Life in modern England part 12 – L’idea di famiglia in Britannia

Cari amici
Tempo fa stavo girando per uno dei locali più luridi e fetenti della città-cagatoio che prende il nome di Birmingham, un autentico cagaio sede di una delle comunità maomettane più grandi e influenti di tutta l’UK. A volte capita di vedere delle piccole cose che ti fanno pensare riguardo ai valori e alla moralità del posto in cui vivi, e in quei momenti ti viene voglia di prendere un lanciafiamme e fare qualcosa di talmente brutto che anche Himmler si metterebbe a piangere se ti vedesse  contestare civilmente le cose che secondo te non vanno nella cultura inglese.
Davanti alla biblioteca di Birmingham si trova codesto “monumento alla famiglia”:
L’idea inglese di “famiglia”, con le modelle che hanno ispirato il monumento
Tale monumento avrebbe dovuto simboleggiare l’idea inglese di famiglia, celebrando il modo in cui la famiglia inglese è cambiata nel corso degli anni. A mio parere, l’artista ha centrato perfettamente l’argomento e andrebbe acclamato per avere trovato il soggetto perfetto e per averlo raffigurato in maniera chiarissima. 
I modelli che hanno ispirato il monumento sono due sorelle che hanno deciso di mettere su casa insieme, dividendo una casa popolare e crescendo i loro rispettivi pargoli. Intendiamoci, tanto di cappello per le due ragazze madri che hanno deciso di crescersi i figli e di dare loro una parvenza di vita familiare, ma non vi sembra che manchi qualcosina?
Proprio qualcosina?
Giusto per dare un esempio, ecco un altro monumento alla famiglia
Idea di famiglia africana
Questo è il monumento alla famiglia in Senegal. Allora, notate qualche differenza? Magari qualcosa riguardo alla composizione della famiglia? Altre differenze:
  • I tratti somatici del secondo monumento sono inconfondibili. Lo scultore ha rappresentato fieramente i tratti tipici della sua razza. I tratti somatici del primo sono spianati in modo pudico, anche il bambino chiaramente di razza mista è stato censurato in modo da farlo apparire come “un bambino generico”
  • Il monumento africano ha un’idea di potenza mostrata tranquillamente, sembra dire “abbiamo un obiettivo e lo raggiungeremo, e se non vi piace ce la potete sucare tutti!”. La famigliola british sembra ritratta mentre fa la coda per il sussidio di maternità.
  • Il primo monumento raffigura un rinascimento africano, che forse non avverrà mai ma che almeno è stato cercato. La famiglia di negroni sembra dire “OK, siamo nella merda ma vogliamo andare avanti.” La famigliola inglese sembra voler andare allo hard discount per vedere se ci sono i biscotti in offerta.
  • E tante altre cose che non saprei spiegare bene perché di arte non capisco un cazzo. Se c’è qualche lettore più artistico si faccia sentire.

Spiegazione

Per i miei lettori meno informati, spiegherò meglio la situazione da cui proviene quell’opera d’arte. Qui in UK una ragazza madre ha tutte le porte aperte. Basta essere incinta, senza lavoro e soprattutto senza marito, e si ha diritto a una quantità enorme di benefits erogati dall’assistenza sociale. Intanto, avere una casa popolare (council house) è velocissimo. I mezzi pubblici sono gratis, le bollette le paga il comune, spesso la spesa te la fa il comune, insomma fai la bella vita. In questi casi, per la maggior parte delle ragazze madri non conviene assolutamente trovarsi un lavoro o un partner fisso, dato che perderebbero immediatamente i benefits e non guadagnerebbero granchè in cambio. Alla fine le posso anche capire, per una ragazza madre senza arte nè parte è meglio farsi mantenere dallo stato che lavorare per uno stipendio che alla fine sarebbe meno dei benefits!

Il risultato

Qual’è il risultato di queste politiche? Questo:
Marie Buchan, la regina del welfare
Oppure questo:
White Dee, la regina del quartiere popolare bucodiculo di James Turner Street, a Birmingham!
Se mai qualcuno di voi mezzeseghe decidesse di venire a vivere qui, si troverebbe davanti al fenomeno del sottoproletariato inglese sotto benefits, in tutto il suo grandioso squallore. Se pensate che il sottoproletariato urbano italico faccia schifo, non avete ancora visto niente. 
E’ da notare come lo stesso artista abbia scolpito un’opera radicalmente differente nell’Italia di sei anni fa:

Stesso artista, stesso soggetto, ma in Italia

Ciò è incoraggiante per certe cose, scoraggiante per altre. Qualcuno potrebbe dire che abbiamo sei anni prima di vedere l’Italia piena di ragazze madri che si crescono figli mezzosangue per conto loro.

Insomma, i miei complimenti allo scultore del monumento di Birmingham, per avere catturato in pieno l’essenza dello schifo e dello squallore della società britannica. Per me, un 10/10!

FONTI:
PS: Prima che qualche scrofa incinta venga a chiedermelo: non so quanti di questi benefits si applichino alle donne non british. Ho visto un sacco di maomettane di merda che vivevano in quel modo, ma non ho informazioni più precise e non mi interessa cercarle. La prossima volta prendetela quella cazzo di pillola, dio gravido!

2083 an European declaration of independence – Libro 2.9 Le femministe hanno spianato la strada all’Islam


2.9 La guerra delle
femministe contro uomini ha spianato la strada all’Islam

Autore:
Fjordman
Alcuni
dicono che molti dei difensori più coraggiosi e appassionati
dell’occidente sono donne, prendendo a esempio Oriana Fallaci [1] e
altre [2]. Purtroppo donne come la Fallaci, per quanto coraggiose,
non rappresentano la media delle donne occidentali. In generale le
donne occidentali sono più a favore del multiculturalismo e
dell’immigrazione degli uomini.
Ho
ricevuto vari commenti [3] sui miei post relativi alla violenza
maomettana contro le donne scandinave. Molti dei miei lettori si sono
chiesti cosa stanno facendo gli uomini scandinavi. Cosa è successo
ai vichinghi? Si sono bevuti troppa birra nel Valhalla? Oggi molti
credono nella mistica del guerriero vichingo, ma ai loro tempi i
vichinghi erano selvaggi barbari, gente che non sarebbe stata in
silenzio mentre le loro figlie venivano molestate dai maomettani. In
pratica, gli scandinavi di oggi sono barbari ancora peggiori di
quanto non fossero mai stati i vichinghi.
Una
delle motivazioni per questa inerzia è la censura assoluta e totale
del problema nei media, volta a nascondere il problema al pubblico.
Un’altra ragione, forse la più importante, è il tipo di femminismo
estremamente misandrico diffuso nella Scandinavia di oggi. Gli uomini
non passano all’azione perché le donne hanno fatto di tutto per
sradicare l’istinto di protezione degli uomini scandinavi, insieme a
tutto ciò che fosse relativo alla mascolinità tradizionale. Il
femminismo ha indebolito la Scandinavia e forse tutta la civiltà
europea.
L’unico
partito politico norvegese che si opponga all’immigrazione maomettana
è il Progress Party, di destra. Questo partito riceve il 70% dei
voti maschili. Dall’altra parte c’è il partito socialista di
sinistra, col 70% dei voti femminili. I partiti più critici verso
l’immigrazione sono sostenuti da uomini, mentre quelli che sostengono
la società multiculturale sono sostenuti da femministi. Negli USA,
se avessero votato solo le donne il presidente durante l’11 Settembre
sarebbe stato Gore, non Bush.
La
spiegazione più comune per questa differenza è il fatto che gli
uomini siano più xenofobi e maschilisti delle donne, che invece sono
più aperte di mentalità e capaci di provare solidarietà verso gli
stranieri. Questa è una spiegazione possibile. Un’altra teoria dice
che gli uomini hanno sempre avuto la responsabilità di proteggere la
tribù e individuare i nemici, compiti necessari in un mondo dove
bisogna lottare per sopravvivere. Le donne sono più ingenue, meno
capaci di pensare razionalmente alle conseguenze dell’evitare un
conflitto o una situazione sgradevole.
Le
femministe dicono sempre che se le donne fossero al comando il mondo
sarebbe un posto migliore, dato che non manderebbero mai i loro figli
al macello. Invece, questo è quello che stanno facendo per ora. Le
femministe stanno sorridendo e aprendo le porte agli immigrati
maomettani, gli stessi che macelleranno i loro figli un domani.
Un’altra
teoria è che le femministe non vogliono opporsi all’immigrazione
maomettana per motivi ideologici. Molte di loro stanno zitte davanti
all’oppressione maomettana delle donne dato che odiano l’occidente e
vogliono fare le “terzomondiste”.
La
scrittrice americana Phyllis Chesler ha criticato aspramente le sue
sorelle in libri come “The death of feminism”. Lei scrive che
molte femministe hanno dimenticato i loro ideali di uguaglianza e
sono diventate totalitarie e conformiste. La Chesler parla di campus
americani in cui la retorica di sinistra ha trasformato le università
in incubi maccartisti.
La
Chesler ha colto nel segno. Molte femministe credono sinceramente che
tutta l’oppressione del mondo venga dagli uomini occidentali, che
opprimono sia le donne che gli uomini non europei. Per loro gli
uomini maomettani sono vittime della stessa oppressione, e anche se
sono porci maschilisti di certo non sono peggio dei maschi
occidentali. Molte università tengono corsi pieni di un odio verso
gli uomini che sarebbe inconcepibile se rivolto verso chiunque altro.
Questo è il motivo per cui le donne scandinave non chiedono ai loro
uomini di tirare fuori le palle e difenderle contro gli aggressori
maomettani. Inoltre, molte femministe norvegesi sono anche
estremamente anti razziste e decise a qualunque cosa pur di impedire
la limitazione dell’immigrazione.
Le
femministe totalitarie in Norvegia minacciano ritorsioni legali
contro le compagnie private che rifiutano di assumere un 40% di donne
nel direttivo[4], una “quota rosa” talmente assurda da sembrare
uscita dall’URSS. Ho letto anche commenti da parte di politici
socialisti e commentatori di sinistra in cui si dice che ci
vorrebbero le quote anche per gli immigranti maomettani.
Quello
che è iniziato come femminismo radicale è diventato egalitarismo,
ossia la lotta contro ogni “discriminazione” possibile, dato che
tutti i gruppi hanno diritto a una fetta uguale di ogni cosa e che è
responsabilità dello stato far rispettare questo diritto. Un esempio
è il “Norway’s Ombud for Gender Equality”, diventato il “The
Equality and Anti-discrimination Ombud[5]”, nel 2006. I doveri di
questo ufficio sono quelli di “promuovere l’uguaglianza e
combattere la discriminazione sulla base di sesso, origine,
orientamento sessuale, disabilità o età”
Le
femministe occidentali hanno coltivato una cultura di vittimismo, in
cui si ottiene potere politico a seconda di quanto si faccia la
vittima, in pratica la Political Correctness al massimo grado. Le
femministe hanno ottenuto anche una riscrittura dei libri di storia
secondo le loro ideologie, ottenendo il dominio sui media e il
marchio di “bigotto” sui loro critici. Se è per questo, hanno
ottenuto anche l’intervento sul linguaggio che usiamo. Le femministe
radicali sono l’avanguardia della Political Correctness.
I
maomettani, che amano tanto fare le povere vittime, emigrano nelle
nazioni occidentali e vedono che buona parte del loro lavoro è già
fatto. I maomettani fanno le vittime oppresse, chiedono aiuti
statali, quote protette sul lavoro e campagne pubbliche contro il
razzismo e il bigottismo. Le femministe occidentali spianano la
strada per le forze che alla fine distruggeranno il femminismo e
vanno a nozze con le stesse persone che vogliono renderle schiave. A
volte ci vanno letteralmente a nozze.
La
politica marxista svedese Gudrun Schyman ha suggerito una tassa[6]
sugli uomini svedesi, tassandoli collettivamente per le violenze
sulle donne. Nel 2002 la stessa Schyman dichiarava pubblicamente che
gli uomini svedesi erano come i Talebani. Un giornalista del giornale
Aftonbladet rispondeva dicendo che Schyman aveva ragione[7] e che
tutti gli uomini sono come i talebani.
La
cosa divertente è che in uno stato maomettano come quello stabilito
dai Talebani in Afghanistan, ci sono dei gruppi di persone, in questo
caso i non maomettani, che pagano una tassa speciale non in base ai
loro guadagni, ma solo perché esistono. Le femministe radicali come
la Schyman sono più vicine ai Talebani che agli uomini occidentali.
Non credo che lei capirebbe l’ironia.
Lo
slogan della Schyman è: “Morte alla famiglia nucleare!”, slogan
ripetuto da parecchie giovani femministe norvegesi negli ultimi anni.
La Schyman dice che la famiglia nucleare è fondata sui ruoli
tradizionali in cui la donna viene subordinata all’uomo e che la
gerarchia di genere, espressa nella violenza contro le donne, viene
messa in atto nella famiglia.
Nel
2000, la femminista svedese Joanna Rytel e il gruppo Unf**ked Pussy
sono entrate nello stage durante la trasmissione in diretta di Miss
Svezia. La Rytel ha scritto un articolo intitolato “Non
partorirò mai un bianco
[8],” sul quotidiano svedese
Aftonbladet, nel 2004. In questo articolo, la Rytel afferma di odiare
i bianchi, definendoli egoisti, manipolatori, vanitosi e porci. Per
non lasciare dubbi ha anche affermato che “niente bianchi, per
favore, mi fanno vomitare. No grazie
La
misandria, l’odio patologico verso gli uomini, non è meno comune
della misoginia, l’odio patologico verso le donne. La differenza è
che la prima è socialmente accettabile.
Se
uno pensa che ogni oppressione venga dagli uomini occidentali, allora
sarà logico pensare di indebolirli più possibile in modo da
raggiungere un paradiso di pace ed eguaglianza. Purtroppo non
funziona così. Le donne europee hanno soppresso gli istinti
mascolini dei loro figli, ma non hanno ricevuto in cambio il paradiso
femminista. Hanno ricevuto solo un inferno maomettano.
E’
giusto dire che una società femminile sia meno distruttiva di una
società maschile, ma una società troppo debole verrà schiacciata
dalle altre società più aggressive. Invece di avere conquistato il
mondo, le femministe hanno perso tutto. Cosa faranno le femministe
radicali quando si troveranno davanti una banda di maomettani
violenti e aggressivi? Daranno fuoco ai reggiseni?
Forse
le donne saranno in grado di trasformare i loro uomini in zerbini, ma
a costo di mandare la loro società al diavolo. Secondo la femminista
italoamericana Camille Paglia: “Se la civiltà fosse stata
comandata dalle donne, staremmo ancora nelle capanne.”

Forse è un esagerazione, ma di certo tutte le culture dinamiche sono
state guidate dall’energia maschile.
Le
violenze dei maomettani contro le donne in occidente sono un sintomo
del crollo dell’Utopia femminista. I diritti e le libertà devono
essere protetti con la forza o con una minaccia credibile. Anche se
le donne possono darsi da fare per proteggersi, il ruolo primario
della protezione apparterrà sempre agli uomini. Le donne avranno
solo le libertà e i diritti fino a quando gli uomini combatteranno
per proteggerle. Questa è una pecca fondamentale che le femministe
non riusciranno mai a capire.
Le
differenze tra i diritti delle donne e le idiozie delle donne sono
definite da Smith e Wesson, non da Betty Friedan o Virginia Wolf.
Lo
scrittore danese Lars Hedegaard non crede che le donne approvino
l’immigrazione solo per convinzione ideologica o ingenuità
irrazionale. Hedegaard ritiene che vogliano l’immigrazione perchè
gli piace, come scrive in una colonna chiamata “The dream of
submission.”, in cui nota che nei partiti a favore
dell’immigrazione le donne sono molto più numerose degli uomini.
Come
mai è così, considerando che in quasi tutti i paesi a maggioranza
maomettana le donne hanno meno diritti degli uomini? Hedegaard si
chiede se le donne siano semplicemente cretine, dato che stanno
spianando la strada a gente che le vuole sottomesse. La sua risposta
è semplice: “Se le donne stanno spianando la strada alla
Shari’ah, è perché vogliono la Shari’ah.”
Le
donne non vogliono le libertà, dato che preferiscono sottomissione e
servitù.
L’autore
inglese Fay Weldon scrive che “Per le donne, c’è qualcosa di
sessualmente eccitante nella sottomissione.”

Hedegaard fa notare che se le donne vogliono la sottomissione,
allora gli uomini danesi ormai effeminati sono noiosi in confronto
agli sceicchi del deserto che non le farebbero neanche uscire di casa
senza permesso. I maomettani amano dire che ci sono più donne
convertite all’Islam che uomini, e hanno ragione. Islam significa
“sottomissione”, e la sottomissione attrae le donne. Forse le
donne amano inginocchiarsi di fronte al potere?
In
un articolo di un giornale svedese si parlava di donne svedesi
convertite all’Islam [9]. Per molte di loro, il concetto di famiglia
nell’Islam era una cosa che le attraeva molto. Molte donne dicevano
che nell’Islam l’uomo è logico e razionale, mentre la donna è
emotiva ed empatica. Nella famiglia islamica, la donna bada alla casa
e si prende cura dei figli, l’uomo lavora e protegge la famiglia.
Molte di quelle donne sentivano che mancava qualcosa nella loro vita,
e non trovavano alcuna risposta nel cristianesimo.
Un
altro argomento era l’idea fissa della bellezza nella società
moderna, e le condizioni difficoltose delle donne che non riuscivano
a bilanciare carriera e famiglia. Questo è strano, dato che sono
state le donne che hanno chiesto di “avere tutto”, non gli
uomini. Gli uomini sanno che non si può avere tutto e che bisogna
rinunciare a una cosa per averne altre. Forse le donne hanno
finalmente scoperto che avere una carriera lavorativa non è poi così
bello? Alla fine, la vita media maschile è più breve di quella
femminile.
La
trama del Codice da Vinci di Dan Brown’s racconta che il
cristianesimo è stato un complotto patriarcale per privare le donne
dei diritti che godevano durante un’età aurea in cui la femminilità
era sacra e si venerava la dea della fertilità, incinta e scalza. Se
questo è il caso, come mai le donne sono la grande maggioranza dei
frequentatori delle chiese? Come mai le donne vanno a cercare queste
religioni patriarcali e oppressive? Forse il filosofo francese Ernest
Renan aveva ragione quando chiamava le donne “il sesso devoto” e
diceva che le donne hanno più bisogno della religione degli uomini.
Forse
le femministe stanno mettendo alla prova la pazienza degli uomini
nella speranza di trovare un nuovo equilibrio tra i sessi, oppure
stanno mettendo gli uomini alla prova, per vedere se sono abbastanza
forti per resistere alle loro pretese. Ho sentito una donna che era
una femminista militante negli anni ’70, e si era pentita per tutte
le famiglie che aveva diviso e distrutto. A quei tempi si era
sorpresa per la mancanza di reazioni da parte degli uomini. Mi aveva
chiesto: “Ci siamo comportate in maniera orribile. Perché non
ci avete fermato?”
In
psichiatria, le auto mutilazioni e i comportamenti autodistruttivi
sono più frequenti tra le donne. Gli uomini tendono a dirigere la
loro aggressività all’esterno. Le donne tendono anche a dare la
colpa a loro stesse per gli abusi, e a giustificare il comportamento
dei loro torturatori. Forse l’occidente ha adottato alcuni dei tratti
negativi della psiche femminile? L’occidente effeminato viene
attaccato e assaltato dal mondo arabo, eppure continua a dare la
colpa a se stesso e a guardare con amore i suoi aguzzini. L’occidente
si comporta come una donna senza autostima sposata con un bruto
violento.
Nel
suo libro “Una stanza tutta per sè”, Virginia Woolf declama il
genio di William Shakespeare[10] e si immagina una sua ipotetica
sorella di nome Judith, dotata quanto il fratello. Nel suo libro,
Judith non riesce a ottenere un’educazione e non ha la possibilità
di imparare a scrivere, dato che non è un’attività concessa a una
donna. Dopo essere stata messa di fronte a un matrimonio combinato,
Judith commette suicidio e viene sepolta in un angolo di strada.
Le
femministe affermano che il motivo per cui ci sono state così poche
donne in politica e nelle scienze è l’oppressione maschilista. Ciò
è vero, ma solo in parte. Essere un uomo significa dovere dare
continuamente prova di sé, molto più che per le donne. Inoltre, la
responsabilità per l’educazione dei figli ricade molto più sulla
donna che sull’uomo. Una società moderna potrà diminuire questa
differenza, ma non rimuoverla del tutto. Ci sono motivi pratici per
cui le donne non saranno mai numerose come gli uomini nella politica
o ai livelli più alti dell’economia.
Christina
Hoff Sommers, autrice di “The War Against Boys”, scrive che[11]
dopo quasi 40 anni di femminismo, sono ancora gli uomini a
entrare in politica, fondare compagnie, ottenere brevetti e fare la
guerra. Gli uomini sono quelli che scrivono e leggono di più.
Nonostante gli sforzi delle femministe, gli uomini non sembrano
interessati a occuparsi di lavori di casa o di puericultura. Inoltre,
alle donne continuano a piacere gli uomini maschilisti.”
La
Sommers scrive anche che “Uno dei memoriali meno visitati a
Washington è una statua sulla riva del mare, che commemora gli
uomini che sono morti sul Titanic. Durante la tragedia, sono morti
l’80% degli uomini, mentre il 72% delle donne è sopravvissuto.
Perchè? Perchè gli uomini hanno seguito il principio del ‘prima le
donne e i bambini’. Il monumento, una statua raffigurante un uomo a
braccia aperte, è stato eretto dalle donne americane nel 1931 per
dimostrare la loro gratitudine. L’iscrizione dice: Dedicato agli
uomini coraggiosi che sono morti sul Titanic. (…) Hanno dato la
vita per salvare donne e bambini”
Simone
de Beauvoir disse, “Donna si diventa, non si nasce.”
Questo intendeva dire che le donne devono rifiutare tutti gli
indottrinamenti della natura, della società e della moralità. La
Beauvoir definiva il matrimonio e la famiglia come una tragedia per
le donne, e considerava il parto e la cura dei bambini come
schiavitù.
Stranamente,
dopo decenni di femminismo le donne occidentali si lamentano perchè
gli uomini occidentali non si vogliono sposare. La giornalista Molly
Watson scrive[12]:
Abbiamo
capito come mai la nostra generazione ha smesso di fare figli, e la
colpa non è della situazione lavorativa, e nemmeno del fatto che le
donne preferiscono la carriera ai figli. Nella mia esperienza, ciò è
dovuto al fatto che gli uomini della nostra generazione sono senza
palle. Finora non ho mai conosciuto una donna che desiderasse solo
avere una carriera a discapito dei figli. Il problema è che le donne
si trovano davanti a una generazione di maschi emozionalmente
immaturi che vedono il matrimonio come l’ultima cosa da fare prima di
morire.
Cosa
è successo al vecchio slogan: “una donna ha bisogno di un uomo
come un pesce ha bisogno di una bicicletta”? Vorrei ricordare alla
Watson che sono state le donne le prime a inventarsi che essere
single sia bello. Dato che le donne iniziano la buona parte dei
divorzi e dato che un divorzio è la rovina economica per un marito,
non ci si deve stupire se molti non vogliono sposarsi. Come disse una
persona famosa: “non penso che mi risposerò. A questo punto,
tanto vale andare da una donna che odio e regalarle una casa!”
Allo
stesso tempo, il comportamento delle donne di oggi ha reso facile
avere tanto sesso senza sposarsi. Insomma, le donne hanno reso il
matrimonio un rischio e hanno reso la vita da scapolo un’alternativa
confortevole. A questo punto non devono lamentarsi se gli uomini non
si vogliono impegnare. Forse le donne non hanno pensato alle
conseguenze prima di imbarcarsi nel femminismo!
L’ultima
ondata di femminismo radicale ha ferito profondamente la struttura
della famiglia occidentale. Ormai è impossibile crescere abbastanza
figli per mantenere l’equilibrio demografico, dato che le donne
occidentali non sono più interessate alla cura dei figli. Gli esseri
umani sono creature sociali, non solitarie. Siamo progettati per
vivere in coppia, non da soli. Il matrimonio non è una cospirazione
per l’oppressione delle donne, è la ragione di vita. Ciò vale anche
per chi non è religioso: secondo il darwinismo ateo lo scopo della
vita è il riprodursi!
Uno
studio americano [13] ha identificato i motivi per cui gli uomini non
vogliono andare a nozze. Primo, ormai è diventato molto più facile
avere sesso senza matrimonio. Il secondo è che si può convivere,
avendo i benefici di una moglie senza doversi sposare. Il risultato
dello studio coincide con le affermazioni di Ross Cameron, ministro
australiano della famiglia e della comunità, che ha accusato gli
uomini australiani di avere paura di prendersi un impegno. “La
ragione per cui le giovani non possono avere figli è che non trovano
uomini decisi a prendere l’impegno”
,
ha affermato. “Questa paura del matrimonio è un problema
serio”
Barbara
Boyle Torrey e Nicholas Eberstadt scrivono[14] di una grossa
differenza di fertilità tra Canada e USA: “Nei due paesi, le
età per il primo matrimonio, primo figlio e primo matrimonio civile
sono essenzialmente le stesse. Non si può spiegare la differenza in
fertilità solo in quel modo (…) La differenza di valori morali tra
i due paesi potrebbe esserne la ragione. Gli USA hanno una società
più religiosa e un ruolo maschile più importante nella famiglia,
oltre a un atteggiamento più critico riguardo all’aborto. Le donne
canadesi preferiscono il matrimonio civile, si sposano più tardi e
hanno figli più tardi rispetto alle donne americane”
Il
Newsweek scrive che[15] in Europa centrale stano tornando i branchi
di lupi: “Cento anni fa, l’incremento demografico e la domanda
di territori ha eliminato gli ultimi branchi di lupi tedeschi (…)
La nostra idea dell’Europa è un continente dove gli europei hanno
coltivato e recintato ogni minimo angolo di terreno. Forse il
continente del futuro sarà diverso.”
Reiner
Klingholz, capo dell’istituto berlinese per lo sviluppo demografico,
dice che buona parte d’Europa tornerà alla natura. In Austria
sono tornati gli orsi. Nelle valli svizzere le fattorie abbandonate
stanno venendo inglobate dalla foresta. Ci sono parti della Francia e
della Germania in cui sono tornati uccelli da preda e leoni di
montagna.
In
Italia, più del sessanta per cento dei due milioni e mezzo di
contadini è oltre i 65 anni. Una volta che saranno morti, buona
parte delle loro fattorie saranno abbandonate, così come i sei
milioni di ettari (un terzo del territorio agricolo in Italia) che
sono stati già abbandonati. L’UE ha bisogno di un milione e mezzo di
immigranti all’anno solo per mantenere stabile la popolazione in età
lavorativa. La fonte più probabile per questi immigranti saranno i
paesi del nordafrica, in cui la popolazione giovanile è destinata a
raddoppiare nel frattempo
Sono
i dati come questi che hanno spinto Phillip Longman, autore di “the
Return of Patriarchy[16]” a proclamare che i conservatori
erediteranno la terra:
Negli
stati che hanno votato per il presidente Bush nel 2004, i tassi di
fertilità sono il 12 per cento più alti rispetto a quelli che hanno
votato per il senatore John Kerry (…) Gli europei che si
considerano cittadini del mondo sono quelli che più difficilmente
avranno figli (…) C’è una grande differenza tra i tassi di
fertilità tra gli individualisti secolarizzati e i conservatori
culturali o religiosi. Ciò causerà una grande differenza nella
società dal futuro. (…) Gli europei del domani saranno per la
maggior parte i discendenti della parte più culturalmente
conservatrice della società di oggi”
Oltre
alla maggiore fertilità dei conservatori, c’è anche da considerare
il crollo dello stato del welfare nel futuro prossimo. Gli anziani
che avranno indottrinato valori religiosi e conservatori nei loro
figli li avranno a disposizione durante gli anni della pensione.
Questo
punto è da considerare. Il welfare statale in Europa è stato
soprannominato “nanny state”, lo stato bambinaia. Forse lo
avrebbero dovuto chiamare “stato marito”, dato che in una società
tradizionale il marito protegge fisicamente ed economicamente la
propria donna. Nella nostra società questo compito è stato
subappaltato allo stato, cosa che spiega come mai molte donne sono
felici di pagare tasse spropositate per il welfare. Lo stato è
diventato un marito di rimpiazzo, finanziato dalle tasse degli ex
mariti.
Se
il welfare statale smettesse di funzionare, ad esempio per le
pressioni economiche e sociali causate dall’immigrazione[17], le
donne occidentali scoprirebbero di non essere indipendenti come
credono. In questo caso, è probabile che vedremo un ritorno della
mentalità tradizionale in cui l’uomo protegge e mantiene la
famiglia, col supporto della donna.
Un
altro punto da tenere in considerazione è il fatto che i paesi come
Svezia e Norvegia affermano di essere i paradisi dell’eguaglianza tra
i sessi, eppure in quei paesi i due sessi vivono completamente
separati, molto più che negli altri paesi. Il femminismo radicale ha
portato i sessi a non fidarsi l’uno dell’altro, e non ha cancellato
la tendenza naturale all’attrazione tra uomini mascolini e donne
femminili, anche a costo di andare a cercare un partner in un altro
paese. C’è un numero enorme di scandinavi che ha trovato moglie in
Asia, America latina o in altri paesi dove il ruolo della donna è
ancora quello tradizionale. Ci sono anche molte donne che hanno
trovato il loro partner in un paese più conservatore. Non tutti
fanno così, ma la tendenza è ben visibile. Gli scandinavi si
vantano di avere “la parità dei sessi”, eppure sono costretti ad
andare dall’altra parte del mondo per cercare qualcuno che valga la
pena sposare!
Insomma,
il femminismo radicale è una delle prime cause della debolezza della
civiltà moderna, sia dal punto di vista culturale che demografico.
Le femministe, anche a causa della loro mentalità marxista, sono
state in prima linea nella fondazione della censura pubblica del
“politically correct” in Europa. Inoltre, hanno indebolito la
funzione della famiglia e hanno contribuito nel rendere l’occidente
troppo moscio e insicuro di sé per difendersi dall’aggressione dei
maomettani.
Anche
se le femministe ormai sono in preda al fanatismo, non vuol dire che
tutte le loro idee fossero sbagliate. Il movimento femminista ha
portato a cambiamenti radicali nella società. Oggi le donne occupano
posti che sarebbero stati impossibili solo pochi decenni fa.
In
generale, le donne gestiscono la vita privata degli uomini. Il
matrimonio di solito era uno scambio: le cure della moglie in cambio
della sicurezza finanziaria e sociale del marito. Nel mondo moderno
ci sono donne che non hanno più bisogno di sicurezza finanziaria, ma
gli uomini continuano ad avere bisogno del supporto emozionale della
moglie. La situazione è diventata più vantaggiosa per le donne,
anche se non è detto che la situazione rimanga la stessa. Le donne
continueranno a volere un partner, ma ciò richiederà che gli uomini
facciano del loro meglio.
Uno
studio dell’Università di Copenhagen dimostra che il divorzio è
legato ai problemi di salute, specialmente tra gli uomini[18]. Lo
studio riporta che il tasso di morte per gli uomini scapoli o
divorziati tra i 40 e i 50 anni è il doppio di quello degli altri
gruppi, anche tenendo conto di altri fattori come povertà o problemi
psichici. “Tenendo conto del gran numero di bambini che crescono
in famiglie divise dal divorzio, crediamo che questo studio sia
rilevante. Il divorzio ha conseguenze serie e serve una strategia per
prevenirlo”,
dichiara lo
psicologo e scrittore John Aasted Halse.
La
contraddizione apparente tra dominazione femminile a livello
microeconomico e dominazione maschile a livello macroeconomico non si
può spiegare con vecchio detto del “sesso forte e sesso debole”.
Essere un maschio risulta in una specie di energia nervosa, dovuta al
fatto di dovere provare continuamente il proprio valore. Tale cosa ha
effetti positivi e negativi. La preponderanza dei maschi nelle
scienze, in politica, nel crimine e in guerra è dovuta a questa
energia nervosa. Le donne non devono provare continuamente il loro
valore, e questo le rende più calme. Penso che più che “sesso
forte e sesso debole” si debba parlare di “sesso irrequieto e
sesso calmo”
Daniel
Pipes continua a dire che l’antidoto all’Islam radicale è l’Islam
moderato. Forse non esiste niente di simile all’Islam moderato, ma
esiste il femminismo moderato ed esiste anche un maschilismo
moderato. Nel suo libro “Manliness”, Harvey C. Mansfield espone
una difesa del maschilismo, dicendo che “Il maschilismo è metà
buono, metà cattivo”.
Il
maschilismo può essere nobile ed eroico, come gli uomini che si sono
sacrificati sul Titanic per salvare donne e bambini, ma può essere
anche stupido, testardo e violento. Molti uomini si sentono offesi
quando sentono dire che la violenza e il delitto d’onore dei
maomettani sono espressioni di maschilismo, ma ciò è vero. L’Islam
è un concentrato di tutti gli aspetti peggiori del maschilismo.
Dobbiamo rifiutare l’Islam, dato che anche gli uomini perdono la
libertà di parola e di pensiero sotto la Shari’ah, non solo le
donne.
Anche
una versione moderata del femminismo sarebbe letale per l’Islam.
L’Islam sopravvive grazie alla sottomissione estrema delle proprie
donne. Senza ciò, l’Islam soffocherebbe e morirebbe. E’ vero che
l’occidente non ha ancora trovato il punto d’equilibrio perfetto tra
uomo e donna, ma almeno ci sta provando. L’Islam è ancora fermo al
settimo secolo. Ci sono uomini che si lamentano del fatto che si
sentono privati di mascolinità. Forse un buon modo per recuperarla è
fare in modo che le nostre sorelle e le nostre figlie crescano in un
mondo dove godano dei diritti all’educazione e alla libertà. Per
ottenere ciò, bisogna proteggerle dalla barbarie maomettana.
Fonti:
http://www.brusselsjournal.com/node/1300
1.
http://www.brusselsjournal.com/node/1174
2.
http://www.brusselsjournal.com/node/840,
http://www.brusselsjournal.com/node/1105
3.
http://fjordman.blogspot.com/2005/04/confessions-of-ex-feminist.html
4.
http://fjordman.blogspot.com/2005/12/gender-quota-set-for-company-boards-of.html
5.
http://www.ldo.no/index.php?option=com_content&task=view&id=33&Itemid=46
6.
http://www.spectator.se/stambord/index.php?p=240
7.
http://www.aftonbladet.se/vss/nyheter/story/0,2789,135732,00.html
8.
http://www.aftonbladet.se/vss/debatt/story/0,2789,461311,00.html
9.
http://littlegreenfootballs.com/weblog/?entry=20593&only
10.
http://etext.library.adelaide.edu.au/w/woolf/virginia/w91r/chapter3.html
11.
http://www.weeklystandard.com/Utilities/printer_preview.asp?idArticle=12041&R=EBF131C9C
12.
http://fjordman.blogspot.com/2005/10/trouble-with-men-or-with-women.html
13.
http://www.smh.com.au/articles/2002/06/26/1023864608383.html?oneclick=true
14.
http://www.policyreview.org/aug05/torrey.html
14.
http://52.087.5.054plusf94:PBmluvt813218971489КФ
15.
http://www.msnbc.msn.com/id/8359066/site/newsweek/
16.
http://www.keepmedia.com/pubs/ForeignPolicy/2006/03/01/1332578
17.
http://www.brusselsjournal.com/node/1234

18.
http://www.cphpost.dk/get/95907.html

2083 an European declaration of independence – Libro 2.8 Il fallimento del femminismo in occidente


2.8 Il fallimento del
femminismo in occidente

Autore:
Fjordman
“Mai
buttare giù un muro se non sai perché è stato costruito”

Robert
Frost

Ho
scritto vari saggi riguardo agli effetti dannosi del femminismo in
occidente. C’è un’ondata di violenze, soprattutto carnali, nelle
città europee, e ciò è una forma di guerriglia contro i bianchi.
E’ tempo di guardare in faccia la realtà. Come dice questo post su
Gallia Watch[1]:
Tipico “maschio” europeo

In
guerra i vincitori si prendono le donne del nemico e proteggono le
proprie. La retorica che degrada le donne europee e francesi (Il
gruppo rap Sniper canta: “Mi trombo la Francia come una puttana”)
è parte della femminizzazione degli europei, l’idea che l’Europa sia
una terra di conquista, un posto da saccheggiare. Gli stupri di
gruppo sono una forma di violenza collettiva contro le donne del
nemico, così come è successo nella Berlino del 1945 devastata dal
nemico. Una tribù che non riesce a proteggere le proprie donne si
comporta come se avesse già perso la guerra. Molti di noi non lo
sanno, ma i nostri nemici lo sanno di sicuro.

Essendo
un uomo europeo, ho la tentazione di dire che molte donne europee se
la sono proprio andata a cercare. Nel corso delle generazioni, molte
donne hanno combattuto una guerra ideologica, psicologica ed
economica contro l’uomo occidentale, credendo che questo le avrebbe
rese libere. Come risultato, ora le donne hanno ancora meno sicurezza
e libertà di movimento di prima, grazie alle politiche di
immigrazione volute da loro e dai loro “amici”.
In
generale, gli uomini europei hanno trattato le loro donne con un
rispetto inconcepibile per tutte le altre civiltà del pianeta, e non
solo negli ultimi secoli. Con tutto ciò, gli uomini occidentali
vengono trattati come immondizia, mentre gli uomini non europei
vengono trattati col massimo del rispetto. Da quello che si vede in
giro, le donne europee apprezzano gli uomini che le trattano come
immondizia, mentre trattano male quelli che le rispettano. Questo non
è un modo intelligente di comportarsi, almeno se si vuole mantenere
la propria dignità.
La
verità è che le nazioni vengono sempre protette dagli uomini. Le
donne possono dare aiuto e supporto, ma non altro. Si parla tanto di
potere femminile e di donne decise, almeno nei film di Hollywood, ma
se gli uomini sono troppo deboli o demoralizzati per difendere le
donne, il nemico se le prenderà come schiave prima che possano dire
“femminismo”. Questo significa che distruggere la mascolinità
degli uomini, la loro volontà e abilità nel difendersi e nel
difendere le loro famiglie, allora si distrugge il paese. Questo è
esattamente ciò che hanno fatto le donne occidentali negli ultimi
quarant’anni. Ovviamente, i risultati sono quelli che sono.
Si
dice che non si può ingannare la natura. Le donne hanno cercato di
farlo e stanno pagando le conseguenze.

Femminista media
Le
donne occidentali sono state soggette ad un indottrinamento neo
Marxista teso a trasformarle in armi rivolte contro la loro stessa
civiltà, una strategia che ha avuto grande successo. Questo viene
descritto nel libro di Robert Spencer Religion
of Peace?
:
Ci
sono attacchi continui contro la storia e la dottrina cristiana,
rivolti all’instillare un senso di vergogna per la propria cultura,
anche nei non cristiani. Questo senso di vergogna porta i giovani a
pensare che non valga neanche la pena difendere la propria cultura e
civiltà. Tale atteggiamento si può vedere nell’intervento di
“Rachel”, una studentessa bianca americana che si rivolse a un
professore nativo americano, David Yeagley, dicendo: “Dottor
Yeagley, guardando la mia cultura non vedo niente di cui essere
fiera. Non c’è niente di bello nella mia cultura o nella mia razza.
Guari la sua cultura, la tradizione nativo americana. Questa è una
cosa di cui essere fieri.” Yeagley rispose: “I Cheyenne dicono
che una nazione non è mai conquistata fino a che le donne non hanno
buttato via i loro cuori”. Quando Rachel denigrò la sua stessa
gente, lo fece con tranquillità e sicurezza, senza alcuna paura di
essere criticata o censurata. Gli altri studenti rimasero in
silenzio, guardando prima me e poi Rachel, come per chiedersi chi
avesse più autorità. Chi ha conquistato la tribù di Rachel? Cosa
l’ha portata a disprezzarla così? Perché Rachel si è comportata come la
donna di una tribù sconfitta?”
Femminista moderata
Nel
su libro The
Suicide of Reason: Radical Islam’s Threat to the West
,
Lee Harris scrive:

I
maomettani stanno facendo di tutto per trasformare i loro ragazzi in
maschi alfa, duri, aggressivi e spietati. Noi educhiamo i nostri
figli a essere bravi studenti, a cercare un buon lavoro in un posto
sicuro, a fare piani per la pensione. Loro vogliono dei guerrieri
sacri. Noi vogliamo bravi studenti al college. Loro vogliono che i
loro figli siano martiri. Eliminare i maschi alfa pieni di
testosterone potrà anche rendere la società calma e tranquilla, ma
lascerà la società indifesa contro una società che sta addestrando
un esercito di giovani maschi alfa che vi odia in modo fanatico. Ci
possono volere anni o decenni prima di capire l’errore, ma a quel
punto sarà di gran lunga troppo tardi per cambiare registro. La fine
del testosterone in Europa non porterà alla fine della storia, ma
alla fine dell’Europa
Fonti:
http://gatesofvienna.blogspot.com/2008/08/failure-of-western-feminism.html
1.
http://galliawatch.blogspot.com/2008/08/endangered-species.html

2083 Una dichiarazione di indipendenza europea – Parte 4, il fallimento delle università occidentali

1.3 Il fallimento delle università occidentali

By Fjordman
Kari Vogt, storica delle religioni presso l’Università di Oslo, afferma che il libro di Ibn Warraq “Perché non sono un Musulmano” è irrilevante per lo studio dell’Islam così come i Protocolli dei Savi Anziani di Sion sono irrilevanti per lo studio dell’Ebraismo. Lei è considerata una delle maggiori esperte sull’Islam in Norvegia, spesso citata nei media nazionali quando si parla dell’Islam e dell’immigrazione Maomettana. La gente che si fida dei mass media (ossia la maggioranza della popolazione) viene sistematicamente ingannata riguardo all’Islam dalle nostre università che per la maggior parte hanno fallito nel mantenere l’ideale della libera ricerca. Sfortunatamente, ciò è vero per quasi tutte le università [1] e i college[2] occidentali[3].  La scuola per gli studi Orientali e Africani di Londra (SOAS[4]), teatro di incidenti antisemiti nel suo campus pro-Islamico, ha minacciato uno dei suoi studenti di origine ebraica perché protestava contro l’antisemitismo in ambito universitario. Gavin Gross, americano, guida una campagna contro il peggioramento delle condizioni per gli studenti ebrei al SOAS, che fa capo all’università di Londra. Il SOAS è teatro di attività antisemite sempre crescenti in frequenza e gravità. All’inizio dell’anno la Società Islamica aveva proiettato un video in cui equiparava l’ebraismo col satanismo. Nel frattempo per “promuovere la comprensione tra l’Islam e l’Occidente” l’Arabia Saudita ha donato circa 13 milioni di sterline a un museo Inglese [5]. Ufficialmente i fondi del Sultano serviranno per una galleria Saudita e Islamica diretta al raffigurare la cultura e la civiltà Islamica nella giusta prospettiva. Serviranno anche a finanziare borse di studio per gli studenti Sauditi presso l’università di Oxford. I Sauditi e altri petrolieri Arabi stanno comprando il controllo su quanto gli occidentali sapranno sull’Islam. Il Principe Al-Waleed bin Talal bin Abdul Aziz Al-Saud, membro della Famiglia Reale Saudita, è un investitore internazionale tra i 10 più ricchi del mondo. E’noto in America perché offrì un assegno da 10 milioni di dollari al sindaco di New York Rudolph W. Giuliani nell’Ottobre del 2001 per la ricostruzione delle Torri Gemelle. Il Sindaco Giuliani restituì l’assegno quando seppe che il principe aveva chiesto agli Stati Uniti di “riesaminare le politiche in Medio Oriente e adottare un atteggiamento più bilanciato rispetto alla causa Palestinese”. Il Principe Talal sta creando una rete TV, Al-Resalah[6], diretta ai Maomettani Americani e già attiva in Arabia Saudita. Nel 2005, Bin Talal ha comprato il 5.46% delle azioni della News Corp, la casa madre di Fox News. Nel December 2005 si vantò davanti al Middle East Online di poter cambiare a volontà i contenuti della Fox News[7]. Durante le rivolte in Francia[8] di quell’autunno, la Fox intitolò un servizio con “Rivolte Musulmane”. Bin Talal non ne era felice “Ho chiamato Murdoch al telefono […] [e gli ho detto] che quelle non sono rivolte musulmane, ma guerre di poveri” disse “In 30 minuti il titolo è stato cambiato in Guerriglia civile”.  Un sondaggio condotto dall’Università di Cornell rivelò che circa metà degli Americani ha una visione negativa dell’Islam[9]. Durante una conferenza stampa nel quartier generale dell’assemblea mondiale della gioventù islamica (WAMY), Paul Findley, un ex senatore americano, disse che il cancro dei sentimenti anti-Musulmani e anti-Islamici si era diffuso nella società Americana e richiedeva azioni correttive per essere eliminato. E’stato annunciato il lancio di una campagna mediatica da 50 milioni di dollari da parte del Consiglio per leRelazioni Americano-Islamiche (CAIR) “Vogliamo incontrare il Principe Alwaleed ibn Talal per ringraziarlo per il supporto finanziario al nostro progetto. E’stato generoso nel passato”. L’assemblea mondiale della gioventù islamica, fondata dal nipote di Osama Bin Laden in America, divide i suoi uffici con la Società Islamica per il Nord America e con il Centro Islamico Canades. Il WAMY Canada gestisce [10] una serie di campi Islamici e di pellegrinaggi giovanili. L’agente segreto americano Agent Kane citava una pubblicazione preparata per il WAMY che diceva testualmente “Ave! Ave! Oh Soldati Sacrificali! A Noi! A Noi! Dobbiamo difendere la bandiera in questa Giornata di Jihad! Avrete paura di versare il vostro sangue? Siete troppo attaccati alla vostra vita?” Secondo il suo rapporto, questi insegnamenti erano diretti a bambini dai 14 ai 18 anni. Le università di Harvard e di Georgetown hanno ricevuto 20 milioni di dollari in donazioni[11] dal Principe bin Talal per finanziare studi islamici. “Per  una università con aspirazioni globali, è critico che Harvard abbia un solido programma sull’Islam che sia mondiale e interdisciplinare nel suo approccio”, disse Steven E. Hyman, rettore di Harvard. Georgetown ha risposto che avrebbe usato il finanziamento – il secondo più grande mai ricevuto nella storia– per espandere il centro per il dialogo Islamico-Cristiano.
Martin Kramer, autore di “Torri di avorio nella Sabbia, il fallimento degli studi Mediorientali in America,” disse: “Il Principe Alwaleed sa che se vuoi fare una differenza devi puntare su posti nella Beltway, come Harvard o Georgetown”. Il professore di Georgetown John Esposito, direttore fondatore del Centro per il dialogo Islamico-Cristiano, contribuì nel sottovalutare [12] la minaccia della Jihad in Occidente. Kramer afferma che [13] negli anni ’70 Esposito aveva preparato la sua tesi sotto il suo mentore Maomettano Ismail R. Faruqi, un imperialista maomettano di origine palestinese teorico della “Islamizzazione della conoscenza”. Durante la prima parte della sua carriera John L. Esposito non ha mai studiato o insegnato nel Medio Oriente. Negli anni 80 ha pubblicato libri come Islam: The Straight Path, il primo di una serie di libri favorevoli all’Islam. Nel 1993, Esposito arrivò all’università di Georgetown University, affermando di essere un’autorità nel campo. Nel 2003, la società islamica del Nord America (ISNA) riconobbe Esposito[14] come il nuovo “Abu Taleb Islamico” non solo in Nord America ma in tutto il mondo. Ringraziando gli “innumerevoli sforzi per cancellazione delle leggende urbane sulla società e la cultura Musulmana” il Dr. Sayyid Syeed, Segretario Generale dell’ISNA paragonò Esposito ad Abu Taleb, lo zio non-Maomettano di Muhammad che aiutò la nascente comunità Maomettana della Mecca nel momento in cui era ancora debole e vulnerabile. La carriera di Esposito simbolizza il fallimento degli studi critici sull’Islam (e forse su tutti gli argomenti non Occidentali) delle università occidentali negli anni 80 e 90. Il Francese Olivier Roy nel 1994 pubblicò un libro intitolato Il Fallimento dell’Islam Politico e descrisse il Medio Oriente come “post-Islamico”. Come disse Martin Kramer, “Gli universitari erano tanto impegnati con i Martin Lutero mussulmani da non riuscire mai a produrre una sola analisi seria su bin Laden e la sua accusa all’America. Le azioni di Bin Laden, i suoi video e i suoi discorsi erano imbarazzanti per gli universitari che assicuravano gli Americani che l’Islam politico era ormai superato.” Quantomeno le università americane stanno ammettendo che bin Laden esiste. Bruce Lawrence, professore di religione alla Duke [15], ha pubblicato un libro sui discorsi e gli scritti di Bin Laden. Secondo lui “Se lo leggi secondo i suoi termini è una persona di alti ideali, che sarebbe benvenuta nella politica mondiale“. Lawrence afferma anche che Jihad significa essere “uno studente migliore, un collega migliore, un partner commerciale migliore. Sopratutto, significa controllare la propria rabbia.”
Altri credono che ci stiamo lamentando troppo della Jihad. John Mueller, insegnante di Scienze Politiche nell’Università dell’Ohio nel numero di settembre 2006 di Foreign Affairs[16] si chiedeva se la minaccia terroristica agli USA non fosse una finzione: “Una spiegazione credibile del fatto che gli Stati Uniti non hanno più subito attacchi dall’11 Settembre è che la minaccia terroristica sia stata esagerata, come avvenne durante la Seconda Guerra Mondiale per i nippo-americani o per i Comunisti nel Dopoguerra (…) L’agenzia di sicurezza nazionale, enorme e costosissima, serve a perseguire alcuni, spiare molti, infastidire moltissimi e tassare tutti nella difesa degli Stati Uniti contro un nemico che nemmeno esiste.” Lee Kaplan durante una conferenza del [17] MESA, l’associazione degli studi sul medio oriente notò che: “Gli universitari tra il pubblico ricevevano copie gratuite di una rivista platinata chiamata Washington Report on Middle East Affairs. Molta gente, a una prima occhiata, potrebbe dire che la pubblicazione è simile al Newsweek o al Time.” “Quel che molti non sanno è che il sito e il giornale del Washington Report on Middle East Affairs – anzi, l’intera organizzazione – riceve finanziamenti dall’Arabia Saudita, un regime dispotico che si è tacitamente comprato l’influenza in ogni campus Americano, particolarmente attraverso i Centri di studi mediorientali.” Ho incontrato Nabil Al-Tikriti, un professore dell’università di Chicago e gli ho sentito dire: “Vorrei invitare quegli universitari che sostengono l’impegno bellico americano e le misure di sicurezza in America, gente come Daniel Pipes o Martin Kramer.”Io ho risposto, “E allora perché non sono qui alla conferenza MESA?”. “Perché li sbatteremmo fuori”, rispose Al-Tikriti. Il vice presidente della Commissione Jihad, Hugh Fitzgerald, condivide le sue preoccupazioni sul MESA[18]: “Come organizzazione il MESA è stato colonizzato negli ultimi due decenni da apologeti Maomettani.” “L’apologetica consiste nel ignorare argomenti come la Jihad, la dhimmitude, e addirittura nel negare agli studenti lo studio diretto del Corano, delle Hadith e della Sira.” “Vengono studiati libri al livello di [Karen] Armstrong ed Esposito, oppure idiozie buoniste come Principi, Poeti e Visir di Maria Rosa Menocal.” “Nessun membro del MESA ha mai fatto tanto quanto Ibn Warraq per rendere pubblica la vera storia delle origini dell’Islam. Nessuno ha mai parlato dell’istituzione del Dhimmi come la Bat Ye’or[19]. E’una situazione stupefacente, in cui il lavoro importante non viene svolto dalle università perché molti centri universitari sono stati conquistati da una storta di Internazionale Islamintern.” Hugh Fitzgerald ha ragione. The Legacy of Jihad, uno dei più importanti lavori sulla Jihad degli ultimi anno è stato scritto da Andrew Bostom, un medico insoddisfatto dal materiale disponibile sull’argomento all’alba degli attacchi dell 11 Settembre. Bat Ye’or, forse la maggiore esperta sull’istituzione della Dhimmitude è autodidatta. Ibn Warraq ha scritto vari libri eccellenti sulle origini del Corano e sui primi giorni dell’Islam, pur essendo al di fuori del sistema accademico. Ciò è molto onore per loro, ma è un disonore per le università occidentali.
E’difficile capire perché le autorità Americane o Europee permettano ai Sauditi di finanziare ciò che sarà insegnato riguardo l’Islam alla futuraclasse dirigente, nonostante abbiano finanziato il peggiore attacco terroristico di tutta la storia. Gli Stati Uniti non avevano permesso ai Nazisti di comprare l’appoggio delle università americane. Anche se i Sovietici avevano i loro apologisti e i loro agenti, gli Americani non gli permisero mai di sponsorizzare i college. Perché stanno permettendo ai Sauditi e agli altri Maomettani di farlo? I Sauditi sono nemici che non devono avere il permesso di influenzare le università o i media. E’ una faccenda di sicurezza nazionale. Anche se la bustarelle e i petroldollari dei Sauditi sono un forte ostacolo per chi vuole studiare criticamente l’Islam, non sono la totalità del problema. Molti docenti universitari sono talmente imbevuti di ideologie anti-occidentali che sarebbero lieti di attaccare l’Occidente e applaudire l’Islam anche a gratis. Poche opere hanno fatto di meglio nel corrompere il dibattito critico sull’Islam nelle scuole e università del libro del 1979 Orientalismo, di Edward Said. Ha generato un esercito di Saidisti, detti anche Terroristi Intellettuali Terzomondisti [20] da Ibn Warraq. Secondo Ibn Warraq, “quel libro ha insegnato a un intera generazione di Arabi l’arte del piangersi addosso, lamentandosi perché se non fosse per gli imperialisti, i razzisti e i Sionisti sarebbero di nuovo grandi come un tempo“. Quel libro ha incoraggiato la generazione dei fondamentalisti Maomettani degli anni 80 e ha messo a tacere ogni critica verso l’Islam.  “Il tono aggressivo di Orientalismo è quello che ho chiamato Terrorismo intellettuale, dato che non cerca di convincere tramite logica o analisi storica, ma urlando accuse di razzismo, imperialismo ed Eurocentrismo contro chiunque cerchi di contestarlo. Una delle tecniche preferite è dipingere l’Oriente come il nemico eterno dell’imperialismo, della dominazione e dell’aggressione Occidentale. L’Oriente non è mai dipinto come un’entità dotata di volontà propria.
Ibn Warraq critica Said perchè non vuole riconoscere la tradizione Occidentale del pensiero critico. Se avesse studiato meglio la civiltà e la storia Greca, in particolare le Storie di Erodoto “Said avrebbe incontrato due caratteristiche tipiche della cultura occidentale, che Said cerca spasmodicamente di negare: la ricerca della conoscenza fine a se stessa. La parola Greca Historia significa “ricerca” ed Erodoto credeva che il suo lavoro fosse il risultato della ricerca: quello che aveva visto, sentito e letto, ma verificato tramite lo studio.”  “La curiosità intellettuale è uno dei punti cardine della civiltà Occidentale. Come dice J.M.Roberts, è assurda la grandissima indifferenza di certe civiltà e la loro mancanza di curiosità riguardo al mondo. Perché gli studiosi Islamici non avevano alcuna voglia di tradurre i testi Europei o Latini in Arabo? Perché mentre il poeta Inglese Dryden scriveva un’opera teatrale sulla successione a Delhi dopo la morte dell’Imperatore mongolo Aurungzeb, nessun Indiano ha mai voluto scrivere qualcosa sulle politiche delle corti Inglesi di quei tempi? E’chiaro che la curiosità e lo spirito di avventura europeo hanno altre motivazioni oltre quella economica, per quanto essa sia importante
Martin Kramer indica quanto sia ironico che il novellista Salman Rushdie lodava il coraggio di Said: “Il Professore Said riceve minacce di morte dalla Lega Ebraica Americana” disse Rushdie nel 1986, “e penso sia importante ricordare che essere un Palestinese a New York – ed essere Palestinese in generale – non è il destino più tranquillo”. Come accadde, il destino di Said divenne molto più tranquillo di quello di Rushdie, dopo che Khomeini ordinò la sua morte nel 1989. E’ironico come Rushdie, un grande letterato postcoloniale con credenziali sinistrorse impeccabili, sia diventato la personificazione dell’ostilità da parte dell’Islam. Nel suo saggio “Gli intellettuali e il Socialismo”, F.A. Hayek scriveva decenni fa che il “Socialismo fin dall’inizio non è mai stato un movimento della classe operaia. E’una costruzione dei teorici e degli intellettuali, ossia i venditori di idee di seconda mano. L’intellettuale medio non ha bisogno di avere nessuna competenza particolare, non deve essere neanche particolarmente intelligente per fare il suo ruolo di intermediario nella diffusione delle idee. Questa casta è composta da giornalisti, insegnanti, preti, lettori, pubblicisti, radiofonici, scrittori di fiction, vignettisti e artisti. Include anche professionisti e tecnici, come scienziati e medici.” “Questi intellettuali sono gli organi con cui la società moderna diffonde le conoscenze e le idee, mentre i loro pregiudizi e opinioni sono il setaccio attraverso le idee devono passare prima di essere diffuse  alle masse.
Gli insegnanti più brillanti di oggi sono generalmente socialisti“. Secondo Hayek questo non deriva dal fatto che i socialisti sono più intelligenti, ma perché “una grossa fetta dei socialisti si dedica ai mestieri che gli consentono di influenzare l’opinione pubblica. Il pensiero socialista attrae molto i giovani data la sua natura visionaria. L’intellettuale, per sua natura, non è interessato ai dettagli tecnici o alle difficoltà pratiche. Quello che gli interessa sono le idee.” Hayek avverte che “Forse è vero che la società libera porta con sè il germe della propria distruzione, che la libertà venga data per scontata e considerata inutile, che la libera crescita delle idee che è l’essenza di una società libera porterà la distruzione della società che l’ha creata“. “Forse questo significa che la libertà viene apprezzata solo da chi l’ha persa, che ovunque è necessario attraversare una fase di totalitarismo socialista prima che le forze della libertà riprendano la voglia di combattere?” “Se vogliamo evitare una situazione simile dobbiamo offrire un nuovo programma liberale che stimoli l’immaginazione. Dobbiamo rendere la costruzione di una società libera un’avventura dell’intelletto, un atto di coraggio.”
Nel suo libro Modern Culture, Roger Scruton[21] spiega perchè le ideologie di sinistra siano ancora attraenti:
La teoria Marxista è una forma di determinismo economico, secondo cui i cambiamenti fondamentali nelle relazioni economiche sono sicuramente rivoluzionari e caratterizzati dalla distruzione violenta del vecchio sistema e da un crollo della “sovrastruttura” politica fondata su esso. La teoria è palesemente sbagliata, ma c’è qualcosa nell’immagine Marxista che la rende attraente, tanto che ci sono persone disposte a crederci. Spiegando la cultura come un sottoprodotto delle forze materiali, Marx accetta la visione materialista Illuministica. La vecchia cultura, con gli dei, le autorità e le tradizioni sembra una rete di illusioni, il cosiddetto oppio dei popoli che calma i dolori.”
Secondo Scruton, dopo l’Illuminismo “non avvenne solo la reazione incarnata da Burke ed Herder, abbellita dai romantici, ma anche un cinismo verso la vera idea di cultura. E’diventato normale vedere la cultura da fuori, non come un modo di pensare che definisce la nostra eredità morale ma come un travestimento con cui dei poteri innaturali si mostrano come se fossero il diritto naturale. Dopo Marx, sono sorte le teorie che smascheravano le culture. Queste teorie hanno la struttura costruita da Marx: identificano il potere come la realtà e la cultura come la maschera. Cercano anche di prevedere una liberazione futura dalle menzogne degli oppressori.” E’stupefacente notare che questa è esattamente lo stessa trama del libro di Dan Brown Il codice Da Vinci del 2003, uno dei più grandi best seller di tutti i tempi. Oltre ad essere un thriller, il libro afferma che tutta la storia del Cristianesimo moderno è una cospirazione della Chiesa per coprire la verità riguardo il matrimonio tra Gesù e Maria Maddalena. Lo scrittore Australiano Keith Windschuttle[22], ex Marxista, è stanco della ideologia anti-occidentale delle università: “Negli ultimi tre decenni molti degli opinionisti nelle università, nei media e nelle arti hanno considerato la cultura Occidentale come qualcosa di cui vergognarsi o a cui opporsi. La conoscenza scientifica Occidentale è diventata solo una delle tante strade che portano alla conoscenza” “Il relativismo culturale afferma che non ci sono standard assoluti per giudicare le culture umane. Tutte le culture devono essere giudicate equivalenti, anche se diverse. Questo atteggiamento tollerante non vale per la cultura Occidentale, la cui storia viene vista come un crimine contro il resto dell’umanità. L’Occidente non può giudicare le altre culture ma deve condannare la propria.
Windschuttle ci impone di ricordare gli elementi unici della nostra cultura: “I concetti di libertà di espressione e di ricerca, così come il diritto di critica, sono cose per noi talmente scontate che non ci facciamo caso. Dobbiamo riconoscere che questi sono fenomeni solamente Occidentali. Non sono contemplati nelle culture Confuciana o Indù. Senza questi concetti il mondo non sarebbe quello di oggi. Non avremmo avuto Copernico, Galileo, Newton o Darwin.
La riscrittura della storia Occidentale è stata così brutta che persino William Shakespeare è stato definito un Maomettano in incognito! “Shakespeare sarebbe stato deliziato dal Sufismo“, disse lo studioso maomettano Martin Lings, un Sufi. Secondo il Guardian, Ling ha affermato che le opere di Shakespeare “somigliano agli insegnamenti della setta Sufi“, durante la International Shakespeare Globe Fellowship Lecture nel Globe Theatre a Londra, durante la Settimana di Cultura Islamica. “Sarebbe stato impossibile per Shakespeare essere un Maomettano” ha risposto David N. Beauregard, uno studioso di Shakespeare e co-editore di “Shakespeare e la Cultura Cristiana nell’Inghilterra Moderna” Beauregard ha continuato “Shakespeare aveva credenze Cattoliche Romane su temi di importanza cruciale, questo non per dire che Shakespeare scriveva drammi religiosi, ma che il suo lavoro ha senso solo in una specifica tradizione religiosa.” Secondo Robert Spencer[23], “Shakespeare è solo l’ultima figura della Storia Occidentale a essere riscritta in maniera pro-Maomettana.” Recentemente il Dipartimento di Stato Americano ha asserito, senza uno straccio di prova che Cristoforo Colombo (che nel 1492 aveva lodato Ferdinando e Isabella per avere cacciato i Maomettani dalla Spagna) era stato aiutato nei suoi viaggi da un navigatore Maomettano. “Le scuole in America sono talmente disastrate che oggi nemmeno gli insegnanti sono in grado di rispondere a queste fantasie storiche.” Il blog The Gates of Vienna [24] ha citato un rapporto da parte del Consiglio Americano dei Laureati e Insegnanti (ACTA) delle università Americane. Il sondaggio rivelava “una grande uniformità nell’atteggiamento politico e pedagogico. In tutte le scienze umane e sociali ci sono sempre gli stessi temi, quale che sia la disciplina. Nei corsi di letteratura, filosofia, storia, antropologia, religione, (…) si parla sempre delle stesse cose: razza, classe sociale, sesso, sessualità, “la costruzione sociale dell’identità”, la globalizzazione, il capitalismo, l’egemonia Americana, l’oppressione, la distruzione dell’ambiente.” In tutte le classi si ripete lo stesso messaggio, in termini che a un non universitario sembrano incomprensibili. In breve, il messaggio è che lo status quo, patriarcale, razzista, egemonico e capitalista, deve essere interrogato e criticato per poter teorizzare e facilitare una rivoluzione la cui necessità è data per scontata. Le differenze tra le discipline stanno sparendo. I corsi su argomenti specifici come la letteratura, la sociologia o gli studi femminili sono diventati copie speculari

Le femministe e l’Islam

La scrittrice Charlotte Allen commenta [25] su come il Presidente Lawrence Summers dell’Università di Harvard ha causato un putiferio con il suo discorso in cui speculava che le differenze innate tra i sessi potrebbero essere la causa della minore presenza delle donne nei massimi livelli delle scienze. Summers si è licenziato nel 2006, in parte per le proteste causate dal suo discorso. “Anche per chi non comprenda la ricerca scientifica – Mr. Summers ha citato uno studio in cui si dimostra che in generale le donne hanno la stessa intelligenza degli uomini, ma che tra le persone estremamente intelligenti, quelle che raggiungono i massimi livelli della scienza, ci sono molte meno donne. Il buon senso dice che Mr. Summers aveva ragione. Recentemente la Facoltà di Arti e Scienze di Harvard ha censurato Mr. Summers. Non sarebbe bello poter parlare apertamente dei rispettivi pregi e debolezze di uomini e donne?” Si, Signora Allen, sarebbe bello. Forse Summers si sbaglia, ma è pericoloso prendere una strada in cui ci sono problemi importanti di cui non si può parlare. Uno dei punti cardine della civiltà occidentale è il desiderio di farsi domande su tutto. La “Tolleranza a senso unico” è anti-occidentale nella sua forma e nel suo intento. Si deve notare che in questo caso, le Femministe sono l’avanguardia dell’ideologia che ha accecato le università di fronte alla minaccia Maomettana. Questo è ancora peggio se si pensa che altre Femministe nelle università asseriscono che il velo o il burka rappresentano un Femminismo alternativo. La dottoressa Wairimu Njambi è una Assistente in “Studi Femminili” all’Università di Florida Atlantic. Buona parte delle sue ricerche si dedica alla nozione che la pratica crudele della mutilazione genitale femminile (FGM) è un trionfo Femminista e che dire il contrario è odioso. Secondo la Njambi “la propaganda anti-FGM perpetua l’assunto colonialista che vede l’immagine occidentale del corpo e della sessualità come universale” Ci sono ancora sacche di resistenza. Il Professore Sigurd Skirbekk[26] dell’Università di Oslo affronta molti dei postulati dietro le politiche di immigrazione in Occidente. Uno di questi è la nozione che i paesi ricchi hanno il dovere di accogliere tutte le persone delle altre nazioni che stanno soffrendo per disastri naturali, repressione politica o sovrappopolazione. Secondo lui, non è morale che i regnanti di quelle nazioni permettano la crescita incontrollata delle loro popolazioni per poi spingere il loro eccesso di popolazione verso altri paesi.
Skirbekk ricorda che i Paesi Europei hanno combattuto contro i nazisti nonostante usassero la scusa del Lebensraum (spazio vitale) per giustificare la loro politica estera. Dobbiamo fare la stessa cosa ora che altri paesi usano la scusa della mancanza di spazio per invaderci. Skirbekk ricorda che ci sono molti libri disponibili sui problemi ecologici che il mondo dovrà affrontare in questo secolo. Una politica di immigrazione troppo liberale, unita al rifiuto di confrontarsi con i problemi morali troppo scomodi, non è sostenibile nel futuro. Riusciremmo soltanto a scaricare il problema sulle generazioni future. In Danimarca, la linguista Tina Magaard[27] conclude che i testi Maomettani incoraggiano terrorismo e combattimento molto più dei testi sacri di qualunque altra religione. Lei ha ottenuto un Dottorato in Analisi del Testo e in Comunicazione Interculturale presso la Sorbona di Parigi, inoltre ha impiegato tre anni un un progetto di ricerca che comparava i testi sacri di dieci religioni. “testi dell’Islam si distinguono dai testi delle altre religioni incoraggiando la violenza e l’aggressività contro i non credenti in maniera sistematica. Inoltre ci sono ordini espliciti di compiere atti di terrorismo. Questo è un argomento tabù per chi compie ricerche sull’Islam, ma è un fatto che dobbiamo affrontare.” Ci sono centinaia di passi del Corano che ordinano la guerra contro i fedeli delle altre fedi. “Se è vero che molti Musulmani vedono il Corano come la parola letterale di Dio, non simbolica o narrativa, allora abbiamo un problema. E’indiscutibile che i testi incoraggiano terrorismo e violenza. Quindi è ragionevole chiedere ai Musulmani come si rapportano al testo, se lo leggono per come è“, si chiede Magaard. Gli esempi di Skirbekk, Magaard e altri sono incoraggianti, ma non sono abbastanza numerosi da cambiare l’immagine generale di una Università paralizzata dalle ideologie Neomarxiste e dai sentimenti anti-occidentali.
Lo scrittore Mark Steyn[28] commenta su come “nel mondo reale sembra che il più grande successo della globalizzazione degli anni 90 sia stata l’esportazione di una ideologia da un luogo sperduto del pianeta al cuore di ogni città occidentale.” Scrivendo a proposito del crollo di nazioni come la Somalia lo scrittore Robert D. Kaplan dell’Atlantic Monthly definiva i cittadini di quegli stati come uomini tornati all’età della pietra. “Quando persone nate a Toronto chiedono la decapitazione, quando persone nate in Yorkshire e cresciute a fish and chips e pessima musica pop inglese si fanno saltare in aria nella metropolitana di Londra, allora sembra che il fenomeno dell’uomo tornato all’età della pietra sia stato esportato in tutto il pianeta. E’la globalizzazione al contrario: le patologie di un paesino remoto sono diffuse in tutte le città occidentali
Qui si vede il collegamento. Mentre il multiculturalismo diffonde tribalismo ideologico nelle nostre università, diffonde anche il tribalismo fisico nelle città. Dato che tutte le civiltà per loro sono uguali, non c’è bisogno di salvare la civiltà occidentale o proteggere le nostre leggi. E’ vero che forse non arriveremo mai alla verità universale, dato che siamo tutti limitati dalle nostre esperienze e dai nostri pregiudizi personali. Questo non vuol dire che dobbiamo abbandonare l’ideale della verità. Questo è ciò che è accaduto negli ultimi decenni. Le nostre scuole non cercano neanche di arrivare alla verità. Hanno deciso che la verità non esiste e che ci sono solo diverse opinioni e diverse culture, tutte valide allo stesso modo. L’eccezione è la cultura occidentale, che è malvagia e si merita solo di essere “decostruita”. Le università occidentali sono passate dall’Età della Ragione all’Età della Decostruzione. Mentre le università Cinesi, Indiane, Coreane e Asiatiche stanno laureando milioni di ingegneri e scienziati ogni anno, le università occidentali sono diventate piccole comunità hippie, impegnate a denigrare l’occidente ed esaltare la barbarie. Questo è un grosso danno alla competitività delle nazioni Occidentali. Ciò è male, ma è l’ultimo dei problemi. L’università occidentale non riesce a vedere la minaccia da parte delle nazioni Maomettane che vogliono sottometterci e spazzare via la nostra civiltà. Questo è un fallimento con cui non possiamo convivere. E probabilmente non sopravviveremo a questo fallimento, se non troviamo una soluzione.
Fonti:
http://www.brusselsjournal.com/node/1282
1.http://www.brusselsjournal.com/node/849
2.http://www.brusselsjournal.com/node/1155
3.http://www.brusselsjournal.com/node/1145
4.http://www.jihadwatch.org/dhimmiwatch/archives/006260.php
5.http://www.arabnews.com/?page=1&section=0&article=62487&d=21&m=4&y=2005
6.http://www.americanthinker.com/comments.php?comments_id=5418
7.http://frontpagemagazine.com/Articles/Printable.asp?ID=20490
8.http://amconmag.com/2005/2005_12_05/cover.html
9.http://www.arabnews.com/?page=1&section=0&article=84122&d=21&m=6&y=2006&pix=kingdom.jpg&category=Kingdom
10.http://littlegreenfootballs.com/weblog/?entry=8263
11.http://www.jihadwatch.org/dhimmiwatch/archives/009405.php
12.http://www.jihadwatch.org/dhimmiwatch/archives/008907.php
13.http://www.geocities.com/martinkramerorg/IslamObscured.htm
14.http://www.campus-watch.org/article/id/773
15.http://www.jihadwatch.org/dhimmiwatch/archives/008113.php
16.http://www.foreignaffairs.org/20060901facomment85501/john-mueller/is-there-still-a-terrorist-threat.html
17.http://www.jihadwatch.org/dhimmiwatch/archives/004191.php
18.http://www.jihadwatch.org/archives/004791.php
19.http://www.brusselsjournal.com/node/840
20.http://www.secularislam.org/articles/debunking.htm
21.http://www.brusselsjournal.com/node/1126
22.http://www.sydneyline.com/AdversaryCulture.htm
23.http://www.frontpagemag.com/Articles/ReadArticle.asp?ID=15701
24.http://gatesofvienna.blogspot.com/2006/06/little-churchills-inhabiting-sterile.html
25.http://www.dallasnews.com/sharedcontent/dws/dn/opinion/points/stories/040305dnediallen.35261.html
26.http://folk.uio.no/sigurds/
27.http://fjordman.blogspot.com/2005/09/islam-is-most-warlike-religion.html
28.http://www.brusselsjournal.com/node/1142
29.http://52.068.4.309plusf24:KWimfhh436383717863МБ