2083 – una dichiarazione di indipendenza europea – Libro 2.48 – Intervista a un ex musulmano

2.48 Lasciare l’Islam – intervista a un ex musulmano

Autori: Mohammad Asghar/Jamie Glazov
L’ospite di oggi è Mohammad Asghar, un ex musulmano che ha deciso di lasciare l’Islam dopo averne scoperto le vere dottrine. Oltre ad avere studiato il Corano per venticinque anni, Mohammed ha scritto un commentario sui versetti coranici nella speranza di diffondere la verità sull’Islam presso i non musulmani.

 

FP: Mohammad Asghar, benvenuto su Frontpage Interview. 


 

Asghar: Grazie per l’invito. 


 

FP: Ci parli della cultura in cui è cresciuto e della sua educazione musulmana.


Asghar: Sono nato in una famiglia di musulmani praticanti in Bangladesh. I miei genitori seguivano quasi tutte le regole islamiche e hanno fatto in modo da insegnarmele così che io potessi seguirle nella vita. Ho frequentato una madrassa insieme a molti altri bambini musulmani del mio quartiere, dove ho imparato a leggere il Corano. Ovviamente non capivo niente di quello che stavo leggendo.
Da giovane ho cercato di vivere come un vero musulmano. Dicevo le mie preghiere, anche se non sempre. Visitavo le tombe dei santi musulmani, celebravo il compleanno del Profeta anche se nessuno sapeva il suo anno di nascita, celebravo la sua ascensione ai Giardini (Jannat) del Cielo e cantavo le sue preghiere. Quando i miei genitori o i miei vicini organizzavano il Mehfil-e-Milad – un raduno di musulmani nel subcontinente indiano credevo veramente che le cose che stavo facendo fossero parte dei miei doveri verso Allah e verso il Profeta. Ero sicuro che se non li avessi compiaciuti non sarei mai andato nei Giardini durante il giorno del giudizio.

 

FP: Come mai si insegna la lettura del Corano ai bambini senza spiegargli cosa contiene?


 

Asghar: Secondo alcuni rapporti, ci sono più di un miliardo e mezzo di musulmani sul pianeta. Di questi, solo trecento milioni parlano e leggono l’arabo. Il Corano è difficile da leggere anche per i madrelingua arabi, dato che buona parte di esso è scritto in un arabo dialettale parlato solo dalla tribù Quraish della Mecca del settimo secolo.

 

La maggioranza dei musulmani vive nel sud est asiatico o nel sub continente indiano, e quasi nessuno di loro capisce l’arabo. Nenche coloro che imparano il Corano a memoria, detti Hafez-e-Qur’an, capiscono il significato delle parole che hanno memorizzato.
Come mai i musulmani imparano a memoria il Corano senza capirne neanche una parola? Perchè molti di loro, specialmente quelli non madrelingua araba, si fidano delle parole dei loro Mullahs. I musulmani, soprattutto quelli poveri e analfabeti, fanno solo quello che gli dice il loro Mullah, specialmente in India.
Questi Mullah dicono ai musulmani che leggere o recitare il Corano in arabo sia la cosa che più compiace Allah, e che il piacere di Allah sia l’unica cosa che possa fare entrare un uomo o un Jinn nel Giardin (Jannat) il giorno del giudizio. Questo porta tutti i musulmani, non solo quelli poveri e analfabeti ma anche quelli ricchi ed educati, a leggere il Corano in arabo senza provare a capire quello che stanno leggendo o le preghiere che stanno recitando. Questi musulmani pretendono che i loro figli leggano e imparino a memoria dei versetti coranici da recitare durante le loro preghiere obbligatorie.

 

FP: Mi sembra assurdo che la gente segua una religiose ripetendo cose che non hanno senso nemmeno per loro. Cosa le ha fatto venire dubbi riguardo alla sua fede?


 

Asghar: Circa 25 anni fa ho avuto lo shock della mia vita quando un Maulvi (chierico musulmano) si è rifiutato di farmi seppellire mia madre, dato che secondo lui il vestito che avevo addosso non era un abito islamico. Quel vestito viene chiamato “Lungi” in Bangladesh, e sembra il vestito che viene indossato in Malesia o in Burma nella vita di tutti i giorni (come i pantaloni, ma aperto verso il basso)


 

FP: Perchè la gente indossa il Lungi? Perchè un abito che lascia quelle parti esposte?


 

Aghar: Il Lungi, come il Saree femminile, è un vestito tradizionale che si indossa in Bangladesh per coprire la parte inferiore del corpo. Molti musulmani credono che non dovrebbe essere indossato dagli uomini musulmani, dato che il Lungi è aperto sul fondo e i genitali sono esposti verso la terra. Secondo i musulmani, esporre i propri genitali verso la terra è un peccato grave.

 

Il problema è che non ho mai sentito un Mullah dire niente del genere riguardo al Saree, un abito con le stesse caratteristiche del Lungi. Stranamente, i Mullah permettono alle loro mogli di indossarlo senza lamentarsi.

 

FP: Va bene, forse ne parleremo in dettaglio più tardi. Cosa è successo dopo la faccenda del Lungi?


 

Aghar: Mi è venuta voglia di sapere cosa vuole veramente l’Islam e quali sono i veri insegnamenti del Corano. Ho iniziato a leggere il Corano in inglese, nella traduzione di Abdullah Yusuf Ali e Mohammad Marmaduke Pickthall, e in Bengali e Urdu. Ho preso tre traduzioni in modo da essere sicuro che quello che stavo leggendo in inglese fosse la stessa cosa che era scritta in Bengali e Urdu, e che fosse una traduzione corretta e fedele del Corano arabo.


Quello che ho letto e scopert del Corano mi ha lasciato di sasso. Non riuscivo a credere che Allah, se esiste, possa avere detto quelle cose a Muhammad e ai suoi seguaci, cose come:
2:223: “Le vostre spose per voi sono come un campo. Venite pure al vostro campo come volete, ma predisponetevi; temete Allah e sappiate che Lo incontrerete. Danne la lieta novella ai credenti! .
Dicendo ai musulmani che possono compiere atti sessuali con le loro mogli “come volete”, Allah gli ha permesso di violentarle, dato che in questo versetto non si chiede all’uomo di ottenere il consenso della donna, senza il quale l’atto sessuale è una violenza carnale. Per Allah il “predisponetevi” significa che basta recitare una preghiera verso di lui prima dello stupro per essere assolti dal crimine.

 

FP: Riguardo al versetto 2:223, se Allah non ha ordinato ciò allora chi è stato? Chi ha scritto questo versetto e perchè?


 

Aghar: Secondo me il Corano è solo un registro delle cose fatte e dette dal Profeta durante la sua vita terrena. I suoi seguaci hanno ricordato e raccontato questi episodi agli scrittori del Corano mentre veniva compilato. Quindi, il versetto 2:223 dovrebbe essere considerato come una cosa che lui ha fatto nella vita, e ha detto ai suoi seguaci.

 

Nelle Hadith (le parole di Maometto), leggiamo che:
Sahih Muslim, Libro 008, Numero 3240:
Jabir riportò che il messaggero di Allah (pace su di lui) vide una donna e andò da sua moglie Zainab, che in quel momento stava conciando una pelle, ed ebbe un rapporto con lei. Dopo, andò dai suoi discepoli e disse che la donna ti si avvicina con le forme di una diavolessa, quindi quando uno di noi vede una donna deve andare da sua moglie, per respingere quello che sente nel cuore.”
In pratica il Profeta ha fatto a sua moglie quello che veniva descritto nel versetto di prima, ossia si è preso sua moglie senza preavviso. I musulmani possono prendere la propria moglie senza preavviso e violentarla, se ciò li rende felici.

 

FP: Quindi lei ha lasciato l’Islam?


 

Asghar: Si, non sono più musulmano. Non seguo più gli insegnamenti e le dottrine dell’Islam, dato che le considero malvagie e inadatte per le brave persone.

 

 

FP: Come ha reagito la sua famiglia e la sua comunità? Lei è mai stato in pericolo?


 

Asghar: Ho detto alla mia famiglia quello che avevo trovato nel Corano e mi hanno dato ragione. Il problema è stato con la comunità, da cui mi sono ritrovato escluso. Molti dei miei amici e conoscenti hanno smesso di parlarmi, dato che temevano che quello che gli avrei detto li avrebbe portati a lasciare l’Islam. Altri mi hanno minacciato. Ho capito che se avessi continuato a vivere in quel posto con le mie opinioni avrei rischiato la vita, quindi ho deciso di emigrare negli Stati Uniti insieme alla mia famiglia.

 

Qui mi sento al sicuro, anche se ho già ricevuto minacce di morte. Il ministero di grazia e giustizia americano si è offerto di aiutarmi a proteggermi. Io e la mia famiglia siamo grati agli americani per essere stati al nostro fianco.

 

FP: Quali sono i suoi pensieri riguardo all’impatto dell’Islam sui musulmani e sui non musulmani?


 

Asghar: I musulmani sono le vittime dell’Islam. Molti di loro ne sono diventati volontariamente le vittime, mentre la maggioranza di loro sono caduti nella trappola senza sapere niente di quello in cui credono. L’Islam li ha trasformati in robot che fanno e credono solo quello che Allah gli dice. Basti pensare al fatto che molti musulmani non fanno niente nella vita senza prima dire “Bismillah ”, ossia iniziare ogni cosa nel nome di Allah dato che credono che senza il suo aiuto non possono fare nulla.


Dato che Allah gli ha chiesto di credere in un libro su cui non ci sono dubbi (Corano; 2:2), molti di loro passano tantissimo tempo pregando. Dato che i musulmani credono che gli insegnamenti del Corano siano tutto quello di cui hanno bisogno nella vita, molti di loro diventano chierici islamici invece di diventare studiosi o scienziati che potrebbero fare di più per il bene dell’umanità. Queste statistiche aiutano a capire lo stato della conoscenza nel mondo musulmano:
Ci sono 57 stati membri nella OIC, l’organizzazione delle conferenze islamiche, e in tutto hanno 500 università. C’è una università per tre milioni di musulmani. Gli USA hanno 5758 università, l’India ne ha 8407. Nella classifica mondiale delle università del 2004 non c’era nemmeno una università musulmana tra le prime 500. Ciò dimostra che il mondo musulmano non ha cultura. Negli ultimi 105 anni ci sono stati solo tre premi Nobel tra un miiardo e mezzo di musulmani (escludendo il Nobel per la pace), mentre nel frattempo 14 milioni di ebrei hanno avuto 180 premi Nobel.

 

FP: Cosa c’è dietro all’insegnamento musulmano che li obbliga a pregare tutto il tempo? Se non è stato Dio ad ordinarlo, allora è un ordine dato dall’uomo. Come mai un ordine simile?


 

Aghar: Prima dell’arrivo dell’Islam i pagani della penisola araba pregavano tre volte al giorno, all’alba, al tramonto e a mezzogiorno, inchinandosi verso la Mecca. Maometto ha mantenuto il rituale pagano, e a volte si è fatto scappare l’ordine di pregare due, tre o quattro volte al giorno. Dato che i suoi seguaci conoscevano bene le norme per la preghiera, Maometto non le ha menzionate nel Corano. I sunniti dicono che si debba pregare cinque volte al giorno, tutti gli altri si limitano a tre volte. (Dr. Rafiq Zakaria; Muhammad and the Quran, p. 74).

 

Maometto ha mantenuto la pratica pagana delle preghiere giornaliere per un motivo: dato che era ancora militarmente ed economicamente debole, doveva rendere chiaro ai pagani della Mecca che la sua religione non era molto differente dalla loro e che avrebbero dovuto accettarla senza resistenza. La sua politica è andata avanti anche alla Medina, dove gli ebrei gli si opponevano. Per cercare di portarli dalla sua parte, Maometto ordinò di cambiare la direzione della preghiera verso Gerusalemme, ma gli ebrei si rifiutarono di seguirlo comunque.
La preghiera musulmana acquista una nuova importanza con la conquista musulmana delle terre fuori dalla penisola araba. I musulmani, poveri e miserabili, si trovarono spiazzati di fronte alle ricchezze dei paesi che avevano conquistato solo pochi anni dopo la morte di Maometto e alla bellezza delle loro donne.
Al-Baladhuri, il più sensato tra gli storici delle conquiste musulmane, scriveva che Abu Bakr reclutava i volontari per la campagna siriana invitandoli alla guerra santa in cui avrebbero goduto del bottino e delle donne prese ai popoli sottomessi. Rustam, il generale persiano che difendeva il suo paese dall’invasione disse al diplomatico musulmano che: “capisco che siete costretti dalla vostra povertà a fare quello che fate.” Un verso della Hamasah di abu-Tammam dice che:

 

Voi non avete lasciato la vita nomade per il Paradiso; 

 

Ma per la vostra fame di pane e datteri. 

 

(Citato dalla Storia degli Arabi di Phillip K. Hitti, p. 144).
Le conquiste andavano avanti e il desiderio di donne e di ricchezze era sempre più forte. I comandanti musulmani temevano di perdere il controllo dei loro soldati, se non ne avessero calmato le passioni. Come soluzione al problema, alzarono il numero di preghiere gioraliere a cinque, includendo anche movimenti, gesti e recitazioni di frasi del Corano in modo da tenere i soldati impegnati e impedirgli di pensare alla ribellione.
Questo indottrinamento è simile a quello usato dai dittatori moderni sui loro militari. I comandanti musulmani riuscirono nel loro intento al punto da rendere le cinque preghiere una parte integrante della vita di tutti i musulmani. I musulmani sprecano un’enorme quantità di tempo in preghiera, trascurando i loro doveri pur di ottenere la benevolenza di Allah, danneggiando la loro stessa economia e il loro benessere. Prima i musulmani capiranno ciò, meglio sarà per loro e per il resto del mondo.

 

FP: Buona parte del mondo islamico è in preda alla povertà. Secondo lei è colpa della dottrina islamica?

 

 

Aghar: Certo. Per i musulmani la povertà è una virtù, una cosa datagli da Allah. Molti altri popoli hanno fatto di tutto per liberarsi dalla povertà, mentre i musulmani hanno seguito le loro convinzioni religiose e hanno inflitto la povertà su loro stessi. Molte nazioni musulmane hanno dato la loro autostima, la loro indipendenza politica e la loro sovranità in cambio dell’approvazione dei paesi che li mantenevano con la loro carità.

 

I musulmani non amano prendersi la responsabilità per i loro fallimenti e per le loro follie. Loro preferiscono dare la colpa ai non musulmani ricchi per tutti i mali che soffrono oggi, dicendo che sono stati causati dai tradimenti dei cristiani. Il Corano alimenta l’astio verso i cristiani, affermando che Allah gli ha dato la ricchezza non per dargli la prosperità sulla Terra, ma per punirli nella loro vita successiva. (Corano; 10:69 & 70).
I musulmani non si limitano ad odiare i non musulmani che sono ricchi: aspettano in silenzio il momento in cui potranno spazzarli via dalla faccia della Terra, insieme a tutte le altre religioni.

 

FP: Su cosa si basa ciò? Sulla guerra che l’Islam ordina di condurre contro gli infedeli?

 

 

Aghar: Si. Per quello che sappiamo l’Islam ha diviso il mondo in due parti: il Dar al Islam e il Dar al Harb, il mondo musulmano e il mondo non musulmano. Dato che i musulmani sono i soldati di Allah, devono seguire il suo piano di battaglia enunciato nel Corano. I musulmani hanno il compito di prendersi le terre dei non musulmani, e di costringerli ad accettare l’Islam o a morire (Corano; 9:29).

 

Gli insegnamenti del Corano portano i musulmani ad attaccare automaticamente i cristiani, dato che hanno la proibizione a prendere loro (e gli ebrei) come amici e l’ordine di considerare cristiani ed ebrei come nemici della Ummah (comunità) islamica e dell’Islam.
Oltre che gli ebrei e i cristiani, i musulmani odiano anche i pagani (Mushrikun) con tutto il loro cuore, dato che il Corano li considera impuri (Corano; 9:28) e indegni di vivere sulla Terra. I musulmani hanno l’ordine di ucciderli ogni volta che possono (Corano; 9:5). Queste istruzioni sono estremamente pericolose e rendono impossibile ai non musulmani il convivere con i musulmani.
Questa verità sull’Islam deve essere diffusa tra le comunità non musulmane di tutto il mondo, in modo da prepararle al pericolo mortale dell’Islam, in particolare se i musulmani divenissero la religione dominante. Leggere e capire il Corano è importante per tutti, non solo per gli infedeli di oggi, ma anche per proteggere i loro discendenti dalla furia omicida dei musulmani del futuro.

 

FP: Lei crede che l’Occidente potrà confrontarsi con l’aggressione dei musulmani?

 

 

Asghar: Mi dispiace dire che l’Occidente non ha capito nulla del Corano, della storia dell’Islam e dei musulmani. Questo sono esempi di come si comportano i musulmani verso ebrei, cristiani, buddisti e tutti gli altri infedeli:

 

Mohammed è andato a Medina come fuggitivo dalla Mecca e nel giro di dieci anni ne è diventato il capo dopo avere ucciso o cacciato tutti gli ebrei della città e dopo averne convertito i pagani. Con le sue azioni, Maometto insegna ai suoi seguaci che essere in tanti è necessario per stabilire il comando. Se avesse conosciuto l’esistenza delle armi da fuoco, avrebbe ordinato ai suoi seguaci di comprarne, accumularle e di usarle per conquistare il mondo.
L’ Abissinia, un paese cristiano, è stata la prima nazione ad ospitare i musulmani fuggitivi dalla Mecca. Quando i musulmani sono diventati abbastanza forti e numerosi, si sono dimenticati dei favori concessi e ne hanno massacrato e convertito a forza gli abitanti. Se è per questo, hanno anche conquistato quasi un terzo del mondo e hanno tentato di invadere l’Europa, se non fossero stati fermati a Vienna nel 1683.
Allah ha promesso il dominio della Terra ai musulmani, e li ha aiutati a diffondere l’Islam it (Corano; 24:55,57). Per raggiungere questi obiettivi, Allah gli ha ordinato di sfidare in battaglia quelli che rifiutano di convertirsi pacificamente, di colpirli fino a sottometterli, di prenderli prigionieri per poi liberarli sotto riscatto dopo la fine delle ostilità (Corano; 47:4).
Invece di imparare la lezione dalla storia dei musulmani, molti leader e molta gente comune in Occidente crede che l’Islam sia una religione di pace e che i suoi seguaci siano buoni come sembrano. Molti di loro non hanno capito niente, nemmeno dopo le morti e le distruzioni inflitte dai musulmani a New York o a Washington, e nemmeno dopo aver visto che un resista ha perso la sua vita per mano di un fanatico islamico solo per aver diretto un film contro l’Islam. Molti occidentali hanno lodato la “tolleranza” dei musulmani dopo aver saputo che un editore americano è stato costretto a non pubblicare un libro sulla moglie del Profeta Maometto a causa delle minacce di morte che ha ricevuto dagli islamici.
Molti occidentali hanno ignorato il presidente iraniano quando ha ordinato la distruzione completa di Israele, dicendo che era solo un pazzo. In realtà non è stata la sua pazzia che gli ha fatto dire quelle cose, ma il suo antisemitismo e i dettami della religione che segue.
Come dovrebbero fare i musulmani a distruggere Israele e conquistare il pianeta, se non ne hanno i mezzi? La risposta è questa:
Durante suo discorso ai delegati musulmani del OIC, tenutosi in Malesia nel 2003, il dottor Mahthir, ex primo ministro malese, ha espresso chiaramente il desiderio dei musulmani di acquisire armi sempre più mortali:
…non si può fare altrimenti. Pochi milioni di ebrei non possono sconfiggere un miliardo e mezzo di musulmani. Ci deve essere un modo per vincere, e possiamo trovarlo solo se ci fermiamo per considerare le nostre forze e le nostre debolezze, i nostri piani e le nostre strategie per il contrattacco. Come musulmani, dobbiamo affidarci alla guida della Sunnah, del Corano e del Profeta. Di certo i ventitré anni di tribolazioni del Profeta ci possono insegnare come fare. Dobbiamo costruire le nostre forze in tutti i campi, non solo dal punto di vista militare. I nostri paesi devono essere stabili e ben amministrati, economicamente forti, con un’industria competente e una tecnologia avanzata. Ci vorrà tempo, ma si potrà fare, e sarà tempo ben speso. La nostra religione ci insegna ad essere pazienti, perchè la pazienza è una virtù. Innallahamaasabirin.
Mentre si preparano ad attaccare gli ebrei, i musulmani stanno prendendo piede nei paesi ricchi dell’occidente, con due obiettivi in mente. Il primo è quello di guadagnare fondi, il secondo è seminare l’Islam tra la gente dei paesi che li ospitano. Oltre a convertire i malcontenti e i criminali verso la loro fede, cercano di aumentare il loro numero facendo più figli possibile. Se non hanno donne a disposizione, cercheranno di intrappolare donne europee, convertirle a forza e costringere i figli a seguire l’Islam.
Quando i musulmani saranno diventati abbastanza da avere peso politico, cercheranno di avere l’autonomia o l’indipendenza per le regioni in cui hanno la maggioranza. Ciò è già avvenuto in India, e sta avvenendo in Cina, nelle Filippine e in Thailandia.
Questo è quello che succederà in Occidente, se gli occidentali continueranno con la loro “political correctness” e la loro apatia verso l’ostilità dell’Islam. Il filosofo e storico americano Will Durant (1885-1981) ha descritto questo processo in parole sue:
la conquista islamica dell’India è probabilmente la più sanguinaria di tutta la storia. E’ una storia triste, in cui una civiltà preziosa, con un complesso di ordine, libertà, cultura e pace può essere distrutta da un momento all’altro da barbari invasori o infiltrati all’interno

 

FP: Lei può dare un consiglio all’occidente?


 

Aghar: Sapendo che Will Durant aveva ragione, suggerirei che l’Occidente debba compiere queste azioni per proteggere la sua indipendenza e lo stile di vita dei suoi popoli dalla minaccia musulmana:


Bisogna fermare l’invasione di musulmani, e ammettere solo quelli che sono disposti ad adattarsi allo stile di vita secolare.
Bisogna proibire la costruzione di altre moschee e di seminari religiosi, dato che queste istituzioni diffondono i fondamentalismi ed indottrinano i giovani all’odio verso tutti quelli con una fede diversa dall’Islam.
L’Occidente deve imparare a sorvegliare le moschee e a controllare il contenuto dei sermoni del venerdì, oltre che il contenuto degli insegnamenti che vengono impartiti ai bambini musulmani. Ogni imam o insegnante religioso che insegni odio razziale o religioso ai suoi studenti dovrà essere punito severamente.
Oltre a combattere il terrorismo in paesi come Iraq, Pakistan e Arabia Saudita, l’Occidente dovrà impedire ai governi di quei paesi di indottrinare i bambini all’odio religioso, fino al punto da usare la forza economica e militare contro i governi che si rifiuteranno di farlo.
L’Occidente non ha altra scelta se non quella di combattere contro i paesi musulmani e di contenere la minaccia musulmana contro di sé e contro i propri alleati. Se non lo farà, ci sarà una catastrofe per il mondo intero, una guerra che non si potrà vincere senza perdite umane e materiali enormi.

 

FP: L’Occidente può fare queste cose, e restare comunque un posto dove ci sono libertà religiosa e libertà personale?

 

Aghar: Se si vuole proteggere i cittadini dal terrorismo islamico e dalla minaccia dell’invasione, l’Occidente deve solo seguire le sue stesse leggi e fare qualche cambiamento al suo processo cognitivo. Per esempio:


Ogni paese ha delle regole per l’ingresso. L’Occidente può regolare il flusso di musulmani facendo più attenzione a chi riceve i VISA d’ingresso.
Ci sono già abbastanza moschee e scuole religiose per i bisogni della popolazione musulmana. Dato che molti Imam e insegnanti religiosi musulmani le usano come copertura per diffondere il fondamentalismo, l’Occidente ha il diritto di rifiutarsi di costruire altri edifici religiosi e di monitorare elettronicamente quelli che già esistono. Spiare elettronicamente gli Imam e gli insegnanti non è una violazione dei diritti umani dei musulmani, anzi è un’azione necessaria per proteggere i bambini islamici dall’influenza del fondamentalismo e dell’odio razziale.
Inoltre, l’Islam stesso permette lo spionaggio verso le persone pericolose, e Allah ha spiato personalmente i nemici di Maometto per proteggerlo dai complotti. Il Corano dice che :

 

108. Cercano di nascondersi agli uomini, ma non si nascondono ad Allah. Egli è al loro fianco, quando di notte pronunciano parole che Lui non gradisce. Allah abbraccia [nella Sua scienza tutto] quello che fanno.


Questo dovrebbe mettere a tacere quei musulmani che si oppongono alle azioni dei governi occidentali contro gli Imam e gli insegnanti, dato che se Allah poteva spiare contro i nemici di Maometto per proteggerlo, allora la polizia occidentale può fare la stessa cosa per i cittadini.
Inoltre, le libertà personali e religiose valgono per quelli che le seguono e le rispettano. Non si può usare la scusa della libertà religiosa o personale per evitare che un criminale venga arrestato, dato che la sua libertà è pericolosa per la società in cui vive. Se si parla di terrorismo religioso o di incitazioni a uccidere gli aderenti di una religione, allora il concetto di libertà religiosa non si applica. L’Occidente deve fare tutto ciò che è necessario per proteggersi e per proteggere i cittadini da coloro che vorrebbero distruggerli perchè glielo ordina la loro religione.

 

FP: Mohammad Asghar, grazie per l’intervista.


 

Asghar: Grazie a voi.


 

Fonti:
http://www.islam-watch.org/MAsghar/Leaving-Islam.htm

2083 – Una dichiarazione di indipendenza europea – Libro 2.47 – La lobby wahhabita in Europa

 2.47 La lobby wahhabita in Europa

Gli estremisti si riuniscono perchè hanno paura dell’intolleranza.
Autore: Stephen Schwartz – 10/06/2005, Varsavia
Avrei dovuto capire che c’era qualcosa che non andava. Alla fine di Settembre, l’OCSE (organizzazione per la sicurezza e la cooperazione), un organo internazionale composto da 55 nazioni, incluse dittature assolute come la Bielorussia, ha indetto una tavola rotonda nella ridente città di Varsavia. L’argomento della riunione era “l’intolleranza e le discriminazioni contro i musulmani.” A parte i diplomatici OCSE, lo staff e due rappresentanti della commissione americana per la libertà religiosa, i partecipanti erano 25 rappresentanti delle ONG musulmane e dei garanti per i diritti umani da varie nazioni nordamericane ed europee.
Avrei dovuto fiutare i problemi dato che ho visto molti intrighi da parte dell’OCSE, fin dai tempi della guerra in Bosnia-Herzegovina e Kosovo negli anni 90. Non dimenticatevi che l’OCSE ha avuto il coraggio di proporsi come “osservatore” per le ultime elezioni presidenziali americane. Come scritto nel The Weekly Standard, l’OCSE ha dato il peggio di sé nei Balcani. Per dirla semplice, l’OCSE è political correctness personificata. Il suo scopo è il combattere l’intolleranza e le discriminazioni verso tutti, che siano prostitute, studenti o chiunque altro. E’ evidente che l’OCSE considera l’Islam, con i suoi massacri in vari paesi, come un “cattivo cliente”, al punto da dovere relegare la tavola rotonda sui musulmani in un posto fuori dal perimetro dell’edificio,
e a tenere le riunioni dei musulmani nel sotterraneo di un hotel.
Ci sono fonti affidabili che dicono che la conferenza di Varsavia è stata una concessione in cambio del permesso di svolgere una conferenza sull’antisemitismo a Cordoba, in Spagna. Alla fine la conferenza di Varsavia è stata poco più di un teatro per permettere a dei fanatici violenti venuti da paesi come la Danimarca o la Gran Bretagna per difendere l’integralismo islamico. Alla fine gli
integralisti europei si sono rivelati molto più violenti, aggressivi e offensivi di quelli americani. A un certo punto un religioso proveniente dalla Gran Bretagna, l’Imam Abduljalil Sajid del Consiglio Musulmano per l’Armonia Razziale e Religiosa ha passato una mattinata insultando pesantemente Tony Blair per avere ridotto i diritti civili dopo gli attacchi del 7/7. Prima di ciò, il leader religioso ha risposto “ho sparato a tutte le scuole islamiche” dopo che gli hanno chiesto quale scuola di giurisprudenza islamica seguisse.
L’Imam Sajid ha intrattenuto il pubblico con i racconti di tutte le volte in cui ha attaccato Blair, dicendo al primo ministro che l’Islam e il terrorismo sono fenomeni del tutto separati. Inoltre, Sajid ha attaccato le reclusioni di Guantanamo. Per i musulmani presenti, gli attacchi a Londra e l’ideologia che li ha ispirati sono irrilevanti. L’unica cosa di cui gli importa è la reazione legale degli inglesi, degli americani e delle altre autorità europee. La frase: “lotta contro l’estremismo” era presente nell’agenda dell’incontro, ma non è stata discussa se non in un sussurro durante il discorso di chiusura da parte del diplomatico turco Omur Orhun, che ha affermato che il problema dell’estremismo dovrà essere affrontato prima o poi dato è ciò che ha dato il via all’incontro. A sentire gli altri partecipanti, sembra che i non musulmani in Europa abbiano paura dei musulmani solo perchè sono razzisti o per colpra delle politiche estere degli USA (come affermato dal Nuzhat Jafri del Canadian Council of Muslim Women.) Quando ho provato a dire che i terroristi Wahhabiti hanno colpito anche Marocco e Indonesia, paesi che non hanno niente a che fare con gli USA. Ho anche sottolineato che ci sono stati attentati in Turchia, un paese che si è opposto alle politiche americane in Iraq. Ms. Jafri si è limitata a dire che ci sono anche altre cause per il terrorismo, ma si è guardata bene dal descriverle. Altri rappresentanti erano ancora più espliciti. Sembra che i paesi scandinavi non riescano a tenere gli estremisti maomettani fuori dai loro territori. Uno di questi rappresentanti era Bashy Quraishy, un uomo che rifiuta di definirsi religioso e che afferma di non essere un musulmano praticante, ma che ha deciso di fare carriera presentandosi come un esperto di cultura islamica e difendendo l’integralismo islamico.
Quraishy ha fatto del suo meglio per prendersi il palcoscenico. Mentre l’Imam Sajid affermava che non ci sono legami tra l’Islam e il terrorismo, Quraishy chiedeva che affermare una cosa simile sui media fosse proibito. I depliant che aveva rilasciato erano allucinanti: per lui il documentario della CNN “America Under Attack” era offensivo e pieno di pregiudizi. Secondo Quraishy, “non ci sono prove che nessun paese o gruppo abbia responsabilità per gli attacchi del 11 Settembre, e tutte le accuse all’Islam sono atti di razzismo.” Quraishy ha riciclato gli attacchi di Jude Wanniski contro Richard Perle definendolo “un malvagio. Un giornalista nazionalista che usa termini anti islamici come mezzi di propaganda.” Quraishy ripete i clichés di al Qaeda and e dei suoi  ostenitori: “Le Crociate sono tornate”, “Saddam in Iraq era solo un piccolo dittatore” e altri. I depliant di Quraishy affermavano che i termini “fondamentalista,” “ghetto,” e “gang organizzata su base etnica” siano termini razzisti e che non andrebbero usati nei media.
Il resto degli oratori era meno fervido, ma altrettanto assurdo. I musulmani canadesi si lamentano dell’effetto del Patriot Act americano sul loro paese. Tutti usavano termini come “quei cosiddetti terroristi” Il britannico Mohammed Aziz, di Faithwise, ha dichiarato che i membri della sua comunità devono fedeltà prima ad Allah, poi all’Ummah (la comunità islamica) e poi al paese in cui vivono. Tutto questo è stato detto solo tre mesi dopo gli attacchi a Londra. L’incontro è finito senza produrre niente, se non la decisione di fare altri incontri. Sembra che l’OCSE, così come tutta l’Europa, abbia poco da fare contro la minaccia del fondamentalismo islamico, a parte stare a sentire le false accuse di razzismo.
Stephen Schwartz scrive spesso sul giornale The Weekly Standard.
Fonti:
http://www.weeklystandard.com/Content/Public/Articles/000/000/006/174gxfos.asp

 

Ma chi li vuole i rifugiati?

Cari amici, ho trovato questo articolo su un sito polacco di destra, e ho pensato che forse avrebbe potuto interessare qualcuno (dopo una traduzione, voi coglioni è già tanto se sapete l’italiano, figuriamoci l’inglese). Come al solito, i polacchi ci danno lezioni su tutto! Ci sono alcune connotazioni razziste che non mi piacciono e che non condivido, ma l’articolo è interessante. Buona lettura.

Ma chi li vuole i rifugiati?

Ultimamente, alcuni con cui ho lavorato mi hanno invitato a vedere qualcosa riguardo alle loro nuove iniziative, in particolare le Organizzazioni Non Governative (ONG) che si occupano di rifugiati. Non potevo certo mancare a un’occasione del genere, e ho deciso di seguire alcuni dei loro incontri. Non posso dire di essermi divertito, ma parlare con questa gente è stato molto istruttivo. Per darvi il contesto: le organizzazioni di cui parlo si trovano in Polonia e collaborano con altre ONG in Europa Centrale, nei Balcani e in Grecia.
Questi gruppi hanno una presenza importante nei media (Internet inclusa) – come credo che sia in tutti i paesi europei – e pensavo che fossero organizzate da professionisti del campo, con l’obiettivo di creare una nuova utopia in cui le razze non esistessero più. Mi sbagliavo. Si tratta solo di ladruncoli che mangiano sui fondi statali e che non hanno una vaga idea di quello che stanno facendo. Ma andiamo in dettaglio.
Primo, tutti i gruppi che ho visto erano molto piccoli, e si trattava delle stesse persone che avevo visto in altre organizzazioni. Dove ci sono fondi statali per aiutare i senzatetto, c’è una ONG “aiutiamo i senzatetto”. Dove ci sono fondi per combattere l’omofobia, c’è una ONG “aiutiamo i gays”. Adesso che il punto cruciale sono i “rifugiati”, avrete capito che sta succedendo. Insomma, si tratta del solito branco di idioti di sempre.
Gli“organizzatori” sembrano numerosi e con un supporto enorme, ma non è vero. Ad esempio, una di queste ONG “Aiutiamo i rifugiati” è un’unione di 12 ONG, solo che si tratta sempre degli stessi dieci attivisti organizzati sotto vari nomi.
Gli incontri di queste ONG non sono molto popolari. Quelli che ho visto avevano una media di cinque partecipanti, senza contare quelli che ci lavorano direttamente. Gli incontri più frequentati sono quelli in cui c’è la partecipazione obbligatoria da parte di studenti o di burocrati impiegati presso scuole, università e uffici statali. Questi eventi sono gli unici le cui foto vengono pubblicate su Facebook. Posso dirvi che non molti di questi spettatori prestavano attenzione a quanto avveniva, e ancora meno di loro erano d’accordo con gli attivisti.
A giudicare dal numero di likes su Facebook e dal supporto stampa, sembrerebbe che queste iniziative godano di parecchi sostenitori. Anche questa è una balla. Molti dei likes vengono da amici personali degli organizzatori, e spesso il numero di commenti è zero. Persino gli attivisti ammettono – specialmente durante le conversazioni amichevoli – che molti non sostengono la sostituzione degli europei con i rifugiati, anzi tutto il contrario. Stranamente, loro stessi dicono che la stessa cosa avviene in tutta Europa, anzi un attivista mi ha detto che le manifestazioni del PEGIDA avrebbero molti più sostenitori di loro, se il governo tedesco non fosse riuscito a terrorizzare così la popolazione.
Dato che non hanno supporto popolare, gli attivisti non possono affidarsi alle donazioni private. Ci sono persone disposte a donare tempo e soldi per il glorioso ideale del farsi colonizzare a forza, ma il loro supporto è molto meno di quello che viene fornito dallo Stato. I media dicono che le ONG lavorano per cercare di influenzare i cuori degli europei e convincerli ad accettare l’immigrazione selvaggia. Il loro vero obiettivo (come ammettono persino loro) è l’influenzare i governi verso le riforme legislative (soprattutto riguardo ai crimini razzisti e alla propaganda rivolta all’odio), all’accettazione dell’immigrazione selvaggia e alla sostituzione della popolazione nativa con gli immigrati. Gli attivisti se ne fregano altamente del diritto di scelta o della libertà di parola, vogliono portare avanti i loro obiettivi che il popolo lo voglia o no.
Tutti gli attivisti ammirano la Germania, ma non il popolo tedesco o la cultura tedesca. Ciò che ammirano è il regime tedesco con il suo piano di distruzione della cultura e della popolazione tedesca. Tutti i sinistrorsi europei adorano il regime della Merkel, e vorrebbero che le loro nazioni seguissero lo stesso piano di occupazione e di autodistruzione. Una delle strategie dei sinistrorsi è l’usare il governo tedesco per forzare le stesse politiche tedesche sui loro stessi governi. A dire la verità, gli attivisti non hanno altra scelta dato che non hanno nessun supporto popolare, specialmente in Europa Orientale. Le iniziative che organizzano sono completamente ridicole. Ad esempio, gli attivisti affermano di avere creato un collettivo di giornalisti per un media alternativo, ma in realtà si tratta solo di un tipo in Grecia che di tanto in tanto va in Macedonia, scatta qualche foto e le mette su Facebook. Gli attivisti amano pubblicare grandi liste di eventi, tipo concerti e simili, ma si dimenticano di dire che tali eventi sono seguiti solo da loro stessi, e che riescono ad organizzarli solo perchè le autorità locali gli danno gli spazi a gratis. A volte gli attivisti organizzano attività caritatevoli per gli immigranti, ma questo significa che riempiono un’auto di vestiti usati e li portano in Macedonia per distribuirli, spendendo molto più in benzina che in carità. Senza i fondi e il supporto del governo, questi attivisti non esisterebbero neanche.
Ora, fatemi descrivere la psicologia e l’ideologia di questi attivisti pro rifugiati. Si tratta degli stessi idioti dilettanteschi e litigiosi che conoscevo da prima. (Parecchio litigiosi. Ognuno di loro mi ha consigliato di stare lontano dagli altri per non farmi truffare.) Devo dire di avere notato qualche caratteristica nuova.  Per prima cosa, i sinistrorsi hanno deciso di dichiarare guerra alla razza bianca. Certo, per i primi minuti diranno di volere aiutare i rifugiati, di voler dare un’opportunità a chiunque e così via. Ma se li lasci parlare o se gli fai le domande giuste, gettano la maschera. I sinistrorsi se ne fregano di chi vivrà in Europa, e sostengono i mediorientali solo perchè stanno arrivando in massa. Se fossero cinesi o eschimesi sarebbe la stessa cosa, tutti vanno bene
purchè non siano bianchi. Non gli frega niente degli immigranti, l’unica cosa che vogliono è la distruzione della razza bianca.
Secondo, l’ideologia sinistrorsa è una specie di AIDS mentale, basato sul bispensiero orwelliano. Gli attivisti con cui ho parlato apprezzano l’immigrazione perchè è una minaccia al patriarcato occidentale, anche se sanno che i musulmani sono molto più patriarcali. I sinistrorsi pensano che i rifugiati siano profughi in fuga dalle guerre, anche se sanno che quasi tutti sono giovani che vengono da posti dove non c’è alcuna guerra. I sinistrorsi pensano che si possa integrare chiunque, ma sanno che tutti i paesi con un gran numero di immigranti soffrono conflitti etnici e religiosi. Insomma, conoscono i fatti ma se ne fregano, dato che quello che conta per loro è la creazione di un’Utopia multirazziale tramite lo sradicamento degli europei dai loro paesi.
Terzo, per loro il rifugiato è quello che prima era l’ebreo, il gay, il transessuale e così via. Quest’ondata di immigranti è in grado di distruggere le popolazioni europee, e se qualcosa si mette in mezzo agli interessi degli immigranti deve essere distrutta. La cosa peggiore è che molti di questi attivisti stanno studiando l’arabo, collaborando con gli imam locali e lodando la supremazia del mondo arabo. Gli stessi sinistrorsi polacchi, che fino a poco fa erano più filosionisti dei sionisti, sono diventati filo palestinesi. Se ci sono minoranze ebraiche che non vogliono collaborare con i musulmani, i sinistrorsi le lasciano semplicemente perdere. Come aveva previsto Houellebecq, pur di distruggere l’Europa i sinistrorsi sono disposti a distruggere tutto, anche la loro stessa sinistra.
Infine, sono arrivato a due conclusioni tramite i miei incontri con gli attivisti.
Primo, è evidente che le loro idee non hanno supporto popolare. Gli attivisti sanno che la maggior parte del pubblico è contro l’immigrazione, quindi l’immigrazione potrà continuare solo a patto di sospendere la democrazia. Basti guardare le ultime elezioni in Austria per capire che la classe dirigente sia dispostissima a farlo.  Secondo, la sinistra teme i bianchi fieri della loro razza più di ogni altra cosa. I sinistrorsi polacchi si lamentavano di non essere riusciti a convincere gli immigranti polacchi in UK a fare comunella con i musulmani contro gli inglesi, e di non essere riusciti a convincere gli immigranti ucraini in Polonia a fare comunella con i musulmani contro i polacchi. Uno degli obiettivi della sinistra è portare zizzania tra gli europei. Dobbiamo fermare ogni forma di divisione tra europei, dato che questo è il momento in cui gli europei devono unire le proprie forze.
Voglio ammonire i miei lettori a non farsi prendere dal pessimismo. Sappiamo che in certi paesi la sinistra ha ottenuto qualche successo, grazie ai fondi e agli aiuti statali (Germania) o grazie ai legami col crimine organizzato (Grecia). La superiorità della destra resta comunque innegabile: quando hanno ricevuto supporto, i nazionalisti sono riusciti a formare pattuglie ai confini o un vero e proprio reggimento di fanteria con supporto corazzato, conducendo una vera guerra con l’aiuto di un movimento civile.
Dobbiamo vedere le cose come stanno. La sinistra ci odia, come europei e come bianchi fieri della nostra razza. La sinistra ci vuole sostituiti dagli immigranti, e ci sta lavorando sopra. Però la sinistra non è al posto di comando, si limita a seguire le direttive di altri. Il posto di comando è occupato dai governi, dalle organizzazioni internazionali, dalle corporazioni, dal crimine organizzato, dalle minoranze etniche (specialmente la comunità ebraica, ben organizzata). Lo stato crea un vuoto ideologico, che la sinistra cerca di riempire con la sua ideologia.
Per concludere, siamo seriamente in pericolo. I governi e le organizzazioni internazionali vogliono sostituire le popolazioni europee con gli immigranti. Le ONG di sinistra non hanno potere, ma stanno cercando di forzare la mano a chi ha il potere, costringendolo a un’azione violenta e genocida. Molti europei sono contro questo piano. La destra deve organizzare questi europei in modo da fermare l’immigrazione. Questa è una guerra che deve essere combattuta, e che potrà essere vinta.
Sarà questo il futuro?

Per non dimenticare – Il caso di Maria Ladenburger

Cari amici, oggi farò la mia parte contro il buco nero della memoria (per quelli che siano riusciti a leggere 1984, ma figuriamoci, voi coglioni al massimo sapete leggere il libro delle barzellette di Totti) che affligge Internet. Il caso di Maria Ladenburger è recente, ma sembra che sia sparito misteriosamente dai media.

La protagonista

Vi presento Maria Ladenburger, 19 anni, figlia di un pezzo grosso di avvocato che lavora per la Commissione Europea, l’organo legislativo dell’UE. Carina, no? Maria ha avuto una vita piacevole: nata e cresciuta nella zona ricca della Germania, di buona famiglia e con tanti amici. Maria studia medicina, è molto impegnata nel sociale e fa volontariato presso i rifugiati nel tempo libero, insomma è bella, brava e buona. Cosa potrebbe andare male in una vita del genere?

Lo sfidante

Ecco a voi Hussein Khavari, proveniente dall’Afghanistan. Anche se ha più o meno la stessa età di Maria, ha avuto una vita molto diversa. Ad esempio, è nato in Afghanistan ed è stato costretto ad emigrare in Europa per colpa della guerra imperialista voluta dall’uomo bianco europeo maschio ed etero!
Ovviamente, è colpa dei bianchi se Hussein ha rapinato e tentato di uccidere una donna in Grecia. I greci lo hanno preso e condannato a dieci anni di carcere, ma probabilmente quei pezzenti avevano finito i fondi per le galere e hanno preferito mandarlo via a calci in culo.
Cosa ha fatto il nostro giovane eroe quando ha capito che l’Europa gli concedeva di rapinare e ammazzare le ragazze e di uscirsene pulito? Insomma, dovete capirlo, poverino! In fondo, lui viene da un posto dove le donne girano infagottate nei sacchi della munnizza e dove al massimo ti puoi scopare una capra (dopo averla sposata). Non è colpa sua se tutte quelle svergognate europee gli giravano attorno senza neanche il velo!
Legge e cultura islamica

Il nostro eroe si è presentato alla frontiera tedesca come “rifugiato minorenne non accompagnato”, probabilmente raccontando una storia strappalacrime su come tutta la sua famiglia fosse stata massacrata da un drone americano e su come fosse riuscito ad attraversare mezzo mondo da solo, orfano, senza soldi e a piedi, pur di raggiungere la Germania. Ovviamente i pirla di assistenti sociali gli hanno creduto e lo hanno dato in affidamento a una famiglia tedesca.

L’incontro

 Ora, cosa è successo secondo voi quando la protagonista e lo sfidante si sono incontrati durante una serata romantica a Freiburg? Questo:
Oh, no! Ora i razzisti useranno questo caso isolato per far chiudere le frontiere!
Maria è finita violentata, sgozzata come un capretto e scaricata in riva al fiume come un sacco di munnizza. I poliziotti tedeschi hanno preso immediatamente il nostro eroe, hanno verificato la corrispondenza del DNA e lo hanno incarcerato. Il caso è sparito da tutti i giornali e da Internet con una velocità impressionante, e i tedeschi hanno deciso di dimenticare alla svelta.

Conseguenze 1

 Angela Merkel, dico a te. Il sangue di quella ragazza è sulle tue mani. La tua politica dell’accoglienza a braccia aperte ci ha dato queste cose. E’ TUA responsabilità, TUA soltanto. A questo punto capisco le azioni di Breivik, e capisco perchè abbia deciso di compiere i suoi attentati contro i politici locali e non contro i musulmani immigrati. Alla fine, fare saltare in aria una moschea piena di immigrati è inutile, per ognuno che salta in aria ne arriveranno altri venti. I veri responsabili sono i politici e gli imprenditori che hanno creato le condizioni per l’immigrazione di massa. Sono loro che vanno puniti.
Anders Breivik – patriota, martire, santo, eroe.

Conseguenze 2

Durante il funerale, i genitori di Maria hanno invitato quelli che volevano fare qualcosa in suo nome a donare per le ONLUS a favore dei rifugiati.
Crescere nell’Europa multikulti!
In pratica, hanno seguito il tipico bispensiero di sinistra: il sinistrorso vorrebbe un mondo in cui tutti gli immigrati e i rifugiati sono brave persone rispettose delle leggi e capaci di essere integrate nella società moderna. Il problema è che la realtà finisce sempre per contraddire i sogni. Ci sono tante persone integrabili tra i rifugiati, ma ci sono anche criminali, pazzi, terroristi o semplicemente persone con una cultura che li rende incompatibili con la vita nel ventunesimo secolo. Però il sinistrorso non vorrà mai accettare una realtà così dura, quindi farà di tutto pur di cancellare i fatti che contraddicono la sua visione del mondo. Il sinistorso dirà sempre che si tratta di balle, di propaganda, di fatti distorti e di “razzismo”. Anche quando i fatti sono chiari, il sinistorso li cancellerà dalla memoria il giorno dopo, facendo finta di non conoscerli quando parlerà con altri sinistorsi o gente che non li conosce. Le frasi preferite del sinistrorso sono: “Ah, non è vero!” e “Ah, non ci credo!”, insieme alle accuse di razzismo e islamofobia.
Quando il sogno si scontra con la realtà, il sogno perde SEMPRE.
Insomma, il sinistrorso europeista è quello che continua ad essere pro immigrazione anche dopo che la sua stessa figlia è stata stuprata e uccisa. Quanto credete che gli freghi del fatto che voi abbiate problemi con gli immigranti? Quanto pensate che gli interessi del fatto che voi rischiate la vita quando uscite o che le vostre donne rischino di finire come Maria?

Conclusioni

Il sinistorso medio è una cosa tipo questa:
E’ inutile discuterci, inutile portargli davanti i fatti, inutile cercare di farli ragionare, inutile mostrargli il pericolo a cui si stanno esponendo. Nel loro mondo fatato l’Islam è buono e tollerante e sono tutti tolleranti e buoni, a parte quei cattivacci di destra. I sinistrorsi continueranno a credere nel loro mantra di tolleranza, anche quando finiranno così:

O così:

 

Il problema è che a questo punto sarà troppo tardi anche per noi. Quando avremo la Shariah in Europa saranno cazzi acidi per tutti, non solo per quelli che se li sono meritati e cercati! Gli unici che se la passeranno bene saranno quelli che hanno pianificato coscientemente tutto fin dall’inzio. Mi domando chi siano!

 

UPDATE

Una cosa che avevo trascurato. Il sindaco di Freiburgo ha dichiarato che “la gente non dovrebbe fare generalizzazioni, ma trattare il fatto come un incidente isolato”. Tale sindaco, appartenente alle liste dei Verdi, si chiama Dieter Salomon. LINK

Possibile che siano SEMPRE loro, cazzo? SEMPRE!

2083 – Una dichiarazione di indipendenza europea – Libro 2.38 I veri motivi dell’intolleranza musulmana

2.38 I veri motivi dell’intolleranza musulmana

Autore: Andrew G. Bostom
Durante uno dei loro ultimi attentati a Khobar, in Arabia Saudita, i terroristi islamici chiedevano ai loro ostaggi: “Siete musulmani o cristiani? Non vogliamo uccidere altri musulmani.” Alla fine l’attentato ha lasciato 17 vittime civili.[1] Come possiamo interpretare questi atti di terrorimo rivolto ai non musulmani? Uno dei commentatori più esperti nel campo del fontamentalismo islamico ha detto che [2] i fondamentalismi e la rabbia generalizzata tra i musulmani derivano dal declino del potere politico degli stati musulmani, a partire dalla dissoluzione dell’impero Ottomano dopo la guerra e dalla fondazione dello stato di Israele. Nonostante la sua erudizione, il luminare non sembra interessato a dare un’altra spiegazione al motivo dell’odio musulmano verso i non musulmani, ossia ciò che viene insegnato ai bambini musulmani riguardo agli infedeli. Tali insegnamenti non dipendono assolutamente dalle condizioni geopolitiche.
E.W. Lane ha scritto un diario riguardo alla sua vita in Egitto, particolarmente riguardo agli anni passati al Cairo e a Luxor (dal 1825 al 1828 e poi dal 1833 al 1835). Nel suo studio Cairo, James
Aldridge definiva il diario di Lane come “la descrizione più accurata e veritiera del comportamento degli egiziani.”[3]

Lane spiega che i musulmani egiziani definiscono le persone delle altre fedi come “i figli della perdizione”, che i bambini egiziani vengono addestrati a odiare fin da tenera età. Gli scolari egiziani vengono educati a maledire le persone e le proprietà di ebrei, cristiani e di tutti coloro che non credano nella religione di Maometto.[4]

Lane, con la sua conoscenza impeccabile dell’arabo, scrisse un enorme dizionario arabo-inglese e tradusse le preghiere che trovò in un testo contemporaneo. Tale testo contiene maledizioni contro i non musulmani “che vengono recitate dai bambini delle scuole del Cairo giorno dopo giorno, prima di tornare a casa.”[5] Una di queste maledizioni dice:
Cerco rifugio in Allah contro Satana. Nel nome di Allah, misericordioso e compassionevole. Oh Allah, aiuta l’Islam ed esalta le parole della verità e della fede tramite la preservazione dei tuoi servi e dei figli dei tuoi servi, del Sultano dei due continenti (Europa e Asia), del Khakan (imperatore) dei due mari (Mediterraneo e Mar Nero), del Sultano, del figlio del Sultano. Oh, Allah, aiutalo e aiuta i suoi eserciti e tutte le forze dei musulmani: Oh, signore del mondo intero, distruggi gli infedeli e i politeisti, tuoi nemici e nemici della tua religione. Oh, signore, rendi orfani i loro figli, profana i loro edifici, ostacola il loro passo, offri loro, le loro famiglie, i loro figli, i loro parenti, i loro amici, le loro proprietà, la loro razza e le loro ricchezze come bottino di guerra per i musulmani.”[6]
Non c’è da stupirsi del fatto che Lane descriva come gli ebrei venissero presi a spintoni per strada e spesso picchiati solo per avere osato passare alla destra di un musulmano. Lane riporta che gli ebrei non osavano neanche lamentarsi dopo essere stati insultati o picchiati da un arabo o da un turco, dato che era comune che un ebreo venisse messo a morte con un’accusa fittizia di avere mancato di rispetto al corano o al profeta. Per un arabo era comune insultare un asino chiamandolo “ebreo”.[7]
Cinque decenni dopo, a Tunisi, Fellah riportava l’odio viscerale e l’ostilità dei bambini musulmani, specialmente verso i non musulmani: “(l’ebreo) deve inginocchiarsi di fronte al bambino musulmano e permettergli di colpirlo in faccia, come da privilegio tradizionale. Anche lo scrittore ha dovuto sottomettersi a questo trattamento. In queste cose i musulmani si comportano con impunità completa, dato che si tratta di una consuetudine che viene da tempi immemorabili.”[8]
Mary Boyce, professoressa emerita di studi iraniani e studiosa di zoroastrismo, ha passato un anno sabbatico nel 1963-64 nella comunità zoroastriana iraniana (Sharifabad, nella pianura Yazdi). Nel 1975, durante una serie di letture a Oxford,[9] ha notato che gli antenati iraniani degli zoroastriani avevano una tradizione di allevamento di cani, dato che vivevano un’esistenza nomade tra le steppe asiatiche. Ciò ha portato l’inclusione dei cani nelle pratiche religiose zoroastriane.[10] Boyce ha parlato anche della crudeltà gratuita dei musulmani iraniani verso i cani, includendo un aneddoto personale:
A Sharifabad i cani sapevano distinguere tra zoroastriani e musulmani, ed erano capaci di andare a chiedere cibo ad un gruppo di zoroastriani o di addormentarsi tranquillamente in una via
zoroastriana. Quegli stessi cani scappavano alla sola vista di gruppi di musulmani. L’ostilità dei musulmani verso i cani viene dall’opposizione verso la fede zoroastriana, precedente alla conquista musulmana. Nell’area Yazdi i musulmani adoravano torturare i cani, dato che per loro significava uccidere una creatura impura e causare sofferenza negli infedeli. Quando l’esattore andava a ritirare la Jizya, la tassa sugli infedeli, spesso amava picchiare il cane dell’infedele fino a che non veniva pagato. Ho visto una ragazzina musulmana prendere a calci un cucciolo, e rispondere alle mie proteste dicendo che si trattava di un animale impuro. So che a Sharifabad i musulmani amavano uccidere i cani a colpi di pala. Questa crudeltà gratuita aggiungeva parecchia tensione tra le due comunità.[11]
Sorour Soroudi, accademica iraniana di fede ebraica, la cui famiglia aveva lasciato l’Iran nel 1970, ricordava che:
“Ricordo ancora la filastrocca cantata dai bambini musulmani quando vedevano un armeno, diceva, cane armeno andrai all’inferno”[12].
Dieci anni dopo le discriminazioni contro gli infedeli diventavano ancora peggiori, dato che venivano autorizzate dalla teocrazia sciita di Khomeini.[13] Il professor Eliz Sanasarian ha scritto un esempio particolarmente spaventoso di queste discriminazioni, dato che rifletteva l’indottrinamento dei candidati per l’insegnamento. In pratica, si affermava che il racconto dell’avvelenamento di Maometto da parte di una donna ebrea, descritto in una hadith[14], fosse verità storica. Sanasarian scrive che: “Inoltre, tale storia è diventata una delle domande nelle prove ideologiche per entrare nell’istituto magistrale. Gli studenti ricevono un questionario a risposte multiple, in cui alla domanda su chi fosse l’istigatore del martirio del profeta bisognava rispondere che era stata una donna ebrea.”[15]
Tale pratica continua attualmente con il proliferare dei programmi educativi pieni di intolleranza verso i non musulmani, finanziati dai sauditi. Un rapporto recente ha esposto vari esempi di tale indottrinamento, accompagnato dal proclama trionfante saudita in cui si diceva che “Re Fahd ha fatto un investimento astronomico, pari a vari miliardi di ryal sauditi. Parlando di istituzioni islamiche, ci sono 210 centri islamici finanziati dai sauditi, più di 1500 moschee e di 2000 scuole, e circa 2000 scuole elementari rivolte ai bambini musulmani in paesi non musulmani in Europa, America, Australia e Asia.”[16]
L’intolleranza per i non musulmani è sempre stata parte integrante dell’educazione religiosa musulmana, precedente al fondamentalismo islamico moderno e pre moderno. Dobbiamo riconoscere l’esistenza di questa realtà e iniziare ad andare oltre alle limitazioni degli studiosi chiusi nella loro torre d’avorio. Forse sarebbe il caso di ascoltare i consigli di Ibn Warraq, apostata islamico e reduce da un’educazione in una madrassa:
Primo, quelli che vivono in Occidente e godono di libertà di espressione dovrebbero incoraggiare a criticare razionalmente l’islam e il corano. Solo la critica del corano può incoraggiare i musulmani a vedere le loro scritture in modo più razionale e obiettivo e ad impedire che i giovani musulmani si radicalizzino facendosi influenzare dalle parti più violente del corano. Possiamo incoraggiare la razionalità tramite l’educazione secolare. Ciò significa chiudere le madrassa dove i figli delle famiglie povere imparano il corano a memoria e le dottrine della jihad, diventando fanatici. La mia priorità sarebbe riscrivere completamente i programmi ministeriali, dato che quelli odierni predicano l’intolleranza verso tutti i non musulmani, particolarmente gli ebrei. Si spera che l’educazione incoraggi il pensiero critico e la razionalità. Per insegnare il pluralismo dobbiamo insegnare le glorie della storia pre islamica ai bambini. Si dovrebbe separare nettamente l’educazione religiosa dall’educazione scolastica nelle scuole, ma nei paesi islamici ciò non è ancora possibile. Il massimo che possiamo sperare è l’insegnamento delle religioni comparate, cosa che porterebbe allo spegnimento dei fanatismi dato che si studierebbe l’islam come una fede tra le tante.[17]
Fino a che qualcuno non ascolterà Warraq, ci troveremo di fronte a una Jihad senza fine.
Fonti:
http://www.andrewbostom.org/loj//content/view/24/27/
1. Reuters, “Gunmen hunted “infidel” Westerners”  Sun May 30, 2004 06:30 AM ET,
http://www.reuters.co.uk/newsPackageArticle.jhtml?type=topNews&storyID=520188&section=news
2. i.e., Bernard Lewis, for example, in 1990
http://www.theatlantic.com/issues/90sep/rage.htm
http://www.theatlantic.com/issues/90sep/rage2.htm; November/December
1998 “License to Kill: Usama bin Ladin’s Declaration of Jihad”,
Foreign Affairs;
2002  http://www.theatlantic.com/issues/2002/01/lewis.htm;
2003 http://www.theatlantic.com/issues/2003/05/lewis.htm
3. Quoted by J.M. White, in his introduction to, Lane, E.W. An Account of the Manners and Customs of the Modern Egyptians, New York, 1973, p. v.
4. Lane, E.W. Modern Egyptians, p. 276.
5
6.
Lane, E.W. Modern Egyptians, p. 575.
7. Lane, E.W. Modern Egyptians, pp. 554-555.
8. Fellah. “The Situation of the Jews in Tunis, September 1888.”, Ha-Asif (The Harvest) [Hebrew] 6 (Warsaw, 1889), English translation in, Bat Ye’or, The Dhimmi- Jews and Christians Under Islam, Fairleigh Dickinson University Press, 1985, p. 376.
9. Boyce, Mary. A Persian Stronghold of Zoroastrianism (based on the Ratanbai Katrak lectures, 1975), 1977, Oxford.
10. Boyce, M. A Persian Stronghold, p. 139.
11. Boyce, M. A Persian Stronghold, pp. 141-142.
12. Soroudi, Sorour. “The Concept of Jewish Impurity and its Reflection in Persian and Judeo-Persian Traditions” Irano-Judaica 1994, Vol. III, p. 155 (footnote 33):
13. See Tabandeh, Sultanhussein. A Muslim Commentary on the Universal Declaration of Human Rights, translated by F.J. Goulding, London, 1970, pp. 17-19. Tabandeh was a Sufi Shi’ite ideologue whose writings had a profound influence on Ayatollah Khomeini’s discriminatory policies towards non-Muslims in Iran, as discussed in Sanasarian, Eliz. Religious Minorities in Iran, Cambridge, 2000, pp. 24-27.
14. Sahih Bukhari, Volume 3, Book 47, Number 786: Narrated Anas bin Malik: “A Jewess brought a poisoned (cooked) sheep for the Prophet who ate from it. She was brought to the Prophet and he was asked, ‘Shall we kill her?’ He said, ‘No.’ I continued to see the effect of the poison on the palate of the mouth of Allah’s Apostle.”
15. Sanasarian, E. Religious Minorities in Iran, p. 111.
16. Stalinsky, Steven. “Preliminary Overview. – Saudi Arabia’s Education System:
Curriculum, Spreading Saudi Education to the World and the Official Saudi Position on Education Policy,” Middle East Media Research Institute, December 20, 2002.
17. Warraq, Ibn. “A True Islamic Reformation,” FrontPageMagazine.com, May 19, 2003

2083 Una dichiarazione di indipendenza europea – Libro 2.35 Un esempio di Jihad in Egitto

2.35 Un esempio di Jihad in Egitto
Autore: Andrew G. Bostom
Il sito www.shareeah.org gestito dallo sceicco fondamentalista Abu Hamza ha ospitato un video in cui tre giovani fingevano di decapitare un quarto[1]. Tale video ha causato il disgusto del pubblico, anche se il pubblico si sarebbe dovuto disgustare per la propaganda fondamentalista diretta ai bambini egiziani, cosa molto più dannosa nel lungo periodo[2]. Eccone alcuni esempi:
“Studio sulla tradizione e sulla morale in teologia, prima media (2001) pagine 291-92
…Questa nobile Sura del Corano [Sura Muhammad, la 47]… tratta di molti argomenti, tra cui questo è il più importante: “Incoraggiare i fedeli alla pratica della Jihad contro gli infedeli, a prenderli prigionieri, infrangere il loro potere, umiliare i loro spiriti. Nelle Sue stesse parole: “Quando [in combattimento] incontrate i miscredenti, colpiteli al collo finché non li abbiate soggiogati, poi legateli strettamente. In seguito liberateli graziosamente o in cambio di un riscatto, finché la guerra non abbia fine.
Commento alle Sure Muhammad, Al-Fath, Al-Hujurat e Qaf, prima media, (2002) pagina 9
Quando li incontrerete per combatterli, non fatevi fermare dalla pietà ma colpiteli al collo con forza. Colpire al collo significa colpire per combattere, dato che spesso si vuole decapitare per uccidere. Quindi, si dice “colpire al collo” per uccidere, anche se il colpo arriva da un’altra parte. Questa espressione contiene una crudezza particolare, dato che vuole indicare il modo più brutto possibile per uccidere, ossia mozzare la testa tagliando via il collo.

Anche se queste descrizioni sono ripugnanti alle nostre orecchie, particolarmente quando sono rivolte ai bambini, solo solo interpretazioni classiche delle regole belliche per la Jihad basate su un millennio di teologia e giurisprudenza musulmana[3]. Il contesto di questi insegnamenti è chiaro:

i testi scolastici egiziani mostrano la Jihad come una guerra, come uno scontro armato. La Jihad è una lotta contro gli infedeli, nemici di Dio, una lotta contro i nemici della patria, una guerra per rinforzare gli stati musulmani nel mondo. In tutti questi casi, la Jihad viene incoraggiata e quelli che si rifiutano di parteciparvi vengono disprezzati”
L’abitudine ignobile di indottrinare i bambini egiziani non è una novità. Dopo vari anni di residenza al Cairo e a Luxor (dal 1825 al 1828, poi dal 1833 al 1835) lo studioso E. W. Lane scrisse che:
Ho informazioni credibili sul fatto che i bambini egiziani vengono indottrinati al maledire le persone e le proprietà dei cristiani, degli ebrei e di tutti coloro che non credono nella religione di Mohammad”[4].
Lane tradusse una preghiera araba recitata giornalmente dai bambini nelle scuole:
Cerco rifugio in Dio da Satana il maledetto. Nel nome di Allah, il compassionevole, il misericordioso. Oh Dio, aiuta l’Islam ed esalta le parole della verità e la fede con la protezione del Tuo servo e del figlio del Tuo servo, il Sultano dei due continenti (Europa e Asia) e il Khakan (monarca) dei due mari (Mediterraneo e Mar Nero), il Sultano, figlio del Sultano (Mahmood) Khan. Oh, Dio, aiutalo e aiuta il suo esercito e tutte le forze dei musulmani: Oh Signore delle creature del mondo intero. Oh Dio, distruggi gli infedeli e i politeisti, tuoi nemici e nemici della Tua religione. Oh Dio, rendi orfani i loro figli, profana le loro abitazioni, ostacola il loro passo, rendi loro e le loro famiglie, le loro proprietà, le loro donne, le loro terre e tutto quello che hanno ai musulmani: Oh Signore delle creature del mondo intero.” [5]
Un secolo dopo, nel 1949, l’islamista S.D. Goitein dichiarava, parlando di tutto il mondo islamico ma in particolare dell Egitto:
Il fanatismo islamico viene incoraggiato apertamente. Gli scrittori fanno a gara a chi esalta di più gli eroi e le virtù dell’Islam. Il “New East”, un mensile che si vanta di essere l’organo ufficiale della gioventù accademica orientale, dichiara che:
Dobbiamo combattere fanaticamente per la nostra religione. Dobbiamo volerci bene a vicenda e onorarci a vicenda come musulmani; dobbiamo preferire i nostri fratelli musulmani a tutti gli altri e non dare mai amicizia agli infedeli, perchè da ciò non può venire altro che male[6].
Dieci anni dopo, nel 1958, il professore di origine libanese Antoine Fattal, forse il più grande studioso delle condizioni giuridiche dei non mussulmani sotto la Shari’a, dichiarava che:
“Non è possibile alcuna relazione sociale o alcuna amicizia tra i musulmani e i dhimmi… Ancora oggi, le scuole islamiche insegnano la pratica della Jihad. Le università di Al-Azhar, Nagaf e Zaitoune insegnano che la guerra santa è un obbligo legale, da continuare fino alla fine del mondo.”
Purtroppo, quasi cinquanta anni dopo le osservazioni di Fattal le scuole islamiche continuano a indottrinare i giovani all’odio sacro della Jihad. Noi occidentali dobbiamo costringere i nostri leader politici e religiosi a imporre la cessazione di questo indottrinamento, pena pesanti sanzioni economiche.
Fonti:
1. Muslim kids stage mock beheading http://www.wnd.com/news/article.asp?ARTICLE_ID=39145
2. Jews, Christians, War and Peace in Egyptian School Textbooks
3. Bostom, Andrew. Treatment of POWs. FrontPageMagazine.com, March 28, 2003.
http://www.frontpagemag.com/Articles/ReadArticle.asp?ID=6929 Bostom, Andrew. The Sacred Muslim Practice of Beheading. FrontPage Magazine.com, May 13, 2004.
4. Lane, E.W. An Account of the Manners and Customs of the Modern Egyptians, New York, 1973, p. 276.
5. Lane, E.W. Modern Egyptians, p. 575.
6. Goitein, S.D. Commentary, January 1949, “Cross-Currents in Arab National Feeling”, p. 161.
7. Fattal, Antoine. Let Statut Legal de Musulmans en Pays’ d’Islam, Beirut, 1958; pp. 369, 372

2083 Una dichiarazione di indipendenza europea – Libro 2.31 La persecuzione dei cristiani

2.31
La
persecuzione dei cristiani

Autore:
Robert
Spencer
Tirate
fuori le armi
,”
ordinava
il chierico maomettano Jaffar
Umar Thalib alla
radio indonesiana durante il Maggio del 2002:
Combattete
fino all’ultima goccia di sangue
.”[1]
Il
bersaglio erano i cristiani indonesiani, considerati da Jaffar
come
infedeli
belligeranti”
(kafir
harbi) da
sterminare senza pietà. Questa precisazione non era un’invenzione di
Jaffar, ma una categoria spiegata minuziosamente dalla teologia
maomettana. Usando quel termine, Jaffar incitava i suoi fedeli alla
violenza e li assicurava che le loro azioni sarebbero state approvate
da Allah.
Le
parole di Jaffar
hanno
avuto le loro conseguenze. Durante le rivolte che ne sono seguite, ci
sono state circa diecimila vittime e decine di migliaia di sfollati
tra i cristiani[2].
Nel
2002 il giornalista Rod
Dreher riportava
che il gruppo jihadista di Jaffar
Umar Thalib aveva
costretto migliaia di cristiani alla conversione e aveva demolito
centinaia di chiese [3]
La
stampa internazionale ha trattato i fatti in Indonesia
come
incidenti isolati, nonostante fossero parte delle persecuzioni dei
cristiani che avvengono ogni giorno nel mondo maomettani. Questa
violenza, così simile a quella dei conflitti religiosi dei secoli
passati, è il piccolo segreto della religione di oggi. La comunità
internazionale, sempre servile verso i maomettani, ha fatto finta di
non vedere nulla e ha permesso che le persecuzioni continuassero. Il
mondo islamico è l’unico luogo in cui l’intolleranza religiosa viene
legittimata dal Corano e dagli Imam e dove tale intolleranza faccia
scorrere così tanto sangue. In nessun altro luogo tali violenze
accadono senza che la comunità internazionale abbia nemmeno il
coraggio di commentare, figuriamoci di condannare.
Nel
mondo maomettano e in particolare nel Medio Oriente le persecuzioni
dei cristiani da parte dei maomettani sono ormai un fatto di tutti i
giorni.
Omicidi
di religiosi cristiani in Iraq
Il
5 Aprile del 2008 Youssef Adel, un
prete ortodosso assiro presso la chiesa dei Santi Pietro e Paolo di
Baghdad è stato ucciso a colpi di arma da
fuoco mentre apriva la porta di casa.[4] Questo
attacco arriva solo poche settimane dopo la morte dell’arcivescovo
Paulos Faraj Rahho della chiesa cattolica
caldea, rapito nella città irachena di Mosul il
29 Febbraio, mentre altri tre cristiani che si trovavano con lui
venivano uccisi. Il 12 Marzo i rapitori chiamavano una chiesa di
Mosul per annunciare la morte
dell’arcivescovo e indicare il luogo dove trovare il suo cadavere.[5]
Mentre
in occidente si costruiscono sempre più moschee, in Iran i religiosi
di fede cristiana subiscono una caccia spietata. L’Ottobre del 2006
Frate Boulos Iskander, un prete cristiano
ortodosso, si recava a Mosul per acquistare pezzi di ricambio. Non
sarebbe stato più rivisto vivo. Un gruppo maomettano lo rapì e
chiese 350.000 dollari come riscatto. La loro richiesta venne
abbassata a 40.000 dollari in cambio della promessa che la chiesa
locale avesse denunciato i commenti moderatamente anti-maomettani
fatti da Papa Ratzinger. Tali commenti, pronunciati a Regensburg
(Germania) avevano causato rivolte in tutto il mondo maomettano. La
chiesa pagò il riscatto e affisse trenta cartelloni in tutta Mosul
in cui si denigravano i commenti papali. Tutto ciò fu inutile: i
resti smembrati di Frate
Boulos vennero ritrovati poco dopo.
Cinquecento
cristiani seguirono il funerale. Un prete commentò che molti altri
avrebbero voluto partecipare, ma avevano troppa paura.[6]
Non
ci sono dubbi riguardo a ciò. Gli omicidi dei tre religiosi sono
avvenuti in un ambiente sempre più ostile verso i cristiani
iracheni. Nel Marzo del 2007 i maomettani andavano a bussare alle
porte dei cristiani di Baghdad, ordinando il pagamento della Jizya,
la tassa della sottomissione per gli infedeli che vivono tra i
maomettani.[7] Nel frattempo, le donne
cristiane venivano minacciate di morte se andavano in giro senza
velo. Secondo le regole tradizionali maomettane che proibiscono
l’esposizione di alcoolici o di maiale (secondo il manuale legale
edito dall’università islamica di Al-Azhar al
Cairo), i proprietari dei negozi di alcoolici in Iraq sono stati
minacciati di morte.[8] Molti di loro sono
fuggiti dopo aver avuto il negozio distrutto.
A
dire il vero, fin dal 2003 la metà dei 700.000 cristiani residenti
sono scappati in altri paesi. Persino nell’Iraq di Saddam Hussein,
una dittatura abbastanza secolare in cui il Primo Ministro
Tariq Aziz era un cristiano caldeo, le comunità cristiane
subivano violenze da parte della maggioranza maomettana. A parte le
persecuzioni e gli omicidi, i cristiani venivano costretti ad
abiurare e a sposare maomettani.[9] I
cristiani iracheni stanno scappando verso la Siria o fuori dal Medio
Oriente. Come dice un affarista iracheno fuggito in Siria: “I
tre quarti dei miei amici cristiani sono scappati. Non c’è futuro in
Iraq per noi”
[10]
Violenze
contro i cristiani copti in Egitto
I
cristiani copti in Egitto hanno sofferto secoli di persecuzioni.
Invece di calmarsi, le persecuzioni sono andate avanti tra assalti
alle chiese e ai fedeli. Nel Febbraio del 2007 la diceria che un
copto avesse una relazione con una donna maomettana (una violazione
della legge islamica) causò una rivolta in cui vennero distrutti
diversi negozi di proprietà di cristiani.[11] In
aggiunta agli attacchi fisici, i cristiani hanno perso la libertà di
parola: nell’Agosto del 2007 due attivisti per i diritti dei copti
sono stati arrestati per avere “pubblicato articoli e
dichiarazioni lesive per l’Islam e offensive verso il profeta
Maometto”
[12]
Spesso
gli attacchi verso i cristiani vengono ignorati dalle autorità
egiziane, a volte complici degli attacchi. Nel Giugno del 2007 una
folla di rivoltosi mise a ferro e fuoco i negozi e le chiese
cristiane di Alessandria, ferendo cinque cristiani. La polizia
aspettò un’ora e mezzo prima di intervenire. L’agenzia Compass
Direct News, che segue le persecuzioni dei cristiani,
commentò: “Nell’Aprile del 2006 ci sono stati tre attacchi alle
chiese di Alessandria, che hanno lasciato un morto e vari feriti. Il
governo sembra incapace di fermare gli attacchi, se non addirittura
complice”
[13]
L’esperienza
di Suhir Shihata Gouda è un esempio di quello che
succede a molte donne cristiane in Egitto quando vengono assalite
dagli uomini maomettani.[14] Secondo la
Jubilee Campaign, che monitora le
persecuzioni dei cristiani:
[Una
donna cristiana di nome Suhir] è stata
rapita il 25 Febbraio del 1999 da un gruppo di maomettani che l’hanno
costretta a sposare un maomettano di nome Saed Sadek Mahmoud.
Dopo che Suhir non è
più tornata da scuola, suo padre ha fatto rapporto presso la
stazione di polizia di Abu-Tisht, ma i
poliziotti lo hanno picchiato e insultato invece di aiutarlo. Tre
giorni dopo, il fratello e il padre di Suhir sono tornati presso la
stazione di polizia ma hanno ricevuto lo stesso trattamento, al punto
che il padre di Suhir ha dovuto farsi ricoverare in ospedale.
Suhir
è
riuscita a scappare, ma è stata catturata, picchiata e messa sotto
sorveglianza. Suo “marito” ha guidato una banda di maomettani
fino a casa sua, dove ha minacciato di uccidere tutti i cristiani nel
villaggio e di rapire tutte le donne se la famiglia avesse fatto
causa.[15]
Nel
Maggio del 2000 il Vescovo Wissa della
Chiesa Copta ortodossa egiziana ha descritto la situazione egiziana
in un’intervista presso l’organizzazione protestante Prayer
for the Persecuted Church:
Un
ventenne stava lavorando nei campi quando è stato avvicinato dai
maomettani armati, che gli hanno ordinato di rinunciare al
cristianesimo e di pronunciare le due frasi con cui ci si converte
all’Islam. Al suo rifiuto è stato ucciso
con una fucilata alla testa. Un altro giovane aveva un tatuaggio con
S. Giorgio e la Vergine sul braccio. Gli hanno ordinato di abiurare,
ma ha rifiutato. Per punirlo, gli hanno tagliato via il braccio col
tatuaggio, lo hanno ucciso a coltellate e ne hanno bruciato il corpo.
Un
ragazzino di diciassette anni, diacono presso la chiesa, stava
andando nei campi con sua sorella. Gli è stato ordinato di abiurare,
e al suo rifiuto è stato fucilato. Sua sorella ha subito lo stesso
trattamento.
Il
governo egiziano, diviso tra le pretese della Shari’ah e le sue
stesse leggi secolari, non ha potuto ignorare del tutto questi
omicidi. Il risarcimento per le famiglie delle vittime è stato
ridicolo, anche per sottolineare lo scarso valore di una vita
cristiana: ogni famiglia ha ricevuto ottocento dollari, e solo perchè
il caso ha ricevuto eco mediatico. Altre famiglie non hanno ricevuto
giustizia o risarcimenti. Un bambino si trovava su uno scuolabus che
è stato fermato dai maomettani. Quando i maomettani hanno ordinato
ai cristiani di abiurare, il bambino ha rifiutato. Il Vescovo Wissa
riporta che: “Lo hanno ucciso con
un’ascia e hanno schiacciato il suo corpo con un’auto.”

Le autorità hanno trattato il caso come un’incidente automobilistico
e hanno rifiutato di compensare il padre, così come avevano fatto
quando i militanti maomettani avevano distrutto il suo negozio. [16]
Aggressioni
Jihadiste contro i cristiani in Pakistan
La
situazione dei cristiani in Pakistan non è
migliore. Nel 2007, Frate Emmanuel Asi, segretario
dell’istituto teologico di Laity a
Lahore e segretario della commissione biblica del
Pakistan, dichiarava che i cristiani del Pakistan ricevono continue
discriminazioni da parte dei maomettani. Le aggressioni dei jihadisti
causano ogni tipo immaginabile di problemi su di loro [17]
Così
come in Egitto, i cristiani del Pakistan ricevono minacce e
aggressioni continue. Nell’Agosto del 2007 i cristiani e gli indù di
Peshawar, nel Pakistan del nord, ricevevano lettere da parte di un
gruppo jihadista in cui venivano minacciati di rovina se non si
fossero convertiti all’Islam entro pochi giorni. Secondo la Compass
Direct i cristiani continuano a vivere nel
terrore, cancellando le attività della chiesa e le Messe[18],
dato che varie volte gli Jihadisti hanno mantenuto
le loro promesse di attacchi verso le chiese pakistane. Ad esempio,
il 28 Ottobre del 2001, diciotto cristiani venivano uccisi durante la
Messa mattutina della domenica[19]. Durante
un altro attacco a una chiesa del 17 Marzo del 2002, cinque cristiani
perdevano la vita e altri quaranta rimanevano feriti. L’intera
comunità cristiana pakistana vive sotto la minaccia di Al-Qaeda
di uccidere due cristiani per ogni maomettano
ucciso durante gli attacchi militari americani in Afghanistan.[20]
Oltre
agli attacchi di gruppo, ci sono anche atti di prepotenza
individuale. Cadherine Shaheen, insegnante,
ha ricevuto pressioni alla conversione e minacce se avesse rifiutato.
Al suo rifiuto è stata accusata di blasfemia e le moschee locali
hanno appeso dei manifesti in cui veniva chiamata come blasfema.
Shaheen ha dichiarato: “E’ stata una condanna a morte. Per i
maomettani uccidere un blasfemo è un onore. Poco prima, i maomettani
avevano assassinato un preside accusato di blasfemia. La prossima
sarei stata io.”
Shaheen
è scappata negli USA e le autorità hanno
imprigionato i suo fratelli e suo padre, deceduto poco dopo a 85
anni. “Per noi cristiani la vita in
Pakistan è orribile. I maomettani si prendono la nostra terra e le
nostre case, ci costringono ad accettare l’Islam. Le ragazze vengono
rapite e violentate, poi costrette ad accettare un marito maomettano
e a convertirsi”
,
dichiara Cadherine [21]
Stragi
religiose nel mondo maomettano
Le
stesse storie sconfortanti avvengono in tutto il mondo maomettano.
Nel Giugno del 2007 i cristiani di Gaza hanno
fatto appello alla comunità internazionale per chiedere protezione
dopo la distruzione di una scuola e di una chiesa da parte dei
jihadisti.[22] Nel Sudan, il
regime di Khartoum ha portato avanti una
jihad sanguinaria contro i cristiani della zona meridionale del
paese, uccidendo due milioni di cristiani sudanesi e sfollandone
cinque milioni .[23] Nella primavera del
2003, durante un massacro che ha causato la
morte di 59 contadini, i jihadisti
hanno bruciato vivo un pastore cristiano sudanese insieme alla sua
famiglia.[24]
In
Nigeria, i maomettani hanno bruciato chiese,
costretto i cristiani a seguire la Shari’ah e hanno frustato
studentesse cristiane per “abbigliamento inappropriato”.[25]
Più di duemila persone sono state uccise durante
le rivolte maomettane del 2001 nella città di Jos. I
jihadisti impongono la shari’ah in tutta la Nigeria, anche
sui cristiani. Nella città di Jos si teme
che il conflitto ricominci, dato che i militanti islamici sono
ansiosi di attaccare i cristiani.[26]
I
cristiani vengono perseguitati persino in Libano, considerato da
sempre il solo paese cristiano del Medio Oriente. In particolare il
Libano ha sofferto una serie di assassini ai danni dei politici
cristiani, tra cui il bombardamento del sobborgo cristiano di Beirut
nel settembre 2007 in cui Antoine Ghanem, leader del partito
cristiano falangista, ha perso la vita .[27] Questo ha portato i
cristiani libanesi a calare di numero e a perdere la loro influenza,
cosa che li ha esposti ad altre persecuzioni. Le antiche comunità
cristiane libanesi stanno scomparendo.
I
militanti algerini hanno preso di mira le comunità cattoliche locali
per anni. Nel 1994 i maomettani hanno ucciso un prete, una suora e
quattro missionari, nel 1995 cinque suore, nel 1996 un vescovo e
quattordici monaci. Molte delle vittime stavano cercando di stabilire
relazioni amichevoli con la comunità maomettana. Il vescovo Pierre
Claverie di Oran, ucciso nel 1996,
aveva dedicato la sua vita al dialogo tra l’Islam e il
cristianesimo. Veniva chiamato il vescovo dei musulmani e conosceva
profondamente l’Islam, al punto che gli islamici stessi andavano a
chiedergli consigli sulle questioni religiose
”[28]
Secondo
Compass Direct, nel 2002 due cristiani di Malawi “sono
stati lapidati e minacciati di essere rimandati nei loro villaggi
come cadaveri se avessero continuato a tenere i loro incontri nelle
loro case
.”[29]
Secondo
l’associazione Aid to the Church in Need, il 28
Aprile del 1998 in Bangladesh “una
folla istigata dai maomettani ha saccheggiato e bruciato il collegio
femminile cattolico di San Francisco Saverio, la chiesa della Santa
Croce e di San Tommaso e la chiesa battista di Sadarghat. Preti,
suore e laici sono stati minacciati di morte”
Sembra
che questa violenza sia stata causata da una disputa territoriale:
La causa del conflitto è stata la
volontà di una moschea di appropriarsi di un appezzamento di terreno
vicino a una chiesa. Settemila persone, incitate dai megafoni degli
imam che accusavano la chiesa di avere invaso la moschea, hanno
invaso il Collegio, bruciato libri, distrutto chiese, crocefissi e
statue e saccheggiato i dormitori
.”[30]
Anche
il dittatore libico Muammar
Qaddafi è
intollerante verso i cristiani. L’associazione Aid
to the Church in Need riporta
che in Libia “La
maggioranza delle chiese cristiane sono state chiuse dopo la
rivoluzione del 1969, nonostante la costituzione libica garantisca la
libertà di religione. Dopo aver espulso i cattolici italiani e
maltesi, Qaddafi ha convertito la cattedrale della capitale in una
moschea
.”[31]
Durante
l’occupazione turca della parte nord di Cipro del 1974, le chiese
sono state derubate delle icone, che sono finite nel mercato nero in
Grecia. I turchi si sono appropriati di varie chiese per usarle per
scopi civili e hanno cercato di trasformare il monastero
quattrocentesco di San Makar in un hotel. I cristiani ciprioti hanno
il divieto di avvicinarsi all’edificio.[32]
I
maomettani sono decisi a cacciare tutti i cristiani dal paese. Nel
1960 la città di Tur-Abdin nella Turchia meridionale contava 150mila
cristiani. Oggi sono meno di duemila. Quando la persuasione fallisce,
i maomettani usano atti di terrorismo. Secondo Aid to the
Church in Need, “Il 3 Dicembre del 1997, una
bomba è esplosa negli uffici del patriarca ecumenico, ferendo un
diacono e danneggiando la chiesa
.”[33] Intanto,
il governo turco ha chiuso l’ultimo seminario ortodosso rimasto e ha
chiesto che il patriarca di Costantinopoli fosse un cittadino turco.
Ciò equivale a distruggere il patriarcato.
In
Indonesia, i massacri dei cristiani da parte della
Jihad di Laskar del 2002 non
sono stati i primi e nemmeno gli ultimi. Nel 1996 a Java i maomettani
hanno distrutto tredici chiese. A Jakarta, nel 1998, altre tredici
chiese sono state distrutte da maomettani che intanto urlavano: “Noi
siamo i gentiluomini musulmani, voi siete i porci cristiani!” e
“uccidete tutti i pagani”. Quando un ufficiale dell’esercito ha
cercato di proteggere dei cristiani, gli è stato detto di mettersi
da parte e lasciare che la giustizia islamica facesse il proprio
corso.[34]
Le
organizzazioni per i diritti umani riportano che tra il 2004 e il
2007 i jihadisti in Indonesia, spesso con la complicità del governo,
hanno costretto 110 chiese indonesiane alla chiusura.[35]
Nonostante il clima di violenza, la chiesa cristiana continua
ad agire in maniera conforme ai propri principi. Aid
to the Church in Need riporta che “Otto suore dell’ordine
del Bambino Gesù sono arrivate a Cileduk, un sobborgo di Java, e
sono state oggetto di lancio di pietre da parte dei maomettani. La
loro risposta è stata costruire un asilo per bambini, un ricovero
per anziani e una scuola”
Uno
dei casi più orribili è avvenuto nell’ottobre del 2005, quando tre
jihadisti hanno decapitato tre bambine cristiane e ne hanno ferita
una quarta mentre andavano a scuola vicino la città di Poso.[36]
Per questi crimini, una corte indonesiana ha
condannato il mandante a vent’anni di prigione e i suoi due complici
a quattordici anni di reclusione.[37]
I
cristiani che si sono convertiti abiurando l’Islam sono oggetto di
odio particolarmente intenso, ma neanche i cristiani nativi se la
passano bene. L’Arabia Saudita, la terra santa dei musulmani, è
estremamente feroce verso le minoranze religiose. Persino gli
stranieri in visita si devono sottomettere alle leggi religiose
saudite:
Nel
1979 i maomettani chiesero l’intervento di
un’unità speciale francese (GIGN — Groupe d’intervention
de la Gendarmerie nationale) nella Kaaba contro un
gruppo di fondamentalisti islamici opposti al governo. I soldati
furono costretti a seguire una cerimonia speciale di conversione
all’Islam prima di potere entrare nella Kaaba. Persino la Croce Rossa
durante la guerra del Golfo fu costretta a nascondere il proprio
simbolo e le proprie insegne.[38]
Tim
Hunter, ex ufficiale del servizio straniero stanziato in Arabia
Saudita dal 1993 al 1995 dichiara
che “A volte hanno picchiato e
torturato degli americani a Jeddah solo per essere in possesso di una
foto con una Stella di Davide nello sfondo o per avere cantato canti
di Natale. I Mutawa (la polizia religiosa saudita) picchiava i
religiosi e li rinchiudeva in segrete che sembravano uscite dal
medioevo.
”[39]
Amnesty
International scrive
che un indiano di nome George
Joseph, impiegato
in Arabia Saudita “è
stato arrestato nel maggio del 2000 solo per essere tornato da una
messa cattolica con un’ audiocassetta a tematiche cristiane in
tasca
.”[40]
Nel
2003 il governo saudita dichiarava che non ci sarebbe mai stata una
chiesa nel loro regno: “Questo
paese è stato il punto di partenza per la profezia e il messaggio e
niente può cambiare ciò, nemmeno la nostra morte”
,
dichiara il ministro della difesa saudita. Riguardo alle proteste dei
diplomatici e dei militari nelle basi, li ha definiti “fanatici”
e ha dichiarato che non ci sarà mai una chiesa così come non c’è
mai stata. Secondo lui “chiunque
dica che si dovrebbe costruire una chiesa dovrebbe tacere e
vergognarsi
.”[41]
All’inzio
del 2008 Papa Ratzinger e il Vaticano hanno discusso con i Sauditi
riguardo alla costruzione di una chiesa, ma sono stati zittiti da
Anwar
Ashiqi, presidente
del centro saudita per gli studi mediorientali, durante un’intervista
della rete al-Arabiya:
Sarà
possibile costruire una chiesa in Arabia Saudita solo dopo che il
Papa e tutte le chiese cristiane riconosceranno il profeta Maometto.
Se non lo riconoscono come profeta, come possiamo avere una chiesa
nel regno saudita?
[42]
I
massacri dei cristiani nel mondo islamico sono una cosa familiare per
chi conosca le origini dell’Islam. Il profeta Muhammad
affermava che: “Caccerò via
tutti gli ebrei e i cristiani dalla penisola araba e lascerò solo i
musulmani
.”[43] Secondo la legge
islamica moderna, i cristiani hanno il divieto di residenza nella
Hijaz, ossia l’area attorno alla Mecca,
alla Medina e alla Yamama,
per più di tre giorni.[44] Infatti,
le autostrade che portano alla Mecca e alla Medina hanno dei caselli
di uscita che dicono “I non musulmani devono uscire qui”
La
pena per la coscienza è la morte
Quelli
che si convertono al cristianesimo dall’Islam vengono cercati e
uccisi in tutto il mondo islamico, dove tutte le autorità religiose
affermano che tali apostati si meritano la morte. Muhammad
stesso aveva dato quest’ordine: Chiunque
lasci la religione islamica dovrà essere ucciso
.”[45]
Questa è la posizione ufficiale di tutte le
scuole di giurisprudenza islamica, anche se alcuni sono in disaccordo
se tale legge si applichi anche alle donne o meno.
L’università
di Al-Azhar del Cairo, l’istituzione più
influente e prestigiosa del mondo islamico, dichiara in un manuale
legale diretto a tutti i Sunniti che: “se
una persona adulta nel pieno delle sue facoltà mentali commette
apostasia e rifiuta l’Islam, allora si merita la morte.”

In teoria, il compito di uccidere l’apostata è riservato al capo
della comunità, ma in pratica qualunque maomettano può uccidere un
apostata senza dover pagare indennizzi e senza dovere fare atti di
espiazione (altrimenti richiesti dalla legge islamica in caso di
omicidio). Questa eccezione è dovuta al fatto che “uccidere
un apostata significa uccidere qualcuno che si merita di morire
.”[46]
IslamOnline,
un sito gestito da un gruppo di studiosi islamici
guidati dallo sceicco Yusuf al-Qaradawi, spiega
che “Se una persona adulta e
mentalmente sana commette apostasia, deve essere punita. In questo
caso il califfo o un suo rappresentate deve chiedergli di pentirsi e
tornare all’Islam. Se accetta non ci saranno punizioni, ma se rifiuta
deve essere ucciso immediatamente. Se qualcuno uccide l’apostata
senza consultare il califfo deve essere rimproverato per averne
usurpato i compiti, ma non dovrà pagare indennizzi e non dovrà
essere punito per l’omicidio.
” – in
parole povere, nessuna punizione per l’assassino. [47]
C’è
un afgano di nome Abdul
Rahman che
conosce bene questa legge, dato che è stato arrestato nel Febbraio
del 2006 per aver abiurato.[48]
Secondo
la costituzione afgana “nessuna
legge può andare contro le credenze e i comandamenti della religione
islamica
.”[49]
Nonostante
la situazione sia chiara, gli studiosi occidentali hanno problemi a
capire cosa sia successo. Un “esperto di diritti umani” citato
dal Times di Londra dà un esempio della confusione tra gli esperti
occidentali: “La
costituzione afgana dichiara che l’Islam è la religione ufficiale
dell’Afghanistan, ma menziona anche la Dichiarazione Universale dei
Diritti Umani, il cui articolo 18 proibisce espressamente questo tipo
di condanne. Ciò è un problema per la giurisprudenza locale
.”[50]
In
realtà non ci sono contraddizioni, dato che la costituzione afgana
dichiara il suo rispetto per la Dichiarazione Universale dei Diritti
Umani, ma dichiara anche che nessuna legge può contraddire la legge
islamica: “La
religione di Stato della repubblica islamica dell’Afghanistan è la
religione islamica. I seguaci di altre religioni sono liberi di
esercitare la loro fede e di seguire i loro rituali, ma solo nei
limiti della legge”
La
pena di morte per apostasia è fondamentale nella mentalità
islamica, al punto che gli stessi familiari di Abdul Rahman
sono andati a denunciarlo quando ha abiurato,
sapendo che la polizia avrebbe preso sul serio la denuncia.
Grazie
alle pressioni della comunità internazionale Abdul Rahman è
stato portato di nascosto in Italia. Il suo caso non è l’unico.
Al-Faki Kuku Hassan, sudanese, è un ex
sceicco musulano convertitosi al cristianesimo nel 1995 e arrestato
per apostasia nel 1998 e tenuto in prigione fino ad essere rilasciato
per motivi di salute nel 2001 dopo un ictus.[51]
Muhammad
Sallam, un egiziano convertitosi al cristianesimo,
è stato arrestato nel 1989 e torturto. Arrestato di nuovo nel 1998,
è stato deportato in una locazione sconosciuta. Durante gli anni 80
altri due apostati egiziani, Dr. Abdul-Rahman Muhammad
Abdul-Ghaffar e Abdul Hamid Beshan Abd El
Mohzen, sono stati arrestati e tenuti in
isolamento.
In
Marocco, le autorità hanno incarcerato vari apostati e un musicista
battista del Salvador, Gilberto Orellana, accusato
di avere convertito un maomettano al cristianesimo.[52] Anche
in Giordania, paese relativamente tollerante in cui la Costituzione
garantisce libertà religiosa, “i
musulmani che si convertono alle altre religioni soffrono
discriminazioni sociali e ufficiali, dato che il governo non
riconosce la legalità di tali conversioni. Secondo la Shari’ah, i
convertiti sono apostati che possono subire la confisca dei beni e la
perdita dei diritti.
”[53]
Robert
Hussein Qambar Ali, un cittadino del Kuwait
convertitosi al cristianesimo negli anni 90, è
stato arrestato e condannato per il crimine di apostasia, nonostante
la costituzione del Kuwait contempli la libertà di religione.
Mohammad Al-Jadai, uno dei prosecutori del
caso di Hussein spiega che: “I
legislatori non hanno mai pensato di legislare sull’apostasia dato
che non pensavano che cose del genere potessero avvenire qui. La
libertà di religione della Costituzione vale solo per la religione
nativa.
”[54]
Quando
Hussein ha chiesto di poter visionare gli atti di accusa, il
prosecutore ha detto al giudice: “Quest’uomo è immorale! I
documenti contengono versetti del Sacro Corano, che non devono essere
toccati dagli infedeli!”
Il
prosecutore a questo punto ha iniziato a citare gli atti in cui si
spiegava il rapporto tra la legge secolare e tollerante del Kuwait e
la Shari’ah: “Siamo dispiaciuti di dover affermare che il
nostro codice penale non include il reato di apostasia. La nostra
umile opinione è che questa legislatura non possa dichiarare altro
che quello che viene raccomandato da Allah e dal suo Profeta. Sono
loro che debbono decidere riguardo alla sua apostasia”
La
corte islamica ha condannato Hussein alla pena capitale. Nel 1997 il
Professor
Anh Nga Longva dell’Università
di Bergen,
in
Norvegia, ha visitato il Kuwait
e
ha scoperto che il caso aveva infiammato gli animi: “Ho
notato un consenso tra i liberali e gli islamici. Praticamente tutti
erano d’accordo sul fatto che l’apostasia di Qambar fosse un crimine
grave e meritasse una punizione, e che la perdita dei suoi diritti
civili fosse una punizione giustificata. L’unica cosa su cui c’era
disaccordo era la pena capitale.”
Longva
ha notato che coloro che erano contrari alla conversione di Hussein
Qambar Ali invocavano lo stesso versetto coranico che altri
invocavano per difendere il suo diritto alla conversione, ossia il
versetto 2:257 [a volte numerato come
2:256] che dice: “Non c’è costrizione
nella religione”. Spesso, questo versetto viene citato per dire che
dato che l’Islam è una religione tollerante, non esiste alcuna
giustificazione per l’apostasia.[55]
Longva
cita l’affermazione lapidaria di un giurista del
Kuwait: “Noi ricordiamo sempre a
coloro che si vogliono convertire che l’Islam è una porta a senso
unico. Potete entrare, ma non potete più uscire
.”[56]
Hussein alla fine è stato condannato per
apostasia, ma la pressione internazionale gli ha consentito di
scappare negli USA.
Nell’Agosto
del 2007, Mohammed Hegazy, un maomettano
egiziano convertitosi al cristianesimo, è stato costretto alla fuga
dopo aver ricevuto una condanna a morte da parte di religiosi
islamici. Nonostante tutto si è rifiutato di fuggire dall’Egitto,
dichiarando che: “Lo so che ci sono
delle fatwa che vogliono spargere il mio sangue, ma non mi darò per
vinto e non lascerò il mio paese
.”[57] Nel
2008, suo padre aveva dichiarato a un
giornale egiziano che: “parlerò con
mio figlio e cercherò di convincerlo a ritornare verso l’Islam. Se
si rifiuterà, lo ucciderò con le mie stesse mani.”
Hegazy
è ancora in incognito in Egitto.[58]
Anche
se non ha fatto nulla per aiutare Hegazy, il
Febbraio 2008, il governo egiziano ha fatto
una concessione alla minoranza cristiana quando ha permesso il cambio
di religione sulla carta di identità dei convertiti. [59] Il
problema è che l’Egitto, pur non essendo un paese sotto la Shari’ah,
non ha mai visto di buon occhio l’apostasia. Le nuove norme si
applicano solo ai cristiani che si sono convertiti all’Islam e che
hanno deciso di tornare al cristianesimo. Dato che la legge islamica
considera l’apostasia come un crimine capitale, le carte di identità
che riportano tale informazione sono l’equivalente di una condanna a
morte. Qualunque maomettano che veda tale informazione sulla carta di
identità si potrebbe sentire giustificato nell’uccidere
immediatamente il portatore.
Giustificazioni
coraniche per la persecuzione dei cristiani
Come
i cristiani, i musulmani rispettano e venerano Gesù. L’Islam insegna
che Gesù è uno dei più grandi tra i profeti di Dio e tra i
messaggeri dell’umanità. Ogni giorno un miliardo e trecento milioni
di musulmani cercano di vivere i suoi insegnamenti di amore, pace e
perdono. Queste leggi u
niversali
ci ricordano che i cristiani, i musulmani, gli ebrei e tanti altri
hanno molte più cose in comune di quanto non credano”
Questo
è un proclama pubblicitario del Council on
American Islamic Relations (CAIR) pubblicato
nei giornali californiani nel marzo del 2004. Il messaggio di
comunanza tra cristianesimo e islam ha un precedente coranico, in cui
si consiglia l’amicizia tra cristiani e maomettani: “Troverai
che i più acerrimi nemici dei credenti sono i giudei e i politeisti
e troverai che i più prossimi all’amore per i credenti sono coloro
che dicono: “In verità siamo nazareni”, perché tra loro ci sono
uomini dediti allo studio e monaci che non hanno alcuna superbia.
(Corano 5:82).
Nel
mondo islamico non c’è alcun bisogno di fare gli ecumenici. Lo
sceicco saudita Marzouq
Salem Al-Ghamdi ha
affermato, durante una predica alla Mecca
che
I
cristiani sono infedeli, nemici di Allah, del suo Profeta e dei
credenti. Loro negano e maledicono Allah e il suo Profeta. Come
possiamo vivere vicino a questi infedeli?
”[60]
Lo
Sceicco stava ignorando il verso 5:82 in
favore di un altro verso: “O
voi che credete, non sceglietevi per alleati i giudei e i nazareni,
essi sono alleati gli uni degli altri. E chi li sceglie come alleati
è uno di loro. ” (5:51).
A
parte per questi messaggi contraddittori, il Corano ha molto da dire
riguardo al cristianesimo e a Cristo, ad esempio parlando
dell’immacolata concezione (la Sura 19 si intitola “Maria” e ne
parla a lungo) e chiamandolo “parola di Allah”. Il Corano nega la
Trinità e il fatto che Gesù sia figlio di Dio (4:171),
definendolo
uno dei profeti della stirpe dell’Antico Testamento: “Dite:
“Crediamo in Allah e in quello che è stato fatto scendere su di
noi e in quello che è stato fatto scendere su Abramo, Ismaele,
Isacco, Giacobbe e sulle Tribù, e in quello che è stato dato a Mosè
e a Gesù e in tutto quello che è stato dato ai Profeti da parte del
loro Signore, non facciamo differenza alcuna tra di loro e a Lui
siamo sottomessi”.
” (2:136).
Secondo
la visione coranica, questa stirpe culmina con Maometto, l’ultimo e
il più grande dei profeti la cui rivelazione completa e corregge
tutte le altre. I maomettani credono che l’Islam sia la rivelazione
finale di Allah, e che ebrei e cristiani abbiano ricevuto rivelazioni
genuine (per questo vengono chiamati “popoli della Scrittura”),
ma contaminate dall’esaltazione di Gesù come figlio di Dio e dalla
mancanza di riferimenti a Maometto. I cristiani hanno anche aggiunto
le false dottrine della Trinità e della natura divina di Cristo:
O
Gente della Scrittura, non eccedete nella vostra religione e non dite
su Allah altro che la verità. Il Messia Gesù, figlio di Maria non è
altro che un messaggero di Allah, una Sua parola che Egli pose in
Maria, uno spirito da Lui [proveniente]. Credete dunque in Allah e
nei Suoi Messaggeri. Non dite “Tre”, smettete! Sarà meglio per
voi. Invero Allah è un dio unico. Avrebbe un figlio? Gloria a Lui! A
Lui appartiene tutto quello che è nei cieli e tutto quello che è
sulla terra. Allah è sufficiente come garante.
(4:171).
Detto
ciò, alcuni maomettani affermano che l’Islam riconosce il
cristianesimo come religione lecita, ma il cristianesimo riconosciuto
dal Corano è diverso da quello praticato oggi. Il Corano dice di
Gesù che:
“Gli
demmo il Vangelo, in cui è guida e luce, a conferma della Torâh,
che era scesa precedentemente: monito e direzione per i timorati.
Giudichi
la gente del Vangelo in base a quello che Allah ha fatto scendere.
Coloro che non giudicano secondo quello che Allah ha fatto scendere,
questi sono gli iniqui. (5:46-47).
Quando
i maomettani hanno iniziato ad avere contatti con i cristiani, tali
versetti li hanno messi in una situazione difficile: secondo loro i
Vangeli davano prova della veridicità del messaggio di Maometto, e
che se i cristiani lo avessero visto si sarebbero convertiti
all’Islam. Invece i maomettani hanno scoperto che i Vangeli avevano
una visione di Gesù molto diversa dalla loro e che non contenevano
alcun accenno ad un profeta che avrebbe rivelato una grande verità.
A questo punto, i maomettani iniziarono a predicare che i cristiani
avevano corrotto il Vangelo che Allah aveva dato a Gesù.
Questa
idea è molto comune nel mondo islamico di oggi. Lo studioso
maomettano Abdullah Yusuf Ali, traduttore
di una versione inglese del Corano, include una nota riguardo al
Vangelo: “Lo Injil [Vangelo]
menzionato nel Corano non è il Nuovo Testamento e nemmeno i quattro
Vangeli ricevuti dalla Chiesa cristiana, ma un Vangelo originale
promulgato da Gesù così come la Tawrah [Torah] è stata promulgata
da Mosè e come il Corano da Muhammad al Mustafa
.”[61]
Ci
sono molti maomettani disposti a vivere in pace e in armonia con i
cristiani, così come ce ne sono tanti che sentono di avere una
giustificazione nel disprezzare i cristiani come corruttori della
parola di Allah.
Questa
è una fonte importante dell’inimicizia tra cristiani e maomettani,
resa più violenta dalla dottrina islamica della Jihad: ossia l’idea
che fare la guerra contro i non credenti fino alla loro morte, alla
conversione o alla sottomissione, sia parte dei doveri della comunità
maomettana. Questo trio di scelte, dichiarato da Maometto in persona,
è basato sul Corano e riservato a ebrei e cristiani:
Combattete
coloro che non credono in Allah e nell’Ultimo Giorno, che non vietano
quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la
gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità,
finché non versino umilmente il tributo, e siano soggiogati. (9:29)
La
persecuzione dei cristiani come tradizione
L’ultima
spedizione militare di Maometto è stata contro i cristiani bizantini
nella guarnigione araba di Tabuk, e poco
dopo la morte del loro profeta i maomettani hanno conquistato e
islamizzato le terre cristiane del Medio Oriente, del Nord Africa e
della Spagna. La Jihad si è spostata verso l’Europa cristiana e
continuò per secoli, fino alla conquista di Costantinopoli del 1453.
Nel Settembre del 1683 l’assedio ottomano di
Vienna venne infranto e l’ondata maomettana iniziò a calare, ma le
dottrine che hanno giustificato la Jihad non sono mai state riformate
o annullate. Con il ritorno dei sentimenti jihadisti del ventesimo
secolo sono tornate anche le persecuzioni anticristiane. Questa
storia, raccontata da una donna ottomana nel novecento, descrive i
sentimenti che si provavano a quei tempi e in quei luoghi:
Una
notte mio marito è tornato a casa e mi ha detto che il Padisha
aveva dato l’ordine di uccidere tutti i cristiani
del villaggio, anche i nostri vicini. Io ero molto arrabbiata, gli ho
detto che non mi importava chi avesse dato quegli ordini dato che
erano sbagliati. I nostri vicini erano sempre stati gentili verso di
noi e gli ho detto che se li avesse uccisi Allah ci avrebbe puniti.
Ho provato a fermarlo, ma lui li ha uccisi con le sue stesse
mani.[62]
La
popolazione cristiana in Turchia è passata dal 15 per
cento del 1920 all
uno per cento di oggi. In Siria è passata dal 33 per cento al dieci
per cento. A Betlemme nel 1948 l’85 per cento della popolazione era
cristiana. Oggi, la culla del cristianesimo conta il dodici per cento
di cristiani.[63]
I
cristiani nel mondo maomettano sentono parecchio il peso del passato.
Nell’ottobre del 2002 lo sceicco Omar Bakri Muhammad, un
sostenitore di Osama che ha vissuto per
anni in Gran Bretagna prima di esserne espulso, ha scritto che “Non
possiamo dire semplicemente che dato che non c’è il califfato non
possiamo ammazzare gli infedeli. Dobbiamo sottometterli alla Dhimma
in ogni caso
.”[64] La Dhimmah
è il contratto di protezione legale riservato
agli ebrei, ai cristiani e a poche altre religioni sotto il dominio
islamico. Quelli che accettano questa protezione sono cittadini di
seconda classe chiamati “dhimmi”. Nel
1999, lo sceicco palestinese Yussef
Salameh “apprezzava l’idea che i cristiani
diventassero Dhimmi e tale idea è diventata più diffusa dall’inizio
della seconda Intifada nell’ottobre del 2000.
”[65]
Durante
un sermone in una moschea della Mecca, lo sceicco Marzouq
Salem Al-Ghamdi ha ricordato le ingiunzioni relative ai
Dhimmi:
Se
gli infedeli vogliono vivere insieme ai credenti devono farlo secondo
le condizioni dettate dal Profeta: non c’è niente di male in ciò
fino a che paghino la Jizya alla tesoreria islamica. Le altre
condizioni impongono che non possano riparare le loro chiese e i loro
monasteri, che non ricostruiscano gli edifici religiosi che vengono
distrutti, che diano da mangiare per tre giorni a qualunque credente
che passi per le loro case, che si alzino per lasciare il posto a un
credente che vuole sedersi, che non si vestano e non parlino come un
credente, che non vadano a cavallo, che non portino alcun tipo di
arma, che non vendano vino, che non mostrino la croce, che non
suonino le campane, che non alzino la voce durante la preghiera, che
si radano la fronte per essere riconoscibili come infedeli, che non
incitino rivolte contro i credenti e che non alzino le mani contro i
credenti. Se violeranno una sola di quelle condizioni, allora non
avranno più protezione.
[66]
Queste
leggi non sono più state applicate negli ultimi sessant’anni, ma gli
jihadisti moderni premono per farle applicare di nuovo.
L’idea
che i cristiani si debbano sentire sottomessi nei paesi islamici
(come comanda il verso 9:29 del Corano)
è ancora attuale. Nel Marzo 2008 è stata
inaugurata la prima chiesa cattolica in Quatar, senza croci, campane,
campanili o insegne. Il pastore locale, Padre Tom Veneracion, spiega
che “la nostra idea era quella di
essere discreti e non offendere nessuno
.”[67]
Le
chiese della città islamica di Marawi, nelle
Filippine, hanno rinunciato a esporre la croce. Il prete locale,
Padre Teresito Soganub spiega che: “Per
evitare discussioni e situazioni spiacevoli ci limitiamo a portarci
la croce nel cuore”.
Reuters
riporta che Soganub “per non
irritare i suoi vicini musulmani non indossa il solino o il
crocefisso, e si è fatto crescere la barba”,
oltre
a celebrare pochi matrimoni dato che la tradizione cattolica
filippina prevede il consumo di un arrosto di maiale. [68]
E’
facile capire il motivo per questa reticenza. Lo sceicco saudita
Muhammad Saleh Al-Munajjid, predicando da
una moschea in Al-Damam, in Arabia Saudita, ha raccomandato i
genitori alla diffusione dell’odio verso ebrei e cristiani: “I
musulmani devono educare i loro figli alla Jihad. Questo è quello
che debbono fare: educare i bambini alla Jihad, all’odio verso gli
ebrei, i cristiani, e gli infedeli, ravvivare il fuoco della Jihad
nei loro animi. Questo è ciò di cui abbiamo bisogno ora
”[69]
Le
organizzazioni per i diritti umani e il loro silenzio criminale
Nel
Dicembre del 2007 Justus Reid Weiner, un
avvocato che si occupa di diritti umani, ha fatto un’affermazione che
si può applicare ai cristiani in tutto il mondo islamico, anche se
si riferiva ai cristiani in Palestina: “La
persecuzione dei cristiani palestinesi incontra l’indifferenza della
comunità internazionale, delle associazioni per i diritti umani, dei
media e delle ONG”.
Weiner
afferma che se non si farà niente a riguardo i cristiani locali
saranno estinti entro quindici anni, dato che “I
leader cristiani sono costretti ad abbandonare i loro seguaci alle
persecuzioni dell’Islam radicale
.”[70]
Questa
indifferenza si manifesta nel modo ridicolo in cui le organizzazioni
per i diritti umani trattano le persecuzioni dei cristiani, quando si
degnano di parlarne. Ad esempio il rapporto del 2007 di Amnesty
International sulla situazione dei diritti umani in Egitto
tratta la situazione dei cristiani copti in modo sbrigativo e
indifferente: “Ci sono rapporti di violenze settarie tra
cristiani e musulmani. Nell’aprile del 2006 ci sono stati tre giorni
di violenze religiose ad Alessandria con tre morti e dozzine di
feriti
.”[71] In realtà, le violenze
sono iniziate quando un maomettano ha accoltellato a morte un
cristiano in una chiesa e tre chiese sono state assalite da bande di
jihadisti armati. [72]
Sembra
che quando si parli di violenze contro i cristiani il silenzio sia la
norma. Il rapporto di Amnesty International sull’Indonesia parla di
attacchi contro le chiese e contro le minoranze religiose, ma non
dice da parte di chi. Secondo loro, a Sulawesi le persecuzioni
religiose sono la norma [73], ma non si parla dei responsabili.
Sembra che Amnesty International sia più interessata a proteggere
l’Islam dalle accuse di violazione dei diritti umani che a proteggere
i cristiani da tali violazioni. Sembra che il cristianesimo, anche il
cristianesimo copto in Egitto, sia troppo vicino agli USA e
all’Occidente per interessare le sensibilità multiculturali dei
professionisti dei diritti umani.
La
situazione è grave. Nell’Aprile 2006 il patriarca melkita greco
Gregory
III, che
vive a Damasco, ha dichiarato che “dopo
l’11 settembre è iniziato un complotto per eliminare tutte le
minoranze cristiane dal mondo arabo. La nostra esistenza rovina lo
stereotipo secondo cui gli arabi devono essere tutti musulmani e gli
occidentali tutti cristiani. Dopo la cacciata o la sparizione dei
caldei, degli assiri, degli ortodossi e dei cristiani latini, tutto
il Medio Oriente sarà ripulito dai cristiani e i due mondi, arabo e
cristiano, si troveranno faccia a faccia. A questo punto sarà più
facile provocare una guerra di religione. Questo è il motivo per cui
ho scritto una lettera a tutti i governatori arabi in cui spiegavo
quanto sia importante mantenere la presenza dei 15 milioni di
cristiani arabi in mezzo ai 260 milioni di musulmani.
”[74]
Alcuni
americani, cristiani e non, rimangono stupiti quando imparano che
esistono delle comunità cristiane nel mondo islamico e che tali
comunità soffrono persecuzioni. Altri rimangono indifferenti, dato
che la moda dell’ateismo chic vede tutte le religioni come degne di
disprezzo, qualunque sia il loro comportamento. Per loro, le vittime
delle persecuzioni stanno avendo quello che si meritano. Molti
occidentali, particolarmente quelli che si occupano di diritti umani,
vedono come vittime da proteggere solo i non cristiani e i non
europei. Tale idea cozza contro le persecuzioni dei cristiani in
tutto il Terzo Mondo.
Gli
Jihadisti islamici e i sostenitori della Shari’ah sono sempre più
brutali e arroganti grazie all’indifferenza dell’occidente. I loro
crimini contro i cristiani delle loro terre stanno crescendo sempre
di più e stanno lasciando un lago di sangue nei luoghi dove l’Islam
e la cristianità debbono convivere.
Robert
Spencer è uno studioso di storia islamica,
teologia e legge, direttore di Jihad Watch, un
programma del centro David Horowitz Freedom Center. Ha
scritto “The Politically Incorrect Guide to Islam (and the
Crusades)” e “The Truth About
Muhammad”. Il suo ultimo libro è “Religion
of Peace?”
Fonti:
http://www.aina.org/reports/mpoc.pdf
1.
Bill Guerin, “Poisoning the Peace in the Spice Islands,” Asia
Times Online, January 24, 2003, www.atimes.com
2.
Amy Chew, “Militant Laskar Jihad group disbands,” www.cnn.com,
October 16, 2002; Daniel Pipes, “What is Jihad,” New York Post,
December 31, 2002; Rod Dreher, “Do Christians Bleed?,” National
Review, September 16, 2002.
3.
Rod Dreher, “Do Christians Bleed?: Unreported persecution in the
Muslim world,” National Review, September 16, 2002.
4.
Sameer N. Yacoub, “Christian Priest Killed in Baghdad,”
Associated Press, April 5, 2008.
5.
Sameer N. Yacoub, “Archbishop kidnapped in Iraq dead,” Associated
Press, March 12, 2008.
6.
“Iraq: Kidnappers Behead Priest In Mosul,” Compass Direct News,
October 12, 2006.
7.
“Muslims Forcing Christian Assyrians in Baghdad Neighborhood to Pay
‘Protection Tax,’” Assyrian International News Agency, March
18, 2007.
8.
“Iraq: Militant Group Threatens Female Students in Kirkuk,” AKI,
June 6, 2006; Nimrod Raphaeli, “The Plight of Iraqi Christians,”
Middle East Media Research Institute, Inquiry and Analysis Series No.
213, March 22, 2005.
9.
Aid to the Church in Need, “Religious Freedom in the Majority
Islamic Countries 1998 Report: Iraq.”
http://www.alleanzacattolica.org/acs/acs_english/report_98/iraq.htm
10.
William Dalrymple, “The final place of refuge for Christians in the
Middle East is under threat,” The Guardian, September 2, 2006.
11.
“Love rumour sparks Muslim-Christian clash in Egypt,” Reuters,
February 13, 2007.
12.
“Egypt Christian activists held for ‘insulting Islam,’”
Middle East Times, August 9, 2007.
13.
“Egypt: Mobs Attack Churches Near Alexandria,” Compass Direct
News, June 15, 2007.
14.
Jubilee Campaign, “Muslim Extremists Pressure Egyptian Christians
to Convert to Islam,” February 23, 1999.
http://sikhnet.com/sikhnet/
discussion.nsf/By+Topic/b2a356d25fe67fa887256aef0079616e?Open
http://59.346.18.048plusf36:PJwojkw568423541554СЧ
15.
Jubilee Campaign, “Christian Girl Kidnappped and Forced to Marry
Muslim,” March 19, 1999, op. cit.
16.
Sara Pearsaul, “When Hell Broke Loose,”
http://www.persecutedchurch.org/know/story/story.htm.
17.
“Priest: Pakistan Short on Religious Freedom,” Zenit News Agency,
August 21, 2007.
18.
“Pakistan: Religious Minorities Told To Convert Or Die,” Compass
Direct News, August 16, 2007.
19.
“18 dead in Pakistan church shooting,” BBC, October 28, 2001.
20.
“Pakistan: Christmas Season Tense for Christians,” Compass Direct
News, December 14, 2001.
21.
Brian Saint-Paul, “The Crescent and the Gun,” Crisis, January
2002, p. 15.
22.
Khaled Abu Toameh, “Gaza’s Christians fear for their lives,”
Jerusalem Post, June 18, 2007.
23.
John Eibner and Charles Jacobs, “France and Germany Abet Genocide,”
Boston Globe, March 18, 2003.
24.
“Islamists burn to death Christian pastor, family,”
WorldNetDaily.com, June 4, 2003.
25.
“Religious rioters torch 10 buildings in Jigawa,” The Guardian
(Nigeria), September 21, 2006; “Muslim Fundamentalists Attack Xtian
Female Students in FUT,” Daily Champion (Lagos), reprinted at
AllAfrica.com, September 24, 2005.
26.
“Nigeria: Death Toll Mounts in Religious Conflict,” Compass Direc
News, December 14, 2001.
27.
Yara Bayoumy, “Beirut car bomb kills anti-Syrian MP,” Reuters,
September 19, 2007.
28.
Aid to the Church in Need, “Religious Freedom in the Majority
Islamic Countries 1998 Report: Algeria,”
http://www.alleanzacattolica.org/acs/acs_english/report_98/algeria.htm
29.
“Malawi: Christian Teachers Threatened,” Compass Direct News,
January 28, 2002.
30.
Aid to the Church in Need, “Religious Freedom in the Majority
Islamic Countries 1998 Report: Bangladesh,”
http://www.alleanzacattolica.org/acs/acs_english/report_98/bangladesh.htm
31.
Aid to the Church in Need, “Religious Freedom in the Majority
Islamic Countries 1998 Report: Libya,”
http://www.alleanzacattolica.org/acs/acs_english/report_98/libya.htm
32.
Aid to the Church in Need, “Religious Freedom in the Majority
Islamic Countries 1998 Report: Cyprus,”
http://www.alleanzacattolica.org/acs/acs_english/report_98/cyprus.htm
33.
Aid to the Church in Need, “Religious Freedom in the Majority
Islamic Countries 1998 Report: Turkey,”
http://www.alleanzacattolica.org/acs/acs_english/report_98/turkey.htm
34.
Aid to the Church in Need, “Religious Freedom in the Majority
Islamic Countries 1998 Report: Indonesia,”
http://www.alleanzacattolica.org/acs/acs_english/report_98/indonesia.htm
35.
“Indonesia: 110 Churches Closed In Three Years,” Compass Direct
News, April 2, 2008.
36.
Tim Johnston, “Three Indonesian girls beheaded,” BBC News,
October 29, 2005.
37.
“Indonesian militants get jail terms for beheadings,” Reuters,
March 21, 2007.
38.
Aid to the Church in Need, “Religious Freedom in the Majority
Islamic Countries 1998 Report: Saudi Arabia,”
http://www.alleanzacattolica.org/acs/acs_english/report_98/saudiarabia.htm
39.
Quoted in Martin Edwin Andersen, “For One Diplomat, the High Road
Is a Lonely One,” WorldNetDaily, February 11, 2002, www.wnd.com.
40.
“Saudi Arabia — Amnesty International Report 2001,”
http://www.web.amnesty.org/web/ar2001.nsf/webmepcountries/SAUDI+ARABIA?Open
41.
“Saudi Firm on Church Ban,” Associated Press, March 15, 2003.
42.
“Saudi Arabia: No churches unless prophet Mohammed recognised, says
expert,” AKI, March 20, 2008.
43.
Sahih Muslim, book 19, number 4366.
44.
‘Umdat al-Salik, o11.6.
45.
Bukhari, vol. 9, book 84, number 57.
46.
‘Umdat al-Salik, o8.1, o8.4.
47.
Robert Spencer, “Death to the Apostates,” FrontPageMagazine.com,
October 24, 2006.
48.
Sayed Salahuddin, “Man faces death over Christianity,” Reuters,
March 19, 2006.
49.
Afghanistan Constitution, Adopted by Grand Council on January 4,
2004. http://www.servat.unibe.ch/law/icl/af00000_.html
50.
Tim Albone, “Anger over Christian convert in Kabul who faces
death,” The Times, March 21, 2006.
51.
“Sudanese Prisoner Released From Hospital,” Compass Direct News,
June 1, 2001.
52.
Aid to the Church in Need, “Religious Freedom in the Majority
Islamic Countries 1998 Report: Morocco,
http://www.alleanzacattolica.org/acs/acs_english/report_98/morocco.htm
53.
Aid to the Church in Need, “Religious Freedom in the Majority
Islamic Countries 1998 Report: Jordan,”
http://www.alleanzacattolica.org/acs/acs_english/report_98/jordan.htm
54.
Robert Hussein, Apostate Son, Najiba Publishing Company, 1998, p.
120.
55.
Anh Nga Longva, “The apostasy law in the age of universal human
rights and citizenship: Some legal and political implications,” The
fourth Nordic conference on Middle Eastern Studies: The Middle East
in globalizing world, Oslo, 13-16 August 1998,
http://www.hf.uib.no/smi/pao/longva.html.
56.
Anh Nga Longva, “The apostasy law in the age of universal human
rights and citizenship: Some legal and political implications,” The
fourth Nordic conference on Middle Eastern Studies: The Middle East
in
globalizing
world, Oslo, 13-16 August 1998,
http://www.hf.uib.no/smi/pao/longva.html.
57.
Maggie Michael, “Threats force Egyptian convert to hide,”
Associated Press, August 12, 2007.
58.
Abdallah Daher, Sarah Pollak & Dale Hurd, “Ex-Muslim on the Run
for Conversion,” CBN News, March 27, 2008.
59.
“Government paints bull’s-eye on Christians,” WorldNetDaily,
February 15, 2008.
60.
Middle East Media Research Institute (MEMRI), “Friday Sermons in
Saudi Mosques: Review and Analysis,” MEMRI Special Report No. 10,
September 26, 2002. www.memri.org.
61.
Abdullah Yusuf Ali, “On the Injil,” The Meaning of the Holy
Qur’an, Amana Publications, 1999, p. 291.
62.
Quoted
in David Pryce-Jones, The Closed Circle: An Interpretation of the
Arabs, Ivan R. Dee, Publisher, 2002, pp. 31-2.
63.
Stephen Farrell and Rana Sabbagh Gargour, “‘All my staff at the
church have been killed – they disappeared,’” The Times, December
23, 2006.
64.
Middle East Media Research Institute (MEMRI), “Islamist Leader in
London: No Universal Jihad As Long As There is No Caliphate,” MEMRI
Special Dispatch No. 435, October 30, 2002.
65.
Jonathan Adelman and Agota Kuperman, “Christian Exodus from the
Middle East,” Foundation for the Defense of Democracies, December
19, 2001. Reprinted at:
http://www.defenddemocracy.org/publications/publications_show.htm?doc_id=155713.
66.
Middle East Media Research Institute (MEMRI), “Friday Sermons in
Saudi Mosques: Review and Analysis,” MEMRI Special Report No.
10,
September 26, 2002. www.memri.org. This sermon is undated, but it
recently appeared on the Saudi website www.alminbar.net.
http://45.768.4.830plusf32:Qiokyis489273561938ЛУ
67.
Sonia Verma, “First Catholic Church Opens in Qatar, Sparking Fear
of Backlash Against Christians,” FoxNews, March 14, 2008.
68.
Carmel Crimmins, “Philippines’ Islamic city proud to be
different,” Reuters, March 17, 2008.
69.
This sermon is undated. Like the others quoted here, it was posted at
the Saudi website Al-Minbar (www.alminbar.net).
70.
Etgar Lefkovits, “Expert: ‘Christian groups in PA to disappear,’”
Jerusalem Post, December 4, 2007.
71.
Amnesty International Report 2007: Egypt.
http://thereport.amnesty.org/eng/Regions/Middle-East-and-North-Africa/Egypt
72.
“Sectarian tensions flare in Egypt,” BBC News, April 16, 2006.
73.
Amnesty International Report 2007: Indonesia.
http://thereport.amnesty.org/eng/Regions/Asia-Pacific/Indonesia
74.
“We are the Church of Islam,” Interview with the patriarch of
Antioch Grégoire III Laham by Gianni Valente, 30 Days, April 2006.

2083 Una dichiarazione di indipendenza europea – Libro 2.29 Le Jihad in Asia e in Africa

2.29 Le Jihad in Asia e in Africa

Sura 9 Versetto 29
 
Combattete coloro che non credono in Allah e nell’Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura (Ebrei e Cristiani), che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo, e siano soggiogati.
 
Sura 9 Versetto 5
 
Quando poi siano trascorsi i mesi sacri, uccidete questi associatori ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati. Se poi si pentono, eseguono l’orazione e pagano la decima, lasciateli andare per la loro strada.
L’Islam ha massacrato più di 300 milioni di persone (non stiamo esagerando), tra cui indù, buddisti, animisti, pagani, cristiani, ebrei e zoroastriani. Intanto, nei suoi 1400 anni di storia, I maomettani hanno ridotto circa 300 milioni di persone in schiavitù. Questa non è storia vecchia, è un massacro che sta continuando su vari fronti in tutto il mondo.
Asia
Jihad in Afghanistan (maomettani contro indù e Sikhs)
Le pulizie etniche in Afghanistan sono iniziate nel 1992, quando il regime fondamentalista dei Mujahadeens è arrivato al potere e ha sfollato decine di migliaia di indù e di Sikh da Kabul, costringendoli a pagare un riscatto pur di poter scappare in Pakistan.
Jihad in Iran (maomettani contro cristiani e zorastriani)
Fonti:
1. http://www.holycrime.com/CrimeFlog24.asp
2. Mary Boyce, Zoroastrians: Their Religious Beliefs and Practices, London, 1979, 2001, and .A Persian Stronghold of Zoroastrianism (based on the Ratanbai Katrak lectures, 1975), Lanham, Maryland, 1989; During the initial jihad conquest of Persia, for example, 40,000 Zoroastrians were killed defending the royal city of Istakhr, where the religious library was housed.
3. Boyce, A Persian Stronghold of Zoroastrianism, pp. 7-8;
Jihad in Cecenia e in Dagestan
Durante l’Agosto e il Settembre del 1999, Shamil Basayev (in combutta col saudita Khattab, comandante dei Mujahedeen) ha guidato due armate composte da Ceceni, Dagestani, Arabi e Kazaki dalla Cecenia al Dagestan. Il loro scopo era aiutare i separatisti ceceni che stavano attaccando le forze russe nei villaggi di Kadar, Karamakhi e Chabanmakhi. Nel Settembre 1999, i militanti erano stati sconfitti e ricacciati in Cecenia. Diverse centinaia di persone sono cadute nel conflitto: l’esercito Russo riporta 279 caduti e circa 900 feriti.
Fonti:
http://www.ceri-sciencespo.com/publica/cemoti/textes38/roshchin.pdf
Jihad in Armenia
Situazione odierna:
L’Armenia non riesce a mantenere tassi di natalità sostenibili, anche per colpa della mancanza di supporto da parte dell’Europa e della pressione da parte dei maomettani turchi.
Jihad in Turchia
Esempio:
Si può dire che il genocidio degli elleni non sia mai finito, dato che i pochi sopravvissuti in territorio turco vengono ancora perseguitati, specialmente a Costantinopoli e a Imvros. Ad esempio, nel 1999 un bambino greco di sei anni è stato bruciato vivo dai turchi di Imvros. Il patriarcato ortodosso a Costantinopoli, l’equivalente ortodosso del Vaticano, viene attaccato spesso dai maomettani. Il trattato di Losanna, che dovrebbe garantire i diritti dei pochi sopravvissuti al genocidio, viene ignorato continuamente. I turchi invadono continuamente lo spazio marittimo e aereo dei greci, come atto di prepotenza. Se fosse per i turchi, i greci non avrebbero neanche diritto a vivere.

 

Jihad in Iraq (maomettani contro cristiani ed ebrei)
Attacchi contro le chiese in Iraq (2004-2008)
Il primo attentato contro una chiesa è avvenuto nel 26 Giugno del 2004, tra l’indifferenza generale. Due attentatori su una Opel hanno lanciato una granata contro la chiesa del Santo Spirito, a Mosul. Cinque settimane dopo, il primo Agosto del 2004, vari attentatori hanno attaccato cinque chiese, di cui quattro a Baghdad e una a Mosul. Dal 26 Giugno 2004 al 6 Gennaio 2008 sono state attaccate 52 chiese.
Fonti:
1. http://www.krg.org/articles/detail.asp?smap=02010200&lngnr=12&asnr=&anr=24003&rnr=73
2. http://www.danielpipes.org/article/161
Jihad in India (maomettani contro indù)
Fonti:
1.
http://www.rediff.com/news/1999/feb/12rajee1.htm The Rediff
Interview/ Francois Gautier
2.
http://www.geocities.com/prakashjm45/contratoihb.html
3.
http://www.geocities.com/prakashjm45/toi_gfis.html
4.
http://www.geocities.com/prakashjm45/faa.html
5.
http://www.geocities.com/prakashjm45/contratoihb.html#omg
6.
http://www.geocities.com/prakashjm45/
7.
http://www.mumbai-central.com/nukkad/aug2002/msg00168.html
http://islamicterrorism.wordpress.com/2008/04/18/prophet-muhammad-on-holy-war-against-al-hind-india/
 
Jihad in Pakistan (maomettani contro indù and cristiani)
Il Pakistan è uno dei molti paesi asiatici dove la maggioranza maomettana compie il genocidio verso le minoranze non maomettane. In Pakistan, la distruzione dei templi indù e delle chiese è un atto quotidiano.
Fonti:
http://www.unhcr.org/refworld/publisher,HRW,,PAK,3ae6a7d58,0.html
http://india_reFonti.tripod.com/pakistan.html
a.
According to Discover the Working Child, “On some [brick-kiln] sites as many as 14 children for every 10 adults have been found working,” p. 16.
b.
Human Rights Commission of Pakistan, Bonded Labour in the Brick-kiln Industry of Pakistan, p. 2.
c.
Religious minorities in Pakistan (indù, cristiani, Ahmadis, and Parsis) constitute less than 5 percent of the total population.
d.
Human Rights Watch interview, Lahore, November 1993.
10.
The exchange rate for Pakistani rupees [currency] at the time of publication was U.S. $1= Rs.30.
e.
Human Rights Watch interview, brick-kiln near Kasur, October 1993.
f.
Human Rights Watch interview, Lahore, October 1993.
g.
Human Rights Watch interview, brick-kiln on the outskirts of Lahore, October 1993.
h.
Human Rights Watch interview, brick-kiln on the outskirts of Lahore, October 1993.
Jihad contro gli indù del Kashmir (Genocidio e guerriglia demografica)
Fonti:
1.
Bhat, A (Ed). (2003). Kashmiri Pandits: Problems and Perspectives. New Delhi: Rupa.
2.
Evans, A. (2002, March 1). A Departure from History: Kashmiri Pandits, 1990-2001. Contemporary South Asia, 11(1), 19-37.
3.
Pant, K. (1987). The Kashmiri Pandit: Story of a Community in Exile in the Nineteenth and Twentieth Centuries. Delhi: Allied.
4.
Said, E. (1995). The Politics of Dispossession: The Struggle for Self-Determination, 1969-1994. London: Vintage.
5.
Sazawal, V. (2000, April). A New Focus, a New Vision. Koshur Samachar, 3.
6.
http://www.iakf.org/main/index.php?module=article&view=173

7. http://islamicterrorism.wordpress.com/2008/06/21/190190-the-day-when-kashmiri-pandits-fled-islamic-terror/

Jihad in Bangladesh (maomettani contro indù)
Il Bangladesh ha una popolazione di circa 120 milioni, di cui quasi l’88 per cento maomettana.
Esempi:
La HRCBM, un’organizzazione di Santa Clara che investiga sulle violazioni dei diritti umani nel Bangladesh, ha riportato alcuni degli attacchi contro gli indù avvenuti nel 2000:
Il 29 Marzo del 2000, Malarani Roy è stata rapita da una banda di maomettani dal suo villaggio di Karagola, picchiata e violentata. La polizia locale si è rifiutata di aprire un’investigazione. Il 26 Giugno, una banda di maomettani ha intimato a Smriti Rani Saha della città di Sirajganj ad emigrare in India. Al suo rifiuto, è stata rapita, violentata e uccisa. Il 28 Maggio, Debasish Saha della città di Poradaha è stata fucilata da una banda di maomettani. Il 4 Giugno, Mayaram Tripura del villaggio di Balipara è stata fucilata dai maomettani locali. Il 6 Ottobre del 2000, i maomettani hanno offerto namaaz alla moschea del Gajipur Jama, si sono recati al templio indù della dea Kali, hanno distrutto il puja pandal, abbattuto le statue e saccheggiato i negozi degli abitanti di fede
indù.
 Jihad nella Thailandia del sud (maomettani contro buddisti)
Aree:
Pattani, Yala, Narathiwat and Songkhla
Jihad nelle Filippine del sud (maomettani contro cristiani)
Aree:
Mindanao and Sulu-arkipelet, Basilan, Sulu and Tawi-Tawi.
Jihad a Timor Est(maomettani contro cristiani)
I maomettani indonesiani hanno massacrato un terzo della popolazione locale, dato che avevano abbracciato la fede cattolica.
Jihad in Indonesia (maomettani contro cristiani)
In Indonesia ci sono vari conflitti a sfondo religioso in cui la minoranza cristiana è a rischio di estinzione.
Jihad nello Xinjiang, Cina orientale (maomettani contro Buddisti)
I maomettani di etnia Uighur hanno lottato per decenni contro il dominio cinese. Il partito islamico del Turkestan vuole fondare una repubblica maomettana per ospitare gli Uighur. I media occidentali hanno deprecato le azioni del governo cinese contro i “poveri ribelli”
Africa
Jihad in Egitto
Jihad contro Copti.
L’Egitto sostiene la Jihad del Sudan e vede un Sudan maomettano come un possibile alleato durante un conflitto futuro contro l’Etiopia.
Jihad in Marocco, Algeria, Tunisia Libia[1]
In Marocco, Algeria e in Libia il cristianesimo si è estinto causa secoli di genocidi, persecuzioni e dhimmitude. L’ebraismo è sopravvissuto a stento [1].
Le Jihad a sfondo razziale (arabizzazioni) sono ancora in corso. Ad esempio, in Libia ci sono attacchi continui contro gli africani di pelle nera. Durante uno di tali attentati, un diplomatico del Chad è stato appeso a un palo e lasciato al ludibrio della folla [2].
Fonti:
1.
http://www.danielpipes.org/article/161
2.
http://www.mail-archive.com/osint@yahoogroups.com/msg31648.html
Jihad in Kenya
http://www.danielpipes.org/comments/118346
Jihad in Sudan (maomettani contro cristiani ed animisti)
http://www.danielpipes.org/article/5325
http://www.danielpipes.org/blog/comments/109331
http://en.wikipedia.org/wiki/Muslim_brotherhood#cite_note-59
Fin da quando il Sudan è caduto sotto il dominio maomettano negli anni ’80, ci sono stati un milione e mezzo di cristiani e animisti che hanno subito attacchi, omicidi e privazioni.
Jihad in Nigeria
In ogni paese dove i maomettani comandano, i cristiani vengono assaliti e uccisi. Uno di tali attacchi è avvenuto in Nigeria nel 1967, quando gli Ibos di fede cristiana, molto più operosi e avanzati dei loro sovrani maomettani, si sono ribellati e hanno dichiarato l’indipendenza del Biafra, anche come reazione ai massacri a cui venivano sottoposti dai maomettani in tutta la Nigeria. Il mondo occidentale non ha fatto nulla per aiutare gli Ibo, neanche quando i maomettani usavano aeroplani dell’aviazione egiziana per bombardare i loro villaggi. Solo due nazioni al mondo riconobbero il Biafra: Israele e Ghana (Kwame Nkrumah, Osagyefo, non ne sapeva niente di economia ma conosceva bene l’Islam).
Nel 1969, il leader del Biafra, Colonnello Ojukwu, faceva la sua famosa dichiarazione di Ahiara in cui spiegava come il conflitto fosse motivato dalla difesa dei cristiani nigeriani contro la Jihad maomettana condotta dalla giunta militare che aveva rubato le ricchezze petrolifere nigeriane.
Il mondo occidentale non ha mai fatto niente per aiutare il Biafra nella sua lotta per la sopravvivenza contro la Jihad.
Fonti:
http://en.wikipedia.org/wiki/Ijaw
http://en.wikipedia.org/wiki/Niger_Delta_conflicts
http://www.mail-archive.com/osint@yahoogroups.com/msg31648.html
Jihad in Costa d’Avorio e in Togo
I cristiani ivoriani e togolesi sono sotto assalto. Quelli che possono, stanno scappando dalla minaccia maomettana.
Jihad razziale contro i neri in Mali e in Mauritania (Arabizzazione)
In Mali e in Mauritania gli africani di pelle nera sono trattati come schiavi, ma la Lega Araba non fa sentire neanche una sillaba di protesta nonostante entrambi i paesi ne siano membri.
I maomettani di pelle nera e di etnia non araba vengono uccisi e rapinati del bestiame e del territorio. I sopravvissuti riportano che i loro assassini erano in cerca di africani di pelle nera da uccidere. Ci sono milioni di episodi simili in Darfur e in Sudan, ma i media occidentali non ne parlano mai.
Ci si può chiedere come mai ci sia così tanta paura di dire la verità riguardo a una religione che fa da paravento per un’ideologia di supremazia razziale araba.
Fonti:
http://www.mail-archive.com/osint@yahoogroups.com/msg31648.html
Jihad in Etiopia
Cristiani 60.8%
Maomettani 32.8% (censimento del 1994)
La guerriglia demografica (aumento esponenziale della popolazione maomettana) e le pretese dei maomettani stanno cambiando la natura dello stato etiope.
Ci sono Jihad anche in questi paesi:
  • Uzbekistan
  • Tajikistan
  • Eritrea
  • Tanzania
  • Chad
  • Angola
  • Giordania
  • Emirati Arabi
  • Qatar
  • Nepal
  • Maldive
  • Australia
  • Argentina
 … e in tutti i luoghi del mondo in cui i maomettani seguono i precetti della loro religione:
“Combattete coloro che non credono in Allah e nell’Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo, e siano soggiogati. ” 
 Corano Sura 9:29
Genocidi jihaidsti contro i cristiani
Per una lista più completa, si veda:
www.aina.org.

2.30 Lista generale degli attacchi terroristici jihadisti

Nessun media europeo cerca di tenere conto degli attacchi terroristici jihadisti. C’è un sito che sta cercando di svolgere tale compito:
I maomettani hanno compiuto più di 13.000 attacchi terroristici fin dall’11 Settembre (stiamo scrivendo nel Maggio 2009). Ecco una breve lista:
Lista parziale degli attacchi terroristici maomettani nello spazio di 2 mesi, dal 22/08/2008 al 20/10/2008

 

Data
Paese
Città
Morti
Feriti
Descrizione
10/20/2008 Afghanistan Kunduz 7 0 Sette persone di cui cinque bambini uccisi da un kamikaze Fedayeen.
10/20/2008 Somalia Hudur 1 0 Un volontario UNICEF fucilato dai fondamentalisti.
10/20/2008 Thailandia Narathiwat 2 6 I maomettani sparano su un camion di ritorno da un evento sportivo, uccidendo due passeggeri.
10/20/2008 Afghanistan Kabul 1 0 Una volontaria fucilata dai Sunniti perchè temevano che stesse predicando la fede cristiana.
10/19/2008 Thailandia Pattani 1 1 Maomettani sparano su una casa uccidendo un neonato.
10/19/2008 Thailandia Yala 1 0 Un raccoglitore di gomma sessantenne ucciso dai militanti maomettani.
10/19/2008 Pakistan Khyber 1 1 Una donna uccisa da una bomba piazzata dai maomettani in un mercato.
10/19/2008 Pakistan Swat 1 0 Un’imboscata talebana lascia un morto tra i soldati.
10/19/2008 Iraq Baghdad 2 15 Attentatori Mujahideen uccidono due civili.
10/19/2008 Iraq Balad 5 3 Attentatori di al-Qaeda fanno fuoco su una casa uccidendo cinque persone.
10/18/2008 Ingushetia Muzhichi 2 5 Militanti maomettani uccidono due soldati locali in un’imboscata.
10/18/2008 Afghanistan Kandahar 2 0 Padre e figlio uccisi dai Sunniti davani a una moschea.
10/18/2008 Thailand Pattani 1 2 Maomettani sparano su una famiglia, uccidendo il padre e ferendo moglie e figlio di cinque anni.
10/18/2008 Thailand Narathiwat 1 0 Un giovane operaio viene ucciso dai Mujahideen.
10/18/2008 Iraq Samarra 11 0 Undici iracheni rapiti l’anno prima vengono ritrovati in una fossa comune.
10/18/2008 Iraq Baquba 1 4 Una donna uccisa e quattro parenti feriti da una bomba dei Mujhideen.
10/17/2008 Iraq Baghdad 3 7 I maomettani fanno esplodere una bomba davanti a una moschea uccidendo tre civili.
10/17/2008 Iraq Kut 1 0 I fondamentalisti sparano e uccidono una donna perchè incinta ma non sposata.
10/17/2008 India Jaipur 0 1 Un maomettano tradizionalista brucia viva una bambina di undici ann per avere indossato rossetto e abiti considerati inappropriati.
10/16/2008 Algeria Algiers 1 0 Un ragazzino viene rapito e decapitato dai maomettani integralisti.
10/16/2008 Afghanistan Maiwand 31 0 I Talebani fermano un autobus e decapitano i 31 passeggeri dopo averli fucilati.
10/16/2008 Pakistan Swat 5 15 Un’autobomba Fedayeen uccide cinque pakistani in una stazione di polizia.
10/16/2008 Afghanistan Paktika 1 0 Un poliziotto fanatico uccide un soldato americano durante un’imboscata.
10/16/2008 Pakistan Miranshah 1 0 Un rifugiato afgano viene decapitato dai Talebani.
10/16/2008 Iraq Buhriz 1 1 I Mujahideen uccidono un pastore di sei anni e ne feriscono un altro.
10/15/2008 Giordania Amman 1 0 Un maomettano spara alla sua figlia sedicenne perchè pensa che abbia avuto rapporti sessuali.
10/15/2008 Iraq Karbala 22 0 Viene scoperta una fossa comune contenente i resti di 22 pastori.
10/15/2008 Iraq Baghdad 7 18 Una bomba e un attacco di mortaio da parte dei Mujahideen in una moschea uccidono sette civili.
10/15/2008 Afghanistan Lashkar
Gah
6 0 Sei poliziotti locali vengono uccisi durante un’imboscata da parte dei Talebani.
10/15/2008 Pakistan Swat 2 0 I Talebani uccidono marito e moglie in un’abitazione locale.
10/15/2008 Pakistan Swat 3 0 Tre persone, di cui due fratelli, uccisi durante una sparatoria contro i Jihadisti.
10/15/2008 Algeria Setif 3 2 I fondamentalisti uccidono tre guardie locali durante un’attentato.
10/14/2008 Filippine North
Cotabato
1 0 I maomettani attaccano un villaggio cristiano, uccidendo un civile e sfollando molti altri.
10/14/2008 Afghanistan Uruzgan 9 6 Due bambini tra le vittime di un attentato talebano contro un autobus.
10/14/2008 Afghanistan Kandahar 1 0 Gli estremisti assassinano un impiegato statale che si occupava dell’aiuto alle vedove di guerra.
10/14/2008 Pakistan Kabal 1 0 I Sunniti rapiscono, torturano e decapitano un soldato locale.
10/14/2008 India Poonch 2 0 I Mujahideen uccidono due soldati locali durante due imboscate.
10/14/2008 Somalia Mogadishu 1 0 I maomettani assassinano il guidatore di un gruppo di volontari.
10/13/2008 Pakistan Darra
Adam Khel
1 4 Un missile lanciato dai Sunniti uccide un agente di sicurezza locale.
10/13/2008 Pakistan Murid
Wal
1 0 Un giovane viene costretto a uccidere sua madre dato che si rifiutava di interrompere una relazione considerata “illecita”: delitto d’onore.
10/13/2008 Somalia Mogadishu 2 23 Due membri della missione African Union vengono uccisi durante un attacco.
10/13/2008 Afghanistan Ghazni 6 2 Gli estremisti religiosi uccidono sei civili con un’autobomba.
10/12/2008 Iraq Baghdad 9 11 Un’autobomba degli Jihadisti lascia nove vittime civili.
10/12/2008 Iraq Mosul 1 1 Un negoziante cristiano viene fucilato dai maomettani nel suo negozio di articoli musicali.
10/12/2008 Iraq Mosul 5 11 I Mujahideen
uccidono cinque iracheni.
10/12/2008 Afghanistan Khost 2 3 Una donna e suo figlio sono tra le vittime dei missili sparati dai Talebani sulle case.
10/12/2008 Pakistan Khyber 3 0 Tre uomini fucilati dai fanatici maomettani.
10/12/2008 Somalia Kismayo 1 0 I maomettani fucilano un uomo appena rilasciato dalla prigione.
10/12/2008 Thailand Pattani 1 0 I maomettani fucilano un uomo di fronte a sua figlia di otto anni.
10/11/2008 Iraq Mosul 3 0 Si rirovano i corpi di tre cristiani rapiti dai maomettani.
10/11/2008 Filippine Sultan
Kudarat
5 5 I maomettani attaccano un villaggio cristiano, uccidendo cinque civili e rapendone due per usarli come scudi umani.
10/11/2008 Pakistan Mailsi 1 0 Un uomo viene torturato e ucciso dal figlio della sua fidanzata per aver avuto una “relazione illecita”
10/10/2008 Afghanistan Khost 2 3 Due persone uccise da un kamikaze Talebano.
10/10/2008 Iraq Mosul 2 0 Due cristiani fucilati dai maomettani in un posto di blocco.
10/10/2008 Pakistan Charbagh 1 0 I Sunniti bruciano due scuole femminili e uccidono un civile.
10/10/2008 Iraq Mosul 39 53 I Mujahideen uccidono circa quaranta iracheni con due autobombe.
10/10/2008 Iraq Baghdad 12 26 Attentatori jihadisti uccidono dodici iracheni in un centro commerciale.
10/10/2008 Pakistan Orakzai 82 160 Un attentatore Fedayeen uccide circa ottanta persone durante un meeting tribale.
10/9/2008 Pakistan Islamabad 10 21 Dieci persone uccise da una bomba dei Mujahideen, tra cui quattro studentesse.
10/9/2008 Iraq Tal
Afar
2 3 I Mujahideen fanno saltare un ristorante, uccidendo due clienti.
10/9/2008 Iraq Habaniya 3 8 Un kamikaze uccide tre iracheni.
10/9/2008 Pakistan Bajaur 4 0 Quattro capi tribali vengono rapiti e decapitati in nome di Allah.
10/9/2008 Afghanistan Uruzgan 6 9 Una sparatoria causata dai maomettani lascia donne e bambini come vittime.
10/9/2008 Iraq Udhaim 4 5 Due bambini tra le vittime delle bombe degli Jihadisti.
10/8/2008 Iraq Baquba 10 19 Una donna Fedayeen uccide dieci iracheni davanti a un tribunale.
10/8/2008 Iraq Mosul 2 0 I maomettani uccidono due cristiani in due attacchi.
10/8/2008 Libano Ain
al-Helweh
1 0 I fondamentalisti fucilano un attivista di Fatah.
10/7/2008 Thailandia Narathiwat 1 1 I maomettani uccidono un camionista e feriscono gravemente suo figlio.
10/7/2008 Somalia Beledweyne 1 0 I miliziani maomettani uccidono un civile in un mercato.
10/7/2008 Algeria M’sila 2 0 Un maggiore dell’esercito viene ucciso da una bomba lasciata dai maomettani sul corpo di un militare.
10/7/2008 Iraq Mosul 1 0 I maomettani uccidono il proprietario cristiano di una farmacia.
10/7/2008 Iraq Mosul 2 0 Due cristiani, padre e figlio, vengono fucilati dagli attivisti della “Religione di Pace”.
10/6/2008 Somalia Mogadishu 17 35 Vari bambini tra le diciassette vittime di una bomba di mortaio scagliata su un mercato di al-Shabab.
10/6/2008 Somalia Merka 1 2 I maomettani attaccano un veicolo che trasportava aiuti umanitari, uccidendo un volontario.
Purtroppo questa è solo la punta dell’iceberg. Ci sono centinaia di attacchi al giorno, in tutto il mondo. Nessuno ne parlerà mai.

Teste di minchia parte 8 – Come avere una discussione con un maomettano

Cari amici, oggi vi spiegherò come avere un dialogo corretto, tranquillo e soprattutto civile con uno dei nostri amici maomettani. Buona lettura.

Inizia il dibattito

Maomettano: L’Islam è una religione di pace, l’Islam condanna il terrorismo, rispetta le donne, rispetta cristiani e atei. L’Islam è il futuro d’Europa, tutto quello che si dice di male dell’Islam è propaganda razzista! La Shari’ah è bellissima!

Infedele: I paesi maomettani sono dei cessi, delle dittature mostruose. E poi, se l’Islam e la Shari’ah sono così belli cosa ci fai qui?

 
Maomettano: I dittatori e i terroristi sono pochi fanatici isolati che non hanno capito niente del vero Islam! E poi, tutte le cose cattive che si dicono su di noi sono false! Perchè i gionalisti sono tutti razzisti!
Infedele: OK, eccoti questo verso del Corano in cui si ordina di ammazzare, rapinare, decapitare e stuprare gli infedeli.
Maomettano: E’ un versetto preso fuori dal contesto!
Infedele: OK, eccoti il contesto con tutta la Sura. Come vedi, adesso è ancora peggio.
Maomettano: La traduzione è sbagliata! Non è quella ufficiale! E poi, non puoi capire il Corano se non lo studi in Arabo!
Infedele: Primo, ci sono varie traduzioni, e dicono tutte più o meno la stessa cosa. Secondo, se il Corano è la verità universale come mai lo si può capire solo in Arabo? Se è per questo, la maggior parte dei musulmani non parla l’arabo…
Maomettano: Guardati questo video e capirai tutto! (Linka a un video di Youtube di propaganda maomettana)
Infedele: Quel video è propaganda di quella ridicola, si limita a dire che l’Islam è bello e giusto senza spiegare niente.

Maomettano: Dimmi la verità, sei un ebreo, vero?

Infedele: No, proprio no. E poi che minchia c’entra? Stiamo parlando dell’Islam…

Maomettano: Non sai niente dell’Islam! L’Islam conquisterà l’Europa!Infedele: Conosco l’Islam meglio di te.

Maomettano: Leggiti il Corano in Arabo e capirai tutto! Tu non hai capito niente dell’Islam! Sei un RAZZISTA! RAZZISTA! RAZZISTA! NAZISTA! RAZZISTA! FASCIO DI MERDA!

Infedele: Minchia, questo è impazzito del tutto. Meglio se scappo.

 

Maomettano: Troppo tardi infedele! Pagherai per le tue offese! ALLAH AKBAAAAAAAR!

Ecco, questa è la tipica situazione con cui ci si trova ad avere a che fare quando si cerca di discutere con i nostri amici maomettani. Ovviamente questo dipende dalla forza politica dell’Islam nel luogo in cui avviene la discussione. In Europa, probabilmente il maomettano dirà “Scusa, non parlo bene lingua, non posso spiegare bene ma Islam bello e pacifico“. Nel frattempo il maomettano si segnerà il tuo nome e la tua faccia per catalogarti come persona da mettere al muro al momento della presa del potere. In un posto dove i maomettani hanno la maggioranza, si andrà direttamente all’ultima vignetta. Il mio consiglio: evitare di discutere con maomettani, a meno che non si parli di pizza e di calcio. E’ meglio non farsi schedare finché possibile.

Inoltre, i maomettani hanno imparato che per un europeo l’accusa di razzismo è una cosa orribile che causa grande sofferenza, anche quando è del tutto immotivata. Quando un maomettano o un filo-islamico si rende conto di non potere rispondere dato che ha torto, si metterà a urlare: “RAZZISTA! RAZZISTA! RAZZISTA!“, nella speranza di zittire l’interlocutore. A questo punto basta rispondere: “No, l’Islam è una religione, non una razza. Io non sono razzista“. Ovviamente lui non capirà niente e continuerà a strillare, ma avrete ottenuto ragione di fronte agli spettatori (almeno quelli calmi e razionali). Anche se molti non diranno niente, sarà lui ad avere fatto la figura del pazzo isterico. La maggior parte di quelli che vengono a criticare mi dicono “questo blog è razzista“, dimostrando di non avere capito una minchia. In tal caso ban e cancellazione, nessuno mi paga per moderare il blog e nessuno gli ha ordinato di venire qui a scassare il cazzo.Il problema è che molti italiani sono cagasotto di professione, portati a dare automaticamente ragione alle persone violente e pericolose nella speranza di non farsi pestare. Riguardo a questo non si può fare nulla.

Memento per chi voglia discutere con un maomettano

 

2083 an European declaration of independence – Libro 2.10 Il femminismo causa l’oppressione femminile


2.10 Il femminismo causa l’oppressione femminile

Autore:
Fjordman
Secondo Heather MacDonald[1], la presa di potere delle femministe di Harvard è imminente. L’università sta per nominare come presidente la femminista radicale Drew Gilpin Faust, in successione a Lawrence Summers. Le idee brutalmente oneste di Summers hanno messo le assunzioni e le promozioni in mano alle femministe. La Task Force ha vinto un finanziamento di 50
milioni di dollari per la “diversità” ad Harvard.
Come presidente della facoltà, Lawrence Summers ha tenuto un discorso[2] in cui osava suggerire che il fatto che ci siano più scienziati uomini sia dovuto alle differenze innate tra i sessi. Questa tesi è plausibile. Secondo il Dr. Paul Irwing[3] dell’università di Manchester, tra le persone con IQ maggiore di 120 gli uomini sono il doppio. Tra quelle con IQ maggiore di 170 gli uomini sono trenta volte le donne. Ci sono altri studi che indicano il numero spropositato di uomini con intelligenza elevatissima. Anche se Summers avesse torto, rimane il fatto che non è una buona idea trovarsi in un ambiente in cui alcuni argomenti non si possono toccare. Uno dei punti di forza della civiltà occidentale è la nostra voglia di farci domande su tutto. La “Political Correctness” è anti occidentale nella forma e nell’intento. E’ da notare che le femministe sono l’avanguardia della PC[4], la stessa ideologia che ha impedito alle nostre università di difendersi contro la minaccia dei maomettani.
La cosa peggiore è che ci sono femministe che affermano che il velo o il burkha rappresentano “una forma alternativa di femminismo”. La dottoressa Wairimu Njambi è un’insegnante ausiliario di “studi femminili” presso la Florida Atlantic University. Buona parte dei suoi studi è relativa al fatto che la pratica della mutilazione genitale femminile (FGM) è un trionfo del femminismo e che dire altrimenti è razzista. Secondo la Njambi le azioni contro la FGM perpetuano un affermazione colonialista in cui si prende l’immagine della donna occidentale e la si impone come normale e universale.
L’università di Harvard ha appena ricevuto una donazione da venti milioni di dollari[5] dal principe Al-Waleed bin Talal bin Abdul Aziz Al-Saud, membro della famiglia reale saudita. Tale donazione servirà a finanziare gli studi islamici. Non ci sono dubbi che quei fondi verranno usati per influenzare i programmi ministeriali in modo da renderli meno “islamofobi”. Le istituzioni universitarie come Harvard stanno facendo da strumenti di propaganda saudita e da sostegno per le femministe radicali. Questo può sembrare un paradosso, ma solo se non si tiene conto del fatto che sauditi e femministe hanno in comune l’odio per la cultura occidentale con la sua “storia di oppressione e di ingiustizia”. Forse le femministe non hanno ascoltato il loro collega di Harvard, il Charles Fried, quando gli ha detto che [6] “Il più grande nemico della libertà è sempre stato travestito da strada verso il bene superiore.”
Il femminismo ci ha danneggiati con le sue visioni ipocrite, che hanno spianato la strada all’infiltrazione dei maomettani. Il loro credo ufficiale è che uomini e donne non sono solo uguali, ma identici, eppure da certi punti di vista le donne sono superiori. La logica dice che queste due affermazioni non sono compatibili, ma ciò non preoccupa le femministe. Questo sistema “due pesi e due misure” è simile a quello del multiculturalismo, in cui tutte le culture sono uguali, ma la cultura occidentale è inferiore e malvagia.
C’è una tecnica inventata dal neo marxista Herbert Marcuse nel 1965, chiamata “Tolleranza repressiva”. In breve, coloro che appartengono al gruppo dominante della società dovranno perdere la
loro libertà di parola e dovrà essergli impedito di esprimersi, in modo da rettificare l’oppressione istituzionale della società. Le idee di Marcuse[7] hanno avuto un grosso impatto negli anni ’60 e ’70, periodo in cui lui consigliava il sesso libero come metodo per liberarsi dalla moralità religiosa. Il Prof. Bernard Lewis nel The Jerusalem Post scrive che [8] l’Islam potrebbe diventare la forza dominante in un Europa in cui gli europei hanno perso la sicurezza in sé stessi e non hanno rispetto per la loro stessa cultura. Il Prof. Lewis non lo dice, ma questo è il risultato di decenni di demonizzazione della nostra cultura da parte degli accademici di sinistra, tra cui le femministe radicali. L’obiettivo delle femministe radicali non è mai stata la parità tra i sessi, ma la distruzione della famiglia nucleare e di tutta la società occidentale in generale.
Nel 1981, Ellen Willis, socialista democratica e fondatrice di Redstockings, un gruppo femminista radicale, ha dichiarato al giornale di sinistra “The Nation” che: “Il femminismo non è una lotta verso un obiettivo, ma il battistrada per una rivoluzione nei valori morali e culturali (…) L’obiettivo di ogni riforma femminista, dall’aborto (…) all’educazione infantile, è la distruzione dei valori tradizionali della famiglia”. La femminista Simone de Beauvoir ha affermato che[10] Nessuna donna dovrebbe avere la possibilità di restare a casa a badare ai bambini (…) dato che se potessero scegliere, molte donne preferirebbero questa scelta.”
Dopo due generazioni di femministe radicali la Willis e la Beauvoir hanno avuto quello che volevano: l’occidente ha tassi di divorzio altissimi e tassi di natalità bassissimi, che hanno causato un vuoto culturale e demografico tale da renderci vulnerabili all’attacco dell’Islam.Con tutto questo, le femministe non sono  ancora soddisfatte. Il designer di giocattoli Anders Nelson, dell’istituto svedese della tecnologia, ha avvertito i genitori che [11] i giocattoli sono sempre più differenti tra bambini e bambine: “Molti credono che bambini e bambine vogliano cose differenti. Gli adulti devono considerare le strutture delle differenze di genere, cosa che per i bambini sono istintive e indiscutibili.” In pratica, il designer sta incoraggiando i genitori a comprare giocattoli unisex, dato che le Barbie per le bambine e le automobiline per i bambini sono sessiste. Questo è ciò che succede in una cultura ammattita dalla Political Correctness.
La politica marxista svedese Gudrun Schyman ha suggerito una tassa[12] sugli uomini svedesi, tassandoli collettivamente per le violenze sulle donne. Nel 2002 la stessa Schyman dichiarava pubblicamente che gli uomini svedesi erano come i Talebani. Un giornalista del giornale Aftonbladet rispondeva dicendo che Schyman aveva ragione e che tutti gli uomini sono come i talebani.La misandria, l’odio patologico verso gli uomini, non è meno comune della misoginia, l’odio patologico verso le donne. La differenza è che la prima è socialmente accettabile.

Quando il politico Kjetil Vevle si presentò a un’assemblea[13] che doveva pianificare le dimostrazioni per le proteste dell’otto marzo a Bergen, in Norvegia, si sentì dire che gli uomini non avevano
diritto al voto in assemblea, neanche i femministi più impegnati. Le organizzatrici non ritenevano che ciò fosse un problema, dato che per loro il fatto che gli uomini avessero la possibilità di parlare gli sembrava già una concessione. Un altro punto da tenere in considerazione è il fatto che i paesi come Svezia e Norvegia affermano di essere i paradisi dell’eguaglianza tra i sessi [14], eppure in quei paesi i due sessi vivono completamente separati, molto più che negli altri paesi. Il femminismo radicale ha portato i sessi a non fidarsi l’uno dell’altro, e non ha cancellato la tendenza naturale all’attrazione tra uomini mascolini e donne femminili, anche a costo di andare a cercare un partner in un altro paese. C’è un numero enorme di scandinavi che ha trovato moglie in Asia, America latina o in altri paesi dove il ruolo della donna è ancora quello tradizionale. Ci sono anche molte donne che hanno trovato il loro partner in un paese più conservatore. Non tutti fanno così, ma la tendenza è ben visibile. Gli scandinavi si vantano di avere “la parità dei sessi”, eppure sono costretti ad andare dall’altra parte del mondo per cercare qualcuno che valga la pena sposare!
Norvegia e Svezia hanno tassi di divorzio altissimi. I ragazzi crescono in un ambiente in cui la mascolinità viene demonizzata e in cui vengono visti come inferiori alle donne. A molti ragazzi viene detto che gli uomini sono obsoleti e che presto saranno estinti. Le culture femministe finiscono sempre per essere distrutte, dato che i loro uomini diventano troppo deboli e demoralizzati per proteggere le loro donne, oppure perchè si sono talmente rotti le scatole di essere maltrattati in continuazione che non gli interessa più difenderle. Se “tutti gli uomini sono porci” e se “sono tutti come i talebani”, allora che senso ha impegnarsi per difendere la società? Gli uomini occidentali finiscono per essere distrutti da gli uomini virili e aggressivi provenienti dalle altre culture, cosa che sta già accadendo [15]. La cosa divertente è che quando le donne hanno lanciato la seconda ondata del femminismo negli anni ’60 e ’70 erano in una condizione sicura e non erano oppresse per nulla. Quando gli effetti a lungo termine del femminismo si faranno vedere, le donne finiranno veramente oppresse sotto l’Islam. Le femministe radicali avranno portato le donne ad essere veramente oppresse.
Mi domando se Virginia Woolf si sarebbe mai immaginata niente del genere. Forse se fosse viva oggi acclamerebbe il velo maomettano come “una nuova strada verso il femminismo” e scriverebbe un libro chiamato “Un burkha tutto per sè” che le farebbe vincere una borsa di studio in multiculturalismo ad Harvard.
Fonti:
http://www.brusselsjournal.com/node/1908
1. http://www.city-journal.org/html/eon2007-02-09hm.html
2. http://www.dallasnews.com/sharedcontent/dws/dn/opinion/points/stories/040305dnediallen.35261.html
3. http://education.independent.co.uk/higher/article2024763.ece
4. http://www.globalpolitician.com/node/1300
5. http://www.globalpolitician.com/node/1282
6. http://www.news.harvard.edu/gazette/2006/12.07/11-fried.html
7. http://www.globalpolitician.com/node/975
8. http://www.jihadwatch.org/dhimmiwatch/archives/015022.php
9. http://www.grecoreport.com/gramsci_a_method_to_the_madness.htm
10. http://www.reason.com/news/show/33291.html
11. http://www.spectator.se/stambord/index.php?p=412
12. http://www.spectator.se/stambord/index.php?p=240
13. http://hablog.motime.com/post/642151/Kj%C3%B8nnskampen+krever+nye+ofre
14. http://gatesofvienna.blogspot.com/2006/09/western-feminism-and-need-for.html
15. http://fjordman.blogspot.com/2005/12/immigrant-rape-wave-in-sweden.html