La democrazia di Youtube

Sono un professionista e un esperto. Non di tutto, ovviamente, ma di alcune aree dello scibile umano legate alla tecnologia. Quando parlo di queste cose, penso che la mia opinione valga più di quella di molti altri.

Non lo avrei mai pensato, ma affermare una cosa simile fa incazzare un mare di gente. Per molti italiani (e non solo) questa affermazione attira risposte come “ma chi cazzo ti credi di essere?”, “fascio di merda”, “uno vale uno” e altre troiate simili. Una delle troiate peggiori è l’affermazione: “Ah, tu non sei democratico!”

Come scritto su qualunque dizionario, la democrazia è una forma di governo, non uno stato di eguaglianza. Democrazia significa che siamo tutti uguali di fronte alla legge e nei confronti degli altri. Non ci sono cittadini di prima e seconda classe. Questo non vuol dire che l’opinione del giardiniere di Codroipo valga quanto quella del chirurgo, nonostante molti cerchino di fare credere che “democrazia” significhi questo.

La Youtube-Democrazia

I social media ci hanno dato la possibilità di cercare e trovare quantità enormi di informazioni, molte più di quante se ne potessero trovare prima. Solo pochi anni fa, il massimo che si poteva fare quando avevi una curiosità era cercare su un dizionario o un’enciclopedia (per chi l’aveva), basarsi sul sentito dire, oppure pagare un vero esperto e sperare che non ti imbrogliasse. Ciò è un bene, ma ci sono vari fattori da considerare.

  • Ignoranza di base: quando uno ha poca istruzione scolastica non è in grado di decifrare un testo complesso. In molti casi, l’ignorante si limita a leggere due frasette e a riempire i buchi con la fantasia e i suoi preconcetti, se non a leggere direttamente solo il titolo e la prima riga.
  • Tendenza alla conferma: la tendenza naturale a basarsi sulle opinioni che si avevano già. L’antivaccinista convinto ignorerà tutte le parti di un articolo in cui si dimostra che l’antivaccinismo è una cazzata, e si leggerà solo quelle due righe che gli danno ragione.
  • Effetto Donning Kruger: in pratica, più uno è ignorante, più si crede sapiente. Il testimone di Geova con la quinta elementare si guarda due video di Youtube e si crede di sapere tutto riguardo alla circolazione del sangue. Quello che ha studiato capisce che ci vogliono anni e anni di studio per capirne qualcosa.
  • Bolla di Google: molti non lo sanno, ma i motori di ricerca tengono conto delle abitudini dell’utente e gli danno i risultati basandosi sulle sue abitudini. Una stessa ricerca fatta su due computer diversi darà risultati completamente differenti. I risultati dei motori di ricerca sono “fatti su misura” per l’utente. E’inutile dire “cercatelo su Google”, dato che i risultati Google saranno sempre diversi. Questa è una cosa che ho notato chiedendo a un cristianaccio di cercare i risultati per “teoria gender” e di dirmi cosa vedeva. I suoi risultati erano TUTTI di siti cristobigotti che parlavano del “complotto gender” come di un pericolo reale!
  • Cattive abitudini: in generale, la scuola italiana non insegna a fare ricerche e a controllare le fonti dei dati. Gli studenti se ne partono con un’idea tipo “l’Italia del primo dopoguerra era una grande potenza industriale“, oppure “i piemontesi si sono arricchiti rapinando il Sud che allora era ricchissimo” (due stronzate enormi). A questo punto lo studente comincia a cercare su Google, e tra i primi dieci risultati si sceglie i due che gli danno ragione, ignorando tutti gli altri. Intendiamoci, non sto dando la colpa agli studenti. L’insegnante italiano medio ha difficoltà ad usare Facebook, figuriamoci se può insegnare agli studenti come “filtrare” i risultati di una ricerca! 

Quindi, riassumendo, ci troviamo di fronte a due fenomeni:

  • Idioti che non sanno informarsi, anche se hanno un mare di informazioni.
  • Idioti che non sanno informarsi, anche se hanno un mare di informazioni, e si credono di saperne quanto e più dei veri esperti.

Questo è un problema serio. OK, sono il primo a dire che ci sono stati esperti che hanno fatto un mare di cazzate. Siamo italiani, abbiamo visto tutti casi orribili di malasanità dovuta a medici strafottenti, male addestrati o semplicemente incapaci. Abbiamo visto tutti ingegneri, avvocati e architetti fare cazzate incredibili. Resta il fatto che se c’è bisogno di un intervento qualificato, è meglio affidarsi al professionista che al laureato all’università della vita. Una cultura che rifiuta il valore dello studio e della cultura può finire solo così:

 

Musulmani somali discutono il nuovo piano regolatore.

OK, ammetto che la nostra cultura razionalista ha fatto tante porcherie. Resta il fatto che l’alternativa sia un milione di volte peggio. OK, abbiamo avuto il Thaliomide, la Coca Cola, Justin Bieber e tante altre porcherie, ma abbiamo avuto anche la cura per tante malattie e la possibilità di vivere in pace e in sicurezza come non è mai successo nella storia umana.

Il problema in politica

Il merdaio peggiore arriva quando questo discorso viene preso da un politico. Per il politico le masse di ritardati sono una benedizione: gli basta strillare che I PROFEXXORONI ANNO FATTO IL COMPLOTTO PADRONI HA CASA NOSTRA, e gli analfabeti voteranno per lui. Rischiamo di avere il paese governato da gente che crede nelle scie chimiche, nelle sirene, nella Biowashball e nel complotto antivaccinista. D’accordo, possiamo anche non votarli, ma poi ci troveremo tutti con l’USL che prescrive i fiori di Bach e le tinture omeopatiche al posto dei vaccini e delle trasfusioni!

Il problema nelle discussioni comuni

Sembra che i cittadini italiani abbiano seguito perfettamente l’esempio dei politici e dei reality show: non c’è verso di fare una discussione che non finisca come una gara di grufolii tra maiali. Dire “vedi che non è proprio così, ti hanno informato male” è l’equivalente del dire “tua madre mi ha tirato una pompa per cinquanta centesimi.” Correggere uno che sta dicendo una stronzata assurda è impossibile senza fare finire tutto in rissa. Se non sei d’accordo con l’interlocutore, vuol dire che lo odi. Se rifiuti di considerare un altro parere, allora sei un bigotto e un fascio, anche se tale parere è un’idiozia completa. Se affermi qualcosa ti chiederanno prove su prove, ma per loro basta averlo letto di sfuggita su Facebook per renderlo verità eterna.

Questo rende la discussione una perdita di tempo. Molti partono da premesse completamente sbagliate e non hanno la minima idea di come funzioni un ragionamento logico. Non si può discutere con uno che si inventa le leggi della logica e il significato delle parole. Non ha senso doversi mettere d’accordo sul linguaggio da usare prima ancora di iniziare a parlare. Non c’è neanche il tempo di iniziare la discussione, che l’interlocutore è già annoiato e spazientito perchè “fai troppo il professore”. In ogni caso, la maggior parte degli italiani ragiona per sillogismi sbagliati e slogan senza senso ripetuti a memoria, dato che suonavano bene.

 

Conclusioni

  • A volte anche gli esperti sbagliano.
  • Gli esperti sbagliano meno dei laureati all’università della strada.
  • L’opinione di un esperto vale più di quella del giardiniere di Codroipo con la terza elementare. Questo è un dato di fatto, non un’offesa al suddetto giardiniere.
  • In una discussione, devi avere almeno le basi dell’argomento di cui si parla, altrimenti il tuo commento sarà aria fritta.
  • Avere un’opinione o avere studiato all’università di Youtube NON valgono come base. Le basi sono studio o esperienza pratica.
  • Democrazia significa che il tuo voto vale quanto il mio, non che il tuo parere valga quanto il mio.
  • Se ti sembra che ciò non ti riguardi, ricorda che gli ignoranti a volte VOTANO, e che i politici in generale seguono la volontà dei votanti.

 

Vabbè, non avete capito una beata, amatissima minchia di niente. Eccovi un paio di tettone così vi distraete!

 

 

 

 

Incazzatura

Cari mongolini, qualche settimana fa ho ricevuto un commento decisamente interessante:

 

 tu sei uno dei pochi che parla di incazzatura, perché non se ne può più di sentirsi pure in colpa se si è incazzati. 

Il concetto è interessante, degno di essere discusso più a lungo.

 

Intanto, come mai ci sono così poche persone incazzate in giro? Noi italiani nati tra gli anni ’70 e gli anni ’90 siamo in una situazione oggettivamente di merda. La generazione precedente ci ha tolto tutto da sotto il naso, negandoci la possibilità di un futuro decente. OK, ci sono quelli che sono riusciti ad emigrare, ma non sono la maggioranza e in ogni caso COSTRINGERE QUALCUNO  AD EMIGRARE PER AVERE UNA VITA DIGNITOSA E’ UNA VIOLENZA ORRIBILE. Emigrare non è una scelta facile e priva di conseguenze negative, per quanto ne dicano quelli che non si sono mai mossi dalla loro casetta a Codroipo in vita loro.
Un giovane italiano oggi non ha nessuna prospettiva, nessuna possibilità di farsi valere e di aspirare ad una vita dignitosa. Avere un contratto precario da 350 euro al mese pagato a provvigione significa essere fortunati. Si, fortunati a vivere ancora a casa con i genitori perché non si possono permettere un affitto…
Detto questo, perché sono così pochi quelli che si incazzano? Le cause sono tante e vanno studiate a una a una.

Gli italiani sono cagasotto

L’italiano medio è un cagasotto totale, assoluto. Non mi riferisco alla violenza, anzi ritengo che ci siano fin troppi italiani violenti in giro (più che altro per colpa della cocaina) ma non ci sono italiani che si incazzino verso quelli che gliela stanno mettendo in culo. L’italiano medio se la prende contro gente che non c’entra assolutamente nulla con la propria situazione, oppure si limita a “sfogarsi” per poi lasciare le cose esattamente come stanno una volta sbolliti i nervi. No, belli miei, se volete che le cose cambino dovete darvi da fare e cambiarle, non brontolare a vuoto e scassare la minchia al primo che avete davanti.
Per quanto l’italiano medio venga solennemente inculato, non farà mai niente di PRATICO per cambiare la sua situazione, dato che per farlo dovrebbe smuoversi e rischiare in prima persona. Ma nessuno lo fa mai.
L’italiano ha il mito della “società buona e giusta”, in cui se fai il bravino, studi, non ti metti nei guai e ubbidisci a papà e mamma, allora andrà tutto bene. Spiacente, questa società modello “mulino bianco” non è mai esistita se non nella propaganda che vi hanno fatto bere finora.
Italiano medio

Gli italiani sono cagasotto aggressivi

L’italiano medio ama tanto fare l’aggressivo, ma MAI verso chi l’ha appena inculato, quanto contro quelli che protestano! Appena protesti per qualcosa stai certo che avrai contro tantissimi italiani, molti dei quali sono nelle tue stesse condizioni e avrebbero quindi tutti i buoni motivi per protestare insieme a te. Anche stare in silenzio sarebbe utile, dato che se le proteste andassero in porto loro ne gioverebbero indirettamente, ma gli italiani ne approfittano per attaccare il “disturbatore”. Alcuni lo fanno per vigliaccheria congenita, altri per leccare il culo ai padroni, altri ancora perché un disturbatore che protesta li fa sentire ancora più vigliacchi di quanto non siano! Finché il cagasotto pensa che non si possa fare niente, si sente ancora una persona decente. Quando il disturbatore protesta, il cagasotto è costretto ad ammettere a se stesso di essere un vigliacco e di non avere mai fatto nulla per cambiare la situazione. A questo punto, il cagasotto attaccherà il “disturbatore” con frasi tipo: “ma questo perché deve fare sempre casino“, “esagera“, “la situazione non è perfetta, ma non è poi cosi’ male“, “la violenza non porta mai a niente
Insomma, protestare in Italia è sbagliato, perché ti metterai TUTTI contro. A questo punto che senso ha rischiare in prima persona per un branco di cagasotto che te la metterà in culo appena possibile, per poi godersi i risultati delle tue proteste se le cose vanno in porto? Sapeste quante volte ho visto persone venire da me in privato e dirmi: “sai, avevi ragione tu, ma non potevo dirlo in pubblico perché non si può litigare con tutti“. A questo punto una sputazzata in faccia è il minimo, diomarcio!
Ovviamente, quando i cagasotto non possono fermarti direttamente, cercheranno sempre di farvi sentire in colpa con tanta gentilezza. Vadano a farsi fottere, so di avere ragione dato che i fatti mi hanno dato ragione. Se cercate di farmi sentire in colpa vuol dire che siete tra i miei nemici, semplicemente troppo vigliacchi per attaccarmi direttamente.

Mentalità cristiana

Basti pensare al fatto che la pecora è il simbolo cristiano per eccellenza: le caratteristiche del buon cristiano sono conformismo, sottomissione, fede cieca nel padrone.  Se vuoi essere un buon cristiano devi stare zitto e buono, non alzare mai la voce e accettare in silenzio tutto quello che ti fanno, tanto avrai la ricompensa in paradiso. Storicamente, tanti regimi dittatoriali hanno sposato entusiasti la religione cristiana, dato che insegnava i valori perfetti per il suddito/cittadino/pecora che i regimi totalitari tanto amano. Più di un cristiano mi ha detto che “pensare fa male“, che “non si deve giudicare” e che “devi avere fede e basta, devi essere come un bambino con la sua mamma
Gesù, il porco con le pecorelle
Ormai non frega più un cazzo a nessuno della religione cristiana, ma la mentalità cristiana è rimasta impressa nella cultura del paese. Non c’è più il prete che ti dice di votare il candidato mafioso democristiano perché quello è il partito di Gesù (porco), ma ci sono ancora i deficienti che credono che alla fine gesù (porco) sistemerà tutto.
Un buon esempio di questa mentalità la si trova nei Promessi Sposi, un libro che andrebbe studiato al contrario, ossia come un esempio di come NON si deve vivere. Per quelli che erano troppo rincoglioniti dai reality e dalla maria per ricordarselo, vi faccio un sunto: due fidanzati paesani si devono sposare. Il nobile locale fa intimidire il prete per non fare celebrare il matrimonio, poi cerca di far rapire la fidanzata. La fidanzata non combina niente per tutto il libro, a parte piangere, pregare e svenire. Il fidanzato cerca di fare qualcosa, ma non viene a capo di niente. Alla fine arriva un’epidemia di peste che ammazza mezza Milano, tra cui il nobilotto e i suoi bravi. I due si sposano, perdonano il prete (per quanto sia una persona incredibilmente ripugnante nella sua vigliaccheria) e finisce tutto a tarallucci e vino, con tutti contenti perché la Divina Provvidenza ha sistemato tutto.
Tale romanzo è semplicemente orrendo. Il messaggio, diffuso alle classi povere del tempo, è chiarissimo: di fronte alle prepotenze e ai soprusi statevi zitti e buoni, pregate, non ribellatevi e la Divina Provvidenza vi salverà. Sembra che il messaggio sia stato recepito decisamente bene!
Altri esempi di italiano medio

Propaganda

L’italia, come tutti i paesi con regimi corrotti, è un paese in cui si fa largo uso di propaganda. Per molti anni la tv ha ripetuto che protestare è sbagliato, che incazzarsi è sbagliatissimo, che il paese non è perfetto ma alla fine si sta bene, che essere aggressivi non porta a niente e così via. Non ci vuole molto a riconoscere la mano della classe politica che voleva una popolazione fisicamente incapace di ribellarsi anche mentre veniva inculata a morte!
Per il resto, chi vive all’estero sa bene come il 98% delle notizie che vengono da fuori vengano pesantemente ritoccate in modo da fare apparire l’estero come un inferno terrificante! Qui si vede la mano di Confindustria, da sempre felice della situazione di crisi in cui hanno tantissimi laureati ridotti alla fame e alla disperazione. Cosa porta un brillante laureato a farsi sfruttare a 400 euro al mese? Il fatto che in italia non si trova di meglio e che gli hanno fatto credere che Germania e UK siano degli inferni danteschi!
Tale propaganda ultimamente si è allentata, forse hanno deciso di dare una valvola di sfogo in modo che gli irrequieti se ne andassero invece di cercare di cambiare l’italia. Fatto sta che girando tra gli expats italiani si trovano molti “irrequieti” che in italia si trovavano malissimo!

Orgoglio e miseria

 “i siciliani non vorranno mai migliorare per la semplice ragione che si credono perfetti; la loro vanità è più forte della loro miseria; ogni intromissione di estranei sia per origine, sia anche, se Siciliani, per indipendenza di spirito, sconvolge il loro vaneggiare di raggiunta compiutezza, rischia di turbare la loro compiaciuta attesa del nulla” – Il Gattopardo
Nel Gattopardo si parla dei siculi, ma il discorso va benissimo anche per gli italiani. L’italiano medio è orgogliosissimo, ed è tanto orgoglioso quanto è economicamente, culturalmente e umanamente miserabile. Per incazzarsi e lottare, l’italiano dovrebbe ammettere di avere un problema, ma non lo ammetterà mai. L’italiano è quello che non può permettersi di riparare la macchina, che mangia malissimo, che non va dal medico perché non può permettersi la giornata di malattia, ma che ha un Galaxy nuovo e che lo tira fuori per vantarsene ogni dieci secondi!
Tanti italiani sono in una situazione decisamente di merda, ma preferiscono nasconderlo e vantarsi di cose inesistenti pur di non ammetterlo. L’italiano precario dirà in giro, tutto orgoglioso, di essere “imprenditore di me stesso“, anche se alla fine è uno schiavo da call center con un contratto LAP con cui alla fine porta a casa 300 euro al mese se va bene, senza nessuno dei diritti sindacali conquistati negli ultimi 50 anni (malattia, ferie, maternità, contributi ecc.). Però invece di incazzarsi contro il datore di lavoro che lo tratta come uno schiavo, lui penserà a vantarsi e a dire: “sono imprenditore di me stesso“, pur essendo tutto tranne che un imprenditore! Allo stesso modo, conosco uno che è riuscito a entrare come insegnante alle superiori: 800 euro al mese di contratto temporaneo vicino Milano. In pratica deve andare a mangiare alla caritas e vivere in una topaia umida perché altrimenti non ce la fa. Però, invece di incazzarsi dice tutto orgoglioso: “Ma io fazzo u prufissuri!“. A questo punto si merita che se li inculino, tanto continueranno a far finta di niente e a vantarsi anche quando avranno delle emorroidi degne di una pornostar specializzata in sesso anale!

Valvole di sfogo

Uno dei mezzi più importanti del controllo sociale è la valvola di sfogo, ossia qualcosa che permetta agli oppressi di sfogarsi i nervi, per poi tornare alla loro vita di sodomia passiva. In italia ci sono tante di queste valvole di sfogo, prima tra tutte il calcio.
Genny Carogna, tipico italiano da stadio
In teoria, ci sono molti giovani italiani che sarebbero dei rivoluzionari perfetti: giovani, poveri, senza niente da perdere, senza nessuna prospettiva di un futuro decente. Niente famiglia, lavoro o soddisfazioni nella vita. Cosa impedisce loro di prendere una pistola e sparare in testa al primo politico o al primo mafioso che vedono? Cosa gli impedisce di prendersi un’ultima rivincita nella loro vita di merda? Questo:
L’oppio dei popoli
Qui vediamo tanti giovani che invece di prendersela con quelli che gli hanno rovinato la vita, passano il tempo a fare la coreografia e a prendersi a legnate con gente esattamente identica a loro a parte per il fatto di essere nata in una città diversa. Ogni volta che succede un casino allo stadio i politici tirano un sospiro di sollievo, perché quei giovani si stanno ammazzando a vicenda invece di venire a tagliargli la gola. Se tutti quei giovani si presentassero a casa del politico per lui sarebbe la fine, non ci sono abbastanza poliziotti in italia per salvarlo dal giusto linciaggio. Ma questo non avverrà mai. Finché ci sarà il campionato, Brunetta dormirà sonni tranquilli.
In Italia ci sono anche classi più agiate e scolarizzate, oltre che un sacco di donne a cui in generale il calcio non interessa. Per questa gente, la classe dirigente ha deciso di trovare un’altra valvola di sfogo più adatta a loro:
Qui abbiamo la valvola di sfogo perfetta: Grullo urla, strilla, fa il cretino, promette cose irrealizzabili, urla di nuovo, strilla, scoreggia, fa battute e fa andare tutti a casa allegri e contenti. Peccato che alla fine i problemi siano rimasti dov’erano, che lui sia un imprenditore edile ricchissimo (e quindi ben poco interessato a cambiare le cose in italia) e che stia contribuendo non poco a sedare gli animi dando alla ggente una speranza del tutto infondata. Però, grazie ai suoi spettacoli, la ggente non è più incazzata e non fa più discorsi violenti, dato che tra poco arriverà lui al governo e darà il reddito di cittadinanza a tutti. Credeteci pure, branco di coglioni.

Conclusioni

La generazione a cui mi vergogno di appartenere è fottuta. Non si sono ribellati quando DOVEVANO farlo e ora sono in una situazione insostenibile.
Quando la generazione dei nostri padri comincerà a morire la mia generazione si troverà letteralmente in mezzo a una strada, senza una pensione decente e senza nessuna speranza se non quella di trovare qualcosa da mangiare nei cassonetti della munnezz. Quegli idioti avrebbero dovuto mettere l’italia a ferro e fuoco quando gli hanno propinato la stronzata dei contratti co.co.co e co.co.pro, invece si sono messi in fila belli tranquilli e sorridenti per chiederne uno. La classe dirigente del paese se ne strafotte altamente, dato che quelli aggressivi e bellicosi sono pochi e isolati. Gli basterà mettere in galera i pochi italiani bellicosi e lasciare morire di fame gli altri. Se lo saranno meritato, diocane!
Io sono incazzato e bestemmiante. Ho cercato di cambiare le cose in italia, mi sono sempre trovato isolato e attaccato da quelli che avrebbero dovuto combattere insieme a me o almeno darmi il loro supporto passivo. Per fortuna me ne sono potuto andare e ho potuto mandarli a farsi fottere!