Life in modern England part 20 – il lavoro

Cari mongolini, riprendiamo con i post sull’immigrazione, nella vana speranza che qualcuno di voi inutili cazzari si decida ad emigrare. Oggi parleremo del mercato lavorativo inglese.

Versione breve

E’ un merdaio. Restate a casa.

Versione lunga per utenti alfabetizzati

Negli ultimi anni l’UK ha avuto la stessa mentalità idiota degli italiani degli anni ’80. Le famiglie si sono imborghesite e hanno iniziato a credere di potere fare la scalata sociale facendo studiare i figli. Come risultato, se il figlio aveva il numero giusto di cromosomi e abbastanza cervello per vestirsi da solo, allora “mio figlio deve studiare e diventare qualcuno! Non si deve sporcare le mani coi mestieri!” Il risultato è che tantissimi sono andati all’università, lasciando gli istituti e i corsi professionali a gente che aveva fallito tutti i percorsi scolastici: deficienti, drogati, delinquenti, disadattati e così via. Se ci pensate, nell’Italia dei tempi c’era l’idea che il figlio intelligente doveva andare al Liceo e poi all’università, e che solo i deficienti dovessero frequentare scuole come ITIS, IPSIA o Alberghiero. Ai vecchi tempi ebbi una lite tremenda con mio padre perchè non voleva che frequentassi l’ITIS, una scuola che a detta sua andava bene solo per i figli dei delinquenti. Purtroppo non era l’unico a pensarla così, i primi due anni di ITIS sembravano una classe di riformatorio.
Quale è stato il risultato di questa politica intelligentissima?
Da una parte, abbiamo una quantità enorme di laureati, molti dei quali laureatisi in materie del cazzo. Tali laureati faranno a pugni per i pochi posti da laureato disponibili, e come risultato si troveranno a lavorare in ufficio, in giacca e cravatta, ma con lo stesso stipendio di un lavapiatti. Non scherzo, molti laureati in ufficio guadagnano la “minimum wage” e hanno un debito studentesco di ventimila sterline. Quelli che non riescono a entrare in questi posti meravigliosi finiscono così:
Tipica laureata in lettere classiche
Inoltre, negli ultimi decenni molti posti da ufficio sono stati trasferiti in India o in Cina. Non ha senso pagare un contabile inglese, quando puoi farti fare la contabilità da una ditta indiana o cinese a un ventesimo del prezzo. La lower middle class da ufficio è stata letteralmente sterminata, anche perchè con le tecnologie moderne un impiegato di oggi fa lo stesso lavoro di dieci impiegati degli anni ottanta.
Dall’altra parte abbiamo una massa informe (ma molto puzzolente) di gente con la terza media, ma tanta voglia di impegnarsi e tanta flessibilità. Potete immaginarvi come vengano trattati dai datori di lavoro inglesi.
In questa immagine, Jamal si rende conto di essere uno dei tantissimi analfabeti in fila per un posto da operaio, e capisce che dovrà dare di nuovo il culo in cambio di un contratto da tre mesi.
Anche qui, l’automazione industriale ha reso superflui tantissimi operai. Ormai l’operaio stile “Tempi moderni” non esiste più se non in Cina o in India. L’operaio di oggi deve essere esperto, qualificato e abbastanza affidabile da dargli in mano i comandi di un macchinario da trecentomila euro.
Insomma, in UK come in Italia, quello che manca sono i diplomati qualificati.

Il lavoratore immigrato in UK

Intanto dobbiamo rendere chiara una cosa. Mentre in italia “immigrante” significa automaticamente “negro che fa lavori di merda in condizioni di illegalità”, in UK esistono immigranti di tutti i livelli, anche quelli più elevati. Il problema è la convalida delle qualifiche professionali. Mentre un immigrante ex-Commonwealth avrà la strada facile, per un italiano le cose tendono ad essere molto rognose. Prima di partire, fate in modo di avere informazioni sicure su cosa fare per rendere le vostre qualifiche compatibili con quelle locali. In molti casi vi converrà prendere una qualifica locale.

Sbocchi professionali

Come ho detto, in UK mancano i lavoratori qualificati. Se non siete qualificati, o se avete la laurea al DOWNS, tanto vale che ve ne stiate a casa. Ciò ovviamente non vale se siete giovanissimi e disposti a mettervi a studiare per bene.
Lasciate pure perdere i lavori da ufficio. A meno che non siate già stati a lungo in UK, non conoscete la lingua e la cultura locale e sarete sempre messi in secondo piano davanti ai locali. Magari con una laurea seria potete avere qualche possibilità, ma preparatevi a vedervi passare davanti l’inglesino semianalfabeta solo perchè lui è stato nell’università fighetta british.
Uno degli sbocchi tipici degli immigranti è il servizio sanitario. C’è una carenza ENORME di personale sanitario. Molti ospedali e molte cliniche sono letteralmente disperate pur di avere infermieri, badanti, e tutto il personale medico vario.
Il personale tecnico è molto richiesto. Ho visto parecchie officine, e sono tutte piene di immigranti. Meccanici, saldatori, tornitori, elettricisti, mulettisti, muratori, carpentieri, idraulici, e tutto il resto del popolo tecnico, sono tutti richiestissimi e ben pagati. Ci si può organizzare con una qualifica italiana, ma è difficile. E’ meglio prendersi una qualifica inglese, ma tanto ne prendi una in sei mesi senza spendere più di qualche centinaio di sterline. In generale, lavorare nell’edilizia o nel campo tecnico è molto redditizio, ma considerato un lavoro da immigranti. Chissenefotte, guadagno tre volte quello che guadagnano i fighetti da ufficio! Ovviamente qui si parla di personale tecnico qualificato. Qui non c’è il muratore annero con la terza elementare, se non tra i pakistani.
L’IT è un campo che non conosce crisi, ma è necessaria una qualifica locale di quelle costose. Programmatori e altri geek del genere sono sempre richiesti, e quello è un ambito in cui gli immigranti sono bene accetti. Ovviamente non ti devi infastidire nel lavorare accanto a Pajeet l’indiano che non usa la carta igienica perchè è “impura”.
Insomma, l’UK non è il paradiso, ma ci sono le opportunità lavorative che mancano in Italia. In molti casi si tratta di lavori da immigrante, cioè lavori di merda, faticosi, pericolosi e con orari di merda, ma se non vi piace siete liberi di restare a Secondigliano a fare i pattumini. Anzi, il mio consiglio è di restare a casa, evitate di emigrare che abbiamo già fin troppi napulielli in giro.

Prospettive a lungo termine

La cosa che più importa sono le prospettive a lungo termine. In Italia puoi ancora sperare di saltellare da un posto di lavoro all’altro, ma ti troverai a 65 anni con gli acciacchi, troppo vecchio per lavorare e senza pensione. Almeno qui in UK il sistema pensionistico funziona ancora, l’assistenza sociale funziona (anche se meno di prima), e l’economia gira ancora. Il futuro è una grossa incognita ma sempre meglio del merdaio assoluto che aspetta coloro che resteranno in Italia!

Post Scriptum

Mi sono arrivate varie richieste di aiuto da tipi che lavorano in un ambito completamente diverso dal mio. Grazie per la fiducia, ma io sono un elettricista, cosa cazzo ne posso capire di altri ambiti? Posso solo augurarvi il massimo del successo nelle vostre carriere di collaudatori di preservativi anali, ma non so proprio come aiutarvi. Al  limite, provate a fare una ricerca con il Jobmatch inserendo il tipo di lavoro che cercate o la zona in cui volete andare. Guardando le offerte vi farete un’idea su quali titoli vengano richiesti, sempre che il tutto non sia troppo complesso per i vostri cervellini sminchiati dal Lexotan!

Life in modern England part 16 – Lavorare in UK: il glass ceiling

Cari mongolini della mamma, oggi parleremo del lavoro e della vita in UK, in particolare del concetto di “glass ceiling”.
Ma cosa minchia è il “glass ceiling”?
“glass ceiling”, letteralmente “soffitto di vetro” è un concetto importante per chi lavora in un paese straniero. Esiste un limite invisibile che è come un soffitto di vetro perfettamente trasparente: se stai sotto non lo vedi e ti sembra di potere arrivare dove vuoi. Il problema è quando cominci a salire troppo in altro, perchè darai una testata spaventosa e ti renderai conto di non potere salire più di tanto.
Per capire questo concetto, dobbiamo prima renderci conto di una cosa importante: in generale, qui in UK noi italiani siamo i negri:
L’italiano a Londra crede di essere così

 

Ma di solito è così.
Gli inglesi ci vedono così
Qui in UK gli italiani prosperano perché fanno i lavori che nessuno vuole fare: lavare i piatti in nero alla pizzeria di Giggino ò camorrista, servire allo Starbucks, stare 9 ore in piedi in catena di montaggio, saldare travi, guidare il muletto, collegare cavi elettrici, smontare motori, insomma fare tutti i lavori di merda che un inglese non farebbe neanche sotto tortura. Se gli offri una merda di lavoro minimum wage (paga minima sindacale, 6.7 sterline orarie), l’inglese ti manda a fanculo, se ne va sotto benefits e nel frattempo spaccia, si prostituisce o fa lavoretti in nero. Alla fine, perchè farsi il culo otto ore al giorno, se puoi prendere la stessa cifra tra benefits e un panetto di superskank da spacciare?
Gli immigranti di solito non hanno accesso ai benefits dei locali e quindi si accollano questi lavori. Nel frattempo, i datori di lavoro british sono felici e contenti dato che non devono avere a che fare con i sottoproletari inglesi e che possono sottopagare operai che in linea di massima lavorano e che sono felici di lavorare, dato che le condizioni di vita sono migliori di quelle dei loro paesi. Inoltre, l’immigrato non vota, non si interessa di politica, non si iscrive al sindacato e non pretende condizioni di vita pari a quelle del locale. Meglio di così si muore!

Intermezzo – le condizioni di vita in UK

Diciamolo, l’UK non è il paradiso, ma le condizioni di vita sono incomparabili rispetto a quelle italiane. Le città sono molto più pulite e sicure, la vita costa abbastanza poco, i servizi pubblici non sono perfetti ma bene o male funzionano, il servizio sanitario è incredibilmente pulito ed efficiente, in generale si sta bene. Se stai tra i tuoi pari e non inizi a farti strane idee la vita in UK ti sembrerà meravigliosa. Il problema sarà dopo qualche anno, quando inizierai a dimenticarti il merdaio da cui sei venuto e comincerai a pensare a farti una vita stabile o a fare concorrenza ai locali.
Allora, finchè l’immigrato fa i lavori da immigrato e non fa concorrenza ai locali sono tutti contenti. Il problema si ha quando l’immigrato non è un terrone semianalfabeta con la valigia di cartone, ma un laureato che si rende conto di saperne assai di più di quel branco di sucaminchie che formano la “middle class” inglese, un patetico branco di cocainomani rimbecilliti dai rapporti incestuosi dei loro avi e convinti di essere la classe nobiliare eletta per diritto divino.
In generale, la gerarchia del lavoro inglese è operai – supervisori – tecnici – lower management – top management. Gli immigrati sono benvenuti nelle prime tre categorie, ammessi ai gradi più bassi del lower management, esclusi a priori da tutto ciò che venga al di sopra. L’immigrato civilizzato viene messo nel livello più basso del lower management in modo da fargli fare da “filtro” tra le masse scimmiesche dei lavoratori immigrati e il management composto da cocainomani rincoglioniti di pura razza inglese. Da quel punto in poi le possibilità di avanzamento sono zero: anche se l’immigrato ne sa dieci volte di più del laureato a ‘iton, si troverà sempre strani “ostacoli” sul percorso.
Ciò non vuol dire che i lavoratori italiani siano trattati male, visti male o sottopagati: i datori di lavoro british sono meno imbecilli dei datori di lavoro italiani, e sanno bene che un buon lavoratore vale tantissimo. Il vostro datore di lavoro vi tratterà con cortesia e vi pagherà generosamente, ma quando vi guarderà vedrà sempre e solo questo:

 

Mentre quando guarderà un giovane britannico vedrà questo:

Come si crede di essere l’inglese

Anche se in realtà è questo:

Come è veramente l’inglese

 

 

Conclusioni

Per quelli che vogliono immigrare in UK: tenete a mente che non sarete MAI inglesi e che non sarete MAI considerati alla pari con gli inglesi, anche se avete più palle e più cervello di loro. Il massimo che potrete fare saranno i lavori che loro non vogliono fare, e anche se guadagnerete più di loro per loro voi sarete sempre degli inferiori. Se avete intenzione di fare un lavoro che vi metta in concorrenza con i locali preparatevi a ricevere tante, tante porte in faccia. Io guadagno molto di più dell’inglese medio (particolarmente se si tiene conto del fatto che non ho la laurea, lavoro col diploma), ma solo perchè mi sono accollato di fare i turni di notte come elettromeccanico con i cavi ad alta tensione in un’industria alimentare. Se avessi provato ad entrare in ufficio me la sarei passata davvero male!

Post Scriptum

Ci sono due tipi di immigrati particolarmente odiosi e disgustosi: il primo è l’immigrato che va dall’altra parte d’Europa e continua a comportarsi come faceva al vecchio paese. Il secondo è l’immigrato che si crede di trasformarsi in un locale. Sappiatelo bene: se non siete nati in un posto e non siete attori eccezionali, non sarete MAI in grado di passare per locali davanti a un locale. Gli inglesi vi tratteranno con gentilezza e vi faranno i complimenti per l’inglese e per l’accento, ma appena girerete l’angolo si faranno le migliori risate. Non siete inglesi, e non lo sarete mai, potete ingannare gli altri stranieri ma non i locali. Forse lo saranno i vostri figli, ma solo se spendete tanto per una scuola di buona qualità.

 

Life in modern England part 15 – Teste di minchia part 10 : Character Reference, CRB checks, Police checks e altre minchiate simili

Cari mongolucci, oggi parleremo di un altro problema che affligge quelle poche persone che sono venute in Inghilterra per lavorare e non per campare di benefits come un branco di anglo-napolecani sfasulati e perennemente in malattia.
Tipica famiglia inglese sotto benefits. Mi ricordano tanto i napolecani!
Tale problema è il gran numero di certificazioni del tutto inutili che vengono pretese dai britannici per farvi lavorare.
Se il vostro lavoro implica l’avere a che fare con bambini, vecchi o persone vulnerabili, avrete bisogno di una certificazione di sicurezza. Tutto ciò ovviamente non vale nel caso siate dei politici inglesi di pura razza british oppure nel caso in cui siate dei preti di merda che meritano di essere bruciati con tutta la loro chiesa.

Per chi è ancora in Italia

Se siete ancora in Italia, dovete fare in modo di dimostrare di non essere dei delinquenti pregiudicati ai vostri futuri datori di lavoro inglesi. A tale scopo, consiglio di farvi fare un certificato penale e di farne fare una traduzione giurata (sworn translation) da parte di un traduttore affidabile. Tra una cosa e l’altra si spendono circa cento euro, ma è meglio farlo finchè siete in Italia in modo da spendere meno e non perdere tempo con i documenti. La traduzione giurata serve per essere sicuri che il documento dica veramente quello che voi dichiarate e per scaricare la responsabilità penale del datore di lavoro nel caso capitasse qualcosa di brutto durante il vostro turno di lavoro.

Per chi è già in UK – CRB check

Chi deve lavorare con persone vulnerabili è obbligato a presentare un CRB check, ossia un documento scritto dalla polizia in cui si dichiara che siete abbastanza affidabili per lavorare e che non siate dei pregiudicati di professione. Un datore di lavoro decente vi dirà a chi rivolgervi per avere il check, di solito si tratta di una ditta esterna che si occuperà del processo. Il problema è che tale check copre soltanto il periodo in cui voi siete stati in UK. Se vivete in UK da poco tempo, il datore di lavoro potrebbe volere anche il certificato penale italiano.

Five years reference – I cinque anni

Alcuni datori di lavoro particolarmente cagacazzi potrebbero chiedervi la vostra storia completa negli ultimi cinque anni. Seriamente, c’è gente capace di chiedervi tutti i vostri indirizzi e tutti i vostri impieghi degli ultimi cinque anni! Per fortuna, tali cagaminchie sono pochi, ma esistono, e vi chiederanno la vostra storia abitativa e lavorativa senza accettare periodi di “buco” tra una cosa e l’altra.

Character reference

Abbiamo iniziato con qualcosa di sensato, siamo passati per le idiozie, ora siamo nella follia più totale. Certi datori di lavoro chiedono le “character reference”, ossia due persone non imparentate con voi che siano disposte a giurare sul fatto che siate brave persone, oneste e probe. Qualcuno di voi si chiederà:
MA A CHE CAZZO SERVE UNA COSA DEL GENERE?
Tale domanda non avrà mai risposta, almeno fino a che sarete in UK. Probabilmente la risposta vi sarà chiara dopo quattro pinte di Carling e due tazze di tè col latte, ma se siete sobri non sarete mai in grado di capirlo.
Altri si chiederanno:
MA CAZZO, COSA MI IMPEDISCE DI PAGARE VENTI POUND UN CAZZONE DI POLACCO UBRIACO MARCIO PER FARGLI FARE LA “CHARACTER REFERENCE” E DIRE CHE SONO LA PERSONA MIGLIORE DEL MONDO, AL PUNTO CHE BATMAN MI PUO’ SOLO FARE UNA SEGA?
Se vi siete chiesti ciò, complimenti. Questo vuol dire che siete più intelligenti degli HR inglesi:
Tipico addetto inglese alle Human Resources. E’ laureato in psicologia, abbiate pietà di lui!