ostilità, dato che “portano solo all’odio e agli attacchi contro gli interessi americani.” Se è per questo, gli americani hanno chiesto all’ambasciata americana al Cairo di iniziare a dialogare con i capi della Muslim Brotherhood e stabilire le basi per un dialogo. Nel frattempo il leader della Muslim Brotherhood, Muhammad Mahdi Othman ’Akef affermava nel 2004 che l’America era un Satana che sarebbe crollato presto[17], dicendo che: “Sono sicuro che l’Islam invaderà l’Europa e l’America, dato che ha una logica e una missione.” E intanto, gli occidentali cercano di dialogare con quelli che li vogliono sottomettere e conquistare. A parte questo, che senso ha il “dialogo”? Poul E. Andersen[18], ex diacono della chiesa di Odense in Danimarca, mette in guardia contro le false speranze di un dialogo con i musulmani. Durante un dibattito presso l’università di Aarhus, Ahmad Akkari, musulmano, affermava che: “L’Islam ha condotto la guerra quando necessario e il dialogo quando possibile. Un dialogo è solo parte di un’iniziativa missionaria.” Quando Mr. Andersen ha provato a parlare di dialogo con il mondo musulmano in Danimarca, la risposta è stata: “Per un musulmano, discutere dell’Islam è superfluo. Ogni discussione sull’argomento è un’espressione di pensiero occidentale.” La conclusione di Andersen è stata che per gli islamici il dibattito religioso è impossibile per questione di principio. Se i musulmani parlano di religione lo fanno solo per fare propaganda islamica. 
Patrick Sookhdeo[19] scrive nel giornale britannico The spectator riguardo al mito dell’Islam moderato:
“I versetti pacifici del Corano sono quelli più vecchi, riconducibili al periodo in cui Maometto viveva alla Mecca. Quelli che inneggiano alla guerra e alla violenza sono stati scritti dopo, quando Maometto viveva alla Medina. Anche se Jihad ha vari significati, tra cui lotta interiore e sforzo spirituale, l’esempio di Maometto mostra chiaramente che lui interpretava la Jihad come guerra vera e propria, e che ordinava personalmente massacri, assassinii e torture. Gli studiosi islamici si sono basati su queste scritture per scrivere una teologia che divide il mondo in due parti, la casa della guerra e la casa dell’Islam, con i musulmani che hanno il dovere di trasformare la prima nella seconda tramite la guerra o la da’wa (attività missionaria)”
L’idea dell’Islam come religione di pace è sbagliata da almeno 1400 anni. L’islam è stato pace solo per i primi 13 anni, e da allora è diventato sempre più aggressivo, anche se con periodi di tregua momentanea. Per i musulmani di oggi, così come per i giuristi islamici del medioeveo, la verità è che l’Islam è una religione di guerra. 
Cosa è un musulmano moderato? Nel 2003, la Associated Press chiamava “moderato”[20] un chierico saudita che diceva che gli attacchi terroristi nella capitale violavano la santità del Ramadan. Si trattava del chierico Sheikh Saleh Al-Fawzan, membro del consiglio dei chierici, la più alta tra le autorità religiose saudite. Saleh ha scritto i testi religiosi usati per l’insegnamento di cinque milioni di studenti sauditi. Per lui la schiavitù è una parte dell’Islam, una forma di Jihad che rimarrà in auge fino a che esisterà l’Islam. Insomma, per gli standard sauditi un chierico moderato è uno che vorrebbe la schiavitù nel ventunesimo secolo. 
Durante il suo discorso inaugurale alla conferenza islamica del 16 Ottobre 2003, il primo ministro malese Mahathir Mohamad[21] diceva che: “Siamo tutti musulmani, siamo tutti oppressi e umiliati. Un miliardo di musulmani non possono farsi sconfiggere da pochi milioni di ebrei, ci deve essere un modo per vincere. Gli ebrei sono i padroni occulti del mondo, costringono gli altri a combattere e morire per loro. Hanno inventato il socialismo, il comunismo, i diritti umani e la democrazia pur di farsi proteggere dalle persecuzioni. Hanno preso il controllo di paesi più potenti di loro e sono diventati una superpotenza.” Secondo Mahathir i musulmani possono vincere la loro battaglia finale, e ha ricordato i tempi in cui gli europei si inginocchiavano davanti agli studiosi islamici pur di poter avere accesso alla loro sapienza. 
Farish Noor[22], uno studioso malese esperto in politica islamica, afferma che in Malesia non esiste l’idea di stato laico: “La società è già islamica. Rimane da vedere che tipo di società islamica sarà.” Il paese è già islamizzato, gli agenti di polizia islamica arrestano le coppie non sposate per “contatti inappropriati”. Nonostante ciò, la Malesia viene considerata uno dei paesi islamici più moderati. Cosa ci dice tutto ciò? 
Mentre i soldati della NATO rischiano le loro vite per stabilire un regime moderato e democratico in Afghanistan, gli afghani hanno eletto un governatore[23] che ha diretto la distruzione di due statue millenarie del Buddha durante il regime talebano. Mawlawi Mohammed Islam Mohammadi era il governatore talebano nel marzo 2001, mentre le due statue buddiste sono state distrutte. Nell’Afghanistan “moderato”, la polizia ha arrestato sei persone per avere lapidato una donna afghana accusata di adulterio[24]. Per caso sono stati arrestati perchè la lapidazione è un atto barbarico? No, sono stati arrestati perchè la lapidazione non era autorizzata dallo stato, il mullah che aveva autorizzato l’esecuzione non era un giudice. 
Ashram Choudhary, parlamentare musulmano in Nuova Zelanda[25], approva la lapidazione degli omosessuali e degli adulteri, dato che è sancita dal Corano. Per fortuna il parlamentare assicura che non intende diffondere la pratica in Occidente. Questa non è una faccenda su cui scherzare, dato che nel 2004 a Marsiglia una donna tunisina di 23 anni è stata lapidata a morte[26].
Il democratico Ben Haddou[27], membro del comune di Copenhagen, afferma che “è impossibile condannare la Sharia, e i musulmani che lo affermano stanno mentendo. La Shariah comprende le regole per la vita, le leggi per l’eredità, il digiuno e il bagno. Chiedere ai musulmani di rinunciare alla Shariah è come dichiarargli guerra.” Leggete di nuovo questa affermazione, e rileggetela bene. Per i musulmani in Occidente, dover vivere secondo le leggi laiche e non secondo le loro leggi religiose è come ricevere una dichiarazione di guerra. Come reagiranno, se non con la guerra? Inoltre, dato che la Shariah richiede che i non musulmani siano inferiori ai musulmani, per loro la “libertà di religione” significa la possibilità di rendere i non musulmani dei cittadini di seconda classe nei loro stessi paesi.
Il tesoriere federale Peter Costello[28] afferma che i musulmani australiani devono rifiutare pubblicamente il terrorismo in tutte le sue forme e adottare i valori australiani. Il primo ministro australiano John Howard ha affermato che i musulmani devono imparare l’inglese e mostrare rispetto verso le donne. Queste affermazioni hanno scatenato le proteste della comunità musulmana australiana. 
Hammasa Kohistani[29], la prima Miss Inghilterra musulmana, afferma che stereotipare la comunità musulmana la porta all’estremismo, e che i musulmani moderati si stanno rivolgendo all’estremismo dato che vengono considerati estremisti in ogni caso. Secondo lei, se gli estremisti musulmani commettono attacchi contro i non musulmani, i non musulmani non dovrebbero prendersela dato che altrimenti i musulmani moderati si offendono e diventano terroristi. Quindi, basta così poco per trasformare un moderato in un terrorista?
Purtroppo gli estremisti vengono ancora difesi dalle sinistre tramite la propaganda. Gli agenti di polizia inglesi sono costretti a seguire “addestramento alla tolleranza”[30] presso una scuola islamica che poi è stata investigata per attività terroristiche. Gli agenti di polizia locali hanno dovuto fare almeno 15 corsi relativi alla cultura musulmana. 
Nell’agosto del 2006, dopo la scoperta di un complotto volto al sabotaggio di vari voli tra l’Inghilterra e gli USA, i leader della comunità musulmana hanno presentato una serie di richieste al governo, tra cui c’era l’introduzione della Shariah per i casi nell’ambito familiare[31]. Il Dr. Syed Aziz Pasha, segretario generale dell’Union of Muslim Organisations inglese e irlandese ha dichiarato che: “Le abbiamo detto che se ci darà i diritti religiosi, saremo in condizioni di convincere i giovani che veniamo trattati allo stesso modo degli altri cittadini.” Charles Johnson[32] del blog Little Green Footballs ha commentato che i musulmani vogliono essere trattati allo stesso modo, ma vogliono il privilegio di potere usare il loro sistema giuridico uscito dal Medioevo.
Dopo la scoperta del complotto, parecchi gruppi musulmani inglesi hanno spedito una lettera al primo ministo Tony Blair[33] in cui lo si minacciava con questi toni: “Secondo noi la politica di questo governo sta mettendo a rischio i civili, sia in UK che all’estero. Il Regno Unito deve cambiare la sua politica estera e dare la Shariah ai musulmani.” Le stesse minacce sono arrivate dopo gli attentati di Londra del 2005. I musulmani sono ben organizzati e hanno già preparato le loro richieste. Ogni atto di terrorismo jihadista è un’opportunità per pretendere altre concessioni. I musulmani moderati e i fondamentalisti sono alleati, non avversari. Mentre i fondamentalisti fanno saltare le bombe, i moderati minacciano che se non si farà come dicono loro ci saranno altri attentati. La Jihad non è solo una faccenda di violenza, ma anche di minacce. Così come non c’è bisogno di picchiare continuamente un asino per farlo ubbidire, così i musulmani non hanno bisogno di fare attentati continui. I musulmani fanno un attentato ogni tanto, giusto per essere sicuri che gli infedeli siano sottomessi e intimiditi. Purtroppo, questa tecnica funziona. Un ospedale inglese ha adottato un pigiama simile a un burka[34] per permettere alle pazienti musulmane di coprirsi completamente. Il “pigiama multiculturale” è stato il primo in Gran Bretagna, ma ce ne saranno altri. 
Il professor Moshe Sharon[35] insegna storia islamica presso l’università ebraica di Gerusalemme. Per lui la hudna è uno stato di tregua temporanea usata come strategia islamica contro gli infedeli:
Nell’Islam la pace può esistere solo tra paesi islamici, tra musulmano e musulmano. Tra musulmano e non musulmano ci può essere solo una tregua temporanea per dare modo al musulmano di raccogliere le forze. Si tratta di una guerra eterna che durerà fino alla fine dei giorni. La pace è possibile solo dopo la vittoria completa dell’Islam. Nel frattempo, ci può essere solo una tregua temporanea. Poche settimane dopo la firma del trattato di Oslo il leader palestinese Arafat andò in una moschea di Johannesburg e si scusò per avere firmato un trattato con gli ebrei, andando contro alle regole islamiche. Arafat disse di avere fatto quello che aveva fatto il Profeta, citando la storia di Hodaybiya. In quella storia il Profeta aveva firmato un accordo con la tribù Kuraish promettendo 10 anni di pace, che infranse dopo due anni con un pretesto.”
Ho già detto che persino Terje Röd-Larsen[36], diplomatico norvegese e inviato delle Nazioni Unite oltre che figura chiave del processo di pace di Oslo negli anni 90, ammetteva che “Arafat non faceva altro che mentire.
Gli arabi non hanno mai voluto la pace con Israele, ma solo prendere tempo per raccogliere le forze. Le offerte di pace da parte israelita venivano viste come segni di debolezza. Il cosiddetto trattato di Hudaybiyya, firmato mentre Maometto e i suoi seguaci non erano ancora abbastanza forti per assalire la Mecca, è diventato il modello per le relazioni islamiche con i non musulmani. Sharon affermava che nella giurisprudenza islamica ciò è un precedente legale per potere offrire un trattato di pace della durata massima di 10 anni, ma di poterlo infrangere appena conveniente. Per gli islamici accettare una tregua è solo una scelta tattica per quando l’avversario è troppo forte. Il mondo islamico non ha solo il concetto di guerra aperta, ma anche quello di guerra tramite infiltrazione, come sta avvenendo per ora. C’è una possibilità di terminare questo stato di guerra? Secondo Moshe Sharon, la risposta è negativa. Al massimo si possono ottenere pochi anni di calma relativa. 
Hugh Fitzgerald, Vice Presidente del comitato Jihad Watch [37] afferma che i musulmani moderati: “sono persone che si definiscono musulmani e che di cui noi come infedeli non possiamo prevedere il comportamento futuro, e nemmeno quello dei loro figli. C’è la possibilità che il musulmano moderato diventi un fondamentalista, oppure che lo diventi uno dei suoi figli. In tutto l’occidente ci sono figli di musulmani molto più osservanti e fanatici dei loro genitori.” Purtroppo ciò è vero. Nel novembre 2005, uno studio pubblicato dal Canada’s National Post[38] ha dimostrato che una grande percentuale dei musulmani canadesi coinvolti in attività terroristiche erano nati e cresciuti in Canada. Questa è una grande differenza rispetto al passato, in cui i terroristi erano in gran parte immigranti e rifugiati. Secondo lo studio: “Non esiste una sola strada che porti all’estremismo. La trasformazione in estremista è un processo individuale. Dopo il passaggio all’estremismo, gli individui iniziano una serie di attività, dalla propaganda al reclutamento, passando per l’addestramento al terrorismo e la partecipazione a operazioni di terrorismo.” Hugh Fitzgerald si chiede quanti dei nostri immigranti musulmani sono davvero moderati, e quanti di loro diventeranno come Ayaan Hirsi Ali. Uno su venti? Uno su cento? Uno su mille? Uno su diecimila? Quanti diventeranno come Magdi Allam in Italia o come Bassam Tibi in Germania? Quanti Ibn Warraqs, quanti Ali Sinas, e quanti convertiti al cristianesimo come Walid Shoebat ci saranno su mille immigranti? Ha senso accogliere un milione di immigranti se solo pochi di loro vedranno la luce della ragione?“Che i musulmani rimangano nel Dar al-Islam. Che gli infedeli capiscano che i fallimenti politici, economici, sociali e intellettuali delle società islamiche sono causati direttamente dall’Islam, e che lo dicano in faccia ai musulmani.” Youssef Ibrahim[39] del New York Sun è stanco del silenzio della maggioranza musulmana: “Non ho sentito nessun musulmano, moderato o estremista, protestare conto l’assassino del critico olandese Theo van Gogh se non in modo veramente superficiale. Nell’Islam chi tace acconsente. La domanda è: se i musulmani hanno dimostrato di essere in grado di pianificare l’assassinio di centinaia di innocenti, che aspettano gli europei a catturarli e a rimandarli a casa loro?” La domanda è giusta, e molti europei se la stanno ponendo in questo momento. Una parte della risposta è data dalle reti pro-islamiche costruite durante gli ultimi decenni nel silenzio dei media. Inoltre, le classi dirigenti europee hanno propagandato il multiculturalismo per anni e non hanno il coraggio di ammettere di avere fatto un tremendo errore che potrebbe distruggere i loro stessi paesi. 
E’ possibile che quei paesi occidentali dove gli infedeli sono abbastanza forti copino i Decreti di Benes della Repubblica Ceca del 1946, quando circa tre milioni e mezzo di tedeschi Sudeti hanno dimostrato di essere una “quinta colonna” senza alcuna fedeltà verso lo stato. Il governo ceco li fece espellere tutti. Come dimostra Hugh Fitzgerald della Jihad Watch, ci sono più motivi oggi per espellere i musulmani di quanti ce ne fossero per espellere i Sudeti nel 1946. 
La cosa più civile che si potrebbe fare ora per salvare la nostra civiltà e scongiurare una guerra mondiale con perdite sanguinose tra musulmani e infedeli, è una politica di contenimento verso il mondo islamico, come suggerito da Mr. Fitzgerald. Ciò include fermare l’immigrazione dai paesi musulmani e rendere i nostri paesi del tutto ostili verso gli islamici. Gli islamici devono avere due scelte: occidentalizzarsi o essere sbattuti fuori. 
Ho paragonato l’Islam al film “Matrix”, in cui la gente era imprigionata in una realtà virtuale . Nel film, tutti quelli che non erano stati scollegati dalla realtà virtuale erano nemici potenziali. Sono arrivato a credere che ciò valga anche per l’Islam. Alcuni potrebbero dire che escludere e cacciare via i musulmani sia una violazione dei nostri stessi valori. Non credo sia così, dato che quei pochi musulmani che abbiamo hanno causato danni enormi alla nostra economia, alla nostra cultura e alla nostra libertà. Sarebbe molto peggio tradire i secoli di cultura laica e di avanzamento tecnologico, oltre che il futuro dei nostri discendenti, solo per fare contenti dei musulmani che non vogliono contribuire alla nostra società e che ci odiano. 
Come ho dimostrato ampiamente, per un musulmano mentire agli infedeli è una cosa normale e accettata. Ho anche dimostrato che fondamentalisti e “moderati” sono molto più vicini tra loro di quanto pensiamo. Entrambi vogliono la Shariah, cambiano solo i metodi. Anche quelli che oggi sono moderati, domani potrebbero radicalizzarsi, oppure potrebbero farlo i loro figli. Basta poco a causare il cambiamento, anche una cosa da niente come una notizia sul giornale o una crisi personale. I pochi musulmani veramente moderati e tolleranti saranno messi a tacere dai loro colleghi più aggressivi.
Alla fine, ciò che conta non è la differenza tra moderati e radicali, ma tra musulmani e non musulmani. Secondo Ibn Warraq ci possono essere dei musulmani moderati, ma l’Islam non sarà mai moderato. Come scrive nel suo libro “Leaving Islam — Apostates Speak Out”, una serie di testimonianze da parte di ex musulmani, quelli che sono usciti dall’islam sono gli unici che sanno veramente di cosa si tratta. Il problema è che le loro voci hanno la maledizione di Cassandra.
Fonti:
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http://www.jihadwatch.org/dhimmiwatch/archives/012991.php
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http://www.canada.com/national/nationalpost/news/story.html?id=cb4b3799-46b2-4bff-b42e-852d05978222&page=1
39.
http://www.nysun.com/article/38586?page_no=2

2083 – Una dichiarazione di indipendenza europea – Libro 2.49 I musulmani moderati e l’islamizzazione

2.49 I musulmani moderati e l’islamizzazione

(1) Chi sono i nostri nemici? Sono solo gli islamici che compiono materialmente gli attentati? 
(2) Perché i musulmani moderati non si oppongono ai fanatici? Sono veramente contro di loro? Sono dalla loro parte o dalla nostra? 
Il terrorismo è solo uno strumento, una tattica usata dagli islamici per i loro scopi. In caso, i musulmani non si farebbero problemi ad abbandonare il terrorismo se avessero tattiche migliori a disposizione. Il terrorismo non è il nostro nemico, ma solo uno dei tanti strumenti usati dai nostri veri nemici. Alcuni usano il termine “guerra al terrorismo” per essere politicamente corretti e per non fare innervosire i musulmani, finendo così per fare il loro gioco e non dover dire quale sia il vero nemico. Dobbiamo definire chiaramente quali islamici siano i nostri nemici, e perchè.
La dottrina islamica non consiste solo nel Corano, ma anche nelle Sunna (Ahadith e Sira). In questi testi ci sono versi pacifici e violenti, ma i versetti più pacifici e tolleranti (quelli scritti alla Mecca) vengono abrogati dai versetti violenti e intolleranti scritti dopo, a Medina. Ci sono alcuni versetti che invitano alla pace verso i non musulmani, ma sono abrogati dai successivi. Molti usano questi versetti per ingannare gli occidentali e non fargli capire quale sia la vera dottrina verso di loro. I musulmani non vogliono fare sapere che la loro dottrina condanna gli infedeli all’inferno solo perchè rifiutano gli insegnamenti di Maometto.
Cos’è un “musulmano moderato”? Bisogna capire la differenza tra un musulmano moderato e quello che un occidentale chiamerebbe un cattolico non praticante. Un musulmano vuole seguire il Corano e gli esempi del Profeta, oltre a instaurare la Shariah per come viene descritta dal Corano e dalla Sunnah.
Il musulmano moderato è quello che non riesce ad accettare tutta la dottrina islamica, e quindi prende solo le parti che gli piacciono. Ciò è proibito dalla religione, e lo rende un non musulmano a tutti gli effetti. Esiste una proibizione verso l’interpretazione personale dell’Islam, dato che le uniche interpretazioni accettate sono quelle che sono state stabilite secoli fa. Non è permesso arrivare a nuove conclusioni che contraddicano le vecchie. La “Ijtihad”, l’interpretazione non basata su un caso precedente, è proibita fin dall’undicesimo secolo, e ogni musulmano deve rispettare questa proibizione. Fare innovazione religiosa è un crimine molto serio per un islamico. 
La Shariah è l’applicazione pratica del Corano e dalla Sunna, che deve essere accettata da un musulmano moderato. Anche se i musulmani in Europa non lo sanno data la mancanza di educazione (molto comune dato che i chierici cercano di tenere nascoste le parti più sgradevoli dell’islam fino a che i musulmani europei saranno una minoranza), si tratta comunque di un obbligo. Quando i musulmani capiscono di avere seguito idee sbagliate riguardo alla dottrina, dopo un po’ accettano di avere sbagliato e iniziano a seguire l’Islam vero e proprio. 
Molti musulmani europei accettano di seguire le leggi locali solo perchè sono ancora una minoranza. Quando saranno la maggioranza, la loro dottrina li obbligherà a rendere obbligatorie le leggi e le regole islamiche. Molti musulmani sono ignoranti riguardo alla loro stessa religione, oppure sono stati ingannati dalla propaganda liberale, ma quando arriverà il momento dovranno mettersi da parte e accettare il vero Islam. Le interpretazioni liberali e tolleranti dell’Islam non hanno alcuna base teorica o dottrinale, e sopravvivono solo fino a che i veri musulmani le permettono. Molti musulmani abbandoneranno queste interpretazioni appena si renderanno conto di avere sbagliato, dato che questo è il dovere di ogni musulmano. Molti di loro lo faranno a malavoglia, ma lo faranno lo stesso. Il Corano stesso dice (Sura 2:216) che a volte bisogna fare cose sgradevoli dato che fanno bene. E’ probabile che solo una piccola minoranza si allontanerà dall’Islam, dato che l’apostasia viene punita con la pena capitale. 
Un musulmano moderato non è un riformista capace di eliminare quei principi islamici incompatibili con la vita moderna, ad esempio quelli che violano i diritti umani. I musulmani moderati vogliono la stessa cosa che vogliono i fondamentalisti, ossia l’instaurazione della Shariah in Europa. Anche se il moderato si oppone a certe parti della Shariah, la preferiscono alle leggi europee. Perchè un musulmano vorrebbe mai rinunciare alla Shariah? La Shariah gli consente l’oppressione delle donne, cosa importante per la vita dei musulmani. La Shariah gli consente di arricchirsi senza difficoltà, dato che nel futuro gli europei saranno schiavi (dhimmi) e le loro proprietà saranno espropriate a favore dei nuovi padroni musulmani. 
La Shariah è prima di tutto un programma politico, con solo un piccolo accenno alla religione (per come verrebbe definita da un occidentale). I suoi contenuti contraddicono i diritti umani e i principi politici occidentali: secolarismo e democrazia. Un moderato non sente il bisogno di lavorare per la Shariah, dato che non esiste ancora un leader islamico riconosciuto e che non è stata ancora proclamata la jihad in Europa. Da questo punto di vista moderati e fondamentalisti sono diversi, ma gli obiettivi a medio e lungo termine sono gli stessi.
L’idea europea di musulmano moderato è molto differente dal concetto islamico di musulmano moderato. L’europeo pensa a un musulmano moderato come a una persona che si ritiene musulmana ma che contravviene regolarmente alle regole islamiche e segue valori occidentali come laicismo, libertà, diritti umani, democrazia e protezione delle minoranze. In realtà, queste persone praticano una fede che non ha nulla a che vedere con l’Islam. Non si tratta di musulmani “moderati” o “riformati”, ma di non musulmani. Inoltre, queste persone sono ancora molto poche. 
Per concludere: quello che gli europei chiamano un “musulmano moderato” è un ex musulmano che ha abbandonato la sua fede. La sinistra occidentale crede che questi ex musulmani rappresentino la fede islamica, dato che hanno paura di affrontare i contenuti dell’islam vero e proprio. Per quanto ci si sforzi, è impossibile dire onestamente che l’Islam sia pacifico, tollerante e rispettoso dei diritti umani.
Ci sono prove che non ci siano differenze teologiche tra i fondamentalisti e i moderati, a parte il fatto che i fondamentalisti prendano l’Islam più sul serio. Uno degli obblighi religiosi islamici è quello di instaurare la Shariah appena ne avrà la possibilità e avrà abbastanza potere. Alcuni credono che sia necessario impegnarsi a tale scopo. I moderati credono che non ci sia nessun obbligo fino a che i musulmani non saranno al potere (a meno che non ci sia una jihad che lo ordina.) E’ probabile che molti di questi moderati vogliono che i musulmani prendano il potere e instaurino la Shariah.
Nel mondo musulmano la dottrina tradizionale è quella più diffusa. Ci sono interpretazioni moderne che si stanno estinguendo dato che il vero Islam sta prendendo il controllo delle comunità islamiche nei paesi occidentali. Per un musulmano è molto difficile contestare l’islam tradizionale, dato che tutte e quattro le scuole sunnite coincidono riguardo a molti argomenti. Si dice i terroristi abbiano preso il controllo dell’islam. Ciò è falso, anche nei casi in cui i terroristi hanno interpretato il Corano in maniera troppo estrema. Quel che avviene è il contrario, ossia persone sane, normali e pacifiche che cadono sotto il controllo dell’islam e diventano nemiche fanatiche della democrazia, della libertà e dei diritti umani. Alcune di queste persone passano al terrorismo, ma ciò dipende da loro problemi psicologici o sociali, non dall’islam.
Molti vivono una vita miserabile, al punto che sperano solo di morire e andare in paradiso. Alcuni hanno paura dell’inferno. Altri, specialmente giovani cresciuti in ambienti repressivi, anelano tanto al sesso libero in paradiso da trascurare tutto il resto. Altri credono che questa vita sia meno importante della prossima, e cercano di raggiungerla in fretta tramite il martirio, la via più sicura per il paradiso. Altri sono individui logici e razionali, che arrivano alle loro conclusioni tramite lo studio del Corano, delle Hadith e della Sunna. 
In molti casi, un musulmano moderato ha gli stessi obiettivi di un fondamentalista, è solo che si rifiuta di prendere le armi e combattere fino a che non arriverà la Jihad ad ordinarglielo. Non ci sono altre differenze tra moderati e fondamentalisti, il loro obiettivo finale è lo stesso. Inoltre, quando si parla con un moderato bisogna sempre tenere in mente il concetto di Taqiyya. Senza una riforma religiosa che proclami i diritti umani ed elimini le parti inaccettabili del Corano, le opinioni dei moderati non hanno alcuna base religiosa. Le opinioni crollano in fretta davanti alla pressione. Non ci si può basare sulla speranza che i moderati rimangano tali, se non c’è una riforma religiosa vera e propria. Qui si parla della sopravvivenza della nazione, e non la si può basare su di una speranza così debole. 
Il multiculturalismo dice che tutte le culture e le religioni sono uguali. Ciò è sbagliato. Le persone sono uguali di fronte alla legge, ma le opinioni, le culture e i valori non sono uguali. Ci sono opinioni, valori e culture compatibili con la vita moderna, e altre che non lo sono. Dal punto di vista politico e umanistico, tali opinioni e valori sono incompatibili con la nostra società.

Fonti:

http://www.islam-watch.org/NoSharia/PreventEuropeIslamization1.htm

2083 – una dichiarazione di indipendenza europea – Libro 2.48 – Intervista a un ex musulmano

2.48 Lasciare l’Islam – intervista a un ex musulmano

Autori: Mohammad Asghar/Jamie Glazov
L’ospite di oggi è Mohammad Asghar, un ex musulmano che ha deciso di lasciare l’Islam dopo averne scoperto le vere dottrine. Oltre ad avere studiato il Corano per venticinque anni, Mohammed ha scritto un commentario sui versetti coranici nella speranza di diffondere la verità sull’Islam presso i non musulmani.

 

FP: Mohammad Asghar, benvenuto su Frontpage Interview. 


 

Asghar: Grazie per l’invito. 


 

FP: Ci parli della cultura in cui è cresciuto e della sua educazione musulmana.


Asghar: Sono nato in una famiglia di musulmani praticanti in Bangladesh. I miei genitori seguivano quasi tutte le regole islamiche e hanno fatto in modo da insegnarmele così che io potessi seguirle nella vita. Ho frequentato una madrassa insieme a molti altri bambini musulmani del mio quartiere, dove ho imparato a leggere il Corano. Ovviamente non capivo niente di quello che stavo leggendo.
Da giovane ho cercato di vivere come un vero musulmano. Dicevo le mie preghiere, anche se non sempre. Visitavo le tombe dei santi musulmani, celebravo il compleanno del Profeta anche se nessuno sapeva il suo anno di nascita, celebravo la sua ascensione ai Giardini (Jannat) del Cielo e cantavo le sue preghiere. Quando i miei genitori o i miei vicini organizzavano il Mehfil-e-Milad – un raduno di musulmani nel subcontinente indiano credevo veramente che le cose che stavo facendo fossero parte dei miei doveri verso Allah e verso il Profeta. Ero sicuro che se non li avessi compiaciuti non sarei mai andato nei Giardini durante il giorno del giudizio.

 

FP: Come mai si insegna la lettura del Corano ai bambini senza spiegargli cosa contiene?


 

Asghar: Secondo alcuni rapporti, ci sono più di un miliardo e mezzo di musulmani sul pianeta. Di questi, solo trecento milioni parlano e leggono l’arabo. Il Corano è difficile da leggere anche per i madrelingua arabi, dato che buona parte di esso è scritto in un arabo dialettale parlato solo dalla tribù Quraish della Mecca del settimo secolo.

 

La maggioranza dei musulmani vive nel sud est asiatico o nel sub continente indiano, e quasi nessuno di loro capisce l’arabo. Nenche coloro che imparano il Corano a memoria, detti Hafez-e-Qur’an, capiscono il significato delle parole che hanno memorizzato.
Come mai i musulmani imparano a memoria il Corano senza capirne neanche una parola? Perchè molti di loro, specialmente quelli non madrelingua araba, si fidano delle parole dei loro Mullahs. I musulmani, soprattutto quelli poveri e analfabeti, fanno solo quello che gli dice il loro Mullah, specialmente in India.
Questi Mullah dicono ai musulmani che leggere o recitare il Corano in arabo sia la cosa che più compiace Allah, e che il piacere di Allah sia l’unica cosa che possa fare entrare un uomo o un Jinn nel Giardin (Jannat) il giorno del giudizio. Questo porta tutti i musulmani, non solo quelli poveri e analfabeti ma anche quelli ricchi ed educati, a leggere il Corano in arabo senza provare a capire quello che stanno leggendo o le preghiere che stanno recitando. Questi musulmani pretendono che i loro figli leggano e imparino a memoria dei versetti coranici da recitare durante le loro preghiere obbligatorie.

 

FP: Mi sembra assurdo che la gente segua una religiose ripetendo cose che non hanno senso nemmeno per loro. Cosa le ha fatto venire dubbi riguardo alla sua fede?


 

Asghar: Circa 25 anni fa ho avuto lo shock della mia vita quando un Maulvi (chierico musulmano) si è rifiutato di farmi seppellire mia madre, dato che secondo lui il vestito che avevo addosso non era un abito islamico. Quel vestito viene chiamato “Lungi” in Bangladesh, e sembra il vestito che viene indossato in Malesia o in Burma nella vita di tutti i giorni (come i pantaloni, ma aperto verso il basso)


 

FP: Perchè la gente indossa il Lungi? Perchè un abito che lascia quelle parti esposte?


 

Aghar: Il Lungi, come il Saree femminile, è un vestito tradizionale che si indossa in Bangladesh per coprire la parte inferiore del corpo. Molti musulmani credono che non dovrebbe essere indossato dagli uomini musulmani, dato che il Lungi è aperto sul fondo e i genitali sono esposti verso la terra. Secondo i musulmani, esporre i propri genitali verso la terra è un peccato grave.

 

Il problema è che non ho mai sentito un Mullah dire niente del genere riguardo al Saree, un abito con le stesse caratteristiche del Lungi. Stranamente, i Mullah permettono alle loro mogli di indossarlo senza lamentarsi.

 

FP: Va bene, forse ne parleremo in dettaglio più tardi. Cosa è successo dopo la faccenda del Lungi?


 

Aghar: Mi è venuta voglia di sapere cosa vuole veramente l’Islam e quali sono i veri insegnamenti del Corano. Ho iniziato a leggere il Corano in inglese, nella traduzione di Abdullah Yusuf Ali e Mohammad Marmaduke Pickthall, e in Bengali e Urdu. Ho preso tre traduzioni in modo da essere sicuro che quello che stavo leggendo in inglese fosse la stessa cosa che era scritta in Bengali e Urdu, e che fosse una traduzione corretta e fedele del Corano arabo.


Quello che ho letto e scopert del Corano mi ha lasciato di sasso. Non riuscivo a credere che Allah, se esiste, possa avere detto quelle cose a Muhammad e ai suoi seguaci, cose come:
2:223: “Le vostre spose per voi sono come un campo. Venite pure al vostro campo come volete, ma predisponetevi; temete Allah e sappiate che Lo incontrerete. Danne la lieta novella ai credenti! .
Dicendo ai musulmani che possono compiere atti sessuali con le loro mogli “come volete”, Allah gli ha permesso di violentarle, dato che in questo versetto non si chiede all’uomo di ottenere il consenso della donna, senza il quale l’atto sessuale è una violenza carnale. Per Allah il “predisponetevi” significa che basta recitare una preghiera verso di lui prima dello stupro per essere assolti dal crimine.

 

FP: Riguardo al versetto 2:223, se Allah non ha ordinato ciò allora chi è stato? Chi ha scritto questo versetto e perchè?


 

Aghar: Secondo me il Corano è solo un registro delle cose fatte e dette dal Profeta durante la sua vita terrena. I suoi seguaci hanno ricordato e raccontato questi episodi agli scrittori del Corano mentre veniva compilato. Quindi, il versetto 2:223 dovrebbe essere considerato come una cosa che lui ha fatto nella vita, e ha detto ai suoi seguaci.

 

Nelle Hadith (le parole di Maometto), leggiamo che:
Sahih Muslim, Libro 008, Numero 3240:
Jabir riportò che il messaggero di Allah (pace su di lui) vide una donna e andò da sua moglie Zainab, che in quel momento stava conciando una pelle, ed ebbe un rapporto con lei. Dopo, andò dai suoi discepoli e disse che la donna ti si avvicina con le forme di una diavolessa, quindi quando uno di noi vede una donna deve andare da sua moglie, per respingere quello che sente nel cuore.”
In pratica il Profeta ha fatto a sua moglie quello che veniva descritto nel versetto di prima, ossia si è preso sua moglie senza preavviso. I musulmani possono prendere la propria moglie senza preavviso e violentarla, se ciò li rende felici.

 

FP: Quindi lei ha lasciato l’Islam?


 

Asghar: Si, non sono più musulmano. Non seguo più gli insegnamenti e le dottrine dell’Islam, dato che le considero malvagie e inadatte per le brave persone.

 

 

FP: Come ha reagito la sua famiglia e la sua comunità? Lei è mai stato in pericolo?


 

Asghar: Ho detto alla mia famiglia quello che avevo trovato nel Corano e mi hanno dato ragione. Il problema è stato con la comunità, da cui mi sono ritrovato escluso. Molti dei miei amici e conoscenti hanno smesso di parlarmi, dato che temevano che quello che gli avrei detto li avrebbe portati a lasciare l’Islam. Altri mi hanno minacciato. Ho capito che se avessi continuato a vivere in quel posto con le mie opinioni avrei rischiato la vita, quindi ho deciso di emigrare negli Stati Uniti insieme alla mia famiglia.

 

Qui mi sento al sicuro, anche se ho già ricevuto minacce di morte. Il ministero di grazia e giustizia americano si è offerto di aiutarmi a proteggermi. Io e la mia famiglia siamo grati agli americani per essere stati al nostro fianco.

 

FP: Quali sono i suoi pensieri riguardo all’impatto dell’Islam sui musulmani e sui non musulmani?


 

Asghar: I musulmani sono le vittime dell’Islam. Molti di loro ne sono diventati volontariamente le vittime, mentre la maggioranza di loro sono caduti nella trappola senza sapere niente di quello in cui credono. L’Islam li ha trasformati in robot che fanno e credono solo quello che Allah gli dice. Basti pensare al fatto che molti musulmani non fanno niente nella vita senza prima dire “Bismillah ”, ossia iniziare ogni cosa nel nome di Allah dato che credono che senza il suo aiuto non possono fare nulla.


Dato che Allah gli ha chiesto di credere in un libro su cui non ci sono dubbi (Corano; 2:2), molti di loro passano tantissimo tempo pregando. Dato che i musulmani credono che gli insegnamenti del Corano siano tutto quello di cui hanno bisogno nella vita, molti di loro diventano chierici islamici invece di diventare studiosi o scienziati che potrebbero fare di più per il bene dell’umanità. Queste statistiche aiutano a capire lo stato della conoscenza nel mondo musulmano:
Ci sono 57 stati membri nella OIC, l’organizzazione delle conferenze islamiche, e in tutto hanno 500 università. C’è una università per tre milioni di musulmani. Gli USA hanno 5758 università, l’India ne ha 8407. Nella classifica mondiale delle università del 2004 non c’era nemmeno una università musulmana tra le prime 500. Ciò dimostra che il mondo musulmano non ha cultura. Negli ultimi 105 anni ci sono stati solo tre premi Nobel tra un miiardo e mezzo di musulmani (escludendo il Nobel per la pace), mentre nel frattempo 14 milioni di ebrei hanno avuto 180 premi Nobel.

 

FP: Cosa c’è dietro all’insegnamento musulmano che li obbliga a pregare tutto il tempo? Se non è stato Dio ad ordinarlo, allora è un ordine dato dall’uomo. Come mai un ordine simile?


 

Aghar: Prima dell’arrivo dell’Islam i pagani della penisola araba pregavano tre volte al giorno, all’alba, al tramonto e a mezzogiorno, inchinandosi verso la Mecca. Maometto ha mantenuto il rituale pagano, e a volte si è fatto scappare l’ordine di pregare due, tre o quattro volte al giorno. Dato che i suoi seguaci conoscevano bene le norme per la preghiera, Maometto non le ha menzionate nel Corano. I sunniti dicono che si debba pregare cinque volte al giorno, tutti gli altri si limitano a tre volte. (Dr. Rafiq Zakaria; Muhammad and the Quran, p. 74).

 

Maometto ha mantenuto la pratica pagana delle preghiere giornaliere per un motivo: dato che era ancora militarmente ed economicamente debole, doveva rendere chiaro ai pagani della Mecca che la sua religione non era molto differente dalla loro e che avrebbero dovuto accettarla senza resistenza. La sua politica è andata avanti anche alla Medina, dove gli ebrei gli si opponevano. Per cercare di portarli dalla sua parte, Maometto ordinò di cambiare la direzione della preghiera verso Gerusalemme, ma gli ebrei si rifiutarono di seguirlo comunque.
La preghiera musulmana acquista una nuova importanza con la conquista musulmana delle terre fuori dalla penisola araba. I musulmani, poveri e miserabili, si trovarono spiazzati di fronte alle ricchezze dei paesi che avevano conquistato solo pochi anni dopo la morte di Maometto e alla bellezza delle loro donne.
Al-Baladhuri, il più sensato tra gli storici delle conquiste musulmane, scriveva che Abu Bakr reclutava i volontari per la campagna siriana invitandoli alla guerra santa in cui avrebbero goduto del bottino e delle donne prese ai popoli sottomessi. Rustam, il generale persiano che difendeva il suo paese dall’invasione disse al diplomatico musulmano che: “capisco che siete costretti dalla vostra povertà a fare quello che fate.” Un verso della Hamasah di abu-Tammam dice che:

 

Voi non avete lasciato la vita nomade per il Paradiso; 

 

Ma per la vostra fame di pane e datteri. 

 

(Citato dalla Storia degli Arabi di Phillip K. Hitti, p. 144).
Le conquiste andavano avanti e il desiderio di donne e di ricchezze era sempre più forte. I comandanti musulmani temevano di perdere il controllo dei loro soldati, se non ne avessero calmato le passioni. Come soluzione al problema, alzarono il numero di preghiere gioraliere a cinque, includendo anche movimenti, gesti e recitazioni di frasi del Corano in modo da tenere i soldati impegnati e impedirgli di pensare alla ribellione.
Questo indottrinamento è simile a quello usato dai dittatori moderni sui loro militari. I comandanti musulmani riuscirono nel loro intento al punto da rendere le cinque preghiere una parte integrante della vita di tutti i musulmani. I musulmani sprecano un’enorme quantità di tempo in preghiera, trascurando i loro doveri pur di ottenere la benevolenza di Allah, danneggiando la loro stessa economia e il loro benessere. Prima i musulmani capiranno ciò, meglio sarà per loro e per il resto del mondo.

 

FP: Buona parte del mondo islamico è in preda alla povertà. Secondo lei è colpa della dottrina islamica?

 

 

Aghar: Certo. Per i musulmani la povertà è una virtù, una cosa datagli da Allah. Molti altri popoli hanno fatto di tutto per liberarsi dalla povertà, mentre i musulmani hanno seguito le loro convinzioni religiose e hanno inflitto la povertà su loro stessi. Molte nazioni musulmane hanno dato la loro autostima, la loro indipendenza politica e la loro sovranità in cambio dell’approvazione dei paesi che li mantenevano con la loro carità.

 

I musulmani non amano prendersi la responsabilità per i loro fallimenti e per le loro follie. Loro preferiscono dare la colpa ai non musulmani ricchi per tutti i mali che soffrono oggi, dicendo che sono stati causati dai tradimenti dei cristiani. Il Corano alimenta l’astio verso i cristiani, affermando che Allah gli ha dato la ricchezza non per dargli la prosperità sulla Terra, ma per punirli nella loro vita successiva. (Corano; 10:69 & 70).
I musulmani non si limitano ad odiare i non musulmani che sono ricchi: aspettano in silenzio il momento in cui potranno spazzarli via dalla faccia della Terra, insieme a tutte le altre religioni.

 

FP: Su cosa si basa ciò? Sulla guerra che l’Islam ordina di condurre contro gli infedeli?

 

 

Aghar: Si. Per quello che sappiamo l’Islam ha diviso il mondo in due parti: il Dar al Islam e il Dar al Harb, il mondo musulmano e il mondo non musulmano. Dato che i musulmani sono i soldati di Allah, devono seguire il suo piano di battaglia enunciato nel Corano. I musulmani hanno il compito di prendersi le terre dei non musulmani, e di costringerli ad accettare l’Islam o a morire (Corano; 9:29).

 

Gli insegnamenti del Corano portano i musulmani ad attaccare automaticamente i cristiani, dato che hanno la proibizione a prendere loro (e gli ebrei) come amici e l’ordine di considerare cristiani ed ebrei come nemici della Ummah (comunità) islamica e dell’Islam.
Oltre che gli ebrei e i cristiani, i musulmani odiano anche i pagani (Mushrikun) con tutto il loro cuore, dato che il Corano li considera impuri (Corano; 9:28) e indegni di vivere sulla Terra. I musulmani hanno l’ordine di ucciderli ogni volta che possono (Corano; 9:5). Queste istruzioni sono estremamente pericolose e rendono impossibile ai non musulmani il convivere con i musulmani.
Questa verità sull’Islam deve essere diffusa tra le comunità non musulmane di tutto il mondo, in modo da prepararle al pericolo mortale dell’Islam, in particolare se i musulmani divenissero la religione dominante. Leggere e capire il Corano è importante per tutti, non solo per gli infedeli di oggi, ma anche per proteggere i loro discendenti dalla furia omicida dei musulmani del futuro.

 

FP: Lei crede che l’Occidente potrà confrontarsi con l’aggressione dei musulmani?

 

 

Asghar: Mi dispiace dire che l’Occidente non ha capito nulla del Corano, della storia dell’Islam e dei musulmani. Questo sono esempi di come si comportano i musulmani verso ebrei, cristiani, buddisti e tutti gli altri infedeli:

 

Mohammed è andato a Medina come fuggitivo dalla Mecca e nel giro di dieci anni ne è diventato il capo dopo avere ucciso o cacciato tutti gli ebrei della città e dopo averne convertito i pagani. Con le sue azioni, Maometto insegna ai suoi seguaci che essere in tanti è necessario per stabilire il comando. Se avesse conosciuto l’esistenza delle armi da fuoco, avrebbe ordinato ai suoi seguaci di comprarne, accumularle e di usarle per conquistare il mondo.
L’ Abissinia, un paese cristiano, è stata la prima nazione ad ospitare i musulmani fuggitivi dalla Mecca. Quando i musulmani sono diventati abbastanza forti e numerosi, si sono dimenticati dei favori concessi e ne hanno massacrato e convertito a forza gli abitanti. Se è per questo, hanno anche conquistato quasi un terzo del mondo e hanno tentato di invadere l’Europa, se non fossero stati fermati a Vienna nel 1683.
Allah ha promesso il dominio della Terra ai musulmani, e li ha aiutati a diffondere l’Islam it (Corano; 24:55,57). Per raggiungere questi obiettivi, Allah gli ha ordinato di sfidare in battaglia quelli che rifiutano di convertirsi pacificamente, di colpirli fino a sottometterli, di prenderli prigionieri per poi liberarli sotto riscatto dopo la fine delle ostilità (Corano; 47:4).
Invece di imparare la lezione dalla storia dei musulmani, molti leader e molta gente comune in Occidente crede che l’Islam sia una religione di pace e che i suoi seguaci siano buoni come sembrano. Molti di loro non hanno capito niente, nemmeno dopo le morti e le distruzioni inflitte dai musulmani a New York o a Washington, e nemmeno dopo aver visto che un resista ha perso la sua vita per mano di un fanatico islamico solo per aver diretto un film contro l’Islam. Molti occidentali hanno lodato la “tolleranza” dei musulmani dopo aver saputo che un editore americano è stato costretto a non pubblicare un libro sulla moglie del Profeta Maometto a causa delle minacce di morte che ha ricevuto dagli islamici.
Molti occidentali hanno ignorato il presidente iraniano quando ha ordinato la distruzione completa di Israele, dicendo che era solo un pazzo. In realtà non è stata la sua pazzia che gli ha fatto dire quelle cose, ma il suo antisemitismo e i dettami della religione che segue.
Come dovrebbero fare i musulmani a distruggere Israele e conquistare il pianeta, se non ne hanno i mezzi? La risposta è questa:
Durante suo discorso ai delegati musulmani del OIC, tenutosi in Malesia nel 2003, il dottor Mahthir, ex primo ministro malese, ha espresso chiaramente il desiderio dei musulmani di acquisire armi sempre più mortali:
…non si può fare altrimenti. Pochi milioni di ebrei non possono sconfiggere un miliardo e mezzo di musulmani. Ci deve essere un modo per vincere, e possiamo trovarlo solo se ci fermiamo per considerare le nostre forze e le nostre debolezze, i nostri piani e le nostre strategie per il contrattacco. Come musulmani, dobbiamo affidarci alla guida della Sunnah, del Corano e del Profeta. Di certo i ventitré anni di tribolazioni del Profeta ci possono insegnare come fare. Dobbiamo costruire le nostre forze in tutti i campi, non solo dal punto di vista militare. I nostri paesi devono essere stabili e ben amministrati, economicamente forti, con un’industria competente e una tecnologia avanzata. Ci vorrà tempo, ma si potrà fare, e sarà tempo ben speso. La nostra religione ci insegna ad essere pazienti, perchè la pazienza è una virtù. Innallahamaasabirin.
Mentre si preparano ad attaccare gli ebrei, i musulmani stanno prendendo piede nei paesi ricchi dell’occidente, con due obiettivi in mente. Il primo è quello di guadagnare fondi, il secondo è seminare l’Islam tra la gente dei paesi che li ospitano. Oltre a convertire i malcontenti e i criminali verso la loro fede, cercano di aumentare il loro numero facendo più figli possibile. Se non hanno donne a disposizione, cercheranno di intrappolare donne europee, convertirle a forza e costringere i figli a seguire l’Islam.
Quando i musulmani saranno diventati abbastanza da avere peso politico, cercheranno di avere l’autonomia o l’indipendenza per le regioni in cui hanno la maggioranza. Ciò è già avvenuto in India, e sta avvenendo in Cina, nelle Filippine e in Thailandia.
Questo è quello che succederà in Occidente, se gli occidentali continueranno con la loro “political correctness” e la loro apatia verso l’ostilità dell’Islam. Il filosofo e storico americano Will Durant (1885-1981) ha descritto questo processo in parole sue:
la conquista islamica dell’India è probabilmente la più sanguinaria di tutta la storia. E’ una storia triste, in cui una civiltà preziosa, con un complesso di ordine, libertà, cultura e pace può essere distrutta da un momento all’altro da barbari invasori o infiltrati all’interno

 

FP: Lei può dare un consiglio all’occidente?


 

Aghar: Sapendo che Will Durant aveva ragione, suggerirei che l’Occidente debba compiere queste azioni per proteggere la sua indipendenza e lo stile di vita dei suoi popoli dalla minaccia musulmana:


Bisogna fermare l’invasione di musulmani, e ammettere solo quelli che sono disposti ad adattarsi allo stile di vita secolare.
Bisogna proibire la costruzione di altre moschee e di seminari religiosi, dato che queste istituzioni diffondono i fondamentalismi ed indottrinano i giovani all’odio verso tutti quelli con una fede diversa dall’Islam.
L’Occidente deve imparare a sorvegliare le moschee e a controllare il contenuto dei sermoni del venerdì, oltre che il contenuto degli insegnamenti che vengono impartiti ai bambini musulmani. Ogni imam o insegnante religioso che insegni odio razziale o religioso ai suoi studenti dovrà essere punito severamente.
Oltre a combattere il terrorismo in paesi come Iraq, Pakistan e Arabia Saudita, l’Occidente dovrà impedire ai governi di quei paesi di indottrinare i bambini all’odio religioso, fino al punto da usare la forza economica e militare contro i governi che si rifiuteranno di farlo.
L’Occidente non ha altra scelta se non quella di combattere contro i paesi musulmani e di contenere la minaccia musulmana contro di sé e contro i propri alleati. Se non lo farà, ci sarà una catastrofe per il mondo intero, una guerra che non si potrà vincere senza perdite umane e materiali enormi.

 

FP: L’Occidente può fare queste cose, e restare comunque un posto dove ci sono libertà religiosa e libertà personale?

 

Aghar: Se si vuole proteggere i cittadini dal terrorismo islamico e dalla minaccia dell’invasione, l’Occidente deve solo seguire le sue stesse leggi e fare qualche cambiamento al suo processo cognitivo. Per esempio:


Ogni paese ha delle regole per l’ingresso. L’Occidente può regolare il flusso di musulmani facendo più attenzione a chi riceve i VISA d’ingresso.
Ci sono già abbastanza moschee e scuole religiose per i bisogni della popolazione musulmana. Dato che molti Imam e insegnanti religiosi musulmani le usano come copertura per diffondere il fondamentalismo, l’Occidente ha il diritto di rifiutarsi di costruire altri edifici religiosi e di monitorare elettronicamente quelli che già esistono. Spiare elettronicamente gli Imam e gli insegnanti non è una violazione dei diritti umani dei musulmani, anzi è un’azione necessaria per proteggere i bambini islamici dall’influenza del fondamentalismo e dell’odio razziale.
Inoltre, l’Islam stesso permette lo spionaggio verso le persone pericolose, e Allah ha spiato personalmente i nemici di Maometto per proteggerlo dai complotti. Il Corano dice che :

 

108. Cercano di nascondersi agli uomini, ma non si nascondono ad Allah. Egli è al loro fianco, quando di notte pronunciano parole che Lui non gradisce. Allah abbraccia [nella Sua scienza tutto] quello che fanno.


Questo dovrebbe mettere a tacere quei musulmani che si oppongono alle azioni dei governi occidentali contro gli Imam e gli insegnanti, dato che se Allah poteva spiare contro i nemici di Maometto per proteggerlo, allora la polizia occidentale può fare la stessa cosa per i cittadini.
Inoltre, le libertà personali e religiose valgono per quelli che le seguono e le rispettano. Non si può usare la scusa della libertà religiosa o personale per evitare che un criminale venga arrestato, dato che la sua libertà è pericolosa per la società in cui vive. Se si parla di terrorismo religioso o di incitazioni a uccidere gli aderenti di una religione, allora il concetto di libertà religiosa non si applica. L’Occidente deve fare tutto ciò che è necessario per proteggersi e per proteggere i cittadini da coloro che vorrebbero distruggerli perchè glielo ordina la loro religione.

 

FP: Mohammad Asghar, grazie per l’intervista.


 

Asghar: Grazie a voi.


 

Fonti:
http://www.islam-watch.org/MAsghar/Leaving-Islam.htm

2083 – Una dichiarazione di indipendenza europea – Libro 2.47 – La lobby wahhabita in Europa

 2.47 La lobby wahhabita in Europa

Gli estremisti si riuniscono perchè hanno paura dell’intolleranza.
Autore: Stephen Schwartz – 10/06/2005, Varsavia
Avrei dovuto capire che c’era qualcosa che non andava. Alla fine di Settembre, l’OCSE (organizzazione per la sicurezza e la cooperazione), un organo internazionale composto da 55 nazioni, incluse dittature assolute come la Bielorussia, ha indetto una tavola rotonda nella ridente città di Varsavia. L’argomento della riunione era “l’intolleranza e le discriminazioni contro i musulmani.” A parte i diplomatici OCSE, lo staff e due rappresentanti della commissione americana per la libertà religiosa, i partecipanti erano 25 rappresentanti delle ONG musulmane e dei garanti per i diritti umani da varie nazioni nordamericane ed europee.
Avrei dovuto fiutare i problemi dato che ho visto molti intrighi da parte dell’OCSE, fin dai tempi della guerra in Bosnia-Herzegovina e Kosovo negli anni 90. Non dimenticatevi che l’OCSE ha avuto il coraggio di proporsi come “osservatore” per le ultime elezioni presidenziali americane. Come scritto nel The Weekly Standard, l’OCSE ha dato il peggio di sé nei Balcani. Per dirla semplice, l’OCSE è political correctness personificata. Il suo scopo è il combattere l’intolleranza e le discriminazioni verso tutti, che siano prostitute, studenti o chiunque altro. E’ evidente che l’OCSE considera l’Islam, con i suoi massacri in vari paesi, come un “cattivo cliente”, al punto da dovere relegare la tavola rotonda sui musulmani in un posto fuori dal perimetro dell’edificio,
e a tenere le riunioni dei musulmani nel sotterraneo di un hotel.
Ci sono fonti affidabili che dicono che la conferenza di Varsavia è stata una concessione in cambio del permesso di svolgere una conferenza sull’antisemitismo a Cordoba, in Spagna. Alla fine la conferenza di Varsavia è stata poco più di un teatro per permettere a dei fanatici violenti venuti da paesi come la Danimarca o la Gran Bretagna per difendere l’integralismo islamico. Alla fine gli
integralisti europei si sono rivelati molto più violenti, aggressivi e offensivi di quelli americani. A un certo punto un religioso proveniente dalla Gran Bretagna, l’Imam Abduljalil Sajid del Consiglio Musulmano per l’Armonia Razziale e Religiosa ha passato una mattinata insultando pesantemente Tony Blair per avere ridotto i diritti civili dopo gli attacchi del 7/7. Prima di ciò, il leader religioso ha risposto “ho sparato a tutte le scuole islamiche” dopo che gli hanno chiesto quale scuola di giurisprudenza islamica seguisse.
L’Imam Sajid ha intrattenuto il pubblico con i racconti di tutte le volte in cui ha attaccato Blair, dicendo al primo ministro che l’Islam e il terrorismo sono fenomeni del tutto separati. Inoltre, Sajid ha attaccato le reclusioni di Guantanamo. Per i musulmani presenti, gli attacchi a Londra e l’ideologia che li ha ispirati sono irrilevanti. L’unica cosa di cui gli importa è la reazione legale degli inglesi, degli americani e delle altre autorità europee. La frase: “lotta contro l’estremismo” era presente nell’agenda dell’incontro, ma non è stata discussa se non in un sussurro durante il discorso di chiusura da parte del diplomatico turco Omur Orhun, che ha affermato che il problema dell’estremismo dovrà essere affrontato prima o poi dato è ciò che ha dato il via all’incontro. A sentire gli altri partecipanti, sembra che i non musulmani in Europa abbiano paura dei musulmani solo perchè sono razzisti o per colpra delle politiche estere degli USA (come affermato dal Nuzhat Jafri del Canadian Council of Muslim Women.) Quando ho provato a dire che i terroristi Wahhabiti hanno colpito anche Marocco e Indonesia, paesi che non hanno niente a che fare con gli USA. Ho anche sottolineato che ci sono stati attentati in Turchia, un paese che si è opposto alle politiche americane in Iraq. Ms. Jafri si è limitata a dire che ci sono anche altre cause per il terrorismo, ma si è guardata bene dal descriverle. Altri rappresentanti erano ancora più espliciti. Sembra che i paesi scandinavi non riescano a tenere gli estremisti maomettani fuori dai loro territori. Uno di questi rappresentanti era Bashy Quraishy, un uomo che rifiuta di definirsi religioso e che afferma di non essere un musulmano praticante, ma che ha deciso di fare carriera presentandosi come un esperto di cultura islamica e difendendo l’integralismo islamico.
Quraishy ha fatto del suo meglio per prendersi il palcoscenico. Mentre l’Imam Sajid affermava che non ci sono legami tra l’Islam e il terrorismo, Quraishy chiedeva che affermare una cosa simile sui media fosse proibito. I depliant che aveva rilasciato erano allucinanti: per lui il documentario della CNN “America Under Attack” era offensivo e pieno di pregiudizi. Secondo Quraishy, “non ci sono prove che nessun paese o gruppo abbia responsabilità per gli attacchi del 11 Settembre, e tutte le accuse all’Islam sono atti di razzismo.” Quraishy ha riciclato gli attacchi di Jude Wanniski contro Richard Perle definendolo “un malvagio. Un giornalista nazionalista che usa termini anti islamici come mezzi di propaganda.” Quraishy ripete i clichés di al Qaeda and e dei suoi  ostenitori: “Le Crociate sono tornate”, “Saddam in Iraq era solo un piccolo dittatore” e altri. I depliant di Quraishy affermavano che i termini “fondamentalista,” “ghetto,” e “gang organizzata su base etnica” siano termini razzisti e che non andrebbero usati nei media.
Il resto degli oratori era meno fervido, ma altrettanto assurdo. I musulmani canadesi si lamentano dell’effetto del Patriot Act americano sul loro paese. Tutti usavano termini come “quei cosiddetti terroristi” Il britannico Mohammed Aziz, di Faithwise, ha dichiarato che i membri della sua comunità devono fedeltà prima ad Allah, poi all’Ummah (la comunità islamica) e poi al paese in cui vivono. Tutto questo è stato detto solo tre mesi dopo gli attacchi a Londra. L’incontro è finito senza produrre niente, se non la decisione di fare altri incontri. Sembra che l’OCSE, così come tutta l’Europa, abbia poco da fare contro la minaccia del fondamentalismo islamico, a parte stare a sentire le false accuse di razzismo.
Stephen Schwartz scrive spesso sul giornale The Weekly Standard.
Fonti:
http://www.weeklystandard.com/Content/Public/Articles/000/000/006/174gxfos.asp

 

2083 Una dichiarazione di indipendenza europea Libro 2.46 – Quanti musulmani sostengono l’Islam militante o l’estremismo salafita?

2.46 Quanti musulmani sostengono l’Islam militante o l’estremismo salafita?

Questa è una buona domanda a cui è difficile dare una risposta. Per prima cosa bisogna dire che c’è una grossa differenza tra un militante, un sostenitore e un semplice simpatizzante della causa. Seconda cosa, una Jihad armata avrà sempre vari obiettivi differenti. I jihadisti in Dagestan, Cecenia, Thailandia, Filippine, Siria, Palestina o altri luoghi simili vogliono creare stati islamici sotto la Shariah. Per raggiungere questo obiettivo i jihadisti devono combattere apertamente e sconfiggere gli infedeli in battaglia. Ci sono anche altri tipi di jihadisti con obiettivi differenti, ad esempio terrorizzare la popolazione europea dato che gli islamici in Europa sono ancora troppo pochi per combattere una guerra aperta. I cosiddetti “islamici moderati” stanno facendo la parte dei buoni, imputando le azioni dei salafiti alla povertà, al colonialismo moderno (Israele, Iraq, Afghanistan), alle discriminazioni, al razzismo e ad altre cause simili. Il loro obiettivo è ottenere concessioni da parte dei politici e dei media europei, dicendo che servono ad evitare l’insorgere dell’Islam militante.
Secondo Daniel Pipes[11], circa il dieci o quindici per cento dei musulmani in tutto il mondo approva e sostiene gli integralisti, di solito finanziando Hamas, Hezbollah, al-Qaeda o altre organizzazioni terroriste. Dato che ci sono più di un miliardo di musulmani, si parla di circa 120-180 milioni di sostenitori, sparsi in tutto il mondo. Quelli che simpatizzano con gli integralisti sono molti di più, circa il sessanta per cento del totale. Il 36% dei pakistani sostiene che l’esercito pakistano non dovrebbe attaccare al-Qaeda in Pakistan[12].
Non tutti quelli che sostengono o simpatizzano per gli integralisti sono salafiti. Il sostegno per gli integralisti viene da tutte le scuole islamiche, anche le più “moderate”. Quasi tutti i sunniti pakistani seguono la scuola islamica Hanafi, la più antica e una delle più tolleranti di tutte. Questa scuola è la più diffusa nel mondo islamico, con il trenta per cento dei musulmani tra i propri sostenitori. Questo significa che gli Hanafi sono pacifici e moderati? Purtroppo non è così. Tutte le scuole della legge islamica sono decisamente intolleranti (la Hanbali è la peggiore), al punto che tutte predicano la condanna a morte per l’omosessualità e per l’apostasia, e puntano alla fondazione di una società sotto la Sharia.
La maggior parte dei musulmani in Europa e in Pakistan segue la scuola Hanafi, e alcuni credono che ciò li renda più moderati e tolleranti rispetto agli altri musulmani. Ciò contrasta col fatto che i musulmani pakistani siano noti per il loro conservatorismo e per la loro intolleranza. I musulmani Hanafiti hanno commesso centinaia di massacri e di genocidi, oltre che migliaia di assassinii. Il genocidio di più di un milione è mezzo di cristiani armeni, greci e assiri è da imputare alla cosiddetta scuola “moderata”, gli Hanafiti.

Ma chi li vuole i rifugiati?

Cari amici, ho trovato questo articolo su un sito polacco di destra, e ho pensato che forse avrebbe potuto interessare qualcuno (dopo una traduzione, voi coglioni è già tanto se sapete l’italiano, figuriamoci l’inglese). Come al solito, i polacchi ci danno lezioni su tutto! Ci sono alcune connotazioni razziste che non mi piacciono e che non condivido, ma l’articolo è interessante. Buona lettura.

Ma chi li vuole i rifugiati?

Ultimamente, alcuni con cui ho lavorato mi hanno invitato a vedere qualcosa riguardo alle loro nuove iniziative, in particolare le Organizzazioni Non Governative (ONG) che si occupano di rifugiati. Non potevo certo mancare a un’occasione del genere, e ho deciso di seguire alcuni dei loro incontri. Non posso dire di essermi divertito, ma parlare con questa gente è stato molto istruttivo. Per darvi il contesto: le organizzazioni di cui parlo si trovano in Polonia e collaborano con altre ONG in Europa Centrale, nei Balcani e in Grecia.
Questi gruppi hanno una presenza importante nei media (Internet inclusa) – come credo che sia in tutti i paesi europei – e pensavo che fossero organizzate da professionisti del campo, con l’obiettivo di creare una nuova utopia in cui le razze non esistessero più. Mi sbagliavo. Si tratta solo di ladruncoli che mangiano sui fondi statali e che non hanno una vaga idea di quello che stanno facendo. Ma andiamo in dettaglio.
Primo, tutti i gruppi che ho visto erano molto piccoli, e si trattava delle stesse persone che avevo visto in altre organizzazioni. Dove ci sono fondi statali per aiutare i senzatetto, c’è una ONG “aiutiamo i senzatetto”. Dove ci sono fondi per combattere l’omofobia, c’è una ONG “aiutiamo i gays”. Adesso che il punto cruciale sono i “rifugiati”, avrete capito che sta succedendo. Insomma, si tratta del solito branco di idioti di sempre.
Gli“organizzatori” sembrano numerosi e con un supporto enorme, ma non è vero. Ad esempio, una di queste ONG “Aiutiamo i rifugiati” è un’unione di 12 ONG, solo che si tratta sempre degli stessi dieci attivisti organizzati sotto vari nomi.
Gli incontri di queste ONG non sono molto popolari. Quelli che ho visto avevano una media di cinque partecipanti, senza contare quelli che ci lavorano direttamente. Gli incontri più frequentati sono quelli in cui c’è la partecipazione obbligatoria da parte di studenti o di burocrati impiegati presso scuole, università e uffici statali. Questi eventi sono gli unici le cui foto vengono pubblicate su Facebook. Posso dirvi che non molti di questi spettatori prestavano attenzione a quanto avveniva, e ancora meno di loro erano d’accordo con gli attivisti.
A giudicare dal numero di likes su Facebook e dal supporto stampa, sembrerebbe che queste iniziative godano di parecchi sostenitori. Anche questa è una balla. Molti dei likes vengono da amici personali degli organizzatori, e spesso il numero di commenti è zero. Persino gli attivisti ammettono – specialmente durante le conversazioni amichevoli – che molti non sostengono la sostituzione degli europei con i rifugiati, anzi tutto il contrario. Stranamente, loro stessi dicono che la stessa cosa avviene in tutta Europa, anzi un attivista mi ha detto che le manifestazioni del PEGIDA avrebbero molti più sostenitori di loro, se il governo tedesco non fosse riuscito a terrorizzare così la popolazione.
Dato che non hanno supporto popolare, gli attivisti non possono affidarsi alle donazioni private. Ci sono persone disposte a donare tempo e soldi per il glorioso ideale del farsi colonizzare a forza, ma il loro supporto è molto meno di quello che viene fornito dallo Stato. I media dicono che le ONG lavorano per cercare di influenzare i cuori degli europei e convincerli ad accettare l’immigrazione selvaggia. Il loro vero obiettivo (come ammettono persino loro) è l’influenzare i governi verso le riforme legislative (soprattutto riguardo ai crimini razzisti e alla propaganda rivolta all’odio), all’accettazione dell’immigrazione selvaggia e alla sostituzione della popolazione nativa con gli immigrati. Gli attivisti se ne fregano altamente del diritto di scelta o della libertà di parola, vogliono portare avanti i loro obiettivi che il popolo lo voglia o no.
Tutti gli attivisti ammirano la Germania, ma non il popolo tedesco o la cultura tedesca. Ciò che ammirano è il regime tedesco con il suo piano di distruzione della cultura e della popolazione tedesca. Tutti i sinistrorsi europei adorano il regime della Merkel, e vorrebbero che le loro nazioni seguissero lo stesso piano di occupazione e di autodistruzione. Una delle strategie dei sinistrorsi è l’usare il governo tedesco per forzare le stesse politiche tedesche sui loro stessi governi. A dire la verità, gli attivisti non hanno altra scelta dato che non hanno nessun supporto popolare, specialmente in Europa Orientale. Le iniziative che organizzano sono completamente ridicole. Ad esempio, gli attivisti affermano di avere creato un collettivo di giornalisti per un media alternativo, ma in realtà si tratta solo di un tipo in Grecia che di tanto in tanto va in Macedonia, scatta qualche foto e le mette su Facebook. Gli attivisti amano pubblicare grandi liste di eventi, tipo concerti e simili, ma si dimenticano di dire che tali eventi sono seguiti solo da loro stessi, e che riescono ad organizzarli solo perchè le autorità locali gli danno gli spazi a gratis. A volte gli attivisti organizzano attività caritatevoli per gli immigranti, ma questo significa che riempiono un’auto di vestiti usati e li portano in Macedonia per distribuirli, spendendo molto più in benzina che in carità. Senza i fondi e il supporto del governo, questi attivisti non esisterebbero neanche.
Ora, fatemi descrivere la psicologia e l’ideologia di questi attivisti pro rifugiati. Si tratta degli stessi idioti dilettanteschi e litigiosi che conoscevo da prima. (Parecchio litigiosi. Ognuno di loro mi ha consigliato di stare lontano dagli altri per non farmi truffare.) Devo dire di avere notato qualche caratteristica nuova.  Per prima cosa, i sinistrorsi hanno deciso di dichiarare guerra alla razza bianca. Certo, per i primi minuti diranno di volere aiutare i rifugiati, di voler dare un’opportunità a chiunque e così via. Ma se li lasci parlare o se gli fai le domande giuste, gettano la maschera. I sinistrorsi se ne fregano di chi vivrà in Europa, e sostengono i mediorientali solo perchè stanno arrivando in massa. Se fossero cinesi o eschimesi sarebbe la stessa cosa, tutti vanno bene
purchè non siano bianchi. Non gli frega niente degli immigranti, l’unica cosa che vogliono è la distruzione della razza bianca.
Secondo, l’ideologia sinistrorsa è una specie di AIDS mentale, basato sul bispensiero orwelliano. Gli attivisti con cui ho parlato apprezzano l’immigrazione perchè è una minaccia al patriarcato occidentale, anche se sanno che i musulmani sono molto più patriarcali. I sinistrorsi pensano che i rifugiati siano profughi in fuga dalle guerre, anche se sanno che quasi tutti sono giovani che vengono da posti dove non c’è alcuna guerra. I sinistrorsi pensano che si possa integrare chiunque, ma sanno che tutti i paesi con un gran numero di immigranti soffrono conflitti etnici e religiosi. Insomma, conoscono i fatti ma se ne fregano, dato che quello che conta per loro è la creazione di un’Utopia multirazziale tramite lo sradicamento degli europei dai loro paesi.
Terzo, per loro il rifugiato è quello che prima era l’ebreo, il gay, il transessuale e così via. Quest’ondata di immigranti è in grado di distruggere le popolazioni europee, e se qualcosa si mette in mezzo agli interessi degli immigranti deve essere distrutta. La cosa peggiore è che molti di questi attivisti stanno studiando l’arabo, collaborando con gli imam locali e lodando la supremazia del mondo arabo. Gli stessi sinistrorsi polacchi, che fino a poco fa erano più filosionisti dei sionisti, sono diventati filo palestinesi. Se ci sono minoranze ebraiche che non vogliono collaborare con i musulmani, i sinistrorsi le lasciano semplicemente perdere. Come aveva previsto Houellebecq, pur di distruggere l’Europa i sinistrorsi sono disposti a distruggere tutto, anche la loro stessa sinistra.
Infine, sono arrivato a due conclusioni tramite i miei incontri con gli attivisti.
Primo, è evidente che le loro idee non hanno supporto popolare. Gli attivisti sanno che la maggior parte del pubblico è contro l’immigrazione, quindi l’immigrazione potrà continuare solo a patto di sospendere la democrazia. Basti guardare le ultime elezioni in Austria per capire che la classe dirigente sia dispostissima a farlo.  Secondo, la sinistra teme i bianchi fieri della loro razza più di ogni altra cosa. I sinistrorsi polacchi si lamentavano di non essere riusciti a convincere gli immigranti polacchi in UK a fare comunella con i musulmani contro gli inglesi, e di non essere riusciti a convincere gli immigranti ucraini in Polonia a fare comunella con i musulmani contro i polacchi. Uno degli obiettivi della sinistra è portare zizzania tra gli europei. Dobbiamo fermare ogni forma di divisione tra europei, dato che questo è il momento in cui gli europei devono unire le proprie forze.
Voglio ammonire i miei lettori a non farsi prendere dal pessimismo. Sappiamo che in certi paesi la sinistra ha ottenuto qualche successo, grazie ai fondi e agli aiuti statali (Germania) o grazie ai legami col crimine organizzato (Grecia). La superiorità della destra resta comunque innegabile: quando hanno ricevuto supporto, i nazionalisti sono riusciti a formare pattuglie ai confini o un vero e proprio reggimento di fanteria con supporto corazzato, conducendo una vera guerra con l’aiuto di un movimento civile.
Dobbiamo vedere le cose come stanno. La sinistra ci odia, come europei e come bianchi fieri della nostra razza. La sinistra ci vuole sostituiti dagli immigranti, e ci sta lavorando sopra. Però la sinistra non è al posto di comando, si limita a seguire le direttive di altri. Il posto di comando è occupato dai governi, dalle organizzazioni internazionali, dalle corporazioni, dal crimine organizzato, dalle minoranze etniche (specialmente la comunità ebraica, ben organizzata). Lo stato crea un vuoto ideologico, che la sinistra cerca di riempire con la sua ideologia.
Per concludere, siamo seriamente in pericolo. I governi e le organizzazioni internazionali vogliono sostituire le popolazioni europee con gli immigranti. Le ONG di sinistra non hanno potere, ma stanno cercando di forzare la mano a chi ha il potere, costringendolo a un’azione violenta e genocida. Molti europei sono contro questo piano. La destra deve organizzare questi europei in modo da fermare l’immigrazione. Questa è una guerra che deve essere combattuta, e che potrà essere vinta.
Sarà questo il futuro?

2083 Una dichiarazione di indipendenza europea – Libro 2.45 La testa del serpente – L’Arabia Saudita


2.45 La testa del serpente – L’Arabia Saudita

L’ Arabia Saudita ha finanziato i terroristi per anni. Ad esempio, ha finanziato l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) negli anni ’70 e ’80, quando l’OLP era attiva come organizzazione terroristica. Si dice che i sauditi non finanziano il terrorismo, ma le cause del terrorismo. A partire dagli attacchi del 11 Settembre, in cui la maggioranza dei dirottatori erano sauditi, gli USA hanno fatto pressione sul governo saudita per controllare i destinatari dei finanziamenti sauditi.
Secondo i dati ufficiali, i sauditi hanno finanziato oltre 1500 moschee, 202 collegi, 210 centri islamici e quasi 2000 scuole islamiche in tutti i paesi non islamici, che siano in Europa, America, Asia o Australia. I sauditi hanno finanziato i centri islamici wahabiti in:
  • Austria
  • Gran Bretagna
  • Francia
  • Spagna
  • Italia
  • Germania
  • Paesi Bassi
  • Belgio
  • Svezia
  • Danimarca
  • Norvegia
  • Svizzera
  • Russia
  • USA
  • Australia
e persino in alcuni paesi islamici come Turchia, Marocco, Indonesia, Malesia e Djibuti. E’ noto che le ambasciate saudite paghino uno stipendio agli imam wahabiti locali, che varia dai mille ai 40.000 dollari annuali a seconda del posto. I sauditi non danno niente per niente, e pretendono che le istituzioni che ricevono fondi predichino la versione fondamentalista wahabita dell’Islam.
L’Arabia Saudita e gli altri paesi arabi hanno diffuso il Wahabismo e le forme rigide di Salafismo in tutto il mondo. L’Arabia ha speso più di 87 miliardi di dollari negli ultimi due decenni per fare propaganda a favore del Wahabismo, da loro definito come il “vero Islam”[15]. La maggioranza di questi fondi vanno verso la costruzione e il mantenimento di migliaia di moschee, madrasse (scuole coraniche) e centri culturali islamici in tutto il mondo. Queste istituzioni sono sempre gestite da imam allineati alle posizioni saudite.
Nel mondo arabo, in Asia e in estremo Oriente, le istituzioni islamiche e i lavoratori islamici hanno ricevuto finanziamenti sauditi (di solito da parte di fondazioni o di donazioni private) per introdurre il Wahabismo nelle società musulmane. Prima di continuare con i sauditi, cerchiamo di chiarificare alcuni principi e definizioni.
Ci sono quattro scuole di legge islamica: Hanafi, Shafi’I, Maliki e Hanbali. La maggioranza dei Wahhabiti e dei Salafiti appartiene alla scuola Hanbali.
Gli occidentali e i cosiddetti “islamici moderati” hanno deciso di chiamare la versione saudita dell’Islam come Wahabismo, teofascismo sunnita o Salafismo conservatore. L’ideologia di al al-Qaeda può essere definita Salafi-Jihadi (al-Salafiyya al-jihadiyya) o Salafismo Jihadista. I Wahhabiti e gli altri islamici fondamentalisti non accettano questa definizione e preferiscono definirsi Muwahiddun (Muwahidoon) o “Ahl at-Tawheed.”.
Il Wahhabismo è una interpretazione fondamentalista dell’Islam a opera di Muhammad ibn Abd-al-Wahhab, uno studioso ottocentesco arabo, che sosteneva un ritorno alle pratiche delle prime tre generazioni della storia islamica. In breve, l’ideologia Wahhabita insegna che i musulmani devono rifiutare tutte le idee e le pratiche non musulmane, incluse quelle politiche. La forma più severa del Wahhabismo insegna che i musulmani devono opporsi agli infedeli da tutti i punti di vista e odiarli per la loro religione, in nome di Allah, oltre a considerare la democrazia come responsabile per tutte le guerre del ventesimo secolo.[1]
Il Wahhabismo è la forma dell’Islam che domina in Arabia Saudita, ed è popolare in Kuwait, negli Emirati Arabi Uniti e in altre regioni del mondo. Il Wahhabismo viene considerato una setta o una ramificazione dell’Islam, anche se i suoi sostenitori rifiutano tali attribuzioni. L’influenza del Wahhabismo è cresciuta in tutto il mondo islamico a causa del potere e della ricchezza dei paesi del Golfo Persico. I termini Wahhabismo e Salafismo sono sinonimi, anche se alcuni dicono che il secondo sia una forma ancora più fondamentalista del primo.[2]
Le origini del Wahhabismo e del Salafismo sono distinte – il primo è una forma rigida dell’Islam che rifiuta le influenze moderne, mentre il secondo è leggermente più flessibile. Entrambi rifiutano le interpretazioni moderne dell’Islam moderato e promuovono le interpretazioni più antiche e più fondamentaliste. I due movimenti si sono influenzati a vicenda dopo che il sovrano saudita Faisal
ha abbracciato il pan-islamismo salafita e ha causato il mischiarsi delle ideologie di ibn Abd al-Wahhab riguardo a tawhid, shirk e bid‘ah, e le interpretazioni Salafite delle hadith (i racconti di Maometto).
Il Salafismo differisce dai movimenti islamici fondamentalisti degli anni ’70 e ’80 in quanto i salafiti non rifiutano solo le ideologie moderne come il socialismo o il capitalismo, ma anche i concetti moderni occidentali di economia, costituzione, partiti politici, rivoluzione e giustizia sociale. I salafiti sono tenuti a non impegnarsi in attività occidentali come la politica, nemmeno dal punto di vista islamico, e devono impegnarsi solo nelle attività tradizionali islamiche come la Dawah (attività missionaria) [3]. Per i salafiti solo la Sharia è accettabile, non uno stato o un partito politico con connotazioni islamiche.
Secondo la prospettiva salafita, la storia inizia col Profeta Muhammad, di cui si considerano i seguaci diretti. I salafiti vogliono emulare le gesta delle prime tre generazioni di musulmani (dette Salaf), e considerano tutti gli studiosi islamici successivi come dei rammentatori. Per loro, gli studiosi moderni devono solo insegnare e ricordare agli altri le istruzioni dei seguaci originali dell’Islam.  Alcuni salafiti credono che la Jihad violenta sia permessa, se condotta contro infedeli stranieri che stanno occupando un territorio musulmano, ma non contro i governi islamici. Per loro i governi islamici devono essere riformati e non distrutti, dato che la guerra civile (fitna) è proibita. (Salman al-Auda)
Secondo altri salafiti la Jihad violenta contro i governi oppressivi è permessa e incoraggiata, anche se quei governi affermano di seguire l’Islam. Uno dei sostenitori più ferventi di questa impostazione è l’egiziano Sayyed Qutb, membro della Muslim Brotherhood. Dopo che la Egyptian Brotherhood ha assassinato il governatore egiziano, la Brotherhood è stata soppressa e Qutb incarcerato. Altri salafiti incoraggiano i credenti a sostenere lo stato, e a diffondere il salafismo tramite mezzi non violenti. (Rabe’ al-Madkhali)
Negli ultimi anni la versione jihadista del salafismo di Al-Qaeda ha ricevuto parecchia attenzione, dato che sostiene l’uccisione di civili disarmati e la rivolta violenta contro i governi e i movimenti musulmani, anche i sauditi o la Muslim Brotherhood. C’è un dibattito interno tra i sostenitori dei vari metodi di riforma, a partire dai jihadisti salafiti fino a quelli più pacifici. In ogni caso, i vari gruppi di salafiti si detestano a vicenda e negano la legittimità degli altri gruppi.
Ci sono una miriade di definizioni, decisamente confusionarie per la persona che non ha studiato queste cose. La cosa importante è che gli apologeti dell’Islam cercano di manipolare i politici e i media occidentali in modo da non fare prendere sul serio la minaccia del Salafismo.
Attivismo salafita e organizzazioni informali
Per capire il ruolo dei salafiti nella radicalizzazione delle comunità musulmane in Europa, bisogna studiare come si comporti nel mondo arabo. A differenza di altre organizzazioni più formali, il salafismo non ha una gerarchia definita, ma una struttura senza centro e molto divisa. Ci sono vari gruppi guidati da sceicchi o studiosi con vari gradi di conoscenza delle scritture islamiche, di solito in aperta competizione tra loro riguardo all’interpretazione corretta del Salaf, la via del vero islamico. Esiste solo una gerarchia informale basata sulla reputazione dei vari sceicchi e studiosi, e sulla loro conoscenza. Il fatto che ci siano tanti sceicchi porta a non avere un’elite o una classe dirigente ben definita. Questa struttura a celle decentralizzate, in cui chiunque con la giusta conoscenza religiosa può prendere il comando di un gruppo, spiega come mai gli sia stato così facile creare gruppi e celle autonome in tutta Europa, senza il bisogno di un’autorità centrale che coordini o dia ordini.
L’attivismo salafita funziona tramite reti di conoscenze, le stesse reti che hanno permesso la trasmissione degli insegnamenti islamici durante i secoli e che si sono rivelate estremamente efficaci nel creare un’identità comune tra musulmani. Questi gruppi di persone vengono tenuti insieme tramite le relazioni personali e tramite la comunanza di fede e credenze. I salafiti giordani hanno detto che l’esempio dei loro amici personali è stato un fattore cruciale nella loro conversione al salafismo. Il processo di reclutamento avviene di solito tramite una discussione sull’Islam tra amici devoti e praticanti. I salafiti amano discutere della loro religione con i loro amici personali, convincendoli a radicalizzarsi. In molti casi, un’intera comitiva di amici decideva di convertirsi, dato che erano stati esposti tutti alle stesse idee, lezioni e discorsi. Il fatto di essere un gruppo di amici, oltre che di seguaci della stessa religione, li rende uniti e solidali tra loro, dando molte difficoltà a quelli che provano a sorvegliarli.
Apologeti islamici e Wahhabismo
Secondo gli apologeti islamici, il Wahhabismo è una piccola setta di fondamentalisti pazzi e malvagi, isolati in Arabia Saudita e seguita solo da al-Qaeda e dai Talebani. In verità, si trovano varie sette salafite in tutti i paesi musulmani, e sono molto influenti. Il  Wahhabismo è la forma dominante dell’Islam in Arabia Saudita, ed è popolare in Kuwait e negli Emirati Arabi Uniti. Lo si trova anche in Somalia, Algeria e Mauritania. Esiste una versione particolare del Salafismo (Ahle Hadith) in vari paesi mediorientali e asiatici, in particolare India e Pakistan. Ci sono forme di Salafismo in Palestina, Siria e Giordania, oltre che in Turchia, Bosnia e in Kosovo.

 

2083 – Una dichiarazione di indipendenza europea – Libro 2.44 Le pretese dei musulmani in Europa


2.44 Le pretese dei musulmani in Europa

2001 Se solo l’Occidente la smettesse di criticare l’Islam, i musulmani non si sentirebbero discriminati e non ci sarebbero altri attacchi terroristici.
2030 Se solo l’UK, la Grecia, la Svizzera e i paesi scandinavi togliessero la croce dalle loro bandiere, i musulmani non si sentirebbero discriminati e non ci sarebbero altri attacchi terroristici.
Vi sembra possibile? Lo è!
Questo articolo è un riassunto delle pretese poste come “suggerimenti” da parte dei cosiddetti musulmani “moderati” per evitare le discriminazioni e i comportamenti razzisti che, a sentire loro, sono la causa del terrorismo islamico:
Cimiteri e luoghi di sepoltura organizzati secondo le norme islamiche
Da molti anni i musulmani hanno preteso che ci fossero luoghi di sepoltura riservati solo a loro, oltre che il rispetto delle norme della Sharia. Tali norme sono:
– Il corpo deve essere sepolto entro 24 ore.
– Non si devono usare bare, il corpo deve essere avvolto in un sudario.
– La cremazione è proibita.
– Il corpo deve essere posizionato con la testa rivolta verso la Mecca.
Nel 2008, data una carenza di spazi di sepoltura riservati a looro, i musulmani hanno chiesto di fare esumare i corpi sepolti nel cimitero di Tower Hamlets e di rilocarli altrove, per trasformare Tower Hamlet in un “centro di sepoltura multiculturale”, ossia riservato solo ai musulmani.
Perchè la riesumazione e il trasferimento? Perchè i musulmani si rifiutano di farsi seppellire insieme ai cristiani e agli altri infedeli. Alcuni dei sepolti in quel cimitero hanno parenti ancora in vita. Il cimitero contiene anche le vittime del disastro ferroviario di Bethnal Green.
Sharia e piscine pubbliche[1]
Ciò include piscine separate per le donne, con bagnini donna e obbligo di hijab[1], con un apparato di sicurezza per impedire l’ingresso agli uomini. In molti casi ciò include oscurare le finestre della piscina quando ci sono donne.
Risultati:
Ci sono centinaia di piscine organizzate così in tutta Europa.
Sharia e assicurazione sull’automobile[2]
(assicurazioni Halal – dette “takaful”)
Risultati:
A poco a poco, stanno apparendo in molte città europee.
Sharia e cibo[3]
(cibo Halal)
La carne Halal si trova sul mercato europeo da decenni. Alcuni McDonald’s hanno inizato a servire pollo halal, e molti ipermercati offrono cibo halal, cioccolato halal, formaggio halal e caramelle halal.[1] Finora, ciò è stato rivolto solo ai musulmani tramite le loro pubblicazioni e i manifesti. Bradley Brandon-Cross, direttore della Tesco (una catena di supermercati inglesi) ha dichiarato che “è responsabilità delle istituzioni inglesi prendere atto di questi cambiamenti e dare il benvenuto alla diversità.” Molte prigioni, molte compagnie aeree e molti ospedali hanno iniziato a
offrire cibo Halal.
Carte di credito approvate dalla Sharia[4]
La Cordoba MasterCard Oro non chiede e non offre interessi, nel rispetto della Sharia. La compagnia dona il dieci per cento dei suoi profitti a varie “associazioni caritatevoli” in UK e altrove. Inoltre, la Mastercard ha un comitato etico che ospita vari mullah.
Banche approvate dalla Sharia [5]
La popolazione musulmana in UK è intorno ai due milioni. Le banche approvate dalla Sharia hanno più di trenta mila correntisti. Ci sono decine di banche approvate dalla Sharia in Europa.
Ipoteche approvate dalla Sharia [6]
Secondo la Sharia, la legge islamica, pagare o ricevere interessi (riba) è un peccato. L’interesse è considerato un pagamento non collegato al valore dei beni o servizi che vengono trattati, e ciò è considerato peccaminoso.
Tribunali islamici in Europa[7]
Esistono già i tribunali islamici che risolvono le dispute secondo la Sharia.
 Abbiamo un esempio per illustrarne il funzionamento:
A Woolwich, in UK, c’è stato un accoltellamento tra giovani della comunità somala. L’assistente sociale Aydarus Yusuf, ha organizzato il processo, e i genitori dei giovani coinvolti hanno detto agli agenti di polizia che avrebbero risolto tutto per via extragiudiziaria. Il processo si è concluso con gli anziani della comunità che hanno ordinato agli assalitori di compensare la vittima.
Mr. Ysuf ha dichiarato che “Tutti i loro genitori e zii erano al processo. Hanno fatto una colletta per compensare l’assalito e hanno chiesto scusa per l’avvenuto.”
Il Concilio Islamico di Leyton che dichiara di avere discusso più di settemila divorzi e discusso centinaia di dispute finanziarie. Leyton non è l’unico tribunale islamico di Londra, e ce ne sono altri in molti altri luoghi con alta percentuale di musulmani, come Dewsbury, Birmingham e Rotherham. Molti di tali tribunali si occupano di divorzi e dispute finanziarie, anche se i loro giudizi non sono riconosciuti dalla legge inglese. Suhaib Hasan, portavoce del tribunale islamico di Leyton, dichiara che il tribunale è stato formato nel 1982, e che da allora ha discusso più di  duecento casi all’anno, come eredità, divorzi e matrimoni. Secondo Suhaib: “Fin dall’inizio, la gente ha chiesto i nostri servizi. Abbiamo sempre più assistiti. Ogni mese discutiamo più di venti casi”
Oltre a dare consigli in caso di dispute legali, il loro sito offre consigli riguardo alle pratiche islamiche, ad esempio l’obbligo di portare la barba e di velare le donne in pubblico.
Nota del traduttore: Per ora (2017), i tribunali islamici funzionano secondo il regime dell’arbitrato. In pratica, tutte le persone coinvolte devono dare l’assenso altrimenti il caso passa al tribunale civile. Ovviamente non mancano i casi in cui i membri della comunità islamica vengono costretti o intimiditi per assicurarsi che ricorrerano al tribunale religioso.
Fonti:
1. http://www.thechronicleherald.ca/Front/1073661.html
http://misskelly.typepad.com/photos/uncategorized/muslim_swimsuit.jpg
2. http://www.dailymail.co.uk/news/article-1045959/Sharia-car-insurance-For-time-Muslims-buy-policies-line-Islamic-law.html
3. http://www.dailymail.co.uk/news/article-1045959/Sharia-car-insurance-For-time-Muslims-buy-policies-line-Islamic-law.html
4. http://www.asianimage.co.uk/display.var.2422427.0.shariacompliant_card_launched.php
5. http://www.asianimage.co.uk/display.var.2422427.0.shariacompliant_card_launched.php
6. http://www.mortgagesorter.co.uk/islamic_mortgages.html
7. http://www.dailymail.co.uk/news/article-513020/The-British-sharia-crime-court-cafe-knifemen-walk-free.html

 

Per non dimenticare – Il caso di Maria Ladenburger

Cari amici, oggi farò la mia parte contro il buco nero della memoria (per quelli che siano riusciti a leggere 1984, ma figuriamoci, voi coglioni al massimo sapete leggere il libro delle barzellette di Totti) che affligge Internet. Il caso di Maria Ladenburger è recente, ma sembra che sia sparito misteriosamente dai media.

La protagonista

Vi presento Maria Ladenburger, 19 anni, figlia di un pezzo grosso di avvocato che lavora per la Commissione Europea, l’organo legislativo dell’UE. Carina, no? Maria ha avuto una vita piacevole: nata e cresciuta nella zona ricca della Germania, di buona famiglia e con tanti amici. Maria studia medicina, è molto impegnata nel sociale e fa volontariato presso i rifugiati nel tempo libero, insomma è bella, brava e buona. Cosa potrebbe andare male in una vita del genere?

Lo sfidante

Ecco a voi Hussein Khavari, proveniente dall’Afghanistan. Anche se ha più o meno la stessa età di Maria, ha avuto una vita molto diversa. Ad esempio, è nato in Afghanistan ed è stato costretto ad emigrare in Europa per colpa della guerra imperialista voluta dall’uomo bianco europeo maschio ed etero!
Ovviamente, è colpa dei bianchi se Hussein ha rapinato e tentato di uccidere una donna in Grecia. I greci lo hanno preso e condannato a dieci anni di carcere, ma probabilmente quei pezzenti avevano finito i fondi per le galere e hanno preferito mandarlo via a calci in culo.
Cosa ha fatto il nostro giovane eroe quando ha capito che l’Europa gli concedeva di rapinare e ammazzare le ragazze e di uscirsene pulito? Insomma, dovete capirlo, poverino! In fondo, lui viene da un posto dove le donne girano infagottate nei sacchi della munnizza e dove al massimo ti puoi scopare una capra (dopo averla sposata). Non è colpa sua se tutte quelle svergognate europee gli giravano attorno senza neanche il velo!
Legge e cultura islamica

Il nostro eroe si è presentato alla frontiera tedesca come “rifugiato minorenne non accompagnato”, probabilmente raccontando una storia strappalacrime su come tutta la sua famiglia fosse stata massacrata da un drone americano e su come fosse riuscito ad attraversare mezzo mondo da solo, orfano, senza soldi e a piedi, pur di raggiungere la Germania. Ovviamente i pirla di assistenti sociali gli hanno creduto e lo hanno dato in affidamento a una famiglia tedesca.

L’incontro

 Ora, cosa è successo secondo voi quando la protagonista e lo sfidante si sono incontrati durante una serata romantica a Freiburg? Questo:
Oh, no! Ora i razzisti useranno questo caso isolato per far chiudere le frontiere!
Maria è finita violentata, sgozzata come un capretto e scaricata in riva al fiume come un sacco di munnizza. I poliziotti tedeschi hanno preso immediatamente il nostro eroe, hanno verificato la corrispondenza del DNA e lo hanno incarcerato. Il caso è sparito da tutti i giornali e da Internet con una velocità impressionante, e i tedeschi hanno deciso di dimenticare alla svelta.

Conseguenze 1

 Angela Merkel, dico a te. Il sangue di quella ragazza è sulle tue mani. La tua politica dell’accoglienza a braccia aperte ci ha dato queste cose. E’ TUA responsabilità, TUA soltanto. A questo punto capisco le azioni di Breivik, e capisco perchè abbia deciso di compiere i suoi attentati contro i politici locali e non contro i musulmani immigrati. Alla fine, fare saltare in aria una moschea piena di immigrati è inutile, per ognuno che salta in aria ne arriveranno altri venti. I veri responsabili sono i politici e gli imprenditori che hanno creato le condizioni per l’immigrazione di massa. Sono loro che vanno puniti.
Anders Breivik – patriota, martire, santo, eroe.

Conseguenze 2

Durante il funerale, i genitori di Maria hanno invitato quelli che volevano fare qualcosa in suo nome a donare per le ONLUS a favore dei rifugiati.
Crescere nell’Europa multikulti!
In pratica, hanno seguito il tipico bispensiero di sinistra: il sinistrorso vorrebbe un mondo in cui tutti gli immigrati e i rifugiati sono brave persone rispettose delle leggi e capaci di essere integrate nella società moderna. Il problema è che la realtà finisce sempre per contraddire i sogni. Ci sono tante persone integrabili tra i rifugiati, ma ci sono anche criminali, pazzi, terroristi o semplicemente persone con una cultura che li rende incompatibili con la vita nel ventunesimo secolo. Però il sinistrorso non vorrà mai accettare una realtà così dura, quindi farà di tutto pur di cancellare i fatti che contraddicono la sua visione del mondo. Il sinistorso dirà sempre che si tratta di balle, di propaganda, di fatti distorti e di “razzismo”. Anche quando i fatti sono chiari, il sinistorso li cancellerà dalla memoria il giorno dopo, facendo finta di non conoscerli quando parlerà con altri sinistorsi o gente che non li conosce. Le frasi preferite del sinistrorso sono: “Ah, non è vero!” e “Ah, non ci credo!”, insieme alle accuse di razzismo e islamofobia.
Quando il sogno si scontra con la realtà, il sogno perde SEMPRE.
Insomma, il sinistrorso europeista è quello che continua ad essere pro immigrazione anche dopo che la sua stessa figlia è stata stuprata e uccisa. Quanto credete che gli freghi del fatto che voi abbiate problemi con gli immigranti? Quanto pensate che gli interessi del fatto che voi rischiate la vita quando uscite o che le vostre donne rischino di finire come Maria?

Conclusioni

Il sinistorso medio è una cosa tipo questa:
E’ inutile discuterci, inutile portargli davanti i fatti, inutile cercare di farli ragionare, inutile mostrargli il pericolo a cui si stanno esponendo. Nel loro mondo fatato l’Islam è buono e tollerante e sono tutti tolleranti e buoni, a parte quei cattivacci di destra. I sinistrorsi continueranno a credere nel loro mantra di tolleranza, anche quando finiranno così:

O così:

 

Il problema è che a questo punto sarà troppo tardi anche per noi. Quando avremo la Shariah in Europa saranno cazzi acidi per tutti, non solo per quelli che se li sono meritati e cercati! Gli unici che se la passeranno bene saranno quelli che hanno pianificato coscientemente tutto fin dall’inzio. Mi domando chi siano!

 

UPDATE

Una cosa che avevo trascurato. Il sindaco di Freiburgo ha dichiarato che “la gente non dovrebbe fare generalizzazioni, ma trattare il fatto come un incidente isolato”. Tale sindaco, appartenente alle liste dei Verdi, si chiama Dieter Salomon. LINK

Possibile che siano SEMPRE loro, cazzo? SEMPRE!

2083 Una dichiarazione di indipendenza europea – Libro 2.41 Le varie forme della Jihad


2.41 Le varie forme della Jihad

Gli islamici non potrebbero vincere una guerra vera e propria contro l’Europa, ma hanno il dovere religioso di condurre la Jihad in un modo o in un altro. Ci sono tecniche di guerriglia che sono più pratiche di una semplice aggressione armata, e molte di queste tecniche stanno venendo usate contro l’Europa. Come sappiamo, Jihad significa “sforzo”. Il dovere di ogni musulmano è quello di contribuire allo sforzo in un modo o in un altro.
Jihad Politica/Democratica/Apologetica (Guerriglia psicologica)
Migliaia di musulmani sono attivi dovunque si discuta pubblicamente (che si tratti di Facebook, forum o dibattiti pubblici). Il loro obiettivo primario è quello di screditare, scoraggiare e fare tacere tutti quelli che criticano l’Islam e la Jihad demografica.
Obiettivi:
1. Annullare la libertà di parola in Europa e sostituirla con una serie di leggi contro l’incitazione all’odio e al razzismo.
2. Usare individui carismatici capaci di promuovere e difendere l’Islam con le loro parole.
3. Discutere con gli europei in dialoghi, discussioni e incontri pubblici nei college, nelle università e nei media allo scopo di proclamare le virtù dell’Islam. Affermare che l’Islam è un’altra religione monoteistica e storicamente pacifista alla pari del giudaismo e del cristianesimo.
4. Eleggere uomini politici filoislamici, allo scopo di fare approvare leggi favorevoli all’Islam e di sostenere i simpatizzanti tramite blocchi compatti di votanti.
5. Prendere il controllo dei media e di Internet comprando azioni delle compagnie mediatiche.
6. Finanziare le istituzioni scolastiche europee, allo scopo di poter manipolare i programmi ministeriali.
7. Diffondere la paura della fine imminente del petrolio. L’economia occidentale dipende largamente dal petrolio del Medio Oriente.
8. Accusare i critici dell’Islam di razzismo, sionismo e di avere un’idea inappropriata del Corano. Applicare la al-Taqiyya
9. Incoraggiare l’elezione di parlamentari di fede musulmana, specialmente quelli in grado di dare un’immagine pacifica ed edificante dell’Islam. Fare assumere musulmani nei consigli scolastici. Incoraggiare i musulmani a fare carriera in medicina, in modo da controllare la sanità pubblica. Fondare ristoranti mediorientali in tutta Europa, in modo da fornire una rete di simpatizzanti pervasiva ma discreta.
10. Finanziare scuole e università europee, in modo da creare centri di cultura islamica diretti da persone di fede musulmana. Tali centri promuoveranno l’Islam nelle scuole e università.
11. Affermare che i terroristi sono semplici delinquenti che abusano il nome dell’Islam, quando in realtà è l’Islam a controllare i terroristi.
12. Fare appello alla compassione e alla sensibilità degli occidentali in modo da avere tolleranza verso i musulmani, specialmente verso gli immigranti in fuga da paesi dittatoriali.
13. Organizzare rivolte e manifestazioni nelle carceri, chiedendo l’applicazione della Shariah e non della giustizia locale.
14. Unificare i vari gruppi musulmani in Europa tramite convenzioni e riunioni annuali, in modo da decidere in comune le strategie per diffondere la fede e manipolare i media.
15. Fare apparire i musulmani come dei cittadini leali all’Europa, citando il fatto che tra tutti i gruppi etnici di minoranza i musulmani sono quelli che votano di più.
16. Fare la parte della “povera vittima oppressa”, come succede in Palestina e come è successo in Kosovo. Entrambe le strategie puntano ad ottenere la simpatia delle organizzazioni umanitarie, dei media e dei politici occidentali.
Jihad Demografica (Guerriglia demografica)
Cosa è la guerriglia demografica? Il parere dei professionisti è illuminante:
Houari Boumedienne, despota Algerino fino alla sua morte nel 1978, ha dichiarato durante un discorso alle Nazioni Unite del 1974:
Un giorno, milioni di uomini lasceranno l’emisfero meridionale per emigrare nell’emisfero settentrionale. Non emigreranno come amici, ma come conquistatori. Saranno i loro figli a conquistare il mondo. I ventri delle nostre donne ci daranno la vittoria.”

 Il despota libico Mu’ammar Al-Qadhafi diceva nel Marzo 2007:
Ci sono segni che Allah darà la vittoria all’Islam in Europa, ma senza armi e senza guerre. Non ci servono terroristi o attentatori suicidi. I cinquanta milioni di musulmani in Europa la trasformeranno in un continente musulmano in pochi decenni.
La loro tattica è quella di riprodursi fino ad occupare tutto lo spazio, tattica verso cui l’Occidente è tremendamente vulnerabile. La guerriglia demografica collima con i principi della democrazia ed è sempre stata molto efficace quando affiancata dalle altre forme di Jihad.
Il Corano e le Hadith proibiscono l’uso dei contraccettivi. Inoltre, la Shariah proibisce il matrimonio con non musulmani, a meno che l’infedele non si converta.
I mezzi per accellerare la crescita demografica islamica sono:
1. Immigrazione di massa. Ci sono 25 milioni di musulmani in Europa, mentre nel 1955 erano solo 50.000. I musulmani non usano contraccettivi e i figli dei musulmani sono automaticamente musulmani che non possono convertirsi pena la morte.
2. Gli uomini musulmani tendono a sposare donne europee e a islamizzarle (circa 30.000 casi all’anno in Europa).
Di solito il matrimonio tra un maschio musulmano e una donna di religione cristiana o ebraica è accettabile. Dopo il matrimonio il maschio farà in modo da convertire la moglie all’Islam, soprattutto riguardo all’educazione dei figli, che avranno nomi musulmani. Di solito il marito non si fa problemi nell’usare la violenza a tale scopo. Se la moglie non accetta il trattamento, viene ripudiata.
3. Segregazione tramite ghetti in cui vivono solo musulmani. Ciò assicura che non ci siano influenze negative da parte degli infedeli.
Jihad Economica (Guerriglia economica)
La guerriglia economica deriva dalla “Jizya”, ossia il furto e lo sfruttamento degli infedeli. A tale scopo si possono usare furto, pirateria, tratta degli schiavi, sfruttamento della prostituzione, traffico di droga e altro. Il fattore in comune è che il crimine è diretto verso gli infedeli, e che i proventi vanno a finanziare altre forme di Jihad.
La maggioranza dei criminali che eseguono queste attività non sono neanche musulmani praticanti, ma hanno ricevuto istruzioni da parte dei musulmani su come prendere di mira SOLO infedeli. Queste attività illecite vanno dai furtarelli e rapine contro gli infedeli, alla pirateria al largo della Somalia.
Altri obiettivi:
1. Prendere il controllo dei media, tramite l’acquisto di quote di maggioranza di azioni delle compagnie mediatiche.
2. Aprire numerose “associazioni caritatevoli” in tutta Europa, come attività di copertura per il terrorismo islamico.
Jihad psicologica
11 Settembre, gli attacchi a Londra del 7 Luglio, gli attacchi di Madrid o Mumbai, hanno tutti lo stesso scopo: danneggiare il morale del nemico e invogliare al reclutamento per la Jihad. Intimidire i critici dell’Islam e portarli al silenzio. Terrorizzare gli europei tramite il timore continuo di attacchi.
Jihad armata
Le campagne militari jihadiste avvengono tramite i finanziamenti offerti da gruppi e leader musulmani. Il loro obiettivo primario è lo sterminio degli infedeli tramite genocidi e deportazioni. Un esempio di questo tipo di Jihad è la guerra in Sudan, dove mezzo milione di non musulmani sono stati massacrati in pochi decenni tramite i finanziamenti dei Sauditi e di altri gruppi musulmani.
Altri casi sono gli stermini dei non musulmani in Pakistan, Iraq, Giordania, Siria, Nord Africa. In questi casi i non musulmani sono stati sterminati tramite atti di violenza e deportazioni.
Jihad tramite la Dawah (conversione)
Questo tipo di Jihad varia dagli incontri nei centri culturali islamici fino alle campagne di reclutamento forzato dirette ai prigionieri di origine africana nei carceri.
1. Convertire prigionieri violenti e senza obiettivi nella vita, sia africani che europei, trasformandoli in miliziani.
2. Le istituzioni scolastiche islamiche insegnano il razzismo verso ebrei e cristiani insieme alle materie scolastiche. In tutta Europa ci sono 300 scuole esclusivamente islamiche, dove si insegna la lealtà verso la Ummah e non verso la nazione. Durante il Gennaio 2002, l’ambasciata saudita di Washington ha recapitato 4500 pacchetti contenenti copie del Corano e video filo islamici verso le scuole medie locali. Una cosa simile non sarebbe mai possibile in Arabia Saudita.
3. Creare interesse nell’Islam a scuola, insistendo che ogni studente debba seguire almeno un corso sull’Islam.
Jihad chimica
I Talebani usano l’eroina come mezzo di guerra chimica contro l’occidente, ma non sono gli unici a farlo. La maggioranza degli spacciatori di fede musulmana in Europa spaccia solo agli infedeli, seguendo gli ordini degli imam locali. Molti musulmani usano l’eroina come mezzo per assicurarsi la sottomissione delle ragazze occidentali usate come prostitute. La loro tattica preferita è lo stupro di gruppo seguito dalla somministrazione forzata di droghe pesanti, come successo durante gli stupri di Rotherham.
Fonte
http://atlasshrugs2000.typepad.com/atlas_shrugs/2009/02/chemical-jihad-muslim-terror-gangs-target-uk-with-killer-heroin.html
L’antiterrorismo avverte che ci sono piani per riempire le strade inglesi di eroina in modo da perpetrare la “guerriglia chimica” contro lo stato inglese. Le bande di musulmani sono il mezzo con cui avviene questo tipo di attacco. I generali talebani in Pakistan e in Afghanistan hanno una riserva di eroina del valore di sei milioni di euro, e il loro obiettivo è quello di venderla solo agli infedeli. Lo scopo di questi attacchi è diffondere morte e sofferenze tra gli europei, mentre i profitti dello spaccio serviranno a finanziare gli attacchi terroristici. I campi di papaveri da oppio in Afghanistan sono l’introito più grosso per al-Qaeda e per i Talebani. Intanto, il traffico di eroina in Europa si sta ingrandendo sempre di più, finanziando i terroristi.
Tra il 1990 e il 2005 Haji Baz Mohammed, spacciatore al soldo dei Talebani, ha incassato diciassette miliardi di euro vendendo eroina in Nord America. Durante il processo, Haji ha dichiarato che vendere eroina era un atto di Jihad, dato che stava prendendo i soldi degli americani vendendogli veleno che li avrebbe uccisi. Adesso i fanatici hanno deciso di rivolgersi verso il Regno Unito, verso cui si trafficano 30 tonnellate di eroina ogni anno. L’eroina viene spacciata tramite i tassisti e i venditori di kebap. Sono state trovate bande di spacciatori musulmani a Londra, Luton, Preston, Manchester, Leeds, Oldham, Birmingham e Bradford. Un investigatore sotto copertura ha comprato eroina a Luton tramite un tassista musulmano che affermava di vendere droga di provenienza pakistana e afghana solo agli infedeli, come ordinatogli dai suoi superiori. Una delle bande più importanti si fa chiamare la famiglia Gambino, prendendo il nome dalla vecchia famiglia mafiosa italoamericana. Secondo un pentito, i Gambino sono i musulmani del Pakistan che hanno il controllo del traffico a Luton, e sono tutti intimamente collegati con al-Qaeda.
Qui si vendono eroina e crack 24 ore al giorno, tramite i tassisti locali. Sono un business enorme, e sono intoccabili.”
Fonti:
http://doctorbulldog.wordpress.com/2009/02/23/taliban-using-heroin-as-chemical-jihad-weapon-against-the-west/