La felicità dell’emigrante (bestemmiante)

Ultimamente ho avuto poco da fare, e ho provato ad occupare il tempo frequentando alcuni gruppi di emigranti italiani.

OK, è stata un’idea degna di Tafazzi, lo ammetto. Contenti?

 

Una cosa che mi ha fatto pensare è il fatto che non tutti tutti sono andati via semplicemente per lavoro, soldi e così via. OK, il lavoro e i soldi sono fondamentali, ma non sono il 100% della vita di una persona (almeno non di una persona con un minimo di umanità). Per molti la scelta di emigrare è anche una faccenda di felicità.

In che senso?

Quando passa la fase iniziale, in cui l’emigrante è convinto di avere trovato il Paradiso, cominciano a venire fuori le magagne del paese in cui si è emigrati. Diciamo la verità, il paese perfetto non esiste, e ci sono paesi con problemi GROSSI. In qualunque paese si vada, ci sarà sempre qualcosa che non andrà bene e che in Italia funziona indiscutibilmente meglio. Per dirne una, qui in UK c’è una cultura decisamente di merda: l’inglese medio è stronzissimo, arrogante, chiuso e vanitoso come se fosse chissà chi. Gli stessi inglesi sono i primi a dire “British people are cunts” e a consigliare di non prendersela troppo quando gli altri si comportano male senza alcun motivo sensato. Se dovessi fare i conti, potrei elencare un sacco di cose che proprio non vanno in Inghilterra:

  • Gli inglesi sono una razza di bevitori, ma non bevitori allegri come i veneti o i polacchi. L’inglese non beve per apprezzare la serata o per godersi la bevuta, l’inglese beve di brutto in modo da stordirsi, vomitare e collassare, magari dopo avere preso a legnate un poveraccio che passava da quelle parti per caso. Avete presente Begbie di Trainspotting? E’un buon esempio di inglese.
  • Se si escludono le grandi città, in generale la provincia inglese è un cagaio post-industriale soffocato da miseria, disperazione e fabbriche dismesse.
  • L’underclass inglese è orrenda, una massa di miserie umane perpetrate da un sistema di benefits che ha dato di matto e ha reso impossibile uscire dalla condizione di povertà e di dipendenza dagli aiuti statali.
  • Il fondamentalismo islamico è una minaccia seria.
  • In città, la qualità dell’aria è tremenda, anche se non al livello di Roma o Milano.

E tante altre che non vi sto a raccontare. Come mai rimango qui, nonostante ci siano tutti questi problemi?

PERCHE’ QUI SONO FELICE, CAZZO!

Questo è quello che conta. Ci sono cose che non vanno ovunque. Se uno dovesse stare a pensare alle cose che non vanno, troverebbe difetti ovunque. Ci sono persone emigrate in posti che hanno problemi gravissimi, oppure in posti oggettivamente più poveri dell’Italia. Ma sono felici, stanno bene, e questo è quello che conta. Ognuno ha i suoi motivi per emigrare (o per non emigrare), e se riesce a trovare la felicità in un altro posto, allora ha fatto bene ad andarsene. Questo è il motivo per cui sono critico verso quelli che se ne partono per emigrare solo per motivi di lavoro. Uno che se ne va solo per il lavoro si troverà malissimo, non si integrerà mai, e appena possibile se ne tornerà in Italia. L’unico che è disposto a sconvolgere completamente la sua vita e a cambiare tutto, è quello che in Italia si trovava male. Vuoi per la corruzione, vuoi per la mentalità della gente, vuoi per la politica, vuoi per il familismo amorale, vuoi per l’ignoranza, vuoi per il calcio, il motivo non conta. Solo l’irrequieto che si è irrimediabilmente scassato la minchia dell’Italia se ne andrà e riuscirà a prosperare. Quello che va via per lavoro, tornerà indietro presto o tardi.

Questo è il motivo per cui si vedono tanti emigranti felicissimi, anche se fanno un lavoro non molto diverso da quelli che facevano in Italia. Probabilmente non tornerebbero in Italia nemmeno se gli offrissero un posto migliore e un costo della vita più basso. Ovviamente, non se la sentono di fare questo discorso agli italiani che sono rimasti in Italia, quindi rispondono sempre di essersene andati via per motivi di lavoro. Ci sono molti italiani che si trovano bene nella cultura italiana, e a questi è inutile spiegare che tale cultura a molti può semplicemente non piacere e apparire come una tortura cinese. Ricordo quando un terrone mi ha detto: “Palermo fa schifo, ma mi ci trovo bene. Qui a Palermo sono felice come un porco in mezzo alla merda!” Mai paragone fu più azzeccato!

In tutte le culture ci sono gli “irrequeti” che non si trovano bene con la cultura locale, o che hanno voglia di provare un altro tipo di vita. Chi si trova bene nella cultura italiana ci starà, anche senza soldi e senza lavoro. Chi ci si trova male se ne vorrà andare, anche se fuori dall’Italia ci sono situazioni brutte e cose che non vanno. Questo significa che gli italiani della “diaspora” non torneranno mai, se non in vacanza.

Conclusioni

Concludendo, finitela di scassare la minchia riguardo all’emigrazione. Chi vuole andare va, e non torna. Chi non vuole andare resta, oppure va via per il minimo necessario. Questa generazione si è persa, la vita in Italia è diventata talmente opprimente che se ne sono scappati tutti proprio perchè gli avete triturato la minchia.

Non avete caputo un cazzo? Vabbè, non preoccupatevi, metto una bella cicciona tettona così almeno vi rifate gli occhi!

Life in modern England part 20 – il lavoro

Cari mongolini, riprendiamo con i post sull’immigrazione, nella vana speranza che qualcuno di voi inutili cazzari si decida ad emigrare. Oggi parleremo del mercato lavorativo inglese.

Versione breve

E’ un merdaio. Restate a casa.

Versione lunga per utenti alfabetizzati

Negli ultimi anni l’UK ha avuto la stessa mentalità idiota degli italiani degli anni ’80. Le famiglie si sono imborghesite e hanno iniziato a credere di potere fare la scalata sociale facendo studiare i figli. Come risultato, se il figlio aveva il numero giusto di cromosomi e abbastanza cervello per vestirsi da solo, allora “mio figlio deve studiare e diventare qualcuno! Non si deve sporcare le mani coi mestieri!” Il risultato è che tantissimi sono andati all’università, lasciando gli istituti e i corsi professionali a gente che aveva fallito tutti i percorsi scolastici: deficienti, drogati, delinquenti, disadattati e così via. Se ci pensate, nell’Italia dei tempi c’era l’idea che il figlio intelligente doveva andare al Liceo e poi all’università, e che solo i deficienti dovessero frequentare scuole come ITIS, IPSIA o Alberghiero. Ai vecchi tempi ebbi una lite tremenda con mio padre perchè non voleva che frequentassi l’ITIS, una scuola che a detta sua andava bene solo per i figli dei delinquenti. Purtroppo non era l’unico a pensarla così, i primi due anni di ITIS sembravano una classe di riformatorio.
Quale è stato il risultato di questa politica intelligentissima?
Da una parte, abbiamo una quantità enorme di laureati, molti dei quali laureatisi in materie del cazzo. Tali laureati faranno a pugni per i pochi posti da laureato disponibili, e come risultato si troveranno a lavorare in ufficio, in giacca e cravatta, ma con lo stesso stipendio di un lavapiatti. Non scherzo, molti laureati in ufficio guadagnano la “minimum wage” e hanno un debito studentesco di ventimila sterline. Quelli che non riescono a entrare in questi posti meravigliosi finiscono così:
Tipica laureata in lettere classiche
Inoltre, negli ultimi decenni molti posti da ufficio sono stati trasferiti in India o in Cina. Non ha senso pagare un contabile inglese, quando puoi farti fare la contabilità da una ditta indiana o cinese a un ventesimo del prezzo. La lower middle class da ufficio è stata letteralmente sterminata, anche perchè con le tecnologie moderne un impiegato di oggi fa lo stesso lavoro di dieci impiegati degli anni ottanta.
Dall’altra parte abbiamo una massa informe (ma molto puzzolente) di gente con la terza media, ma tanta voglia di impegnarsi e tanta flessibilità. Potete immaginarvi come vengano trattati dai datori di lavoro inglesi.
In questa immagine, Jamal si rende conto di essere uno dei tantissimi analfabeti in fila per un posto da operaio, e capisce che dovrà dare di nuovo il culo in cambio di un contratto da tre mesi.
Anche qui, l’automazione industriale ha reso superflui tantissimi operai. Ormai l’operaio stile “Tempi moderni” non esiste più se non in Cina o in India. L’operaio di oggi deve essere esperto, qualificato e abbastanza affidabile da dargli in mano i comandi di un macchinario da trecentomila euro.
Insomma, in UK come in Italia, quello che manca sono i diplomati qualificati.

Il lavoratore immigrato in UK

Intanto dobbiamo rendere chiara una cosa. Mentre in italia “immigrante” significa automaticamente “negro che fa lavori di merda in condizioni di illegalità”, in UK esistono immigranti di tutti i livelli, anche quelli più elevati. Il problema è la convalida delle qualifiche professionali. Mentre un immigrante ex-Commonwealth avrà la strada facile, per un italiano le cose tendono ad essere molto rognose. Prima di partire, fate in modo di avere informazioni sicure su cosa fare per rendere le vostre qualifiche compatibili con quelle locali. In molti casi vi converrà prendere una qualifica locale.

Sbocchi professionali

Come ho detto, in UK mancano i lavoratori qualificati. Se non siete qualificati, o se avete la laurea al DOWNS, tanto vale che ve ne stiate a casa. Ciò ovviamente non vale se siete giovanissimi e disposti a mettervi a studiare per bene.
Lasciate pure perdere i lavori da ufficio. A meno che non siate già stati a lungo in UK, non conoscete la lingua e la cultura locale e sarete sempre messi in secondo piano davanti ai locali. Magari con una laurea seria potete avere qualche possibilità, ma preparatevi a vedervi passare davanti l’inglesino semianalfabeta solo perchè lui è stato nell’università fighetta british.
Uno degli sbocchi tipici degli immigranti è il servizio sanitario. C’è una carenza ENORME di personale sanitario. Molti ospedali e molte cliniche sono letteralmente disperate pur di avere infermieri, badanti, e tutto il personale medico vario.
Il personale tecnico è molto richiesto. Ho visto parecchie officine, e sono tutte piene di immigranti. Meccanici, saldatori, tornitori, elettricisti, mulettisti, muratori, carpentieri, idraulici, e tutto il resto del popolo tecnico, sono tutti richiestissimi e ben pagati. Ci si può organizzare con una qualifica italiana, ma è difficile. E’ meglio prendersi una qualifica inglese, ma tanto ne prendi una in sei mesi senza spendere più di qualche centinaio di sterline. In generale, lavorare nell’edilizia o nel campo tecnico è molto redditizio, ma considerato un lavoro da immigranti. Chissenefotte, guadagno tre volte quello che guadagnano i fighetti da ufficio! Ovviamente qui si parla di personale tecnico qualificato. Qui non c’è il muratore annero con la terza elementare, se non tra i pakistani.
L’IT è un campo che non conosce crisi, ma è necessaria una qualifica locale di quelle costose. Programmatori e altri geek del genere sono sempre richiesti, e quello è un ambito in cui gli immigranti sono bene accetti. Ovviamente non ti devi infastidire nel lavorare accanto a Pajeet l’indiano che non usa la carta igienica perchè è “impura”.
Insomma, l’UK non è il paradiso, ma ci sono le opportunità lavorative che mancano in Italia. In molti casi si tratta di lavori da immigrante, cioè lavori di merda, faticosi, pericolosi e con orari di merda, ma se non vi piace siete liberi di restare a Secondigliano a fare i pattumini. Anzi, il mio consiglio è di restare a casa, evitate di emigrare che abbiamo già fin troppi napulielli in giro.

Prospettive a lungo termine

La cosa che più importa sono le prospettive a lungo termine. In Italia puoi ancora sperare di saltellare da un posto di lavoro all’altro, ma ti troverai a 65 anni con gli acciacchi, troppo vecchio per lavorare e senza pensione. Almeno qui in UK il sistema pensionistico funziona ancora, l’assistenza sociale funziona (anche se meno di prima), e l’economia gira ancora. Il futuro è una grossa incognita ma sempre meglio del merdaio assoluto che aspetta coloro che resteranno in Italia!

Post Scriptum

Mi sono arrivate varie richieste di aiuto da tipi che lavorano in un ambito completamente diverso dal mio. Grazie per la fiducia, ma io sono un elettricista, cosa cazzo ne posso capire di altri ambiti? Posso solo augurarvi il massimo del successo nelle vostre carriere di collaudatori di preservativi anali, ma non so proprio come aiutarvi. Al  limite, provate a fare una ricerca con il Jobmatch inserendo il tipo di lavoro che cercate o la zona in cui volete andare. Guardando le offerte vi farete un’idea su quali titoli vengano richiesti, sempre che il tutto non sia troppo complesso per i vostri cervellini sminchiati dal Lexotan!

Life in modern England part 14 – Teste di minchia part 9: La notte di Guy Fawkes

Premessa

Cari amici

 

Quando si ha a che fare con la cultura britannica ci si chiede spesso se il britannico medio sia rincoglionito a morte dal sidro, dalla Monster e dagli effetti metabolici degli ascessi dentali o delle carie non curate, oppure se la minchionaggine dei britannici non sia di origine genetica.
Gioventù elegante in Britannia. Da notare il Burberry di ordinanza.
Proviamo ad analizzare il problema in modo scientifico, ad esempio studiando dei fatti storici avvenuti prima che la Bretagna diventasse una succursale del Pakistan.

Il complotto delle polveri di Guy Fawkes

 

Ciao, sn maskerata da V Vendetta! Trpp edgy, zio!

Nel 1600, il passatempo preferito della nobiltà britannica era ammazzare cattolici, cosa buona e giusta. La nobiltà britannica odierna preferisce inchiappettare bambini e a baciare il culo ai maomettani. Vabbè, sono gusti.

C’era un tipo troppo sveglio pur essendo cattolico. Il suo nome era Guido Fawkes, e decise di cambiare la storia facendo saltare in aria il re, la famiglia reale e anche tanti altri che non c’entravano una minchia. A tale scopo, si riunì con dei suoi fedelissimi compari, comprò un bel pò di polvere da sparo e preparò due piani:
PIANO A: Scavare una galleria sotto il Parlamento, vicino al Tamigi, in un terreno pericolosissimo, soggetto ad allagamenti e difficile da scavare. Riempire la galleria di polvere e farla saltare sotto il culo del Re.
PIANO B: Affittare una cantina sotto il Parlamento. Trasportare comodamente la polvere da sparo davanti alla cantina. Pagare due polacchi per fare scaricare la polvere nella cantina. Farla saltare sotto il culo del Re.
Ovviamente i cospiratori scelsero il Piano A. Solo dopo vari incidenti e allagamenti, passarono al Piano B.

Imprevisti

Essendo dei geni, i cospiratori prepararono la trappola quando il Parlamento era in un’altra locazione. Dopo mesi di attesa, la polvere andò a male e Fawkes dovette ricomprarla. Nel frattempo, per non annoiarsi, i nostri eroici cospiratori si dedicarono all’occupazione preferita dei veri rivoluzionari che si preparano all’attacco.
Ossia, cominciarono a discutere del loro piano con cani e porci. Un piano che sarebbe potuto essere svolto da cinque persone (più due manovali polacchi ubriachi marci di Stella Artois), venne divulgato a mezza Londra.
Alla fine avvenne l’inevitabile: qualcuno si cagò sotto e avvertì le autorità via lettera. Gli sbirri locali arrestarono tutti in tempo niente. Meno di un anno dopo, tutti i cospiratori erano morti o in galera.

La notte di Guy Fawkes – Bonfire Night

Tutto ciò sarebbe una cosa comunissima nella storia. Un fesso cerca di fare il grande, non combina una minchia e finisce male. La cosa assurda, che ci illumina sulla minchionissima mentalità britannica, è il fatto che l’anniversario di tale complotto sia diventato una festa nazionale. Inoltre, l’attentatore è diventato una figura di spicco nella cultura locale.
Come sono figo!
Ricapitoliamo:
  • Un minchione cerca di ammazzare il re con un piano completamente idiota.
  • Viene catturato, imprigionato, pestato, inculato e giustiziato per la sua minchionaggine.
  • Come risultato, viene ricordato nei secoli e diventa una sorta di eroe nazionale. Il giorno del suo attentato fallito diventa festa nazionale, la “bonfire night”, in cui si accendono i falò in suo onore.
Se non ci capite niente, non vi preoccupate. Il giorno in cui lo hanno spiegato a me, la mia faccia era questa:
Gaaaaahhhhhhh

Conclusioni

Gli inglesi non ci fanno. Ci sono, e pure tanto. Tra parentesi, tecnicamente la festa sarebbe un modo per ringraziare il Dio protestante per avere impedito l’attentato (probabilmente dando un QI di 45 agli attentatori). A poco a poco, la festa si è evoluta nella forma che conosciamo.PS: Tecnicamente, Guy Fawkes non c’entrava una minchia con l’accaduto. Il capo della cospirazione era un altro, Guy era un esperto di esplosivi assunto per fare il lavoro tecnico. Come abbia fatto a diventare un’icona di libertà e indipendenza non lo sa nessuno.

Life in modern England part 13 – I Meetup

Cari amici, oggi vi parlerò di una delle poche opportunità di interazioni sociali offline che si trovano ancora in questo mondo di merda. Lo so bene che molti di voi sono talmente rincoglioniti dall’interfaccia di Faccbuuk da non riuscire più a interagire con un essere umano in carne ed ossa, ma ci sono ancora persone che sono interessate a parlare con esseri umani (quindi non maomettani).
L’organizzazione in questione si chiama Meetup:
Come funziona: ci sono gruppi di persone che si incontrano unite da un interesse comune, dai più comuni ai più assurdi. Il fatto di avere un interesse in comune aiuta moltissimo a rompere il ghiaccio durante il primo incontro, e di solito i membri sono molto amichevoli e ben disposti verso i nuovi arrivati. Ovviamente, ci sono sempre i gruppi dove i membri fanno circlejerk e ignorano i nuovi, ma gli stronzi sono ovunque (soprattutto in Bretagna).
In generale, i meetup più attraenti sono quelli piccoli, con interessi di nicchia e una base molto ben affiatata: ci troverete gente molto interessata all’attività in questione e molto ben disposta verso i nuovi. Se volete fare una partita a Warhammer, passare una serata con i boardgames, trovare qualcuno con cui andare a correre o una buona distro di Linux, il Meetup è il posto migliore dove cercare.
Tipico Meetup di linuxari
Ovviamente, se siete interessati a cercare figa avrete qualche piccolo problema: in un Meetup di programmatori Arduino o di appassionati di fantascienza, la percentuale femminile media è dello 0.923%. Se volete inzuppare il biscottino, bisogna frequentare Meetup dedicati al ficco selvaggio alle relazioni sociali. Il problema è che la percentuale femminile è bassa, che la competizione è feroce e che ANCHE I PEGGIO CESSI DI DONNE SE LA TIRANO COME SE AVESSERO LA FIGA DI PLATINO! A tale scopo, consiglio i Meetup del tipo Social, Food and Travel, International e così via. Se non avete un reddito decente evitate pure di presentarvi, le donne che si trovano da quelle parti sono delle arpie che come prime domande chiederanno reddito, lavoro e modello di automobile. Molte di loro sono ex troiette da discopub che sono diventate troppo vecchie per saltare di cazzo in cazzo fare nuove amicizie ogni weekend e hanno deciso di accasarsi a spese di un povero pirla un uomo maturo e responsabile.
Tipica donna inglese in cerca di marito
Un’altra opportunità è data dagli “English language Meetup”, dove si discute e si fa pratica con l’inglese, per chi ne avesse bisogno. I gruppi International Meetup tendono a essere dei gran puttanai pieni di negri arrapati e di slave ancora più arrapate di loro, mentre i gruppi Italian language o Expats sono buoni posti per incontrare altri expats, immigranti di seconda generazione e inglesi incuriositi dalla lingua e dalla cultura italiana.
Un meetup di ponari. Non scherzo.

 

Per chi fosse interessato, ci sono molti meetup a tematica gaya o lesbica.
Meetup gayo. Tra tutti, sembrano quelli più felici!
Insomma, se riuscite a superare la fobia sociale e a parlare con un essere umano in carne ed ossa, il Meetup è una buona occasione. Se proprio siete disperati, ci sono anche i Meetup per autistici e persone affette da psicosi o fobie strane

La questione dei rifugiati siriani

Cosa dire della questione dei rifugiati siriani? Come parlare di centinaia di migliaia di persone in movimento, di cui quasi tutti uomini e quasi tutti con una cultura e una fede che li rende incompatibili con la vita nell’occidente moderno? I primi dati statistici indicano che il 33% di loro è completamente analfabeta, il 33% legge e scrive solo nella propria lingua e solo il restante di loro è in grado di esprimersi in una lingua europea. D’accordo che queste sono le stesse percentuali che si trovano tra i terroni, ma ciò rende il trattare con loro molto più complesso e costoso. Ci sono quelli che sono legittimamente rifugiati in fuga dalla guerra (anche se storicamente tali persone sono di solito donne, bambini e anziani, quasi del tutto assenti nel caso odierno), ma ci sono moltissimi che hanno motivazioni meno nobili:
Prendiamo l’esempio di Hamza, spacciatore algerino in fuga dalla legittima giustizia del suo paese, non dalla guerra:
Sono un clandestino, non un rifugiato”, ammette candidamente Hamza: “Nel mio paese puoi solo spacciare o fare il delinquente. Sono stato in galera varie volte per spaccio e per tentato omicidio.
Cosa succederà al nostro caro Hamza? Una volta arrivato in Europa farà domanda di asilo politico, che impiegherà almeno sei mesi per essere valutata. Anche se le autorità riuscissero a scoprire che non si tratta di un siriano, Hamza potrà dire di essere un perseguitato politico o religioso. Nel suo paese i dissidenti politici vengono incarcerati, e Hamza può dare prova di essere stato in prigione. Con un po’ di furbizia, Hamza potrà fare la parte del politico dissidente e avere asilo politico, ad esempio affermando che le accuse di spaccio erano montate ad arte dal regime. Oppure, Hamza potrebbe dire di essere uno Sciita condannato a morte dalla maggioranza Sunnita.
Immaginiamo che le autorità europee mangino la foglia e gli ordinino di tornare a casa. Hamza non è certo il tipo da farlo, particolarmente se ha conti in sospeso con la giustizia o con la mafia algerina. Hamza farà appello e nel frattempo continuerà a ricevere cibo, alloggio e assistenza.
Il governo cerca sempre di togliere i rifugiati dai campi di accoglienza per farli ospitare da alberghi o da padroni di casa locali, pagandogli l’affitto. In generale, la cifra è di 35 euro a notte. Ora fatevi un paio di calcoli: secondo voi un padrone di casa non ha tutta la convenienza a buttare fuori la famigliola italiana che gli pagava 800 euro di affitto per sostituirla con quattro rifugiati che gli frutteranno 4500 euro al mese pagati dallo Stato?
 
Ora, torniamo al nostro Hamza. Se Hamza è furbo farà appello finchè possibile, approfittando della congestione cronica del sistema. Se gli andrà bene, tra appelli vari rimarrà in Europa per almeno altri due anni. Sommati ai primi sei mesi, sono 912 giorni di permanenza, il tutto per decidere di sbattere fuori uno che non aveva alcun diritto a entrare fin dal primo giorno.
Con una media di 50 euro al giorno, fanno 45600 euro come prima stima. Dobbiamo sommare a tale spesa gli stipendi degli assistenti sociali, degli interpreti, dei giudici che prenderanno in esame il suo caso e dei suoi avvocati d’ufficio. Aggiungiamo il fatto che Hamza riceverà assistenza sociale e medica a spese dello stato e che non lavorerà nemmeno un giorno (anche volendo non potrebbe). Ovviamente, dobbiamo sperare che ad Hamza piaccia molto la TV italiana, perché niente gli impedisce di uscire di casa e di delinquere certo di una relativa impunità.
La stima dei costi per mantenere Hamza, un uomo che non aveva assolutamente alcun diritto a entrare in Europa (un delinquentello, non un rifugiato) e assolutamente niente di buono da contribuire alla società europea, è di circa duecento mila euro. Questo è il migliore dei casi possibili: se Hamza si mette a delinquere bisogna aggiungere i costi sociali di un delinquente in libertà che non teme la giustizia italiana. Se Hamza ha una moglie e un figlio, il processo di espulsione sarà rallentato enormemente. Anche ammettendo che Hamza riceva il “foglio di via”, pensate veramente che se ne tornerà in Algeria a testa bassa? Hamza farà appello contro la deportazione, giurando che le autorità algerine lo aspettano per torturarlo e ucciderlo. Anche se ciò fallisse, Hamza avrà già capito quanto sono coglioni gli europei e se ne sarà andato a fare il clandestino.
Insomma, nel caso migliore possibile, ognuno dei “poveri rifugiati” costa almeno 200mila euro a persona, tutte pagate dalla collettività. Un simile giro di soldi fa gola a molti: COOP rosse, enti religiosi, Caritas, ONLUS, “volontariato” e così via. Il problema è che una spesa simile è assurda, insostenibile. Scommetto che i regimi europei manterranno i “rifugiati” per qualche mese prima di rendersi conto di avere fatto il passo più lungo della gamba e di trovarsi in una situazione impossibile da gestire. A questo punto, presi dalla disperazione, cercheranno di mettere una pezza sul buco enorme che avranno causato.
Nel frattempo, cattolici, comunisti e altra feccia del genere sarà in festa per avere aiutato un “fratello perseguitato dal sistema”, fregandosene del fatto che si trattava di un delinquente che era venuto solo per rubare. Come se non bastasse, la sua presenza ha tolto soldi e assistenza a quelli che scappavano veramente dalla guerra.
Whitegenocideproject.com

Speravo di avere ancora qualche anno prima che la civiltà europea andasse a puttane. Non vedo più il motivo di aggiornare ulteriormente il blog. Il mio obiettivo era diffondere le idee giuste e  di ritardare (o forse scongiurare) il crollo, ma sono arrivato vari anni troppo tardi. Probabilmente lascerò qui il blog come monito perenne del fallimento della civilta occidentale, almeno fino a che non arriverà la Shari’ah e tenere un blog come questo non sarà un reato penale. Spero di essere già morto per allora, ma è meglio se mi sbrigo.

 

UPDATE: Lasciando perdere le stronzate salviniane, ho trovato un pò di dati relativi ai primi mesi del 2015. Lo status di “rifugiato politico” è stato riconosciuto al 6% dei richiedenti. In generale, circa il 50% dei richiedenti hanno ottenuto il riconoscimento dello status di rifugiato. Ora inizerà la trafila per ricorsi e controricorsi. La situazione legale viene spiegata magistralmente da un giornalista dell’ International Business Times:
UPDATE 2: Circa il 60 per cento dei “rifugiati” sono semplici emigranti che non sanno nemmeno dove stia la Siria:

Life in modern England part 12 – L’idea di famiglia in Britannia

Cari amici
Tempo fa stavo girando per uno dei locali più luridi e fetenti della città-cagatoio che prende il nome di Birmingham, un autentico cagaio sede di una delle comunità maomettane più grandi e influenti di tutta l’UK. A volte capita di vedere delle piccole cose che ti fanno pensare riguardo ai valori e alla moralità del posto in cui vivi, e in quei momenti ti viene voglia di prendere un lanciafiamme e fare qualcosa di talmente brutto che anche Himmler si metterebbe a piangere se ti vedesse  contestare civilmente le cose che secondo te non vanno nella cultura inglese.
Davanti alla biblioteca di Birmingham si trova codesto “monumento alla famiglia”:
L’idea inglese di “famiglia”, con le modelle che hanno ispirato il monumento
Tale monumento avrebbe dovuto simboleggiare l’idea inglese di famiglia, celebrando il modo in cui la famiglia inglese è cambiata nel corso degli anni. A mio parere, l’artista ha centrato perfettamente l’argomento e andrebbe acclamato per avere trovato il soggetto perfetto e per averlo raffigurato in maniera chiarissima. 
I modelli che hanno ispirato il monumento sono due sorelle che hanno deciso di mettere su casa insieme, dividendo una casa popolare e crescendo i loro rispettivi pargoli. Intendiamoci, tanto di cappello per le due ragazze madri che hanno deciso di crescersi i figli e di dare loro una parvenza di vita familiare, ma non vi sembra che manchi qualcosina?
Proprio qualcosina?
Giusto per dare un esempio, ecco un altro monumento alla famiglia
Idea di famiglia africana
Questo è il monumento alla famiglia in Senegal. Allora, notate qualche differenza? Magari qualcosa riguardo alla composizione della famiglia? Altre differenze:
  • I tratti somatici del secondo monumento sono inconfondibili. Lo scultore ha rappresentato fieramente i tratti tipici della sua razza. I tratti somatici del primo sono spianati in modo pudico, anche il bambino chiaramente di razza mista è stato censurato in modo da farlo apparire come “un bambino generico”
  • Il monumento africano ha un’idea di potenza mostrata tranquillamente, sembra dire “abbiamo un obiettivo e lo raggiungeremo, e se non vi piace ce la potete sucare tutti!”. La famigliola british sembra ritratta mentre fa la coda per il sussidio di maternità.
  • Il primo monumento raffigura un rinascimento africano, che forse non avverrà mai ma che almeno è stato cercato. La famiglia di negroni sembra dire “OK, siamo nella merda ma vogliamo andare avanti.” La famigliola inglese sembra voler andare allo hard discount per vedere se ci sono i biscotti in offerta.
  • E tante altre cose che non saprei spiegare bene perché di arte non capisco un cazzo. Se c’è qualche lettore più artistico si faccia sentire.

Spiegazione

Per i miei lettori meno informati, spiegherò meglio la situazione da cui proviene quell’opera d’arte. Qui in UK una ragazza madre ha tutte le porte aperte. Basta essere incinta, senza lavoro e soprattutto senza marito, e si ha diritto a una quantità enorme di benefits erogati dall’assistenza sociale. Intanto, avere una casa popolare (council house) è velocissimo. I mezzi pubblici sono gratis, le bollette le paga il comune, spesso la spesa te la fa il comune, insomma fai la bella vita. In questi casi, per la maggior parte delle ragazze madri non conviene assolutamente trovarsi un lavoro o un partner fisso, dato che perderebbero immediatamente i benefits e non guadagnerebbero granchè in cambio. Alla fine le posso anche capire, per una ragazza madre senza arte nè parte è meglio farsi mantenere dallo stato che lavorare per uno stipendio che alla fine sarebbe meno dei benefits!

Il risultato

Qual’è il risultato di queste politiche? Questo:
Marie Buchan, la regina del welfare
Oppure questo:
White Dee, la regina del quartiere popolare bucodiculo di James Turner Street, a Birmingham!
Se mai qualcuno di voi mezzeseghe decidesse di venire a vivere qui, si troverebbe davanti al fenomeno del sottoproletariato inglese sotto benefits, in tutto il suo grandioso squallore. Se pensate che il sottoproletariato urbano italico faccia schifo, non avete ancora visto niente. 
E’ da notare come lo stesso artista abbia scolpito un’opera radicalmente differente nell’Italia di sei anni fa:

Stesso artista, stesso soggetto, ma in Italia

Ciò è incoraggiante per certe cose, scoraggiante per altre. Qualcuno potrebbe dire che abbiamo sei anni prima di vedere l’Italia piena di ragazze madri che si crescono figli mezzosangue per conto loro.

Insomma, i miei complimenti allo scultore del monumento di Birmingham, per avere catturato in pieno l’essenza dello schifo e dello squallore della società britannica. Per me, un 10/10!

FONTI:
PS: Prima che qualche scrofa incinta venga a chiedermelo: non so quanti di questi benefits si applichino alle donne non british. Ho visto un sacco di maomettane di merda che vivevano in quel modo, ma non ho informazioni più precise e non mi interessa cercarle. La prossima volta prendetela quella cazzo di pillola, dio gravido!

Life in modern England part 11 – i contatori a gettone

Cari amici, oggi vi parlerò di una delle tante inculate che attende al varco l’emigrante ignaro, ignavo, ignorante e male informato: i contatori a gettone per la luce e il gas, detti anche Pay-as-you-go-meter.
Eccolo qui, il pezzo di merda!

Premessa

Dio scannato.

Seconda premessa

In molte case britanniche, soprattutto quelle affittate da agenzie o subaffittate da padroni di casa che non ci vivono, è stato installato un contatore di elettricità / gas di questo tipo. I vantaggi (per il titolare) sono tanti: nessun contratto, nessuna bolletta da dividere, nessun problema se qualcuno non paga, nessuno sbattimento per lui.
In pratica, quella cosa blu e verde è una chiavetta ricaricabile. Quando volete pagare la corrente, dovete andare in un cornerstore pakistano, pagare per la ricarica e inserire la chiavetta nel contatore. Se non pagate, non avete gas o elettricità. Si può andare sottozero, ma solo di poche sterline in caso rimaniate senza credito di notte. Insomma, o pagate o pagate. Punto. Non ci sono bollette o altre cose da pagare per il padrone di casa.

L’inculata

A questo punto, i miei pochi lettori dotati di cervello funzionante si chiederanno: “OK, dov’è l’inculata?” Eccola qui, figli miei!
Nella foto, l’esattore Npower presenta il conto al cliente.
Quando si fa una ricarica, il 100% dei soldi va in credito. Ciò rende molto contenti i coglioni e i laureati al DAMS, dato che sono troppo stupidi per rendersi conto del fatto che il costo al KWh è molto più alto di quello di un contratto senza chiavetta. Al coglione sembra di non pagare tasse e servizi, ma li sta pagando in misura enormemente maggiorata dato che il costo dell’elettricità/ gas è altissimo.

Seconda inculata

Prepararsi per la seconda inculata!
Cari amici, la seconda inculata (che forse potrete risparmiarvi) arriva se il contratto del contatore è a nome vostro e volete traslocare.
Il vostro dovere è quello di chiamare la ditta fornitrice il giorno stesso in cui cambiate casa, compilando tutta la modulistica richiesta. Dopo di ciò, portatevi via la carta e/o la chiavetta. Più o meno dopo un mese, vi arriverà al nuovo indirizzo una bolletta ASSURDA, MOSTRUOSA, contenente i “consumi stimati”. Cercate di non farvi prendere l’infarto, sedetevi, bevetevi una tazza di tè e appellatevi alla flemma britannica.
Ma che cazzodio dico? A furia di stare qui mi sto rincoglionendo anche io… Chiamate l’assistenza clienti tenendo a portata di mano il vostro numero di contratto, e BESTEMMIATE COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI VERSO QUELLA PUTTANA SIFILITICA DELLA MADONNA. Urlate, insultate e bestemmiate al massimo, dovete rendervi più sgradevoli possibili altrimenti vi prenderanno per fessi. Contestate la bolletta, dati alla mano, e urlate che voi non siete tenuti a pagare la disconnessione del contratto. Minacciate una causa legale.
Il mese dopo, arriverà un’altra bolletta, ancora più grossa. Sapete già cosa dovete fare.
Un paio di settimane dopo, arriverà una lettera di scuse in cui i giudei del cazzo gentili signori della ditta si scusano per l’ammontare errato della bolletta e vi dicono di andare in pace. La loro speranza, nel caso non lo aveste capito, è che la persona contattata sia troppo ignorante, menefreghista o cagasotto per contestare la bolletta e che paghi senza discutere. In fondo, per loro mandare una bolletta falsa non è un costo. Se solo l’uno per cento dei clienti si caga sotto e paga, per loro è un guadagno.

Conclusioni

Quando cercate casa, fate bene attenzione al contratto luce/ gas. Se vi offrono una casa col pay as you go meter, tenete conto di almeno 30/40 sterline al mese di spese, molto di più se usate il riscaldamento. In ogni caso, evitate di far mettere il vostro nome sul contratto dato che è un rompimento di cazzo spettacolare.

Link’Ulata

http://www.independent.co.uk/news/uk/home-news/poorest-struggling-to-afford-electricity-as-prepay-metres-cost-226-more-each-year-on-average-10364547.html

Post Scriptum

Se fate la ricarica, e vedete che l’ammontare della ricarica è meno di quanto avete pagato, andate subito dal padrone di casa e rompetegli il culo. Ciò significa che ci sono debiti non pagati che la compagnia si sta rifacendo sul culo di chi ricarica la chiavetta, ovverossia voi. Molti landlord fanno finta di niente, sperando che l’utente non vada a protestare!

Life in modern England part 10 – L’operazione Trojan Horse (Birmingham è un cagatoio maomettano)

Cari amici, oggi parleremo di una delle tante azioni terroristiche dei nostri amici musulpaki, ossia un atto di infiltrazione nelle scuole primarie in UK. Buona lettura.

Premessa

La Britannia di oggi è in un momento storico veramente merdoso delicato. I maomettani stanno iniziando ad avere la maggioranza numerica e a usare il loro potere per colpire al cuore la società umana, con la complicità dei multiculturalisti (utili idioti) e dei cagasotto (utilissimi idiotissimi). 
Negli ultimi anni, i maomettani hanno preso di mira l’educazione primaria. Il loro piano è semplice, ma efficace: indottrinare le nuove generazioni di immigrati di seconda generazione verso il fanatismo islamico. Quando i ragazzini indottrinati cresceranno, avranno in mano la società del futuro e sarà troppo tardi per de-indottrinarli. Chiunque abbia lavorato nel campo dell’educazione sa bene che è facilissimo impiantare un fanatismo politico o religioso in un ragazzino, mentre è difficilissimo liberarsi da un fanatismo imposto quando si è grandi. 

Il piano

Negli ultimi 20 anni, vari insegnanti di religione maomettana hanno deciso, probabilmente dietro ordini superiori, di islamizzare in modo radicale i giovani immigrati di seconda generazione, gente che altrimenti penserebbe soltanto ad occidentalizzarsi, fottere come porci, fumarsi, bersi e calarsi l’impossibile. 
La prima parte del piano comprendeva la creazione di un ambiente favorevole per l’opera degli insegnanti. Tutti gli insegnanti non maomettani sono stati mobbizzati e maltrattati fino a costringerli al trasferimento o al pensionamento. Appena un insegnante umano si licenziava, veniva sostituito da un insegnante di provata fede maomettana. In tutti i casi il preside era maomettano e felice di ciò che stava accadendo.
A questo punto, le scuole diventavano l’equivalente di una madrassa in Pakistan. Ragazzi e ragazze venivano tenuti in classi separate, le lezioni diventavano una sfilza di idiozie complottiste e di islam fanatico e radicale. Alla fine, i ragazzi si diplomavano con una visione del mondo degna di un talebano e nessuna conoscenza del mondo al di fuori della comunità maomettana. Molti dei giovani ricevevano solo lezioni di arabo o urdu, mentre il resto del programma consisteva in educazione religiosa, creazionismo (che ci crediate o no) e teorie complottarde anti occidentali. Ovviamente, uno con un’istruzione simile non avrà altra scelta che vivere in mezzo agli altri estremisti e comportarsi come un estremista, anche se in fondo vorrebbe fare la vita di un british normale. 

Investigazioni

L’OFSTED è l’organo del ministero dell’istruzione britannico che si occupa di ispezionare le scuole dal punto di vista della qualità e della neutralità dell’insegnamento. Ovviamente, tale ufficio è pieno di inglesi obesi e perennemente ubriachi come merde, femministe isteriche assunte grazie alle quote rosa e pakistani del cazzo assunti grazie alle quote marroni. Come potrete immaginare, tale ufficio soffre di un’inefficienza tale da farvi rimpiangere l’INPS o il MIUR italiani. 
Ovviamente, i geni mandati a ispezionare le scuole non hanno capito niente, nonostante i rapporti dell’antiterrorismo avvertissero che quelle scuole fossero l’equivalente di una bomba a orologeria.
Tutti i rapporti inviati da insegnanti e genitori sono stati ignorati per anni dal City Council di Birmingham. Ciò si può spiegare col fatto che quel city council è pieno di pakistani del cazzo e altra merda maomettana. Fra parentesi, se non siete maomettani non aspettatevi assolutamente alcun aiuto o supporto dal city council di Birmingham, sono le persone più orribilmente razziste e fanatiche che potrete mai incontrare in tutta la Bretagna. Per loro, se non sei un maomettano devi solo andare a farti fottere, e in fretta. 
Sembra che la cosa che abbia scoperto gli altarini sia una lettera anonima in cui un preside maomettano di Birmingham inviava istruzioni ad un preside di Bradford (altro cagatoio maomettano) in cui si spiegava come islamizzare la sua scuola. Ovviamente la lettera era un falso clamoroso pubblicato come scusa per iniziare le investigazioni senza dover dire: “Ooops, che branco di coglioni che siamo! Ci siamo fatti fottere per vent’anni senza capire una beneamata minchia di niente!
Alcuni dicono che l’investigazione sia stata fatta partire solo perchè gli insegnanti maomettani hanno osato parlare male della gaiezza e del lesbismo. Ciò non è impossibile.

Risultati

I risultati possono essere riassunti in questa immagine:
Ossia, un bel cazzo di niente. Cameron si è parlato addosso per un pò, altri politicanti gli hanno sbrodolato dietro, ma non è stato fatto niente di serio e si suppone che non verrà fatto niente di serio. La situazione è gravissima: i maomettani hanno delle idee e un piano a lungo termine. I british non hanno nessuna di queste due cose, quindi sono destinati a perdere. Onestamente, quando vedo queste cose mi viene voglia di convertimi all’Islam salafita. Almeno loro hanno un’idea di cosa fare e dove andare, mentre la civiltà occidentale sembra desiderare soltanto il culo di Miley Cyrus, il nuovo Iphone e sbronzarsi come merde il venerdì sera. Se vogliamo sconfiggere l’Islam dobbiamo riformare alla svelta la nostra società, dato che per come siamo combinati non abbiamo assolutamente nessuna speranza contro di loro.
Insomma, questo è il volto dell’Islam militante:
Questo è il volto della civiltà inglese:
Questo è il modo in cui la civiltà inglese sta affrontando l’Islam:
Secondo voi, chi ha più speranze di impadronirsi del futuro?
Fonti
Articolo Wikipedia in inglese – Wiki
I documenti originali, tra cui i rapporti ufficiali – Link
Articolo scritto da un giornale del cazzo per i british di destra – Link – Dailymail (merda)
Timeline della storia – Link – BBC

Life in modern England part 9 – la provincia inglese

Porco il dio.

Cari amici, l’altro giorno stavo parlando con degli altri emigranti (gente seria, studenti di materie scientifiche, non inutili teste di minchia come voi) della vita in UK. Uno dei punti interessanti della discussione è stato la vita in UK fuori dalle grandi città. Nella speranza che qualcuno di voi merde si decida a smuoversi dalla cameretta e ad emigrare, riporto i punti salienti della discussione:

Versione corta per analfabeti funzionali

La provincia inglese fa schifo al cazzo. Sembra di stare in una vallata sperduta del Friuli o in una borgata di montagna dell’entroterra siculo. Non c’è un cazzo da fare, i prezzi sono assurdi e i locali sembrano la versione inglese degli abitanti di Innsmouth.

Versione lunga per lettori alfabetizzati

La provincia inglese è un posto molto particolare. Potrebbe anche piacervi, se vi piacciono le devastazioni post-industriali o le campagne spopolate dall’abbandono. In UK appena uscite dalle grandi città vi troverete in una situazione di abbandono tale da farvi sembrare la peggiore provincia italica come un paradiso cosmopolita. In provincia non c’è letteralmente un cazzo da fare, dato che tutte le attività si spostano verso le grandi città portandosi dietro tutto il capitale umano (cioè tutti quelli senza tare genetiche) e tutti i giri di soldi. In provincia non ci sono opere pubbliche, non c’è nessuna vita sociale o culturale e non ci sono mezzi pubblici. Se non avete un’auto privata preparatevi a passare molto tempo a casa.
Nella provincia si possono trovare locazioni di vario tipo:

Tipico villaggio inglese

Nel tipico villaggio inglese c’è una fila di case, un cornerstore gestito da una famigliola di pakistani del cazzo, un pub. Niente altro. Punto. Potete anche girare nudi per strada, il posto è disabitato se non per i suddetti pakistani del negozio e per degli esseri deformi che si trascinano periodicamente al negozio per fare scorta di sidro e sigarette. Camminando per strada potreste intravedere dei movimenti con la coda dell’occhio, sono gli abitanti del posto che si nascondono impauriti dalla vista di uno Homo Sapiens col numero giusto di cromosomi. Evitate di attardarvi per strada, ma non temete perchè i locali sono troppo deboli per essere pericolosi, a meno che non li andiate a disturbare al pub.

Tipico villaggio inglese nella commuter belt

Stessa cosa di prima, ma si tratta di un posto dove tutti si alzano alle sei per prendere il primo treno per Londra. Sono villaggi fantasma che si svuotano completamente durante la giornata. Spettrale! Inoltre le case sono giudaicamente costose, dato che sono destinate ai fighetti che lavorano nella City e che non sono abbastanza miliardari da permettersi casa a Londra. La maggior parte dei posti nel Cambridgeshire o Berkshire rientra sotto questa categoria.

Tipico pub inglese in mezzo al nulla

Il pub inglese è una succursale della casa del paesano inglese, il posto dove l’inglese vive quasi tutta la sua vita fuori casa e spende la quasi totalita’ dei suoi soldi guadagnati onestamente. Entrare in un pub è un’esperienza surreale; di colpo tutti i britannici smetteranno di parlare e vi guarderanno come un essere umano sano e normale guarderebbe un rinoceronte che sta entrando nel salotto di casa sua. 
!!!ATTENZIONE!!! Il pub è l’unico posto che l’inglese difenderebbe, dato che ci passa quasi tutta la sua vita! Comportarsi in modo sbagliato in un pub causerebbe reazioni violente da parte dei paesani locali, cosa molto sconsigliata per la salute.  D’accordo che gli inglesi sono quasi tutti schifosamente obesi, malati di fegato, alcoolizzati e diabetici, ma se vi circondano sono cazzi amari.
Anglosassone al sabato mattina
Il mio consiglio è bersi una birra in silenzio e andarsene senza rompere i coglioni a nessuno. Sentire la gente locale che riprende a ridere e scherzare appena uscite dalla porta è un’esperienza sconcertante.

Enclave etnica

Date le pietose condizioni psicofisiche dell’inglese medio, le poche fabbriche ancora aperte sono state costrette ad importare grandi quantità di operai diversamente bianchi. Le etnie più rappresentate sono i musulpaki, gli indianegri e i polacchi. Questi gruppi si sono raccolti tra loro e hanno formato delle piccole comunità insulari dove hanno mantenuto il loro stile di vita. La qualità della comunità dipende, ovviamente, dalla gente che l’ha fondata. Ad esempio, se andate a Walsall (detta anche Nuova Lahore) troverete scene come questa:
La zona signorile e pulita di Walsall
Mentre se andate a Evesham (detta anche Kurwa City o Nuova Varsavia), vedrete scene come questa:
Lo slavo: sta in tuta, beve come una spugna e fa lo squat, ma in generale è tranquillo

Il cagaio post-industriale

Grazie alle politiche della Thatcher, la gran parte dell’industria e delle miniere inglesi è andata allegramente a farsi fottere. Diciamo che ai politici dell’epoca non conveniva avere un paese industriale e un sindacato forte, quindi hanno preferito mandare l’industria in merda e concentrare tutti i soldoni e le attività nella City. Ciò ha reso la City il paradiso della finanza, ma ha trasformato buona parte della provincia industriale inglese in cagatoi dove i figli dell’ex working class inglese trascinano le loro esistenze tra disoccupazione cronica, alcoolismo, benefits e case popolari. Dato che la Thatcher non poteva deportare o ammazzare la grande massa di disoccupati creati dalle sue politiche (anche se avrebbe voluto), li ha tenuti buoni elargendo benefits a piene mani e costruendo un’enorme quantità di case popolari. Dato che alla fine l’ignorante non ha alcuna mira politica, basta dargli una casetta, dei soldini e alcoolici a basso costo per farlo stare tranquillo.
Un esempio tipico di questa desolazione umana e materiale è la città-bucodiculo di Hull:

Ci sono descrizioni accurate di questi cagatoi su siti come ilivehere.co.uk o su chavtowns.co.uk

Gli inglesi di paese

Gli inglesi di città hanno almeno un’idea del fatto che esista un mondo al di fuori del loro quartiere e del loro pub, mentre l’inglese del paesino NO. L’inglese di paese è come il leghista veneto o il terrone orgoglioso: per lui esiste solo il suo paesino di merda, tutto il resto del mondo deve stare fuori ed essere cacciato via appena prova a disturbarlo. Non provate mai a fare amicizia con un paesano inglese, avrete sempre a che fare con gente di un’ignoranza e di una chiusura mentale indescrivibili. 

Conclusioni

Dioporco.
Se potete, evitate accuratamente la campagna inglese a meno che non vogliate fare i commuters per Londonistan oppure non abbiate nostalgia del vostro paesino di  merda vicino Codroipo. Se vi chiamano per lavorare in un posto in provincia, fate MOLTA attenzione ai costi delle case, agli spostamenti, alla logistica e al fatto che senza un’auto non potrete proprio vivere. Rendetevi conto del fatto che se vorrete una vita sociale dovrete raggiungere una città degna di questo nome.

Life in modern England part 8 – Cercarsi casa

Cari amici, era da un pò che non scrivevo un post serio sull’immigrazione. Forse ciò è’ dovuto al fatto che mi sono rotto i coglioni di vedere i laureati del DAMS che vengono qui con la spocchia di quello che si ritiene un dio (porco) sceso in terra… Vabbè, oggi parleremo di un argomento che sta molto sul culo a chi vive e lavora in UK, ossia la casa.

Premessa

In questo articolo parliamo di quelli che sono venuti in UK per lavorare. Se non avete intenzione di fare un cazzo, saltate l’articolo e dedicatevi ad altre attività.
In UK trovare una casa decente e’ un vero incubo. Se vi offrono un lavoro (ma chi cazzo vi vuole assumere a voi merdacce?), prima di firmare il contratto fate in modo da essere sicuri di avere trovato un alloggio decente e di avere fatto il conto dei prezzi delle case. Potreste avere la brutta sorpresa di avere accettato un buon lavoro con uno stipendio insufficiente a pagarvi una vita decente, dato che l’affitto e’ assurdamente alto. Ciò vi costringerebbe a cercarvi un secondo lavoro serale.
Ora, immaginiamo che abbiate trovato un posto dove studiare o lavorare, Ma che minchia dico, gente del cazzo come voi al massimo se ne va a servire ù cafè a Londonistan o a spacciare a Tottenham in mezzo ai negroidi… Vabbè, avete trovato un posto dove andare a vivere. Adesso dovete trovarvi casa. Ci sono varie opportunità:


Trovare casa

Il modo migliore per trovare casa è via Internet, soprattutto se cercate in una città grande. In campagna trovare casa è difficilissimo, e vi conviene andare in loco e cercare gli annunci locali o tramite il passaparola tra i paesani del cazzo. Spesso si trovano gli annunci nei Corner Stores e nei supermarket locali.
Una volta trovato casa, potreste trovarvi di fronte a un padrone di casa privato (Private Landlord) o a un’agenzia (Letting Agency)

Private Landlord

In generale i padroni di casa privati sono gente decente (a meno che non siano musulpaki o indiani), anche perchè qui in UK le leggi sulla casa sono prese in modo molto serio. Evitate come la peste quelli che affittano in nero, qui è un reato grave e se vi prendono vi inchiappettano di brutto, oltre a non essere tutelati se il padrone di casa prova a fare il bastardo. Parlando di questo, secondo il contratto di affitto i soldi del deposito vengono tenuti da un arbitro estraneo ad affittuario e padrone di casa, in modo che nessuno dei due possa fare lo stronzo. Se fate tutto secondo le regole avete poco da temere. Se un landlord affitta in nero, scappate. Ovviamente, pagate l’affitto solo tramite trasferimento bancario, mai cash in hand.
In generale un live-in landlord, ossia un landlord che vive nella casa e affitta una stanza, si comporta meglio di un landlord che non ci vive, ma ci sono eccezioni.
A proposito, senza il contratto di affitto non potete fare niente di legale. Il contratto serve per aprire un conto in banca, accedere a benefits, avere un medico curante, una tessera alla biblioteca e così via. Non se ne può fare a meno.

Letting Agencies

Le agenzie immobiliari in UK sono un branco di ebrei. Punto.
Tipico agente immobiliare britannico
Serve altro? OK, andiamo in dettaglio. Le agenzie si occupano di gestire il rapporto tra affittuario e padrone di casa, così che il padrone si prenda i soldoni senza doversi scassare la minchia nel gestire la casa. Il problema è che queste agenzie, spesso gestite da gentili signori di etnia mediorientale, cercheranno sempre di spremere gli affittuari come limoni. Dite pure addio al vostro deposito, quegli ebrei cercheranno SEMPRE il modo per tenerselo, additando danni inesistenti alla casa, cavilli assurdi sul contratto e così via.
PROTIP: Esiste la “small claims court” proprio per casi come questo. Basta andare da un avvocato di merda di quelli “No win, no fee” e fargli fare causa, al 99% vincete e gli fate pagare pure le spese processuali. Le agenzie contano sul fatto che lo studente o l’immigrato medio siano troppo stupidi o troppo menefreghisti per accollarsi il processo.
Evitate le agenzie se potete. Se non potete evitarle, comportatevi da ebrei più ebraici del vostro padrone di casa. Il primo giorno fotografate tutto quello che avete a casa e datate le foto con giornali locali. State pronti per il tentativo di inculata che arrivera’ di sicuro.

Inculate addizionali

Secondo il sacro principio del “non c’è due senza tre”, (molto valido nel caso delle inculate) ci sono altri problemi da considerare durante la scelta della casa:
Il primo è il riscaldamento. A meno che non siate montanari del cazzo abituati a vivere come il nonno di Heidi, il riscaldamento è FONDAMENTALE. Il problema è che qui gas e corrente costano tantissimo, quindi se non vivete in una casa ben isolata rischiate di dover scegliere tra mangiare e tenere acceso il riscaldamento. Evitate gli attici e i posti con i termosifoni elettrici, funzionano bene ma la bolletta alla fine sarà un’inculata selvaggia.
Parlando di corrente elettrica, in nome di Dio evitate accuratamente i contatori con la chiavetta, anche detti Pay-as-you-go! Questi contatori vanno ricaricati con un’apposita chiavetta ricaricabile. Il problema è che vi fanno pagare tasse e canone aumentandovi a morte il costo della corrente. A voi sembra di pagare solo quello che consumate, in realtà vi stanno inculando a sangue. Se possibile evitate case con questo contatore, oppure tenete conto che almeno un pound al giorno di elettricità ve lo spenderete, molto di più se usate cucina/forno/riscaldamenti elettrici!
Ovviamente c’è sempre il cretino che dice: “Guardate quanto sono figo, pago solo i consumi, metto 20 pound nella chiavetta e me li da tutti come consumo!”. Inutile spiegare a una simile testa di minchia che il costo della corrente (pound per Kwh) è molto piu’ alto rispetto a un contatore normale. Certa gente se lo merita il cetriolo in culo, perchè levarglielo?
Tipico “Pay-as-you-go meter”