La felicità dell’emigrante (bestemmiante)

Ultimamente ho avuto poco da fare, e ho provato ad occupare il tempo frequentando alcuni gruppi di emigranti italiani.

OK, è stata un’idea degna di Tafazzi, lo ammetto. Contenti?

 

Una cosa che mi ha fatto pensare è il fatto che non tutti tutti sono andati via semplicemente per lavoro, soldi e così via. OK, il lavoro e i soldi sono fondamentali, ma non sono il 100% della vita di una persona (almeno non di una persona con un minimo di umanità). Per molti la scelta di emigrare è anche una faccenda di felicità.

In che senso?

Quando passa la fase iniziale, in cui l’emigrante è convinto di avere trovato il Paradiso, cominciano a venire fuori le magagne del paese in cui si è emigrati. Diciamo la verità, il paese perfetto non esiste, e ci sono paesi con problemi GROSSI. In qualunque paese si vada, ci sarà sempre qualcosa che non andrà bene e che in Italia funziona indiscutibilmente meglio. Per dirne una, qui in UK c’è una cultura decisamente di merda: l’inglese medio è stronzissimo, arrogante, chiuso e vanitoso come se fosse chissà chi. Gli stessi inglesi sono i primi a dire “British people are cunts” e a consigliare di non prendersela troppo quando gli altri si comportano male senza alcun motivo sensato. Se dovessi fare i conti, potrei elencare un sacco di cose che proprio non vanno in Inghilterra:

  • Gli inglesi sono una razza di bevitori, ma non bevitori allegri come i veneti o i polacchi. L’inglese non beve per apprezzare la serata o per godersi la bevuta, l’inglese beve di brutto in modo da stordirsi, vomitare e collassare, magari dopo avere preso a legnate un poveraccio che passava da quelle parti per caso. Avete presente Begbie di Trainspotting? E’un buon esempio di inglese.
  • Se si escludono le grandi città, in generale la provincia inglese è un cagaio post-industriale soffocato da miseria, disperazione e fabbriche dismesse.
  • L’underclass inglese è orrenda, una massa di miserie umane perpetrate da un sistema di benefits che ha dato di matto e ha reso impossibile uscire dalla condizione di povertà e di dipendenza dagli aiuti statali.
  • Il fondamentalismo islamico è una minaccia seria.
  • In città, la qualità dell’aria è tremenda, anche se non al livello di Roma o Milano.

E tante altre che non vi sto a raccontare. Come mai rimango qui, nonostante ci siano tutti questi problemi?

PERCHE’ QUI SONO FELICE, CAZZO!

Questo è quello che conta. Ci sono cose che non vanno ovunque. Se uno dovesse stare a pensare alle cose che non vanno, troverebbe difetti ovunque. Ci sono persone emigrate in posti che hanno problemi gravissimi, oppure in posti oggettivamente più poveri dell’Italia. Ma sono felici, stanno bene, e questo è quello che conta. Ognuno ha i suoi motivi per emigrare (o per non emigrare), e se riesce a trovare la felicità in un altro posto, allora ha fatto bene ad andarsene. Questo è il motivo per cui sono critico verso quelli che se ne partono per emigrare solo per motivi di lavoro. Uno che se ne va solo per il lavoro si troverà malissimo, non si integrerà mai, e appena possibile se ne tornerà in Italia. L’unico che è disposto a sconvolgere completamente la sua vita e a cambiare tutto, è quello che in Italia si trovava male. Vuoi per la corruzione, vuoi per la mentalità della gente, vuoi per la politica, vuoi per il familismo amorale, vuoi per l’ignoranza, vuoi per il calcio, il motivo non conta. Solo l’irrequieto che si è irrimediabilmente scassato la minchia dell’Italia se ne andrà e riuscirà a prosperare. Quello che va via per lavoro, tornerà indietro presto o tardi.

Questo è il motivo per cui si vedono tanti emigranti felicissimi, anche se fanno un lavoro non molto diverso da quelli che facevano in Italia. Probabilmente non tornerebbero in Italia nemmeno se gli offrissero un posto migliore e un costo della vita più basso. Ovviamente, non se la sentono di fare questo discorso agli italiani che sono rimasti in Italia, quindi rispondono sempre di essersene andati via per motivi di lavoro. Ci sono molti italiani che si trovano bene nella cultura italiana, e a questi è inutile spiegare che tale cultura a molti può semplicemente non piacere e apparire come una tortura cinese. Ricordo quando un terrone mi ha detto: “Palermo fa schifo, ma mi ci trovo bene. Qui a Palermo sono felice come un porco in mezzo alla merda!” Mai paragone fu più azzeccato!

In tutte le culture ci sono gli “irrequeti” che non si trovano bene con la cultura locale, o che hanno voglia di provare un altro tipo di vita. Chi si trova bene nella cultura italiana ci starà, anche senza soldi e senza lavoro. Chi ci si trova male se ne vorrà andare, anche se fuori dall’Italia ci sono situazioni brutte e cose che non vanno. Questo significa che gli italiani della “diaspora” non torneranno mai, se non in vacanza.

Conclusioni

Concludendo, finitela di scassare la minchia riguardo all’emigrazione. Chi vuole andare va, e non torna. Chi non vuole andare resta, oppure va via per il minimo necessario. Questa generazione si è persa, la vita in Italia è diventata talmente opprimente che se ne sono scappati tutti proprio perchè gli avete triturato la minchia.

Non avete caputo un cazzo? Vabbè, non preoccupatevi, metto una bella cicciona tettona così almeno vi rifate gli occhi!

Teste di minchia part 12 – Un dialogo con uno delle Risorse Umane

Cari amici, mi sono trovato a leggere un articolo scritto da uno che lavora nel campo delle Risorse Umane.

Premettiamo che da tecnico ho sempre avuto un rapporto particolare con quelli delle Risorse Umane (HR). Mentre il tecnico parla di macchinari, di costi, di pezzi di ricambio e di consumi energetici, lo HR ammorba la minchia con cose utilissime tipo sinergia, empowermentnetworking e domande stile “che tipo di dinosauro vorresti essere?” Forse avrete capito che il mio rapporto con le HR è problematico. Mettiamola così:

 

Questo sono io
Questi sono gli addetti alle HR. Chiaro, no?

 

 

L’articolo in questione era questo:

https://nichilismomonamour.wordpress.com/2017/03/25/il-lavoro-e-la-forza-dei-legami-deboli/

Per chi non avesse lo stomaco di leggerlo, in generale dice che la raccomandazione è una cosa buona e giusta, dato che una percentuale molto alta di raccomandati viene chiamata al colloquio di lavoro, oltre ad avere più successo al colloquio.

Ma in nome di San Giuseppe santo patrono dei mariti cornuti e dei segaioli, siamo nel ventunesimo secolo del cazzo e mi trovo a leggere puttanate simili? Proviamo a fare opera di carità, facciamo finta di trovarci di fronte a un addetto alle HR e di dovergli spiegare come funzionano le cose al di fuori dei suoi sogni malati causati dallo sniffare continuo di bianchetto e di toner da stampante.

Il dialogo

Addetto alle HR

Ciao, sono Gianpiero Brambilla, milanese doc e addetto alle HR! Penso che l’inserimento dei raccomandati sia una cosa buona, dato che le statistiche mostrano che i raccomandati hanno più successo ai colloqui. Abbiate pietà di me se non ho capito un cazzo delle statistiche, sono laureato in Psicologia! E’ già tanto se so contare fino a dieci!

Lavoratore non raccomandato

Tranquillo, Gianpiero, siamo qui per aiutarti! Allora, il fatto che i raccomandati vengano ammessi ai colloqui e che li passino più dei non raccomandati vuol dire solo che il Manager (di solito un coglione tale da fare sembrare te una persona intelligente) si fida della raccomandazione e non sa valutare il candidato, o non ha voglia di farlo. Oppure, deve assumerlo perchè sennò quello che gli ha “referenziato” il candidato si incacchia.

Ah, davvero? Rimane il fatto che le referenze vengono usate da tantissime aziende nel mondo anglosassone! Inoltre, nessuno lascia una referenza sbagliata per non fare brutta figura! Il sistema delle referenze è razionale!

La razionalità direbbe che proprio perchè questo sistema viene usato nel mondo anglosassone non andrebbe usato in un paese civile. Ma veniamo al punto: assumere un raccomandato significa trovarsi in ditta uno che non può essere licenziato per non fare uno sgarbo a quello che lo ha “presentato”. Come risultato, avrai un lavoratore che se la prende comoda, che avrà le promozioni e gli incarichi prestigiosi perchè si, e che non potrà mai essere punito o rimproverato quando farà cazzate. Questo aumenta il carico di lavoro su tutti gli altri lavoratori, facendo perdere produttività all’azienda.

Ma ma ma ma… Col sistema delle raccomandazioni si perde molto meno tempo con lo screening dei candidati e dei curricula!

Fare lo screening dei candidati e dei curricula è proprio il tuo lavoro. Capisco che non hai voglia di lavorare perchè sei un obeso di merda e hai a malapena il cervello per laurearti in Psicologia, ma almeno il tuo lavoro, fallo! A parte l’aspetto morale della faccenda, se assumi il raccomandato stai lasciando a casa una persona più qualificata e motivata del raccomandato, facendo perdere altra competitività all’azienda.

Che c’entra? Io faccio il mio lavoro! Non è compito mio rendere l’azienda competitiva!

Ti capisco. Mi rendo conto che ti sei laureato in Psicologia e hai scelto la carriera delle HR proprio perchè sei troppo obeso, stupido e patologicamente pigro per fare un lavoro vero. Fatti dire un’ultima cosa. Secondo te, tutti i lavoratori capaci e competenti che avete lasciato a casa per assumere incapaci raccomandati, dove sono finiti?

Ah, lo sai? Ti prego, dimmelo! Sono mesi che cerco qualcuno che sappia fare il suo lavoro! Metto annunci dappertutto, mi rispondono solo sedicenni con la terza media e laureati al DAMS!

SONO ANDATI TUTTI ALL’ESTERO! E COL CAZZO CHE TORNERANNO! SUCA STA MINCHIA, TU E LA TUA FABBRICHETTA DI MERDA PIENA DI INCAPACI RACCOMANDATI! IL GIORNO IN CUI FALLIRETE E SARETE RILEVATI DAI CINESI PER DIECI EURO IO MI FARO’ LE MIGLIORI RISATE!

Non ho capito un cazzo.

Tranquillo, non mi aspettavo altro da te. Con questo, abbiamo finito. Grazie per l’intervista.

Grazie a te.

Conclusioni

Si dice che le Risorse Umane siano cancro, ma ciò è sbagliato. Non sono cancro, sono cancro misto a Ebola, AIDS e peste bubbonica! Quando il responsabile alle HR dice tranquillamente che preferisce affidarsi alle raccomandazioni invece di smuovere il culone elefantiaco dalla seggiolina e valutare il candidato per quello che vale (ossia fare il cazzo di lavoro per cui viene pagato), vuol dire che si può tranquillamente sostituire il reparto HR delle ditte con uno scimpanzè morto. I rest my case.

Per i laureati in Psicologia qui presenti: sono sicuro che non avete capito un cazzo. Eccovi un bel paio di tettone per distrarvi.

Post Scriptum

Incredibilmente, lo HR mi ha risposto, dicendo che non ho capito la differenza tra il “raccomandato” e il “referenziato”. Secondo lui in un sistema sano il “referenziato” è una cosa differente dal raccomandato, ossia è una persona che ha avuto l’aggancio per entrare ma quando si trova dentro viene trattata alla pari degli altri.

In tanti anni, tutti i “referenziati” che ho visto erano anche dei raccomandati intoccabili che mandavano in merda l’azienda. Ciò vale sia per l’UK che per l’Italia. Non escludo che possa esistere un “referenziato” non raccomandato, e che in caso non sarebbe la sciagura che è. Io non ne ho mai visto uno.

Life in modern England part 20 – il lavoro

Cari mongolini, riprendiamo con i post sull’immigrazione, nella vana speranza che qualcuno di voi inutili cazzari si decida ad emigrare. Oggi parleremo del mercato lavorativo inglese.

Versione breve

E’ un merdaio. Restate a casa.

Versione lunga per utenti alfabetizzati

Negli ultimi anni l’UK ha avuto la stessa mentalità idiota degli italiani degli anni ’80. Le famiglie si sono imborghesite e hanno iniziato a credere di potere fare la scalata sociale facendo studiare i figli. Come risultato, se il figlio aveva il numero giusto di cromosomi e abbastanza cervello per vestirsi da solo, allora “mio figlio deve studiare e diventare qualcuno! Non si deve sporcare le mani coi mestieri!” Il risultato è che tantissimi sono andati all’università, lasciando gli istituti e i corsi professionali a gente che aveva fallito tutti i percorsi scolastici: deficienti, drogati, delinquenti, disadattati e così via. Se ci pensate, nell’Italia dei tempi c’era l’idea che il figlio intelligente doveva andare al Liceo e poi all’università, e che solo i deficienti dovessero frequentare scuole come ITIS, IPSIA o Alberghiero. Ai vecchi tempi ebbi una lite tremenda con mio padre perchè non voleva che frequentassi l’ITIS, una scuola che a detta sua andava bene solo per i figli dei delinquenti. Purtroppo non era l’unico a pensarla così, i primi due anni di ITIS sembravano una classe di riformatorio.
Quale è stato il risultato di questa politica intelligentissima?
Da una parte, abbiamo una quantità enorme di laureati, molti dei quali laureatisi in materie del cazzo. Tali laureati faranno a pugni per i pochi posti da laureato disponibili, e come risultato si troveranno a lavorare in ufficio, in giacca e cravatta, ma con lo stesso stipendio di un lavapiatti. Non scherzo, molti laureati in ufficio guadagnano la “minimum wage” e hanno un debito studentesco di ventimila sterline. Quelli che non riescono a entrare in questi posti meravigliosi finiscono così:
Tipica laureata in lettere classiche
Inoltre, negli ultimi decenni molti posti da ufficio sono stati trasferiti in India o in Cina. Non ha senso pagare un contabile inglese, quando puoi farti fare la contabilità da una ditta indiana o cinese a un ventesimo del prezzo. La lower middle class da ufficio è stata letteralmente sterminata, anche perchè con le tecnologie moderne un impiegato di oggi fa lo stesso lavoro di dieci impiegati degli anni ottanta.
Dall’altra parte abbiamo una massa informe (ma molto puzzolente) di gente con la terza media, ma tanta voglia di impegnarsi e tanta flessibilità. Potete immaginarvi come vengano trattati dai datori di lavoro inglesi.
In questa immagine, Jamal si rende conto di essere uno dei tantissimi analfabeti in fila per un posto da operaio, e capisce che dovrà dare di nuovo il culo in cambio di un contratto da tre mesi.
Anche qui, l’automazione industriale ha reso superflui tantissimi operai. Ormai l’operaio stile “Tempi moderni” non esiste più se non in Cina o in India. L’operaio di oggi deve essere esperto, qualificato e abbastanza affidabile da dargli in mano i comandi di un macchinario da trecentomila euro.
Insomma, in UK come in Italia, quello che manca sono i diplomati qualificati.

Il lavoratore immigrato in UK

Intanto dobbiamo rendere chiara una cosa. Mentre in italia “immigrante” significa automaticamente “negro che fa lavori di merda in condizioni di illegalità”, in UK esistono immigranti di tutti i livelli, anche quelli più elevati. Il problema è la convalida delle qualifiche professionali. Mentre un immigrante ex-Commonwealth avrà la strada facile, per un italiano le cose tendono ad essere molto rognose. Prima di partire, fate in modo di avere informazioni sicure su cosa fare per rendere le vostre qualifiche compatibili con quelle locali. In molti casi vi converrà prendere una qualifica locale.

Sbocchi professionali

Come ho detto, in UK mancano i lavoratori qualificati. Se non siete qualificati, o se avete la laurea al DOWNS, tanto vale che ve ne stiate a casa. Ciò ovviamente non vale se siete giovanissimi e disposti a mettervi a studiare per bene.
Lasciate pure perdere i lavori da ufficio. A meno che non siate già stati a lungo in UK, non conoscete la lingua e la cultura locale e sarete sempre messi in secondo piano davanti ai locali. Magari con una laurea seria potete avere qualche possibilità, ma preparatevi a vedervi passare davanti l’inglesino semianalfabeta solo perchè lui è stato nell’università fighetta british.
Uno degli sbocchi tipici degli immigranti è il servizio sanitario. C’è una carenza ENORME di personale sanitario. Molti ospedali e molte cliniche sono letteralmente disperate pur di avere infermieri, badanti, e tutto il personale medico vario.
Il personale tecnico è molto richiesto. Ho visto parecchie officine, e sono tutte piene di immigranti. Meccanici, saldatori, tornitori, elettricisti, mulettisti, muratori, carpentieri, idraulici, e tutto il resto del popolo tecnico, sono tutti richiestissimi e ben pagati. Ci si può organizzare con una qualifica italiana, ma è difficile. E’ meglio prendersi una qualifica inglese, ma tanto ne prendi una in sei mesi senza spendere più di qualche centinaio di sterline. In generale, lavorare nell’edilizia o nel campo tecnico è molto redditizio, ma considerato un lavoro da immigranti. Chissenefotte, guadagno tre volte quello che guadagnano i fighetti da ufficio! Ovviamente qui si parla di personale tecnico qualificato. Qui non c’è il muratore annero con la terza elementare, se non tra i pakistani.
L’IT è un campo che non conosce crisi, ma è necessaria una qualifica locale di quelle costose. Programmatori e altri geek del genere sono sempre richiesti, e quello è un ambito in cui gli immigranti sono bene accetti. Ovviamente non ti devi infastidire nel lavorare accanto a Pajeet l’indiano che non usa la carta igienica perchè è “impura”.
Insomma, l’UK non è il paradiso, ma ci sono le opportunità lavorative che mancano in Italia. In molti casi si tratta di lavori da immigrante, cioè lavori di merda, faticosi, pericolosi e con orari di merda, ma se non vi piace siete liberi di restare a Secondigliano a fare i pattumini. Anzi, il mio consiglio è di restare a casa, evitate di emigrare che abbiamo già fin troppi napulielli in giro.

Prospettive a lungo termine

La cosa che più importa sono le prospettive a lungo termine. In Italia puoi ancora sperare di saltellare da un posto di lavoro all’altro, ma ti troverai a 65 anni con gli acciacchi, troppo vecchio per lavorare e senza pensione. Almeno qui in UK il sistema pensionistico funziona ancora, l’assistenza sociale funziona (anche se meno di prima), e l’economia gira ancora. Il futuro è una grossa incognita ma sempre meglio del merdaio assoluto che aspetta coloro che resteranno in Italia!

Post Scriptum

Mi sono arrivate varie richieste di aiuto da tipi che lavorano in un ambito completamente diverso dal mio. Grazie per la fiducia, ma io sono un elettricista, cosa cazzo ne posso capire di altri ambiti? Posso solo augurarvi il massimo del successo nelle vostre carriere di collaudatori di preservativi anali, ma non so proprio come aiutarvi. Al  limite, provate a fare una ricerca con il Jobmatch inserendo il tipo di lavoro che cercate o la zona in cui volete andare. Guardando le offerte vi farete un’idea su quali titoli vengano richiesti, sempre che il tutto non sia troppo complesso per i vostri cervellini sminchiati dal Lexotan!

Post su richiesta, la storia della mia vita!

Non ci crederete, ma mi è arrivata una richiesta: qualcuno ancora più depresso, disperato e annoiato di me mi ha chiesto di raccontargli la storia della mia vita! Accetto volentieri, ma vi avverto che è una noia mortale. A differenza del Sommo io non ho voglia di inventarmi minchiate a raffica, quindi mi limiterò alla triste (e noiosa) verità.
Sono nato in una delle zone più fetide della Terronia Saudita, la Siculia occidentale. I miei erano i tipici impiegati fantozziani, gente di famiglia contadina che si trovava di botta in mezzo alla “città” e ne era completamente spaesata. I genitori di quei tempi erano combattuti tra il fatto di non potere più educare i loro figli secondo i metodi contadini che conoscevano, e la confusione di chi non sapeva proprio cosa fare e a chi rivolgersi. Diciamo che a quei tempi non ci capiva un cazzo nessuno! Alla fine, i genitori mandavano i figli all’oratorio o li parcheggiavano davanti alla TV, la loro grande maestra di vita.
Ho passato una giovinezza di merda, come descritta nell’articolo precendente. Delinquenza, munnezz, solitudine, problemi parecchio gravi di salute. Per fortuna mia madre era una quasi insegnante (mai riuscita ad assicurarsi una cattedra dato che non le andava di emigrare) e aveva riempito la casa di libri. A quei tempi la Terronia grondava eroina, le guerre di mafia avevano ridotto la Siculia a un campo di battaglia, i giovani ammiravano le gesta di condottieri come Provenzano, Riina, Matteo Messina Denaro e volevano diventare tutti come loro. Intanto, Falcone e Borsellino saltavano in aria, tra il sollievo di quelli che prima andavano alla manifestazione antimafia, poi avevano l’amicuzzo in Comune che gli “faceva i favori”. Dalle mie parti si dice che abbiano “ammazzato più persone che conigli”, ed è vero. Intanto i condoni edilizi trasformavano un paesaggio decisamente bello in una desolazione postatomica.

 

Pizzo Sella, a Palermo, la “collina del disonore”. E’ tutto abusivo, tutto!

Fatevi una cultura sugli ecomostri QUI. Leggete e piangete, bestie!

Ho cazzeggiato vivendo alla giornata fino a 29 anni, poi ho dato una svolta radicale. Sono emigrato a Parma, città noiosa se mai ne è esistita una. Il boom economico era ancora in corso, ho fatto un corso ENAIP ed ero già pronto a lavorare. Lo stipendio era ottimo, le condizioni di vita decenti. Per la prima volta potevo iniziare a pensare al futuro e non solo a sopravvivere fino al mese successivo.
Poi c’è stato il crac Parmalat. Mezza Parma campava di indotto per le loro industrie. Il crollo è stato velocissimo, quasi incredibile a vedersi. In pochi mesi, un posto che aveva un tenore di vita pari a quello della Germania è andato a puttane. Ora Parma è diventata un posto povero come la Siculia, ma senza sole e con un costo della vita assurdo.
Dopo avere tentato inutilmente di sistemare la situazione, sono tornato in Terronia per raccogliere le idee. Il mio paese natale non era migliorato, anzi era diventato ancora più fetido, chiuso, provinciale e arrogante

Intendiamoci, NON SONO DI ACERRA, ma la situazione è quella.
Qualche mese dopo ho deciso di tentarmi il tutto per tutto. Alla fine, cosa avevo da perdere? Dopo qualche mese di ricerche su Internet mi sono deciso a emigrare in UK, il paese più praticabile per lingua, vicinanza e possibilità lavorative. Ho dovuto passare qualche mese a studiare per una qualifica locale, dato che le mie qualifiche italiane non valevano e che avevo difficoltà serie con la lingua parlata, oltre che con la loro cultura di imbecilli cronici.
Scene di vita in Inghilterra
Dopo un periodo “instabile” ho trovato un ottimo lavoro e stavo iniziando a sistemarmi di nuovo. Purtroppo, dovevo ancora pagare la pena per essere nato in Terronia: un difetto cardiaco ignorato dai medici terroni mi ha mandato in ospedale. Per fortuna qui mi hanno dato subito l’invalidità civile e mi hanno operato d’urgenza. Il lavoro è andato a puttane, ma almeno le operazioni hanno avuto successo e lo Stato si occupa di mantenermi. Fossi rimasto in italia a quest’ora sarei in mezzo a una strada o molto morto.
Adesso mi trovo qui, a godermi la vita dell’invalido civile fino a che non potrò riprendere a lavorare. Tra tutti i membri della mia vecchia comitiva sono l’unico che se l’è passata bene; tutti gli altri sono morti, in galera, in mezzo a una strada a mendicare, in manicomio o peggio. Alla fine, ho fatto la vita di Mark Renton: me ne sono fottuto di tutti, me ne sono andato lasciandoli nel loro brodo e per questo sono l’unico a essere sopravvissuto. Se avessi avuto un minimo di empatia sarei finito nella merda insieme a loro.
Mark Renton, sei il mio idolo!

 

La mia idea? Per me dio, se esiste, è la geografia. Altrimenti, come mai una persona deve fare una vita di merda, per quanto si sforzi e si impegni, solo perchè è nata in un posto di merda? E perchè un’altra deve avere la possibilità di realizzarsi, di studiare, di farsi una vita piacevole solo perchè è nata in un posto civile? Evidentemente, dio odia le persone nate nei posti sbagliati e le vuole fare soffrire, riuscendoci benissimo. Un dio del genere non merita preghiere e non necessita di bestemmie, dato che fa soffrire o gioire le persone solo in base al luogo di nascita. Già il fatto che io sia davanti a un computer e con la panza piena dimostra come dio mi voglia più bene di come ne voglia a buona parte della popolazione terrestre. Evidentemente ero un feto buono e devoto!
Le mie conclusioni? Sono l’unico sopravvissuto a un massacro. Non ho empatia, non ho umanità, non ho alcun legame e non me ne fotte niente di niente. Non venite a chiedermi aiuto e consiglio, vi manderò a cagare (a meno che non mi chiediate come suicidarvi).
Questo sono io. Il mondo mi brucia davanti, io me ne fotto!
Cosa dico di me stesso? Non sono uno dei “buoni”. Ho fatto un sacco di cose orribili, disgustosamente immorali e decisamente illegali, e le rifarei tutte. Molte le ho fatte perchè erano la mia unica possibilità di sopravvivenza, ma molte altre solo perchè ci avevo preso gusto. Ho smesso di farmi illusioni su me stesso e sul resto dell’umanità già da molti anni.
Il Survivor Guilt è una cosa seria.

 

Life in modern England part 13 – I Meetup

Cari amici, oggi vi parlerò di una delle poche opportunità di interazioni sociali offline che si trovano ancora in questo mondo di merda. Lo so bene che molti di voi sono talmente rincoglioniti dall’interfaccia di Faccbuuk da non riuscire più a interagire con un essere umano in carne ed ossa, ma ci sono ancora persone che sono interessate a parlare con esseri umani (quindi non maomettani).
L’organizzazione in questione si chiama Meetup:
Come funziona: ci sono gruppi di persone che si incontrano unite da un interesse comune, dai più comuni ai più assurdi. Il fatto di avere un interesse in comune aiuta moltissimo a rompere il ghiaccio durante il primo incontro, e di solito i membri sono molto amichevoli e ben disposti verso i nuovi arrivati. Ovviamente, ci sono sempre i gruppi dove i membri fanno circlejerk e ignorano i nuovi, ma gli stronzi sono ovunque (soprattutto in Bretagna).
In generale, i meetup più attraenti sono quelli piccoli, con interessi di nicchia e una base molto ben affiatata: ci troverete gente molto interessata all’attività in questione e molto ben disposta verso i nuovi. Se volete fare una partita a Warhammer, passare una serata con i boardgames, trovare qualcuno con cui andare a correre o una buona distro di Linux, il Meetup è il posto migliore dove cercare.
Tipico Meetup di linuxari
Ovviamente, se siete interessati a cercare figa avrete qualche piccolo problema: in un Meetup di programmatori Arduino o di appassionati di fantascienza, la percentuale femminile media è dello 0.923%. Se volete inzuppare il biscottino, bisogna frequentare Meetup dedicati al ficco selvaggio alle relazioni sociali. Il problema è che la percentuale femminile è bassa, che la competizione è feroce e che ANCHE I PEGGIO CESSI DI DONNE SE LA TIRANO COME SE AVESSERO LA FIGA DI PLATINO! A tale scopo, consiglio i Meetup del tipo Social, Food and Travel, International e così via. Se non avete un reddito decente evitate pure di presentarvi, le donne che si trovano da quelle parti sono delle arpie che come prime domande chiederanno reddito, lavoro e modello di automobile. Molte di loro sono ex troiette da discopub che sono diventate troppo vecchie per saltare di cazzo in cazzo fare nuove amicizie ogni weekend e hanno deciso di accasarsi a spese di un povero pirla un uomo maturo e responsabile.
Tipica donna inglese in cerca di marito
Un’altra opportunità è data dagli “English language Meetup”, dove si discute e si fa pratica con l’inglese, per chi ne avesse bisogno. I gruppi International Meetup tendono a essere dei gran puttanai pieni di negri arrapati e di slave ancora più arrapate di loro, mentre i gruppi Italian language o Expats sono buoni posti per incontrare altri expats, immigranti di seconda generazione e inglesi incuriositi dalla lingua e dalla cultura italiana.
Un meetup di ponari. Non scherzo.

 

Per chi fosse interessato, ci sono molti meetup a tematica gaya o lesbica.
Meetup gayo. Tra tutti, sembrano quelli più felici!
Insomma, se riuscite a superare la fobia sociale e a parlare con un essere umano in carne ed ossa, il Meetup è una buona occasione. Se proprio siete disperati, ci sono anche i Meetup per autistici e persone affette da psicosi o fobie strane

Life in modern England part 11 – i contatori a gettone

Cari amici, oggi vi parlerò di una delle tante inculate che attende al varco l’emigrante ignaro, ignavo, ignorante e male informato: i contatori a gettone per la luce e il gas, detti anche Pay-as-you-go-meter.
Eccolo qui, il pezzo di merda!

Premessa

Dio scannato.

Seconda premessa

In molte case britanniche, soprattutto quelle affittate da agenzie o subaffittate da padroni di casa che non ci vivono, è stato installato un contatore di elettricità / gas di questo tipo. I vantaggi (per il titolare) sono tanti: nessun contratto, nessuna bolletta da dividere, nessun problema se qualcuno non paga, nessuno sbattimento per lui.
In pratica, quella cosa blu e verde è una chiavetta ricaricabile. Quando volete pagare la corrente, dovete andare in un cornerstore pakistano, pagare per la ricarica e inserire la chiavetta nel contatore. Se non pagate, non avete gas o elettricità. Si può andare sottozero, ma solo di poche sterline in caso rimaniate senza credito di notte. Insomma, o pagate o pagate. Punto. Non ci sono bollette o altre cose da pagare per il padrone di casa.

L’inculata

A questo punto, i miei pochi lettori dotati di cervello funzionante si chiederanno: “OK, dov’è l’inculata?” Eccola qui, figli miei!
Nella foto, l’esattore Npower presenta il conto al cliente.
Quando si fa una ricarica, il 100% dei soldi va in credito. Ciò rende molto contenti i coglioni e i laureati al DAMS, dato che sono troppo stupidi per rendersi conto del fatto che il costo al KWh è molto più alto di quello di un contratto senza chiavetta. Al coglione sembra di non pagare tasse e servizi, ma li sta pagando in misura enormemente maggiorata dato che il costo dell’elettricità/ gas è altissimo.

Seconda inculata

Prepararsi per la seconda inculata!
Cari amici, la seconda inculata (che forse potrete risparmiarvi) arriva se il contratto del contatore è a nome vostro e volete traslocare.
Il vostro dovere è quello di chiamare la ditta fornitrice il giorno stesso in cui cambiate casa, compilando tutta la modulistica richiesta. Dopo di ciò, portatevi via la carta e/o la chiavetta. Più o meno dopo un mese, vi arriverà al nuovo indirizzo una bolletta ASSURDA, MOSTRUOSA, contenente i “consumi stimati”. Cercate di non farvi prendere l’infarto, sedetevi, bevetevi una tazza di tè e appellatevi alla flemma britannica.
Ma che cazzodio dico? A furia di stare qui mi sto rincoglionendo anche io… Chiamate l’assistenza clienti tenendo a portata di mano il vostro numero di contratto, e BESTEMMIATE COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI VERSO QUELLA PUTTANA SIFILITICA DELLA MADONNA. Urlate, insultate e bestemmiate al massimo, dovete rendervi più sgradevoli possibili altrimenti vi prenderanno per fessi. Contestate la bolletta, dati alla mano, e urlate che voi non siete tenuti a pagare la disconnessione del contratto. Minacciate una causa legale.
Il mese dopo, arriverà un’altra bolletta, ancora più grossa. Sapete già cosa dovete fare.
Un paio di settimane dopo, arriverà una lettera di scuse in cui i giudei del cazzo gentili signori della ditta si scusano per l’ammontare errato della bolletta e vi dicono di andare in pace. La loro speranza, nel caso non lo aveste capito, è che la persona contattata sia troppo ignorante, menefreghista o cagasotto per contestare la bolletta e che paghi senza discutere. In fondo, per loro mandare una bolletta falsa non è un costo. Se solo l’uno per cento dei clienti si caga sotto e paga, per loro è un guadagno.

Conclusioni

Quando cercate casa, fate bene attenzione al contratto luce/ gas. Se vi offrono una casa col pay as you go meter, tenete conto di almeno 30/40 sterline al mese di spese, molto di più se usate il riscaldamento. In ogni caso, evitate di far mettere il vostro nome sul contratto dato che è un rompimento di cazzo spettacolare.

Link’Ulata

http://www.independent.co.uk/news/uk/home-news/poorest-struggling-to-afford-electricity-as-prepay-metres-cost-226-more-each-year-on-average-10364547.html

Post Scriptum

Se fate la ricarica, e vedete che l’ammontare della ricarica è meno di quanto avete pagato, andate subito dal padrone di casa e rompetegli il culo. Ciò significa che ci sono debiti non pagati che la compagnia si sta rifacendo sul culo di chi ricarica la chiavetta, ovverossia voi. Molti landlord fanno finta di niente, sperando che l’utente non vada a protestare!

Life in modern England part 10 – L’operazione Trojan Horse (Birmingham è un cagatoio maomettano)

Cari amici, oggi parleremo di una delle tante azioni terroristiche dei nostri amici musulpaki, ossia un atto di infiltrazione nelle scuole primarie in UK. Buona lettura.

Premessa

La Britannia di oggi è in un momento storico veramente merdoso delicato. I maomettani stanno iniziando ad avere la maggioranza numerica e a usare il loro potere per colpire al cuore la società umana, con la complicità dei multiculturalisti (utili idioti) e dei cagasotto (utilissimi idiotissimi). 
Negli ultimi anni, i maomettani hanno preso di mira l’educazione primaria. Il loro piano è semplice, ma efficace: indottrinare le nuove generazioni di immigrati di seconda generazione verso il fanatismo islamico. Quando i ragazzini indottrinati cresceranno, avranno in mano la società del futuro e sarà troppo tardi per de-indottrinarli. Chiunque abbia lavorato nel campo dell’educazione sa bene che è facilissimo impiantare un fanatismo politico o religioso in un ragazzino, mentre è difficilissimo liberarsi da un fanatismo imposto quando si è grandi. 

Il piano

Negli ultimi 20 anni, vari insegnanti di religione maomettana hanno deciso, probabilmente dietro ordini superiori, di islamizzare in modo radicale i giovani immigrati di seconda generazione, gente che altrimenti penserebbe soltanto ad occidentalizzarsi, fottere come porci, fumarsi, bersi e calarsi l’impossibile. 
La prima parte del piano comprendeva la creazione di un ambiente favorevole per l’opera degli insegnanti. Tutti gli insegnanti non maomettani sono stati mobbizzati e maltrattati fino a costringerli al trasferimento o al pensionamento. Appena un insegnante umano si licenziava, veniva sostituito da un insegnante di provata fede maomettana. In tutti i casi il preside era maomettano e felice di ciò che stava accadendo.
A questo punto, le scuole diventavano l’equivalente di una madrassa in Pakistan. Ragazzi e ragazze venivano tenuti in classi separate, le lezioni diventavano una sfilza di idiozie complottiste e di islam fanatico e radicale. Alla fine, i ragazzi si diplomavano con una visione del mondo degna di un talebano e nessuna conoscenza del mondo al di fuori della comunità maomettana. Molti dei giovani ricevevano solo lezioni di arabo o urdu, mentre il resto del programma consisteva in educazione religiosa, creazionismo (che ci crediate o no) e teorie complottarde anti occidentali. Ovviamente, uno con un’istruzione simile non avrà altra scelta che vivere in mezzo agli altri estremisti e comportarsi come un estremista, anche se in fondo vorrebbe fare la vita di un british normale. 

Investigazioni

L’OFSTED è l’organo del ministero dell’istruzione britannico che si occupa di ispezionare le scuole dal punto di vista della qualità e della neutralità dell’insegnamento. Ovviamente, tale ufficio è pieno di inglesi obesi e perennemente ubriachi come merde, femministe isteriche assunte grazie alle quote rosa e pakistani del cazzo assunti grazie alle quote marroni. Come potrete immaginare, tale ufficio soffre di un’inefficienza tale da farvi rimpiangere l’INPS o il MIUR italiani. 
Ovviamente, i geni mandati a ispezionare le scuole non hanno capito niente, nonostante i rapporti dell’antiterrorismo avvertissero che quelle scuole fossero l’equivalente di una bomba a orologeria.
Tutti i rapporti inviati da insegnanti e genitori sono stati ignorati per anni dal City Council di Birmingham. Ciò si può spiegare col fatto che quel city council è pieno di pakistani del cazzo e altra merda maomettana. Fra parentesi, se non siete maomettani non aspettatevi assolutamente alcun aiuto o supporto dal city council di Birmingham, sono le persone più orribilmente razziste e fanatiche che potrete mai incontrare in tutta la Bretagna. Per loro, se non sei un maomettano devi solo andare a farti fottere, e in fretta. 
Sembra che la cosa che abbia scoperto gli altarini sia una lettera anonima in cui un preside maomettano di Birmingham inviava istruzioni ad un preside di Bradford (altro cagatoio maomettano) in cui si spiegava come islamizzare la sua scuola. Ovviamente la lettera era un falso clamoroso pubblicato come scusa per iniziare le investigazioni senza dover dire: “Ooops, che branco di coglioni che siamo! Ci siamo fatti fottere per vent’anni senza capire una beneamata minchia di niente!
Alcuni dicono che l’investigazione sia stata fatta partire solo perchè gli insegnanti maomettani hanno osato parlare male della gaiezza e del lesbismo. Ciò non è impossibile.

Risultati

I risultati possono essere riassunti in questa immagine:
Ossia, un bel cazzo di niente. Cameron si è parlato addosso per un pò, altri politicanti gli hanno sbrodolato dietro, ma non è stato fatto niente di serio e si suppone che non verrà fatto niente di serio. La situazione è gravissima: i maomettani hanno delle idee e un piano a lungo termine. I british non hanno nessuna di queste due cose, quindi sono destinati a perdere. Onestamente, quando vedo queste cose mi viene voglia di convertimi all’Islam salafita. Almeno loro hanno un’idea di cosa fare e dove andare, mentre la civiltà occidentale sembra desiderare soltanto il culo di Miley Cyrus, il nuovo Iphone e sbronzarsi come merde il venerdì sera. Se vogliamo sconfiggere l’Islam dobbiamo riformare alla svelta la nostra società, dato che per come siamo combinati non abbiamo assolutamente nessuna speranza contro di loro.
Insomma, questo è il volto dell’Islam militante:
Questo è il volto della civiltà inglese:
Questo è il modo in cui la civiltà inglese sta affrontando l’Islam:
Secondo voi, chi ha più speranze di impadronirsi del futuro?
Fonti
Articolo Wikipedia in inglese – Wiki
I documenti originali, tra cui i rapporti ufficiali – Link
Articolo scritto da un giornale del cazzo per i british di destra – Link – Dailymail (merda)
Timeline della storia – Link – BBC

Life in modern England part 9 – la provincia inglese

Porco il dio.

Cari amici, l’altro giorno stavo parlando con degli altri emigranti (gente seria, studenti di materie scientifiche, non inutili teste di minchia come voi) della vita in UK. Uno dei punti interessanti della discussione è stato la vita in UK fuori dalle grandi città. Nella speranza che qualcuno di voi merde si decida a smuoversi dalla cameretta e ad emigrare, riporto i punti salienti della discussione:

Versione corta per analfabeti funzionali

La provincia inglese fa schifo al cazzo. Sembra di stare in una vallata sperduta del Friuli o in una borgata di montagna dell’entroterra siculo. Non c’è un cazzo da fare, i prezzi sono assurdi e i locali sembrano la versione inglese degli abitanti di Innsmouth.

Versione lunga per lettori alfabetizzati

La provincia inglese è un posto molto particolare. Potrebbe anche piacervi, se vi piacciono le devastazioni post-industriali o le campagne spopolate dall’abbandono. In UK appena uscite dalle grandi città vi troverete in una situazione di abbandono tale da farvi sembrare la peggiore provincia italica come un paradiso cosmopolita. In provincia non c’è letteralmente un cazzo da fare, dato che tutte le attività si spostano verso le grandi città portandosi dietro tutto il capitale umano (cioè tutti quelli senza tare genetiche) e tutti i giri di soldi. In provincia non ci sono opere pubbliche, non c’è nessuna vita sociale o culturale e non ci sono mezzi pubblici. Se non avete un’auto privata preparatevi a passare molto tempo a casa.
Nella provincia si possono trovare locazioni di vario tipo:

Tipico villaggio inglese

Nel tipico villaggio inglese c’è una fila di case, un cornerstore gestito da una famigliola di pakistani del cazzo, un pub. Niente altro. Punto. Potete anche girare nudi per strada, il posto è disabitato se non per i suddetti pakistani del negozio e per degli esseri deformi che si trascinano periodicamente al negozio per fare scorta di sidro e sigarette. Camminando per strada potreste intravedere dei movimenti con la coda dell’occhio, sono gli abitanti del posto che si nascondono impauriti dalla vista di uno Homo Sapiens col numero giusto di cromosomi. Evitate di attardarvi per strada, ma non temete perchè i locali sono troppo deboli per essere pericolosi, a meno che non li andiate a disturbare al pub.

Tipico villaggio inglese nella commuter belt

Stessa cosa di prima, ma si tratta di un posto dove tutti si alzano alle sei per prendere il primo treno per Londra. Sono villaggi fantasma che si svuotano completamente durante la giornata. Spettrale! Inoltre le case sono giudaicamente costose, dato che sono destinate ai fighetti che lavorano nella City e che non sono abbastanza miliardari da permettersi casa a Londra. La maggior parte dei posti nel Cambridgeshire o Berkshire rientra sotto questa categoria.

Tipico pub inglese in mezzo al nulla

Il pub inglese è una succursale della casa del paesano inglese, il posto dove l’inglese vive quasi tutta la sua vita fuori casa e spende la quasi totalita’ dei suoi soldi guadagnati onestamente. Entrare in un pub è un’esperienza surreale; di colpo tutti i britannici smetteranno di parlare e vi guarderanno come un essere umano sano e normale guarderebbe un rinoceronte che sta entrando nel salotto di casa sua. 
!!!ATTENZIONE!!! Il pub è l’unico posto che l’inglese difenderebbe, dato che ci passa quasi tutta la sua vita! Comportarsi in modo sbagliato in un pub causerebbe reazioni violente da parte dei paesani locali, cosa molto sconsigliata per la salute.  D’accordo che gli inglesi sono quasi tutti schifosamente obesi, malati di fegato, alcoolizzati e diabetici, ma se vi circondano sono cazzi amari.
Anglosassone al sabato mattina
Il mio consiglio è bersi una birra in silenzio e andarsene senza rompere i coglioni a nessuno. Sentire la gente locale che riprende a ridere e scherzare appena uscite dalla porta è un’esperienza sconcertante.

Enclave etnica

Date le pietose condizioni psicofisiche dell’inglese medio, le poche fabbriche ancora aperte sono state costrette ad importare grandi quantità di operai diversamente bianchi. Le etnie più rappresentate sono i musulpaki, gli indianegri e i polacchi. Questi gruppi si sono raccolti tra loro e hanno formato delle piccole comunità insulari dove hanno mantenuto il loro stile di vita. La qualità della comunità dipende, ovviamente, dalla gente che l’ha fondata. Ad esempio, se andate a Walsall (detta anche Nuova Lahore) troverete scene come questa:
La zona signorile e pulita di Walsall
Mentre se andate a Evesham (detta anche Kurwa City o Nuova Varsavia), vedrete scene come questa:
Lo slavo: sta in tuta, beve come una spugna e fa lo squat, ma in generale è tranquillo

Il cagaio post-industriale

Grazie alle politiche della Thatcher, la gran parte dell’industria e delle miniere inglesi è andata allegramente a farsi fottere. Diciamo che ai politici dell’epoca non conveniva avere un paese industriale e un sindacato forte, quindi hanno preferito mandare l’industria in merda e concentrare tutti i soldoni e le attività nella City. Ciò ha reso la City il paradiso della finanza, ma ha trasformato buona parte della provincia industriale inglese in cagatoi dove i figli dell’ex working class inglese trascinano le loro esistenze tra disoccupazione cronica, alcoolismo, benefits e case popolari. Dato che la Thatcher non poteva deportare o ammazzare la grande massa di disoccupati creati dalle sue politiche (anche se avrebbe voluto), li ha tenuti buoni elargendo benefits a piene mani e costruendo un’enorme quantità di case popolari. Dato che alla fine l’ignorante non ha alcuna mira politica, basta dargli una casetta, dei soldini e alcoolici a basso costo per farlo stare tranquillo.
Un esempio tipico di questa desolazione umana e materiale è la città-bucodiculo di Hull:

Ci sono descrizioni accurate di questi cagatoi su siti come ilivehere.co.uk o su chavtowns.co.uk

Gli inglesi di paese

Gli inglesi di città hanno almeno un’idea del fatto che esista un mondo al di fuori del loro quartiere e del loro pub, mentre l’inglese del paesino NO. L’inglese di paese è come il leghista veneto o il terrone orgoglioso: per lui esiste solo il suo paesino di merda, tutto il resto del mondo deve stare fuori ed essere cacciato via appena prova a disturbarlo. Non provate mai a fare amicizia con un paesano inglese, avrete sempre a che fare con gente di un’ignoranza e di una chiusura mentale indescrivibili. 

Conclusioni

Dioporco.
Se potete, evitate accuratamente la campagna inglese a meno che non vogliate fare i commuters per Londonistan oppure non abbiate nostalgia del vostro paesino di  merda vicino Codroipo. Se vi chiamano per lavorare in un posto in provincia, fate MOLTA attenzione ai costi delle case, agli spostamenti, alla logistica e al fatto che senza un’auto non potrete proprio vivere. Rendetevi conto del fatto che se vorrete una vita sociale dovrete raggiungere una città degna di questo nome.

Life in modern England parte 6 – Il pakistano del cazzo

Cari amici, eccomi di nuovo tra voi con un trattato su una delle figure che rende alcune zone dell’UK dei posti decisamente merdosi: il pakistano del cazzo, detto anche “paki”.

Descrizione generale

Il Paki è una creatura vagamente somigliante allo Homo Sapiens Sapiens, al punto da esserne spesso confusa per un esemplare particolarmente malato, lurido e degradato di quella specie.
I Paki sono originari del Pakistan, ma si sono diffusi in tutto il mondo civilizzato, a parte nei luoghi dove la popolazione locale ha avuto abbastanza intelligenza e palle da attuare una campagna di disinfestazione.

Tassonomia

Esistono varie migliaia di specie e sottospecie di Paki, ma tale classificazione non è di interesse per nessuno, se non per i Paki stessi. Una specie particolarmente fastidiosa e’ quella del Pakis Arricchitus, di cui si parlerà piu’ avanti.
Il Paki e’ una specie che non si è mai evoluta dai tempi del Cretaceo, mantenendo invariati l’aspetto esteriore, il linguaggio, la cultura e l’alimentazione. Il fossile di Paki piu’ antico è stato trovato nello stomaco di uno squalo Ginglymostoma del Cretaceo. I paleontologi hanno riportato che il Paki era esattamente uguale ai Paki contemporanei e che lo squalo si è suicidato subito dopo il pasto per motivi ancora ignoti.

Distribuzione

Tipico habitat Paki
Il Paki è originario del Pakistan, ma si e’ sfortunatamente diffuso in tutto il mondo. Una delle sue caratteristiche e’ la sua capacità di emigrare in grandi masse e di trasformare qualunque luogo in cui si stabilisca in una copia del suo luogo di origine.
Questa sua capacità, unita ad una fertilità fuori dal comune, ha reso necessario l’inserimento del Paki tra le 100 specie invasive piu’ dannose del mondo.
Le condizioni del Pakistan sono la prova che la religione e’ un’orrore mostruoso: TUTTI, dico TUTTI i posti in cui la religione acquisisce potere politico diventano dei cagatoi invivibili, quale che sia la religione. Il Pakistan musulnegro è un cagaio, così come il Messico cattolico.




Biologia

Il Paki tende ad aggregarsi con i suoi simili ai confini delle aree frequentate da esseri umani, in modo da poterne razziare le scorte senza esserne attaccato. I gruppi numerosi di Paki si fanno via via sempre più sicuri al crescere del numero, cosa che li rende più aggressivi e voraci.
Il Paki è una creatura socievole, ma solo con gli altri maschi della stessa specie. Il Paki considera lo Homo Sapiens Sapiens come una preda (se in condizioni di debolezza o inferiorità numerica) o come un temibile predatore (in tutti gli altri casi). Le femmine della specie Paki vengono tenute in condizioni di inferiorità e schiavitù (vedi Riproduzione).

Alimentazione


Ditemi voi se non sembra merda
Il Paki si nutre di pietanze vagamente simili a cibo per cani, ma molto più puzzolenti. L’odore pestilenziale del Curry è un segno della presenza di branchi di Paki nelle vicinanze ed è uno dei modo con cui marcano il territorio. La zaffata di curry rancido che arriva quando si esplora una parte sconosciuta della città è il primo segno che invita il viaggiatore prudente a tornare indietro o a mettere il colpo in canna.
E’ da notare come dopo una mangiata di curry segue una cagata che ha lo stesso colore, consistenza e odore del curry mangiato poche ore prima. I Paki, infatti, tendono a riutilizzare lo stesso curry almeno una dozzina di volte, risparmiando moltissimo sul cibo e mantenendo così le loro numerosissime cucciolate.
Molti viaggiatori in Britannia hanno notato come molti British abbiano una predilezione per il Paki Curry. Ciò e’ dovuto al fatto che il cibo tradizionale inglese fa talmente schifo che persino quella sbobba immonda sembra attraente in confronto. 



Riproduzione

Il Paki viene addestrato fin dalla nascita a considerare le femmine di tutte le specie come creature che possono essere maltrattate e violentate senza nessuna conseguenza (Caso 1Caso 2Caso 3). 
Il motivo di tale comportamento è semplice: essendo dei musulnegri di merda, i Paki hanno una “cultura” risalente all’Alto Medioevo e si comportano come medioevali appena hanno la possibilità di farlo. Il Paki cresce in un ambiente ultrareligioso e conservatore, cosa che lo rende un malato di mente e un morto di figa tale che persino i peggiori cattobigotti  veneratori del cristaccio inculato dai cani sembrano persone decenti.
Quando il Paki decide di mettere su famiglia, va a cercare una sua cugina che abbia meno di 16 anni. Il Paki fa così perchè sa bene di essere una mezzasega e di non essere in grado di tenere testa a una donna adulta. Invece, una parente minorenne costretta a sposarlo tramite matrimonio combinato sarà (forse) abbastanza debole da farsi mettere i piedi in testa persino da una caccola come lui.
Inoltre, il fatto di sposarsi fra cugini aumenta molto l’incidenza di difetti fisici e tare mentali, rendendo così il figlio/a molto adatto a seguire i dettami dell’Islam (allah porco).
Non è colpa sua se e’ ridotto così, poverino. E’ solo che i suoi genitori erano cugini…

Cultura


Si, cultura. Certo. 
La cultura Paki è un misto di Islam tribale, ignoranza, bestialità, misoginia, frustrazione sessuale, fanatismo religioso e delinquenza, mista a un razzismo sprezzante e a una tendenza continua al crimine.
Il Paki raccoglie in sè tutte le parti peggiori del delinquentello da strada, del fanatico religioso e della bestia appena uscita da un villaggio tardomedievale. Se siete costretti ad averci a che fare, trattateli con sospetto e freddezza, non dategli la minima fiducia e non pensiate nemmeno per un momento che possano mantenere la parola data. Attenzione, perché molti Paki hanno imparato a piangere miseria e a lamentarsi del “razzismo” ogni volta che qualcuno cerca di protestare perchè loro hanno cercato di fotterlo. Non fatevi intimidire, quelle merdine mentono come respirano. L’unico problema è che ci sono ancora tanti sinistrorsi del cazzo che ci cascano! In tal caso, la mossa migliore è andarsene. il sinistrorso non capirà mai di avere a che fare con una bestia selvaggia, nemmeno quando tale bestia gli avrà svaligiato la casa e violentato la figlia.

Il Paki non ha alcun concetto di società civile o di legge: per lui l’unica cosa importante è la solidarietà tribale con gli altri membri della stessa tribù. Rendetevi conto che il Paki ritiene perfettamente giusto imbrogliare, mentire, rubare e boicottare chiunque non sia un altro Paki dello stesso villaggio. L’unica differenza a questo comportamento si ha quando i Paki devono avere a che fare con gli europei: in tal caso i Paki si coalizzeranno per fotterlo, per poi tornare a rapinarsi a vicenda appena l’europeo è morto o scappato.

Conclusione 1

Dioporco, ma allah ancora più porco!

Conclusione 2


I lettori più attenti avranno notato una strana somiglianza tra i Paki e i terroni. In effetti, la cultura e l’effetto che hanno sulla società sono molto simili. L’unica differenza sostanziale è che il Paki e’ maomettano, mentre il terrone ha il tatuaggio di Padre Pio, ma per il resto sono uguali. Quando avrete a che fare con un Paki, rendetevi conto che state parlando con qualcuno che sta facendo solo finta di essere civile per non essere sbattuto in galera, ma che si comporta ESATTAMENTE come una bestia selvaggia uscita dall’Alto Medioevo.
Inoltre, il Paki si lamenta SEMPRE del proprio paese, ma ogni volta che si muove in branco rende qualunque zona da lui impestata una brutta copia del suo paese di (merdosa) origine, dato che si comporta esattamente come si comportava nel vecchio paese e frequenta solo altri Paki.

Anche in questo, i Paki sono identici ai terroni…

Life in modern England part 5 – mangiare fuori in UK

Buona domenica, cari amici! Siete già andati a messa per venerare quel porco fottuto di dio nella sua chiesa??
Oggi parleremo di un argomento che interessa a molti: mangiare fuori casa in uk! Vi riporterò alcune delle mie esperienze, sperando di risparmiarvi le inculate che mi sono capitate e di consigliarvi al meglio tenendo conto della vostra situazione di miseria umana ed economica!

Wheterspoons

Tipico menu’ Wheterspoons

Wheterspoons e’ un grosso franchising inglese che offre un servizio economico e molto veloce. I pub Wheterspoons hanno i nomi piu’ diversi ma usano tutti lo stesso menu e offrono lo stesso servizio. In generale col Wheterspoon vai sul sicuro, saprai perfettamente cosa ti troverai davanti.

Le pietanze non sono per niente male e i prezzi sono bassi, soprattutto se approfittate delle offerte Club per i giorni della settimana. La clientela e’ molto tranquilla, il Wheterspoons e’ un posto per famiglie e per lavoratori, non per ubriacarsi e fare bordello. Le offerte per i due meals sono decisamente convenienti.

Offerta speciale del martedi’

Perio’s

Il Perio’s e’ una grossa catena di ristorantini specializzata in pietanze a base di carne. I piatti disponibili sono pochi, ma e’ possibile farli fare con falafel, pollo o manzo, oltre al condimento scelto tra una dozzina di salse diverse. La carne viene cotta alla griglia, senza olio o grasso, poi condita e messa nella pietanza richiesta. Il tutto e’ molto sano, molto saporito e abbastanza economico. Le chilli cheese nuggets sono ottime e asciuttissime, senza olio.
L’ambiente e’ tranquillo, anche se c’e’ una presenza eccessiva di gente che mangia halal. Resta comunque un buon posticino per famiglie.

Burger King

Il BK e’ la versione sana del Mc Donalds. La carne e’ di qualità migliore, le patatine sono fatte con patate e non con polistirolo liofilizzato e il pane e’ decente. Ogni giorno c’e’ un’offerta detta “king of the day” in cui si mangia un burger a scelta a prezzo ridotto.
Anche qui l’ambiente e’ pulito e family friendly.

Pizza Express

Il Pizza Express e’ il posto in cui vanno gli italiani del cazzo che pensano di andare in UK e di poter trovare la pizza fatta da Ciro Monnezz, per poi andarsene scornati. Pizza Express in realtà e’ un posto dove si possono mangiare delle pizze abbastanza buone, ma completamente diverse dalle pizze italiane. L’impressione e’ quella di trovarsi in un posto gestito da un pizzaiolo inglese che ha passato due settimane in Italia e ha fatto le sue pizze basandosi su quel poco che ha potuto vedere. Le pizze sono buone, gli ingredienti sono buoni, ma il tutto ha solo una vaga somiglianza con la pizzeria tradizionale italiana.

Ambiente tranquillo, buon posto dove portare una fighetta curiosa riguardo alla cucina italiana ma non abbastanza da provare qualcosa di veramente italico.

Si, avete visto bene. Il pesto alla genovese sulla pizza

Pret a Manger

OK, qui si cambia completamente ambiente. Il Pret e’ il posto dove vanno i fighetti posh di merda per vantarsi di quanto sono fighi e di come sanno mangiare bene. A dire il vero si mangia benissimo e ci sono cibi e bevande di ottima qualità che non si troverebbero altrove, ma diolatrina che prezzi e che ambiente con la puzzetta sotto il naso!
Diciamo che quello e’ un posto dove portare una figa trendy in pausa pranzo, non un posto dove farsi un panino e una birra. Attenti che le fighe impiegatizie inglesi sono davvero brave nel distinguere un vero ricco da un finto ricco. Evitate di sboronare troppo su ricchezze che non avete, vi sgamano subito. Puntate sulla fama (spesso immeritata) degli italiani, molto simile alla figura di Loris Batacchi.

Upper Crust

Il nome e’ un raffinato gioco di parole tra “upper crust” come “crosta del pane” e “upper crust” come “la crema della societa’, i fighetti di merda”. Si tratta di una catena di paninerie alle stazioni dove potete farvi una baguette appena decente per un prezzo esagerato. Vi direi di non cascarci, ma cazzo, quando sei alla stazione e non hai tempo di andare a cercare un posto dove mangiare non c’e’ molta scelta.

KFC

La versione negra e schifosa del McDonalds, devo dire altro? Pollo fritto, unto, olioso, cotto male e schifoso. Prezzi bassi, clientela disgustosa. Pollo fritto panato gocciolante di olio merdoso, denso e puzzolente come olio esausto da motore. Andateci solo se siete negri.

Insomma, in UK ci sono tante cose che non vanno, ma il cibo non e’ una di esse. Con un po’ di pazienza e’ possibile trovare buon cibo a prezzo decente, anche se la cosa migliore e’ quella di cucinare per conto proprio.

Dimenticavo, se volete essere come dei veri British, ricordate di pranzare e di scolarvi una pinta durante la pausa pranzo, ottenendo cosi’ il risultato di puzzare di frittume e alcool come ogni vero britannico seguace di Sua Maestà! Ricordatevi solo di non lavarvi mai i denti dopo pranzo, altrimenti fareste la figura dei salutisti fighetti!