Suicidio indolore parte 4 – Il metodo Kevorkian, ossia la busta della morte!

Cari idioti suicidi, oggi parleremo di un metodo di suicidio decisamente poco cruento, ossia la exit bag, la busta della morte! Tale metodo è stato descritto dal noto Dr. Jack Kevorkian e migliorato dal giornalista irlandese Derek Humphry, membro fondatore dell’associazione Final Exit Network e autore del testo Final Exit. Potete immaginarvi di cosa si tratti. E’ da notare che tale giornalista parla a ragion veduta, dato che ha “assistito il suicidio” di suo fratello, della sua prima moglie e di suo suocero. Il tutto senza finire in galera nemmeno una volta, in un paese cattolicissimo come l’Irlanda. Tanto di cappello!

Premessa

La tecnica suicida descritta da Humphry è rivolta a malati terminali in preda ai dolori e senza possibilità di guarigione, non a finocchietti emo in preda a problemi psichici. Se fate parte della seconda categoria, chiudete subito questo articolo e cercate di dare un minimo senso alla vostra vita. Queste cose sono per chi ha problemi seri, non per inutili coglionazzi come voi.

I materiali

Il materiale richiesto è veramente poco. Bastano un sacchetto della munnezz, possibilmente pulito, degli elastici o della carta da pacchi e una maschera. Humphry consigliava qualcosa come questa:

Mascherina antipolvere monouso

Ma io preferirei usare questa:

Mascherina diversa

Almeno con la seconda si sdrammatizza il fatto e si regala un sorriso ai soccorritori! In ogni caso, la maschera serve solo ad evitare che la plastica del sacco entri nel naso e in bocca causando una sensazione decisamente sgradevole.

L’ultimo materiale richiesto è una dose forte di sonniferi, ma non è molto difficile farsi prescrivere qualcosa di adeguato.

Il metodo

Di suo, il metodo è veramente semplice. Seguitemi attentamente, e non saltate nessun passo!

  • Una mezza giornata di digiuno, seguita da un pasto leggero, vi metterà nelle condizioni migliori per cominciare.
  • Preparate tutto l’occorrente. Sistematevi in modo che nessuno venga a scassarvi la minchia per almeno tre ore.
  • Prendete un paio di Travelgum o un altro antinausea. Questo serve a evitare che vomitiate tutto.
  • Sedetevi su una sdraio o davanti alla scrivania. Si può fare tutto da distesi, ma è peggio. Mantenete la stanza fredda, il sacco sarà già caldo e soffocante di suo!
  • Ora comincia la parte difficile. Tranquilli, ce la potete fare!
  • Ingoiate di botta tutte le pastiglie di sonnifero che siete riusciti a trovare! Bevete del vino o del superalcoolico per mandare giù il tutto e potenziare gli effetti dei sonniferi.
  • Indossate la maschera!
  • Mettete il sacchetto in testa!
  • Appena iniziate a sentire la sonnolenza, usate gli elastici o la carta da pacchi per stringere il sacchetto attorno al collo! Mi raccomando, non lasciate spifferi!
  • Il soffocamento, unito all’effetto dei sonniferi, vi farà perdere conoscenza in pochi secondi. Tempo mezz’oretta e sarete talmente morti che nemmeno il Dr. House riuscirebbe a salvarvi.
  • Spero che abbiate lasciato il computer acceso e su questa pagina. Me lo merito il riconoscimento, o no?

Maggiori dettagli

Non spegnete il cellulare! Trovare il cellulare spento metterebbe in allerta chiunque! Settatelo in modo da rifiutare le chiamate, come se foste impegnati in una lunga conversazione. Ah, no, mi sa che questo sarebbe ancora più sospetto che trovare il cellulare spento. Mettete in silenzioso, al limite. Fate in modo da avere tutto preparato prima di cominciare. Controllate che il sacchetto sia intatto e senza buchi. Prima del suicidio scrivete una lettera in cui spiegate cosa avete fatto e perchè. Probabilmente non la leggerà mai nessuno se non i barellieri dell’ambulanza in un momento di noia, ma sticazzi.

I farmaci

L’unica cosa minimamente fastidiosa è trovare dei sonniferi potenti, ma è un problema minore. Se non avete niente a casa, dite al medico che non riuscite a dormire bene e che ciò vi rende nervosi e stressati. Fatevi dare la prescrizione, e tornate dieci giorni dopo dicendo che quella roba è acqua fresca e non vi ha fatto effetto. Dite che soffrite di difficoltà ad addormentarvi e che vi svegliate varie volte per notte. Fatevi dare qualcosa di più forte, e tenete la scatola da parte. Quando sarà passato abbastanza tempo per avere finito la scatola, andate dal dottore, ringraziatelo e chiedetegli un’altra scatola, dato che quel farmaco vi ha fatto dormire benissimo e vi fa sentire tranquilli e rilassati. A questo punto avrete una dose letale a disposizione, e il dottore non avrà nessuna responsabilità penale dato che vi ha prescritto un farmaco da SSN nel modo corretto.

Il farmaco perfetto sarebbe un barbiturico, ma è difficile che ve lo diano a meno che non siate VERAMENTE combinati male. Le benzodiazepine sono decenti, e vengono prescritte come le Zigulì. Mischiate ad alcool fanno un cocktail micidiale, perfetto per la exit bag. Figuriamoci i tipi come voi, se hanno problemi nel farsi prescrivere Tavor o Flurazepam! Scommetto che ne avete già dieci confezioni sparse per casa!

NON fate i cocktail di medicine diverse! Varie medicine diverse potrebbero fare interazione, cancellandone gli effetti. Usate solo un farmaco.

Se prendete già psicopaste e altra merda simile è probabile che abbiate sviluppato una tolleranza. State una settimana senza ingollare merda chimica in modo da ripulire l’organismo.

Non è possibile dare una dose ottimale. Quello che sarebbe buono per un cardiopatico di 87 anni per 45 chili potrebbe non esserlo per uno psicolabile venticinquenne di 170 chili dipendente da otto psicofarmaci differenti.

Soprattutto, non cercate di suididarvi usando solo i farmaci. Il SSN fa in modo da non fare circolare roba mortale se non in quantità minime e ben controllate. Prendere un’overdose di farmaci senza la busta significa svegliarsi il giorno dopo con l’ulcera, vivi come prima ma ancora più sofferenti!

 

Rischi

I rischi peggiori sono quelli di non riuscire a ingollare abbastanza farmaci in tempo, e quello di essere scoperti da un benintenzionato. Nel primo caso sono cazzi, si rischia di rendere il tutto abbastanza sgradevole (ma non meno mortale). Nel secondo caso, sono cazzi ancora peggiori, si rischia di sopravvivere con danni cerebrali, finendo così:

 

Aspetti estetici

Il risultato di un suicidio non è mai piacevole, soprattutto dal punto di vista estetico. Questo tipo di suicidio lascia un cadavere tutto sommato pulito, senza sangue e altre schifezze da grattare via dalla moquette. E’probabile che i vostri parenti faranno portare via il vostro cadaveraccio, buttare via le vostre porcherie, riverniciare le pareti della cameretta e che vi dimenticheranno nel giro di una settimana. Almeno con la maschera e il sacchetto nero non sarete uno spettacolo troppo disgustoso.

 

 

Note legali

Con questo articolo non intendo spingere nessuno al suicidio. Il mio intento è documentare questo fenomeno terrificante e scoraggiare i miei lettori dal suicidarsi. Il suicidio è una soluzione estrema a problemi che possono apparire insormontabili sul momento, ma che poi si rivelano essere fesserie temporanee. Suicidarsi è sbagliato, non fatelo. Quando vi suicidate fate piangere quel porco fottuto di Cristo e quella troia plurisfondata della madonnaccia!

Post su richiesta, la storia della mia vita!

Non ci crederete, ma mi è arrivata una richiesta: qualcuno ancora più depresso, disperato e annoiato di me mi ha chiesto di raccontargli la storia della mia vita! Accetto volentieri, ma vi avverto che è una noia mortale. A differenza del Sommo io non ho voglia di inventarmi minchiate a raffica, quindi mi limiterò alla triste (e noiosa) verità.
Sono nato in una delle zone più fetide della Terronia Saudita, la Siculia occidentale. I miei erano i tipici impiegati fantozziani, gente di famiglia contadina che si trovava di botta in mezzo alla “città” e ne era completamente spaesata. I genitori di quei tempi erano combattuti tra il fatto di non potere più educare i loro figli secondo i metodi contadini che conoscevano, e la confusione di chi non sapeva proprio cosa fare e a chi rivolgersi. Diciamo che a quei tempi non ci capiva un cazzo nessuno! Alla fine, i genitori mandavano i figli all’oratorio o li parcheggiavano davanti alla TV, la loro grande maestra di vita.
Ho passato una giovinezza di merda, come descritta nell’articolo precendente. Delinquenza, munnezz, solitudine, problemi parecchio gravi di salute. Per fortuna mia madre era una quasi insegnante (mai riuscita ad assicurarsi una cattedra dato che non le andava di emigrare) e aveva riempito la casa di libri. A quei tempi la Terronia grondava eroina, le guerre di mafia avevano ridotto la Siculia a un campo di battaglia, i giovani ammiravano le gesta di condottieri come Provenzano, Riina, Matteo Messina Denaro e volevano diventare tutti come loro. Intanto, Falcone e Borsellino saltavano in aria, tra il sollievo di quelli che prima andavano alla manifestazione antimafia, poi avevano l’amicuzzo in Comune che gli “faceva i favori”. Dalle mie parti si dice che abbiano “ammazzato più persone che conigli”, ed è vero. Intanto i condoni edilizi trasformavano un paesaggio decisamente bello in una desolazione postatomica.

 

Pizzo Sella, a Palermo, la “collina del disonore”. E’ tutto abusivo, tutto!

Fatevi una cultura sugli ecomostri QUI. Leggete e piangete, bestie!

Ho cazzeggiato vivendo alla giornata fino a 29 anni, poi ho dato una svolta radicale. Sono emigrato a Parma, città noiosa se mai ne è esistita una. Il boom economico era ancora in corso, ho fatto un corso ENAIP ed ero già pronto a lavorare. Lo stipendio era ottimo, le condizioni di vita decenti. Per la prima volta potevo iniziare a pensare al futuro e non solo a sopravvivere fino al mese successivo.
Poi c’è stato il crac Parmalat. Mezza Parma campava di indotto per le loro industrie. Il crollo è stato velocissimo, quasi incredibile a vedersi. In pochi mesi, un posto che aveva un tenore di vita pari a quello della Germania è andato a puttane. Ora Parma è diventata un posto povero come la Siculia, ma senza sole e con un costo della vita assurdo.
Dopo avere tentato inutilmente di sistemare la situazione, sono tornato in Terronia per raccogliere le idee. Il mio paese natale non era migliorato, anzi era diventato ancora più fetido, chiuso, provinciale e arrogante

Intendiamoci, NON SONO DI ACERRA, ma la situazione è quella.
Qualche mese dopo ho deciso di tentarmi il tutto per tutto. Alla fine, cosa avevo da perdere? Dopo qualche mese di ricerche su Internet mi sono deciso a emigrare in UK, il paese più praticabile per lingua, vicinanza e possibilità lavorative. Ho dovuto passare qualche mese a studiare per una qualifica locale, dato che le mie qualifiche italiane non valevano e che avevo difficoltà serie con la lingua parlata, oltre che con la loro cultura di imbecilli cronici.
Scene di vita in Inghilterra
Dopo un periodo “instabile” ho trovato un ottimo lavoro e stavo iniziando a sistemarmi di nuovo. Purtroppo, dovevo ancora pagare la pena per essere nato in Terronia: un difetto cardiaco ignorato dai medici terroni mi ha mandato in ospedale. Per fortuna qui mi hanno dato subito l’invalidità civile e mi hanno operato d’urgenza. Il lavoro è andato a puttane, ma almeno le operazioni hanno avuto successo e lo Stato si occupa di mantenermi. Fossi rimasto in italia a quest’ora sarei in mezzo a una strada o molto morto.
Adesso mi trovo qui, a godermi la vita dell’invalido civile fino a che non potrò riprendere a lavorare. Tra tutti i membri della mia vecchia comitiva sono l’unico che se l’è passata bene; tutti gli altri sono morti, in galera, in mezzo a una strada a mendicare, in manicomio o peggio. Alla fine, ho fatto la vita di Mark Renton: me ne sono fottuto di tutti, me ne sono andato lasciandoli nel loro brodo e per questo sono l’unico a essere sopravvissuto. Se avessi avuto un minimo di empatia sarei finito nella merda insieme a loro.
Mark Renton, sei il mio idolo!

 

La mia idea? Per me dio, se esiste, è la geografia. Altrimenti, come mai una persona deve fare una vita di merda, per quanto si sforzi e si impegni, solo perchè è nata in un posto di merda? E perchè un’altra deve avere la possibilità di realizzarsi, di studiare, di farsi una vita piacevole solo perchè è nata in un posto civile? Evidentemente, dio odia le persone nate nei posti sbagliati e le vuole fare soffrire, riuscendoci benissimo. Un dio del genere non merita preghiere e non necessita di bestemmie, dato che fa soffrire o gioire le persone solo in base al luogo di nascita. Già il fatto che io sia davanti a un computer e con la panza piena dimostra come dio mi voglia più bene di come ne voglia a buona parte della popolazione terrestre. Evidentemente ero un feto buono e devoto!
Le mie conclusioni? Sono l’unico sopravvissuto a un massacro. Non ho empatia, non ho umanità, non ho alcun legame e non me ne fotte niente di niente. Non venite a chiedermi aiuto e consiglio, vi manderò a cagare (a meno che non mi chiediate come suicidarvi).
Questo sono io. Il mondo mi brucia davanti, io me ne fotto!
Cosa dico di me stesso? Non sono uno dei “buoni”. Ho fatto un sacco di cose orribili, disgustosamente immorali e decisamente illegali, e le rifarei tutte. Molte le ho fatte perchè erano la mia unica possibilità di sopravvivenza, ma molte altre solo perchè ci avevo preso gusto. Ho smesso di farmi illusioni su me stesso e sul resto dell’umanità già da molti anni.
Il Survivor Guilt è una cosa seria.

 

Perchè questo blog? – Parole di saggezza

Perchè questo blog? – Parole di saggezza

Mi è stata fatta una domanda interessante: “Ma chi te lo fa fare di scrivere questo blog? Non hai neanche la pubblicità, non ci guadagni un cazzo!” Ottima domanda, anonimo scrittore!
Io ricordo la mia giovinezza perduta, nell’era pre-Internet in Terronia Saudita. La cosa peggiore non era la povertà, non era l’inciviltà e nemmeno la munnezz. La cosa peggiore era la solitudine. Ero l’unico a leggere, ad essere interessato allo studio, a non sopportare il calcio e a schifare la cultura dei miei coetanei. A quei tempi se volevi uscire avevi a disposizione tre comitive:
  • Fighetti di merda, tutti musica tunztunz e vestiti firmati. Se non avevi addosso l’equivalente di uno stipendio mensile eri merda e non meritavi di vivere.
  • Cattobigotti del cazzo. Facevano discorsi pari a quelli di Adinolfi. Se deviavi un minimo dall’ortodossia cattobigotta terrona eri merda e non meritavi di vivere.
  • Delinquenti violenti. Veneravano Totò Riina come un dio e vivevano tra corse di scooter truccati e varie attività malavitose. Se non avevi fatto almeno un anno di riformatorio eri merda e non meritavi di vivere.
Internet ancora non c’era, quindi tutti si conformavano a questi tre modelli di vita. Se provavi a deviare minimamente, venivi escluso e schifato. Io mi sentivo come Will Smith in “Io sono leggenda”, ma senza neanche l’attenuante di essere negro. Pensavo di essere l’unico al mondo a leggere, ad ascoltare musica che non fosse il tunztunz da discoteca, le lagne di Radio Maria o Gigi d’Alessio su RadioCamorra. La cosa che sognavo era che ci fosse qualcuno, possibilmente più grande, che mi dicesse: “non sei l’unico al mondo, non sei malato, quella è una cultura di merda e hai ragione a schifarla“.
Ovviamente, era inutile rivolgersi ai “grandi”. Quasi tutti gli adulti che vedevo erano delle larve umane che sembravano uscite dai film di Fantozzi. A quei tempi l’Italia stava cominciando a uscire dagli effetti del dopoguerra. Molti italiani erano figli di contadini analfabeti, appena arrivati in città e completamente confusi dalla vita urbana che non conoscevano. La TV era la grande maestra di vita per tutti, anche quando era palese che dicesse minchiate. Erano i tempi di Bossi padre e della “latitanza” di Totò Riina, per capirci.
Insomma, quello che volevo era una pacca sulla spalla e la rassicurazione di non essere io a sbagliare nello schifare la cultura mainstream. Adesso, ho la speranza che qualche giovane o meno giovane finisca su questo blog e si dica: “Porco il dio! Allora non sono l’unico a pensare queste cose!”
Cazzo, sappiamo tutti come vanno le discussioni tra italiani. Bisogna usare frasi di cinque parole al massimo, altrimenti iniziano tutti a ignorarti, a parlarti di sopra o a fare scenette cretine per mandare tutto in caciara. Non esiste modo di fare un discorso serio con più di cinque parole per volta. La maggior parte della gente ripete slogan idioti a memoria, spesso senza sapere cosa diavolo stia dicendo. Eppure, sembra che ci sia la volontà nascosta di pensare e di fare una discussione seria. Guardate qua:
E’ un post lunghissimo, filosofico, pieno di idee offensive e molto pesante da leggere. Anche ammettendo che metà delle visualizzazioni siano bots o persone che ci sono finite per caso dopo avere cercato “Aiuto preservativo incastrato ano vaselina aiuto” su Google, si tratta comunque di un sacco di visualizzazioni.
Oppure, guardate questo:
Un post in cui sto dando essenzialmente del coglione a tutti, usando un linguaggio volutamente complesso per tenere lontani i bimbiminkia. Tremilanovecento visualizzazioni? Scherziamo?
Come al solito, sono troppo ottimista. La mia opinione è che ci siano tante persone in Italia che non si accontentano di raccontare barzellette idiote e di fare versi animaleschi, ma che vogliano pensare e riflettere. Probabilmente stanno zitti per non farsi prendere per il culo dai maiali con cui vivono, ma ci sono. Se scrivo è per loro.
Come omaggio per la vostra pazienza, eccovi una serie di aforismi. Sono tutte perle di saggezza che mi hanno fatto dire: “Diocane, se mi avessero detto queste cose quando avevo 14 anni la mia vita sarebbe stata migliore!” Forse faranno effetto anche su di voi.

  • Se vi trovate male in un posto, è probabile che non siate voi ad essere sbagliati, ma che siate la persona giusta nel posto sbagliato. Forse state cercando di fare qualcosa per cui proprio non siete portati. Se proprio le cose vanno male e non migliorano, cambiate posto.
  • La donna innamorata perdona tutto, anche i crimini più orrendi. L’unica cosa che la donna non perdonerà mai è l’indecisione. La donna ha bisogno di qualcuno che tenga il timone e conduca la nave in una direzione, anche se è una direzione completamente idiota. E’ mille volte meglio un uomo che faccia scelte idiote con la convinzione, che un finocchietto indeciso che non sa dove andare.
  • Quando una donna è di umore giusto, qualunque maschio decente le andrà bene. Quando una donna sta male, dirà di no anche a Tom Cruise. Se una donna sta male non ci riuscirete mai con lei. Cambiate bersaglio, o riprovateci l’anno prossimo. Questa è una delle differenze più grandi tra uomo e donna.
  • Onore, logica e lealtà sono concetti maschili. La donna non è in grado di capirli, per lei l’unica cosa importante sono le emozioni. Quando una cosa fa sentire bene una donna, è giusta, quando la fa sentire male è sbagliata. La donna fa le cose che le sue emozioni le dicono di fare, poi si inventa una giustificazione senza senso. Per una donna frasi come “non mi piace, non so perchè” oppure “sento che questo è giusto”  sono giustificazioni valide per tutto.
  • L’unica donna con cui puoi vivere per tutta la vita è la donna che ti ami più di quanto non ami se stessa.
  • Relazioni a distanza uguale no. Punto e basta. Senza il contatto fisico, la vicinanza e la possibilità di confrontarsi di persona, la relazione non ha alcun senso. Se le circostanze vi dividono, tagliate subito. E’ meno doloroso che vedere una relazione andare lentamente in malora.
  • A meno che tu non lo faccia per lavoro, non hai il dovere di rendere felici gli altri. Se uno ti rompe i coglioni perchè non è contento, mandalo a cagare. Deve essere lui a cambiare la sua situazione e a procacciarsi la sua felicità, non tu a fare qualcosa, a meno che non ti stia pagando per questo.
  • Psicologi, psichiatri, assistenti sociali, terapisti e gente simile di solito sono quanto di peggio l’umanità possa offrire. Prova tu a passare anni e anni parlando ogni giorno con pazzi, allucinati, drogati, pedofili, spacciatori, maniaci sessuali, delinquenti violenti, fanatici religiosi e gente simile: dopo un poco sarai più fottuto di testa di loro. Quando avrai a che fare con gente simile, tieni conto che in molti casi hai di fronte un poverino completamente traumatizzato che dovrebbe farsi almeno sei mesi di terapia intensiva.
  • Non tutte le situazioni hanno una soluzione, non siamo in un videogioco Bethesda. Ci sono situazioni che proprio non si possono aggiustare. In questi casi, l’unica cosa è andarsene. Che sia cambiare città, lasciare una relazione, cambiare lavoro o cambiare comitiva, a volte la cosa migliore è semplicemente girarsi e andarsene.
  • Certe persone sono proprio impossibili da aiutare. Il loro destino è finire malissimo, e voi non potrete mai farci niente. Nemmeno gli sforzi di tutta la vostra vita li rallenteranno nella loro corsa verso l’autodistruzione. Lasciateli andare.
  • Gli atei militanti tendono a scassare la minchia quanto i cattobigotti più fanatici. Se avete una fede (o una mancanza di fede) tenetevelo per voi a meno che qualcuno non vi chieda esplicitamente di parlarne. OK, sei riuscito a liberarti dal condizionamento religioso della tua infanzia, ed è una cosa che ti rende felice e che ha definito la tua personalità. Peccato che non ne freghi assolutamente un cazzo di niente a nessuno.
  • Non mischiare mai amicizie o parentele con faccende di soldi. Si finisce sempre per litigare e mandare al diavolo un’amicizia o un rapporto di parentela. Se un amico o un parente ti propone di fare un affare o di comprare o vendere qualcosa, rifiuta con una scusa. “Mai prestare soldi a un amico, ti perdi i soldi e ti perdi pure l’amico” oppure “Amici e parenti, non ci comprare e non ci vendere niente”.
  • Never stick your dick in crazy. MAI scoparti una pazza, mai, a meno che non sia una trombata fugace con una tipa che non rivedrai mai più. OK, le pazze sono le più interessanti. OK, le pazze trombano come animali posseduti dal diavolo. OK, le pazze non sono noiose come le ragazze normali. Rimane il fatto che vivere con una pazza è impossibile. Non sei in grado di sistemarla, e le sue mattane faranno diventare pazzo anche te.
  • Stai lontano dalle persone con problemi psichici. Chi ha un problema psichico finirà per andare a fondo, e per portare a fondo tutti quelli attorno a lui, magari senza neanche volerlo. Non sei un terapista, uno psichiatra o un assistente sociale, quindi non hai il dovere di aiutare chi ha problemi mentali. In quasi tutti i casi, cercare di salvare un malato di mente dai suoi problemi è come cercare di salvare un’incudine in un naufragio. L’incudine andrà a fondo comunque, e tu con lei.
Non avete capito un cazzo di niente? Vabbè, eccovi un bel paio di tettone, e non ditemi che non vi voglio bene e che non penso a voi!
Elmos Empire

 

Life in modern England part 18 – Le sfumature della lingua inglese

Cari mongolucci con problemi cranici, oggi parleremo delle sfumature della lingua inglese, ossia di alcune frasi oblique e apparentemente prive di senso usate dai sudditi di Sua Maestà la Regina! Ovviamente, queste cose valgono solo per quei pochi che hanno a che fare con nobili purosangue inglesi. Voialtri pezzenti del cazzo avrete a che fare solo con musulpaki, polacchi ubriachi marci e chav semianalfabeti.
Come forse saprete, i britannici hanno un senso dello humor, raffinato, intelligente ed elegante.
Tipico esempio di fine umorista inglese
Ah, no, scusate. Meglio se cambio argomento.
Insomma, i britannici ritengono il dire le cose come stanno una cosa rude e volgare, degna soltanto dei barbari oltremanica. I british amano fare giri di parole, allusioni, “battute umoristiche” e atti di raffinatezza linguistica che a volte risultano difficili da capire per un non nativo.
Ma non preoccupatevi! Grazie al Rettiliano Verace, avrete un breve dizionario delle frasi inglesi più comuni, con significato annesso! Ora potete dialogare con l’alta società inglese!
Tipico aristocratico inglese

 

Cosa dice il britannico
Cosa intende dire davvero il
britannico
There was a breakdown in communication Quel coglione non ha capito un cazzo. E’ peggio che parlare a
muro.
I wish to meet you for a performance review Inizia a mandare curriculum, domani ti licenzio
I hear what you say Non è così, punto e basta. Non ne parlare più che mi sono
seriamente rotto i coglioni.
With the greatest respect Secondo me ti droghi, e pure di brutto
That’s not bad Va bene, continua così che sei a posto
That’s a very brave proposal Porcodio, sei un coglione completo. Non farlo o ti mando a
pulire i cessi con la lingua.
Quite good Mah, lo faceva meglio mio nipote di dodici anni. Ce la fai a
farlo meglio, cazzodio?
I would suggest that Fai come ti dico o sono cazzi tuoi. Sul serio.
By the way OK, basta con le stronzatine e arriviamo al punto. Apri le
orecchie che ti devo dire una cosa importante.
I was a bit disappointed Non potevi fare o dire una stronzata peggiore neanche volendo.
Ma ti fai di crack?
Very interesting Vedi sopra
I will bear it in mind Vedi sopra
I am sure it is my fault E’ colpa tua, coglionazzo, ma non posso ancora darti i calci in
culo che meriti. Tranquillo, arriveranno.
You must come for dinner Preferirei invitare cento negri pedofili a casa mia piuttosto
che invitare te.
Pop round anytime Vedi sopra.
I almost agree Vedi “I was a bit disappointed”
I only have a few minor comments Butta via quel cagaio che hai fatto e rifallo da capo.
Possibilmente senza drogarti prima.
Could we consider some other options? Vedi “I was a bit disappointed”, ma peggio.
That’s one way of looking at it. Madonna stuprata, che stronzata!
If you say so. Questo è il massimo dell’idiozia. Anche Mr. Bean si
vergognerebbe di dire una stronzata simile.
Each to their own Sei un coglione, e non voglio perdere tempo a discutere con te.
Do that whenever you get a minute Fallo ora o ti rompo il culo.
No harm done Cazzo, ti rendi conto di quanti danni hai fatto? MA SEI
RINCOGLIONITO TOTALE?
I am sure it will be fine. Siamo nella merda, e stai certo che le cose andranno molto
peggio.
I won’t argue with you. Ho provato a farti ragionare, ed è stato come insegnare la
matematica ad un sasso. Lasciamo perdere e non ne parliamo più.

Terroni e musulmani – A case study Parte 2

Cari terroni sunniti
Dato il grande successo del mio articolo su terroni e musulmani, ho deciso di ampliarlo aggiungendo tanti altri paralleli tra tali due etnie puzzolenti di fogna. Buona lettura.

Matrimonio riparatore

Nella “cultura” islamica c’è una legge particolare: l’uomo che ha stuprato o sfregiato una donna può evitare ogni punizione per il suo comportamento, se accetta di sposare la vittima. Tale legge è meno barbarica di quello che si pensi: a quei tempi una donna stuprata o sfregiata non avrebbe mai potuto sposarsi, e sarebbe stata condannata a morire di fame per strada. Sposandosi il pazzo stupratore/sfregiatore avrebbe avuto quantomeno da mangiare. E poi, non è che gli altri uomini della sua tribù fossero tanto meglio!

Come tutte le leggi religiose, tale legge è da considerarsi progressista se la poniamo in un villaggio di caprai bestiali del Basso Medioevo (oppure nella Calabria Saudita o Siculia di oggi). In un ambiente moderno tale legge è una bestialità immonda.

La promessa sposa il giorno prima del matrimonio
Tale legge aveva il nome di “matrimonio riparatore”, ed era parecchio praticata in Siculia fino a pochissimo tempo fa. Fino alla generazione scorsa un terrone poteva rapirsi una ragazza minorenne, stuprarsela, andare a fare pace col padre ed uscirsene pulito, incensurato e con una mogliettina minorenne pronta all’uso!
Tale legge è stata abrogata solo nel 1981, anche se in alcune zone della terronia continua ad essere applicata informalmente ancora oggi. L’Italia è stata alla pari col Pakistan fino al 1981, solo 35 anni fa. Ci vorranno almeno due generazioni prima che gli effetti di tale pratica spariscano.
Intanto, il turco progressista Erdogan ha provato a ripristinare tale legge, estendendola alle minorenni (come se i musulmani avessero bisogno di incoraggiamenti per stuprarsi le bambine)
Per fortuna, la proposta di legge è stata respinta dopo l’ondata di disgusto locale e internazionale. Evidentemente da questo punto di vista i musulmani sono più civili dei terroni, anche se di poco.

Matrimonio tra cugini

Non voglio fare la figura del razzista. Non voglio dire che il matrimonio tra cugini sia un’usanza terrona e musulmana. Non lo voglio dire.
Percentuale di matrimoni tra cugini nei vari paesi

OK, sono costretto ad ammetterlo. Il matrimonio tra cugini è una tipica usanza delle due “culture”. In entrambi i casi viene praticato per motivi di famigghia: sposandosi tra cugini, non si fanno entrare persone nuove in famigghia (che ne sappiamo di loro? Chissà da dove vengono, a chi appartengono, che razza di idee hanno?) e si tengono i figli sotto controllo, che non si facciano venire strane idee in testa!Inoltre, i musulmani hanno una usanza particolare, ossia il cosiddetto “accompagnatore”. Quando una ragazza musulmana deve uscire, deve essere sempre accompagnata da un membro della famiglia per evitare che si “imbottanisca”, ossia che venga stuprata da un branco di altri musulmani o che inizi a frequentare infedeli. In generale, le ragazze vengono accompagnate da un cugino di primo grado, l’unico musulmano maschio, giovane e quasi decente che vedranno in vita loro. Allo stesso modo, il giovane musulmano non potrà avvicinare altre giovani musulmane per tutta la sua giovinezza, dato che sono tenute sotto stretta sorveglianza dai rispettivi cugini. Il risultato è, spesso, un matrimonio che finisce col generare una quantità enorme di bambini sofferenti di difetti genetici tali da renderli buoni solo per il freakshow o per l’integralismo islamico:

Musulmani in UK. No comment.

Suscettibilità

Il modo migliore per giudicare la maturità di una persona è vedere come reagisce a una critica motivata ed espressa in modo cortese. Facciamo un esempio:

Conversazione tra due persone adulte

Amico mio, scusa ma ieri sera hai lasciato la postazione come un porcile e ho dovuto ripulire tutto io.  Ce la fai a sistemare la postazione prima di andartene?

Oh, scusa! E’ capitato, ho avuto da fare a casa e sono andato via di corsa. Tranquillo, sistemo tutto io.

E vabbè, fossero questi i problemi!

 

Ora , riproviamo la stessa conversazione con un terrone/ musulmano.

 

Amico mio, scusa ma ieri sera hai lasciato la postazione come un porcile e ho dovuto ripulire tutto io.  Ce la fai a sistemare la postazione prima di andartene?

Come ti permetti di venire da me e dirmi quello che devo fare? Sempre che mi critichi! C’è l’hanno sempre tutti con me! E’ solo perche siete tutti RAZZISTI RAZZISTI RAZZISTI ISLAMOFOBI!!! Io piango! MAMMMA! VOGLIO IL CIUCCETTO! Nghèèèèèèèèèèèèèèèèèè!

 

Il senso dell’orgoglio, unito a una mentalità fragilissima e suscettibilissima, rendono il terronmusulmano una persona con cui è difficilissimo avere a che fare. Qualunque cosa dirai sarà presa come un’offesa o un attacco personale, da affrontare immediatamente per poi vantarsene con i propri compari. Mai fare battute, mai essere ironici e soprattutto mai cercare di spiegare a uno di questi dove ha sbagliato e come non rifare lo stesso errore: il terronmusulmano vede questi discorsi come attacchi personali, e la sua unica risposta sarà un “fatti i cazzi tuoi”, se non una serie di insulti e di attacchi gratuiti.

Facciamo un altro esempio:

Link a DM

Una deputata inglese ha cercato di spiegare come i matrimoni tra cugini siano una cosa sbagliata, e come sia ingiusto che i bambini debbano soffrire per via di una pratica tribale che ha poco a che fare con l’Islam. Un islamico adulto avrebbe risposto che si tratta di un problema, e che bisogna educare a poco a poco la popolazione a rinunciare a questa pratica, per quanto radicata.
Invece, cosa hanno risposto i musulmani inglesi? Indovinate? Un coro di “RAZZISTA RAZZISTA ISLAMOFOBA” e frasi tipo “io sono sposato con mia cugina! Mi vuoi offendere?” oppure “Mio fratello è sposato con sua cugina e i suoi figli sono tutti normali!

In generale, quando avete a che fare col terronmusulmano, ricordate che si tratta di una creaturina debole e fragilissima nel corpo di un adulto. Non trattatelo da adulto perchè non lo è. In ogni caso, non sforzatevi di “non offendere” i musulmani, perchè loro sono perennemente in uno stato alterato. Se si offendono, è colpa loro e non vostra.

Orgoglio smodato

Verità è!

 

Il terrone ha l’orgoglio tipico di chi è umanamente, socialmente e culturalmente miserabile, l’orgoglio immotivato che gli permette di guardarsi allo specchio e di sentirsi un grande uomo, quando dovrebbe vergognarsi anche ad uscire di casa.“I siciliani non vorranno mai migliorare per la semplice ragione che credono di essere perfetti; la loro vanità è più forte della loro miseria.” – Tomasi di Lampedusa.

Allo stesso modo, il musulmano è convinto di essere l’unica persona decente del mondo, e che tutti gli altri debbano solo invidiarlo. Ovviamente, menzionare uno solo dei suoi tantissimi difetti lo porterà alla crisi isterica e all’accusa di “islamofobia”. E’ da notare che tale orgoglio si applica solo ai membri della sua famiglia o clan: i musulmani non hanno concetti come nazione o comunità, quindi disprezzano ferocemente gli altri musulmani. D’altronde, tutta la storia dell’Islam è piena di massacri tra arabi e turchi, sunniti e sciiti, integralisti e liberali, e tra le migliaia di scuole e di sottoscuole con la loro interpretazione della loro religione cammellofila. In generale, i musulmani smettono di ammazzarsi tra loro solo quando ci sono degli infedeli da ammazzare, ma riprendono subito dopo.

Tare genetiche

Immaginatevi un posto chiuso, dove vengono allevati dei cani. Periodicamente, tutti i cani più forti e intelligenti vengono portati via, e i cani peggiori vengono incoraggiati a riprodursi. Continuiamo questo processo per varie generazioni, mandando via tutti i cani appena decenti. Cosa otterremo dopo un pò?

 

Mostri storpi e deformi, ma convinti di essere il meglio della loro razza. Questo è quello che succede nei posti da cui la gente emigra. Tutti quelli con palle, capacità e cervello se ne vanno. Restano solo quelli ricchi di famiglia (ma molti di loro vanno via lo stesso), incapaci raccomandati, deficienti, drogati, analfabeti e psicolabili. Crescere in un ambiente simile è una tortura continua, dato che si ha a che fare solo col peggio dell’umanità e che non si può fare assolutamente niente dato che tutti quelli che potevano aiutare a cambiare le cose se ne sono andati. Anni fa ho cercato i miei compagni di scuola: quelli che non se ne sono andati sono finiti tutti male: morti, carcerati, drogati, manicomiati o peggio. Un paese di emigranti è un tritacarne che distrugge tutti quelli che ci nascono, e anche quelli che ne sono usciti ne portano le cicatrici a vita.

Posso testimoniare personalmente lo stato della terronia, e per quel poco che so i paesi islamici non sono per nulla differenti. Anche in questo campo si va in parità.

Il Dio Tutti

Per terroni e musulmani l’unica vera divinità è il dio Tutti, la cui nomina giustifica qualunque comportamento. Chiedi al terronmusulmano perchè sta facendo una cazzata pazzesca o una bestialità degna di Totò Riina, e lui risponderà: “Ma lo fanno tutti!” Questo chiude il discorso. Quando una cosa viene giustificata da Tutti, allora va bene, per quanto sia illogica, malvagia e immorale.

Allo stesso modo, ribellarsi al volere di Tutti è un’atto inaccettabile. Chi prova a fare qualcosa in modo diverso dalla massa si sentirà dire: “Ma che, ti credi di essere più sveglio di tutti?” Inutile dire che questo è un avvertimento. Come osi fare o dire cose diverse? Credi di essere meglio del nostro Dio?

Il modo migliore per fare incazzare il terronmusulmano è dirgli “OK, chi sono questi Tutti di cui parli? Hai i nomi?” A questo punto il terronmusulmano si incazzerà come una belva (hai osato discutere i dettami del Dio!) e inizierà a balbettare in modo pietoso dicendo cose tipo “lo sai di che parlo”, “è la morale, quella giusta” o “tutti, punto e basta!” Di solito il dio Tutti è semplicemente il paravento per non dire di averlo letto su Facebook, visto su Studio Aperto o sentito nelle riunioni della Famigghia (un aspetto molto importante del dio Tutti)

La Sacra FAMIGGHIA

L’ultimo aspetto della cultura musulnegra (anche perchè mi sono nauseato) è la FAMIGGHIAAAAAA! Per quei due popoli, la famiglia è un’entità importantissima. In un posto dove lo Stato è debolissimo e la legge non esiste, la famiglia è l’unica entità a cui puoi andare a chiedere aiuto se hai problemi o se devi difenderti, dato che se aspetti lo Stato puoi fare la muffa. A tale scopo, i membri della famiglia si difendono SEMPRE a vicenda, anche quando sanno benissimo che il loro familiare ha torto. Ciò è dovuto al fatto che la famiglia è l’unica entità che ti difenderà sempre, che tu abbia torto o ragione, quindi ti conviene tenertela buona. Allo stesso modo, le altre famiglie ti daranno SEMPRE contro, anche quando sanno benissimo che il loro familiare ha torto marcio.

Questo è uno dei motivi per cui non fidarsi MAI di un terronmusulmano. Lui non ci penserà due volte a tradirti pur di non mettersi contro la famigghia. In fondo, voi siete solo amici e potete anche non vedervi mai più. Lui con la sua famiglia ci dovrà convivere a vita!

Inoltre, i giovani terronmusulmani non si liberano mai dal giogo della famigghia. Molti di loro hanno il matrimonio forzato (diciamo “organizzato”) dai loro familiari, il lavoro trovato tramite passaparola familiare, la casa scelta dai rispettivi genitori e così via. In generale, il terronmusulmano accetta di farsi comandare dalla famiglia in un modo che tutti gli altri popoli considerano orrendamente medievale. Da notare che ho visto vari terroni di buona famiglia preferire andare a fare i camerieri a Londra pur di vivere la propria vita e non dovere più obbedire ai dettami dei loro zii, cugini, nonni, genitori e così via. Tanto di cappello!

Una delle tradizioni familiari più note è il Desi Wedding/ matrimonio tradizionale terrone:

Ossia un matrimonio organizzato dalla famigghia, con centinaia di invitati (molti dei quali si vedono una volta al decennio), lusso sfarzoso e una spesa che sarà pagata comodamente dagli sposi con un prestito decennale (quindi niente indipendenza economica e nessuna possibilità di mandare a cagare i familiari). Però non se ne può fare a meno, perchè non farlo equivale a offendere la famigghia. E poi, “fanno tutti così!

E’ da notare il concetto di Familismo amorale (LINK)

Conclusioni

Insomma, le conclusioni rimangono le stesse. I due popoli sono uguali, e a parte per quei pochi che riescono a voltare le spalle a quella cultura di merda il trattamento da riservare è questo:

 

I rest my case

Siamo gli ultimi

Cari amici diversamente alfabetizzati, proprio oggi mi hanno fatto vedere i risultati dei test OECD su alfabetismo e matematica di base. Indovinate in quale posizione si trovi l’Italia!
Si, siamo ultimi
Ultimi, gomito a gomito con la Spagna.
Se avete tempo leggetevi l’articolo e vedrete che siamo alla fine di tutte le classifiche possibili, neanche lo avessimo fatto apposta. 
Quindi, da ora in poi, quando vedrete che il vostro interlocutore legge rana e capisce fava, cercate di essere più comprensivi. Quando aprirete l’inbox e lo troverete pieno di messaggi che sembrano scritti da uno che ha preso la tastiera a testate, non rispondetegli a bestemmie. Probabilmente si tratta di un analfabeta che in una qualunque altra nazione sarebbe classificato come subnormale e affiancato dall’insegnante di sostegno. Limitatevi a bannare a tappeto, e ad essere felici le poche volte in cui avete di fronte un interlocutore capace di coniugare i verbi “essere” e “avere”.

Terroni e musulmani: un case study

Cari amici

 In vita mia ho avuto tante sventure: una delle peggiori è stata quella di dovere avere a che fare con un gran numero di musulmani e con un numero ancora maggiore di terroni. La cosa che mi ha colpito di più è la somiglianza tra le rispettive “culture“, quasi come se durante la dominazione musulmana i terroni abbiano preso le parti peggiori della cultura musulmana (o viceversa. Sarà per sempre un enigma, così come il vomitevole cus-cus: nessuno sa se sono stati i terronegri a copiarlo dagli arabi o gli arabonegri a copiarlo dai siculi).
A tale proposito, sono rimasto colpito da questa notizia:
In pratica, sembra che in Iran stia succedendo la stessa cosa che è avvenuta venti anni fa in terronia saudita: le condizioni di vita sono migliorate, molte donne hanno avuto la possibilità di studiare e quindi non hanno nessuna voglia di sposarsi con i loro uomini rimasti al Basso Medioevo. D’altronde, è ovvio che una donna che ha avuto la possibilità di studiare e farsi una cultura non abbia alcun interesse nello sposarsi con un animale col quoziente intellettivo di 85 che la vuole chiusa in casa a lavare per terra, cucinare e sfornare figli!
 NON E’ VERO! LA DONNA E’ PRIMA DI TUTTO MOGLIE E MADRE! LA DONNA E’FELICE SOLO QUANDO CUCINA E SFORNA FIGLI! LO DICE GESU’!

Ma chi cazzo ti ha chiamato, coglione obeso? Torna a giocare a poker a Las Vegas!

Studio e differenze tra i sessi

 Tornando a noi, in entrambe le culture si tende a fare studiare la figghia perchè è più giudiziosa, mentre il figghio può anche passare la giovinezza a giocare a pallone. Il risultato è una generazione di ragazze che hanno studiato e sono state esposte alla cultura moderna, mentre i ragazzi hanno ancora la mentalità dei loro nonni. Questo è particolarmente evidente nelle famiglie emigrate: di solito le figlie hanno il comportamento e la civiltà dei locali, mentre i figli sono delle bestie semianalfabete che sembrano appena uscite da Bagheria o da Teheran.

Quando i due sessi si incontrano e iniziano a parlare di matrimonio sono cazzi: per la ragazza è normale lavorare e tornare a casa stanca senza nessuna voglia di fare le faccende domestiche, mentre il ragazzo pretende che lei lasci il lavoro per fargli da schiava domestica a tempo pieno (come ha visto fare sua madre).

Tipico masculu siculu. O forse turco, non saprei.

La strategia riproduttiva del masculu siculu è la stessa di quella dell’islamico: prendersi una ragazzina molto più giovane di lui, con la complicità della famiglia di lei, ed “educarla” alla “moralità di moglie e madre”.  Ovviamente, il masculu si opporrà fermamente a fare studiare la futura schiava, dato che “à fimmina c’à sturia addiventa bbottana!” Ho visto varie famiglie di terroni rifiutarsi di fare studiare la figlia, dato che esporla a un ambiente licenzioso e liberale come quello dell’università l’avrebbe “imputtanita” e comunque non le serviva una laurea per fare da schiava domestica al futuro marito camionista.

Figliolanza

Terronegri e musulnegri hanno in comune il fatto di ritenere la figliolanza come il pinnacolo dell’esistenza. Per loro tutto il resto non conta: carriera, lavoro, istruzione, studio, socialità, moralità, ideali, religione e tutto il resto sono cose che contano poco e niente. La loro realizzazione nella vita è cagare vari figli, e portare la pastafforno o l’hummus a tavola la domenica mattina.
In entrambe le “culture” le coppie hanno circa due anni di tempo dopo il matrimonio per fare il primo figlio, e se non lo fanno si comincia a mormorare che ci sia qualcosa di strano da nascondere, oppure che il masculu “abbia qualche problema”. Non c’è spazio in casa? Chissenefrega! Lavora solo lui con uno stipendio precario da fame? Chissenefrega! La coppia sta malissimo, dato che lui beve e la picchia come una zampogna? Fate un figlio e vedete che tutto si sistemerà da solo!
Qui vediamo un tipico esempio di cultura terronegra:

 

In pratica, i figli sono sempre una gioia, anche se sei senza soldi, senza casa e annegato dai debiti. Bella logica!

Religione

Terronegri e musulnegri sono due popoli per cui la religione è molto importante, anche se in entrambi i casi si tratta di una serie di pratiche tribali e idolatre che hanno poco a che fare con le religioni originali. Mettiamo ad esempio il culto di padrepio:
Cosa rispondere a una cosa del genere? Penso che questo basti:
Non stanno facendo venerazione. Proprio no.

Allo stesso modo, le monarchie assolute e i regimi tribali in Medio Oriente hanno poco a che vedere con l’Islam originario, ma tanto il musulmano medio cade alla seconda domanda in teologia islamica così come il siculo devoto medio cade alla seconda domanda in teologia cristiana!

 

Famiglia cristiana e famiglia musulmana

La situazione italiana la conosciamo tutti. Invece, per avere un’idea sulla situazione islamica, eccovi un articolo interessante.
In pratica, mentre noi avevamo il Fertility Day
Gli iraniani avevano il loro equivalente
La scritta dice: un solo fiore non fa primavera. Più figli, vita più felice
Bene, anche questo è un parallelo tra le due mentalità. Avere una famiglia più grande significa avere un tenore di vita più basso, minori possibilità di scolarizzazione per i figli e meno spese per svaghi e attività culturali. In pratica, case piene di giovani ignoranti e ingenui, le vittime perfette per i preti e per i mullah! Un giovane povero e ignorante avrà meno possibilità di mandare a cagare il suo prete/mullah/imam e di viversi la vita che vorrebbe.

Contaminazione

Altro parallelo tra musulnegri e terronegri: entrambi si lamentano di come stavano male in patria, ma appena emigrano fanno di tutto pur di trasformare il posto in cui vivono in una succursale del posto da cui sono partiti. Cari terroni, se vi stava sulle palle la società corrotta e clientelare, allora perchè siete sempre a cercare e a sollecitare favori, bustarelle e spintarelle per tutto quello che volete fare? Cari musulmani, se vi stavano sulle palle la shariah e il fanatismo, allora come mai chiedete a gran voce le corti islamiche e mandate i vostri figli alle scuole islamiche dove gli insegnano solo l’arabo? Cari terronegri/musulnegri, come mai vi muovete sempre in massa e trasformate i posti da voi frequentati in cagai invivibili, se non da membri della vostra stessa specie?

Conclusioni

Terronegri e musulnegri sono la stessa identica cosa, e vanno trattati e considerati allo stesso modo. I terronegri emigrati sono leggermente più decenti, ma solo perchè tendono ad essere di meno e a civilizzarsi nel giro di una generazione o due. In ogni caso, si tratta di esseri che vanno gestiti con gli stessi mezzi:

 

Post scriptum

Dimenticavo, date un’occhiata a questa notizia:
Quando leggo notizie del genere capisco come Calafrica Saudita e paesi musulmani siano esattamente la stessa cosa. Storie del genere vengono solo da quei posti di merda!

Il Brexit

Cari amici, sono sicuro che nonostante il vostro stato pietoso di paralisi cerebrale dovuta all’abuso di kobrett napolecano, di psicofarmaci comprati su Internet e di segoni sui video shemale di youpornazzo, avrete sentito parlare del Brexit. Forse avrete anche capito come è finita.
Ridi, ridi, che la mamma ha fatto gli gnocchi!
Allora, sento già le voci grufolanti dei seminanalfabeti italici che mi accusano di essere un secessionista che rifiuta i valori di pace, tolleranza e umanità della nostra amatissima UE. Nel frattempo, sento le altre voci altrettanto grufolanti degli anti UE che fanno argomentazioni intelligientissimissime tipo “LA SOVRANITA’ MONETARIA PADRONI HA KASA NOSTRA NO ALL OPPRESSORE STRANIERO”
Intanto, cerchiamo di spiegare cosa è successo a quelli che si trovano al di fuori dell’immondo cagaio chiamato Regno Unito

La situazione

Qui in UK la propaganda a favore del Brexit, cavalcata da tipi come Farage, aveva del ridicolo con punte di tragicomico:
Come potete vedere, la campagna era simile al “Roma ladrona” del Bossi dei primi tempi. A sentire i pro-brexit, l’UE era solo un inutile parassita e smettere di pagare il pizzo ai burocrati di Bruxelles porterà l’UK ad una nuova età dell’oro. Come ci si poteva aspettare, una giornalista con le contropalle si è presa Farage e gli ha detto di iniziare a darsi da fare. Le reazioni di Nigel sono state abbastanza imbarazzate e imbarazzanti:
In pratica, si è rimangiato tutto dopo neanche 24 ore. Ci mancava solo che dicesse: “Ma voi branco di rincoglioniti mi avevate preso sul serio?
Essenzialmente le reazioni di Nigel sono state le stesse reazioni che ha avuto Grullo quando si è trovato al governo e hanno iniziato a dirgli frasi antipatiche tipo “ma non parlavi tanto di reddito di cittadinanza fino a cinque minuti fa?”
E ora chi cazzo lo paga il reddito di cittadinanza?

 

Eh, son cazzi, frà!

 

Le voci contro il Brexit

Per par condicio, ascolteremo prima una voce autorevole a sfavore del Brexit. Ecco a voi il noto scrittore italiano Roberto Saviano:
Cosa dite? Non è Saviano quello? Ma siete sicuri? A me sembra proprio lui! Vabbè, riproviamo. Eccovi Roberto Saviano:
Ci manca solo lo “shabbat shalom!” alla fine!
No comment. Democratico ora e sempre, ma solo quando i goyim votano come dicono loro!

Il nocciolo della questione

OK, come al solito ho divagato. Cerchiamo di arrivare al punto della questione. C’è stata una votazione in cui si è votato riguardo ad una questione di importanza vitale, su un argomento complicatissimo. Solo il capire come funziona l’UE richiederebbe anni di studio e la lettura di migliaia di pagine. Per capire le implicazioni del distacco di un’economia enorme come quella inglese ci vorrebbero due lauree e decenni di studio, oltre che accesso ad informazioni non di pubblico dominio.
E tale decisione è stata messa in mano all’elettore medio.
Votante medio. Molto affidabile, vero?
Negli ultimi anni ho viaggiato parecchio e ho conosciuto un sacco di gente. Tali esperienze mi hanno reso profondamente antidemocratico. Mi sono reso conto di come il cittadino medio sia una bestia semianalfabeta, moralmente sottosviluppata, emotivamente dodicenne e umanamente disgustosa. Gli animali al pascolo hanno più intelligenza e più capacità di pianificazione dell’elettore medio, eppure i primi vengono tenuti in un recinto mentre ai secondi si offre la possibilità di influenzare la propria nazione. Anche per questo è stata inventata la classe dei politici: persone alfabetizzate e di cultura superiore alla media, in grado di capire le complessità dei problemi e di fare scelte a lungo termine che il popolino analfabeta non è in grado di fare.
Saggezza e umiltà insieme. Quest’uomo è un genio!

 

Insomma, negli ultimi anni ho rivalutato la dittatura militare, ma sono aperto anche ad una teocrazia assoluta stile Teheran o a una monarchia ereditaria. Tutto, pur di togliere gli strumenti della democrazia dalle mani delle scimmie. Anzi, ultimamente pensavo che la scelta migliore sarebbe un sistema computerizzato che dia risposte casuali alle domande, e fare votare quello. In fondo, nessuno potrebbe accusare il computer di essere KA$TA e di fare solo i propri interessi (a parte un grullino).

Per la cronaca, io non ho votato. Sono decisamente bravo come elettromeccanico, me la cavo con la saldatura e la metallurgia, e sono immensamente superiore a voi razzolamerde di Internet. Ciò mi rende abbastanza saggio da capire che di economia e di geopolitica NON CAPISCO UN CAZZO e che io sono l’ultima persona a cui chiedere se restare o no nell’UE.

Dimenticavo, per quelli che non abbiano capito una beneamata minchia di tutto quello che ho scritto, eccovi un pò di musica decente e due belle paia di tettone. Magari queste cose riuscite a capirle.

Cameron Skye e Sarah Rae

Life in modern England part 16 – Lavorare in UK: il glass ceiling

Cari mongolini della mamma, oggi parleremo del lavoro e della vita in UK, in particolare del concetto di “glass ceiling”.
Ma cosa minchia è il “glass ceiling”?
“glass ceiling”, letteralmente “soffitto di vetro” è un concetto importante per chi lavora in un paese straniero. Esiste un limite invisibile che è come un soffitto di vetro perfettamente trasparente: se stai sotto non lo vedi e ti sembra di potere arrivare dove vuoi. Il problema è quando cominci a salire troppo in altro, perchè darai una testata spaventosa e ti renderai conto di non potere salire più di tanto.
Per capire questo concetto, dobbiamo prima renderci conto di una cosa importante: in generale, qui in UK noi italiani siamo i negri:
L’italiano a Londra crede di essere così

 

Ma di solito è così.
Gli inglesi ci vedono così
Qui in UK gli italiani prosperano perché fanno i lavori che nessuno vuole fare: lavare i piatti in nero alla pizzeria di Giggino ò camorrista, servire allo Starbucks, stare 9 ore in piedi in catena di montaggio, saldare travi, guidare il muletto, collegare cavi elettrici, smontare motori, insomma fare tutti i lavori di merda che un inglese non farebbe neanche sotto tortura. Se gli offri una merda di lavoro minimum wage (paga minima sindacale, 6.7 sterline orarie), l’inglese ti manda a fanculo, se ne va sotto benefits e nel frattempo spaccia, si prostituisce o fa lavoretti in nero. Alla fine, perchè farsi il culo otto ore al giorno, se puoi prendere la stessa cifra tra benefits e un panetto di superskank da spacciare?
Gli immigranti di solito non hanno accesso ai benefits dei locali e quindi si accollano questi lavori. Nel frattempo, i datori di lavoro british sono felici e contenti dato che non devono avere a che fare con i sottoproletari inglesi e che possono sottopagare operai che in linea di massima lavorano e che sono felici di lavorare, dato che le condizioni di vita sono migliori di quelle dei loro paesi. Inoltre, l’immigrato non vota, non si interessa di politica, non si iscrive al sindacato e non pretende condizioni di vita pari a quelle del locale. Meglio di così si muore!

Intermezzo – le condizioni di vita in UK

Diciamolo, l’UK non è il paradiso, ma le condizioni di vita sono incomparabili rispetto a quelle italiane. Le città sono molto più pulite e sicure, la vita costa abbastanza poco, i servizi pubblici non sono perfetti ma bene o male funzionano, il servizio sanitario è incredibilmente pulito ed efficiente, in generale si sta bene. Se stai tra i tuoi pari e non inizi a farti strane idee la vita in UK ti sembrerà meravigliosa. Il problema sarà dopo qualche anno, quando inizierai a dimenticarti il merdaio da cui sei venuto e comincerai a pensare a farti una vita stabile o a fare concorrenza ai locali.
Allora, finchè l’immigrato fa i lavori da immigrato e non fa concorrenza ai locali sono tutti contenti. Il problema si ha quando l’immigrato non è un terrone semianalfabeta con la valigia di cartone, ma un laureato che si rende conto di saperne assai di più di quel branco di sucaminchie che formano la “middle class” inglese, un patetico branco di cocainomani rimbecilliti dai rapporti incestuosi dei loro avi e convinti di essere la classe nobiliare eletta per diritto divino.
In generale, la gerarchia del lavoro inglese è operai – supervisori – tecnici – lower management – top management. Gli immigrati sono benvenuti nelle prime tre categorie, ammessi ai gradi più bassi del lower management, esclusi a priori da tutto ciò che venga al di sopra. L’immigrato civilizzato viene messo nel livello più basso del lower management in modo da fargli fare da “filtro” tra le masse scimmiesche dei lavoratori immigrati e il management composto da cocainomani rincoglioniti di pura razza inglese. Da quel punto in poi le possibilità di avanzamento sono zero: anche se l’immigrato ne sa dieci volte di più del laureato a ‘iton, si troverà sempre strani “ostacoli” sul percorso.
Ciò non vuol dire che i lavoratori italiani siano trattati male, visti male o sottopagati: i datori di lavoro british sono meno imbecilli dei datori di lavoro italiani, e sanno bene che un buon lavoratore vale tantissimo. Il vostro datore di lavoro vi tratterà con cortesia e vi pagherà generosamente, ma quando vi guarderà vedrà sempre e solo questo:

 

Mentre quando guarderà un giovane britannico vedrà questo:

Come si crede di essere l’inglese

Anche se in realtà è questo:

Come è veramente l’inglese

 

 

Conclusioni

Per quelli che vogliono immigrare in UK: tenete a mente che non sarete MAI inglesi e che non sarete MAI considerati alla pari con gli inglesi, anche se avete più palle e più cervello di loro. Il massimo che potrete fare saranno i lavori che loro non vogliono fare, e anche se guadagnerete più di loro per loro voi sarete sempre degli inferiori. Se avete intenzione di fare un lavoro che vi metta in concorrenza con i locali preparatevi a ricevere tante, tante porte in faccia. Io guadagno molto di più dell’inglese medio (particolarmente se si tiene conto del fatto che non ho la laurea, lavoro col diploma), ma solo perchè mi sono accollato di fare i turni di notte come elettromeccanico con i cavi ad alta tensione in un’industria alimentare. Se avessi provato ad entrare in ufficio me la sarei passata davvero male!

Post Scriptum

Ci sono due tipi di immigrati particolarmente odiosi e disgustosi: il primo è l’immigrato che va dall’altra parte d’Europa e continua a comportarsi come faceva al vecchio paese. Il secondo è l’immigrato che si crede di trasformarsi in un locale. Sappiatelo bene: se non siete nati in un posto e non siete attori eccezionali, non sarete MAI in grado di passare per locali davanti a un locale. Gli inglesi vi tratteranno con gentilezza e vi faranno i complimenti per l’inglese e per l’accento, ma appena girerete l’angolo si faranno le migliori risate. Non siete inglesi, e non lo sarete mai, potete ingannare gli altri stranieri ma non i locali. Forse lo saranno i vostri figli, ma solo se spendete tanto per una scuola di buona qualità.

 

Centesimo post! Internet: istruzioni per l’uso

Mongolini miei, questo è il centesimo post di questo blog! Per festeggiare, pubblicherò un articolo che avevo in mente da tanto tempo ma che non avevo mai completato, ossia le istruzioni per l’utilizzo di questa cosa strana chiamata Internet. Buona lettura!
Cari mongolacci, l’altro giorno mi sono trovato a parlare con una persona decisamente intelligente nonostante l’età avanzata ed una predilezione per stronzate comunistoidi che ritenevo morte e sepolte almeno 50 anni fa. Ci siamo trovati a parlare faccia a faccia, cosa molto strana in quest’epoca dove tutte le “interazioni sociali” passano da Jewbook o da Tinder, e la discussione ha dato spunti interessanti. In pratica, io gli ho spiegato come funzionano i social network e lui mi ha spiegato come funzionava la cultura ai suoi tempi:

I nostri nonni

Ai tempi dei nostri nonni quasi tutti erano ingenui e ignoranti. Quasi nessuno aveva esperienza del mondo al di fuori della sua famiglia e del suo paesino. Quasi tutti si fidavano del prete e della chiesa, gli altri si fidavano di Stalin e dell’URSS. Il giornale e la radio dicevano SEMPRE la cosa giusta perchè si, anche quando dicevano minchiate assolute e palesi.
“Minchia, talè che scrissero! Un’ponno esseri minchiate, è scritto nu junnale!”
Insomma, a quei tempi si credeva a qualunque minchiata, purchè fosse scritta sul giornale o detta alla radio. Evabbè, poverini, erano ignoranti.

I nostri genitori

Ai tempi dei nostri genitori c’era ancora molta ignoranza in giro. Molti avevano solo la scuola dell’obbligo. Il mondo esterno si stava facendo vedere, ma era ancora “laffuori” e alla fine si vedevano sempre le stesse persone e le stesse cose. La gente aveva meno fiducia nel parroco, ma stava iniziando a predere sul serio sindacalisti e politici di sinistra (dalla padella alla brace). Per fortuna c’era la TV che ti portava il mondo a casa e ti informava, anche quando diceva minchiate assolute e palesi.
“Ma ù risse a televisione!”
Insomma, a quei tempi si credeva a qualunque minchiata, purchè fosse detta alla TV. Il telespettatore era prosternato davanti alla TV come un suino maomettano davanti alla Kaaba (il pisciatoio di forma cubica in cui Maometto ebbe il suo primo rapporto anale con Sergio, famoso maiale da monta). Evabbè, poverini, erano appena alfabetizzati.

La nostra generazione

Oggi, quasi tutti hanno studiato e hanno avuto la possibilità di leggere e di seguire i propri interessi. Il mondo esterno ci è entrato in casa e ha costretto tutti ad avere a che fare con persone e culture differenti. Ormai solo i peggiori rincoglioniti danno ancora ascolto a preti e a politicanti. Per fortuna, adesso abbiamo Internet che ci porta a casa il mondo!
“Oddio, guarda questa! Me l’hanno appena condivisa sulla bacheca! DEVE essere vera!”
Insomma, i ggggiovani credono a qualunque minchiata, anche alla più assurda, purchè gli sia stata condivisa sulla bacheca.
Prima verificare una notizia era un lavoro lungo e difficile, mentre oggi per verificare una delle notizie condivise sui social è un lavoro da cinque secondi di google. Questo non preoccupa i nostri eroi: una notifica figa viene SEMPRE copiata e ricondivisa. Passare dieci secondi a cercare su Google è da secchioni sfigati! Dire a qualcuno che ha condiviso una minchiata è un comportamento disdicevole che ti farà perdere tutti gli amici!

Tale comportamento, ovviamente, non è esclusivo dei minorenni del cazzo. Ho degli accounts fake di Google + che uso per leggere i post nei gruppi cristiani, e ci vedo cose spaventose. In pratica, il cristianaccio cinquantenne medio è completamente in balia di idiozie complottarde degne del peggiore dei rincoglioniti vegani. Anzi, qualcuno dovrebbe spiegarmi come mai ultimamente tutti i cristianacci sono totalmente in preda al panico per la “teoria gender” che dovrebbe rendere tutti i bimbi finocchi, trans o lesbiche. Soprattutto perchè ci sono mille altre minacce molto più serie e più reali. Però i genitori manifestano contro i libri a tematica omisessuale e contro le lezioni di masturbazione per i bambini da zero a tre anni (con esame finale). D’accordo essere cristiani, ma credere a minchiate del genere è folle.

Forza Nuova. Molto obiettivo e affidabile. Verità è.

La laurea in minchiologia di Youtube

Un’altra differenza è data dal fatto che ormai tutti possono scrivere e commentare. Mentre prima lo spettatore doveva starsi zitto e ascoltare, ora tutti pensano di avere il diritto di dire la loro. Ciò ha portato al fenomeno che chiamo il “laureato di youtube”, ossia il giardiniere di Codroipo che ritiene di saperne più di tutti dato che ha una tastiera davanti. Ormai lo spettatore non tollera l’idea che il parere di un altro valga più del suo, soprattutto se l’altro ha studiato o lavorato nel campo. La commessa si crede di saperne più del medico, il lavacessi si crede di saperne più dell’architetto e così via. Internet ha dato voce agli utenti, ma non il cervello!
Insomma, Internet ha reso la gggente del bobbolo molto più arrogante e sicura di sè. Mentre prima il popolano si sottometteva fantozzianamente al Dr. o all Avv., oggi si è all’eccesso opposto con il lavapiatti che si crede di spiegare la medicina hameriana al medico, le scie chimiche al fisico e il signoraggio al commercialista!
Alla fine, si può dire che questa sia una deformazione caricaturale del concetto di democrazia: in una società democratica il cittadino vuole che tutti i voti siano uguali. Il problema arriva quando il cittadino ignorante come una zappa vuole che il suo parere valga quanto quello del professionista o del professore.

L’ignoranza

Prima di Internet, l’ignoranza era uno handicap grave. Molti non avevano studiato e non avevano modo per reperire e per capire le informazioni. Una persona con un pò di parlantina poteva fargli credere di tutto, e non c’era modo di difendersi se non pagando un vero esperto o esercitando l’arte della diffidenza testarda tipica del contadinazzo ignorantissimo.
Ora anche l’ultimo dei negri ha l’Iphone e il collegamento a Wikipedia, con cui può verificare qualunque cosa in pochi secondi. Con cinque minuti di Google si possono trovare recensioni, descrizioni e articoli su qualunque argomento, anche quello più astruso. Se uno oggi rimane ignorante è perchè è fiero di essere ignorante, quindi non va più compatito. 

Conclusioni

Sembra che ci sia stato un grande aumento degli strumenti per la circolazione delle idee, a cui non è corrisposto un miglioramento degli utenti. In pratica, abbiamo a disposizione uno strumentino economico, semplice da usare e in grado di portarci davanti tutto lo scibile umano in pochi secondi.
E noi lo usiamo per l’equivalente di Amici di Maria de Filippi.
Da ragazzo avevo la passione per la fantascienza, ma i libri erano COSTOSISSIMI e occupavano spazio che non avevo. Ricordo gli sforzi assurdi per trovare libri usati, le giornate passate nelle biblioteche comunali nei paesini più sperduti e persino le vecchie edizioni Urania che sembravano stampate sugli Scottex. Solo molti anni dopo ho scoperto che alcuni Urania erano stati tradotti davvero a cazzo di cane e che gli autori che avevo definito “coglioni analfabeti” in realtà erano degli ottimi scrittori. 
Oggi vedo i ggggiovani che avrebbero a disposizione tutta la letteratura mondiale praticamente a gratis, ma preferiscono farsi i seghini sui video delle compagne di classe in costume e ridere sui video del cazzo pieni di battute monghe degli youtubers. Ma si rendono conto di quanto sono fortunati e di cosa si stanno perdendo?

Il futuro

A questo punto la mia curiosità è quella di vedere cosa succederà fra qualche anno, quando la prima generazione cresciuta con Internet e senza nessuna memoria del mondo prima di Internet inizierà a entrare nel mondo del lavoro. Le prospettive sono inquietanti:
Tipico utente FB o Google+ di 16 anni
Ma sempre meglio di queste:
Tipica società/ porcile musulmana