Per non dimenticare – Il caso di Maria Ladenburger

Cari amici, oggi farò la mia parte contro il buco nero della memoria (per quelli che siano riusciti a leggere 1984, ma figuriamoci, voi coglioni al massimo sapete leggere il libro delle barzellette di Totti) che affligge Internet. Il caso di Maria Ladenburger è recente, ma sembra che sia sparito misteriosamente dai media.

La protagonista

Vi presento Maria Ladenburger, 19 anni, figlia di un pezzo grosso di avvocato che lavora per la Commissione Europea, l’organo legislativo dell’UE. Carina, no? Maria ha avuto una vita piacevole: nata e cresciuta nella zona ricca della Germania, di buona famiglia e con tanti amici. Maria studia medicina, è molto impegnata nel sociale e fa volontariato presso i rifugiati nel tempo libero, insomma è bella, brava e buona. Cosa potrebbe andare male in una vita del genere?

Lo sfidante

Ecco a voi Hussein Khavari, proveniente dall’Afghanistan. Anche se ha più o meno la stessa età di Maria, ha avuto una vita molto diversa. Ad esempio, è nato in Afghanistan ed è stato costretto ad emigrare in Europa per colpa della guerra imperialista voluta dall’uomo bianco europeo maschio ed etero!
Ovviamente, è colpa dei bianchi se Hussein ha rapinato e tentato di uccidere una donna in Grecia. I greci lo hanno preso e condannato a dieci anni di carcere, ma probabilmente quei pezzenti avevano finito i fondi per le galere e hanno preferito mandarlo via a calci in culo.
Cosa ha fatto il nostro giovane eroe quando ha capito che l’Europa gli concedeva di rapinare e ammazzare le ragazze e di uscirsene pulito? Insomma, dovete capirlo, poverino! In fondo, lui viene da un posto dove le donne girano infagottate nei sacchi della munnizza e dove al massimo ti puoi scopare una capra (dopo averla sposata). Non è colpa sua se tutte quelle svergognate europee gli giravano attorno senza neanche il velo!
Legge e cultura islamica

Il nostro eroe si è presentato alla frontiera tedesca come “rifugiato minorenne non accompagnato”, probabilmente raccontando una storia strappalacrime su come tutta la sua famiglia fosse stata massacrata da un drone americano e su come fosse riuscito ad attraversare mezzo mondo da solo, orfano, senza soldi e a piedi, pur di raggiungere la Germania. Ovviamente i pirla di assistenti sociali gli hanno creduto e lo hanno dato in affidamento a una famiglia tedesca.

L’incontro

 Ora, cosa è successo secondo voi quando la protagonista e lo sfidante si sono incontrati durante una serata romantica a Freiburg? Questo:
Oh, no! Ora i razzisti useranno questo caso isolato per far chiudere le frontiere!
Maria è finita violentata, sgozzata come un capretto e scaricata in riva al fiume come un sacco di munnizza. I poliziotti tedeschi hanno preso immediatamente il nostro eroe, hanno verificato la corrispondenza del DNA e lo hanno incarcerato. Il caso è sparito da tutti i giornali e da Internet con una velocità impressionante, e i tedeschi hanno deciso di dimenticare alla svelta.

Conseguenze 1

 Angela Merkel, dico a te. Il sangue di quella ragazza è sulle tue mani. La tua politica dell’accoglienza a braccia aperte ci ha dato queste cose. E’ TUA responsabilità, TUA soltanto. A questo punto capisco le azioni di Breivik, e capisco perchè abbia deciso di compiere i suoi attentati contro i politici locali e non contro i musulmani immigrati. Alla fine, fare saltare in aria una moschea piena di immigrati è inutile, per ognuno che salta in aria ne arriveranno altri venti. I veri responsabili sono i politici e gli imprenditori che hanno creato le condizioni per l’immigrazione di massa. Sono loro che vanno puniti.
Anders Breivik – patriota, martire, santo, eroe.

Conseguenze 2

Durante il funerale, i genitori di Maria hanno invitato quelli che volevano fare qualcosa in suo nome a donare per le ONLUS a favore dei rifugiati.
Crescere nell’Europa multikulti!
In pratica, hanno seguito il tipico bispensiero di sinistra: il sinistrorso vorrebbe un mondo in cui tutti gli immigrati e i rifugiati sono brave persone rispettose delle leggi e capaci di essere integrate nella società moderna. Il problema è che la realtà finisce sempre per contraddire i sogni. Ci sono tante persone integrabili tra i rifugiati, ma ci sono anche criminali, pazzi, terroristi o semplicemente persone con una cultura che li rende incompatibili con la vita nel ventunesimo secolo. Però il sinistrorso non vorrà mai accettare una realtà così dura, quindi farà di tutto pur di cancellare i fatti che contraddicono la sua visione del mondo. Il sinistorso dirà sempre che si tratta di balle, di propaganda, di fatti distorti e di “razzismo”. Anche quando i fatti sono chiari, il sinistorso li cancellerà dalla memoria il giorno dopo, facendo finta di non conoscerli quando parlerà con altri sinistorsi o gente che non li conosce. Le frasi preferite del sinistrorso sono: “Ah, non è vero!” e “Ah, non ci credo!”, insieme alle accuse di razzismo e islamofobia.
Quando il sogno si scontra con la realtà, il sogno perde SEMPRE.
Insomma, il sinistrorso europeista è quello che continua ad essere pro immigrazione anche dopo che la sua stessa figlia è stata stuprata e uccisa. Quanto credete che gli freghi del fatto che voi abbiate problemi con gli immigranti? Quanto pensate che gli interessi del fatto che voi rischiate la vita quando uscite o che le vostre donne rischino di finire come Maria?

Conclusioni

Il sinistorso medio è una cosa tipo questa:
E’ inutile discuterci, inutile portargli davanti i fatti, inutile cercare di farli ragionare, inutile mostrargli il pericolo a cui si stanno esponendo. Nel loro mondo fatato l’Islam è buono e tollerante e sono tutti tolleranti e buoni, a parte quei cattivacci di destra. I sinistrorsi continueranno a credere nel loro mantra di tolleranza, anche quando finiranno così:
O così:

 

Il problema è che a questo punto sarà troppo tardi anche per noi. Quando avremo la Shariah in Europa saranno cazzi acidi per tutti, non solo per quelli che se li sono meritati e cercati! Gli unici che se la passeranno bene saranno quelli che hanno pianificato coscientemente tutto fin dall’inzio. Mi domando chi siano!

 

La questione dei rifugiati siriani

Cosa dire della questione dei rifugiati siriani? Come parlare di centinaia di migliaia di persone in movimento, di cui quasi tutti uomini e quasi tutti con una cultura e una fede che li rende incompatibili con la vita nell’occidente moderno? I primi dati statistici indicano che il 33% di loro è completamente analfabeta, il 33% legge e scrive solo nella propria lingua e solo il restante di loro è in grado di esprimersi in una lingua europea. D’accordo che queste sono le stesse percentuali che si trovano tra i terroni, ma ciò rende il trattare con loro molto più complesso e costoso. Ci sono quelli che sono legittimamente rifugiati in fuga dalla guerra (anche se storicamente tali persone sono di solito donne, bambini e anziani, quasi del tutto assenti nel caso odierno), ma ci sono moltissimi che hanno motivazioni meno nobili:
Prendiamo l’esempio di Hamza, spacciatore algerino in fuga dalla legittima giustizia del suo paese, non dalla guerra:
Sono un clandestino, non un rifugiato”, ammette candidamente Hamza: “Nel mio paese puoi solo spacciare o fare il delinquente. Sono stato in galera varie volte per spaccio e per tentato omicidio.
Cosa succederà al nostro caro Hamza? Una volta arrivato in Europa farà domanda di asilo politico, che impiegherà almeno sei mesi per essere valutata. Anche se le autorità riuscissero a scoprire che non si tratta di un siriano, Hamza potrà dire di essere un perseguitato politico o religioso. Nel suo paese i dissidenti politici vengono incarcerati, e Hamza può dare prova di essere stato in prigione. Con un po’ di furbizia, Hamza potrà fare la parte del politico dissidente e avere asilo politico, ad esempio affermando che le accuse di spaccio erano montate ad arte dal regime. Oppure, Hamza potrebbe dire di essere uno Sciita condannato a morte dalla maggioranza Sunnita.
Immaginiamo che le autorità europee mangino la foglia e gli ordinino di tornare a casa. Hamza non è certo il tipo da farlo, particolarmente se ha conti in sospeso con la giustizia o con la mafia algerina. Hamza farà appello e nel frattempo continuerà a ricevere cibo, alloggio e assistenza.
Il governo cerca sempre di togliere i rifugiati dai campi di accoglienza per farli ospitare da alberghi o da padroni di casa locali, pagandogli l’affitto. In generale, la cifra è di 35 euro a notte. Ora fatevi un paio di calcoli: secondo voi un padrone di casa non ha tutta la convenienza a buttare fuori la famigliola italiana che gli pagava 800 euro di affitto per sostituirla con quattro rifugiati che gli frutteranno 4500 euro al mese pagati dallo Stato?
 
Ora, torniamo al nostro Hamza. Se Hamza è furbo farà appello finchè possibile, approfittando della congestione cronica del sistema. Se gli andrà bene, tra appelli vari rimarrà in Europa per almeno altri due anni. Sommati ai primi sei mesi, sono 912 giorni di permanenza, il tutto per decidere di sbattere fuori uno che non aveva alcun diritto a entrare fin dal primo giorno.
Con una media di 50 euro al giorno, fanno 45600 euro come prima stima. Dobbiamo sommare a tale spesa gli stipendi degli assistenti sociali, degli interpreti, dei giudici che prenderanno in esame il suo caso e dei suoi avvocati d’ufficio. Aggiungiamo il fatto che Hamza riceverà assistenza sociale e medica a spese dello stato e che non lavorerà nemmeno un giorno (anche volendo non potrebbe). Ovviamente, dobbiamo sperare che ad Hamza piaccia molto la TV italiana, perché niente gli impedisce di uscire di casa e di delinquere certo di una relativa impunità.
La stima dei costi per mantenere Hamza, un uomo che non aveva assolutamente alcun diritto a entrare in Europa (un delinquentello, non un rifugiato) e assolutamente niente di buono da contribuire alla società europea, è di circa duecento mila euro. Questo è il migliore dei casi possibili: se Hamza si mette a delinquere bisogna aggiungere i costi sociali di un delinquente in libertà che non teme la giustizia italiana. Se Hamza ha una moglie e un figlio, il processo di espulsione sarà rallentato enormemente. Anche ammettendo che Hamza riceva il “foglio di via”, pensate veramente che se ne tornerà in Algeria a testa bassa? Hamza farà appello contro la deportazione, giurando che le autorità algerine lo aspettano per torturarlo e ucciderlo. Anche se ciò fallisse, Hamza avrà già capito quanto sono coglioni gli europei e se ne sarà andato a fare il clandestino.
Insomma, nel caso migliore possibile, ognuno dei “poveri rifugiati” costa almeno 200mila euro a persona, tutte pagate dalla collettività. Un simile giro di soldi fa gola a molti: COOP rosse, enti religiosi, Caritas, ONLUS, “volontariato” e così via. Il problema è che una spesa simile è assurda, insostenibile. Scommetto che i regimi europei manterranno i “rifugiati” per qualche mese prima di rendersi conto di avere fatto il passo più lungo della gamba e di trovarsi in una situazione impossibile da gestire. A questo punto, presi dalla disperazione, cercheranno di mettere una pezza sul buco enorme che avranno causato.
Nel frattempo, cattolici, comunisti e altra feccia del genere sarà in festa per avere aiutato un “fratello perseguitato dal sistema”, fregandosene del fatto che si trattava di un delinquente che era venuto solo per rubare. Come se non bastasse, la sua presenza ha tolto soldi e assistenza a quelli che scappavano veramente dalla guerra.
Whitegenocideproject.com

Speravo di avere ancora qualche anno prima che la civiltà europea andasse a puttane. Non vedo più il motivo di aggiornare ulteriormente il blog. Il mio obiettivo era diffondere le idee giuste e  di ritardare (o forse scongiurare) il crollo, ma sono arrivato vari anni troppo tardi. Probabilmente lascerò qui il blog come monito perenne del fallimento della civilta occidentale, almeno fino a che non arriverà la Shari’ah e tenere un blog come questo non sarà un reato penale. Spero di essere già morto per allora, ma è meglio se mi sbrigo.

 

UPDATE: Lasciando perdere le stronzate salviniane, ho trovato un pò di dati relativi ai primi mesi del 2015. Lo status di “rifugiato politico” è stato riconosciuto al 6% dei richiedenti. In generale, circa il 50% dei richiedenti hanno ottenuto il riconoscimento dello status di rifugiato. Ora inizerà la trafila per ricorsi e controricorsi. La situazione legale viene spiegata magistralmente da un giornalista dell’ International Business Times:
UPDATE 2: Circa il 60 per cento dei “rifugiati” sono semplici emigranti che non sanno nemmeno dove stia la Siria:

2083 Una dichiarazione di indipendenza europea – Libro 2.23 Il suicidio dell’Europa. Le basi del multiculturalismo.

PREMESSA DEL TRADUTTORE

Ho avuto qualche problema con questo brano. Anche se condivido pienamente i contenuti, mi rendo conto che quando si accenna a certi argomenti le persone con cui vorrei dialogare se ne vanno, mentre arrivano persone con cui NON VOGLIO AVERE A CHE FARE. Chiedo ai primi di mantenere la mente aperta e di cercare almeno di leggere, mentre chiedo ai secondi di non infastidirmi. Allego questa vignetta per mostrare cosa ne penso della grande maggioranza delle persone con idee razziste:

I cosiddetti “campioni della razza bianca” sono i peggiori esempi di essa, anzi la vergogna della razza bianca.

2.23 Il suicidio dell’Europa. Le basi del multiculturalismo

Autore: Reconquista
Commentario a: “Da Titani a topi – parte 2”
Questo saggio fa una valutazione e trae delle conclusioni riguardo all’aspetto razzista, anti-europeo e contrario alla razza bianca del multiculturalismo. All’inizio ho avuto problemi nello scrivere di fattori come razza ed etnicità, anche perché non apprezzo discutere in questi termini. Sono stato cresciuto (indottrinato) in un sistema multiculturalista per 30 anni. Inoltre, sono sempre stato convinto che il punto focale del mio discorso fosse l’Islam, e che scrivere di razza o di multiculturalismo avrebbe solo intorbidato le acque. Per questo, ho cercato di sostituire quei termini con i termini cultura, europei nativi o gruppi etnici.
Dopo averci pensato, ho capito che non c’erano motivi razionali per cui non si dovessero usare quei termini. Sono stanco di subire la censura ideologica. Non possiamo capire pienamente alcuni dei modi di pensare dei multiculturalisti se non teniamo conto del loro razzismo contro i bianchi, e in molti casi proprio non si possono usare altre parole. In generale, gli europei vedono loro stessi come europei più che come bianchi. L’autore ha varie idee interessanti riguardo al complesso di colpa degli europei e dei bianchi in generale. Le nazioni europee non potranno mai organizzare una difesa contro l’invasione maomettana se si sentiranno dire razzista in continuazione. Se credete nell’esistenza del razzismo dei non bianchi allora è necessario studiarlo e comprenderlo. Sono convinto che il razzismo nei confronti della razza bianca sia un problema reale e molto sottovalutato.
Premessa

Durante il primo di questa serie di saggi sul suicidio degli europei, ho dichiarato che quello che sta succedendo alle popolazioni europee è un genocidio spietato. Stranamente, ci sono molti membri delle culture europee che stanno partecipando attivamente a questo genocidio. A questo punto, mi faccio la domanda: “Come è possibile che una cultura che ha creato le società più avanzate della storia si sia ridotta talmente male che non si sa nemmeno se sarà in grado di sopravvivere?

Le religioni giudaico-cristiane hanno svolto un ruolo importante nella costruzione di questo occidente un tempo così grande, ma hanno un difetto fondamentale. Questo difetto è stato identificato per la prima volta dal filosofo tedesco Friedrich Nietzsche, che lo descriveva come una inversione dei valori, in cui i deboli, i timidi, gli oppressi, e i derelitti sono virtuosi e benedetti da Dio, mentre i forti, i ricchi, i nobili e i potenti sono immorali e saranno maledetti dal dio vendicativo Yahweh per l’eternità.Nietzsche, con grande preveggenza, affermava che il cristianesimo sarebbe stato abbandonato in massa nel ventesimo secolo, ma che gli occidentali non avrebbero rinunciato all’inversione dei valori. I marxisti e i liberali sfruttano questa inversione dei valori creando dei gruppi di vittime, il cui stato di vittime oppresse gli permette di dettare legge sulla maggioranza. Nelle società europee i deboli comandano sui forti, e le regole sono fatte in modo da indebolire abbastanza i forti da permettere ai deboli di dominarli.

Se qualcuno ha il coraggio di criticare uno di questi gruppi di “vittime”, allora verrà denigrato ferocemente e incolpato di razzismo, l’eresia della nuova religione multiculturalista. Gli inquisitori di
questa religione non si preoccupano del fatto che questa situazione stia distruggendo l’occidente, dato che va contro le leggi di Natura.
I neo marxisti seguono il loro obiettivo di superiorità morale prendendo le parti di tutti quelli che considerano deboli e oppressi, sono accecati dal loro senso di moralità e dall’odio per la loro stessa cultura. Il loro obiettivo è portare i popoli europei alla rovina tramite la ricerca di una delle illusioni più stupide e insensate di tutta la storia dell’umanità:
L’obiettivo dei neomarxisti 

L’idea principale dei neo marxisti e dei liberali è che tutti sono uguali. Nel loro mondo fatato i sessi sono uguali, le razze sono uguali, tutti i bambini sono uguali e i bambini sono uguali agli adulti. Per loro le sessualità sono tutte uguali e gli animali sono uguali agli umani, tutte le culture sono uguali e tutte le religioni sono uguali. Se qualcuno prova a dire che qualcosa è superiore a qualcos’altro allora sta sbagliando e non deve essere tollerato. Questa è la fantasia utopistica in cui il leone giace con l’agnello nell’eterna tranquillità di Shangri La. Questa è un’illusione autodistruttiva che nega la realtà eternamente competitiva della vita sulla Terra, un’inversione dei valori che cerca inutilmente di correggere gli “errori” di Madre Natura. Questa ricerca dell’uguaglianza a ogni costo è un insulto alla natura. La natura ha orrore del vuoto, ma ha anche orrore per l’uguaglianza. Tale concetto si dimostra facilmente:

Basti guardare a maschi e femmine. I maschi sono tutti uguali? Alcuni sono fisicamente forti, altri fisicamente deboli. Alcuni sono alti, altri bassi. Alcuni hanno il coraggio di un leone, altri quello di un barboncino. Alcuni hanno intelligenza, altri abilità manuale. Alcuni hanno la fortuna di avere entrambe le cose, altri nessuna delle due. Alcuni sono nati per comandare, altri per obbedire. Non c’è uguaglianza nemmeno nell’altro sesso. Ci sono donne bellissime che fanno girare la testa a tutti, altre che non guarda nessuno. Ci sono donne che vogliono una casa e una famiglia, altre che vogliono solo la carriera. Ci sono donne attive e sportive, così come ci sono donne pigre e sedentarie. Ci sono donne allegre ed estroverse, altre timide e silenziose. Le differenze sono infinite.
Che vi piaccia o no, gli uomini sono mediamente più forti delle donne. La natura ha evoluto i sessi per scopi differenti in modo da assicurare la sopravvivenza della razza. Gli uomini non sono uguali tra loro, le donne nemmeno e i sessi non sono e non saranno mai uguali. Questo non significa che qualcuno sia migliore di un altro, o che valga di più come essere umano. Suggerire questo sarebbe follia. La disuguaglianza è semplicemente il modo in cui funziona la vita sul pianeta Terra, inclusi gli esseri umani. Prendiamo come  esempio il femminismo. Le femministe dicono che le donne sono state le vittime degli uomini, che gli uomini hanno oppresso le donne per secoli e che i sessi sono uguali. Negare queste affermazioni significa essere un porco misogino. Il problema è che rendere i sessi uguali ha effeminato la nostra società. Cercare l’uguaglianza tra uomini e donne è stato solo un paravento per nascondere il vero obiettivo delle femministe: la distruzione della nostra società.
Come correre dietro alle fesserie

La ricerca dell’uguaglianza diventa ancora più ridicola quando la si applica ai gruppi etnici.  Nessuno avrebbe di che obiettare se dicessi:

“Gli africani di razza nera sono generalmente più grossi e più forti delle altre razze. I neri eccellono negli sport, e in particolare nella corsa e nel pugilato.

Ma sarei accusato di razzismo se dicessi:
In generale i bianchi sono più intelligenti e creativi dei neri, tanto che durante la storia hanno risolto i problemi della vita in modo molto più efficiente di come abbiano fatto i neri
Nonostante entrambe le affermazioni corrispondano a verità.
La stessa cosa con le religioni. Pochi sarebbero in disaccordo con me se dicessi che: “Il cristianesimo e l’ebraismo sono due religioni generalmente tolleranti e pacifiche, i cui valori morali hanno portato a società più pacifiche di quelle create da altre religioni.
Però diventerei un razzista e un islamofobo se dicessi che “L’islam è un culto della morte razzista e fanatico al punto da rifiutarsi di concedere i diritti umani più basilari alle donne e ai non credenti. L’islam prescrive la violenza e la sottomissione forzata ad Allah
Oltre a farmi chiamare razzista e islamofobo (cosa che mi è successa un sacco di volte), dovrei anche sentirmi strillare contro da un sinistrorso che afferma che tutte le religioni sono uguali, che ci sono fanatici violenti anche tra ebrei e cristiani, e che è tutta una questione di interpretazione. Tutti quelli che sostengono questa fantasia infantile dell’uguaglianza raccontano una serie di bugie e di distorsioni per sostenerla, seguendo perfettamente la descrizione di Nietzsche: l’inversione dei valori che vede l’occidente come malvagio e ignobile dato che è diventato forte solo perché ha oppresso gli altri. I sostenitori dell’Islam stanno sempre a parlare delle Crociate, dimenticandosi che le Crociate sono state una risposta al massacro dei cristiani bizantini da parte degli jihadisti maomettani. Ah, no, dimenticavo che quelli sono “estremisti che non rappresentano la fede maomettana”! Peccato che i fanatici dell’ideologia multiculturalista non tengono conto dei fatti, anche perché altrimenti il loro mondo di fantasia cadrebbe come un castello di carte.
I multiculturalisti hanno una ideologia fallata e senza base nei fatti, cosa che li costringe a usare tattiche come insultare gli avversari oppure mentire e distorcere i fatti. Per loro, l’ideologia viene prima dei fatti e delle prove. Un multiculturalista sarà costretto a mentire, ad aggredire violentemente gli avversari e a usare tattiche disoneste pur di sostenere la sua ideologia infantile e del tutto al di fuori della realtà. Se un multiculturalista non riesce a intimidire o a zittire i dissidenti, non si farà nessun problema ad usare la violenza, come è successo recentemente durante i successi elettorali del BNP (British National Party). Questo comportamento irrazionale non è solo sintomo di stupidità, è un sintomo chiarissimo di malattia mentale diffusa solo nella razza bianca, dato che le altre razze conoscono bene la disuguaglianza insita nell’ordine naturale delle cose. Nel resto del saggio si parlerà più diffusamente della malattia mentale insita nell’ideologia multiculturalista.
Tolleranza, ma a senso unico
C’è un fatto che ricorre continuamente quando si osserva l’ideologia multiculturalista e il suo dogma “tutte le razze e le culture sono uguali: Come mai solo l’occidente deve fare il multiculturale? Se tutte le razze sono uguali, come mai i cinesi, i giapponesi, i coreani, gli arabi, i pakistani, gli indiani e gli africani si guardano bene dall’accettare masse di immigranti con una cultura e una religione differente nel loro territorio? Come mai si rifiutano di accettare altre culture e religioni oltre alla propria?
Le altre razze amano fare le multiculturali, ma solo quando devono invadere e saccheggiare l’occidente. Nei loro paesi, la loro cultura, la loro religione e il loro modo di vivere vengono per primi, e l’uguaglianza tra i sessi, le culture e le religioni è più rara di una mosca bianca! Per chi non ci creda, basti dare un’occhiata a posti come il Sudafrica, lo Zimbabwe e il Medio Oriente: non ci sono gruppi di sinistrorsi che chiedono a gran voce la fine delle discriminazioni verso i bianchi. Parlando di Sudafrica, nessun nero sudafricano accuserà mai la propria gente di comportamenti razzisti per la persecuzione dei bianchi e i massacri dei Boeri [1]. E’ strano che i sinistrorsi si sentano in colpa solo in occidente!
Ci sono altre domande da farsi:
Se i gruppi etnici e le culture sono tutte uguali, come mai gli africani, gli afro-caraibici, i pakistani, gli indiani, i cinesi e gli est europei vogliono abbandonare le loro terre per andare a vivere in Occidente? Insomma, se tutti i modi di vivere sono uguali, come mai tutto il resto del mondo vuole vivere la vita occidentale, creata dai bianchi? Come mai vogliono una società capitalista dove possono aprire un’attività, lavorare per le industrie dei bianchi, ottenere il welfare dei bianchi e usare i prodotti dei bianchi occidentali? Come mai vogliono trasferirsi in un altro paese, abbandonando la propria terra per avere le creazioni dell’uomo bianco? Come mai le altre razze non riescono a creare società avanzate e pacifiche? Non eravamo tutti uguali? Forse lo fanno per godersi i frutti degli sforzi dell’uomo bianco, e forse le razze e le culture NON SONO UGUALI TRA LORO.
Ci sono anche tantissimi che vorrebbero emigrare dal terzo mondo ma non ne hanno le possibilità: questa è un’altra prova del fatto che non siamo tutti uguali. I migliori se ne stanno andando verso l’occidente, lasciando i peggiori in patria e rendendo la loro società ancora più debole. L’immigrazione porta i migliori in occidente e indebolisce ancora di più il terzo mondo.
Come mai tutto il mondo vuole giocare negli sport che sono parte della cultura dei bianchi, come il football, il rugby, il cricket o il pugilato? Se tutte le culture sono uguali, perchè le altre culture
non seguono i loro sistemi commerciali e come mai non giocano ai loro sport? Nessuno oserebbe mai dire che i loro sistemi commerciali e i loro sport non sono buoni come quelli inventati dai bianchi! Inoltre, come mai non c’è immigrazione dall’occidente verso Africa, Cina e Medio Oriente? Avanti, se tutte le culture e le religioni fossero uguali, allora tutte le culture dovrebbero essere la
meta di masse di immigranti e arricchite dal multiculturalismo. Dato che l’immigrazione selvaggia “è un bene per l’economia”, di sicuro l’Africa, il Medio Oriente, l’India, il Pakistan e l’Europa dell’Est dovrebbero essere felici di accogliere immigranti e di offrirgli benefits, case popolari, finanziamenti e incentivi, dato che migliorerebbe le loro economie in depressione. Questo renderebbe le loro società forti e potenti come l’occidente!
Diciamolo chiaramente senza ironie: se i bianchi europei hanno fondato le società più ricche, più avanzate e più giuste, non sarebbe meglio per le nazioni del terzo mondo se accogliessero coloni europei in grado di migliorare le loro società. Peccato che il multiculturalismo non funzioni così.
E’ strano come gli occidentali non abbiano voglia di emigrare in Africa per provare la cultura africana e la società tribale africana, forse perché tanto gli africani ci hanno portato la loro cultura tribale e il loro odio tribale proprio sulla porta di casa. Nessuno vuole che gli inquisitori della società liberale-multiculturale lo accusino di aver pensato che le tribù africane si comportano tra di loro in un modo che non ha niente in comune con l’uguaglianza. A nessuno piace sentirsi accusare di razzismo!
Fatevi dire una cosa: è facilissimo fare gli egualitari e i multiculturali quando si vive in una società ricca e progredita, mentre è molto difficile farlo quando si vive in una società violenta, ingiusta, povera e arretrata. Questo è il motivo per cui non si vedranno mai multiculturalisti in paesi come l’Iran, anche perché sanno bene cosa gli succederebbe. Affermare che i popoli e le culture siano tutti uguali è follia, e cercare di renderli uguali a forza è follia al quadrato.
Un’uguaglianza davvero ingiusta
Il multiculturalismo non è solo una strada a senso unico in cui il resto del mondo emigra verso l’occidente cambiandolo in modo irreparabile, mentre le nazioni di queste folle di immigranti mantengono intatte le loro identità e culture. Il multiculturalismo è un’ideologia che viene applicata solo quando può fare del male agli occidentali bianchi. La politica identitaria è un buon esempio di questa situazione. I neri, gli ebrei, i maomettani, i sikh, gli indù, i cinesi, i pakistani, gli indiani, hanno tutti il permesso di formare gruppi rivolti alla protezione e all’avanzamento dei propri interessi di razza e religione. Se un bianco europeo provasse a formare un gruppo simile e a chiamarlo qualcosa come The British National Party o Belgian Vlaams Belang – non farebbero altro che chiamarli “razzisti” e “fascisti”. Nessuno ha mai dato del razzista o del fascista a gruppi come la Black Police Officer’s Association o il Muslim Council of Britain, un’organizzazione che promuove una delle ideologie più violente e razziste mai create. Posso chiedere cosa c’è di liberale nel premio “Music of Black Origin? Intanto, i liberali che urlano “razzista” ogni cinque minuti non dicono niente in una manifestazione dichiaratamente razzista. I liberali cercano la minima scusa per accusare qualcuno di razzismo, ma solo se è bianco. Persino i  bambini negli asili vengono chiamati “razzisti” se non vogliono mangiare il cibo indiano dato che “evidentemente sono le loro famiglie che li hanno indottrinati a non apprezzare le altre razze e le altre culture”
Nel frattempo, quando i delinquenti di colore si accoltellano a vicenda o stuprano una ragazza bianca, oppure quando i maomettani fanno saltare in aria un autobus pieno di innocenti, l’unica  priorità dei guardiani del multiculturalismo è quella di minimizzare l’aspetto razziale dell’evento e di dare la colpa alla povertà o all’oppressione di una società razzista. Invece, se un bianco violentasse una ragazza bianca sappiamo cosa direbbero.
Come si può applicare l’eguaglianza dei sinistrorsi, se loro applicano i loro standard solo contro i bianchi? Questo succede solo perché a sinistra si crede che solo i bianchi possano essere razzisti, dato che nel loro mondo i bianchi sono sempre forti e potenti, mentre le altre razze sono sempre le povere vittime del razzismo. I sinistrorsi mentono come puttane ogni volta che si parla di razzismo o di atti di violenza da parte dei non bianchi. Che altro ci vuole per capire che cercare l’uguaglianza tra le razze è follia pura? Se le razze fossero uguali, allora tutte le razze sarebbero disposte ad accettare gli standard morali dell’uguaglianza e a punire i razzisti e i criminali tra di loro. Purtroppo, per i sinistrorsi conta solo la fantasia dell’eguaglianza, non la realtà. Tale differenza è molto evidente nella politica estera. Come mai si vedono i rappresentanti del primo mondo che si umiliano davanti a quelli del terzo mondo, ripetendo le stesse storie riguardo all’oppressione delle colonie durante la storia? Come mai tali rappresentanti non cercano mai di imporre le loro politiche multiculturali nei paesi del terzo? Ad esempio, come mai non abbiamo mai sentito un rappresentante occidentale accusare un rappresentante arabo di vivere in una società apertamente intollerante, razzista e oppressiva verso le donne e le minoranze religiose?
In Sud Africa e in Rhodesia l’occidente ha chiesto la fine dell’apartheid, imponendo sanzioni ONU per ottenerle. Come mai ciò non è mai successo nei riguardi dei paesi del Medio Oriente o nei riguardi del Sud Africa di oggi, una nazione che perseguita i bianchi e commette un genocidio quotidiano verso i Boeri? Se è per questo, in Sud Africa molta gente di colore se la passa molto peggio di come se la passasse sotto l’apartheid.
Insomma, la realtà è talmente chiara che la vedrebbe un cieco: il multiculturalismo e l’eguaglianza sono fantasie che si applicano solo verso  l’occidente, usando esattamente la stessa morale inversa predetta da Nietzsche. Questa è una follia collettiva che porterà la razza bianca verso l’abisso.
Il Grande Inganno

La follia del multiculturalismo è uno degli inganni più grandi mai giocati. Tutti i partiti di maggioranza promuovono il multiculturalismo, l’UE ha reso il multiculturalismo un obbligo legale, tutti i media europei ne parlano, le celebrità europee lo difendono a spada tratta. Tutto ciò dovrebbe rendere chiaro che il multiculturalismo è una balla. I ricconi di sinistra amano parlare di eguaglianza e di società multiculturale, ma si guardano bene dal viverla. Si tratta di politici corrotti che si approfittano della fiducia dei loro elettori, a partire da idioti tipo Billy Bragg e Ross Kemp, gente che ama chiamare i votanti di destra “razzisti fascisti”, ma che si guarda bene dal vivere in città “multiculturali” come Glodwick, Leicester, Brixton o Rotherham. Questi sono gli ipocriti della nuova religione multiculturale. La società multiculturale non fa per loro, e lo hanno reso ben chiaro. Intanto le masse credulone e ingenue si bevono tutte le idiozie buoniste vomitate da una casta che li considera come degli utili idioti e dei polli da spennare.

Questo è lo stato mentale dei multiculturalisti, troppo stupidi e ingenui per capire che quelli che gli impongono le virtù della società multiculturale non ci vivono dentro. Quelli che hanno portato la società multiculturale in occidente erano gente talmente ricca e potente da essere isolata dalle conseguenze del loro “esperimento sociale”. I buonisti di sinistra sono troppo ingenui per capire che è facile parlare di società multiculturale quando vivi in un palazzo, mangi il cibo da gourmet, guidi una Bentley e fai la vita della celebrità. I sinistorsi benestanti amano molto la società multiculturale, soprattutto perchè vivono nei quartieri puliti ed eleganti, hanno belle auto, indossano i vestiti firmati e si credono di seguire la società multiculturale dato che pranzano nei ristoranti armeni e giapponesi, si fanno mandare i curry migliori dal ristorante pakistano e mandano soldi ai bambini africani. Per loro, la “società multiculturale” è solo questa. Nessuno di loro ha una vaga idea di cosa significhi vivere gomito a gomito con le masse di immigranti e dovere competere con loro per i posti di lavoro, oppure avere i propri figli assaltati e bullizzati dalle bande di giovani stranieri strafatti di crack.
Per i sinistrorsi benestanti non si può parlare degli europei che si sono trovati le figlie violentate da bande di stranieri mossi da odio razziale verso i bianchi. Per i benestanti, i loro compatrioti della
classe operaia sono sacrificabili al pari di topi da laboratorio. Molti europei di classe operaia non hanno potuto godere di una educazione decente, e sono stati traditi da quelli a cui avevano affidato il proprio voto e il compito di proteggere le loro comunità. Per loro, la società multiculturale è una realtà orrenda da cui non possono scappare. Per loro, il multiculturalismo significa distruzione della loro razza e delle loro comunità da parte di immigranti resi folli dal razzismo e dall’odio razziale.
Ci sono europei che soffrono tutte le conseguenze del multiculturalismo, mentre quelli che non le soffrono possono vantarsi di essere moderni e tolleranti. Quindi, è vero che tutti gli uomini sono uguali? Per favore, non fatemi ridere.
Conclusioni

Come aveva predetto Nietzsche, la religione blasfema del Marxismo ha creato le “vittime” e le ha usate per distruggere la società occidentale invertendo la moralità e pretendendo che la società compensasse per la loro oppressione. L’ideologia dell’uguaglianza è uno strumento per portare acqua al mulino delle “vittime”. Poco conta che si tratti di eguaglianza dei sessi o delle razze, i Marxisti hanno bisogno di vittime per giustificare la loro ideologia. Secondo loro, ci sono “vittime” di ingiustizie e di disuguaglianze, e la razza bianca deve sentirsi in colpa per averle oppresse. Il Marxismo è basato su un senso di colpa collettivo.

Però questo processo avviene solo in Occidente. Il resto del mondo non si deve sentire in colpa per i propri errori, nemmeno quando ci sono masse di rifugiati che scappano dagli inferni del terzo mondo per colpa del malgoverno dei loro stessi governanti. Quando il terzo mondo guarda l’occidente, dice: “quel che è mio è mio, e quel che è tuo è mio!” Tale atteggiamento ha ridotto l’occidente a una balia per le altre razze, una balia che disprezza se stessa e si ritiene “razzista”.
Questo atteggiamento debole e ipocrita ha incoraggiato milioni di neri, orientali e asiatici a diventare parassiti alla tavola dell’occidente. Loro vogliono quello che l’uomo bianco ha costruito, dato che secondo loro lo ha costruito solo rapinandoli. Nonostante ciò, loro continuano a contribuire poco e nulla all’avanzamento della razza umana.
Più i sinistrorsi urlano che siamo tutti uguali, più la realtà mostra che la natura non ci ha fatto tutti uguali. Questi idioti sono simili a Re Canuto, che cerca di fermare la marea ma si rende conto della propria follia mentre viene umiliato da Madre Natura:
Let all men know how empty and worthless is the power of kings, for there is none worthy of the name, but He whom heaven, earth, and sea obey by eternal laws.

Durante gli ultimi cinquanta anni la razza bianca ha avuto l’arroganza di rifiutarsi di obbedire alle leggi eterne della natura, e dovrà pagarne il prezzo se non ammetterà i propri errori. Re Canuto lo ha capito, le altre razze lo hanno capito, ma è probabile che i discepoli della religione multiculturale non lo capiranno mai. In ogni caso, il prezzo da pagare sarà caro e Madre Natura lo chiederà a tutti i membri della razza bianca. Madre Natura è senza pietà, e questo è un concetto che anche il più dogmatico dei sinistrorsi dovrà capire.

 

Fonti originali:
http://isupporttheresistance.blogspot.com/2009/06/from-titans-to-lemmings-suicide-of.html
1.http://sarahmaidofalbion.blogspot.com/
Il saggio originale in inglese di Reconquista si trova qui:
From Titans To Lemmings Part 1
http://iluvsa.blogspot.com/2009/05/from-titans-to-lemmings-suicide-of.html
From Titans To Lemmings Part 2
http://iluvsa.blogspot.com/2009/06/from-titans-to-lemmings-suicide-of.html
From Titans To Lemmings Part 3
http://iluvsa.blogspot.com/2009/07/from-titans-to-lemmings-suicide-of.html
From Titans To Lemmings Part 4
http://iluvsa.blogspot.com/2009/08/from-titans-to-lemmings-part-iv.html
From Titans To Lemmings Part 5
http://iluvsa.blogspot.com/2009/08/from-titans-to-lemmings-suicide-of.html
From Titans To Lemmings Part 6
http://www.nationalpolicyinstitute.org/2009/09/13/xxxx/
From Titans To Lemmings Part 7
http://www.nationalpolicyinstitute.org/2009/10/01/from-titans-to-lemmings-part-7/

 

2083 Una dichiarazione di indipendenza europea – Libro 2.19 L’egemonia mediatica UE

2.19a L’egemonia mediatica UE

“[In Europa] si possono censurare le idee impopolari e oscurare i fatti scomodi senza bisogno di una censura ufficiale.”
George Orwell, scrittore britannico
In questo capitolo, si spiega come mai i media occidentali spesso non riportano i fatti di cronaca e come si usa il linguaggio per oscurare i fatti e plasmare l’opinione pubblica.
Chi vive in Europa pensa che i media (giornali, TV, radio) siano liberi. Intanto, è vero che ci sono poche cospirazioni governative da censurare. Inoltre, di solito i media non sono controllati o gestiti dallo stato, a differenza di come accade nei regimi totalitari. Il problema è che la storia non finisce qui. Dato che i media sono parte dell’economia globale, ci sono degli aspetti che gli impediscono di avere una visione imparziale degli eventi mondiali. Ci sono sei ragioni per cui i media non possono essere imparziali:
1. Il 99% dei giornalisti sostiene il multiculturalismo
Vedi il capitolo precedente.
2. Chi sono i padroni dei media?
 
Molti dei giornali, delle TV e delle stazioni radio sono proprietà di grosse multinazionali. Negli USA, la NBC e la CBS sono di proprietà di grossi agglomerati industriali come la General Electric e la Westinghouse, eppure entrambe sostengono globalismo e multiculturalismo. Time-Warner e CNN si sono unite negli anni novanta per formare una degli imperi mediatici più grandi del mondo, eppure anche loro sostengono gli stessi ideali.
Ciò spiega come mai queste reti ignorano i fatti che potrebbero danneggiare l’immagine del multiculturalismo e del globalismo, mentre sottolineano i fatti che ne danno un’immagine positiva.   Un
uomo solo, John Malone, detiene il 23% del totale mondiale delle TV via cavo. Il suo Discovery channel è noto per cercare l’approvazione del mercato ed evitare gli “argomenti scomodi”. La situazione europea non è differente. Negli UK, News International (proprietà di Rupert Murdoch) detiene la proprietà di vari giornali (tra cui il The Times e il The Sun), Sky Television, Star Television e di editori come Harper Collins.
Nel 1998 Rupert Murdoch deteneva la proprietà del 34% dei quotidiani e del 37% dei settimanali britannici, con la complicità di vari governi inglesi che hanno permesso la crescita del suo impero mediatico in cambio di propaganda. Il 53% dei giornali e delle riviste inglesi sono di proprietà di due compagnie, la WH Smith e la John Menzies. Il fatto che ci siano così tanti media di proprietà di così poche persone è una minaccia al pluralismo dell’informazione.
3. Pubblicità e share
Abbiamo pagato tre milioni di dollari per queste stazioni televisive. Decidiamo noi quali sono le notizie. Le notizie sono quello che gli diciamo noi
David Boylan, Manager della WTVT, Tampa, Florida
Quando i media dipendono dalla pubblicità, lo sponsor ha molto potere. Un grosso impero mediatico può sopportare la perdita di uno sponsor, ma un giornale indipendente o una radio locale rischierebbero di chiudere. Gli sponsor pubblicitari tendono a fare pressioni per fare censurare storie contrarie ai loro interessi. Nel 1992, un sondaggio ha rivelato che tra 150 editori britannici il 90% ha subito pressioni da parte degli sponsor e il 40% ha ceduto alle pressioni seguendo i cambiamenti ordinati dallo sponsor. Nel Regno Unito degli anni ’90, i cambiamenti delle leggi hanno costretto le reti televisive a cercare un profitto. Ciò ha portato un declino del giornalismo televisivo serio e un incremento dei programmi di intrattenimento e di gossip. Gli sponsor vogliono spettatori, quindi lo share è diventato più importante della qualità. Le reti televisive abbandonano il giornalismo investigativo e si dedicano al gossip e alle celebrità, dato che “il pubblico vuole questo”. I programmi che parlano di argomenti delicati o controversi vengono messi in onda a tarda notte o cancellati. A mano a mano che il numero di stazioni commerciali aumenta, l’offerta diventa sempre più commerciale, blanda e prevedibile.
4. Influenzare le fonti
Abbiamo delle relazioni con dei reporter. Tali relazioni ci hanno permesso di trasformare fallimenti dell’intelligence in successi. Alcuni media possono cambiare idea con una semplice telefonata.”
Rapporto della CIA
Spesso le fonti delle notizie sono agenzie governative, tramite conferenze stampa in cui introducono statistiche, dichiarazioni e nuove politiche. I giornalisti che fanno troppe domande sulle versioni ufficiali dei fatti non saranno invitati alla prossima conferenza. Ciò è male per un giornale che ha bisogno di notizie fresche. Esiste un procedimento chiamato “pooling”, usato dai militari durante le situazioni di conflitto allo scopo di controllare le informazioni che vengono diffuse al pubblico. Un gruppetto di giornalisti viene portato in una visita guidata in cui i militari gli fanno osservare la situazione da riportare. Un giornalista che cerchi di ottenere informazioni in modo indipendente non sarà invitato a partecipare agli eventi successivi.
Il novanta per cento delle notizie mondiali viene da tre agenzie stampa, la Associated Press (USA), la Reuters (UK) e la Agence France Presse (Francia). Tutte e tre le agenzie sostengono il multiculturalismo e la globalizzazione. La Associated Press (AP) e la Reuters vendono informazioni finanziarie e corporative ottenendo grossi profitti. La cosiddetta “stampa libera” è una grossa fonte di profitti.
Le notizie televisive vengono da quattro agenzie: la Reuters e la BBC in UK, la World Television Network (WTN) e la CNN dagli USA, tutte e quattro in favore di globalizzazione e multiculturalismo. La Reuters fornisce notizie a più di 400 emittenti in 85 paesi, e raggiungie 500 milioni di telespettatori. La WTN raggiunge 3 miliardi di telespettatori. Tutte queste agenzie sono in favore della globalizzazione e del multiculturalismo, al punto da censurare tutte le notizie che potrebbero darne un’immagine negativa. L’unica fonte di notizie non allineate a quella politica è Internet, almeno fino a che gli USA e l’UE non inizieranno a legiferare in senso limitativo.
5. Tappare la bocca agli oppositori
I regimi occidentali diffondono le loro politiche tramite i loro agenti nei mass media, attraverso interviste, incontri e pubblicazioni. E’ impossibile criticare l’egemonia dei mass media, dato che sono il 98 per cento delle agenzie stampa e il 95 per cento dei notiziari. I notiziari alternativi via Internet sono sotto attacco, dato che l’UE sta emettendo leggi relative al reato di razzismo che renderanno illegale criticare il multiculturalismo e l’Islam.
6. Demonizzazione e uso del linguaggio
Abbiamo pubblicato storie e fatti della Corea che erano pure invenzioni. Molti di noi hanno inviato storie che sapevano essere false, ma che sono stati costretti a scrivere perchè erano dispacci ufficiali inviati dal comando militare per la pubblicazione”
Robert C Miller, corrispondente della United Press durante la guerra in Corea.
I nazionalisti e i conservatori vengono descritti come esseri disumani. I dissidenti vengono demonizzati, così come le organizzazioni di cui fanno parte. Sui media europei è normale vedere campagne di diffamazione come quelle rivolte verso “Geert il fascio”. I patrioti e i nazionalisti vengono denigrati per farli apparire come dei mostri, specialmente scavando nel loro passato. Si usano le frasi a effetto per descrivere i dissidenti come estremisti, fascisti, razzisti, nazisti, militanti, complottisti o altri termini offensivi. Le loro idee vengono ignorate e considerate indegne di essere discusse in modo coerente.
Quando si perseguita un oppositore, si giustifica la persecuzione dicendo che si tratta di lotta al fascismo o al razzismo. Gli oppositori dell’immigrazione selvaggia vengono descritti come terroristi,
delinquenti o estremisti di destra. Nessuno userebbe mai la parola “resistenza”, dato che ha una connotazione positiva di lotta a un regime e indicherebbe una resistenza della popolazione in generale.
2.19 b. I regimi multiculturalisti finanziano i giornali di sinistra
I votanti dovrebbero sapere che i regimi multiculturalisti finanziano di nascosto i loro canali di propaganda, ossia i mass media. La cosiddetta “libertà di stampa” non esiste, nonostante quanto ne
dicano i regimi. In molti regimi europei, i giornali che sostengono il multiculturalismo ricevono finanziamenti statali fin dagli anni settanta.
I documenti che seguono mostrano come il regime di sinistra norvegese abbia finanziato i giornali di sinistra, con un accordo degno dell’Unione Sovietica. Gran bel comportamento da parte di un regime che si definisce democratico! Tutti i giornali non allineati alla politica di sinistra hanno perso l’opportunità di avere finanziamenti e si sono trovati ad avere serie difficoltà con la distribuzione delle copie del loro giornale. Come risultato, tutte le agenzie giornalistiche preferiscono tenere una linea di sinistra e ci sono pochissimi giornali europei che osino criticare il multiculturalismo. In molti paesi, come Svezia e Norvegia, non esiste un solo giornale di ideologia conservatrice. La tabella seguente mostra come il governo marxista/ multiculturalista norvegese abbia finanziato i giornali allineati alla politica del partito al potere, il Norwegian Labour Party. Non sono riuscito ad ottenere i dati degli altri paesi europei, ma so che tali pratiche sono comuni in tutta l’UE.
Finanziamenti agli organi di propaganda del governo norvegese:
Giornali che sostengono il multiculturalismo
Tiratura
(2009)
Finanziamenti
diretti
(2009
– Euro)
Finanziamenti
indiretti*
(1999
– Euro)
VG
262374
26875 000
Aftenposten
243188
15750 000
Dagbladet
105255
15125 000
Dagsavisen
31400
4800 000
1750 000
Bergens
Tidende
83086
5250 000
Adresseavisen
75835
4625 000
Bergensavisen
29300
4200 000
1750 000
Vårt
Land
27000
4500 000
1500 000
Stavanger
Aftenblad
65298
3625 000
Altre pubblicazioni di estrema sinistra che ricevono finanziamenti diretti e indiretti dal regime multiculturale in Norvegia
Nationen
16000
3125 000
Klassekampen
11400
2625 000
(Marxista)
Rogalands
Avis
12500
1500 000
Dagen
10700
1250 000
Giornali che si oppongono alle posizioni multiculturaliste
Norge
IDAG
Finanziamenti
interrotti nel 2008
Cristiani
conservatori
Document.no
Finanziamenti
mai approvati
*
– “finanziamento indiretto” significa che il giornale non paga tasse.
Fonti:
I dati per i finanziamenti sono del 1999, le tirature sono del 2009 ma non differiscono molto da quelle del 1999 http://no.wikipedia.org/wiki/Pressest%C3%B8tte
I finanziamenti, detti “sostegno alla stampa” (pressestøtte) vengono dati solo dopo approvazione del ministero della cultura norvegese e dell’autorità mediatica norvegese (Medietilsynet), formata prevalentemente da neomarxisti.
I dissidenti politici della destra norvegese sanno bene che quel comitato è molto ostile verso gli oppositori delle idee multiculturali. L’unico giornale di destra cristiana norvegese, il Norge IDAG ha perso i finanziamenti nel 2008 dietro decisione dei marxisti del del Department of Culture.
Non ho potuto fare riscerche sui finanziamenti pubblici all’editoria negli altri paesi europei, ma penso che i multiculturalisti europei abbiano organizzato sistemi simili in tutto il resto d’Europa. Per i multiculturalisti, proteggere il monopolio mediatico è uno degli obiettivi primari e una forma di dittatura sconosciuta alla quasi totalità dei votanti europei.
L’alleanza dei MA 100 farebbe di tutto pur di impedire che la verità venga fuori.

2083 Una dichiarazione di indipendenza europea – Libro 2.18 La democrazia e i media


2.18 La democrazia e i Media

Autore: Fjordman
Nelle società democratiche la stampa, detta anche il quarto potere, dovrebbe controllare l’operato del governo e portare l’attenzione del pubblico sulle faccende di pubblico interesse. In pratica la classe dominante collabora con i media e si assicura che gli argomenti scomodi vengano trascurati o ignorati del tutto, soprattutto quando si parla di multiculturalismo, immigrazione e razzismo, argomenti su cui la classe dominante sembra avere raggiunto un accordo. Questa tendenza è comune a tutto il mondo occidentale, ma sembra più evidente in Europa che negli USA. Ciò è dovuto al fatto che molti media europei sono controllati o sponsorizzati dallo stato, oltre al fatto che ormai la classe dei politici è la stessa in tutta l’UE.
In Europa la politica è un rituale inutile, dato che le decisioni vengono prese prima che il pubblico possa votare a riguardo e prima ancora che i media ne parlino. Le nostre vite vengono decise da una macchina burocratica transnazionale, che ci vede come rotelline insignificanti negli ingranaggi.
Nel 2007 l’ex presidente tedesco Roman Herzog avvertiva che l’UE sta ostacolando la democrazia. Tra il 99 e il 2004, l’84 per cento delle decisioni legali in Germania nella maggioranza dei paesi UE sono state prese a Bruxelles. Secondo Herzog, le politiche UE soffrono di mancanza di democrazia e di una sospensione della separazione dei poteri. Nonostante ciò, la campagna elettorale del 2005 non ha parlato quasi per niente dei problemi con l’UE. I veri problemi vengono tenuti fuori dai dibattiti pubblici. Ormai le elezioni nazionali sono diventate un rituale per accontentare il pubblico, mentre altri prendono le decisioni importanti a porte chiuse.
Quando i politici sono tutti d’accordo tra loro, i cittadini si possono aspettare un complotto contro di loro, e questo è il caso dell’UE. L’UE non avrebbe mai ottenuto il potere che ha senza il consenso di tutti i partiti in tutte le nazioni. L’UE è stata progettata in questo modo fin dall’inizio: i suoi fondatori hanno capito fin dall’inizio che i cittadini non avrebbero mai votato a favore del trasferimento di potere dai parlamenti nazionali a una nuova entità europea. Quindi, hanno costruito una struttura in cui il potere è nelle mani di un gruppo di funzionari intoccabili e immuni allo scrutinio del pubblico. La struttura dell’UE è proprio anti democratica.
Secondo il teorico americano Noam Chomsky: “Il modo migliore per mantenere il popolo passivo e ubbidiente è la limitazione della gamma di opinioni accettabili, unita alla concessione di un dibattito all’interno di tali opinioni.” Ciò è vero ed è il motivo per cui Chomsky considera Internet, il media più libero di tutti come “un’orribile perdita di tempo”
Un sondaggio del 2004 ha mostrato che il cinquanta per cento degli svedesi vorrebbe una politica di immigrazione più restrittiva [1]. Nel 2006 l’immigrazione ha raggiunto i suoi livelli più alti, eppure tutti i partiti e i media hanno tenuto la situazione sotto silenzio per paura che influenzasse le elezioni. Durante l’ultima campagna elettorale svedese non si è parlato per niente dell’immigrazione, ma si è parlato tantissimo dell’uguaglianza tra i sessi, del femminismo e di come fermare le discriminazioni contro le donne. Più è forte la censura verso i problemi con i maomettani, più si parla dei problemi dell’omosessualità. Questo è chiaramente uno specchietto per le allodole rivolto al fare sentire i cittadini come se vivessero in un paese libero, anche se non possono discutere dei problemi seri. Lo scrittore Bruce Bawer parla di come la scena politica olandese fosse un club privato in cui tutti i partiti avevano le stesse idee sugli stessi argomenti, almeno fino all’arrivo del politico indipendente Pim Fortuyn[2]. Anche i giornalisti erano membri di quel “club privato”. Se i votanti non sono d’accordo con le idee di quel club privato questo non gli importa, soprattutto se si parla di immigrazione. Dato che tutti i membri della classe dominante sono d’accordo tra loro, si può ignorare tranquillamente la volontà dei votanti.
Secondo Bawer: “Fortuyn è stato in politica solo per pochi mesi, ma ha cambiato radicalmente le cose. I giornalisti e i politici, lavorando di comune accordo, lo hanno definito un estremista di destra, un razzista e un nuovo Mussolini.” Alla fine, Fortuyn è stato ucciso da un attivista di sinistra che dice di averlo ucciso perché era contro i maomettani e le minoranze etniche.
Bawer afferma che “Durante la crisi di governo del 2006, Ayaan Hirsi Ali, nota critica dell’islam, è stata cacciata dal parlamento. L’anno dopo, i sondaggi mostrano che gli olandesi non ne sentono la mancanza. Sembra che la classe dominante abbia di nuovo in mano le redini del potere e che i cittadini si siano stancati della situazione di conflitto e abbiano deciso di lasciare perdere. (…) Cinque anni fa, Fortuyn ha ispirato il popolo alla speranza e alla determinazione. Oggi, i cittadini olandesi sono intimoriti, confusi e rassegnati all’islamizzazione. Molti di loro, specialmente i giovani e i neolaureati, stanno emigrando in massa verso Canada, Australia e Nuova Zelanda.”Pim Fortuyn è stato ucciso su mandato delle classi dominanti politiche, culturali e mediatiche, mentre Theo van Gogh è stato assassinato da un maomettano. Ayaan Hirsi Ali è stata cacciata dal paese. Il critico antiislamico Geert Wilders è ancora vivo, ma deve subire le stesse diffamazioni di Fortuyn: viene definito un razzista, minacciato dai maomettani e gli viene “suggerito” di smetterla di criticare l’immigrazione. Sembra che lo spirito combattivo degli olandesi sia stato spezzato, almeno per ora, e che le cose stiano tornando alla normalità. La classe dominante ha di nuovo il controllo e i paesani non sono più in rivolta.

Come ho suggerito prima, gli europei hanno tre nemici volti all’islamizzazione del loro paese: il primo è il pregiudizio filo islamico e anti occidentale dei media e delle università occidentali, problema comune a tutto il mondo. Il secondo è dato dagli Eurabici e dai federalisti UE, volti a distruggere gli stati nazionali. Il terzo nemico sono i maomettani. Tra il 2001 e il 2007 questi tre nemici si sono alleati per distruggere lo spirito dei Paesi Bassi, tramite intimidazioni, censura, assassini e controllo dei media, tutto allo scopo di zittire ogni opposizione all’immigrazione selvaggia.
E’ ben noto che nei media e nelle università ci sono persone assai più a sinistra della media, soprattutto nei paesi scandinavi. I dirigenti della BBC inglese hanno ammesso di avere un pregiudizio a favore del multiculturalismo. Durante le rivolte maomettane del 2005 i giornalisti francesi hanno ammesso apertamente di avere falsificato i rapporti sulle rivolte in perché non volevano dare ragione ai partiti di destra. Dagli aneddoti che ho sentito, sembra che tale atteggiamento sia comune in tutto il mondo occidentale.
Bill Dedman, reporter investigativo alla MSNBC, ha stilato una lista delle donazioni ai partiti politici da parte dei giornalisti americani nel periodo 2004-2007 [3]. Dei 143 giornalisti presi in esame, 125 hanno donato al partito democratico. Solo 16 di loro hanno donato ai repubblicani o ai conservatori. Due di loro hanno donato a entrambi i partiti.
Il Dottor Chanan Naveh, ex editore per la autorità radiofonica israelita, ha menzionato vari casi in cui lui e i suoi colleghi si davano da fare per calmare l’opinione pubblica: “Nel 2000, me e due mie colleghe, Carmela Menashe, Shelly Yechimovich, abbiamo fatto di tutto per propagandare il ritiro dal Libano. Abbiamo fatto propaganda su un argomento di interesse pubblico”. Il blogger anti islamico Charles Johnson, autore del blog Little Green Footballs[4] ha dichiarato: “I giornalisti non hanno più il compito di riportare i fatti e gli eventi. Il loro compito è fare attivismo politico, quasi sempre di sinistra e transnazionalista. I pochi giornalisti onesti lo ammettono apertamente. Gli effetti nocivi di questa manipolazione dell’informazione sono davanti a tutti.”
Perchè siamo in una situazione come questa? Qualcuno potrebbe dire che questo è l’effetto della rivoluzione culturale degli anni sessanta e settanta, oppure un prodotto della Guerra Fredda. Secondo Friedrich Hayek, la tendenza era già iniziata negli anni quaranta. Come possiamo spiegarcelo? Un’ipotesi dice che le persone di destra  tendono a lavorare negli affari e nel commercio, mentre quelle di sinistra tendono verso posizioni in cui si possono influenzare le menti delle persone. Col passare del tempo, in una società aperta l’università e i media saranno invasi da persone di sinistra con una visione utopistica della realtà. Data la loro posizione, le loro idee influenzeranno il modo in cui le masse riceveranno le informazioni.
Nel 1950, Hayek scriveva il suo saggio “Gli intellettuali e il Socialismo” in cui dichiarava che “Il socialismo non è mai stato un movimento rivolto alla classe operaia, ma una costruzione dei teorici e degli intellettuali. Questi intellettuali sono solo dei venditori di idee altrui. L’intellettuale tipico non deve avere alcuna abilità o conoscenza particolare, non deve nemmeno essere particolarmente intelligente per svolgere il suo ruolo di intermediario nella diffusione di idee. La classe degli intellettuali non consiste soltanto in giornalisti, insegnanti, religiosi, lettori, pubblicisti, speaker alla radio, scrittori, fumettisti e artisti. Ci sono anche professionisti e tecnici, scienziati e dottori.”
Secondo Hayek gli insegnanti più brillanti sono di sinistra, ma non perché a sinistra sono più intelligenti, ma solo perché le menti migliori tra i socialisti si dedicano ai compiti che gli daranno influenza sull’opinione pubblica. Il socialismo affascina i giovani e gli ingenui con la sua visione utopistica. L’intellettuale visionario non è interessato ai dettagli tecnici o alle difficoltà pratiche. Per lui, l’importante è l’idea, la visione.

Hayek avverte che: “La società moderna si porta dentro i semi della sua stessa distruzione. La libertà ormai viene data per scontata, al punto che non viene più difesa. La diffusione delle idee, parte integrante della società libera, è in grado di portarci alla distruzione della libertà da cui dipende. Forse ciò vuol dire che apprezziamo la libertà solo dopo averla persa, e che il mondo dovrà attraversare un medioevo di totalitarismo socialista prima di riprendere le forze? Se vogliamo evitare questa situazione, dobbiamo creare un nuovo programma liberale che infiammi l’immaginazione. Dobbiamo rendere la creazione di una società aperta un’avventura intellettuale, un atto di coraggio.” Ho avuto una conversazione con un amico svedese e con una donna cresciuta durante la dittatura comunista in Romania. Siamo arrivati alla conclusione che gli occidentali di oggi sono indottrinati dalla Political Correctness e dal multiculturalismo così come i rumeni erano indottrinati dal comunismo. Il multiculturalismo non è mai stato un’ideologia condivisa da tutti, e la percentuale di persone che ci credono sta scendendo a vista d’occhio. Nonostante ciò, ci sono stati più credenti nel multiculturalismo nell’Europa del 1998 di quanti comunisti ci fossero in Est Europa nel 1978. Come è stato possibile?
L’indottrinamento ideologico funziona meglio se la gente crede di essere libera e di avere informazioni imparziali. I cittadini dei paesi comunisti sapevano di essere cavie in un esperimento sociale su larga scala, e dato che il regime era imposto con le armi non c’erano dubbi sul fatto che le informazioni che ricevevano fossero propaganda manipolata dal regime. Nell’Europa cosiddetta libera, siamo cavie nell’esperimento sociale del multiculturalismo, eppure ci rifiutiamo di riconoscere che i media ci ingozzano di propaganda ideologica. Ci sono differenze enormi tra le informazioni fornite dai media ufficiali e quelle dei blogs e dei media indipendenti [5], particolarmente quando si parla di Jihad e di immigrazione. Chi si prende la briga di andarsi ad informare rimane sconvolto quando capisce di aver ricevuto solo propaganda censurata. Informarsi sui media indipendenti è una cosa che infrange il mito dei media liberi, critici e indipendenti, almeno per chi lo fa.

Secondo il blogger Richard Landes, i media giocano un ruolo cruciale per il successo della Jihad globale. I mass media sono gli occhi e le orecchie della società moderna. Senza i media, non possiamo sapere cosa sta succedendo al di fuori delle nostre vicinanze immediate. Usiamo i media per fare le nostre scelte su chi votare, sulla politica estera, su come intervenire nel globo. Come direbbe un biologo o un paleontologo, una creatura che non può fidarsi dei propri occhi e delle proprie orecchie non vivrà a lungo. Questo è come essere attaccati da un orso affamato, mentre i tuoi occhi e le tue orecchie ti dicono che in realtà è un gattino che vuole le coccole. Nel frattempo, il tuo cervello è stato indottrinato alla diversità e al comandamento di sorridere verso tutte le creature, anche quelle più pericolose. Questa è la situazione dell’occidente di oggi. I pregiudizi dei media e del sistema educativo sono una minaccia vera e propria alla nostra sopravvivenza.

Fonti:
http://democracyreform.blogspot.com/2007/08/democracy-and-media-bias-by-fjordman.html
1. http://www.thelocal.se/212/
2.http://www.nysun.com/article/53818
3.http://www.msnbc.msn.com/id/19113455
4.http://littlegreenfootballs.com/weblog/?entry=25757_Israeli_Media_Admit_Anti-War_Agenda&only
5.http://www.brusselsjournal.com/node/2108

2083 an European declaration of independence – Libro 2.10 Il femminismo causa l’oppressione femminile


2.10 Il femminismo causa l’oppressione femminile

Autore:
Fjordman
Secondo
Heather MacDonald[1], la
presa di potere delle femministe di Harvard
è imminente.
L’università sta per nominare come
presidente la femminista radicale Drew
Gilpin Faust, in successione a Lawrence
Summers. Le idee brutalmente oneste di
Summers hanno
messo le assunzioni e le promozioni in mano alle femministe. La Task
Force ha vinto un finanziamento di 50
milioni di dollari per la “diversità” ad Harvard.
Come
presidente della facoltà, Lawrence Summers
ha tenuto un discorso[2]
in cui osava suggerire che il fatto che ci
siano più scienziati uomini sia dovuto alle differenze innate tra i
sessi. Questa tesi è plausibile. Secondo il Dr. Paul
Irwing[3] dell’università di Manchester,
tra le persone con IQ maggiore di 120 gli
uomini sono il doppio. Tra quelle con IQ maggiore di 170 gli uomini
sono trenta volte le donne. Ci sono altri studi che indicano il
numero spropositato di uomini con intelligenza elevatissima.
Anche
se Summers avesse torto, rimane il fatto che non è una buona idea
trovarsi in un ambiente in cui alcuni argomenti non si possono
toccare. Uno dei punti di forza della civiltà occidentale è la
nostra voglia di farci domande su tutto. La “Political
Correctness” è anti occidentale nella
forma e nell’intento. E’ da notare che le femministe sono
l’avanguardia della PC[4], la
stessa ideologia che ha impedito alle nostre università di
difendersi contro la minaccia dei maomettani.
La
cosa peggiore è che ci sono femministe che affermano che il velo o
il burkha rappresentano “una forma alternativa di femminismo”. La
dottoressa Wairimu Njambi è
un’insegnante ausiliario di “studi femminili” presso la Florida
Atlantic University. Buona parte dei suoi
studi è relativa al fatto che la pratica della mutilazione genitale
femminile (FGM) è
un trionfo del femminismo e che dire altrimenti è razzista. Secondo
la Njambi le azioni contro la FGM perpetuano un affermazione
colonialista in cui si prende l’immagine della donna occidentale e la
si impone come normale e universale.
L’università
di Harvard ha
appena ricevuto una donazione da venti milioni di dollari[5]
dal principe Al-Waleed
bin Talal bin Abdul Aziz Al-Saud, membro
della famiglia reale saudita. Tale donazione servirà a finanziare
gli studi islamici. Non ci sono dubbi che quei fondi verranno usati
per influenzare i programmi ministeriali in modo da renderli meno
“islamofobi”. Le istituzioni universitarie come Harvard stanno
facendo da strumenti di propaganda saudita e da sostegno per le
femministe radicali. Questo può sembrare un paradosso, ma solo se
non si tiene conto del fatto che sauditi e femministe hanno in comune
l’odio per la cultura occidentale con la sua “storia di oppressione
e di ingiustizia”. Forse le femministe non hanno ascoltato il loro
collega di Harvard, il Charles Fried,
quando gli ha detto che [6]
Il più grande nemico della libertà
è sempre stato travestito da strada verso il bene superiore
.”
Il
femminismo ci ha danneggiati con le sue visioni ipocrite, che hanno
spianato la strada all’infiltrazione dei maomettani. Il loro credo
ufficiale è che uomini e donne non sono solo uguali, ma identici,
eppure da certi punti di vista le donne sono superiori. La logica
dice che queste due affermazioni non sono compatibili, ma ciò non
preoccupa le femministe. Questo sistema “due pesi e due misure” è
simile a quello del multiculturalismo, in cui tutte le culture sono
uguali, ma la cultura occidentale è inferiore e malvagia.
C’è
una tecnica inventata dal neo marxista Herbert Marcuse nel 1965,
chiamata “Tolleranza repressiva”. In breve, coloro che
appartengono al gruppo dominante della società dovranno perdere la
loro libertà di parola e dovrà essergli impedito di esprimersi, in
modo da rettificare l’oppressione istituzionale della società. Le
idee di Marcuse[7] hanno
avuto un grosso impatto negli anni ’60 e ’70, periodo in cui lui
consigliava il sesso libero come metodo per liberarsi dalla moralità
religiosa.
Il
Prof. Bernard Lewis nel
The Jerusalem Post
scrive che [8]
l’Islam potrebbe
diventare la forza dominante in un Europa in cui gli europei hanno
perso la sicurezza in sé stessi e non hanno rispetto per la loro
stessa cultura. Il Prof. Lewis non
lo dice, ma questo è il risultato di decenni di demonizzazione della
nostra cultura da parte degli accademici di sinistra, tra cui le
femministe radicali. L’obiettivo delle femministe radicali non è mai
stata la parità tra i sessi, ma la distruzione della famiglia
nucleare e di tutta la società occidentale in generale.
Nel
1981, Ellen Willis, socialista
democratica e fondatrice di Redstockings,
un gruppo femminista radicale, ha
dichiarato al
giornale di sinistra “The Nation” che: “Il
femminismo non è una lotta verso un obiettivo, ma il battistrada per
una rivoluzione nei valori morali e culturali (…) L’obiettivo di
ogni riforma femminista, dall’aborto (…) all’educazione infantile,
è la distruzione dei valori tradizionali della famiglia”.
La
femminista Simone de Beauvoir ha
affermato che[10] Nessuna
donna dovrebbe avere la possibilità di restare a casa a badare ai
bambini (…) dato che se potessero scegliere, molte donne
preferirebbero questa scelta.”
Dopo
due generazioni di femministe radicali la Willis e la Beauvoir
hanno avuto quello che volevano:
l’occidente ha tassi di divorzio altissimi e tassi di natalità
bassissimi, che hanno causato un vuoto culturale e demografico tale
da renderci vulnerabili all’attacco dell’Islam.
Con tutto questo, le femministe non sono
ancora soddisfatte.
Il
designer di giocattoli Anders Nelson,
dell’istituto svedese della tecnologia, ha
avvertito i genitori che [11] i
giocattoli sono sempre più differenti tra bambini e bambine: “Molti
credono che bambini e bambine vogliano cose differenti. Gli adulti
devono considerare le strutture delle differenze di genere, cosa che
per i bambini sono istintive e indiscutibili.”
In
pratica, il designer sta incoraggiando i genitori a comprare
giocattoli unisex, dato che le Barbie per le bambine e le
automobiline per i bambini sono sessiste. Questo è ciò che succede
in una cultura ammattita dalla Political
Correctness.
La
politica marxista svedese Gudrun Schyman ha suggerito una tassa[12]
sugli uomini svedesi, tassandoli collettivamente per le violenze
sulle donne. Nel 2002 la stessa Schyman dichiarava pubblicamente che
gli uomini svedesi erano come i Talebani. Un giornalista del giornale
Aftonbladet rispondeva dicendo che Schyman aveva ragione e che tutti
gli uomini sono come i talebani.

La
misandria, l’odio patologico verso gli uomini, non è meno comune
della misoginia, l’odio patologico verso le donne. La differenza è
che la prima è socialmente accettabile.

Quando
il politico Kjetil Vevle si
presentò a un’assemblea[13] che
doveva pianificare le dimostrazioni per le proteste dell’otto marzo a
Bergen, in Norvegia, si sentì dire che gli uomini non avevano
diritto al voto in assemblea, neanche i femministi più impegnati. Le
organizzatrici non ritenevano che ciò fosse un problema, dato che
per loro il fatto che gli uomini avessero la possibilità di parlare
gli sembrava già una concessione.
Un
altro punto da tenere in considerazione è il fatto che i paesi come
Svezia e Norvegia affermano di essere i paradisi dell’eguaglianza tra
i sessi [14],
eppure in quei paesi i due sessi vivono completamente separati, molto
più che negli altri paesi. Il femminismo radicale ha portato i sessi
a non fidarsi l’uno dell’altro, e non ha cancellato la tendenza
naturale all’attrazione tra uomini mascolini e donne femminili, anche
a costo di andare a cercare un partner in un altro paese. C’è un
numero enorme di scandinavi che ha trovato moglie in Asia, America
latina o in altri paesi dove il ruolo della donna è ancora quello
tradizionale. Ci sono anche molte donne che hanno trovato il loro
partner in un paese più conservatore. Non tutti fanno così, ma la
tendenza è ben visibile. Gli scandinavi si vantano di avere “la
parità dei sessi”, eppure sono costretti ad andare dall’altra
parte del mondo per cercare qualcuno che valga la pena sposare!
Norvegia
e Svezia hanno tassi di divorzio altissimi. I ragazzi crescono in un
ambiente in cui la mascolinità viene demonizzata e in cui vengono
visti come inferiori alle donne. A molti ragazzi viene detto che gli
uomini sono obsoleti e che presto saranno estinti.
Le
culture femministe finiscono sempre per essere distrutte, dato che i
loro uomini diventano troppo deboli e demoralizzati per proteggere le
loro donne, oppure perchè si sono talmente rotti le scatole di
essere maltrattati in continuazione che non gli interessa più
difenderle. Se “tutti gli uomini sono porci” e se “sono tutti
come i talebani”, allora che senso ha impegnarsi per difendere la
società? Gli uomini occidentali finiscono per essere distrutti da
gli uomini virili e aggressivi provenienti dalle altre culture, cosa
che sta già accadendo [15]. La cosa divertente è che quando le
donne hanno lanciato la seconda ondata del femminismo negli anni ’60
e ’70 erano in una condizione sicura e non erano oppresse per nulla.
Quando gli effetti a lungo termine del femminismo si faranno vedere,
le donne finiranno veramente oppresse sotto l’Islam. Le femministe
radicali avranno portato le donne ad essere veramente oppresse.
Mi
domando se Virginia Woolf
si sarebbe mai immaginata niente del
genere. Forse se fosse viva oggi acclamerebbe il velo maomettano come
“una nuova strada verso il femminismo” e scriverebbe un libro
chiamato “Un burkha tutto per sè”
che le
farebbe vincere una borsa di studio in multiculturalismo ad Harvard.
Fonti:
http://www.brusselsjournal.com/node/1908
1.
http://www.city-journal.org/html/eon2007-02-09hm.html
2.
http://www.dallasnews.com/sharedcontent/dws/dn/opinion/points/stories/040305dnediallen.35261.html
3.
http://education.independent.co.uk/higher/article2024763.ece
4.
http://www.globalpolitician.com/node/1300
5.
http://www.globalpolitician.com/node/1282
6.
http://www.news.harvard.edu/gazette/2006/12.07/11-fried.html
7.
http://www.globalpolitician.com/node/975
8.
http://www.jihadwatch.org/dhimmiwatch/archives/015022.php
9.
http://www.grecoreport.com/gramsci_a_method_to_the_madness.htm
10.
http://www.reason.com/news/show/33291.html
11.
http://www.spectator.se/stambord/index.php?p=412
12.
http://www.spectator.se/stambord/index.php?p=240
13.
http://hablog.motime.com/post/642151/Kj%C3%B8nnskampen+krever+nye+ofre
14.
http://gatesofvienna.blogspot.com/2006/09/western-feminism-and-need-for.html
15.
http://fjordman.blogspot.com/2005/12/immigrant-rape-wave-in-sweden.html

2083 – An European declaration of independence – Libro 2.5 Boicottare l’ONU


2.5
Boicottare l’ONU!

Autore:
Fjordman

Ban
Ki Moon, il segretario generale ONU [1] ha condannato il film Fitna
di Wilder come “offensivo
e anti islamico
” e ha
dichiarato che “non ci sono giustificazioni per la
propaganda rivolta all’odio e per le incitazioni alla violenza
”.
Secondo questo discorso, l’ONU dovrebbe censurare il Corano, dato che
ne è pieno. Come ha commentato Robert Spencer, “Come si
fa a chiamare propaganda rivolta all’odio la citazione dei versetti
del Corano e la dimostrazione del fatto che i predicatori maomettani
usano quei versetti per incitare il popolo alla violenza?”

In
Marzo[2] il consiglio dei diritti umani ONU, dominato dai paesi
maomettani, ha passato una risoluzione in cui si dichiarava
preoccupato riguardo alla diffamazione delle religioni e intento a
mettere fine ad esse. Il problema, è che l’unica religione citata
era l’islam. Il documento è stato preparato dall’organizzazione
delle conferenze islamiche, il più grande blocco di votanti ONU,
sponsorizzato dai finanziamenti sauditi.

E’
da tanto che dico che esportare la democrazia nei paesi maomettani è
una perdita di tempo. L’islam può essere compatibile con la
democrazia solo nel senso ridotto del diritto al voto e del governo
maggioritario, ma non col senso della libertà individuale. Si veda
il mio trattato online Is Islam Compatible With
Democracy?
[3]

E’
disgustoso il modo in cui i soldati americani stanno morendo e il
modo in cui i contribuenti americani si stanno dissanguando per
esportare la democrazia all’Iraq, mentre i maomettani stanno
esportando la Shari’ah da noi. La libertà si ha solo quando c’è
libertà di parola, puro e semplice. I maomettani stanno cercando di
usare l’ONU per imbavagliare la libertà di parola in tutto il mondo,
mettendo il mondo intero sotto dominio maomettano.

La
mia idea delle Nazioni Unite [4] è chiara: nel loro momento
migliore, sono inutili.

Nel
frattempo, si stanno trasformando in un nemico finanziato da noi e
usato per attaccarci. Non so gli altri, ma io non ne posso più di
dover finanziare i miei nemici, siano nemici domestici o
internazionali. La mia idea è boicottare l’ONU, renderla del tutto
innocua tramite il taglio dei fondi e alla fine liberarci di loro.

Anche
se siamo in una fase di debolezza, siamo ancora una civiltà che
possiede risorse vastamente superiori. Loro hanno il petrolio, tanti
bambini e tanta aggressività, poco altro. Da tutti gli altri punti
di vista, la loro civiltà è un fallimento totale. Non abbiamo
bisogno di loro, mentre loro hanno bisogno di noi per quasi tutto. Il
loro difetto più grande è la loro arroganza, tipica dei perdenti
cronici.

Questa
è la debolezza che dobbiamo sfruttare. Dobbiamo separarci dal mondo
maomettano per quanto possibile, loro ne soffriranno molto più di
noi. Possiamo iniziare boicottando le Nazioni Unite, ormai ridotte a
un burattino nelle mani dei maomettani arabi di Gaza, che si sono
ribattezzati “Palestinesi” e hanno cominciato a piagnucolare
verso l’ ONU dopo che gli Israeliti li hanno sbattuti via a calci nel
1967

Ho
visto l’ex PM malese Mahathir Mohamad[5] chiamare i maomettani al
boicottaggio dei prodotto olandesi. Sono d’accordo, dovremmo aiutarli
tramite il boicottaggio di tutti i beni e servizi di proprietà dei
maomettani. Nel caso qualcuno non lo sapesse, Mr. Mahathir ha tenuto
il famoso discorso alla conferenza OIC del 2003 in cui dichiarava che
gli ebrei governano il mondo tramite prestanome e che i maomettani
devono unirsi per arrivare alla vittoria finale contro di loro. Se è
per questo, si è anche vantato di quel periodo in cui “gli
europei dovevano inchinarsi ai piedi degli studiosi maomettani per
accedere alla loro conoscenza”

Qualcuno
dovrebbe ricordargli che la cosiddetta “Età dell’Oro” dell’Islam
è avvenuta quando l’Islam aveva ancora una maggioranza di cittadini
non maomettani. Col declino della maggioranza di infedeli, dovuto a
discriminazioni e maltrattamenti, l’Islam è crollato per non
riprendersi più. Ad esempio, la Malesia è una nazione maomettana
che gode di prosperità economica, ma solo perchè la maggioranza
maomettana non è assoluta e ci sono ancora grosse comunità cinesi,
indiane e non maomettane. Dato che l’Islam sta diventando sempre più
aggressivo nelle sue discriminazioni verso i non maomettani, le
comunità di infedeli si stanno trasferendo, e la Malesia sta
diventando piano piano un’altra nazione di morti di fame sotto la Shari’ah.

Saremmo
molto felici se i maomettani ci boicottassero, al punto da sentirsi
così poco benvoluti nei nostri paesi da fargli perdere la voglia di
emigrare!

Consigli
per l’Occidente – Parte 1
[6]

Il
modo migliore per avere a che fare con il mondo maomettano è quello
di non averci a che fare. Bisogna fermare l’immigrazione, anche
tramite stratagemmi come quello di fermare l’immigrazione dai paesi
coinvolti in attività terroristiche. Dobbiamo cacciare via i
maomettani residenti in occidente che non abbiano ancora la
cittadinanza. Soprattutto, dobbiamo deportare i maomettani, cittadini
o no, che predicano la Shari’ah o la Jihad, che predicano l’odio
verso gli occidentali e le discriminazioni contro le donne.

Soprattutto,
dobbiamo creare un ambiente dove praticare l’Islam sia difficile. I
cittadini maomettani devono accettare di comportarsi come cittadini
secolari, oppure andarsene (Nota del traduttore: Russia e Cina si
sono comportate meravigliosamente bene a tale fine durante il Ramadan
del 2015). Ciò si può fare in modi che non siano razzisti e
discriminatori, ossia semplicemente rifiutandosi di fare concessioni
e aiuti speciali verso i maomettani. Bisogna vietare il canto del
muezzin, dato che è offensivo per le altre religioni. Bambini e
bambine devono prendere parte alle attività sociali e scolastiche,
insieme. Il velo deve essere bandito il più possibile, dato che è
uno strumento tradizionale per la sottomissione della donna.
Le ditte e gli edifici pubblici non devono essere costrette a
costruire le sale di preghiera per i maomettani. Le leggi sul
ricongiungimento familiare devono essere riscritte in modo da
scongiurare gli abusi. Gli investimenti maomettani nelle università
e nei media devono essere fermati.

Per
ora i maomettani si godono il meglio dei due mondi: possono seguire
le loro leggi medievali mentre si godono i frutti della civiltà
moderna. Dobbiamo metterli di fronte al fallimento catastrofico e
completo del loro modo di vivere, smettendo di aiutarli a mantenere i
loro stati primitivi e sovrappopolati con l’aiuto della tecnologia
occidentale. E’ solo grazie all’aiuto europeo che i loro stati non
sono ancora crollati.

Quello
che propongo è l’isolamento del mondo maomettano, non
dell’occidente. Anche se non possiamo accogliere tutti i non
maomettani, non vuol dire che debbano essere nostri nemici. La Jihad
viene combattuta contro tutto il mondo non maomettano, non solo
contro l’occidente. Dobbiamo smetterla di cercare di farci amici i
maomettani e concentrarci sui non maomettani.

Riguardo
all’Europa, la cosa più importante è smantellare l’UE nella sua
forma presente e riprenderci il controllo nazionale sui nostri
confini e sulle nostre legislature. L’UE è talmente inefficiente e
talmente infiltrata dai nostri nemici Eurabici e pro-Islamici da non
poter più essere riformata. Infine, bisogna fermare i doni degli
Eurabici verso i palestinesi e iniziare a sostenere Israele,
culturalmente molto più vicino a noi.

Forse
il futuro non appartiene all’
Islam[7]

Seaborne
osserva che molti sottovalutano la forza dell’Islam. Forse altri, tra
cui Mark Steyn e lo stesso Seaborne lo sopravvalutano, dimenticandosi
delle molte debolezze dell’Islam. Non bisogna sottovalutare il
nemico, anche perché l’Islam ha sfruttato intelligentemente le
nostre debolezze, ma non bisogna nemmeno farsi buttare giù dalla
disperazione.

Dobbiamo
iniziare una politica di contenimento verso il mondo maomettano. Non
dico che il contenimento è l’unica cosa necessaria, ma che è il
minimo che va fatto. Forse la diffusione della tecnologia delle armi
nucleari, il lato oscuro della globalizzazione, causerà una guerra
col mondo maomettano prima o poi. L’unico modo per evitare ciò è
intraprendere azioni, anche militari, per privarli di questa
tecnologia.

Dobbiamo
impedire ai maomettani di attaccarci. Non possiamo impedirlo del
tutto, ma possiamo ostacolare i loro sforzi. I maomettani vogliono
portarci allo sfinimento tramite il terrorismo, noi dobbiamo portarli
allo sfinimento tramite le nostre reazioni. Dobbiamo rendere chiaro
che per ogni attacco terroristico, noi reagiremo con la stessa
violenza, cosa che i maomettani temono. Si tratta di un nuovo
equilibrio del terrore. 

Il
Dottor
Koenraad Elst, uno dei migliori orientalisti belgi, scrive che
L’Islam
è in declino, nonostante i grandi sforzi demografici e militari (…)
colpi di coda di un regime morente”.
Il
Dottor Elst, comunque, ammette che questo declino non sarà immediato
e che c’è il rischio che i maomettani diventino la prima religione
d’Europa prima del collasso.

Darlymple
scrive che l’Islam è una religione da “Tutto o niente”, che non
può essere secolarizzata. Forse il futuro non appartiene all’Islam,
anzi è probabile che in poche generazioni l’Islam diventerà solo un
brutto ricordo. Nel frattempo, i maomettani saranno una fonte
continua di problemi per tutti, dall’Europa all’Asia. La buona
notizia è che probabilmente l’Islam non riuscirà a dominare il
mondo. La notizia cattiva è che forse sarà in grado di causare una
guerra mondiale nel tentativo di dominarlo. Possiamo solo tenerlo
alla catena e fare in modo da fargli fare meno danni possibile.

Diciamo
addio alle Nazioni Unite
?[8]

Lo
storico
David Littman è un rappresentante delle Nazioni Unite a Ginevra per
l’Association for World Education, e ha passato vari anni a seguire
l’influenza islamica nell’ONU. Secondo lui “Negli
ultimi anni, i rappresentanti degli stati maomettani hanno richiesto
e spesso ricevuto un trattamento di favore da parte delle Nazioni
Unite (…) Come risultato, adesso abbiamo leggi che trattano temi
come la blasfemia e la diffamazione dell’Islam. I governi non
maomettani hanno accettato di ubbidire a regole di condotta
rispettose della Shari’ah, oltre che all’autocensura nei confronti
dei temi che possono offendere l’Islam”.

Non
saprei dire come sarebbe il mondo dopo l’ONU. La cosa più importante
per ora è l’isolamento e il contenimento del mondo maomettano. Non
possiamo permettere ai nostri nemici di avere un’influenza diretta
sulle nostre politiche, cosa che fanno tramite l’ONU. Ha senso
parlare di crollo dell’UE e dell’ONU? Non lo so. L’ONU è stata
creata dopo la seconda guerra mondiale ed è passata attraverso la
Guerra Fredda, ma ora stiamo entrando in una nuova situazione di
guerra globale. Penso che vedremo grossi cambiamenti nel futuro
prossimo, grossi quanto i cambiamenti che hanno portato alla
fondazione dell’ONU. Per ora l’ONU ci serve a poco, mentre serve
tantissimo ai nostri nemici. E’ venuto il momento di dire addio alle
Nazioni Unite.

Fonti:

http://gatesofvienna.blogspot.com/2008/03/boycott-united-nations.html

1.
http://www.jihadwatch.org/dhimmiwatch/archives/020483.php
2.
http://www.jihadwatch.org/dhimmiwatch/archives/020474.php
3.
http://gatesofvienna.blogspot.com/2007/04/is-islam-compatible-with-democracy.html
4.
http://www.brusselsjournal.com/node/1224
5.
http://www.jihadwatch.org/archives/020490.php
6.
http://gatesofvienna.blogspot.com/2006/10/recommendations-for-west.html
7.
http://www.globalpolitician.com/22560-islam
8.
http://www.brusselsjournal.com/node/1224

Consigli
per l’Occidente – Parte 2

Autore:
Fjordman

L’occidente
di oggi soffe una carenza di sicurezza in se stesso, al punto da non
avere ancora del tutto chiaro il significato di “civiltà
occidentale”. La guerra civile interna all’occidente ha spianato la
strada per la guerra contro l’occidente dei maomettani, che vedono il
nostro multiculturalismo e la nostra accettazione dell’immigrazione
maomettana come segni di debolezza e di perdita di contatto con le
nostre radici.

Forse
dobbiamo risolvere i nostri conflitti interni prima di poter vincere
la guerra contro i maomettani. Quando gli uomini dell’occidente come
il re polacco Jan Sobieski III hanno guidato le loro truppe alla
vittoria durante la battaglia di Vienna del 1683, lo hanno fatto per
una varietà di ragioni: per il loro paese, per la loro religione,
per la loro cultura. La gente non ha bisogno solo di sopravvivere, ha
anche bisogno di qualcosa per cui vivere e combattere. Noi siamo
contro l’Islam, ma a favore di cosa?

Alcuni
dei motivi per cui combattere potrebbero essere la sovranità
nazionale e il diritto di preservare la nostra cultura e di
trasmetterla alle generazioni future. Stiamo combattendo per il
diritto di definire le nostre leggi e le nostre politiche, non per
essere tenuti in ostaggio dai sinistrorsi, dalle ONG e dai cosiddetti
progressisti.

Il
multiculturalismo è sbagliato perché le culture non sono tutte
uguali e perché viene usato come paravento da entità che hanno i
loro obiettivi nascosti. Il multiculturalismo serve come strumento
per ingannare le masse e per fargli ignorare il fatto che non hanno
più il controllo sui loro paesi. I sinistrorsi odiano la civiltà
occidentale e usano il multiculturalismo come strumento per
abbatterla, camuffato da un finto ideale di tolleranza. Il
multiculturalismo è la distruzione unilaterale della civiltà
occidentale.

Ci
sono dei liberisti di destra e dei grandi imprenditori che vedono
l’uomo solo come la somma delle sue funzioni economiche, ossia come
consumatore e lavoratore, lo homo economicus. Loro credono nel libero
mercato e nella libera immigrazione, fregandosene dell’impatto
culturale delle masse di immigrati. Questi sono gli “utili idioti”
che sostengono l’Islam senza rendersene neanche conto. 

Forse
la divisione in occidente non è tra Destra e Sinistra, ma tra quelli
che sostengono la sovranità nazionale e la cultura occidentale e
quelli che la osteggiano. Bisogna smetterla con la fesseria del
“rispettare le nostre differenze”, dobbiamo rispettare ciò che
ci rende un popolo e ciò che ci unisce tra noi. Dobbiamo ripulire i
nostri libri di scuola dalla propaganda anti-europea che li ha
infettati.

Nell’era
dell’immigrazione, della globalizzazione e del terrorismo, mantenere
i confini nazionali è diventato più importante, non meno. Nessuna
nazione sopravvive alla perdita dell’integrità territoriale,
soprattutto nessuna nazione democratica. Quelli che vogliono
abbattere i confini nazionali stanno abbattendo le fondamenta del
sistema democratico, basato sullo stato nazionale. La lotta per la
sovranità nazionale è la lotta per la democrazia, dato che finora
nessuno è mai riuscito a presentare un modello funzionante di
democrazia transnazionale.

Abbiamo
una classe politica che passa quasi tutto il tempo a viaggiare per il
mondo, senza provare nessun legame con il popolo che dice di
rappresentare. Forse ciò è inevitabile, ma porta a un senso di
distacco tra il popolo e coloro che dovrebbero guidarlo. Dobbiamo
ricordare ai nostri governi che le nostre tasse dovrebbero servire
per la difesa dei nostri confini nazionali. Se non riescono a farlo,
allora il contratto sociale è stato infranto e non abbiamo più
alcun motivo di pagarli le tasse. Il nostro grido di battaglia
dovrebbe essere: “Tasse nazionali, confini nazionali!”

L’occidente
sta perdendo la propria popolazione ed è in pericolo di invasione da
parte dei paesi poveri in fase di esplosione demografica. Gli
occidentali devono smetterla di sentirsi i più potenti del mondo e
di praticare l’altruismo: prima di tutto, l’occidente deve salvarsi.
Non siamo obbligati a “salvare il mondo”, soprattutto il mondo
maomettano. Non abbiamo più la forza finanziaria o la maggioranza
numerica, quindi non potremmo aiutarli nemmeno se volessimo. Non
siamo superpotenze e non possiamo aiutare il terzo mondo, di certo
non facendo trasferire tutti da noi.

Dobbiamo
fermare l’immigrazione di massa, sopratutto quella maomettana, per
almeno una generazione, in modo da assorbire e integrare gli
immigrati che abbiamo a casa. L’occidente è talmente destabilizzato
dall’immigrazione che ci potrebbero essere guerre civili nel futuro
prossimo. Abbiamo già degli enormi ghetti pieni di immigrati del
terzo mondo nelle nostre città. L’immigrazione del futuro dovrà
essere controllata e solo non maomettana.

Questo
stop all’immigrazione dovrà dimostrare che l’occidente non farà più
da scarico per l’eccesso di popolazione degli altri paesi. Abbiamo le
nostre culture e i nostri paesi, e vogliamo proteggerli. Non possiamo
accettare una quantità illimitata di immigranti. Soprattutto,
l’occidente e tutto il mondo non maomettano devono rendere i loro
paesi più ostili possibili all’Islam, implementando una politica di
contenimento verso il Dar al-Islam. Questa è la cosa più civile da
fare per salvarci e per limitare le perdite umane tra maomettani e
non.

Il
modo migliore per avere a che fare con il mondo maomettano è quello
di non averci a che fare. Bisogna fermare l’immigrazione, anche
tramite stratagemmi come quello di fermare l’immigrazione dai paesi
coinvolti in attività terroristiche. Dobbiamo cacciare via i
maomettani residenti in occidente che non abbiano ancora la
cittadinanza. Soprattutto, dobbiamo deportare i maomettani, cittadini
o no, che predicano la Shari’ah o la Jihad, che predicano l’odio
verso gli occidentali e le discriminazioni contro le donne.

Soprattutto,
dobbiamo creare un ambiente dove praticare l’Islam sia difficile. I
cittadini maomettani devono accettare di comportarsi come cittadini
secolari, oppure andarsene (Nota del traduttore: Russia e Cina si
sono comportati meravigliosamente bene a tale fine durante il Ramadan
del 2015). Ciò si può fare in modi che non siano razzisti e
discriminatori, ossia semplicemente rifiutandosi di fare concessioni
e aiuti speciali verso i maomettani. Bisogna vietare il canto del
muezzin, dato che è offensivo per le altre religioni. Bambini e
bambine devono prendere parte alle attività sociali e scolastiche,
insieme. Il velo deve essere bandito il più possibile, dato che è
uno strumento tradizionale per la sottomissione della donna.
Le ditte e gli edifici pubblici non devono essere costrette a
costruire le sale di preghiera per i maomettani. Le leggi sul
ricongiungimento familiare devono essere riscritte in modo da
scongiurare gli abusi. Gli investimenti maomettani nelle università
e nei media devono essere fermati.

Come
dice la giornalista Diana West del Washington Times, dobbiamo passare
da un’offensiva a favore della democrazia a una difensiva contro la
Shari’ah. Chiamare ciò “Guerra al terrorismo” è stato un
errore. Baron Bodisey del blog “Gates of Vienna” suggerisce lo
slogan: “Riprendiamoci la nostra cultura”, in modo da porre
l’accento sulla guerra civile nella cultura occidentale. Un’altra
idea è “Guerra contro l’Apartheid”, dato che la Shari’ah è di
fatto un sistema di apartheid in cui ci sono discriminazioni tra
donne e uomini, maomettani e infedeli. Chiamare la nostra lotta come
una lotta contro le discriminazioni aiuterà a fermare gli sforzi di
contro propaganda dei sinistrorsi.

Il
popolo deve essere educato riguardo alle realtà della Jihad e della
Shari’ah. Educare i non maomettani è importante, ma bisogna cercare
di educare anche i maomettani. Ci vogliono autorità e gruppi di
individui che si impegnino nello spiegare la vera natura dell’Islam,
tra cui le differenze tra credente e infedele, lo stato di guerra
permanente tra Dar al-Islam e Dar al-Harb e l’uso della Taqiyya e del
Kitman come tecniche di inganno.

Come
dice Hugh
Fitzgerald del blog “Jihad Watch”, dobbiamo spiegare come mai
l’Islam incoraggia la dittatura (dato che bisogna ubbidire al
dittatore se è un maomettano), la paralisi dell’economia, il
fallimento del pensiero (culto della personalità, ostilità verso il
pensiero libero e scettico) nei paesi maomettani. I maomettani
dovranno essere messi di fronte al fatto che i loro fallimenti
politici, economici, sociali, intellettuali e morali sono tutta colpa
loro e della cultura maomettana.

Fitzgerald
suggerisce anche di sfruttare le tante divisioni interne al mondo
maomettano: Divide et impera. L’Islam
afferma di essere universale, ma ritiene che gli arabi siano il
popolo migliore di tutti, al punto da fare da veicolo per la
supremazia araba sugli altri popoli. Oltre alla divisione tra arabi e
non, abbiamo anche la divisione settaria tra sciiti e sunniti, e la
divisione economica tra i paesi assurdamente ricchi e quelli poveri.

Le
divisioni settarie ed economiche si possono sfruttare senza fare
niente. Se il mondo occidentale smettesse di dare aiuti economici
(una forma di Jizya cammuffata) a paesi come Egitto, Pakistan,
Giordania e Palestina, farebbe solo bene. Tanto, potrebbero chiedere
aiuto agli arabi, i soldi non gli mancano.

Per
ora i maomettani si godono il meglio dei due mondi: possono seguire
le loro leggi medievali mentre si godono i frutti della civiltà
moderna. Dobbiamo metterli di fronte al fallimento catastrofico e
completo del loro modo di vivere, smettendo di aiutarli a mantenere i
loro stati primitivi e sovrappopolati con l’aiuto della tecnologia
occidentale. E’ solo grazie all’aiuto europeo che i loro stati non
sono ancora crollati.

Dobbiamo
privare arabi e maomettani della Jizya, ossia degli aiuti umanitari.
Dobbiamo istituire un nuovo Progetto Manhattan per liberarci dalla
dipendenza del petrolio arabo.

Mr.
Fitzgerald si chiede: “Cosa succederebbe ai ricconi arabi se il
mondo occidentale decidesse di confiscare i loro beni in Occidente
come beni appartenenti a nemici dello stato, così come venne fatto
per i beni appartenenti ai cittadini tedeschi all’estero durante la
Guerra? Cosa farebbero se venissero privati dell’accesso facilitato
alle cure mediche occidentali?”

C’è
chi dice che “a furia di combattere il nemico, si diventa come
lui”, ma sono fesserie. Britannici e americani non sono certo
diventati una nuova Germania nazista dopo la guerra? La verità è
che diventeremmo come i maomettani se non li combatteremo e non li
terremo fuori dall’Europa, dato che altrimenti saranno loro a
islamizzarci a forza. Noi occidentali non siamo temuti come
“oppressori”, ma disprezzati perché ci vedono come deboli e
decaduti.

Dovremo
implementare una politica di contenimento verso il mondo maomettano,
ma per fare ciò dovremo autorizzare azioni militari contro le
prepotenze arabe. I buddisti dell’Asia centrale erano moralmente
superiori ai maomettani. Ora sono tutti morti. Dobbiamo prepararci a
difendere le nostre scelte con le armi. Avere la superiorità morale
non ci aiuterà contro un presidente iraniano con le armi nucleari
che minaccia un altro Olocausto.

Lo
scrittore Raymond Kraft descrive la debolezza occidentale con queste
parole: “I maomettani hanno trasformato la civiltà degli USA e
dell’Europa in un’arma e l’hanno rivolta contro di noi. Hanno
trasformato la gentilezza, la compassione e la decenza umana in armi.
Siamo diventati troppo civili per sconfiggere i nostri nemici, forse
troppo civili per sopravvivere”.

Kraft
pensa che siamo stati ingenui nel credere che le azioni di Hezbollah,
Hamas, Al Qaeda, e di tutta la Jihad maomettana siano opera di
“fanatici”. In realtà si tratta di agenti statali agli ordini di
paesi come Iran, Syria, Arabia, a volte Russia o Cina, impegnati
nell’indebolire l’Occidente tramite atti di guerriglia.

I
cinesi e i russi non vogliono combattere una guerra aperta, ma
sarebbero contenti nel vedere gli USA indeboliti e vulnerabili, in
modo da gestire i prezzi e l’economia globale come vogliono loro.
Però c’è una differenza enorme: il mondo maomettano è nostro
nemico e lo sarà per sempre, Cina e Russia non devono essere per
forza nostri nemici. Sono entrambi ambiziosi e potenti, ma possono
essere convinti che opporsi a noi non valga la pena.

Ci
sono varie obiezioni contro la teoria del contenimento. Alcuni dicono
che è troppo severa, altri che è insufficiente. E’ vero che con la
situazione politica di oggi i maomettani che predicano la Shari’ah
non saranno mai deportati, ma la situazione politica non è eterna.

Per
colpa dell’immigrazione avremo guerre civili in tutta Europa, e gli
scontri con gli immigrati che vediamo ogni giorno in Francia, in UK e
altrove potrebbero essere solo gli inizi di queste guerre. Ciò
renderà finalmente chiaro quanto sia grave la situazione e
costringerà le altre nazioni occidentali a fermare l’immigrazione e
a fare pressioni per l’integrazione verso i cittadini maomettani.

Ho
sentito alcuni affermare che non si può contenere il mondo
maomettano dietro una Linea Maginot, non nel ventunesimo secolo.
Capisco l’obiezione e mi rendo conto che non sarà facile, ma
dobbiamo fare un tentativo. Il contenimento è proprio il minimo
necessario per proteggersi. La Jihad viene portata avanti tramite
mezzi militari, politici, demografici e diplomatici. La difesa contro
la Jihad deve essere altrettanto articolata.

Un’altra
critica è che tale politica di contenimento dia l’idea di un
Occidente solo, senza amici e sotto assedio. Prima di tutto, questa
politica è basata sul realismo, non sull’isolazionismo. Siamo nel
mezzo dell’ondata migratoria più grande della storia umana. Il fatto
è semplice: c’è troppa gente che vuole venire a vivere in
Occidente, molta più di quanta possiamo assorbire.

La
globalizzazione ha reso possibile emigrare in un altro paese,
mantenendo comunque i contatti con il proprio paese d’origine,
continuando a vivere come se non si fosse mai lasciato il paese.
Dobbiamo frenare l’immigrazione, per permettere agli immigranti di
assimilarsi prima che con la loro pressione culturale distruggano il
sistema democratico e la nostra società.

Quello
che propongo è l’isolamento del mondo maomettano, non
dell’occidente. Anche se non possiamo accogliere tutti i non
maomettani, non vuol dire che debbano essere nostri nemici. La Jihad
viene combattuta contro tutto il mondo non maomettano, non solo
contro l’occidente. Dobbiamo smetterla di cercare di farci amici i
maomettani e concentrarci sui non maomettani.

Le
ONU sono state infiltrate dai gruppi maomettani. Dobbiamo tagliargli
i fondi e lasciarli cuocere nel loro brodo. Come alternativa,
potremmo fondare un ONU aperta solo ai paesi con regimi democratici,
oppure espandere la NATO. L’idea più importante è quella di isolare
il mondo maomettano. Non possiamo permettere ai maomettani di
influenzare le nostre politiche tramite l’ONU.

L’occidente
deve cementare alleanze strategiche con i paesi non occidentali che
condividono alcuni dei nostri ideali e obiettivi, ossia paesi non
maomettani come Giappone, India, Thailandia, le Filippine e forse
altri. Dobbiamo trovare punti comuni con Russia e Cina in modo da
consultarci con loro.

Riguardo
all’Europa, la cosa più importante è smantellare l’UE nella sua
forma presente e riprenderci il controllo nazionale sui nostri
confini e sulle nostre legislature. L’UE è talmente inefficiente e
talmente infiltrata dai nostri nemici Eurabici e pro-Islamici da non
poter più essere riformata. Infine, bisogna fermare i doni degli
Eurabici verso i palestinesi e iniziare a sostenere Israele,
culturalmente molto più vicino a noi.

Gli
Europei dovranno anche liberarsi del loro welfare, ormai destinato a
crollare in poco tempo. Il welfare non è un male, ma le economie
degli stati col welfare non possono competere in un mondo dove ci
sono miliardi di capitalisti in paesi a basso costo della vita.
Inoltre, il welfare crea un falso senso di sicurezza che non ha senso
in un mondo altamente competitivo come il nostro e che porta a una
passività letale nella nostra lotta contro la Jihad. Non è escluso
che il welfare abbia contribuito alla bassa natalità nei paesi
occidentali. Dobbiamo usare i fondi del welfare per ricostruire le
nostre frontiere e i nostri eserciti. Gli europei hanno vissuto sotto
la Pax Americana per così tanto tempo che hanno dimenticato come
difendersi da soli. Questo non può più continuare (Nota del
traduttore: che stronzate da americano)

Gli
europei dovranno adattare una legislazione simile al Primo
Emendamento della costituzione americana, in modo da garantirsi la
libertà di parola. La ragione per cui le autorità europee stanno
diventando sempre più totalitarie nella loro censura è che vogliono
nascondere il fatto che non sono più in grado di difendere la
sicurezza dei propri cittadini e dei propri confini. L’Europa ha
bisogno di libertà di parola ora come non mai.

Bisogna
trovare un giusto mezzo tra il disfattismo e il chiudere gli occhi.
La situazione in Europa è molto grave, ma non è ancora del tutto
irrecuperabile. La Jihad delle vignette danesi ha dimostrato che
l’arroganza maomettana ha incoraggiato i maomettani ad essere troppo
aggressivi e a scoprire le carte troppo in fretta. Adesso il nostro
problema principale siamo noi. I governi europei hanno perso il
contatto col popolo e il popolo ha perso il contatto con la realtà.
L’Europa di oggi è afflitta da tante utopie, tutte destinate a
crollare: multiculturalismo, femminismo, transnazionalismo,
welfarismo. Ora dobbiamo decidere come agire.

Siamo
stati traditi dai nostri stessi governi, ma questa è solo parte del
problema. I popoli hanno i governi che si meritano. Forse abbiamo
avuto governi deboli perché siamo stati deboli, o forse perché hanno sfruttato le debolezze nella nostra mentalità, ad esempio
l’anti-americanismo, l’antisemitismo, il desiderio per il consenso,
la paura del dissenso, l’anti individualismo tipico dei socialisti o
la pigrizia tipica dei burocrati. I maomettani sono soggetti ai loro
problemi e ai loro governi corrotti, e danno la colpa agli altri dato
che non riescono a capire che la colpa è dei difetti della loro
stessa cultura. Noi non dobbiamo fare lo stesso errore. Gli europei
esportano legno, gli arabi esportano lagne*. Questo è il modo in cui
vanno le cose.

Probabilmente
la prossima generazione sarà quella che vedrà se l’Europa
continuerà ad esistere come entità occidentale. Dato che l’Islam
non è la causa delle debolezze europee, ma solo un’infezione
secondaria, è probabile che la minaccia islamica avrà l’effetto di
salvare l’Europa dalle sue debolezze. L’Europa soffrirà molto, ma
non ne morirà.

Come
disse Orson Welles nel suo film “Il Terzo Uomo”:

«In
Italia, sotto i Borgia, per trent’anni hanno avuto guerra, terrore,
omicidio, strage ma hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e
il Rinascimento. In Svizzera, con cinquecento anni di amore fraterno,
democrazia e pace cos’hanno prodotto? L’orologio
a cucù.»

Si
potrebbe dire che ciò è ingiusto nei confronti degli svizzeri,
popolo che ci ha dato grandi avanzamenti nella tecnologia e che può
dare lezioni di democrazia a tutti dato l’uso dei referendums e della
democrazia diretta. Comunque è vero che i rinnovamenti in Europa non
sono mai ordinati e tranquilli.

I
maomettani si vantano del fatto che le influenze islamiche abbiano
iniziato il Rinascimento. Ovviamente è una balla, ma forse questa
volta sarà vero. Forse questa lotta all’ultimo sangue contro l’Islam
è proprio lo schiaffo che ci voleva per rivitalizzare e riportare
all’azione la nostra civiltà. Forse c’è ancora abbastanza energia
in Europa per fermare un’altra invasione maomettana. Se fosse così,
allora dovremmo ringraziare i maomettani per averci portato ad un
secondo Rinascimento.

Bisogna
vedere cosa succederà. L’Europa avrà una guerra a breve, in un modo
o nell’altro. Nessuno sa ancora se questa guerra ci darà un nuovo
Michelangelo o un nuovo Muhammad.

Fonti:

http://www.globalpolitician.com/22568-west

* Nota del traduttore: Ho tradotto in tal modo l’espressione intraducibile “West exports wine, East esports whine”. Se non vi piace andate pure a succhiottare un cazzo saudita. 

2083 Una dichiarazione di indipendenza europea – Parte 7, la storia dell’Islam

Cari amichetti col cervello ridotto ad una nocciolina rinsecchita, continuo con la traduzione del Compendio di Berwick. Gli argomenti di oggi sono l’Islam nella storia, le crociate e la schiavitu’. Buona lettura.

Le
Crociate 1095-1270 AD
Serge
Trifkovic
Le
Crociate vengono viste nel mondo Maomettano nello stesso modo in cui
sono viste dalle università occidentali e dalla “casta” politica
occidentale. Tutti loro vedono le Crociate come una guerra di
conquista da parte dell’Europa Cristiana contro i Maomettani pacifici
e innocenti.
Ci
si potrebbe chiedere cosa ci facevano i Maomettani nella Terra Santa.
Muhammad e i suoi successori avevano condotto una serie di guerre di
conquista in cui la Terra Santa, ossia Gerusalemme in Palestina, era
stata conquistata dai Maomettani. I Turchi Selgiuchidi avevano
iniziato a impedire ai Cristiani il pellegrinaggio a Gerusalemme.
In
questo caso i Cristiani non erano solo i riconquistatori della Terra
Santa di loro proprietà, ma anche i giusti protettori dei loro
luoghi sacri.
Per
i Maomettani anche la guerra difensiva è una guerra di conquista. I
Maomettani sono obbligati a diffondere l’Islam, ma una terra che un
tempo è stata loro deve essere riconquistata in nome della Jihad.
Loro non accettavano la presenza degli stati Crociati ad Antiochia e
a Gerusalemme, perchè erano diventati di nuovo “Dar-al-Harb”, la
Casa della Guerra, dopo essere stati “Dar-al-Islam”, la Casa
dell’Islam.
Questo
è un aspetto della guerra tra Sionisti e Palestinesi che molti
occidentali non capiscono del tutto.
La
psicologia che motivava Saladino e gli altri a combattere i Crociati
è la stessa che ora motiva Hamas. In entrambi i casi non è solo una
faccenda di orgoglio nazionalista che spinge gli Arabi ad espellere i
coloni Europei prima ed Ebrei ora. E obbligo coranico per tutti i
Maomettani farei in modo che le terre che un tempo erano governate
dai Maomettani tornino sotto il loro dominio.
Dallo
storico Britannico Hilaire Belloc – Le Grandi Eresie – 1938
”… Mi
è sempre sembrato possibile, persino probabile, che ci sia una
resurrezione dell’Islam e che i nostri figli e nipoti vedranno di
nuovo la lotta tremenda tra la cultura Cristiana e il nemico che per
più di un millennio è stato il più grande avversario.” ”Sembrerà
assurda l’idea che l’Islam possa risorgere, ma solo perchè l’uomo è
influenzato dal suo passato prossimo: si potrebbe dire che è
accecato da esso…” ”Poco tempo fa, meno di cento anni prima
della Dichiarazione di Indipendenza, Vienna veniva quasi conquistata
e salvata solo dall’esercito Cristiano sotto il comando del Sovrano
di Polonia… in una data che dovrebbe essere la più famosa della
storia–”
11
Settembre 1683
Robert
Spencer
l’11
Settembre 1683 l’assedio di Vienna venne infranto. Questo è stato il
culmine della Jihad in Europa. Dopo quel giorno l’Islam cadde in
declino e il mondo Maomettano venne colonizzato e indebolito
dall’Europa. Sembra quasi certo che Osama Bin Laden scelse l’11
Settembre del 2001 per affermare che il declino del mondo Maomettano
era finito e che gli Jihadisti sono tornati, decisi a riprendere
quello che hanno interrotto a Vienna nel 1683.
Serge
Trifkovic
Se
guardiamo alla frattura tra il mondo Maomettano e quello
non-Maomettano possiamo notare qualcosa di molto interessante.
Anche
le società Islamiche più differenti tra loro, tanto che non
sembrano avere niente in comune, si comportano allo stesso modo nel
conflitto contro tutti i loro vicini.
I
Maomettani Indonesiani o di Timor Est hanno massacrato quel terzo
della popolazione dell’ex colonia che praticava la fede Cattolica.
Nelle
Filippine Meridionali ci sono violentissime rivolte Islamiche che
vanno a incrementare di anno in anno.
In
Indonesia ci sono i conflitti religiosi nelle Molucche, dove la
minoranza Cristiana è a rischio di estinzione.
Ci
sono violenti movimenti Islamici in Thailandia e in Xingjian, in
Cina.
Nel
subcontinente Indiano la storia è tragica, l’olocausto Indù del
periodo medievale è un episodio poco conosciuto in Occidente ma è
una ferita ancora aperta per gli Indiani del Kashmir.
In
Africa c’è una guerra continua in Sudan che dura dal 1987.
E’difficile stimare il numero di vite che sono state spezzate, ma è
probabile che sia nell’ordine delle centinaia di migliaia. La Nigeria
soffre di instabilità costante tra le province settentrionali che
premono sul governo per instaurare la legge Sharia.
Ovviamente,
in Mauritania i Maomettani fanno guerra continua ai non-Maomettani
del sud del paese.
Nell’ex
URSS i Maomettani Ceceni combattono, così come i Maomettani
Bosniaci, Serbi e Croati contro gli Albanesi, Serbi e Macedoni in
Ex-Yugoslavia.
Se
eliminassimo tutti questi conflitti il mondo diventerebbe un posto
decisamente pacifico. Se eliminassimo gli attacchi terroristici negli
ultimi cinque anni, quasi tutti causati da Maomettani, ci renderemmo
conto che alla fine la guerra al terrorismo è inutile perchè il
terrorismo non è poi tutto questo gran problema.
5.
La Guerra è inganno
Un
Senatore Americano del Nevada;
Sono
già stato qui per parlare dell’Islam e per dire che è una bella
religione. L’ho detto prima e lo ripeto; i medici di mia moglie,
ossia l’internista e il chirurgo che l’ha operata, sono due membri
della fede islamica. Li conosco bene, sono stato nelle loro case, ho
fatto amicizia con loro e ho parlato di argomenti molto seri con
loro. Ci siamo aiutati a vicenda per problemi familiari. Sono stato
con loro nella nuova Moschea di Las Vegas.
Sono
persone meravigliose con famiglie meravigliose che mi hanno fatto
capire che l’Islam è una buona religione con un modo di vivere sano
e igenico come la loro religione comanda. Hanno anche grandi valori
spirituali. E’un peccato che ci siano persone perverse nel mondo che
cercano di infangare questa religione così bella. Non credo che
riusciranno a infamare la loro religione. Credo che il potere di
questa religione e della gente che la pratica batteranno queste
persone che la usano per fare del male agni innocenti.
Robert
Spencer
L’Islam
è una religione e un sistema politico che ordina la guerra contro
gli infedeli fino alla loro conversione o sconfitta. Questa è la
giustificazione che usano tutti i terroristi del mondo: che il loro
comportamento è basato sugli elementi principali della religione
Musulmana.
Questo
è il caso; è davvero difficile per i Maomettani moderati e pacifici
dire alla loro comunità che cià non sia vero. Lo diranno soltanto
quando vorranno ingannare gli occidentali tramite la dottrina
islamica della “Taqiyya”, dissimulazione religiosa. Oppure, sono
onestamente ignoranti di ciò che l’Islam insegna.
Sahih
Al-Bukhari – Vol 4, Libro 52, Hadith 269
Il
Profeta disse ”La Guerra è inganno.”
Abdullah
Al-Araby
In
generale non è permesso mentire per un Maomettano. Però, a
differenza delle altre religioni, ci sono situazioni in cui un
Maomettano ha il permesso o addirittura l’incoraggiamento a mentire.
Questo concetto è chiamato “Al-Taqiyya”, che significa
“prevenzione”. Un Maomettano ha il permesso di mentire per
prevenire danni a sé, al suo gruppo o all’Islam.
Robert
Spencer
Chi
è sotto pressione può mentire per proteggere la religione. Così
insegna il Corano, Sura 23, Versetto 28 e Sura 16, Versetto 106.
Abdullah
Al-Araby
Ci
sono alcune licenze per mentire. Un Maomettano può mentire per la
causa Islamica, può mentire alla sua famiglia per mantenere la pace,
può mentire a sua moglie. Un Maomettano può mentire ad un altro
Maomettano per mantenere la pace nella società.
Mohammad
stesso ordinava alla gente di mentire. Quando ordinava la morte di
qualcuno gli assassini gli dicevano di non poterlo uccidere senza
usare le menzogne, cosa che il profeta permetteva.
La
vita di Muhammad – P 367
L’Apostolo
disse: “Chi mi libererà di Ibnul-Ashraf?” Muhammad bin
Maslama, fratello di Bani Abdu’l-Ashhal, disse, “Me ne occupero
io per te, Apostolo di Dio, lo ucciderò io.” Lui rispose,
“Fallo se ne sei in grado.” “L’importante è che tu ci
provi {disse il Profeta a Muhammad bin Maslama}. Lui disse ,
“Apostolo di Dio, per farlo dovremo mentire.” {Il Profeta}
gli rispose, “Dite quello che volete, in questo siete liberi.”

Serge
Trifkovic
Gli
ambasciatori dell’Islam nel mondo occidentale sanno come giocare i
loro giochi. Sanno come presentare la loro causa in una maniera che
non è solo accettabile dalla società occidentale, ma anche giusta e
ragionevole. Gli ambasciatori si appellano alle istituzioni
democratiche e ai diritti umani sapendo benissimo che quando avranno
il potere essi aboliranno queste istituzioni e negheranno i diritti
umani agli altri.
Sahih
Al-Bukhari – Vol 7, Libro 67, Hadith 427
”Per
Allah e ad Allah piacendo, se faccio un giuramento e dopo trovo
qualcosa di meglio, allora faccio quel che è meglio e rinnego il
giuramento.”
Walid
Shoebat – Esperienze personali sulla “al-Taqiyya”
Quando
lavoravo come traduttore presso il Luc College di Chicago
organizzavamo raccolte fondi per i movimenti Jihadisti, tra cui
l’OLP. Attaccavamo manifesti per pubblicizzare l’evento attorno al
College. Mi ricordo che in Arabo venivano scritti i fatti: portate i
vostri amici, stiamo raccogliendo fondi per sostenere i nostri
fratelli Jihadisti in Libano nella guerra contro Israele. Nella
traduzione in Inglese scrivevamo che stavamo organizzando un evento
culturale Mediorientale in cui tutti erano i benvenuti e avremmo
servito agnello e ”baklava”…

L’Occidente
non capisce il livello dell’inganno sociale che avviene in tutti gli
aspetti della vita sociale, anche da parte dei Maomettani moderati.
Quando siamo tutti insieme come gruppo le conversazioni sono
differenti. Appena arriva un occidentale l’intera conversazione
cambia per renderla compatibile con la mentalità occidentale.
Quando
lavoravo per una compagnia Americana durante la Guerra nel Golfo
tutti acclamavano la TV quando un missile SCUD colpiva Riad, mentre
quando uno SCUD colpiva i campi Americani erano tutti tristi. Io ero
insieme ai miei colleghi Americani e dicevo “Mi dispiace che ci
siano vittime tra gli Americani”. Per la frustrazione del dover
mentire su quello che sentivo davvero, aprivo il finestrino della
macchina durante la strada di ritorno e urlavo senza sosta; Allahu
achbar!, Allahu achbar!
Questa
è la frase che devi urlare quando il nemico viene ucciso e sei il
vincitore. Se era un giorno vittorioso per l’Iraq per me era “Allahu
achbar

sull’autostrada quando nessuno poteva sentirmi. Quando tornavo a casa
incontravo gli altri Medio-orientali del mio condominio. Guardavamo
la guerra del Golfo sulla TV via satellite del mio appartamento e
lodavamo Allah ogni volta che un Americano veniva ucciso. Ma non era
la stessa faccia che mostravamo in mezzo agli Americani. Quando
eravamo tra di loro facevamo finta di essere dalla loro parte. Era
tutta una facciata, la verità era nascosta agli occidentali.
Bat
Ye’or
E’stato
Edward Said, lo scrittore di “Orientalism”, il creatore dell’idea
che questa nuova versione dell’Islam sia una religione di pace e
tolleranza. Quest’idea è radicata in tutte le università
occidentali. Secondo questa visione la Dhimmitude e la Jihad sono
sparite.
Robert
Spencer
Edward
Said scrive nel suo libro “Orientalism” che gli occidentali che
criticano il mondo Islamico sono razzisti e imperialisti. Con
affermazioni simili si cerca di convincere gli Occidentali che i
Maomettani in Occidente non devono essere accusati di essere contro
la società secolare dell’Occidente. Tutto ciò è vero perchè
l’Islam è la religione della pace, nonostante la storia politica
dell’Islam dica tutto il contrario.
Questa
fantasia è diventata talmente comune nei discorsi pubblici in
Occidente che chiunque non sia d’accordo viene immediatamente
considerato un razzista, un bigotto e un fomentatore d’odio. Ciò è
un mezzo efficace in un paese dove il razzismo è un peccato
capitale, tanto che non è più possibile discutere seriamente sul
modo in cui gli immigranti Maomettani sono legati alla legge Sharia e
sulle loro intenzioni verso la società secolare in cui vivono.
6.
Più che una Religione
Portavoce
per l’amministrazione Bush:
Questo
non è uno scontrocon l’Islam o con gli Arabi, questa è una faccenda
di libertà, non di cultura. Qui si parla di lavorare insieme ai
governi Maomettani che vogliono entrare nel mondo moderno. Noi
lavoriamo con i governi Maomettani che vedono se stessi come governi
di di pace, contrari alla violenza, al terrore e a coloro che
vorrebbero tenere il mondo nel passato e distruggere la pace e la
libertà degli altri. Noi crediamo che il vero volto dell’Islam sia
quello di una religione di pace, con cui vogliamo collaborare.
Abdullah
Al-Araby
L’Islam
è sempre stato più che una religione. L’idea che l’Islam sia una
religione spirituale (come ad esempio il Cristianesimo) è
completamente sbagliata.
Serge
Trifkovic
Sarebbe
sbagliato descrivere l’Islam come una religione. Dai suoi inizi ai
tempi di Muhammad l’Islam è stato un progetto geopolitico, un
sistema di governo e una ideologia politica.
Robert
Spencer
Fin
dall’inizio l’Islam è stato insieme una religione ed un sistema di
governo. Ad esempio, il calendario Maomettano non inizia con la
nascita di Muhammad o con la sua prima rivelazione da Allah, come ci
si potrebbe aspettare da una religione. L’anno 1 per loro è l’anno
in cui Muhammad è diventato il generale di un esercito e un capo di
stato a Medina. Questo è l’inizio del calendario Maomettano perchè
nella loro mentalità l’Islam è un sistema sociale e politico, oltre
che una fede individuale.
Serge
Trifkovic
Nell’Islam
la separazione tra potere temporale e potere religioso non è solo
impossibile, ma persino eretica. Solo con la completa fusione di
tutti gli aspetti della vita umana e di tutte le funzioni legali e
politiche si può avere il Califfato, lo Stato correttamente
organizzato secondo il volere di Allah.
Walid
Shoebat
Quando
gli occidentali pensano a una religione, pensano ad un fatto privato.
Ad esempio, un Buddhista frequenta il suo tempio e prega, un Ebreo
dice il “mitzvah
alla sinagoga, un Maomettano paga la “zakat
alla moschea, un Cristiano frequenta la Messa di domenica.
Gli
occidentali pensano che la pratica di una religione sia una faccenda
privata e personale. Così, quando vedono l’Islam lo paragonano al
modo in cui vedono la religione. Questo è un grosso errore.
L’Islam
non è una religione personale, l’Islam è la legge Sharia, l’Islam è
PRIMA una forma di governo, POI l’applicazione personale di ciò. Non
è solo il modo di pregare e la direzione verso cui si prega, è il
modo in cui ci si veste e in cui si parla.
Per
l’Islam non puoi andare in paradiso se non preghi in Arabo, non puoi
leggere il Corano se non in Arabo. L’Islam è un sistema imperialista
in cui tutti devono parlare Arabo, pensare in Arabo e praticare la
religione in Arabo. E’una legislazione che comanda il modo in cui
devi mangiare, in cui devi sposarti, il modo in cui ti devi
rapportare allo Stato, all’esercito, ai giovani, alle donne. OGNI
ASPETTO DELLA VITA DIVENTA ISLAMICO. Per loro tutto è Islam.
Sahih
Al-Bukhari – Vol 2, Libro 23, Hadith 413
Gli
Ebrei portarono dinanzi al Profeta un uomo e una donna dei loro che
avevano commesso una relazione illecita (adulterio). Il Profeta
ordinò che venissero lapidati a morte entrambi vicino al luogo in
cui si offrivano le preghiere funebri dietro la moschea.
Sahih
Al-Bukhari – Vol 7, Libro 62, Hadith 88
Il
Profeta scrisse il contratto di matrimonio con Aisha quando lei aveva
sei anni e consumò il suo matrimonio con lei quando ne aveva nove.
Lei rimase con lui per nove anni (fino alla morte di lui)
Robert
Spencer
Non
c’è modo in cui la Sharia Islamica possa essere compatibile con i
concetti occidentali di diritti umani e di libertà di coscienza.
L’Islam tradizionale proibisce ai Maomettani di cambiare religione.
Non c’è modo di uscirne. E’proibito ai non-Maomettani il vivere in
società allo stesso livello dei Maomettani. E obbligatorio che i
Non-Maomettani siano cittadini di seconda classe (Dhimmi) e che non
possano avere alcuna autorità sui Maomettani. La storia insegna che
gli edifici religiosi dei Dhimmi non potevano essere costruiti o
riparati, costringendo le comunità a vivere in un costante stato di
declino.
Sura
5, Versetto 51
O
credenti! Non prendiate gli Ebrei o i Cristiani come Auliya (amici,
protettori, aiutanti), loro sono Auliya l’uno con l’altro. Se uno dei
nostri li prende come Auliya, di sicuro è uno di loro.
Serge
Trifkovic
E’impossibile
per un non-Maomettano che vive in una società Maomettana invocare i
suoi diritti civili e i suoi diritti umani, dato che essi sono
indipendenti dalla Sharia. Ci si aspetta che il non-Maomettano si
sottometta volentieri alla Sharia e che accetti il Dhimmi per la sua
protezione. Un Dhimmi è uno che si è subordinato volontariamente ai
suoi padroni Maomettani.
La
vita di Muhammad – P 368
Lo
salutammo mentre pregava e gli dicemmo che avevamo ucciso i nemici di
Allah. Lui sputò sulle ferite del nostro camerata e ce ne tornammo
alle nostre famiglie.
Il
nostro attacco ai nemici di Allah sparse il terrore tra gli Ebrei,
tanto che non c’era Ebreo nella Medina che non temesse per la sua
vita.
Walid
Shoebat
Muhammad
diceva chiaramente, come è documentato nelle Hadith, che; “Ho
avuto l’ordine di combattere finchè tutti non diranno che Allah è
l’unico Dio e che Muhammad è il suo Profeta”. Questo è il modo in
cui l’Islam è stato diffuso nel Nordafrica, in Indonesia e nel Medio
Oriente.
La
Siria e il Libano non erano Maomettane. Anche l’Arabia Saudita era
una moltitudine di tribù. L’Islam è stato diffuso in quei luoghi
con la spada. Non vedrai mai sinagoghe o chiese in Arabia Saudita. Il
Cristianesimo è inesistente. I Maomettani stanno conquistando anche
il villaggio di Betlemme, in cui i Cristiani sono solo il 20%.
In
Libano i Cristiani stanno scappando a frotte, dato che Hezbollah è
molto attiva. Il Libano era una nazione Cristiana, ma ora è in fase
di Islamizzazione.
Robert
Spencer
I
Maomettani che arrivano negli Stati Uniti o in Europa con l’idea che
la Sharia sia la legge di Allah vedono la nostra libertà di
religione e si accorgono che le leggi sono basate sul consenso
popolare e su rappresentanti eletti, non sul Corano.
Quando
vedono tutto questo lo classificano come “Jahelia
o ignoranza, il periodo di ignoranza delle nazioni che non hanno
ancora conosciuto l’Islam. Il Pakistan, l’Iran e le altre nazioni
simili definiscono il loro periodo pre-Islamico come la “Jahelia”.
I Maomettani considerano anche gli Stati Uniti e l’Europa come ancora
in fase di Jahelia.
Molti
Maomettani che emigrano in occidente vogliono stabilire un governo di
tipo Maomettano perchè per loro gli stati secolari e il governo
democratico non hanno legittimità.
Per
loro non c’è bisogno di elezioni per stabilire la legge, basta
obbedire a quello che dice Allah.
7.
La Casa della Guerra
Robert
Spencer
La
cosa più importante che l’Occidente deve capire sull’Islam di oggi è
che si tratta di un sistema politico, non solo di una religione.
E’una religione e un sistema di fede che obbliga alla guerra contro
gli infedeli e alla costruzione di una società del tutto
incompatibile con la società occidentale. Gli occidentali hanno
bisogno di capirlo, dato che i Maomettani stanno arrivando nel mondo
occidentale con questa fede e con tutte le intenzioni di agire in
base ai suoi dettami.
Queste
sono le motivazioni dietro al terrorismo moderno e gli obiettivi di
milioni di Maomettani in tutto il mondo. Questi fatti rimangono
generalmente nascosti agli occhi della gente per colpa della
“tolleranza”, del controllo dei media e della poca volontà del
governo di affrontare il terrorismo.
Walid
Shoebat
Il
fondamentalismo Islamico è ancora dormiente in occidente. Un esempio
di ciò è dato da Saladino, l’eroe Maomettano che ha sconfitto le
crociate.
La
storia è andata così: il diplomatico Arabo andò da Saladino e gli
disse: “Il Corano dice, se
chiedono la pace concedetegliela
”,
il che significa che se il nemico chiede la cessazione delle ostilità
bisogna accordagliela perchè così dice il Corano. Saladino rispose:
“Tu sei un Arabo mentre io sono Curdo, di sicuro conosci il Corano
meglio di me e saprai che esso dice Perchè
concedere la pace quando abbiamo il sopravvento?

Entrambi i versetti sono nel Corano. Devi concedere la pace quando
sei più debole, come dice il termine Hudna”.
La
Hudna è il “cessate il fuoco”. In Iraq,
Sadr chiedeva la Hudna perchè sapeva di non poter battere gli
Americani. La Hudna avviene in molti conflitti in cui l’Islam è il
più debole. Ma appena l’Islam diventa abbastanza forte non ha più
motivi per concedere la pace.
Per
questo il fondamentalismo Maomettano in occidente racconta la balla
che l’Islam è una religione di pace. I Maomettani stanno solo
aspettando di avere più immigranti, di avere il vantaggio numerico e
il potere politico. Quando lo raggiungeranno la storia si ripeterà.
Vedrete il vero volto del fondamentalismo Maomettano nel vostro
paese.
Robert
Spencer
Mi
dispiace, ma non c’è possibilità di trattare con gli Jihadisti. Non
ci si può venire a patti. L’Islam è molto chiaro sull’argomento,
tanto da non permettere relazioni pacifiche tra stati Maomettani e
non-Maomettani. Al massimo viene permesso un periodo di 10 anni in
cui si ha la Hudna (tregua), ma solo per permettere ai Maomettani di
radunare le forze. Questa non è la pace come noi la conosciamo, ma
solo una tregua temporanea.
Questa
è una guerra che gli Jihadisti hanno combattuto per 14 secoli e che
sono disposti a combattere per altri 14.
Sura
47, Versetto 4
Quando
[in combattimento] incontrate i miscredenti, colpiteli al collo
finché non li abbiate soggiogati, poi legateli strettamente. In
seguito liberateli graziosamente o in cambio di un riscatto, finché
la guerra non abbia fine. Questo è [l’ordine di Allah]. Se Allah
avesse voluto, li avrebbe sconfitti, ma ha voluto mettervi alla
prova, gli uni contro gli altri. E farà sì che non vadano perdute
le opere di coloro che saranno stati uccisi sulla via di Allah:
Serge
Trifkovic
Nella
mentalità Maomettana il mondo è diviso nella “Casa dell’Islam”,
dove è stata stabilita la legge Islamica e nella “Casa della
Guerra”, ossia il resto del mondo.
Questa
divisione ricorda le altre ideologie totalitarie, in particolare il
comunismo. Entrambi cercano di cambiare la storia del mondo. Il
cambiamento arriverà quando il mondo intero diventerà Maomettano o
quando la rivoluzione proletaria porterà i lavoratori al potere in
tutto il mondo, causando la fine dello stato, della moneta e
dell’oppressione di classe. Entrambe le ideologie ammettono la
possibilità di periodi di tregua. E’ possibile avere una coesistenza
pacifica con loro, ma questa coesistenza è solo una pausa di respiro
in una guerra senza fine, non una soluzione permanente.
Sahih
Al-Bukhari – Vol 4, Libro 52, Hadith 196
L’Inviato
di Allah ha detto, “Ho avuto l’ordine di combattere contro tutte le
genti finchè tutti diranno che non esiste altro Dio che Allah.
Robert
Spencer
Alcuni
credono che le cose sarebbero andate diversamente se avessimo
cambiato le nostre politiche verso Israele, verso l’Iraq o verso
qualcos’ altro, oppure se non avessimo abbattuto il regime Mossadegh
in Iran nel 1953… Queste idee sono ridicole, sono basate sulla
mancanza di comprensione dei motivi e degli obiettivi dei Jihadisti.
Questo
non è un conflitto creato con la creazione di Israele o con
l’ingresso dell’esercito USA in Iraq. La Jihad globale è andata
avanti senza sosta fin dal settimo secolo, con dei periodi di pausa
nei momenti in cui il mondo Maomettano era troppo debole per
combattere.
Bat
Ye’or
La
domanda da farci è: vogliamo conservare i nostri valori
Giudaico-Cristiani e la nostra civiltà o vogliamo andare verso lo
schiavitù dei Dhimmi per tutta l’Europa?
Questo
processo non coinvolge gli USA ma causerà l’isolamento degli USA nel
mondo, che dovranno affrontare la geopolitica di una Europa
Islamizzata. Questo è un problema che dovrà essere affrontato dagli
Europei e dagli Americani: la scelta tra libertà e Dhimmi.
Serge
Trifkovic
Nel
prossimo secolo l’occidente dovrà difendersi contro l’attacco
globale della Jihad e dovrà chiedersi qual’è lo spazio geografico e
culturale da difendere e in nome di cosa. Difendere l’occidente in
nome dell’ideologia del multiculturalismo è impossibile.
Il
multiculturalismo e il liberalismo post-moderno non sono cose per cui
vale la pena morire. Non sono ideologie in grado di ispirare la gente
a fare quel che i loro antenati hanno fatto a Poitiers durante la
prima ondata e alle porte di Vienna nel 1683 durante la seconda
ondata.
La
Jihad globale ha dalla sua parte la motivazione di milioni di persone
che vogliono diffondere la loro fede e migliorare la loro posizione
materiale alle spese degli infedeli. All’inizio ciò avverrà tramite
l’immigrazione, dopo se necessario tramite altri mezzi.
Walid
Shoebat
L’occidente
deve capire che l’Islam ha il potenziale di diventare pericoloso come
lo erano il Nazismo e il Comunismo. Come in queste due ideologie,
nell’Islam il fine giustifica sempre i mezzi. Non c’è rispetto per i
confini nazionali, dato che l’intera ideologia dell’Islam è quella
di diffondere il loro modo di vivere in tutto il mondo. Queste solo
le cose che vengono insegnate nelle scuole del Medio Oriente, in
Arabia Saudita e in tutto il mondo. L’Islam intende conquistare e
continuare a conquistare finchè tutto il mondo dirà: Allah è
l’unico Dio e Muhammad è il suo profeta.
Serge
Trifkovic
La
peculiarità dell’Islam deve essere guardata in faccia. Dico ciò con
la consapevolezza che offenderò alcuni occidentali: a differenza
degli Indù, dei Confuciani e dei nostri nemici dell’Africa
sub-sahariana, i Maomettani hanno una tendenza inerente
all’espandersi e a convertire il resto del mondo, non solo alla loro
religione ma anche alla loro mentalità e al loro sistema legale e
morale. Non lo diranno mai apertamente finchè sono in minoranza, ma
lo abbiamo già visto varie volte durante la storia. Appena avranno i
numeri per imporre la loro volontà lo faranno.
I
miracoli capitano. Non so se sarà un altro attacco terroristico
ancora più sanguinoso a fare da catalisi, o se sarà un conflitto
geopolitico nel Medio Oriente, forse con Israele in grave pericolo,
ma credo e spero che qualcosa svegli gli Europei e li avverta che è
il momento di alzarsi e farsi valere. Prima che sia troppo tardi…
Prodotto
e diretto da Gregory M. Davis e Bryan Daly. Prodotto e distribuito da
Quixotic Media, LLC USA 2006

1.8
Schiavi Europei, schiavisti
Arabi

By
Andrew G. Bostom
Una
protesta pubblica a Washington, DC, il 5 Aprile 2005 ha messo in
evidenza la situazione dei nativi Mauritani schiavizzati dagli
schiavisti Arabi. Negli ultimi due decenni del ventesimo secolo c’è
stato un vero genocidio Jihadista, tramite riduzioni in schiavitù,
perpetrato dal governo Maomettano Arabo di Khartoum contro i
Cristiani e gli animisti nel Sudan meridionale, mentre lo stesso
governo continua a praticare massacri e riduzioni in schiavitù verso
i Maomettani-Animisti del Darfur. Questi tragici fenomeni odierni
riflettono la brutalità ereditaria della schiavitù Jihadista.
Schiavitù
Jihadista
Il
legame tra la Jihad (una istituzione permanente dell’Islam) e la
schiavitù, fornisce la spiegazione per l’estensione e la durata di
essa nelle società Maomettana.
Questa
osservazione generale si applica anche per le forme specializzate di
schiavitù, tra cui gli eunuchi, i soldati schiavi (specialmente tra
gli adolescenti), la schiavitù infantile e gli harem. La schiavitù
Jihadista, in tutte le sue manifestazioni, è diventata una
istituzione importante per l’Islamizzazione espansionista e per il
sostentamento delle società Maomettane.
Ruolo
della schiavitù nell’Islamizzazione
Patricia
Crone, nella sua analisi recente delle origini e dell’evoluzione del
pensiero politico Maomettano, espone un legame importante tra la
riduzione in schiavitù di grandi masse di prigionieri durante la
Jihad e il ruolo di esse come Islamizazione forzata. Dopo una Jihad
vittoriosa:
I
prigionieri di sesso maschile venivano uccisi o ridotti in schiavitù,
quale che fosse la loro fede religiosa (i Popoli del Libro non erano
protetti dalla legge Maomettana finchè non accettavano il dhimma.)
A volte i prigionieri venivano costretti a scegliere tra l’Islam e la
morte, oppure erano loro stessi a dire di essersi convertiti per
evitare il patibolo: secondo i giuristi ciò era accettabile, anche
se si erano convertiti solo per paura. Le donne e i bambini venivano
ridotti in schiavitù allo stesso modo.
I
prigionieri erano importanti, tanto che i guerrieri Maomettani ne
prendevano un gran numero. A parte quelli che si convertivano, alcuni
venivano liberati sotto riscatto e il resto ridotti in schiavitù,
spesso per uso domestico.
Vivendo
in case Maomettane gli schiavi si convertivano quasi sempre,
incoraggiati o costretti dai loro padroni, bisognosi della loro
approvazione o lentamente abituatisi alla mentalità Maomettana.
Anche se il Dhimmi e lo schiavo non venivano costretti a scegliere
tra conversione o morte, le loro conversioni erano essenzalmente
forzate [1]
Gli
Indù, considerati idolatri e schiavizzati in gran numero durante le
ondate di conquiste Jihadiste che hanno devastato il subcontinente
Indiano per mezzo millennio (fin dall’ottavo secolo) venivano
costretti alla conversione senza alcuna remora. La schiavitù
Jihadista ha contribuito sostanzialmente alla crescita della
popolazione Maomettana in India. K.S. Lal spiega che: [2]
Gli
Indù che opponevano resistenza all’occupazione Maomettana erano
cosiderati ribelli. In ogni caso, si trattava di idolatri (mushrik)
che non potevano godere dello stato di Kaffir, ossia Popoli del
Libro. Le scritture Maomettane ordinavano la Jihad verso gli
idolatri, a cui poteva solo essere offerta la scelta tra conversione
o morte.
Coloro
che non venivano uccisi in battaglia venivano presi come schiavi e
convertiti a forza. La tratta degli schiavi in India era il commercio
più fiorente e la migliore attività di proselitismo per i
missionari (Maomettani). Ogni Sultano, come campione dell’Islam,
capiva la necessità del diffondere l’Islam in India in modo da
Islamizzare il paese e contrastare la resistenza dei nativi.
Vryonis
descrive come la schiavitù Jihadista , come veniva praticata dai
Selgiuchidi e dai primi Ottomani, fosse una strategia di
Islamizzazione in Asia minore dall’undicesimo al quattordicesimo
secolo[3]:
La
schiavitù contribuì al declino del numero dei Cristiani. Fin
dall’inizio delle razzie Arabe nella terra di Rum, il traffico di
uomini è sempre stato una parte molto importante del bottino. Ci
sono ampie testimonianze nei documenti contemporanei del fatto che
questa situazione non cambiò quando i Turchi presero il comando
della Jihad in Anatolia.
I
Turchi prendevano in schiavitù uomini, donne e bambini da tutti i
centri urbani e dalle campagne in cui le popolazioni erano indifese.
Nei primi anni, quando i Turchi non erano ancora stabiliti in
Anatolia, i prigionieri venivano mandati in Persia o in altri luoghi.
Dopo la fondazione dei principati Turchi Anatoli, una parte degli
schiavi rimaneva in Anatolia al servizio dei conquistatori.
Dopo
aver esaminato i metodi violenti e spesso brutali usati per imporre
la coscrizione infantile del devshirme e il declino conseguente delle
popolazioni Cristiane native del luogo (causato da espropri e fuga di
massa), Papoulia conclude che questa strategia Ottomana di
Islamizzazione era essenzialmente uno stato di guerra : [4]
Le
fonti parlano di piasimo (rapimenti) aichmalotos paidon (cattura) e
arpage paidon (rapimento di bambini), ammettendo che i bambini
perduti per la devshirme erano considerati vittime di guerra. Rimane
aperta la domanda: secondo la legge Islamica è possibile considerare
la devshirme come un atto di guerra? Gli storici Ottomani dell’età
aurea del loro impero cercavano di considerarla come be’anwa,
conseguenza della conquista militare.
E’vero
che i Greci e gli altri popoli dei Balcani non si erano arresi senza
combattere, quindi per il Corano andavano trattati secondo
l’Ahl-al-Qitâb: sterminio, conversione forzata oppure lo stato di
aman, ossia il pagamento perpetuo di tasse pro capite. In caso di
resa volontaria gli Ottomani concedevano l’esenzione da queste
condizioni, in particolare la tassazione, considerata una punizione
per la resistenza. La devshirme era un’espressione del continuo stato
di guerra tra conquistatori e conquistati, tanto che da sola la
devshirme è sufficiente per postulare un continuo stato di guerra.
Sotto
il regno di Shah Abbas I (1588—1626), la teocrazia Sciita Safavida
in Iran espandeva il suo sistema di razzie nelle zone Cristiane della
Georgia e dell’Armenia. I Cristiani Georgiani, Armeni e Circassi del
Caucaso venivano ridotti in schiavitù in gran numero e convertiti
all’Islam Sciita. Gli uomini venivano impiegati come schiavi militari
o amministrativi, le donne venivano mandate negli harems.
Probabilmente
avvene un cambiamento tra il 1700 e il1800, dato che gli schiavi
smisero di arrivare dal Caucaso per iniziare ad arrivare in gran
numero dall’Africa attraverso il Golfo Persico [5] Ricks scrive che
durante il regno dello Scià Sultano Husayn;
La
corte reale si era ampliata, a giudicare dal numero di schiave e
schiavi, tra cui diversi eunuchi bianchi e neri. Secondo uno storico
contemporaneo, lo Scià Sultano Husayn (d. 1722) aveva l’abitudine di
visitare i mercati di Isfahan nel primo giorno dell’anno Iraniano (21
Marzo) con tutta la sua corte a seguito. I cronisti contemporanei
stimavano che nella corte reale c’erano 5000 schiavi tra bianchi,
neri, donne e uomini. Tra questi bisogna includere 100 eunuchi di
pelle nera. [6]
Clement
Huart, scriveva nel 1907 che gli schiavi erano il bottino più
importante durante le razzie Jihadiste: [7]
Non
molto tempo fa, varie spedizioni hanno attraversato la Amoû-Deryâ,
la frontiera meridionale delle steppe e hanno devastato le regioni
orientali della Persia per rapire schiavi; ci sono state altre razzie
nel cuore inesplorato dell’Africa, che hanno dato fuoco alle aree
abitate e hanno massacrato le popolazioni animiste che vivevano in
pace in quei luoghi.
Willis
descrive la giustificazione Maomettana per la riduzione in schiavitù
degli animisti Africani: [8]
… mentre
emergeva l’odio da parte dell’Islam verso gli infedeli, le terre
degli infedeli diventavano il territorio di caccia preferito per la
“gente della fede e della ragione”. Nel cuore della Jihad i
concetti di infedele e di schiavo diventavano uno solo.
Secondo
la mentalità Maomettana in un luogo dove la maggioranza era
Maomettana (dar-al-Islam) l’infedele veniva automaticamente
considerato uno schiavo. Così come la schiavitù era un sinonimo per
la miscredenza, così come l’essere un Maomettano era sinonimo con
l’essere libero.
Questo
stato di schiavitù era imposto sui resti devastati dei villaggi
infedeli. Secondo il giurista Maomettano al—Wanshirisi (d.1508), la
schiavitù è la punizione (e l’umiliazione) per chi non professa la
Profezia e non si sottomette alla legge Maomettana.
Winston
Churchill nel 1899 scrive questa descrizione, basandosi su quello che
aveva visto durante il suo servizio militare durante la Jihad
Mahdista in Sudan da parte dei Maomettani Sudanesi Secondo i suoi
studi e le sue osservazioni sulle razzie dei Maomettani Sudanesi: [9]
Erano
tutti [i Maomettani Arabi delle tribù del Sudan], senza eccezioni,
cacciatori di uomini.
Nei
secoli un mare di prigionieri di razza nera è passato per i mercati
di schiavi di Jeddah. Il traffico è stato facilitato dalle armi da
fuoco degli Arabi. La situazione del Sudan durante i secoli si può
riassumere in poche frasi: La razza dominante degli invasori Arabi ha
diffuso la sua lingua, la religione, i suoi modi di vivere tra la
razza aborigena locale, mentre li attaccava e li schiavizzava. Le
tribù guerriere degli Arabi intanto combattevano tra di loro senza
sosta. I neri tremavano per la paura di essere catturati, oppure si
ribellavano ai loro oppressori.
Tutti
questi elementi della schiavitù Jihadista (la giustificazione
religiosa, l’islamizzazione forzata, particolarmente verso gli
animisti sub-sahariani) e la sua associazione alla devshirme (ad
esempio la coscrizione forzata di adolescenti per le forze armate)
sono evidenti nella Jihad moderna contro gli Animisti e i Cristiani
del Sudan meridionale da parte del regime di Khartoum, dominato dai
Maomettani Arabi. [10]
Durata
e persistenza
L’entità
e la durata della schiavitù Maomettana in Africa è paragonabile a
quella della tratta degli schiavi verso le Americhe, come osservava
Willis (con una certa ironia), [11] anche se la prima “è
durata decisamente più a lungo
”.

Si
stima che la tratta degli schiavi attraverso l’Atlantico (dal 1600
alla fine del 1900) abbia coinvolto circa 10 milioni e mezzo di
individui (forse di più [12]).
Allo
stesso modo, il Professor Ralph Austen stima che tra il 650 e il 1905
i Maomettani abbiano venduto circa 17 milioni di schiavi attraverso
il Sahara, il Mar Rosso e l’Oceano indiano. [13] Inoltre, le
sofferenze degli animisti rapiti nella savana e nelle foreste
dell’Africa centrale e occidentale erano paragonabili a quelle patite
dalle vittime della tratta degli schiavi attraverso l’Atlantico. [14]
Nel
diciannovesimo secolo gli schiavi arrivavano ai porti di Tripoli
attraverso tre rotte nel Sahara, tutte e tre così orribili che i
racconti degli schiavi costretti ad affrontarle erano pari a quelli
degli orrori degli schiavi durante la traversata dell’Atlantico.
Questo
commento, per quanto illuminante, ignora la vastità della schiavitù
Jihadista, praticata attraverso l’Europa, la Russia Moscovita
(tormentata dalle depredazioni dei Tartari), l’Asia minore (sotto le
dominazioni dei Selgiuchidi e degli Ottomani), la Persia, l’Armenia e
la Georgia (soggette agli assalti dei Safavidi), il subcontinente
Indiano (razziato dagli Arabi prima, poi dai Ghaznavidi durante il
Sultanato di Delhi e dai Mogul).
Ci
sono tre esempi da usare come introduzione allo schiavismo oltre il
continente africano: i Selgiuchidi in Asia Minore (undicesimo e
dodicesimo secolo), gli Ottomani nei Balcani (quidicesimo secolo) e i
Tartari nella Polonia meridionale e nella Russia Moscovita (dalla
metà del quindicesimo secolo fino al diciassettesimo).
Nell’undicesimo
e dodicesimo secolo i Turchi Selgiuchidi praticavano costantemente lo
schiavismo verso i Cristiani [15]. Durante il sacco di Edessa 16000
persone vennero ridotte in schiavitù [16]. Michele il Siriano,
patriarca ortodosso, racconta che quando i Turchi di Nur al—Din
arrivarono in Cilicia sotto Mleh l’Armeno presero in schiavitù
16.000 Cristiani e li vendettero ad Aleppo. [17]
Migliaia
di Greci vennero ridotti in schiavitù durante una serie di razzie
condotte nelle province Greche dell’Asia Minore (Vryonis afferma che
il racconto di 100.000 vittime da parte di un contemporaneo è
esagerato[18]) e portati fino in Persia per essere venduti, secondo
Michele il Siriano [19]. 26.000 abitanti della Cappadocia, Armenia e
Mesopotamia vennero rapiti dai Turchi durante le razzie del 1185 e
degli anni successivi. [20] Vryonis conclude dicendo: [21]
…queste
poche fonti indicano che il traffico degli schiavi era fiorente. Per
tutto il quattordicesimo secolo l’Asia Minore rimase la fonte
principale degli schiavi per il mondo Maomettano.
I
Sultani Ottomani, rispettando le prescrizioni della Sharia,
praticavano aggressivamente la schiavitù nei Balcani,
particolarmente durante i regni di Mehmed I (1402—1421), Murad II
(1421—1451) e di Mehmed II (1451—1481). [22] Alexandrescu—Dersca
riassume l’effetto della tratta degli schiavi e ne suggerisce
l’importanza dal punto di vista demografico: [23]
I
cronisti contemporanei Turchi, Latini e Bizantini sono unanimi nel
riconoscere che durante le campagne condotte in nome
dell’unificazione della Romania Greca e Latina e dei Balcani sotto
l’Islam, così come durante le loro razzie nei territori Cristiani,
gli Ottomani riducevano grandi masse di abitanti in schiavitù.
Il
cronista Ottomano Ašikpašazade raccontava che durante le spedizioni
del Pascià Ali Evrenosoghlu in Ungheria (1437), così come al
ritorno dalla campagna di Murad II contro Belgrado (1438), il numero
dei prigionieri superava quello dei combattenti.
Il
cronista Bizantino Ducas affermava che tutti gli abitanti di
Smederevo, occupata dagli Ottomani, vennero portati via in catene. La
stessa cosa avveniva quando i Turchi di Menteše calavano sulle isole
di Rodi e Cos, così come durante le spedizioni della flotta Ottomana
a Enos e a Lesbo. Ducas fornisce anche le cifre: 70,000 abitanti
ridotti in schiavitù durante la campagna di Mehmed II a Morée
(1460).
Il
Francescano Italiano Giano dell’Umbria parlava di circa 60,000 o
70,000 schiavi catturati durante due spedizioni degli akinğis in
Transilvania (1438) e di circa 300,000 o 600,000 prigionieri
Ungheresi. Anche se queste cifre sembrano esagerate ce ne sono altre
più accurate: 40.000 abitanti catturati dai Turchi di Menteše
durante una razzia
a Rodi, 7,000 abitanti tratti in schiavitù durante l’assedio di
Thessalonika (1430) secondo John Anagnostes e diecimila abitanti
portati via in schiavitù durante l’assedio di Mytilene (1462)
secondo Leonardo di Chios.
Data
la mancanza di documentazione non possiamo calcolare la quantità di
sciavi introdotti nella Romania Turca in quel periodo. Secondo
Bartholomé de Yano, si parla di circa 400,000 schiavi catturati nei
quattro anni tra il 1437 e il 1443. Anche includendo l’elemento di
esagerazione bisogna riconoscere il fatto che gli schiavi hanno
svolto un ruolo importante nell’espansione demografica Ottomana del
quindicesimo secolo.
Fisher
[24] ha studiato le razzie condotte dai Tartari Maomettani di Crimea
contro le popolazioni Cristiane della Polonia e della Russia
Moscovita dal 1500 alla fine del 1700 (1463—1794). Basandosi su
fonti incomplete (‘…è
indubbio che ci siano state più razzie di quelle che l’autore
descrive

[25]), le sue stime al ribasso indicano [26] che almeno tre milioni
di persone, tra uomini, donne e bambini, sono state catturate durante
la cosiddetta “mietitura della steppa”. Fisher descrive le
sofferenze dei prigionieri: [27]
…la
prima prova [per i prigionieri] è la lunga marcia verso la Crimea.
Spesso in catene e a piedi, molti dei prigionieri morivano per
strada. Dato che spesso i Tartari temevano gli agguati, specialmente
nel 1700 quando le bande di Cosacchi cercavano di liberare i
prigionieri, le marce erano forzate. I prigionieri malati o feriti
venivano uccisi per non rallentare la marcia. Heberstein scrive
che… ‘i vecchi e gli infermi che non sarebbe stato possibile
vendere a buon prezzo venivano regalati ai giovani Tartari per essere
lapidati, affogati o uccisi secondo i loro capricci.’ Un viaggiatore
Ottomano del Seicento che aveva visto una di queste marce, si
chiedeva se qualcuno di quegli schiavi sarebbe stato in grado di
raggiungere la destinazione, i mercati di schiavi di Kefe. Il
viaggiatore si lamentava perchè le perdite causate dal trattamento
così brutale avrebbero alzato il prezzo degli schiavi per gli
acquirenti come lui.
Un
proverbio Polacco diceva: “Meglio
nella bara che prigioniero dei
Tartari”
La
schiavitù Maomettana è impressionante e unica nella sua durata. La
schiavitù veniva praticata apertamente nella Turchia Ottomana [28],
e nell’Iran Shiita (Qajar) [29], fino ai primi anni del ventesimo
secolo. Come scrive Toledano [30] rispetto alla schiavitù negli
harem nella Turchia Ottomana,
…è
sorpavvissuta nell’elitè Ottomana fino al crollo dell’impero e della
casata di Osman all’inizio del ventesimo secolo.
Inoltre,
Ricks [31] scrive che nonostante le pressioni per la modernizzazione
e le riforme culminate nel Movimento Costituzionale Iraniano del
1905—1911, che ha abolito la schiavitù agricola e militare,
Non
è cessata la pratica della schiavitù domestica nelle regioni urbane
e rurali dell’Iran meridionale. Alcuni Iraniani di oggi testimoniano
che ci sono ancora schiave Africane e Indiane.
Nella
penisola Araba la schiavitù non è stata abolita fino al 1962 in
Arabia Saudita [32] e fino al 1970 nello Yemen e nell’ Oman. [33] Nel
1989, Gordon [34] scrive che anche se la Mauritania aveva abolito
ufficialmente la schiavitù nel 15 Luglio 1980,
…anche
il governo riconosce che questa pratica è ancora in vigore. Si stima
che circa 200.000 tra uomini, donne e bambini sono soggetti a
compravendita in questo paese del Nordafrica, lavorando come
domestici, pastori e nelle fattorie.
Inoltre,
come già detto prima, nel Sudan c’è stato un ritorno della
schiavitù Jihadista a partire dal 1983. [35]
La
schiavitù degli eunichi – il traffico più atroce
Gli
schiavi eunuchi, maschi castrati tra i 4 e i 12 anni (anche se di
solito verso gli 8 e i 12, data l’elevata mortalità) [36] erano
costantemente richiesti dalla società Maomettana. Di solito gli
eunichi servivano come sorveglianti per le donne degli harem dei
governanti e delle elitè dell’impero Ottomano e dei suoi vicini
(come l’Iran Safavida)
La
schiavitù degli eunuchi, iniziata circa 200 anni dopo le prime
conquiste della Jihad Araba [37] fino all’inizio del ventesimo secolo
[38] — è un tratto tipico della cultura are Maomettana ed è stata
chiamata “il trafffico più atroce”. Ad esempio, Toledano
documenta che fino al 1903 gli harem dell’Impero Ottomano contenevano
da 400 a 500 schiave, sorvegliate e protette da 194 eunuchi africani
di pelle nera.[39]
Un
tratto importante della schiavitù degli eunuchi è l’acquisizione
degli schiavi da paesi stranieri [40] , ossia zone non Maomettane che
confinavano con i Maomettani ed erano soggette a razzie. Come
commenta David Ayalon, [41]
…la
stragrande maggioranza degli eunuchi, così come la stragrande
maggioranza degli schiavi nel mondo Maomettano, è stata rapita fuori
dai confini del mondo Maomettano.
In
confronto, gli schiavi eunuchi in Cina erano locali. [42]
Hogendorn
[43] ha indicato tre regioni soggette a razzie, dall’ottavo secolo
fino al tardo ‘900:
Queste
regioni erano le parti boscose dell’Europa centrale e orientale,
chiamate dai Maomettani la ‘Bild as—Saqaliba’ (‘paese degli
schiavi’). La parola saqlab significa “schiavo” in Arabo, ed è
imparentata con la designazione etnica “Slavo”; le steppe
dell’Asia centrale erano chiamate la ‘Bilad al—Atrak’ (‘Paese dei
Turchi’ o Turkestan); e, più importante di tutti, la savana e i
confini delle boscaglie a sud del Sahara, chiamate le terre dei neri,
‘Bilad as—Sudan’.
Data
la chirurgia grossolana dei tempi, la castrazione aveva un tasso di
mortalità elevatissimo. Hogendorn descrive l’operazione e fornisce i
dati della mortalità: [44]
La
castrazione poteva essere parziale (lasciando il pene intatto) o
totale (rimuovendo pene e testicoli). Nel periodo posteriore, quando
l’Africa divenne la fonte principale per l’Islam mediterraneo, sembra
che tutti gli eunuchi sul mercato fossero soggetti a rimozione
totale. Questa operazione, cosiderata la più adatta per gli schiavi
in continuo contatto con le donne dello harem, causava spesso la
morte per due motivi. Il primo era l’emorragia, che causava morte
quasi istantanea. La ferita non poteva essere cauterizzata perchè
ciò avrebbe chiuso l’uretra causando la morte per impossibilità di
urinare. Il secondo pericolo era l’infezione dell’uretra, che causava
la formazione di pus e la morte in pochi giorni.
…nell’Africa
Subsahariana quando veniva praticata la castrazione c’era una
mortalità del 90%. In certi casi si riportava una mortalità ancora
più elevata, tipica delle aree tropicali in cui l’incidenza delle
infezioni era specialmente alta.
C’è
una prova contemporanea per dimostrare il tasso di mortalità. I
mercanti Turchi erano disposti a pagare da 250 a 300 talleri di Maria
Teresa per un eunuco del Borneo (Nigeria settentrionale) in un
periodo in cui uno schiavo giovane valeva meno di 20 talleri. Molte
fonti indicano che l’operazione aveva un tasso di mortalità
altissimo. Secondo Richard Millant’s [1908] in Sudan e in Etiopia il
tasso era del 90%.
Conclusioni
Le
manifestazioni contemporanee della schiavitù Maomettana riflettono
l’impatto dannoso della schiavitù Jihadista come istituzione
Maomettana. Tra esse ci sono le razzie dei Maomettani Arabi contro le
loro prede, gli animisti e i Cristiani di razza nera nel Sudan e nel
Darfur, la schiavitù in Mauritania (ancora una volta schiavi neri
per schiavisti Arabi).
La
società Ottomana, descritta come la più progressista della storia
Maomettana e come un paragone di ecumenismo Maomettano da una
conferenza delle Nazioni Unite, non ha mai generato un William
Wilberforce, figuriamoci un movimento abolizionista guidato da un
devoto ulema Maomettano.
E’ironico
che solo i liberi pensatori dell’Islam moderno, detti gli “apostati”,
hanno il coraggio intellettuale di ammettere l’esistenza della Jihad
e della schiavitù Jihadista, con le devastazioni sociali e militari
che ne conseguirono.
Quando
le voci di questi pensatori Maomettani sono messe a tacere, tramite
prigione, tortura ed esecuzione, i risultati sono tragici ma non
inaspettati. Il fatto che queste voci coraggiose e visionarie siano
state messe a margine o ignorate dall’Occidente denuncia l’ignoranza
della “casta” dei politici occidentali.
Fonti:

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University Press, 2004, pp. 371—722.
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1994, pp. 46, 69.3.
Speros Vryonis, Jr. The Decline of Medieval Hellenism and the
Islamization of Asia Minor, 11th Through 15th Century, 1971,
Berkeley: University of California Press, pp. 174—175.4.
Vasiliki Papoulia. ‘The impact of devshirme on Greek society’ in East
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century. Gunther E. Rothenberg, B�la
K. Kir�ly
and Peter F. Sugar, editors. Boulder : Social Science Monographs ;
New York : Distributed by Columbia University Press, 1982,  pp.
555—556.5.
Thomas Ricks. ‘Slaves and Slave Trading in Shi’i Iran, AD 1500—1900’,
Journal of Asian and African Studies, 2001, Vol. 36, pp. 407—418.6.
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p. 337. English translation by Michael J. Miller. 8.
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ideology of enslavement, London, England; Totowa, N.J.: Frank Cass,
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Co., 1899, pp. 248—50. 10.
John Eibner. ‘My career redeeming slaves’, Middle East Quarterly,
December, 1999, Vol. 4, Number 4, http://www.meforum.org/article/449
. Eibner notes:
…based
on the pattern of slave raiding over the past fifteen years and the
observations of Western and Arab travelers in southern Darfur and
Kordofan, conservatively puts the number of chattel slaves close to
or over 100,000. There are many more in state—owned concentration
camps, euphemistically called “peace camps” by the
government of Sudan, and in militant Qur’anic schools, where boys
train to become mujahidun (warriors of jihad).
11.
John Ralph Willis. Slaves and slavery in Muslim Africa, Preface, p.
vii.12.
This controversial topic is discussed here: Philip D. Curtin, Roger
Antsey, J.E. Inikori. The Journal of African History, 1976, Vol. 17,
pp. 595—627. 13.
John Ralph Willis. Slaves and slavery in Muslim Africa, Preface, p.
x. 14.
John Wright. ‘The Mediterranean Middle Passage: The Nineteenth
Century Slave Trade Between Triploi and the Levant’, The Journal of
North African Studies, 1996, Vol. 1, p. 44. 15.
Vryonis, The Decline of Medieval Hellenism, p.175, note 245.16.
Bar Hebraeus. The chronography of Gregory Ab�’l
Faraj, the son of Aaron, the Hebrew physician, commonly known as Bar
Hebraeus; being the first part of his political history of the world,
translated from the Syriac by Ernest A. Wallis Budge, Oxford
University Press, 1932, Vol. 1, pp. 268—273; Michael the Syrian,
Chronique de Michel le Syrien, Patriarche Jacobite d’Antioche
(1166—1199), translated by J—B Chabot, 1895, Vol. 3, p. 331. 17.
Michael the Syrian, Chronique, Vol. 3, p. 331. 18.
Vryonis, The Decline of Medieval Hellenism, p.175, note 245.19.
Michael the Syrian, Chronique, Vol. 3, p. 369. 20.
Michael the Syrian, Chronique, Vol. 3, pp. 401—402; Bar Hebraeus,
The Chronography, Vol. 1, p. 321.21.
Vryonis, The Decline of Medieval Hellenism, p.175, note 245. 22.
M—M Alexandrescu—Dersca Bulgaru. ‘Le role des escalves en Romanie
turque au XVe siecle’ Byzantinische Forschungen, vol. 11, 1987, p.
15. 23.
Alexandrescu—Dersca Bulgaru, ‘Le role des escalves en Romanie
turque au XVe siecle’, pp. 16—17. 24.
Alan Fisher ‘Muscovy and the Black Sea Slave Trade’, Canadian
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Reuben Levy, The Social Structure of Islam, Cambridge University
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Seattle: University of Washington Press, 1998, p. 53.31.
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http://59.334.18.097plusf87:RQqljii569218397413КЂ
34.
Gordon. Slavery in the Arab World, Preface, second page (pages not
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Hogendorn. ‘The Hideous Trade’, p. 137.38.
Ehud Toledano. ‘The Imperial Eunuchs of Istanbul: From Africa to the
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Hogendorn. ‘The Hideous Trade’, p. 139.44.
Hogendorn. ‘The Hideous Trade’, pp. 143, 145—146.

2083 Una dichiarazione di indipendenza europea – Parte 4, il fallimento delle università occidentali

1.3 Il fallimento delle università occidentali

By Fjordman
Kari Vogt, storica delle religioni presso l’Università di Oslo, afferma che il libro di Ibn Warraq “Perché non sono un Musulmano” è irrilevante per lo studio dell’Islam così come i Protocolli dei Savi Anziani di Sion sono irrilevanti per lo studio dell’Ebraismo. Lei è considerata una delle maggiori esperte sull’Islam in Norvegia, spesso citata nei media nazionali quando si parla dell’Islam e dell’immigrazione Maomettana. La gente che si fida dei mass media (ossia la maggioranza della popolazione) viene sistematicamente ingannata riguardo all’Islam dalle nostre università che per la maggior parte hanno fallito nel mantenere l’ideale della libera ricerca. Sfortunatamente, ciò è vero per quasi tutte le università [1] e i college[2] occidentali[3].  La scuola per gli studi Orientali e Africani di Londra (SOAS[4]), teatro di incidenti antisemiti nel suo campus pro-Islamico, ha minacciato uno dei suoi studenti di origine ebraica perché protestava contro l’antisemitismo in ambito universitario. Gavin Gross, americano, guida una campagna contro il peggioramento delle condizioni per gli studenti ebrei al SOAS, che fa capo all’università di Londra. Il SOAS è teatro di attività antisemite sempre crescenti in frequenza e gravità. All’inizio dell’anno la Società Islamica aveva proiettato un video in cui equiparava l’ebraismo col satanismo. Nel frattempo per “promuovere la comprensione tra l’Islam e l’Occidente” l’Arabia Saudita ha donato circa 13 milioni di sterline a un museo Inglese [5]. Ufficialmente i fondi del Sultano serviranno per una galleria Saudita e Islamica diretta al raffigurare la cultura e la civiltà Islamica nella giusta prospettiva. Serviranno anche a finanziare borse di studio per gli studenti Sauditi presso l’università di Oxford. I Sauditi e altri petrolieri Arabi stanno comprando il controllo su quanto gli occidentali sapranno sull’Islam. Il Principe Al-Waleed bin Talal bin Abdul Aziz Al-Saud, membro della Famiglia Reale Saudita, è un investitore internazionale tra i 10 più ricchi del mondo. E’noto in America perché offrì un assegno da 10 milioni di dollari al sindaco di New York Rudolph W. Giuliani nell’Ottobre del 2001 per la ricostruzione delle Torri Gemelle. Il Sindaco Giuliani restituì l’assegno quando seppe che il principe aveva chiesto agli Stati Uniti di “riesaminare le politiche in Medio Oriente e adottare un atteggiamento più bilanciato rispetto alla causa Palestinese”. Il Principe Talal sta creando una rete TV, Al-Resalah[6], diretta ai Maomettani Americani e già attiva in Arabia Saudita. Nel 2005, Bin Talal ha comprato il 5.46% delle azioni della News Corp, la casa madre di Fox News. Nel December 2005 si vantò davanti al Middle East Online di poter cambiare a volontà i contenuti della Fox News[7]. Durante le rivolte in Francia[8] di quell’autunno, la Fox intitolò un servizio con “Rivolte Musulmane”. Bin Talal non ne era felice “Ho chiamato Murdoch al telefono […] [e gli ho detto] che quelle non sono rivolte musulmane, ma guerre di poveri” disse “In 30 minuti il titolo è stato cambiato in Guerriglia civile”.  Un sondaggio condotto dall’Università di Cornell rivelò che circa metà degli Americani ha una visione negativa dell’Islam[9]. Durante una conferenza stampa nel quartier generale dell’assemblea mondiale della gioventù islamica (WAMY), Paul Findley, un ex senatore americano, disse che il cancro dei sentimenti anti-Musulmani e anti-Islamici si era diffuso nella società Americana e richiedeva azioni correttive per essere eliminato. E’stato annunciato il lancio di una campagna mediatica da 50 milioni di dollari da parte del Consiglio per leRelazioni Americano-Islamiche (CAIR) “Vogliamo incontrare il Principe Alwaleed ibn Talal per ringraziarlo per il supporto finanziario al nostro progetto. E’stato generoso nel passato”. L’assemblea mondiale della gioventù islamica, fondata dal nipote di Osama Bin Laden in America, divide i suoi uffici con la Società Islamica per il Nord America e con il Centro Islamico Canades. Il WAMY Canada gestisce [10] una serie di campi Islamici e di pellegrinaggi giovanili. L’agente segreto americano Agent Kane citava una pubblicazione preparata per il WAMY che diceva testualmente “Ave! Ave! Oh Soldati Sacrificali! A Noi! A Noi! Dobbiamo difendere la bandiera in questa Giornata di Jihad! Avrete paura di versare il vostro sangue? Siete troppo attaccati alla vostra vita?” Secondo il suo rapporto, questi insegnamenti erano diretti a bambini dai 14 ai 18 anni. Le università di Harvard e di Georgetown hanno ricevuto 20 milioni di dollari in donazioni[11] dal Principe bin Talal per finanziare studi islamici. “Per  una università con aspirazioni globali, è critico che Harvard abbia un solido programma sull’Islam che sia mondiale e interdisciplinare nel suo approccio”, disse Steven E. Hyman, rettore di Harvard. Georgetown ha risposto che avrebbe usato il finanziamento – il secondo più grande mai ricevuto nella storia– per espandere il centro per il dialogo Islamico-Cristiano.
Martin Kramer, autore di “Torri di avorio nella Sabbia, il fallimento degli studi Mediorientali in America,” disse: “Il Principe Alwaleed sa che se vuoi fare una differenza devi puntare su posti nella Beltway, come Harvard o Georgetown”. Il professore di Georgetown John Esposito, direttore fondatore del Centro per il dialogo Islamico-Cristiano, contribuì nel sottovalutare [12] la minaccia della Jihad in Occidente. Kramer afferma che [13] negli anni ’70 Esposito aveva preparato la sua tesi sotto il suo mentore Maomettano Ismail R. Faruqi, un imperialista maomettano di origine palestinese teorico della “Islamizzazione della conoscenza”. Durante la prima parte della sua carriera John L. Esposito non ha mai studiato o insegnato nel Medio Oriente. Negli anni 80 ha pubblicato libri come Islam: The Straight Path, il primo di una serie di libri favorevoli all’Islam. Nel 1993, Esposito arrivò all’università di Georgetown University, affermando di essere un’autorità nel campo. Nel 2003, la società islamica del Nord America (ISNA) riconobbe Esposito[14] come il nuovo “Abu Taleb Islamico” non solo in Nord America ma in tutto il mondo. Ringraziando gli “innumerevoli sforzi per cancellazione delle leggende urbane sulla società e la cultura Musulmana” il Dr. Sayyid Syeed, Segretario Generale dell’ISNA paragonò Esposito ad Abu Taleb, lo zio non-Maomettano di Muhammad che aiutò la nascente comunità Maomettana della Mecca nel momento in cui era ancora debole e vulnerabile. La carriera di Esposito simbolizza il fallimento degli studi critici sull’Islam (e forse su tutti gli argomenti non Occidentali) delle università occidentali negli anni 80 e 90. Il Francese Olivier Roy nel 1994 pubblicò un libro intitolato Il Fallimento dell’Islam Politico e descrisse il Medio Oriente come “post-Islamico”. Come disse Martin Kramer, “Gli universitari erano tanto impegnati con i Martin Lutero mussulmani da non riuscire mai a produrre una sola analisi seria su bin Laden e la sua accusa all’America. Le azioni di Bin Laden, i suoi video e i suoi discorsi erano imbarazzanti per gli universitari che assicuravano gli Americani che l’Islam politico era ormai superato.” Quantomeno le università americane stanno ammettendo che bin Laden esiste. Bruce Lawrence, professore di religione alla Duke [15], ha pubblicato un libro sui discorsi e gli scritti di Bin Laden. Secondo lui “Se lo leggi secondo i suoi termini è una persona di alti ideali, che sarebbe benvenuta nella politica mondiale“. Lawrence afferma anche che Jihad significa essere “uno studente migliore, un collega migliore, un partner commerciale migliore. Sopratutto, significa controllare la propria rabbia.”
Altri credono che ci stiamo lamentando troppo della Jihad. John Mueller, insegnante di Scienze Politiche nell’Università dell’Ohio nel numero di settembre 2006 di Foreign Affairs[16] si chiedeva se la minaccia terroristica agli USA non fosse una finzione: “Una spiegazione credibile del fatto che gli Stati Uniti non hanno più subito attacchi dall’11 Settembre è che la minaccia terroristica sia stata esagerata, come avvenne durante la Seconda Guerra Mondiale per i nippo-americani o per i Comunisti nel Dopoguerra (…) L’agenzia di sicurezza nazionale, enorme e costosissima, serve a perseguire alcuni, spiare molti, infastidire moltissimi e tassare tutti nella difesa degli Stati Uniti contro un nemico che nemmeno esiste.” Lee Kaplan durante una conferenza del [17] MESA, l’associazione degli studi sul medio oriente notò che: “Gli universitari tra il pubblico ricevevano copie gratuite di una rivista platinata chiamata Washington Report on Middle East Affairs. Molta gente, a una prima occhiata, potrebbe dire che la pubblicazione è simile al Newsweek o al Time.” “Quel che molti non sanno è che il sito e il giornale del Washington Report on Middle East Affairs – anzi, l’intera organizzazione – riceve finanziamenti dall’Arabia Saudita, un regime dispotico che si è tacitamente comprato l’influenza in ogni campus Americano, particolarmente attraverso i Centri di studi mediorientali.” Ho incontrato Nabil Al-Tikriti, un professore dell’università di Chicago e gli ho sentito dire: “Vorrei invitare quegli universitari che sostengono l’impegno bellico americano e le misure di sicurezza in America, gente come Daniel Pipes o Martin Kramer.”Io ho risposto, “E allora perché non sono qui alla conferenza MESA?”. “Perché li sbatteremmo fuori”, rispose Al-Tikriti. Il vice presidente della Commissione Jihad, Hugh Fitzgerald, condivide le sue preoccupazioni sul MESA[18]: “Come organizzazione il MESA è stato colonizzato negli ultimi due decenni da apologeti Maomettani.” “L’apologetica consiste nel ignorare argomenti come la Jihad, la dhimmitude, e addirittura nel negare agli studenti lo studio diretto del Corano, delle Hadith e della Sira.” “Vengono studiati libri al livello di [Karen] Armstrong ed Esposito, oppure idiozie buoniste come Principi, Poeti e Visir di Maria Rosa Menocal.” “Nessun membro del MESA ha mai fatto tanto quanto Ibn Warraq per rendere pubblica la vera storia delle origini dell’Islam. Nessuno ha mai parlato dell’istituzione del Dhimmi come la Bat Ye’or[19]. E’una situazione stupefacente, in cui il lavoro importante non viene svolto dalle università perché molti centri universitari sono stati conquistati da una storta di Internazionale Islamintern.” Hugh Fitzgerald ha ragione. The Legacy of Jihad, uno dei più importanti lavori sulla Jihad degli ultimi anno è stato scritto da Andrew Bostom, un medico insoddisfatto dal materiale disponibile sull’argomento all’alba degli attacchi dell 11 Settembre. Bat Ye’or, forse la maggiore esperta sull’istituzione della Dhimmitude è autodidatta. Ibn Warraq ha scritto vari libri eccellenti sulle origini del Corano e sui primi giorni dell’Islam, pur essendo al di fuori del sistema accademico. Ciò è molto onore per loro, ma è un disonore per le università occidentali.
E’difficile capire perché le autorità Americane o Europee permettano ai Sauditi di finanziare ciò che sarà insegnato riguardo l’Islam alla futuraclasse dirigente, nonostante abbiano finanziato il peggiore attacco terroristico di tutta la storia. Gli Stati Uniti non avevano permesso ai Nazisti di comprare l’appoggio delle università americane. Anche se i Sovietici avevano i loro apologisti e i loro agenti, gli Americani non gli permisero mai di sponsorizzare i college. Perché stanno permettendo ai Sauditi e agli altri Maomettani di farlo? I Sauditi sono nemici che non devono avere il permesso di influenzare le università o i media. E’ una faccenda di sicurezza nazionale. Anche se la bustarelle e i petroldollari dei Sauditi sono un forte ostacolo per chi vuole studiare criticamente l’Islam, non sono la totalità del problema. Molti docenti universitari sono talmente imbevuti di ideologie anti-occidentali che sarebbero lieti di attaccare l’Occidente e applaudire l’Islam anche a gratis. Poche opere hanno fatto di meglio nel corrompere il dibattito critico sull’Islam nelle scuole e università del libro del 1979 Orientalismo, di Edward Said. Ha generato un esercito di Saidisti, detti anche Terroristi Intellettuali Terzomondisti [20] da Ibn Warraq. Secondo Ibn Warraq, “quel libro ha insegnato a un intera generazione di Arabi l’arte del piangersi addosso, lamentandosi perché se non fosse per gli imperialisti, i razzisti e i Sionisti sarebbero di nuovo grandi come un tempo“. Quel libro ha incoraggiato la generazione dei fondamentalisti Maomettani degli anni 80 e ha messo a tacere ogni critica verso l’Islam.  “Il tono aggressivo di Orientalismo è quello che ho chiamato Terrorismo intellettuale, dato che non cerca di convincere tramite logica o analisi storica, ma urlando accuse di razzismo, imperialismo ed Eurocentrismo contro chiunque cerchi di contestarlo. Una delle tecniche preferite è dipingere l’Oriente come il nemico eterno dell’imperialismo, della dominazione e dell’aggressione Occidentale. L’Oriente non è mai dipinto come un’entità dotata di volontà propria.
Ibn Warraq critica Said perchè non vuole riconoscere la tradizione Occidentale del pensiero critico. Se avesse studiato meglio la civiltà e la storia Greca, in particolare le Storie di Erodoto “Said avrebbe incontrato due caratteristiche tipiche della cultura occidentale, che Said cerca spasmodicamente di negare: la ricerca della conoscenza fine a se stessa. La parola Greca Historia significa “ricerca” ed Erodoto credeva che il suo lavoro fosse il risultato della ricerca: quello che aveva visto, sentito e letto, ma verificato tramite lo studio.”  “La curiosità intellettuale è uno dei punti cardine della civiltà Occidentale. Come dice J.M.Roberts, è assurda la grandissima indifferenza di certe civiltà e la loro mancanza di curiosità riguardo al mondo. Perché gli studiosi Islamici non avevano alcuna voglia di tradurre i testi Europei o Latini in Arabo? Perché mentre il poeta Inglese Dryden scriveva un’opera teatrale sulla successione a Delhi dopo la morte dell’Imperatore mongolo Aurungzeb, nessun Indiano ha mai voluto scrivere qualcosa sulle politiche delle corti Inglesi di quei tempi? E’chiaro che la curiosità e lo spirito di avventura europeo hanno altre motivazioni oltre quella economica, per quanto essa sia importante
Martin Kramer indica quanto sia ironico che il novellista Salman Rushdie lodava il coraggio di Said: “Il Professore Said riceve minacce di morte dalla Lega Ebraica Americana” disse Rushdie nel 1986, “e penso sia importante ricordare che essere un Palestinese a New York – ed essere Palestinese in generale – non è il destino più tranquillo”. Come accadde, il destino di Said divenne molto più tranquillo di quello di Rushdie, dopo che Khomeini ordinò la sua morte nel 1989. E’ironico come Rushdie, un grande letterato postcoloniale con credenziali sinistrorse impeccabili, sia diventato la personificazione dell’ostilità da parte dell’Islam. Nel suo saggio “Gli intellettuali e il Socialismo”, F.A. Hayek scriveva decenni fa che il “Socialismo fin dall’inizio non è mai stato un movimento della classe operaia. E’una costruzione dei teorici e degli intellettuali, ossia i venditori di idee di seconda mano. L’intellettuale medio non ha bisogno di avere nessuna competenza particolare, non deve essere neanche particolarmente intelligente per fare il suo ruolo di intermediario nella diffusione delle idee. Questa casta è composta da giornalisti, insegnanti, preti, lettori, pubblicisti, radiofonici, scrittori di fiction, vignettisti e artisti. Include anche professionisti e tecnici, come scienziati e medici.” “Questi intellettuali sono gli organi con cui la società moderna diffonde le conoscenze e le idee, mentre i loro pregiudizi e opinioni sono il setaccio attraverso le idee devono passare prima di essere diffuse  alle masse.
Gli insegnanti più brillanti di oggi sono generalmente socialisti“. Secondo Hayek questo non deriva dal fatto che i socialisti sono più intelligenti, ma perché “una grossa fetta dei socialisti si dedica ai mestieri che gli consentono di influenzare l’opinione pubblica. Il pensiero socialista attrae molto i giovani data la sua natura visionaria. L’intellettuale, per sua natura, non è interessato ai dettagli tecnici o alle difficoltà pratiche. Quello che gli interessa sono le idee.” Hayek avverte che “Forse è vero che la società libera porta con sè il germe della propria distruzione, che la libertà venga data per scontata e considerata inutile, che la libera crescita delle idee che è l’essenza di una società libera porterà la distruzione della società che l’ha creata“. “Forse questo significa che la libertà viene apprezzata solo da chi l’ha persa, che ovunque è necessario attraversare una fase di totalitarismo socialista prima che le forze della libertà riprendano la voglia di combattere?” “Se vogliamo evitare una situazione simile dobbiamo offrire un nuovo programma liberale che stimoli l’immaginazione. Dobbiamo rendere la costruzione di una società libera un’avventura dell’intelletto, un atto di coraggio.”
Nel suo libro Modern Culture, Roger Scruton[21] spiega perchè le ideologie di sinistra siano ancora attraenti:
La teoria Marxista è una forma di determinismo economico, secondo cui i cambiamenti fondamentali nelle relazioni economiche sono sicuramente rivoluzionari e caratterizzati dalla distruzione violenta del vecchio sistema e da un crollo della “sovrastruttura” politica fondata su esso. La teoria è palesemente sbagliata, ma c’è qualcosa nell’immagine Marxista che la rende attraente, tanto che ci sono persone disposte a crederci. Spiegando la cultura come un sottoprodotto delle forze materiali, Marx accetta la visione materialista Illuministica. La vecchia cultura, con gli dei, le autorità e le tradizioni sembra una rete di illusioni, il cosiddetto oppio dei popoli che calma i dolori.”
Secondo Scruton, dopo l’Illuminismo “non avvenne solo la reazione incarnata da Burke ed Herder, abbellita dai romantici, ma anche un cinismo verso la vera idea di cultura. E’diventato normale vedere la cultura da fuori, non come un modo di pensare che definisce la nostra eredità morale ma come un travestimento con cui dei poteri innaturali si mostrano come se fossero il diritto naturale. Dopo Marx, sono sorte le teorie che smascheravano le culture. Queste teorie hanno la struttura costruita da Marx: identificano il potere come la realtà e la cultura come la maschera. Cercano anche di prevedere una liberazione futura dalle menzogne degli oppressori.” E’stupefacente notare che questa è esattamente lo stessa trama del libro di Dan Brown Il codice Da Vinci del 2003, uno dei più grandi best seller di tutti i tempi. Oltre ad essere un thriller, il libro afferma che tutta la storia del Cristianesimo moderno è una cospirazione della Chiesa per coprire la verità riguardo il matrimonio tra Gesù e Maria Maddalena. Lo scrittore Australiano Keith Windschuttle[22], ex Marxista, è stanco della ideologia anti-occidentale delle università: “Negli ultimi tre decenni molti degli opinionisti nelle università, nei media e nelle arti hanno considerato la cultura Occidentale come qualcosa di cui vergognarsi o a cui opporsi. La conoscenza scientifica Occidentale è diventata solo una delle tante strade che portano alla conoscenza” “Il relativismo culturale afferma che non ci sono standard assoluti per giudicare le culture umane. Tutte le culture devono essere giudicate equivalenti, anche se diverse. Questo atteggiamento tollerante non vale per la cultura Occidentale, la cui storia viene vista come un crimine contro il resto dell’umanità. L’Occidente non può giudicare le altre culture ma deve condannare la propria.
Windschuttle ci impone di ricordare gli elementi unici della nostra cultura: “I concetti di libertà di espressione e di ricerca, così come il diritto di critica, sono cose per noi talmente scontate che non ci facciamo caso. Dobbiamo riconoscere che questi sono fenomeni solamente Occidentali. Non sono contemplati nelle culture Confuciana o Indù. Senza questi concetti il mondo non sarebbe quello di oggi. Non avremmo avuto Copernico, Galileo, Newton o Darwin.
La riscrittura della storia Occidentale è stata così brutta che persino William Shakespeare è stato definito un Maomettano in incognito! “Shakespeare sarebbe stato deliziato dal Sufismo“, disse lo studioso maomettano Martin Lings, un Sufi. Secondo il Guardian, Ling ha affermato che le opere di Shakespeare “somigliano agli insegnamenti della setta Sufi“, durante la International Shakespeare Globe Fellowship Lecture nel Globe Theatre a Londra, durante la Settimana di Cultura Islamica. “Sarebbe stato impossibile per Shakespeare essere un Maomettano” ha risposto David N. Beauregard, uno studioso di Shakespeare e co-editore di “Shakespeare e la Cultura Cristiana nell’Inghilterra Moderna” Beauregard ha continuato “Shakespeare aveva credenze Cattoliche Romane su temi di importanza cruciale, questo non per dire che Shakespeare scriveva drammi religiosi, ma che il suo lavoro ha senso solo in una specifica tradizione religiosa.” Secondo Robert Spencer[23], “Shakespeare è solo l’ultima figura della Storia Occidentale a essere riscritta in maniera pro-Maomettana.” Recentemente il Dipartimento di Stato Americano ha asserito, senza uno straccio di prova che Cristoforo Colombo (che nel 1492 aveva lodato Ferdinando e Isabella per avere cacciato i Maomettani dalla Spagna) era stato aiutato nei suoi viaggi da un navigatore Maomettano. “Le scuole in America sono talmente disastrate che oggi nemmeno gli insegnanti sono in grado di rispondere a queste fantasie storiche.” Il blog The Gates of Vienna [24] ha citato un rapporto da parte del Consiglio Americano dei Laureati e Insegnanti (ACTA) delle università Americane. Il sondaggio rivelava “una grande uniformità nell’atteggiamento politico e pedagogico. In tutte le scienze umane e sociali ci sono sempre gli stessi temi, quale che sia la disciplina. Nei corsi di letteratura, filosofia, storia, antropologia, religione, (…) si parla sempre delle stesse cose: razza, classe sociale, sesso, sessualità, “la costruzione sociale dell’identità”, la globalizzazione, il capitalismo, l’egemonia Americana, l’oppressione, la distruzione dell’ambiente.” In tutte le classi si ripete lo stesso messaggio, in termini che a un non universitario sembrano incomprensibili. In breve, il messaggio è che lo status quo, patriarcale, razzista, egemonico e capitalista, deve essere interrogato e criticato per poter teorizzare e facilitare una rivoluzione la cui necessità è data per scontata. Le differenze tra le discipline stanno sparendo. I corsi su argomenti specifici come la letteratura, la sociologia o gli studi femminili sono diventati copie speculari

Le femministe e l’Islam

La scrittrice Charlotte Allen commenta [25] su come il Presidente Lawrence Summers dell’Università di Harvard ha causato un putiferio con il suo discorso in cui speculava che le differenze innate tra i sessi potrebbero essere la causa della minore presenza delle donne nei massimi livelli delle scienze. Summers si è licenziato nel 2006, in parte per le proteste causate dal suo discorso. “Anche per chi non comprenda la ricerca scientifica – Mr. Summers ha citato uno studio in cui si dimostra che in generale le donne hanno la stessa intelligenza degli uomini, ma che tra le persone estremamente intelligenti, quelle che raggiungono i massimi livelli della scienza, ci sono molte meno donne. Il buon senso dice che Mr. Summers aveva ragione. Recentemente la Facoltà di Arti e Scienze di Harvard ha censurato Mr. Summers. Non sarebbe bello poter parlare apertamente dei rispettivi pregi e debolezze di uomini e donne?” Si, Signora Allen, sarebbe bello. Forse Summers si sbaglia, ma è pericoloso prendere una strada in cui ci sono problemi importanti di cui non si può parlare. Uno dei punti cardine della civiltà occidentale è il desiderio di farsi domande su tutto. La “Tolleranza a senso unico” è anti-occidentale nella sua forma e nel suo intento. Si deve notare che in questo caso, le Femministe sono l’avanguardia dell’ideologia che ha accecato le università di fronte alla minaccia Maomettana. Questo è ancora peggio se si pensa che altre Femministe nelle università asseriscono che il velo o il burka rappresentano un Femminismo alternativo. La dottoressa Wairimu Njambi è una Assistente in “Studi Femminili” all’Università di Florida Atlantic. Buona parte delle sue ricerche si dedica alla nozione che la pratica crudele della mutilazione genitale femminile (FGM) è un trionfo Femminista e che dire il contrario è odioso. Secondo la Njambi “la propaganda anti-FGM perpetua l’assunto colonialista che vede l’immagine occidentale del corpo e della sessualità come universale” Ci sono ancora sacche di resistenza. Il Professore Sigurd Skirbekk[26] dell’Università di Oslo affronta molti dei postulati dietro le politiche di immigrazione in Occidente. Uno di questi è la nozione che i paesi ricchi hanno il dovere di accogliere tutte le persone delle altre nazioni che stanno soffrendo per disastri naturali, repressione politica o sovrappopolazione. Secondo lui, non è morale che i regnanti di quelle nazioni permettano la crescita incontrollata delle loro popolazioni per poi spingere il loro eccesso di popolazione verso altri paesi.
Skirbekk ricorda che i Paesi Europei hanno combattuto contro i nazisti nonostante usassero la scusa del Lebensraum (spazio vitale) per giustificare la loro politica estera. Dobbiamo fare la stessa cosa ora che altri paesi usano la scusa della mancanza di spazio per invaderci. Skirbekk ricorda che ci sono molti libri disponibili sui problemi ecologici che il mondo dovrà affrontare in questo secolo. Una politica di immigrazione troppo liberale, unita al rifiuto di confrontarsi con i problemi morali troppo scomodi, non è sostenibile nel futuro. Riusciremmo soltanto a scaricare il problema sulle generazioni future. In Danimarca, la linguista Tina Magaard[27] conclude che i testi Maomettani incoraggiano terrorismo e combattimento molto più dei testi sacri di qualunque altra religione. Lei ha ottenuto un Dottorato in Analisi del Testo e in Comunicazione Interculturale presso la Sorbona di Parigi, inoltre ha impiegato tre anni un un progetto di ricerca che comparava i testi sacri di dieci religioni. “testi dell’Islam si distinguono dai testi delle altre religioni incoraggiando la violenza e l’aggressività contro i non credenti in maniera sistematica. Inoltre ci sono ordini espliciti di compiere atti di terrorismo. Questo è un argomento tabù per chi compie ricerche sull’Islam, ma è un fatto che dobbiamo affrontare.” Ci sono centinaia di passi del Corano che ordinano la guerra contro i fedeli delle altre fedi. “Se è vero che molti Musulmani vedono il Corano come la parola letterale di Dio, non simbolica o narrativa, allora abbiamo un problema. E’indiscutibile che i testi incoraggiano terrorismo e violenza. Quindi è ragionevole chiedere ai Musulmani come si rapportano al testo, se lo leggono per come è“, si chiede Magaard. Gli esempi di Skirbekk, Magaard e altri sono incoraggianti, ma non sono abbastanza numerosi da cambiare l’immagine generale di una Università paralizzata dalle ideologie Neomarxiste e dai sentimenti anti-occidentali.
Lo scrittore Mark Steyn[28] commenta su come “nel mondo reale sembra che il più grande successo della globalizzazione degli anni 90 sia stata l’esportazione di una ideologia da un luogo sperduto del pianeta al cuore di ogni città occidentale.” Scrivendo a proposito del crollo di nazioni come la Somalia lo scrittore Robert D. Kaplan dell’Atlantic Monthly definiva i cittadini di quegli stati come uomini tornati all’età della pietra. “Quando persone nate a Toronto chiedono la decapitazione, quando persone nate in Yorkshire e cresciute a fish and chips e pessima musica pop inglese si fanno saltare in aria nella metropolitana di Londra, allora sembra che il fenomeno dell’uomo tornato all’età della pietra sia stato esportato in tutto il pianeta. E’la globalizzazione al contrario: le patologie di un paesino remoto sono diffuse in tutte le città occidentali
Qui si vede il collegamento. Mentre il multiculturalismo diffonde tribalismo ideologico nelle nostre università, diffonde anche il tribalismo fisico nelle città. Dato che tutte le civiltà per loro sono uguali, non c’è bisogno di salvare la civiltà occidentale o proteggere le nostre leggi. E’ vero che forse non arriveremo mai alla verità universale, dato che siamo tutti limitati dalle nostre esperienze e dai nostri pregiudizi personali. Questo non vuol dire che dobbiamo abbandonare l’ideale della verità. Questo è ciò che è accaduto negli ultimi decenni. Le nostre scuole non cercano neanche di arrivare alla verità. Hanno deciso che la verità non esiste e che ci sono solo diverse opinioni e diverse culture, tutte valide allo stesso modo. L’eccezione è la cultura occidentale, che è malvagia e si merita solo di essere “decostruita”. Le università occidentali sono passate dall’Età della Ragione all’Età della Decostruzione. Mentre le università Cinesi, Indiane, Coreane e Asiatiche stanno laureando milioni di ingegneri e scienziati ogni anno, le università occidentali sono diventate piccole comunità hippie, impegnate a denigrare l’occidente ed esaltare la barbarie. Questo è un grosso danno alla competitività delle nazioni Occidentali. Ciò è male, ma è l’ultimo dei problemi. L’università occidentale non riesce a vedere la minaccia da parte delle nazioni Maomettane che vogliono sottometterci e spazzare via la nostra civiltà. Questo è un fallimento con cui non possiamo convivere. E probabilmente non sopravviveremo a questo fallimento, se non troviamo una soluzione.
Fonti:
http://www.brusselsjournal.com/node/1282
1.http://www.brusselsjournal.com/node/849
2.http://www.brusselsjournal.com/node/1155
3.http://www.brusselsjournal.com/node/1145
4.http://www.jihadwatch.org/dhimmiwatch/archives/006260.php
5.http://www.arabnews.com/?page=1&section=0&article=62487&d=21&m=4&y=2005
6.http://www.americanthinker.com/comments.php?comments_id=5418
7.http://frontpagemagazine.com/Articles/Printable.asp?ID=20490
8.http://amconmag.com/2005/2005_12_05/cover.html
9.http://www.arabnews.com/?page=1&section=0&article=84122&d=21&m=6&y=2006&pix=kingdom.jpg&category=Kingdom
10.http://littlegreenfootballs.com/weblog/?entry=8263
11.http://www.jihadwatch.org/dhimmiwatch/archives/009405.php
12.http://www.jihadwatch.org/dhimmiwatch/archives/008907.php
13.http://www.geocities.com/martinkramerorg/IslamObscured.htm
14.http://www.campus-watch.org/article/id/773
15.http://www.jihadwatch.org/dhimmiwatch/archives/008113.php
16.http://www.foreignaffairs.org/20060901facomment85501/john-mueller/is-there-still-a-terrorist-threat.html
17.http://www.jihadwatch.org/dhimmiwatch/archives/004191.php
18.http://www.jihadwatch.org/archives/004791.php
19.http://www.brusselsjournal.com/node/840
20.http://www.secularislam.org/articles/debunking.htm
21.http://www.brusselsjournal.com/node/1126
22.http://www.sydneyline.com/AdversaryCulture.htm
23.http://www.frontpagemag.com/Articles/ReadArticle.asp?ID=15701
24.http://gatesofvienna.blogspot.com/2006/06/little-churchills-inhabiting-sterile.html
25.http://www.dallasnews.com/sharedcontent/dws/dn/opinion/points/stories/040305dnediallen.35261.html
26.http://folk.uio.no/sigurds/
27.http://fjordman.blogspot.com/2005/09/islam-is-most-warlike-religion.html
28.http://www.brusselsjournal.com/node/1142
29.http://52.068.4.309plusf24:KWimfhh436383717863МБ

2083 Una dichiarazione di indipendenza europea – Parte 3, l’Islam

Cari amici, sto iniziando a tradurre un certo libro scritto da un certo gentiluomo di Oslo. Ho deciso di pubblicarlo su questo blog come contributo alla cultura europea. Ovviamente non è una di quelle merdose traduzione di Google, l’ho tradotto io parola per parola, che ci crediate o no.
Questo capitolo parla dell’Islam e della sua storia e cultura. Cosa è, come averci a che fare, come e perché’ combatterlo per la nostra sopravvivenza.
Buona lettura
La Storia, il Marxismo e l’Islam – Cosa ci nasconde il governo, l’università e i media. Il revisionismo basato sulla sottomissione e sul pensiero anti-Europeo.
“Chi controlla il presente, controlla il passato.”
George Orwell

 

1.1 Il revisionismo storico (negazionismo)

Il revisionismo storico è il tentativo di cambiare le idee del pubblico riguardo al passato. [1]. Il negazionismo è il negare i crimini storici.
Da Islam and the West, Bernard Lewis:
Viviamo in un periodo in cui si fanno grandi sforzi per falsificare i documenti del passato e per rendere la storia un mezzo di propaganda. I governi, i movimenti religiosi e i partiti politici di ogni colore sono impegnati nel riscrivere la storia per come la vorrebbero e per come la vogliono insegnata ai loro seguaci. Tutto ciò è davvero pericoloso verso noi e verso l’intera umanità. Coloro che non sono in grado di confrontarsi col passato non sono in grado di capire il presente e di affrontare il futuro.
E’ ironico sapere che una simile critica al revisionsmo è stata scritta da un revisionista che nega il Genocidio Armeno e che ha minimizzato le brutalità dell’Impero Ottomano. Bernard Lewis è considerato un Orientalista moderato ed è spesso convocato da varie agenzie governative, tra cui la vecchia amministrazione Bush.
Data l’ignoranza con cui viene trattata, la storia degli ultimi 1400 anni di Jihad contro i non-Mussulmani e contro l’Europa è una delle forme più radicali di negazionismo storico. Il primo capitolo di questo libro è dedicato alla memoria di questa Jihad ancora in corso. Dovremo affrontare e combattere il processo di falsificazione voluto dallo stato preparandoci per il momento in cui la vera storia dell’Islam sarà rivelata. Quando i regimi Europei cadranno (e questo sistema basato sul multiculturalismo cadrà presto) sarà possibile re-introdurre e conoscere la vera storia dell’Islam, tra cui: la storia islamica, la giurisprudenza islamica e le vere descrizioni di Jihad, Dhimmitude e gli altri aspetti falsificati dell’Islam. E’essenziale impedire l’amnesia storica preservando la vera storia
senza censure. Fin dalla sua creazione nel settimo secolo e fino a oggi, la Jihad Islamica ha sterminato sistematicamente più di 300 milioni di non-Maomettani, ha torturato e schiavizzato più di 500 milioni di individui. Dal 9/11 2001, più di 12 000 attacchi di terroristi Jihadisti in tutto il mondo hanno portato alla morte di uno o più non-Maomettani per attacco. [2] In altre parole; ci sono circa 150 attacchi Jihadisti mortali al mese in tutto il mondo. Ciò continuerà finché ci saranno non-Maomettani al mondo e finché l’Islam continuerà ad esistere.
Devo ammettere, quando ho iniziato a studiare la storia Islamica e le atrocità Islamiche più di 3 anni fa avevo dubbi sulle informazioni che avrei trovato. Ho iniziato a esplorare sotto la superficie e sono rimasto scioccato nello scoprire le verità “orrende e sconosciute” riguardo alle atrocità Maomettane. Molti credono che il Cristianesimo sia allo stesso livello dell’Islam in quanto a crudeltà. Posso assicurare che ciò è assolutamente falso. La Jihad ha causato più di 10 volte il numero di omicidi, torture e riduzioni in schiavitù di quelle causate dal Cristianesimo. Ovviamente, i governi neomarxisti europei vorrebbero farci credere il contrario. L’essenza del multiculturalismo è: “tutte le culture e le religioni sono uguali“. In questo senso i governi Europei hanno lanciato una grande “campagna di inganno” contro il loro stesso popolo per creare una versione fasulla dell’Islam e della Civiltà Europea, in modo da farli apparire equivalenti Secondo loro, ciò è necessario per poter fare accettare il multiculturalismo. I Maomettani, i Nazionalisti Arabi e i Marxisti sono i primi falsificatori della storia fin dalla Seconda Guerra Mondiale. Il libro di Edward Said Orientalismo pubblicato nel 1970 è un opera importante in questo senso.
Nel passato l’Europa aveva una visione stereotipata dell’Islam, così come l’Islam aveva una visione stereotipata di noi. Queste visioni erano decisamente ostili. Per secoli e secoli l’Islam era una minaccia enorme contro la civiltà Cristiana. La minaccia condizionava ogni aspetto della storia europea, ed era la causa principale degli gli imperi coloniali Europei. Fino al 1750 loro facevano concorrenza spietata ai nostri interessi. Gibbon intorno al 1780 fu il primo a pensare che il pericolo fosse ormai passato, ma su scala locale la minaccia continuò a lungo. I pirati barbareschi saccheggiarono le coste inglesi fino al 1830, riducendo interi villaggi in schiavitù. La loro minaccia imperversò a lungo lungo le coste occidentali dell’Irlanda e Islanda. Questo avveniva durante il periodo di massimo splendore dell’Impero Inglese. Fin dai tempi della prima invasione Jihadista in Andalusia più di un milione e mezzo di Europei vennero rapiti e ridotti in schiavitù, molti di essi portati in Nord Africa.
Enciclopedia Britannica
L’ Enciclopedia Britannica venne pubblicata per la prima volta nel 1768. I redattori spesso provenivano da altre nazioni e tra questi vi erano le autorità più rispettate nei rispettivi campi. Il negazionismo sanzionato dagli stati occidentali, anche detto “revisionismo storico per motivi politici” riguardo all’Islam iniziò in Gran Bretagna nel diciannovesimo secolo. La motivazione era la creazione di una base per la cooperazione e il commercio Britannico-Musulmano.
Durante la guerra Russo-Turca [3], la Russia sconfisse l’Impero Ottomano. Nel 1878, dopo il “Congresso di Berlino[4]”, Disraeli, Primo Ministro Britannico, decise di mettersi d’accordo con gli Ottomani, promettendogli la protezione contro gli attacchi Russi in cambio di “trenta danari”, in questo caso l’isola di Cipro. Per migliorare le relazioni tra Britannici e Ottomani si pensò di introdurre una revisione su larga scala dell’Enciclopedia Britannica (dalla decima edizione in poi) e di tutto il materiale che descriveva l’Islam, i musulmani e le pratiche Islamiche come “malvagie”. Questo fu l’inizio del processo di falsificazione storica in Europa.  Per comprendere ciò dobbiamo studiare le relazioni che c’erano tra la Gran Bretagna e la Russia di allora:
La Gran Bretagna, la superpotenza del diciannovesimo secolo, conduceva una guerra territoriale con l’altra superpotenza, la Russia. Nei Balcani (ai tempi occupati dagli Ottomani) gli interessi dei due imperi cozzavano. Sarebbe stato naturale per i Balcani vivere sotto influenza Russa. Molti dei popoli balcanici (Serbi, Greci, Rumeni e Bulgari) erano e sono Ortodossi, così come i Russi, ma ciò non andava d’accordo con gli interessi economici Britannici. Questo è il motivo per cui la Gran Bretagna si alleò con la Turchia e inventò il mito della tolleranza musulmana.
Anche se i turchi sgozzavano e violentavano le donne o rapivano i bambini dei cristiani balcanici ciò era considerata una espressione di tolleranza (e forse ciò non dispiaceva troppo all’ebreo Disraeli) . L’importante era che non fossero i Russi a comandare nei Balcani.
Esempi di bugie e di retorica apologista:
  • Esagerazioni nella descrizione della cultura e della scienza Islamica.
  • L’Impero Ottomano era tollerante (falso)
  • Gli ebrei erano stati trattati con calma e tolleranza nell’Impero Ottomano. (falso)
  • I giovani cristiani balcanici potevano godere di grandi avanzamenti sociali grazie al rapimento e alla conversione forzata nella casta dei Giannizzeri. (falso)
  • Il Genocidio Armeno non è mai accaduto. In realtà era una lotta tra due popolazioni per il possesso di un territorio. (falso)
  • L’ Andalusia musulmana (La Spagna dei Mori) viene spesso descritta dagli apologeti Islamici come un paradiso multiculturale in cui ebrei e cristiani venivano rispettati e ammessi nelle posizioni più elevate delle università e dell’amministrazione pubblica. (falso)
  • Jihad significa sforzo personale della volontà (parzialmente vero, ma solo in una Hadith “debole” e poco significativa. Nel Corano si dice ben altro. L’argomento sara’ spiegato più avanti.)
  • L’Islam è una religione di pace (la pace della morte, per i non maomettani)
  • La cristianità e l’islam sono uguali dal punto di vista delle atrocità storiche (falso, ma anche se fosse vero non conterebbe niente)
  • I cristiani Maroniti del Libano non sono mai stati sterminati. (infatti si sono suicidati tutti appena i maomettani hanno preso il potere)
Esempi di omissioni importanti
I governi Occidentali hanno dichiarato che parti importanti della storia debbono essere cancellate e ignorate nei programmi ministeriali. Ad esempio:
  • Il massacro dell’ Hindu Kush, il più grande genocidio della storia
  • I Genocidi Armeno, Greco, Assiro e Coptico
  • Le varie Jihads, le torture e le riduzioni in schiavitù dei Cristiani e degli altri popoli non Maomettani del Medio Oriente e dell’Asia
  • Lo stupro etnico usato come arma durante l’Impero Ottomano.
  • La codardia del mondo occidentale e il suo rifiuto di difendere i Cristiani del Libano contro le invasioni Jihadiste. Queste invasioni portarono al crollo totale dello stato Cristiano del Libano. Nel 1911 l’80% dei Libanesi era Cristiano, oggi sono meno del 25% e quei pochi sono ancora perseguitati.
  • Il vero scopo delle Crociate
  • Lo schiavismo degli Arabi. Più di 1 milione e mezzo di Europei sono stati ridotti in schiavitù da loro.
Esempi di propaganda anti Europea nei nostri programmi scolastici
  • Informazioni false sulle Crociate (erano una campagna militare difensiva, non un’invasione)
  • La storia del colonialismo Europeo, visto in maniera negativa nonostante fosse essenzialmente sfruttamento economico, nulla in confronto ai 1400 anni di Jihad accompagnati dal genocidio di più di 300 milioni di persone e dalla riduzione in schiavitù o dalla conversione forzata di più di 500 milioni di non maomettani.
Le informazioni di sopra sono una prova del fatto che gli apologisti dell’Islam e i falsificatori della Storia Europea devono essere affrontati e sconfitti.
Purtroppo per noi, più del 95% dei giornalisti, editori e delle case editrici sono pro-Eurabia e seguaci del Multiculturalismo. Ciò vale anche per l’85% dei politici europei e per più del 90% dei parlamentari europei. Non dobbiamo mai dimenticarci che l’Unione Europea [5] è il primo organo responsabile del revisionismo pro-Islamico in Europa!
Tratto da The Eurabia Code:
Il Simposio sul dialogo Euro-Arabo condotto a Venezia nel 1977 e ad Amburgo nel 1983 includeva indicazioni che sono state messe in atto.
4. La necessità della cooperazione tra esperti Europei ed Arabi per presentare un’immagine positiva della civiltà Arabo-Islamica e del mondo Arabo contemporaneo al pubblico Europeo.
Il Dialogo Euro-Arabo (EAD) è una istituzione politica, economica e culturale progettata per assicurare coesione tra Europei e Arabi. La sua struttura è stata progettata durante le conferenze di Copenhagen (15 Dicembre 1973), e Paris (31 Luglio 1974). L’agente principale di questa politica è l’associazione parlamentare europea per la Cooperazione Euro Araba, fondata nel 1974. Gli altri organi principali del dialogo sono l’istituto MEDEA e l’Istituto Europeo per la Ricerca sulla Cooperazione Euro-Araba nel Mediterraneo, creato nel 1995 col patrocinio della Commissione Europea.
In un intervista di Jamie Glazov del Frontpage Magazine, Ye’or spiegava come “nella politica interna, il EAD stabilisce una stretta cooperazione tra i media Arabi ed Europei, ossia televisione, radio, giornalisti, case editrici, scuole, accademie, centri culturali, libri di testo, scuole e organizzazioni giovanili, turismo, dialoghi interconfessionali tra le Chiese, tutti determinati nello sviluppo delle proprie politiche. L’Eurabia è questa rete organizzata di associazioni Euro-Arabe, una simbiosi con l’aiuto e la cooperazione della politica, economia, demografia e della cultura.
Il primo responsabile per la creazione dell’Eurabia, l’Associazione Parlamentare per la Cooperazione Euro-Araba, venne creato a Parigi nel 1974. Adesso conta oltre seicento membri, tutti provenienti dai più importanti partiti politici d’Europa, attivi nei loro parlamenti nazionali oltre che nel Parlamento Europeo. La Francia continua ad essere il protagonista di questa associazione.
Uno dei documenti che Bat Ye’or mi ha gentilmente spedito (menzionato solo nella versione francese del libro Eurabia) è la “Strategia Comune per il Consiglio Europeo – La visione dell’UE per la regione Mediterranea”, 19 Giugno 2000. Include molte direttive, ad esempio:
“elaborare tattiche di costruzione del partenariato, particolarmente nella promozione delle consultazioni regolari e dello scambio di informazioni con i Paesi partner Mediterranei, supporto della
connessione delle infrastrutture tra i partner Mediterranei e tra loro e l’UE. Usare tutti i mezzi necessari per facilitare e incoraggiare il coinvolgimento della società e lo sviluppo degli scambi culturali tra l’UE e i Paesi partner Mediterranei. Le Organizzazioni Non Governative saranno incoraggiate a partecipare nella cooperazione a livello bilaterale e regionale.
Sarà data particolare attenzione ai media e alle università [grassetto mio]”
La Strategia è anche quella di “stimolare il dialogo tra le culture e le civiltà per combattere l’intolleranza, il razzismo e la xenofobia”
La Dichiarazione di Algeri [11] per una visione condivisa del futuro venne stipulata dopo un congresso tenuto ad Algeri nel Febbraio 2006. Il documento afferma che “è essenziale creare una entità
Euro-Mediterranea basata su Valori Universali” e che “è di importanza cruciale enfatizzare i punti comuni tra le culture, per quanto siano marginali o dimenticati” Il Piano di Azione Comune scrive una gran quantità di raccomandazioni su come costruire questa entità Euro-Mediterranea. Alcune di esse sono:
  • Adattare le organizzazioni già esistenti e i contenuti dei media all’obiettivo del dialogo Nord-Sud. Fondare un centro di giornalismo Euro-Mediterraneo
  • Fondare una rete composta da tutti i Paesi partner Mediterranei allo scopo di costruire un “sistema educativo compatibile”. [Unsistema educativo compatibile con quello Arabo? Cosa includerà? Sei sicuro di volerlo sapere? Ce lo diranno prima che sia già un fatto compiuto?]
Questi accordi, volti al riscrivere completamente i libri di Storia Europea per renderli pro-Islamici e al rendere l’Islamofobia un crimine razzista, sono in fase di sviluppo proprio in questo momento.
Nel Giugno 2005 a Rabat [14], in Marocco, si è tenuta una conferenza intitolata “Adottare il dialogo tra Culture e Civiltà con Iniziative Concrete e Sostenibili.” La Conferenza è stata organizzata dall’UNESCO, dall’ISESCO (Organizzazione per la cultura, educazione e la scienza dell’Islam), dall’Organizzazione per la Cooperazione Islamica (OIC), dall’Organizzazione Araba per l’Educazione, la Cultura e la Scienza (ALECSO), dal Centro Danese per la Cultura e lo Sviluppo (DCCD) e dalla Fondazione Anna Lindh per il Dialogo tra le Culture Euro-Mediterranee
Fra le proposte di Mr. Olaf Gerlach Hansen, Il Direttore Generale dell DCCD: “Siamo interessati in nuove azioni nei media, nella cultura e nell’educazione. Queste proposte includono: 
– Iniziative concrete per sviluppare competenze interculturali nella formazione delle nuove generazioni di giornalisti. Iniziative concrete per lo scambio tra i giornalisti, editori e i media per incoraggiare la cooperazione interculturale”. Iniziative concrete per il miglioramento dei programmi ministeriali attraverso nuovi materiali educativi e revisioni dei libri di testo
Anche se non viene detto esplicitamente, si può assumere che tra gli stereotipi negativi da rimuovere dai libri di testo ci saranno i 1300 anni di continua guerra Jihadista contro l’Europa. Queste proposte sono state accettate e incluse nell’Impegno di Rabat. L’ECRI (Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza) ha richiesto agli Stati membri dell’UE di adottare leggi che renderanno illegale discutere seriamente sul vero Islam, oltre a rendere i Maomettani una “categoria protetta”. I Paesi Europei dovranno:
  • Modificare i programmi ministeriali delle scuole per impedire una “interpretazione distorta della storia religiosa e culturale” e per evitare che l’Islam venga descritto in termini di ostilità e
    di minaccia.
  • Incoraggiare il dibattito sull’Islam nei media Europei e renderli responsabili sulla loro responsabilità nell’evitare i pregiudizi el’intolleranza.

1.2 Caratteristiche generali del Negazionismo Europeo sull’Islam

Quando un popolo rifiuta le sue legende, vede solo falsità nel proprio passato e vede i propri antenati come idioti e bugiardi, ciò è un segno del suo declino e della fine delle sue glorie. I rami con le radici marce non hanno linfa per produrre frutti
– Rudyard Kipling
 L’Europa ha la sua famiglia di negazionisti: un movimento volto a negare i ripetuti crimini contro l’umanità commessi dall’Islam. Questo movimento è guidato dagli apologisti dell’Islam e dai  marxisti universitari, seguiti dai giornalisti, dai politici e dagli intellettuali che si definiscono secolari. Come i negazionisti Turchi che negano il genocidio Armeno, i negazionisti Europei hanno
il pieno supporto del governo (sia i governi nazionali che l’UE) e il controllo completo sui media. I negazionisti comandano il governo riguardo alle politiche da adottare contro il problema comune (ossia il problema Islamico)
Le loro tecniche sono essenzialmente le stesse degli altri negazionisti.
1. Negare la realtà:
La forma più volgare di negazionismo è la semplice negazione della realtà. A tale scopo si usano slogan semplici e generici, tipo: “L’Islam è tollerante“, “La Spagna Islamica era un modello di armonia multiculturale“, “L‘antisemitismo era sconosciuto tra i Musulmani finché non vi è stato introdotto dall’Europa“. Dato che è raro che un crimine islamico venga diffuso al pubblico, non c’è molto bisogno di negare crimini particolari. Una eccezione è il genocidio degli Armeni, ufficialmente negato in Turchia e in tutto il mondo Maomettano.
Il caso Rushdie è stato un caso di negazionismo su larga scala. C’è solo una risposta chiara alla domanda: “E’pratica Islamica uccidere coloro che criticano il Profeta?“. Secondo i media e i loro “esperti” la risposta è: NO. Secondo le tradizioni Maomettane, la risposta è: SI. Mohammed, così come i suoi successori, hanno ucciso i loro critici tramite esecuzioni formali o assassinii spietati. Secondo la legge Maomettana l’esempio di Mohammed è un precedente valido. Al massimo si può discutere sulle procedure: alcuni giuristi affermavano che Rushdie doveva essere rapito, portato in un paese Islamico e avere la possibilità di abiurare davanti a un tribunale Islamico. Gli Ayatollah avevano decretato che nemmeno il pentimento avrebbe potuto salvarlo. Se non avesse abiurato, anche i cosiddetti maomettani moderati avrebbero ucciso lo scrittore. La legge Islamica punisce l’apostasia e l’insulto al Profeta con la pena capitale: non c’era speranza per Rushdie.
Nonostante tutto, molti “esperti” hanno affermato in pubblico che uccidere Rushdie non sarebbe stato un atto Islamico.
Negare in maniera spudorata può funzionare se i negazionisti hanno il controllo completo della stampa e dei media. Altrimenti, c’è il rischio di essere scoperti. In questo caso, ci sono delle tecniche
più raffinate.
2. Ignorare i fatti:
Il negazionismo passivo è il più sicuro e il più popolare. I media e gli scrittori semplicemente evitano di parlare dei fatti che per loro non è conveniente discutere. Questo include molti dei fatti inerenti il massacro, la tortura e la riduzione in schiavitù dei non-Maomettani nei contesti storici e contemporanei (tra cui i Genocidi e la Dhimmitude), gli sviluppi demografici che mostrano la conquista graduale e sistematica delle nostre società (tra cui il Kossovo, il Libano e ora buona parte dei Paesi Europei), la al-Taqiyya/ketman, la Nashkì e l’importanza della Jihad nell’Islam. Altri fatti da ignorare sono il ruolo dell’Arabia Saudita nella diffusione dell’Islam tradizionale (il cosiddetto nazismo Islamico, detto anche Wahhabismo). Gli “esperti” si sono dimenticati di informare il pubblico Europeo che l’Arabia Saudita ha speso più di 87 milioni di dollari negli ultimi 20 anni per propagandare il “Vero Islam”.
Buona parte di questi finanziamenti vanno nella costruzione e manutenzione di migliaia di moschee, madrassa e centri di cultura Maomettana in tutto il modo. Queste istituzioni ormai sono diffuse in ogni Paese occidentale, in tutta Europa.
3. Minimizzare i fatti:
Se un fatto è scomodo lo si può minimizzare. Ad esempio, se vari storici Maomettani hanno narrato di un massacro di infedeli, il negazionista dirà che ne hanno esagerato il numero per soddisfare la vanità del loro mecenate, come se non fosse già abbastanza il fatto che i regnanti Maomettani provassero soddisfazione nell’essere ricordati come grandi massacratori di infedeli. A parte il minimizzare la portata dei crimini Islamici, c’è anche la tecnica del relativizzare: rendere i fatti meno evidenti comparandoli con altri fatti accuratamente scelti. Ad esempio, uno può dire che “tutte
le religioni sono intolleranti
“, plausibile quanto falso: nell’Impero Romano le uniche sette che venivano perseguitate erano quelle che avevano ambizioni politiche (ad esempio gli Ebrei indipendentisti o i Cristiani perché si temeva che volessero prendere il controllo dell’Impero e cancellare le altre religioni, come effettivamente fecero), mentre le altre religioni avevano lo status di religio licita. Altri imperi religiosamente tolleranti erano l’Impero Persiano e molti altri.
Un altro argomento per favorire l’Islam è la lista degli atti di fanatismo Cristiano. E’noto il fatto che il Cristianesimo è colpevole di numerose distruzioni di templi e di persecuzioni religiose. La radice di questo fanatismo è il fondamento teologico comune di entrambe le religioni: il monoteismo profetico. I difetti del Cristianesimo sono gli stessi dell’Islam, ma nonostante la sua tendenza teologica all’intolleranza, il Cristianesimo ha dovuto passare una fase di “vivi e lascia vivere” perché nel suo periodo formativo era solo una delle tante sette religiose dell’Impero Romano.
L’Islam non ha mai avuto questa esperienza.
 
Il Cristianesimo ha dovuto subire l’influsso Islamico per poter esprimere il potenziale di fanatismo. Non è una coincidenza il fatto che Carlomagno, il vincitore dei Sassoni, fosse il nipote di Carlo Martello, il vincitore dei Maomettani a Poitiers. Non era una coincidenza il fatto che i cavalieri Teutonici che convertirono a forza i Baltici fossero veterani delle Crociate, ossia le campagne volte a liberare la Palestina dall’Islam. Non lo era nemmeno il fatto che l’Inquisizione Spagnola fosse emersa in un paese sottoposto per secoli al dominio islamico. Soprattutto, il Cristianesimo ha ammesso buona parte dei crimini della propria storia, anche se è ancora impegnato nell’assumersene la responsabilità. L’Islam non lo ha mai fatto e non lo farà mai.
Un altro modo per minimizzare il fanatismo Maomettano è il dire che dopo tutto nessuna guerra imperialista è mai stata corretta e gentile. Questo può essere vero, ma in ogni caso nessuno venera i massacratori o costruisce templi in loro onore, almeno al giorno d’oggi. Una religione dovrebbe aiutare l’uomo a trascendere i propri difetti, ad esempio l’avidità e la crudeltà, non ad approvarli e
glorificarli.
4.“Non è poi così male”:
Quando non si possono nascondere, minimizzare o negare i fatti, i negazionisti possono affermare che dopo un esame più attento non sono brutti come sembrano. Un negazionista può anche definire giusto quel che è visibilmente sbagliato. Ad esempio, nella sua biografia di Mohammed, Maxime Rodinson dichiarava spudoratamente che lo sterminio degli ebrei della Medina da Mohammed è stata indubbiamente la decisione migliore. In molte introduzioni popolari all’Islam, il fatto che l’Islam impone la pena capitale sugli apostati (in termini moderni, l’Islam si oppone alla libertà di religione nel modo più brutale possibile) è ammesso, ma si spiega che “Dato che l’Islam era in guerra con i politeisti, l’apostasia era equivalente al tradimento e alla diserzione, crimini puniti con la morte anche nella nostra società secolare”. Ciò è giusto, ma ciò dimostra che l’Islam ha scelto di essere in guerra con le religioni tradizionali Arabe e con tutte le altre religioni, tanto da condizionare il suo sistema legislativo ad uno stato di guerra permanente.
5. Giocare su fatti non rappresentativi:
Una tattica popolare dei negazionisti è il trovare un fatto positivo ma senza importanza e metterlo in evidenza, mentre la situazione generale viene tenuta fuori vista. Per esempio, è stato trovato un documento in cui un Cristiano il cui figlio era stato rapito e arruolato nei Giannizzeri si vantava perché suo figlio aveva raggiunto una posizione di comando nell’esercito. Il fatto che questa gente cercava di trovare qualcosa di positivo nel rapimento dei propri figli è usato per dimostrare che i non-Maomettani erano felici di vivere sotto il dominio Maomettano. In realtà la Devshirme, il rapimento con conversione forzata di un quinto dei bambini cristiani da parte delle autorità Ottomane era un terrore costante e formidabile per tutti, narrato in centinaia di storie e canzoni tristissime.
Come altro esempio, i negazionisti menzionano i casi di collaborazione da parte dei non-Maomettani (ad esempio l’aiuto Tedesco al genocidio Armeno) per suggerire che costoro erano trattati come pari e che il dominio Maomettano era pacifico. In realtà ogni occupazione, anche la più crudele, ha sempre avuto casi di collaborazionismo. Persino i Nazisti usavano collaborazionisti Ebrei come guardie nel ghetto di Varsavia.
6. Negare i motivi:
A volte i negazionisti accettano i fatti, ma negano la responsabilità dei loro eroi Maomettani. Ad esempio, Mohammed Habib cercò di discolpare l’Islam cercando di incolpare altri fattori: la brutalità dei Turchi, l’avidità, il bisogno di difendersi dai complotti. In realtà, i regnanti Maomettani che cercavano di evitare di opprimere gli infedeli venivano rimproverati dal clero perché non facevano il loro dovere di Islamici. Il clero non aveva alcun problema se il regnante opprimeva gli infedeli solo per arricchirsi, l’importante era che lo facesse. In ogni caso, il fatto che l’Islam è una
religione che può essere usata per giustificare saccheggio e riduzione in schiavitù (a differenza di altre, ad esempio il Buddhismo) è già abbastanza per farsi un’idea.
7. Fare confusione:
Un’altra tattica comune consiste nel fare confusione tra i termini del dibattito: “Un solo Islam non esiste, ci sono tanti Islam con grosse differenze tra paese e paese ecc.” In effetti è difficile criticare qualcosa di così indefinito. Il fatto è che l’Islam esiste: è la dottrina contenuta nel Corano, normativa per tutti i Maomettani, e nelle Hadith, normative per i Sunniti. Ci sono differenze tra le scuole di legge e ovviamente ci sono differenze sostanziali nel modo in cui gli individui sono sono effettivamente fedeli alle dottrine, così come nel modo in cui incorporano elementi non Maomettani in esse.
8. Dare la colpa agli estremisti:
Quando si trovano di fronte a fatti concreti di fanatismo Maomettano, i negazionisti danno la colpa ai fondamentalisti o ai Wahhabiti. Con ciò dicono che il fondamentalismo è colpa della frustrazione post-coloniale ed è una cosa diversa dal vero Islam. In realtà, i fondamentalisti come Maulana Maudoodi e l’Ayatollah Khomeini conoscevano il Corano meglio di quelli che li definiscono Maomettani indegni. Quello che chiamiamo fondamentalismo o Wahhabismo è l’Islam originale, come prova il fatto che i fondamentalisti sono esistiti fin da prima del colonialismo. Ad esempio il teologo del 13mo secolo Ibn Taimiya, ancora un punto di riferimento per i Maudoodi, Turabi, Madani e Khomeini di oggi.

Quando l’Ayatollah Khomeini dichiarava che l’obiettivo dell’Islam è la conquista di tutti i paesi non-Maomettani stava semplicemente riformulando la strategia a lungo termine di Mohammed e la profezia Coranica che promette il mondo intero all’Islam. Nel caso dei comunisti si può incolpare Marx, Lenin o Stalin, ma nel caso dei Maomettani il terrorismo è iniziato fin da Mohammed.

 
9.Argomenti ad hominem:
Se non si può negare l’evidenza, la si può distorcere citando solo alcune parti e attaccando i motivi dell’autore, oppure citando solo le parti che sembrano contraddire l’idea generale dell’autore. Basta focalizzare l’attenzione su alcuni difetti reali o immaginari in alcuni punti per fingere che l’intero corpo dei fatti sia inaffidabile. Per estendere il dubbio da un solo fatto a tutta la discussione è necessario creare sospetti contro chi la presenta: basta implicare che l’interlocutore abbia un piano di falsificazione storica e che, dato che uno dei suoi fatti è falso sarà logico affermare che tutta la discussione lo sarà.
Se non si può evitare il discutere di argomenti scomodi, si può disperdere la discussione parlando di altro, ad esempio i difetti naturali che hanno tutti, anche le vittime dei crimini (ad esempio la brutalità Israeliana contro i Palestinesi o la politica delle caste Indù). Oppure si può accusare chi cerca la verità come uno che in realtà vuole giustificare e coprire le proprie mancanze. A questo punto si può dare colpa alla vittima. Se la gente ignora o rifiuta la version distorta della storia, la si può accusare di distorsione e abuso politico della realtà storica. Si possono diffamare gli studiosi che fanno testimonianze scomode, imputando loro motivi politici per distrarre dalle prove materiali che presentano.
10. Slogans:
Alla fine, tutte le discussioni possono essere sabotate semplicemente urlando slogan: “razzista, fanatico, pazzo, intollerante, fascio di merda”. Bisogna spostare la battaglia dall’argomento discusso alla persona dell’avversario: chiunque soffre nella sua autostima quando viene accusato di cose orribili come pregiudizi ed islamofobia. Dopo tutto, l’attacco è la migliore difesa.
Dopo aver esposto le forme di negazionismo, possiamo esaminare le cause. I fattori sono i seguenti:
1. Orientalismo e Islamologia:
Dopo gli opuscoli medievali con i crimini di “Mohammed l’impostore“, la cui pubblicazione è durata fino al 19mo secolo, non è stato pubblicato molto sui crimini reali e ideologici dell’Islam. Libri su argomenti come “La schiavitù nell’Islam” sono estremamente rari: le informazioni storiche su un argomento simile sono disperse in pubblicazioni più generiche in cui l’Islam è menzionato di sfuggita e l’autore non si rende conto delle implicazioni di quello che scrive. Si dice spesso (mentre si propaganda il “rifiuto dei pregiudizi”) che la gente associa sempre l’Islam con l’intolleranza; tuttavia trovare un libro che parli proprio dell’intolleranza Maomettana è difficile. Quante decine di milioni di persone sono state uccise dall’Islam semplicemente perché “infedeli”? Nessuno ha mai fatto i conti necessari per una stima generale. Possiamo solo notare che la ricerca critica sull’Islam non è proprio incoraggiata, anzi c’è una tendenza nell’autocensura riguardo alla critica all’Islam. In parte ciò è dovuto ad una reazione contro l’atteggiamento polemico dei Cristiani contro l’Islam, anche se ormai esso è stato abbandonato da tempo.
Ora che i Dipartimenti di Studi Islamici in Europa sono pieni di Maomettani e sponsorizzati da Stati e fondazioni Maomettane, il clima è ancora peggiorato. Basta confrontare la prima versione dell’Encyclopaedia of Islam (Leiden, Olanda), precedente alla Guerra con la versione moderna per notare come le osservazioni critiche siano state censurate.
Anche nel passato l’Islam ha goduto di un trattamento di riguardo negli ambienti universitari. Parlando della schiavitù Islamica l’Islamologo olandese C. Snouck-Hurgronje scrisse nel 1887 (ossia
trenta anni dopo che gli americani avevano affrontato una guerra per imporre l’abolizione della schiavitù nei propri stati e settanta anni dopo l’abolizione della schiavitù nelle colonie): “Per molti schiavi il loro rapimento era stata una benedizione… Loro stessi erano convinti che la loro riduzione in schiavitù fosse la prima volta in cui si erano sentiti esseri umani
Il contesto politico della crescita dell’Islamologia può spiegare qualcosa. Il colonialismo maturo non era in guerra contro l’Islam, anzi cercava la cooperazione delle forze sociali della popolazione
colonizzata. La cooperazione britannica con i Maomettani dell’India è ben nota: ne è prova la fondazione nel 1906 della Lega Musulmana, che intendeva “inculcare la lealtà all’impero Britannico nei Maomettani in India“. Nell’Africa Francese, nello stesso periodo, l’Islam era accettato come un fattore di stabilità sociale, il Generale Lyautey inseguiva un sogno di sintesi culturale Franco-Islamica in Algeria. Negli anni 30, durante l’ultimo tentativo Europeo di colonialismo, i Fascisti italiani sostenevano la diffusione dell’Islam nel Corno d’Africa. Fin dal 1853 le potenze coloniali avevano sostenuto il Califfato contro la Russia cristiana, specialmente durante la guerra di Crimea (una guerra sbagliata se mai ve ne è stata una) e ciò contribuì al clima di benevolenza verso la cultura Maomettana.
2. Politica Ecclesiastica:
Per secoli il Cristianesimo ha intrapreso una polemica violenta contro l’Islam. Recentemente, questa critica si è spenta. Ancora peggio, i commenti polemici sono stati ritirati o ne è stata impedita la pubblicazione (come i lavori di Padre Henri Lammens che definiva le rivelazioni di Mohammed degli episodi psicotici). Una ragione per questo comportamento è la consapevolezza che le missioni di Gesù e di Mohammed sono simili, quindi una critica ai fondamenti dell’Islam si può ritorcere contro la Cristianità. La seconda ragione è la paura che i Cristiani che vivono nel mondo Maomettano vengano puniti per gli attacchi contro l’Islam (questo è il motivo per cui la Chiesa riserva le sue critiche più taglienti contro religioni innocue come l’Induismo). Questa paura motiva altra politiche della Chiesa, come il non riconoscimento dello stato di Israele.
Nel frattempo, il volto della Chiesa è cambiato. Un evento piccolo ma significativo del Concilio Vaticano II è stata la cancellazione della festa della patrona dell’Ordine per la redenzione degli schiavi, il 24 Settembre. Nel Medioevo c’era un ordine monastico e una campagna di finanziamenti dedicata alla redenzione (ossia al ricomprare e liberare) gli schiavi cristiani detenuti dai pirati barbareschi. Fino al diciannovesimo secolo in Italia i villaggi costieri avevano torri di guardia per allertare la gente dell’arrivo degli schiavisti barbareschi. Fin dal settimo secolo, i cristiani hanno provato un terrore costante della schiavitù Islamica, ma ora si cerca di cancellarne la memoria.
Oggi, i preti cristiani sono i primi a reclamare i diritti per i Maomettani, ai loro occhi i sostituti dei fedeli ormai spariti dalle loro chiese. Le scuole cristiane, la cui legittimità è stata messa in dubbio, hanno guadagnato in credibilità dato che i Maomettani stanno iniziando ad aprire scuole, fondazioni di carità e persino partiti politici. L’Islam è diventata una religione consorella, regolarmente lodata come una religione di pace.
3. Anti-colonialismo:
Uno dei dogmi dell’anti anti-colonialismo era: “Si può solo parlare bene delle ex colonie“. Per questo, menzionare il colonialismo e la schiavitù di massa dei Maomettani è diventato indesiderabile.
A questo tabù generico si può aggiungere che criticare l’Islam significa sostenere Israele, descritto da Maxime Rodinson come uno “Stato coloniale“. Se uno riconosce che l’Islam ha sempre perseguitato gli Ebrei, dovrà accettare che Israele era un rifugio necessario per gli Ebrei in fuga dall’antisemitismo Europeo e Maomettano. Non ci dobbiamo dimenticare che il decolonialismo è stato seguito immediatamente da attacchi e discriminazioni contro le minoranze Cristiane ed Ebree e che tutti gli Ebrei in grado di farlo fuggirono in Israele o in Francia. Non è una coincidenza il fatto che gli Ebrei Sefarditi sostengano la linea dura in Israele.
4.Il nemico del mio nemico è mio amico:
Molte persone cresciute nella cultura Cristiana o Indù non hanno mai superato la rivolta adolescenziale contro la religione dei loro genitori, quindi simpatizzano automaticamente con ogni minaccia ad essa. Dato che l’Islam è la minaccia più violenta, la apprezzano parecchio.
5.Ideologia di sinistra:
In questo secolo l’Islam è stato pubblicizzato come una religione di eguaglianza, adatta alla sinistra. Questa bugia è stata creata da apologisti Maomettani come Mohammed Habib, tanto da razionalizzare l’affermazione irrazionale di Mohammed in cui di proclamava “l’ultimo Profeta“. Dopo tutto, essendo “il profeta dell’uguaglianza“, aveva creato il messaggio definitivo che non poteva più essere migliorato.
Sir Mohammed Iqbal, uno dei fondatori del Pakistan, affermava che “L’Islam è il Comunismo con Allah“. Gli Ayatollah Iraniani, così come molti Maomettani dopo la guerra contro i Sovietici in Afghanistan, confermano la posizione ortodossa che vede il Comunismo come anti-Islamico non solo a causa dell’ateismo ma anche per il rifiuto della libertà di impresa. La versione corrente è che l’Islam fornisce una migliore “forma di eguaglianza” del Comunismo. Anche mentre i Comunisti venivano massacrati in Iran e mentre gli analisti politici classificavano l’Islam come “di estrema destra”, c’erano persone di sinistra che continuavano a provare simpatia verso l’Islam. Durante la guerra in Libano essi continuavano a parlare di “Cristiani di destra, Maomettani di sinistra” oppure “Maomettani progressisti, Cristiani retrogradi
Il negazionismo in Europa è praticato in gran parte dagli storici e scrittori che si sono fatti sedurre dal Marxismo. Lenin voleva usare i Maomettani contro gli imperi coloniali Francesi e Britannici. I Marxisti moderni vedono l’Islam come un alleato contro Israele e gli USA.
6. Tradizionalismo di destra:
Ci sono anche simpatie da destra verso l’Islam. La più ovvia è l’antisemitismo. Un altro tipo di simpatia è il cosiddetto tradizionalismo, rappresentato da convertiti come Renè Guenon e Frithjof Schuon: viene idealizzato l’Islam e specialmente il Sufismo come il guardiano della tradizione contro la modernità. In Russia, alcuni gruppi slavofili anti occidentali cercano di allearsi all’Islam contro l’americanizzazione della loro società. Negli USA i cristiani fondamentalisti e le organizzazioni Maomettane stanno trovando punti in comune nella loro lotta contro la decadenza morale (aborto, pornografia, ecc). Alcuni di questi fenomeni sono rispettabili, ma portano solo al negazionismo pro-Islamico.
7.Liberalisti Economici:
I Liberalisti vedono l’immigrazione come una fonte di manodopera a basso costo, da difendere in tutti i modi. Inoltre, sostengono l’ingresso della Turchia nell’UE.
8.Islam Liberale:
Nel mondo Maomettano non è molto saggio parlare male dell’Islam. Nonostante tutto ci sono persone in quei paesi che sentono il bisogno di opporsi a fenomeni come la violenza contro gli infedeli o le discriminazioni contro le donne. Per avere una possibilità queste persone devono usare il linguaggio Maomettano:
“Mohammed era contro la poligamia”, “La violenza contro gli altri è in conflitto con la tolleranza che insegna Mohammed”, “Il rispetto per le altre culture è parte della tradizione Maomettana”
Per poter sostenere le loro posizioni umanitarie devono identificarsi con l’Islam e mentire sui suoi stessi contenuti. Molti Maomettani hanno iniziato a credere alla loro stessa retorica. Se gli indichi che il Corano ordina esplicitamente l’intolleranza e la guerra contro gli infedeli molti di loro ne saranno sinceramente stupiti, al punto da non sapere cosa dire quando gli verranno indicati i passi del Corano. Indubbiamente l’autrice marocchina Fatima Mernissi è sincera quando afferma che le istruzioni Coraniche su come organizzare una casa poligama sono in realtà gli ordini per l’abolizione della poligamia (anche se scritti in modo velato perché Muhammad non voleva offendere la cultura di quei tempi, nonostante esso stesso attacchi senza problemi l’idolatria e il politeismo tipici della cultura locale.) Molti Maomettani hanno trasceso i valori dell’Islam e seguono valori moderni, ma il loro attaccamento sentimentale alla religione della loro infanzia gli impedisce di staccarsi dall’Islam e di vederlo per quello che realmente è. Preferiscono vederlo in modo più “soft”
Fra i commentatori Maomettani non sono di sicuro i fondamentalisti quelli che propongono il negazionismo. Sono i moderati come l’Ingegner Asghar Ali, che nega l’ordine Islamico di guerra contro gli infedeli. Questi sono quelli che vengono acclamati dagli Europei come bravi Maomettani “moderati”. Un Maomettano che voglia essere moderato non può esistere ed è falso e bugiardo verso se stesso. Un Islam “tollerante” è una contraddizione, così come la creazione di un Islam “tollerante” è una menzogna.
9.Maomettani che contestano l’Islam:
Molti hanno un vicino di casa Maomettano che è una bravissima persona. Da ciò deducono che l’Islam non può essere tanto male, basta guardare come si comporta bene il loro amico Mustafà. Questo fatto empirico causa una tremenda resistenza contro tutte le informazioni sull’Islam. La gente di solito riduce il mondo alla propria sfera di esperienza, quindi i fatti storici sul fanatismo Maomettano valgono meno della loro esperienza di buon vicinato. Molti Maomettani sono tali soltanto di nome, hanno mantenuto qualche vaga nozione della moralità Coranica ma si regolano secondo la loro coscienza e sensibilità, senza mai sviluppare l’ostilità verso gli infedeli che il Corano richiede. Queste sono brave persone, ma pessimi Maomettani dato che ignorano la dottrina Coranica (non potendola cambiare). Non possono impedire al messaggio di odio Coranico di infettare i più suscettibili tra i loro compatrioti o forse anche tra i loro figli e nipoti.
Ci sono state situazioni in cui dei Maomettani sani di mente hanno calmato i loro compatrioti più selvaggi, salvando la situazione. Non dobbiamo fare l’errore tipico dei Maomettani di giudicare le persone non secondo secondo l’appartenenza a una comunità invece che per le loro qualità umane. Rimane il fatto che la presenza di una dottrina che sanziona ufficialmente l’intolleranza esercita una pressione costante verso il separatismo e l’aggressività. Esistono Maomettani umanitari, ma ciò non deve negare la presenza oscura dell’aggressività Coranica. “Coloro che negano la storia sono condannati a ripeterla”: Mentre il Nazismo è semplicemente troppo disprezzato per avere una seconda chance, l’Islam ha la possibilità di poter costringere gli infedeli alla Dhimmitude (come succede in dozzine di stati Islamici, anche se a vari livelli) e persino di dichiarare nuove Jihad, questa volta con armi di distruzione di massa. Quelli che stanno cercando di chiudere gli occhi della gente davanti a questo pericolo distorcendo o nascondendo la storia Islamica sono complici della distruzione e delle ingiustizie che l’Islam causerà prima del suo crollo. Io considero un dovere per tutti gli intellettuali esporre e denunciare il fenomeno del negazionismo ovunque sia praticato.
Un altro esempio di falsificazione storica:
H. M. Elliot and John Dowson, The History of India as Told by Its Own Historians, (London, 1867-1877) descriveva la tirannia e barbarie Maomettana in dettaglio. Cento anni dopo, vari paesi occidentali avevano già implementato diverse riforme storiche:
Stanley Lane-Poole, Medieval India under Mohammedan Rule, 712-1764, G.P. Putnam’s Sons. New York, 1970. p. 9-10 veramente pro-Maomettano. Descrive le invasioni in modo totalmente amichevole e pacifico. I motivi per queste riforme devono essere visti in contesto. Durante la guerra fredda l’Inghilterra/ USA/ Francia/ Germania erano pro-Arabe /pro-Islam, mentre l’India/ Russia/ Cina erano l’impero del Male. Gli storici occidentali dopo il 1900 non potevano scrivere nulla di male contro i nuovi alleati Maomettani. Molte delle fonti posteriori al 1900 sono falsificate. Le fonti sono essenzialmente una collezione di favole volte a dare una bella immagine di un alleato strategico nella lotta contro i Sovietici. E’un fatto noto che gli storici Inglesi prima del 1900 avevano una visione totalmente differente rispetto a quelli dopo il 1900.
Fonti:
1.http://en.wikipedia.org/wiki/Negationism
2.http://www.thereligionofpeace.com/
3.http://en.wikipedia.org/wiki/Russo-Turkish_War_(1877%E2%80%931878)
4.http://en.wikipedia.org/wiki/Congress_of_berlin
5.See: The Eurabia Code
6.Alex Alexiev, “Terrorism: Growing Wahhabi Influence in the USA”, Testimony before the US Senate Committee on the Judiciary, Subcommittee on Terrorism, Technology and Homeland Security, 26 June 2003.