2083 Una dichiarazione di indipendenza europea – Libro 2.24 Bisogna distruggere ignoranza e multiculturalismo

 2.24 Bisogna distruggere ignoranza e multiculturalismo

Autore: D.L. Adams

 

Ci sono due fattori che impediscono all’Occidente di combattere contro l’Islam, l’ignoranza riguardo ad esso e il multiculturalismo inteso come relativismo morale. Non conoscere gli obiettivi e le dottrine dell’Islam politico è un fallimento morale ed etico. Bisogna conoscere perfettamente il proprio nemico esistenziale in modo da combatterlo. Il multiculturalismo, invece, è una pseudo filosofia fondata sull’ignoranza, che ci impedisce di reagire alla minaccia dell’islam politicizzato dato che vede ogni reazione come dimostrazione di intolleranza.  Voler difendere la propria nazione dall’invasione non è dimostrazione di “intolleranza”, ma di patriottismo e di razionalità.
I concetti fondamentali del multiculturalismo sono la tolleranza e l’accoglienza. Tali concetti partono dall’assumere che tutte le culture siano uguali e che le differenze tra culture vadano applaudite e accettate, anche quando la condanna sarebbe appropriata. La sola idea che una cultura possa essere corrotta o malvagia viene considerata “razzista”. Il multiculturalismo è il concime su cui cresce l’Islam. Quelli che conoscono le dottrine dell’Islam politico e ne parlano in pubblico vengono accusati di razzismo dai multiculturalisti e dagli ignoranti. L’Islam politico descritto nella Sira, nel Corano e nelle Hadith è razzista e intollerante, ma ciò non preoccupa per nulla i multiculturalisti. Nel loro mondo, loro si credono superiori dato che sono gli unici ad essere tolleranti e ad accettare le altre culture. Il problema è che l’Islam vede questa tolleranza come dimostrazione di debolezza e di idiozia. I multiculturalisti sono gli schiavi perfetti per i musulmani, dato che sono felici di servire un’ideologia totalitaria che mira solo alla distruzione della tolleranza e dell’accoglienza.
Gli Stati Uniti hanno gestito l’immigrazione secondo l’idea che se gli immigrati vengono accolti e tollerati, dopo un po’ diventeranno americani. Quest’idea ha funzionato per generazioni, accogliendo e integrando immigranti europei, asiatici e sudamericani. L’Islam non rientra in questa idea, dato che l’Islam si rifiuta di farsi assimilare. Islam significa “sottomissione” e i credenti nella “religione di pace” non sono interessati ad integrarsi, ma a sottomettere il mondo alla loro cultura e religione. Per coloro che credono in tale ideologia piena di odio, esiste solo una cultura e solo una religione ammessa, ossia la loro. Tutte le altre culture, religioni e tutti gli altri sistemi politici devono essere annientati.
I multiculturalisti non conoscono per nulla la cultura islamica che amano tanto. Per loro, tutte le culture diverse dalla loro (per quanto violente e intolleranti) vanno difese solo perchè sono diverse dalla loro. L’Islam, intanto, vede le culture occidentali come deboli e incapaci di difendersi. Il multiculturalismo è la “quinta colonna”, lo strumento usato dall’Islam per infiltrarsi nelle nostre istituzioni e nei nostri sistemi politici. L’Islam è in guerra eterna contro tutti i non credenti, al punto che la “jihad”, la “guerra in nome di Allah”, viene citata 150 volte nel Corano. Dato che i multiculturalisti non sanno niente della cultura islamica (a dire il vero, di nessuna cultura dato che per loro le culture sono tutte uguali), non capiscono di essere sotto attacco.

Multiculturalismo e ignoranza sono le due grandi debolezze della cultura occidentale.

Il modello dell’integrazione ha fallito, dato che l’Islam politico e la Jihad non sono interessate all’integrazione. I multiculturalisti non lo sanno, e quando gli viene detto si rifiutano di crederci. Per capire come funziona davvero l’Islam bisogna prima capire perchè il multiculturalismo ha fallito. Noi occidentali dobbiamo giudicare le culture e le persone che vi appartengono, prima di fare entrare gli immigranti. Bisogna accettare il fatto che alcune culture sono aggressive e che hanno valori contrari ai nostri. Non è vero che tutti amano la libertà, ad esempio nell’Islam l’unica libertà ammessa è la sottomissione totale a Maometto, ad Allah e alla dottrina maomettana. Quando apriamo le porte all’Islam, le apriamo a una forza che rifiuta i nostri concetti di accoglienza e di tolleranza. Questa è l’orribile assurdità del multiculturalismo, un’ideologia letteralmente suicida.
Bisogna studiare e imparare le dottrine maomettane. Conoscere le loro dottrine è come avere le tattiche della squadra avversaria in una partita di calcio. Il problema è che non si parla di sport, ma di sopravvivenza della nostra cultura. Non possiamo combattere l’Islam senza conoscerlo: se non lo conosciamo non siamo neanche in grado di capire di essere in guerra contro di esso. Se vogliamo rimanere delle culture libere, tolleranti e accoglienti, dobbiamo liberarci dell’ignoranza. Si tratta di un dovere patriottico.
Dobbiamo distruggere il multiculturalismo: imparare di cosa si tratta e definirlo per la fantasia suicida che è. Le culture non sono tutte uguali: alcune sono migliori di altre, alcune sono nostre amiche e altre nostre nemiche. Il concetto base del multiculturalismo è che le culture sono tutte uguali: tale concetto è irrazionale e rischia di portarci alla distruzione della nostra civiltà. Il multiculturalismo deve essere distrutto e consegnato al cimitero delle idee senza senso. I suoi adepti devono essere messi alla berlina come gli impostori e gli idioti che sono.
Se non distruggeremo il multiculturalismo, l’Islam lo userà come testa di ponte per entrare nelle nostre nazioni e distruggere la nostra cultura. La dottrina maomettana è molto chiara riguardo alle responsabilità degli adepti della “religione di pace”. La Jihad è una responsabilità personale per tutti i maomettani, ordinata da Allah e da Maometto. I maomettani che praticano la Jihad sono “bravi maomettani” dato che seguono gli ordini dell’Islam. Quelli che si rifiutano, sono gli “estremisti” dato che ne ignorano gli ordini. Quelli che non vogliono la Jihad sono le prime vittime dei Jihadisti, dato che sono “cattivi maomettani”. Questo è un concetto che deve essere spiegato chiaramente, dato che i nostri concetti di bontà e cattiveria, di giusto e di sbagliato sono diversi da quelli della mentalità maomettana. Chi non conosce l’Islam perderà la battaglia contro di esso. Chi dice che tutte le culture sono uguali e chi non riesce più a distinguere il buono dal cattivo, perderà. Ignorare l’Islam non è più accettabile, ormai è un fallimento dal punto di vista etico e morale.
Il multiculturalismo è uno strumento dei maomettani, un’ideologia falsa che usa la sua apparenza di bontà e di tolleranza per zittire il pensiero e il dibattito. Il multiculturalismo è un fallimento completo, dato che viene usato dai nostri nemici per distruggerci. Il multiculturalismo deve essere distrutto.

2083 Una dichiarazione di indipendenza europea – Libro 2.23 Il suicidio dell’Europa. Le basi del multiculturalismo.

PREMESSA DEL TRADUTTORE

Ho avuto qualche problema con questo brano. Anche se condivido pienamente i contenuti, mi rendo conto che quando si accenna a certi argomenti le persone con cui vorrei dialogare se ne vanno, mentre arrivano persone con cui NON VOGLIO AVERE A CHE FARE. Chiedo ai primi di mantenere la mente aperta e di cercare almeno di leggere, mentre chiedo ai secondi di non infastidirmi. Allego questa vignetta per mostrare cosa ne penso della grande maggioranza delle persone con idee razziste:

I cosiddetti “campioni della razza bianca” sono i peggiori esempi di essa, anzi la vergogna della razza bianca.

2.23 Il suicidio dell’Europa. Le basi del multiculturalismo

Autore: Reconquista
Commentario a: “Da Titani a topi – parte 2”
Questo saggio fa una valutazione e trae delle conclusioni riguardo all’aspetto razzista, anti-europeo e contrario alla razza bianca del multiculturalismo. All’inizio ho avuto problemi nello scrivere di fattori come razza ed etnicità, anche perché non apprezzo discutere in questi termini. Sono stato cresciuto (indottrinato) in un sistema multiculturalista per 30 anni. Inoltre, sono sempre stato convinto che il punto focale del mio discorso fosse l’Islam, e che scrivere di razza o di multiculturalismo avrebbe solo intorbidato le acque. Per questo, ho cercato di sostituire quei termini con i termini cultura, europei nativi o gruppi etnici.
Dopo averci pensato, ho capito che non c’erano motivi razionali per cui non si dovessero usare quei termini. Sono stanco di subire la censura ideologica. Non possiamo capire pienamente alcuni dei modi di pensare dei multiculturalisti se non teniamo conto del loro razzismo contro i bianchi, e in molti casi proprio non si possono usare altre parole. In generale, gli europei vedono loro stessi come europei più che come bianchi. L’autore ha varie idee interessanti riguardo al complesso di colpa degli europei e dei bianchi in generale. Le nazioni europee non potranno mai organizzare una difesa contro l’invasione maomettana se si sentiranno dire razzista in continuazione. Se credete nell’esistenza del razzismo dei non bianchi allora è necessario studiarlo e comprenderlo. Sono convinto che il razzismo nei confronti della razza bianca sia un problema reale e molto sottovalutato.
Premessa

Durante il primo di questa serie di saggi sul suicidio degli europei, ho dichiarato che quello che sta succedendo alle popolazioni europee è un genocidio spietato. Stranamente, ci sono molti membri delle culture europee che stanno partecipando attivamente a questo genocidio. A questo punto, mi faccio la domanda: “Come è possibile che una cultura che ha creato le società più avanzate della storia si sia ridotta talmente male che non si sa nemmeno se sarà in grado di sopravvivere?

Le religioni giudaico-cristiane hanno svolto un ruolo importante nella costruzione di questo occidente un tempo così grande, ma hanno un difetto fondamentale. Questo difetto è stato identificato per la prima volta dal filosofo tedesco Friedrich Nietzsche, che lo descriveva come una inversione dei valori, in cui i deboli, i timidi, gli oppressi, e i derelitti sono virtuosi e benedetti da Dio, mentre i forti, i ricchi, i nobili e i potenti sono immorali e saranno maledetti dal dio vendicativo Yahweh per l’eternità.Nietzsche, con grande preveggenza, affermava che il cristianesimo sarebbe stato abbandonato in massa nel ventesimo secolo, ma che gli occidentali non avrebbero rinunciato all’inversione dei valori. I marxisti e i liberali sfruttano questa inversione dei valori creando dei gruppi di vittime, il cui stato di vittime oppresse gli permette di dettare legge sulla maggioranza. Nelle società europee i deboli comandano sui forti, e le regole sono fatte in modo da indebolire abbastanza i forti da permettere ai deboli di dominarli.

Se qualcuno ha il coraggio di criticare uno di questi gruppi di “vittime”, allora verrà denigrato ferocemente e incolpato di razzismo, l’eresia della nuova religione multiculturalista. Gli inquisitori di
questa religione non si preoccupano del fatto che questa situazione stia distruggendo l’occidente, dato che va contro le leggi di Natura.
I neo marxisti seguono il loro obiettivo di superiorità morale prendendo le parti di tutti quelli che considerano deboli e oppressi, sono accecati dal loro senso di moralità e dall’odio per la loro stessa cultura. Il loro obiettivo è portare i popoli europei alla rovina tramite la ricerca di una delle illusioni più stupide e insensate di tutta la storia dell’umanità:
L’obiettivo dei neomarxisti 

L’idea principale dei neo marxisti e dei liberali è che tutti sono uguali. Nel loro mondo fatato i sessi sono uguali, le razze sono uguali, tutti i bambini sono uguali e i bambini sono uguali agli adulti. Per loro le sessualità sono tutte uguali e gli animali sono uguali agli umani, tutte le culture sono uguali e tutte le religioni sono uguali. Se qualcuno prova a dire che qualcosa è superiore a qualcos’altro allora sta sbagliando e non deve essere tollerato. Questa è la fantasia utopistica in cui il leone giace con l’agnello nell’eterna tranquillità di Shangri La. Questa è un’illusione autodistruttiva che nega la realtà eternamente competitiva della vita sulla Terra, un’inversione dei valori che cerca inutilmente di correggere gli “errori” di Madre Natura. Questa ricerca dell’uguaglianza a ogni costo è un insulto alla natura. La natura ha orrore del vuoto, ma ha anche orrore per l’uguaglianza. Tale concetto si dimostra facilmente:

Basti guardare a maschi e femmine. I maschi sono tutti uguali? Alcuni sono fisicamente forti, altri fisicamente deboli. Alcuni sono alti, altri bassi. Alcuni hanno il coraggio di un leone, altri quello di un barboncino. Alcuni hanno intelligenza, altri abilità manuale. Alcuni hanno la fortuna di avere entrambe le cose, altri nessuna delle due. Alcuni sono nati per comandare, altri per obbedire. Non c’è uguaglianza nemmeno nell’altro sesso. Ci sono donne bellissime che fanno girare la testa a tutti, altre che non guarda nessuno. Ci sono donne che vogliono una casa e una famiglia, altre che vogliono solo la carriera. Ci sono donne attive e sportive, così come ci sono donne pigre e sedentarie. Ci sono donne allegre ed estroverse, altre timide e silenziose. Le differenze sono infinite.
Che vi piaccia o no, gli uomini sono mediamente più forti delle donne. La natura ha evoluto i sessi per scopi differenti in modo da assicurare la sopravvivenza della razza. Gli uomini non sono uguali tra loro, le donne nemmeno e i sessi non sono e non saranno mai uguali. Questo non significa che qualcuno sia migliore di un altro, o che valga di più come essere umano. Suggerire questo sarebbe follia. La disuguaglianza è semplicemente il modo in cui funziona la vita sul pianeta Terra, inclusi gli esseri umani. Prendiamo come  esempio il femminismo. Le femministe dicono che le donne sono state le vittime degli uomini, che gli uomini hanno oppresso le donne per secoli e che i sessi sono uguali. Negare queste affermazioni significa essere un porco misogino. Il problema è che rendere i sessi uguali ha effeminato la nostra società. Cercare l’uguaglianza tra uomini e donne è stato solo un paravento per nascondere il vero obiettivo delle femministe: la distruzione della nostra società.
Come correre dietro alle fesserie

La ricerca dell’uguaglianza diventa ancora più ridicola quando la si applica ai gruppi etnici.  Nessuno avrebbe di che obiettare se dicessi:

“Gli africani di razza nera sono generalmente più grossi e più forti delle altre razze. I neri eccellono negli sport, e in particolare nella corsa e nel pugilato.

Ma sarei accusato di razzismo se dicessi:
In generale i bianchi sono più intelligenti e creativi dei neri, tanto che durante la storia hanno risolto i problemi della vita in modo molto più efficiente di come abbiano fatto i neri
Nonostante entrambe le affermazioni corrispondano a verità.
La stessa cosa con le religioni. Pochi sarebbero in disaccordo con me se dicessi che: “Il cristianesimo e l’ebraismo sono due religioni generalmente tolleranti e pacifiche, i cui valori morali hanno portato a società più pacifiche di quelle create da altre religioni.
Però diventerei un razzista e un islamofobo se dicessi che “L’islam è un culto della morte razzista e fanatico al punto da rifiutarsi di concedere i diritti umani più basilari alle donne e ai non credenti. L’islam prescrive la violenza e la sottomissione forzata ad Allah
Oltre a farmi chiamare razzista e islamofobo (cosa che mi è successa un sacco di volte), dovrei anche sentirmi strillare contro da un sinistrorso che afferma che tutte le religioni sono uguali, che ci sono fanatici violenti anche tra ebrei e cristiani, e che è tutta una questione di interpretazione. Tutti quelli che sostengono questa fantasia infantile dell’uguaglianza raccontano una serie di bugie e di distorsioni per sostenerla, seguendo perfettamente la descrizione di Nietzsche: l’inversione dei valori che vede l’occidente come malvagio e ignobile dato che è diventato forte solo perché ha oppresso gli altri. I sostenitori dell’Islam stanno sempre a parlare delle Crociate, dimenticandosi che le Crociate sono state una risposta al massacro dei cristiani bizantini da parte degli jihadisti maomettani. Ah, no, dimenticavo che quelli sono “estremisti che non rappresentano la fede maomettana”! Peccato che i fanatici dell’ideologia multiculturalista non tengono conto dei fatti, anche perché altrimenti il loro mondo di fantasia cadrebbe come un castello di carte.
I multiculturalisti hanno una ideologia fallata e senza base nei fatti, cosa che li costringe a usare tattiche come insultare gli avversari oppure mentire e distorcere i fatti. Per loro, l’ideologia viene prima dei fatti e delle prove. Un multiculturalista sarà costretto a mentire, ad aggredire violentemente gli avversari e a usare tattiche disoneste pur di sostenere la sua ideologia infantile e del tutto al di fuori della realtà. Se un multiculturalista non riesce a intimidire o a zittire i dissidenti, non si farà nessun problema ad usare la violenza, come è successo recentemente durante i successi elettorali del BNP (British National Party). Questo comportamento irrazionale non è solo sintomo di stupidità, è un sintomo chiarissimo di malattia mentale diffusa solo nella razza bianca, dato che le altre razze conoscono bene la disuguaglianza insita nell’ordine naturale delle cose. Nel resto del saggio si parlerà più diffusamente della malattia mentale insita nell’ideologia multiculturalista.
Tolleranza, ma a senso unico
C’è un fatto che ricorre continuamente quando si osserva l’ideologia multiculturalista e il suo dogma “tutte le razze e le culture sono uguali: Come mai solo l’occidente deve fare il multiculturale? Se tutte le razze sono uguali, come mai i cinesi, i giapponesi, i coreani, gli arabi, i pakistani, gli indiani e gli africani si guardano bene dall’accettare masse di immigranti con una cultura e una religione differente nel loro territorio? Come mai si rifiutano di accettare altre culture e religioni oltre alla propria?
Le altre razze amano fare le multiculturali, ma solo quando devono invadere e saccheggiare l’occidente. Nei loro paesi, la loro cultura, la loro religione e il loro modo di vivere vengono per primi, e l’uguaglianza tra i sessi, le culture e le religioni è più rara di una mosca bianca! Per chi non ci creda, basti dare un’occhiata a posti come il Sudafrica, lo Zimbabwe e il Medio Oriente: non ci sono gruppi di sinistrorsi che chiedono a gran voce la fine delle discriminazioni verso i bianchi. Parlando di Sudafrica, nessun nero sudafricano accuserà mai la propria gente di comportamenti razzisti per la persecuzione dei bianchi e i massacri dei Boeri [1]. E’ strano che i sinistrorsi si sentano in colpa solo in occidente!
Ci sono altre domande da farsi:
Se i gruppi etnici e le culture sono tutte uguali, come mai gli africani, gli afro-caraibici, i pakistani, gli indiani, i cinesi e gli est europei vogliono abbandonare le loro terre per andare a vivere in Occidente? Insomma, se tutti i modi di vivere sono uguali, come mai tutto il resto del mondo vuole vivere la vita occidentale, creata dai bianchi? Come mai vogliono una società capitalista dove possono aprire un’attività, lavorare per le industrie dei bianchi, ottenere il welfare dei bianchi e usare i prodotti dei bianchi occidentali? Come mai vogliono trasferirsi in un altro paese, abbandonando la propria terra per avere le creazioni dell’uomo bianco? Come mai le altre razze non riescono a creare società avanzate e pacifiche? Non eravamo tutti uguali? Forse lo fanno per godersi i frutti degli sforzi dell’uomo bianco, e forse le razze e le culture NON SONO UGUALI TRA LORO.
Ci sono anche tantissimi che vorrebbero emigrare dal terzo mondo ma non ne hanno le possibilità: questa è un’altra prova del fatto che non siamo tutti uguali. I migliori se ne stanno andando verso l’occidente, lasciando i peggiori in patria e rendendo la loro società ancora più debole. L’immigrazione porta i migliori in occidente e indebolisce ancora di più il terzo mondo.
Come mai tutto il mondo vuole giocare negli sport che sono parte della cultura dei bianchi, come il football, il rugby, il cricket o il pugilato? Se tutte le culture sono uguali, perchè le altre culture
non seguono i loro sistemi commerciali e come mai non giocano ai loro sport? Nessuno oserebbe mai dire che i loro sistemi commerciali e i loro sport non sono buoni come quelli inventati dai bianchi! Inoltre, come mai non c’è immigrazione dall’occidente verso Africa, Cina e Medio Oriente? Avanti, se tutte le culture e le religioni fossero uguali, allora tutte le culture dovrebbero essere la
meta di masse di immigranti e arricchite dal multiculturalismo. Dato che l’immigrazione selvaggia “è un bene per l’economia”, di sicuro l’Africa, il Medio Oriente, l’India, il Pakistan e l’Europa dell’Est dovrebbero essere felici di accogliere immigranti e di offrirgli benefits, case popolari, finanziamenti e incentivi, dato che migliorerebbe le loro economie in depressione. Questo renderebbe le loro società forti e potenti come l’occidente!
Diciamolo chiaramente senza ironie: se i bianchi europei hanno fondato le società più ricche, più avanzate e più giuste, non sarebbe meglio per le nazioni del terzo mondo se accogliessero coloni europei in grado di migliorare le loro società. Peccato che il multiculturalismo non funzioni così.
E’ strano come gli occidentali non abbiano voglia di emigrare in Africa per provare la cultura africana e la società tribale africana, forse perché tanto gli africani ci hanno portato la loro cultura tribale e il loro odio tribale proprio sulla porta di casa. Nessuno vuole che gli inquisitori della società liberale-multiculturale lo accusino di aver pensato che le tribù africane si comportano tra di loro in un modo che non ha niente in comune con l’uguaglianza. A nessuno piace sentirsi accusare di razzismo!
Fatevi dire una cosa: è facilissimo fare gli egualitari e i multiculturali quando si vive in una società ricca e progredita, mentre è molto difficile farlo quando si vive in una società violenta, ingiusta, povera e arretrata. Questo è il motivo per cui non si vedranno mai multiculturalisti in paesi come l’Iran, anche perché sanno bene cosa gli succederebbe. Affermare che i popoli e le culture siano tutti uguali è follia, e cercare di renderli uguali a forza è follia al quadrato.
Un’uguaglianza davvero ingiusta
Il multiculturalismo non è solo una strada a senso unico in cui il resto del mondo emigra verso l’occidente cambiandolo in modo irreparabile, mentre le nazioni di queste folle di immigranti mantengono intatte le loro identità e culture. Il multiculturalismo è un’ideologia che viene applicata solo quando può fare del male agli occidentali bianchi. La politica identitaria è un buon esempio di questa situazione. I neri, gli ebrei, i maomettani, i sikh, gli indù, i cinesi, i pakistani, gli indiani, hanno tutti il permesso di formare gruppi rivolti alla protezione e all’avanzamento dei propri interessi di razza e religione. Se un bianco europeo provasse a formare un gruppo simile e a chiamarlo qualcosa come The British National Party o Belgian Vlaams Belang – non farebbero altro che chiamarli “razzisti” e “fascisti”. Nessuno ha mai dato del razzista o del fascista a gruppi come la Black Police Officer’s Association o il Muslim Council of Britain, un’organizzazione che promuove una delle ideologie più violente e razziste mai create. Posso chiedere cosa c’è di liberale nel premio “Music of Black Origin? Intanto, i liberali che urlano “razzista” ogni cinque minuti non dicono niente in una manifestazione dichiaratamente razzista. I liberali cercano la minima scusa per accusare qualcuno di razzismo, ma solo se è bianco. Persino i  bambini negli asili vengono chiamati “razzisti” se non vogliono mangiare il cibo indiano dato che “evidentemente sono le loro famiglie che li hanno indottrinati a non apprezzare le altre razze e le altre culture”
Nel frattempo, quando i delinquenti di colore si accoltellano a vicenda o stuprano una ragazza bianca, oppure quando i maomettani fanno saltare in aria un autobus pieno di innocenti, l’unica  priorità dei guardiani del multiculturalismo è quella di minimizzare l’aspetto razziale dell’evento e di dare la colpa alla povertà o all’oppressione di una società razzista. Invece, se un bianco violentasse una ragazza bianca sappiamo cosa direbbero.
Come si può applicare l’eguaglianza dei sinistrorsi, se loro applicano i loro standard solo contro i bianchi? Questo succede solo perché a sinistra si crede che solo i bianchi possano essere razzisti, dato che nel loro mondo i bianchi sono sempre forti e potenti, mentre le altre razze sono sempre le povere vittime del razzismo. I sinistrorsi mentono come puttane ogni volta che si parla di razzismo o di atti di violenza da parte dei non bianchi. Che altro ci vuole per capire che cercare l’uguaglianza tra le razze è follia pura? Se le razze fossero uguali, allora tutte le razze sarebbero disposte ad accettare gli standard morali dell’uguaglianza e a punire i razzisti e i criminali tra di loro. Purtroppo, per i sinistrorsi conta solo la fantasia dell’eguaglianza, non la realtà. Tale differenza è molto evidente nella politica estera. Come mai si vedono i rappresentanti del primo mondo che si umiliano davanti a quelli del terzo mondo, ripetendo le stesse storie riguardo all’oppressione delle colonie durante la storia? Come mai tali rappresentanti non cercano mai di imporre le loro politiche multiculturali nei paesi del terzo? Ad esempio, come mai non abbiamo mai sentito un rappresentante occidentale accusare un rappresentante arabo di vivere in una società apertamente intollerante, razzista e oppressiva verso le donne e le minoranze religiose?
In Sud Africa e in Rhodesia l’occidente ha chiesto la fine dell’apartheid, imponendo sanzioni ONU per ottenerle. Come mai ciò non è mai successo nei riguardi dei paesi del Medio Oriente o nei riguardi del Sud Africa di oggi, una nazione che perseguita i bianchi e commette un genocidio quotidiano verso i Boeri? Se è per questo, in Sud Africa molta gente di colore se la passa molto peggio di come se la passasse sotto l’apartheid.
Insomma, la realtà è talmente chiara che la vedrebbe un cieco: il multiculturalismo e l’eguaglianza sono fantasie che si applicano solo verso  l’occidente, usando esattamente la stessa morale inversa predetta da Nietzsche. Questa è una follia collettiva che porterà la razza bianca verso l’abisso.
Il Grande Inganno

La follia del multiculturalismo è uno degli inganni più grandi mai giocati. Tutti i partiti di maggioranza promuovono il multiculturalismo, l’UE ha reso il multiculturalismo un obbligo legale, tutti i media europei ne parlano, le celebrità europee lo difendono a spada tratta. Tutto ciò dovrebbe rendere chiaro che il multiculturalismo è una balla. I ricconi di sinistra amano parlare di eguaglianza e di società multiculturale, ma si guardano bene dal viverla. Si tratta di politici corrotti che si approfittano della fiducia dei loro elettori, a partire da idioti tipo Billy Bragg e Ross Kemp, gente che ama chiamare i votanti di destra “razzisti fascisti”, ma che si guarda bene dal vivere in città “multiculturali” come Glodwick, Leicester, Brixton o Rotherham. Questi sono gli ipocriti della nuova religione multiculturale. La società multiculturale non fa per loro, e lo hanno reso ben chiaro. Intanto le masse credulone e ingenue si bevono tutte le idiozie buoniste vomitate da una casta che li considera come degli utili idioti e dei polli da spennare.

Questo è lo stato mentale dei multiculturalisti, troppo stupidi e ingenui per capire che quelli che gli impongono le virtù della società multiculturale non ci vivono dentro. Quelli che hanno portato la società multiculturale in occidente erano gente talmente ricca e potente da essere isolata dalle conseguenze del loro “esperimento sociale”. I buonisti di sinistra sono troppo ingenui per capire che è facile parlare di società multiculturale quando vivi in un palazzo, mangi il cibo da gourmet, guidi una Bentley e fai la vita della celebrità. I sinistorsi benestanti amano molto la società multiculturale, soprattutto perchè vivono nei quartieri puliti ed eleganti, hanno belle auto, indossano i vestiti firmati e si credono di seguire la società multiculturale dato che pranzano nei ristoranti armeni e giapponesi, si fanno mandare i curry migliori dal ristorante pakistano e mandano soldi ai bambini africani. Per loro, la “società multiculturale” è solo questa. Nessuno di loro ha una vaga idea di cosa significhi vivere gomito a gomito con le masse di immigranti e dovere competere con loro per i posti di lavoro, oppure avere i propri figli assaltati e bullizzati dalle bande di giovani stranieri strafatti di crack.
Per i sinistrorsi benestanti non si può parlare degli europei che si sono trovati le figlie violentate da bande di stranieri mossi da odio razziale verso i bianchi. Per i benestanti, i loro compatrioti della
classe operaia sono sacrificabili al pari di topi da laboratorio. Molti europei di classe operaia non hanno potuto godere di una educazione decente, e sono stati traditi da quelli a cui avevano affidato il proprio voto e il compito di proteggere le loro comunità. Per loro, la società multiculturale è una realtà orrenda da cui non possono scappare. Per loro, il multiculturalismo significa distruzione della loro razza e delle loro comunità da parte di immigranti resi folli dal razzismo e dall’odio razziale.
Ci sono europei che soffrono tutte le conseguenze del multiculturalismo, mentre quelli che non le soffrono possono vantarsi di essere moderni e tolleranti. Quindi, è vero che tutti gli uomini sono uguali? Per favore, non fatemi ridere.
Conclusioni

Come aveva predetto Nietzsche, la religione blasfema del Marxismo ha creato le “vittime” e le ha usate per distruggere la società occidentale invertendo la moralità e pretendendo che la società compensasse per la loro oppressione. L’ideologia dell’uguaglianza è uno strumento per portare acqua al mulino delle “vittime”. Poco conta che si tratti di eguaglianza dei sessi o delle razze, i Marxisti hanno bisogno di vittime per giustificare la loro ideologia. Secondo loro, ci sono “vittime” di ingiustizie e di disuguaglianze, e la razza bianca deve sentirsi in colpa per averle oppresse. Il Marxismo è basato su un senso di colpa collettivo.

Però questo processo avviene solo in Occidente. Il resto del mondo non si deve sentire in colpa per i propri errori, nemmeno quando ci sono masse di rifugiati che scappano dagli inferni del terzo mondo per colpa del malgoverno dei loro stessi governanti. Quando il terzo mondo guarda l’occidente, dice: “quel che è mio è mio, e quel che è tuo è mio!” Tale atteggiamento ha ridotto l’occidente a una balia per le altre razze, una balia che disprezza se stessa e si ritiene “razzista”.
Questo atteggiamento debole e ipocrita ha incoraggiato milioni di neri, orientali e asiatici a diventare parassiti alla tavola dell’occidente. Loro vogliono quello che l’uomo bianco ha costruito, dato che secondo loro lo ha costruito solo rapinandoli. Nonostante ciò, loro continuano a contribuire poco e nulla all’avanzamento della razza umana.
Più i sinistrorsi urlano che siamo tutti uguali, più la realtà mostra che la natura non ci ha fatto tutti uguali. Questi idioti sono simili a Re Canuto, che cerca di fermare la marea ma si rende conto della propria follia mentre viene umiliato da Madre Natura:
Let all men know how empty and worthless is the power of kings, for there is none worthy of the name, but He whom heaven, earth, and sea obey by eternal laws.

Durante gli ultimi cinquanta anni la razza bianca ha avuto l’arroganza di rifiutarsi di obbedire alle leggi eterne della natura, e dovrà pagarne il prezzo se non ammetterà i propri errori. Re Canuto lo ha capito, le altre razze lo hanno capito, ma è probabile che i discepoli della religione multiculturale non lo capiranno mai. In ogni caso, il prezzo da pagare sarà caro e Madre Natura lo chiederà a tutti i membri della razza bianca. Madre Natura è senza pietà, e questo è un concetto che anche il più dogmatico dei sinistrorsi dovrà capire.

 

Fonti originali:
http://isupporttheresistance.blogspot.com/2009/06/from-titans-to-lemmings-suicide-of.html
1.http://sarahmaidofalbion.blogspot.com/
Il saggio originale in inglese di Reconquista si trova qui:
From Titans To Lemmings Part 1
http://iluvsa.blogspot.com/2009/05/from-titans-to-lemmings-suicide-of.html
From Titans To Lemmings Part 2
http://iluvsa.blogspot.com/2009/06/from-titans-to-lemmings-suicide-of.html
From Titans To Lemmings Part 3
http://iluvsa.blogspot.com/2009/07/from-titans-to-lemmings-suicide-of.html
From Titans To Lemmings Part 4
http://iluvsa.blogspot.com/2009/08/from-titans-to-lemmings-part-iv.html
From Titans To Lemmings Part 5
http://iluvsa.blogspot.com/2009/08/from-titans-to-lemmings-suicide-of.html
From Titans To Lemmings Part 6
http://www.nationalpolicyinstitute.org/2009/09/13/xxxx/
From Titans To Lemmings Part 7
http://www.nationalpolicyinstitute.org/2009/10/01/from-titans-to-lemmings-part-7/

 

2083 Una dichiarazione di indipendenza europea – Libro 2.20 Le strategie mediatiche filo maomettane

2.20 Le strategie mediatiche filo maomettane

L’articolo seguente, pubblicato il 20 novembre 2008 dalla VG, la corporazione mediatica norvegese è un esempio tipico di “giornalismo” europeo. L’articolo mostra due tombe maomettane recentemente vandalizzate dagli ebrei.
I coloni ebrei vandalizzano una moschea a Hebron
20.11.08
Come capita spesso, l’articolo è stato scelto da un giornalista della VG tra gli articoli di un database di notizie, in questo caso la NTB. L’articolo non è firmato, quindi è stato pubblicato sotto la responsabilità della casa editrice. Questo tipo di propaganda di guerra va avanti da anni.
Adesso, controlliamo il database degli attacchi jihadisti localizzato presso il sito “religionofpeace”:
http://www.thereligionofpeace.com/attacks-2008.htm
Quello stesso giorno ci sono state 28 vittime di 5 attacchi jihadisti. Nello specifico:
Data
Paese
Area
Morti
Feriti
Commento
2008.11.20
Pakistan
Swat
1
0
Un residente locale ucciso dai Talebani per avere aiutato un
ingegnere cinese a scampare al rapimento.
2008.11.20
Pakistan
Bajaur
9
6
Un kamikaze si fa saltare in aria in una moschea rivale, uccidendo
nove innocenti.
2008.11.20
Afghanistan
Khost
8
13
Un kamikaze Fedayeen si fa saltare in aria davanti a un ufficio, uccidendo otto afgani.
2008.11.20
Iraq
Kut
5
0
Estremisti sunniti invadono una casa uccidendo cinque residenti, inclusi i bambini.
2008.11.20
Iraq
Mosul
5
0
I terroristi uccidono due uomini e tre donne.
Tra le atrocità commesse dai maomettani, queste sono solo quelle documentate dal sito. E’ probabile che in quello stesso giorno ci siano stati almeno un centinaio di europei assassinati, violentati,
picchiati o rapinati dai maomettani, fatti che non fanno notizia dato che non sono politicamente corretti.
Il fatto che i giornalisti ignorino gli attacchi dei maomettani e spandano quotidianamente fango sugli ebrei, è una prova del fatto che sono sul libro paga del progetto Eurabia della comunità europea. I giornalisti, gli editori e le agenzie stampa europee sono colpevoli del reato di favoreggiamento del crimine maomettano (ossia la Jihad in Europa) tramite la loro pratica dell’ignorarlo di proposito.
La popolazione europea viene imbottita di propaganda filo maomettana giorno dopo giorno. Ogni anno ci sono migliaia di casi simili in cui i crimini dei maomettani vengono ignorati. Non tutti i media danno un’immagine positiva dell’Islam, ma c’è una sproporzione enorme a favore di esso. Gli attacchi jihadisti vengono coperti, ignorati o sottovalutati. Ci sono più di 50 attacchi jihadisti al mese, molti contro civili non maomettani, ma sui giornali se ne vedono al massimo due al mese e sempre accompagnati da tonnellate di propaganda anti israelita e anti russa. I giornali vogliono dirci che tutti i “cattivi” tra i maomettani sono comunque meno dei “cattivi” tra i russi e gli israeliti.
Attacchi jihadisti al mese

Ogni mese vi sono circa cinquanta attacchi jihadisti contro i non maomettani, di solito in Europa e in Thailandia, Filippine, Cina, Dagestan, Cecenia, Turchia, Pakistan, Bangladesh, Somalia, Algeria). Molti di questi attacchi finiscono con le decapitazioni tipiche dell’Islam (non in Europa). Bisogna menzionare la schiavitù praticata al giorno d’oggi tra i non maomettani nei paesi a maggioranza maomettana. Ci sono centinaia di migliaia di persone che vengono considerate e trattate come schiave solo perchè vivono in paesi maomettani e si rifiutano di abbracciarne la fede. I giornalisti europei hanno scelto di ignorare sistematicamente queste persone. Ci sono centinaia di migliaia di cristiani e di animisti in Sudan che vengono massacrati in modo sistematico. Questa è la più grande Jihad moderna, un massacro finanziato sistematicamente dai sauditi e ignorato altrettanto sistematicamente dai giornalisti di tutto il mondo.
Come mai? Semplice. Parlare di queste cose potrebbe danneggiare il multiculturalismo, ossia l’islamizzazione europea. I giornalisti e l’ONU stanno ignorando il genocidio più grande dei tempi moderni e parlano solo del conflitto in Congo. L’Ummah non è coinvolta in quel conflitto, quindi è un argomento di cui si può parlare!
Ordini ministeriali: non usate parole offensive verso i maomettani!
Ci sono varie guide alla “political correctness” per le agenzie stampa e per tutti quelli che parlano in veste ufficiale (ad esempio politici, ministri, poliziotti).
La guida di Whitehall elenca le parole che non si debbono usare in pubblico quando si parla di terrorismo, ed elenca parole alternative da usare per rispettare la “politically correctness”
Ad esempio, non si può dire “musulmani estremisti ”, dato che ciò è collegare l’islam alla violenza. Invece, si deve dire “terroristi” o “estremisti violenti”. Non si può dire “fondamentalista” o
“Jihadista”, dato che questo è un collegamento esplicito tra Islam e terrorismo.
Non si può parlare di “musulmani violenti”, ma “criminali”, “assassini” o “delinquenti”. Non si può parlare di indottrinamento religioso o della divisione tra maomettani radicali e moderati.
Quando qualcosa offende i maomettani, diventa un caso di “Islamofobia”.
Questa guida, prodotta dall’unità Research, Information and Communications Unit, avverte che non si deve dire che ci sono delle comunità collegate al terrorismo, ma solo degli estremisti.
Paul Richards, ex consulente per il segretario alle comunità Hazel Blears, ha definito questa guida come una follia e ha aggiunto che: “Se non puoi neanche descrivere il tuo avversario non potrai mai sconfiggerlo. Quelli che dovrebbero guidare il dibattito contro l’estremismo islamico hanno le mani legate”
Secondo lo Home Office: “Questa guida serve ad usare un linguaggio appropriato in modo da fare qualcosa contro il terrorismo. Sarebbe stupido fare altrimenti”
Fonti:
http://www.thesun.co.uk/sol/homepage/news/2759618/Ministers-told-Dont-call-Islamic-extremists-Islamic-extremists.html

2083 Una dichiarazione di indipendenza europea – Libro 2.19 L’egemonia mediatica UE

2.19a L’egemonia mediatica UE

“[In Europa] si possono censurare le idee impopolari e oscurare i fatti scomodi senza bisogno di una censura ufficiale.”
George Orwell, scrittore britannico
In questo capitolo, si spiega come mai i media occidentali spesso non riportano i fatti di cronaca e come si usa il linguaggio per oscurare i fatti e plasmare l’opinione pubblica.
Chi vive in Europa pensa che i media (giornali, TV, radio) siano liberi. Intanto, è vero che ci sono poche cospirazioni governative da censurare. Inoltre, di solito i media non sono controllati o gestiti dallo stato, a differenza di come accade nei regimi totalitari. Il problema è che la storia non finisce qui. Dato che i media sono parte dell’economia globale, ci sono degli aspetti che gli impediscono di avere una visione imparziale degli eventi mondiali. Ci sono sei ragioni per cui i media non possono essere imparziali:
1. Il 99% dei giornalisti sostiene il multiculturalismo
Vedi il capitolo precedente.
2. Chi sono i padroni dei media?
 
Molti dei giornali, delle TV e delle stazioni radio sono proprietà di grosse multinazionali. Negli USA, la NBC e la CBS sono di proprietà di grossi agglomerati industriali come la General Electric e la Westinghouse, eppure entrambe sostengono globalismo e multiculturalismo. Time-Warner e CNN si sono unite negli anni novanta per formare una degli imperi mediatici più grandi del mondo, eppure anche loro sostengono gli stessi ideali.
Ciò spiega come mai queste reti ignorano i fatti che potrebbero danneggiare l’immagine del multiculturalismo e del globalismo, mentre sottolineano i fatti che ne danno un’immagine positiva.   Un
uomo solo, John Malone, detiene il 23% del totale mondiale delle TV via cavo. Il suo Discovery channel è noto per cercare l’approvazione del mercato ed evitare gli “argomenti scomodi”. La situazione europea non è differente. Negli UK, News International (proprietà di Rupert Murdoch) detiene la proprietà di vari giornali (tra cui il The Times e il The Sun), Sky Television, Star Television e di editori come Harper Collins.
Nel 1998 Rupert Murdoch deteneva la proprietà del 34% dei quotidiani e del 37% dei settimanali britannici, con la complicità di vari governi inglesi che hanno permesso la crescita del suo impero mediatico in cambio di propaganda. Il 53% dei giornali e delle riviste inglesi sono di proprietà di due compagnie, la WH Smith e la John Menzies. Il fatto che ci siano così tanti media di proprietà di così poche persone è una minaccia al pluralismo dell’informazione.
3. Pubblicità e share
Abbiamo pagato tre milioni di dollari per queste stazioni televisive. Decidiamo noi quali sono le notizie. Le notizie sono quello che gli diciamo noi
David Boylan, Manager della WTVT, Tampa, Florida
Quando i media dipendono dalla pubblicità, lo sponsor ha molto potere. Un grosso impero mediatico può sopportare la perdita di uno sponsor, ma un giornale indipendente o una radio locale rischierebbero di chiudere. Gli sponsor pubblicitari tendono a fare pressioni per fare censurare storie contrarie ai loro interessi. Nel 1992, un sondaggio ha rivelato che tra 150 editori britannici il 90% ha subito pressioni da parte degli sponsor e il 40% ha ceduto alle pressioni seguendo i cambiamenti ordinati dallo sponsor. Nel Regno Unito degli anni ’90, i cambiamenti delle leggi hanno costretto le reti televisive a cercare un profitto. Ciò ha portato un declino del giornalismo televisivo serio e un incremento dei programmi di intrattenimento e di gossip. Gli sponsor vogliono spettatori, quindi lo share è diventato più importante della qualità. Le reti televisive abbandonano il giornalismo investigativo e si dedicano al gossip e alle celebrità, dato che “il pubblico vuole questo”. I programmi che parlano di argomenti delicati o controversi vengono messi in onda a tarda notte o cancellati. A mano a mano che il numero di stazioni commerciali aumenta, l’offerta diventa sempre più commerciale, blanda e prevedibile.
4. Influenzare le fonti
Abbiamo delle relazioni con dei reporter. Tali relazioni ci hanno permesso di trasformare fallimenti dell’intelligence in successi. Alcuni media possono cambiare idea con una semplice telefonata.”
Rapporto della CIA
Spesso le fonti delle notizie sono agenzie governative, tramite conferenze stampa in cui introducono statistiche, dichiarazioni e nuove politiche. I giornalisti che fanno troppe domande sulle versioni ufficiali dei fatti non saranno invitati alla prossima conferenza. Ciò è male per un giornale che ha bisogno di notizie fresche. Esiste un procedimento chiamato “pooling”, usato dai militari durante le situazioni di conflitto allo scopo di controllare le informazioni che vengono diffuse al pubblico. Un gruppetto di giornalisti viene portato in una visita guidata in cui i militari gli fanno osservare la situazione da riportare. Un giornalista che cerchi di ottenere informazioni in modo indipendente non sarà invitato a partecipare agli eventi successivi.
Il novanta per cento delle notizie mondiali viene da tre agenzie stampa, la Associated Press (USA), la Reuters (UK) e la Agence France Presse (Francia). Tutte e tre le agenzie sostengono il multiculturalismo e la globalizzazione. La Associated Press (AP) e la Reuters vendono informazioni finanziarie e corporative ottenendo grossi profitti. La cosiddetta “stampa libera” è una grossa fonte di profitti.
Le notizie televisive vengono da quattro agenzie: la Reuters e la BBC in UK, la World Television Network (WTN) e la CNN dagli USA, tutte e quattro in favore di globalizzazione e multiculturalismo. La Reuters fornisce notizie a più di 400 emittenti in 85 paesi, e raggiungie 500 milioni di telespettatori. La WTN raggiunge 3 miliardi di telespettatori. Tutte queste agenzie sono in favore della globalizzazione e del multiculturalismo, al punto da censurare tutte le notizie che potrebbero darne un’immagine negativa. L’unica fonte di notizie non allineate a quella politica è Internet, almeno fino a che gli USA e l’UE non inizieranno a legiferare in senso limitativo.
5. Tappare la bocca agli oppositori
I regimi occidentali diffondono le loro politiche tramite i loro agenti nei mass media, attraverso interviste, incontri e pubblicazioni. E’ impossibile criticare l’egemonia dei mass media, dato che sono il 98 per cento delle agenzie stampa e il 95 per cento dei notiziari. I notiziari alternativi via Internet sono sotto attacco, dato che l’UE sta emettendo leggi relative al reato di razzismo che renderanno illegale criticare il multiculturalismo e l’Islam.
6. Demonizzazione e uso del linguaggio
Abbiamo pubblicato storie e fatti della Corea che erano pure invenzioni. Molti di noi hanno inviato storie che sapevano essere false, ma che sono stati costretti a scrivere perchè erano dispacci ufficiali inviati dal comando militare per la pubblicazione”
Robert C Miller, corrispondente della United Press durante la guerra in Corea.
I nazionalisti e i conservatori vengono descritti come esseri disumani. I dissidenti vengono demonizzati, così come le organizzazioni di cui fanno parte. Sui media europei è normale vedere campagne di diffamazione come quelle rivolte verso “Geert il fascio”. I patrioti e i nazionalisti vengono denigrati per farli apparire come dei mostri, specialmente scavando nel loro passato. Si usano le frasi a effetto per descrivere i dissidenti come estremisti, fascisti, razzisti, nazisti, militanti, complottisti o altri termini offensivi. Le loro idee vengono ignorate e considerate indegne di essere discusse in modo coerente.
Quando si perseguita un oppositore, si giustifica la persecuzione dicendo che si tratta di lotta al fascismo o al razzismo. Gli oppositori dell’immigrazione selvaggia vengono descritti come terroristi,
delinquenti o estremisti di destra. Nessuno userebbe mai la parola “resistenza”, dato che ha una connotazione positiva di lotta a un regime e indicherebbe una resistenza della popolazione in generale.
2.19 b. I regimi multiculturalisti finanziano i giornali di sinistra
I votanti dovrebbero sapere che i regimi multiculturalisti finanziano di nascosto i loro canali di propaganda, ossia i mass media. La cosiddetta “libertà di stampa” non esiste, nonostante quanto ne
dicano i regimi. In molti regimi europei, i giornali che sostengono il multiculturalismo ricevono finanziamenti statali fin dagli anni settanta.
I documenti che seguono mostrano come il regime di sinistra norvegese abbia finanziato i giornali di sinistra, con un accordo degno dell’Unione Sovietica. Gran bel comportamento da parte di un regime che si definisce democratico! Tutti i giornali non allineati alla politica di sinistra hanno perso l’opportunità di avere finanziamenti e si sono trovati ad avere serie difficoltà con la distribuzione delle copie del loro giornale. Come risultato, tutte le agenzie giornalistiche preferiscono tenere una linea di sinistra e ci sono pochissimi giornali europei che osino criticare il multiculturalismo. In molti paesi, come Svezia e Norvegia, non esiste un solo giornale di ideologia conservatrice. La tabella seguente mostra come il governo marxista/ multiculturalista norvegese abbia finanziato i giornali allineati alla politica del partito al potere, il Norwegian Labour Party. Non sono riuscito ad ottenere i dati degli altri paesi europei, ma so che tali pratiche sono comuni in tutta l’UE.
Finanziamenti agli organi di propaganda del governo norvegese:
Giornali che sostengono il multiculturalismo
Tiratura
(2009)
Finanziamenti
diretti
(2009
– Euro)
Finanziamenti
indiretti*
(1999
– Euro)
VG
262374
26875 000
Aftenposten
243188
15750 000
Dagbladet
105255
15125 000
Dagsavisen
31400
4800 000
1750 000
Bergens
Tidende
83086
5250 000
Adresseavisen
75835
4625 000
Bergensavisen
29300
4200 000
1750 000
Vårt
Land
27000
4500 000
1500 000
Stavanger
Aftenblad
65298
3625 000
Altre pubblicazioni di estrema sinistra che ricevono finanziamenti diretti e indiretti dal regime multiculturale in Norvegia
Nationen
16000
3125 000
Klassekampen
11400
2625 000
(Marxista)
Rogalands
Avis
12500
1500 000
Dagen
10700
1250 000
Giornali che si oppongono alle posizioni multiculturaliste
Norge
IDAG
Finanziamenti
interrotti nel 2008
Cristiani
conservatori
Document.no
Finanziamenti
mai approvati
*
– “finanziamento indiretto” significa che il giornale non paga tasse.
Fonti:
I dati per i finanziamenti sono del 1999, le tirature sono del 2009 ma non differiscono molto da quelle del 1999 http://no.wikipedia.org/wiki/Pressest%C3%B8tte
I finanziamenti, detti “sostegno alla stampa” (pressestøtte) vengono dati solo dopo approvazione del ministero della cultura norvegese e dell’autorità mediatica norvegese (Medietilsynet), formata prevalentemente da neomarxisti.
I dissidenti politici della destra norvegese sanno bene che quel comitato è molto ostile verso gli oppositori delle idee multiculturali. L’unico giornale di destra cristiana norvegese, il Norge IDAG ha perso i finanziamenti nel 2008 dietro decisione dei marxisti del del Department of Culture.
Non ho potuto fare riscerche sui finanziamenti pubblici all’editoria negli altri paesi europei, ma penso che i multiculturalisti europei abbiano organizzato sistemi simili in tutto il resto d’Europa. Per i multiculturalisti, proteggere il monopolio mediatico è uno degli obiettivi primari e una forma di dittatura sconosciuta alla quasi totalità dei votanti europei.
L’alleanza dei MA 100 farebbe di tutto pur di impedire che la verità venga fuori.

2083 Una dichiarazione di indipendenza europea – Libro 2.18 La democrazia e i media


2.18 La democrazia e i Media

Autore: Fjordman
Nelle società democratiche la stampa, detta anche il quarto potere, dovrebbe controllare l’operato del governo e portare l’attenzione del pubblico sulle faccende di pubblico interesse. In pratica la classe dominante collabora con i media e si assicura che gli argomenti scomodi vengano trascurati o ignorati del tutto, soprattutto quando si parla di multiculturalismo, immigrazione e razzismo, argomenti su cui la classe dominante sembra avere raggiunto un accordo. Questa tendenza è comune a tutto il mondo occidentale, ma sembra più evidente in Europa che negli USA. Ciò è dovuto al fatto che molti media europei sono controllati o sponsorizzati dallo stato, oltre al fatto che ormai la classe dei politici è la stessa in tutta l’UE.
In Europa la politica è un rituale inutile, dato che le decisioni vengono prese prima che il pubblico possa votare a riguardo e prima ancora che i media ne parlino. Le nostre vite vengono decise da una macchina burocratica transnazionale, che ci vede come rotelline insignificanti negli ingranaggi.
Nel 2007 l’ex presidente tedesco Roman Herzog avvertiva che l’UE sta ostacolando la democrazia. Tra il 99 e il 2004, l’84 per cento delle decisioni legali in Germania nella maggioranza dei paesi UE sono state prese a Bruxelles. Secondo Herzog, le politiche UE soffrono di mancanza di democrazia e di una sospensione della separazione dei poteri. Nonostante ciò, la campagna elettorale del 2005 non ha parlato quasi per niente dei problemi con l’UE. I veri problemi vengono tenuti fuori dai dibattiti pubblici. Ormai le elezioni nazionali sono diventate un rituale per accontentare il pubblico, mentre altri prendono le decisioni importanti a porte chiuse.
Quando i politici sono tutti d’accordo tra loro, i cittadini si possono aspettare un complotto contro di loro, e questo è il caso dell’UE. L’UE non avrebbe mai ottenuto il potere che ha senza il consenso di tutti i partiti in tutte le nazioni. L’UE è stata progettata in questo modo fin dall’inizio: i suoi fondatori hanno capito fin dall’inizio che i cittadini non avrebbero mai votato a favore del trasferimento di potere dai parlamenti nazionali a una nuova entità europea. Quindi, hanno costruito una struttura in cui il potere è nelle mani di un gruppo di funzionari intoccabili e immuni allo scrutinio del pubblico. La struttura dell’UE è proprio anti democratica.
Secondo il teorico americano Noam Chomsky: “Il modo migliore per mantenere il popolo passivo e ubbidiente è la limitazione della gamma di opinioni accettabili, unita alla concessione di un dibattito all’interno di tali opinioni.” Ciò è vero ed è il motivo per cui Chomsky considera Internet, il media più libero di tutti come “un’orribile perdita di tempo”
Un sondaggio del 2004 ha mostrato che il cinquanta per cento degli svedesi vorrebbe una politica di immigrazione più restrittiva [1]. Nel 2006 l’immigrazione ha raggiunto i suoi livelli più alti, eppure tutti i partiti e i media hanno tenuto la situazione sotto silenzio per paura che influenzasse le elezioni. Durante l’ultima campagna elettorale svedese non si è parlato per niente dell’immigrazione, ma si è parlato tantissimo dell’uguaglianza tra i sessi, del femminismo e di come fermare le discriminazioni contro le donne. Più è forte la censura verso i problemi con i maomettani, più si parla dei problemi dell’omosessualità. Questo è chiaramente uno specchietto per le allodole rivolto al fare sentire i cittadini come se vivessero in un paese libero, anche se non possono discutere dei problemi seri. Lo scrittore Bruce Bawer parla di come la scena politica olandese fosse un club privato in cui tutti i partiti avevano le stesse idee sugli stessi argomenti, almeno fino all’arrivo del politico indipendente Pim Fortuyn[2]. Anche i giornalisti erano membri di quel “club privato”. Se i votanti non sono d’accordo con le idee di quel club privato questo non gli importa, soprattutto se si parla di immigrazione. Dato che tutti i membri della classe dominante sono d’accordo tra loro, si può ignorare tranquillamente la volontà dei votanti.
Secondo Bawer: “Fortuyn è stato in politica solo per pochi mesi, ma ha cambiato radicalmente le cose. I giornalisti e i politici, lavorando di comune accordo, lo hanno definito un estremista di destra, un razzista e un nuovo Mussolini.” Alla fine, Fortuyn è stato ucciso da un attivista di sinistra che dice di averlo ucciso perché era contro i maomettani e le minoranze etniche.
Bawer afferma che “Durante la crisi di governo del 2006, Ayaan Hirsi Ali, nota critica dell’islam, è stata cacciata dal parlamento. L’anno dopo, i sondaggi mostrano che gli olandesi non ne sentono la mancanza. Sembra che la classe dominante abbia di nuovo in mano le redini del potere e che i cittadini si siano stancati della situazione di conflitto e abbiano deciso di lasciare perdere. (…) Cinque anni fa, Fortuyn ha ispirato il popolo alla speranza e alla determinazione. Oggi, i cittadini olandesi sono intimoriti, confusi e rassegnati all’islamizzazione. Molti di loro, specialmente i giovani e i neolaureati, stanno emigrando in massa verso Canada, Australia e Nuova Zelanda.”Pim Fortuyn è stato ucciso su mandato delle classi dominanti politiche, culturali e mediatiche, mentre Theo van Gogh è stato assassinato da un maomettano. Ayaan Hirsi Ali è stata cacciata dal paese. Il critico antiislamico Geert Wilders è ancora vivo, ma deve subire le stesse diffamazioni di Fortuyn: viene definito un razzista, minacciato dai maomettani e gli viene “suggerito” di smetterla di criticare l’immigrazione. Sembra che lo spirito combattivo degli olandesi sia stato spezzato, almeno per ora, e che le cose stiano tornando alla normalità. La classe dominante ha di nuovo il controllo e i paesani non sono più in rivolta.

Come ho suggerito prima, gli europei hanno tre nemici volti all’islamizzazione del loro paese: il primo è il pregiudizio filo islamico e anti occidentale dei media e delle università occidentali, problema comune a tutto il mondo. Il secondo è dato dagli Eurabici e dai federalisti UE, volti a distruggere gli stati nazionali. Il terzo nemico sono i maomettani. Tra il 2001 e il 2007 questi tre nemici si sono alleati per distruggere lo spirito dei Paesi Bassi, tramite intimidazioni, censura, assassini e controllo dei media, tutto allo scopo di zittire ogni opposizione all’immigrazione selvaggia.
E’ ben noto che nei media e nelle università ci sono persone assai più a sinistra della media, soprattutto nei paesi scandinavi. I dirigenti della BBC inglese hanno ammesso di avere un pregiudizio a favore del multiculturalismo. Durante le rivolte maomettane del 2005 i giornalisti francesi hanno ammesso apertamente di avere falsificato i rapporti sulle rivolte in perché non volevano dare ragione ai partiti di destra. Dagli aneddoti che ho sentito, sembra che tale atteggiamento sia comune in tutto il mondo occidentale.
Bill Dedman, reporter investigativo alla MSNBC, ha stilato una lista delle donazioni ai partiti politici da parte dei giornalisti americani nel periodo 2004-2007 [3]. Dei 143 giornalisti presi in esame, 125 hanno donato al partito democratico. Solo 16 di loro hanno donato ai repubblicani o ai conservatori. Due di loro hanno donato a entrambi i partiti.
Il Dottor Chanan Naveh, ex editore per la autorità radiofonica israelita, ha menzionato vari casi in cui lui e i suoi colleghi si davano da fare per calmare l’opinione pubblica: “Nel 2000, me e due mie colleghe, Carmela Menashe, Shelly Yechimovich, abbiamo fatto di tutto per propagandare il ritiro dal Libano. Abbiamo fatto propaganda su un argomento di interesse pubblico”. Il blogger anti islamico Charles Johnson, autore del blog Little Green Footballs[4] ha dichiarato: “I giornalisti non hanno più il compito di riportare i fatti e gli eventi. Il loro compito è fare attivismo politico, quasi sempre di sinistra e transnazionalista. I pochi giornalisti onesti lo ammettono apertamente. Gli effetti nocivi di questa manipolazione dell’informazione sono davanti a tutti.”
Perchè siamo in una situazione come questa? Qualcuno potrebbe dire che questo è l’effetto della rivoluzione culturale degli anni sessanta e settanta, oppure un prodotto della Guerra Fredda. Secondo Friedrich Hayek, la tendenza era già iniziata negli anni quaranta. Come possiamo spiegarcelo? Un’ipotesi dice che le persone di destra  tendono a lavorare negli affari e nel commercio, mentre quelle di sinistra tendono verso posizioni in cui si possono influenzare le menti delle persone. Col passare del tempo, in una società aperta l’università e i media saranno invasi da persone di sinistra con una visione utopistica della realtà. Data la loro posizione, le loro idee influenzeranno il modo in cui le masse riceveranno le informazioni.
Nel 1950, Hayek scriveva il suo saggio “Gli intellettuali e il Socialismo” in cui dichiarava che “Il socialismo non è mai stato un movimento rivolto alla classe operaia, ma una costruzione dei teorici e degli intellettuali. Questi intellettuali sono solo dei venditori di idee altrui. L’intellettuale tipico non deve avere alcuna abilità o conoscenza particolare, non deve nemmeno essere particolarmente intelligente per svolgere il suo ruolo di intermediario nella diffusione di idee. La classe degli intellettuali non consiste soltanto in giornalisti, insegnanti, religiosi, lettori, pubblicisti, speaker alla radio, scrittori, fumettisti e artisti. Ci sono anche professionisti e tecnici, scienziati e dottori.”
Secondo Hayek gli insegnanti più brillanti sono di sinistra, ma non perché a sinistra sono più intelligenti, ma solo perché le menti migliori tra i socialisti si dedicano ai compiti che gli daranno influenza sull’opinione pubblica. Il socialismo affascina i giovani e gli ingenui con la sua visione utopistica. L’intellettuale visionario non è interessato ai dettagli tecnici o alle difficoltà pratiche. Per lui, l’importante è l’idea, la visione.

Hayek avverte che: “La società moderna si porta dentro i semi della sua stessa distruzione. La libertà ormai viene data per scontata, al punto che non viene più difesa. La diffusione delle idee, parte integrante della società libera, è in grado di portarci alla distruzione della libertà da cui dipende. Forse ciò vuol dire che apprezziamo la libertà solo dopo averla persa, e che il mondo dovrà attraversare un medioevo di totalitarismo socialista prima di riprendere le forze? Se vogliamo evitare questa situazione, dobbiamo creare un nuovo programma liberale che infiammi l’immaginazione. Dobbiamo rendere la creazione di una società aperta un’avventura intellettuale, un atto di coraggio.” Ho avuto una conversazione con un amico svedese e con una donna cresciuta durante la dittatura comunista in Romania. Siamo arrivati alla conclusione che gli occidentali di oggi sono indottrinati dalla Political Correctness e dal multiculturalismo così come i rumeni erano indottrinati dal comunismo. Il multiculturalismo non è mai stato un’ideologia condivisa da tutti, e la percentuale di persone che ci credono sta scendendo a vista d’occhio. Nonostante ciò, ci sono stati più credenti nel multiculturalismo nell’Europa del 1998 di quanti comunisti ci fossero in Est Europa nel 1978. Come è stato possibile?
L’indottrinamento ideologico funziona meglio se la gente crede di essere libera e di avere informazioni imparziali. I cittadini dei paesi comunisti sapevano di essere cavie in un esperimento sociale su larga scala, e dato che il regime era imposto con le armi non c’erano dubbi sul fatto che le informazioni che ricevevano fossero propaganda manipolata dal regime. Nell’Europa cosiddetta libera, siamo cavie nell’esperimento sociale del multiculturalismo, eppure ci rifiutiamo di riconoscere che i media ci ingozzano di propaganda ideologica. Ci sono differenze enormi tra le informazioni fornite dai media ufficiali e quelle dei blogs e dei media indipendenti [5], particolarmente quando si parla di Jihad e di immigrazione. Chi si prende la briga di andarsi ad informare rimane sconvolto quando capisce di aver ricevuto solo propaganda censurata. Informarsi sui media indipendenti è una cosa che infrange il mito dei media liberi, critici e indipendenti, almeno per chi lo fa.

Secondo il blogger Richard Landes, i media giocano un ruolo cruciale per il successo della Jihad globale. I mass media sono gli occhi e le orecchie della società moderna. Senza i media, non possiamo sapere cosa sta succedendo al di fuori delle nostre vicinanze immediate. Usiamo i media per fare le nostre scelte su chi votare, sulla politica estera, su come intervenire nel globo. Come direbbe un biologo o un paleontologo, una creatura che non può fidarsi dei propri occhi e delle proprie orecchie non vivrà a lungo. Questo è come essere attaccati da un orso affamato, mentre i tuoi occhi e le tue orecchie ti dicono che in realtà è un gattino che vuole le coccole. Nel frattempo, il tuo cervello è stato indottrinato alla diversità e al comandamento di sorridere verso tutte le creature, anche quelle più pericolose. Questa è la situazione dell’occidente di oggi. I pregiudizi dei media e del sistema educativo sono una minaccia vera e propria alla nostra sopravvivenza.

Fonti:
http://democracyreform.blogspot.com/2007/08/democracy-and-media-bias-by-fjordman.html
1. http://www.thelocal.se/212/
2.http://www.nysun.com/article/53818
3.http://www.msnbc.msn.com/id/19113455
4.http://littlegreenfootballs.com/weblog/?entry=25757_Israeli_Media_Admit_Anti-War_Agenda&only
5.http://www.brusselsjournal.com/node/2108

2083 Una dichiarazione di indipendenza europea – Libro 2.17 La psicologia dei neomarxisti

Nota del traduttore: Nel testo originale si parla di termini della lingua inglese. Non esistono i corrispettivi italiani, quindi ho dovuto lasciare i termini originali.

2.17 La psicologia dei neomarxisti

Un pacifista è uno che dà da mangiare a un coccodrillo, sperando che il coccodrillo se lo mangi per ultimo
Winston Churchill
Il multiculturalismo è una delle prove della follia collettiva del mondo moderno, quindi una discussione sulla psicologia dei multiculturalisti può servire come introduzione ai problemi mentali del mondo occidentale.
Cos’è il multiculturalismo, detto anche neomarxismo o comunismo culturale? Intanto, si tratta di un movimento frammentario, al punto che non è facile dire chi appartenga ad esso e chi no. Intanto, quando si parla di multiculturalisti bisogna tenere conto che ci sono molte categorie di persone che sostengono tali idee: socialisti, collettivisti, fanatici del “politically correct”, femministe,
gays, ambientalisti, animalisti e molti altri. Non tutti quelli che fanno parte di questi movimenti sostengono l’ideologia multiculturale, ma molti lo fanno. Alla fine il movimento multiculturale non è tanto un movimento politico, quanto un modo di vedere le cose, o meglio, una serie di modi di vedere le cose.
Il concetto di multiculturale non è chiaro e definito come vorremmo, ma non ci si può fare niente. In questo articolo, definiremo due tendenze psicologiche che formano la base per il multiculturalismo moderno. Questa è solo una visione generale, che si applica solo ai multiculturali moderni e non ai marxisti dell’ottocento e del novecento.
Ci sono due tendenze psicologiche che condizionano la psiche dei neo marxisti: il senso di inadeguatezza e l’iper-socializzazione. Il primo è comune in tutti i neomarxisti, mentre il secondo è tipico
di una minoranza. Tale minoranza è molto influente nel movimento.
Senso di indadeguatezza
Con questo non si intende solo una sensazione di inferiorità e di inadeguatezza, ma anche una serie di tratti correlati: poca autostima, senso di impotenza, tendenza alla depressione, disfattismo, senso di colpa, autodisprezzo e così via. I neomarxisti tendono a provare tali sentimenti (in misura minore o maggiore), e tali sentimenti determinano i comportamenti del movimento neomarxista. Quando qualcuno interpreta qualunque cosa si dica verso di lui o verso il suo gruppo come un insulto personale, allora è sicuro che abbia un complesso di inferiorità o un’autostima veramente bassa. Questa tendenza è molto comune tra gli attivisti per i diritti delle minoranze, anche se non appartengono alle minoranze che difendono. Gli attivisti sono ipersensibili riguardo alle parole che possano in qualche modo offendere i loro protetti. All’inizio le parole “negro”, “oriental”, “handicapped” e “chick”, usate rispettivamente per indicare neri, asiatici, disabili e donne, non avevano alcuna correlazione negativa. “Broad” e “chick” erano semplicemente la versione femminile di “ragazzo”. Questi termini sono stati dichiarati offensivi dagli attivisti, non dalle persone chiamate in quel modo.
Ci sono alcuni animalisti che sono arrivati a rifiutare il termine “animale domestico” e a insistere che venisse sostituito con “animal companion.” Quando si parla di tribù primitive, gli antropologi di sinistra fanno di tutto pur di evitare di dire qualcosa che potrebbe essere visto come negativo. Ad esempio, la parola “primitivo” viene sostituita con la parola “non-literate.” Sembra che siano ossessionati dalla paura di offendere qualcuno. Con ciò non si vuole intendere che le culture primitive siano inferiori, si vuole solo parlare dell’ossessione degli antropologi di sinistra.
Le persone più sensibili alla terminologia “sbagliata” non sono i neri del ghetto, gli immigranti dall’Asia, le vittime di abusi o i disabili, ma un gruppo di attivisti, molti dei quali non fanno neanche parte di queste categorie dato che vengono dagli strati privilegiati della società. La “political correctness” è molto diffusa tra impiegati statali, politici, professori universitari, giornalisti, lavoratori della TV statale e altra gente benestante con lavori sicuri. Molti di questi sono europei provenienti da famiglie della classe media.
Molti neomarxisti si identificano con i problemi dei gruppi che vengono visti come deboli, quali le donne e le minoranze etniche, o disprezzati, come gli omosessuali. Per loro c’è una gerarchia delle
vittime, rigidamente definita dal pensiero neomarxista che le vede inferiori. I neomarxisti non lo ammetteranno mai, ma i loro pregiudizi gli fanno vedere quei gruppi come inferiori e li portano ad identificarsi con i loro problemi, anche se non hanno nulla in comune con loro.
Le femministe sono ossessionate dall’idea di provare il fatto che le donne sono forti e intelligenti quanto gli uomini. Chiaramente, sono impaurite dall’idea che le donne non siano forti e intelligenti
quanto gli uomini.  I neomarxisti odiano tutto ciò che vedono come forte, bello e vincente. Tra le cose che odiano, ci sono l’Europa, gli USA, la civiltà occidentale, i maschi bianchi e soprattutto la razionalità. Ovviamente, non diranno mai qual’è il motivo per il loro odio. I neomarxisti diranno che odiano l’occidente perchè è guerrafondaio, imperialista, maschilista, etnocentrico e così via, ma questi sono gli stessi difetti dei paesi socialisti e delle culture primitive. Se si pone questo argomento, i neomarxisti ammetteranno l’esistenza di quei difetti a fatica e troveranno scuse e giustificazioni, del tutto assenti quando si parla dei difetti dell’occidente. Quindi, è chiaro che i difetti dell’occidente NON SONO IL MOTIVO per cui odiano l’occidente. Il neomarxista odia l’occidente perchè è forte e vincente, tratti che a lui mancano.
Per il neomarxista le parole come “sicurezza in sé stessi”, “iniziativa”, “ottimismo”, “azione individuale”, sono oscenità. Il neomarxista è contro l’individualismo e vuole che la società risolva i problemi dei singoli, non il contrario. Il neomarxista non ha il coraggio di darsi da fare per risolvere i suoi problemi e soddisfare i suoi bisogni. Il neomaxista odia l’idea di competizione, dato che sa benissimo di essere un perdente cronico. I neomarxisti amano le forme d’arte che stimolano sensi di squallore disperazione e sconfitta, oppure le forme d’arte di tipo orgiastico che spengono la parte razionale del cervello. Il neomarxista odia la razionalità dato che non la sa usare, e preferisce immergersi nella sensazione del momento.
I neomarxisti rifiutano la ragione, la scienza e la realtà oggettiva, dato che per loro è tutto relativo alla cultura. E’ giusto chiedersi quali siano le basi teoriche della conoscenza scientifica e quale sia la realtà oggettiva, sempre che esista. Ma è anche ovvio che i neomarxisti non sono persone logiche alla ricerca dei fondamenti della conoscenza, ma persone emotive che vogliono attaccare la conoscenza perchè la odiano. La scienza e la razionalità fanno una distinzione tra nozioni vere (vincenti) e nozioni false (perdenti), cosa che offende il neomarxista e i suoi sentimenti da perdente cronico. Lui non sopporta che si possa fare una distinzione tra giusto e sbagliato, tra vincente e perdente. Questo spiega anche l’opposizione neomarxista verso l’idea di malattia mentale e l’utilità dei test di intelligenza. Per loro, l’idea che qualcuno possa essere più sano o più intelligente di un altro è un insulto personale, un’oscenità. Meglio dare la colpa alla società quando si notano le evidentissime differenze di prestazioni tra una persona e l’altra.
Di solito i neomarxisti non diventano egoisti, prepotenti o gente senza scrupoli, come capita a molti sofferenti di complessi di inferiorità. Ciò è dovuto al fatto che questo tipo di persone non hanno ancora perso del tutto la fede in loro stessi e hanno ancora la capacità di essere forti e di vincere. I loro sforzi per essere forti li portano a comportarsi in modo sgradevole. Il neomarxista non ha neanche le forze per comportarsi in quel modo, è talmente complessato da non riuscire neanche a pensare di poter essere forte e deciso. Questo è il motivo del collettivismo esasperato dei neomarxisti: vedono loro stessi come talmente deboli da sentire di potere combinare qualcosa solo nel contesto di un’organizzazione o di una massa.
Uno dei tratti comuni delle tattiche neomarxiste è il masochismo. Spesso i neomarxisti protestano facendo cose tipo stendersi sulla strada davanti ai veicoli, provocare le cariche della polizia o le aggressioni dei razzisti e così via. Queste tattiche a volte sono efficaci, ma per loro sono un modo per sfogare i loro istinti masochisti, non per vincere. Il loro autodisprezzo li costringe a cercarsi le sofferenze inutili. I neomarxisti affermano che il loro attivismo è motivato dalla compassione o da principi morali, e per alcuni di loro è vero. Il problema è che ciò è vero solo per alcuni di loro. Il neomarxista medio è troppo ostile e assetato di potere per essere veramente guidato dalla compassione. Inoltre, il comportamento dei neomarxisti è dovuto alle loro emozioni, non a un calcolo riguardo a quello che potrebbe aiutare le persone di cui dicono di preoccuparsi. Ad esempio, se uno crede che le quote protette per i maomettani siano una cosa buona per loro, che senso ha chiederla in modo ostile e dogmatico? Sarebbe più sensato avere un approccio diplomatico e conciliante, anche per evitare di offendere i non maomettani che ritengono le quote protette come una discriminazione contro di loro. I neomarxisti non si comporterebbero mai così, dato che ciò non soddisferebbe il loro bisogno di comportarsi in modo fastidioso e arrogante. Aiutare i maomettani è l’ultimo dei loro problemi, dato che sono interessati solo a sfogare la loro ostilità, la loro frustrazione e la loro sete di potere. Al contrario, il loro atteggiamento danneggia i maomettani, dato che la loro ostilità verso i non maomettani li irrita e li spinge a odiarli. Quando non ci sono problemi, i neomarxisti se li inventano in modo da avere una scusa per fare confusione.
Ripetiamo, quest’analisi non è una descrizione completa di tutti quelli che si dicono neomarxisiti, ma solo una descrizione sommaria delle tendenze generali del neomarxismo multiculturale.

2083 Una dichiarazione di indipendenza europea – Libro 2.16 Perchè bisogna eliminare la sociologia


2.16
Perchè
bisogna eliminare la sociologia dalle università

La
sociologia considera Marx come il suo teorico più importante, dato
che la sua analisi suggeriva soluzioni socialiste ai fallimenti e le
sue ingiustizie della società capitalista. La disciplina della
sociologia attrae marxisti e sinistorsi fregnoni che preferiscono
dare la colpa alla società piuttosto che darsi da fare per risolvere
i propri problemi.
La
disciplina della sociologia viene descritta dai marxisti come lo
strumento per il cambiamento sociale, dato che il suo obiettivo è
l’istituzionalizzazione del multiculturalismo. La sociologia moderna
esamina le teorie di pensatori come Marx, Durkheim, Weber e Comte,
gli autori che hanno definito la disciplina.
Gli
studenti di sociologia imparano che si può manipolare l’opinione
pubblica, ad esempio falsificando le statistiche o ignorando gli
aspetti biologici dell’uomo, in modo da propagandare il marxismo.
Tutte le facoltà di sociologia del mondo occidentale sono campi di
indottrinamento marxista in cui gli studenti imparano a infiltrarsi
nelle istituzioni pubbliche e a contribuire al cambiamento della
società tramite l’uso di statistiche e di rapporti falsificati ad
arte.
La
sociologia è fondamentalmente anti capitalista e anti
tradizionalista (antinazionalista, anti-patriarcato, anticristiana) e
quindi anti europea per definizione. Inoltre, il novanta per cento
dei sociologi rifiutano di riconoscere il contributo della biologia
nella politica e insistono nel dire che l’ambiente è la causa di
tutti i comportamenti umani. Per distruggere questo strumento
accademico usato come arma dai marxisti, dobbiamo bandire
permanentemente questa disciplina dall’università. Gli studenti di
sociologia vengono indottrinati nelle teorie marxiste e vengono
trasformati in agenti dell’ideologia marxista.
Come
mai è stato permesso a una disciplina simile di esistere e di agire
liberamente nelle università? I governi europei del dopoguerra
avevano sottovalutato tale disciplina, dato che non poteva
influenzare quei settori che venivano considerati importanti, ossia
legge, finanza e forze armate. Questo errore fu fatale, perchè i
marxisti ebbero la strada libera per condizionare e guidare le
rivolte del’68. Gli apologisti della sociologia hanno impedito la
loro cacciata dalle università con i seguenti motivi:
Per
loro la sociologia cerca di spiegare quel che succede nella società,
non quello che potrebbe essere. Lo studente impara cosa c’è di
sbagliato nel mondo (dal punto di vista Marxista), ma non come
cambiare il mondo. La verità è che lo studente studierà altri
aspetti dell’ideologia marxista con la “ricetta” per cambiare il
mondo da quel punto di vista.
E’
come se uno studente studiasse l’ideologia nazista, ma senza studiare
le tecniche usate durante lo sterminio. Anche se le tecniche non
vengono spiegate, rimane comunque l’indottrinamento ideologico e le
idee che hanno portato ai risultati che sappiamo.
I
neo marxisti, ispirati dalla Scuola di Francoforte, non si limitano a
studiare sociologia, ma spesso usano anche filosofia e giornalismo.
Il loro obiettivo è la diffusione dei loro ideali marxisti tramite
statistiche, rapporti e articoli falsati in modo da valorizzare
l’ideologia marxista e danneggiare la società capitalista. Non
bisogna sottovalutare questi individui, dato che tendono ad avere
parecchia influenza nella società. Anche per questo, il 95 per cento
di loro sono da considerarsi traditori di classe B.
Settori
infiltrati da laureati in sociologia o persone con conoscenze
sociologiche:
Amministrazione
pubblica
Assistenza
sociale
Corsi
professionali
Editoria
Insegnamento
Mediatori
culturali
Non-profit

Organizzazioni
non governative
Personale
di supporto nelle scuole
PoliticaRicerche
di mercato
Risorse
Umane
Sindacati
Trattamento
delle dipendenze

Corsi
universitari che includono studi sociologici:

Giornalismo
Legge
Medicina
Studi
religiosi
Educazione
Scienze
politiche
Economia
Business
Sociologi
apolitici
Esiste
una piccola minoranza di sociologi apolitici, che non devono essere
considerati traditori.
Un’alternativa
alla rimozione della sociologia
Invece
di distruggere la disciplina della sociologia, la si potrebbe
riformare. Ad esempio, si potrebbero rimuovere i materiali di
impostazione marxista e sostituirli con materiali di impostazione
conservatrice e anti marxista, usando come fonti i seguenti autori:
La
Bibbia
Machiavelli

George Orwell
Thomas
Hobbes
John
Stuart Mill
John
Locke
Adam
Smith
Edmund
Burke
Ayn
Rand
William
James

2083 Una dichiarazione di indipendenza europea – Libro 2.14 I Laburisti vogliono l’immigrazione di massa e il multiculturalismo in UK


2.14 I Laburisti vogliono l’immigrazione di
massa e il multiculturalismo in UK

Autore
Tom Whitehead, Home Affairs Editor – Data: 6:42PM BST 23 Ottobre 2009
Un
ex consulente del governo ha rivelato che i Laburisti hanno un piano
per l’apertura dei confini britannici all’immigrazione selvaggia, in
parte per ottenere la creazione di un paese “multiculturale”, in
parte per umiliare le destre, storicamente opposte all’immigrazione.
Secondo
Andrew Neather, ex consulente per Blair, Straw e Blunkett, le
sinistre britanniche hanno lavorato allo scopo di incrementare il
numero degli immigranti per cambiare il volto della Gran Bretagna del
futuro e per danneggiare i votanti di destra costringendoli a vivere
di fronte alla diversità.
Neather
affermare che i controlli alle frontiere sono stati allentati di
proposito in modo da aprire l’UK all’immigrazione, ma senza dirlo al
pubblico, dato che ciò avrebbe irritato gli inglesi delle classi
operaie che avevano sempre votato a sinistra.
Come
risultato, il dibattito sull’immigrazione si è concentrato sui
benefici economici dell’immigrazione e sul bisogno di immigranti.
Secondo
i critici, questa è la rivelazione di una cospirazione governativa
rivolta all’immigrazione di massa per ragioni politiche.
Nella
sua intervista allo Evening Standard, Neather rivela che il
cambio di registro nelle politiche per l’immigrazione è arrivato nel
2001, dopo la pubblicazione di un rapporto dal Performance and
Innovation Unit. Neather ha scritto un discorso per il ministro
dell’immigrazione Barbara Roche, basandosi su quel rapporto. La
versione pubblica del rapporto sosteneva l’immigrazione dal punto di
vista del bisogno occupazionale, mentre la versione privata includeva
una motivazione politica: la volontà politica di rendere l’UK un
paese più multiculturale. Tale politica intendeva danneggiare la
destra inglese, rendendo le sue politiche meno interessanti per la
nuova UK multiculturale.
Questa
politica è durata dal 2000 fino al Febbraio del 2009, quando è
stato attivato il sistema a punti. Nel frattempo, l’UK è stata
lasciata aperta all’immigrazione selvaggia, con 2.3 milioni di
migranti.
Mr
Straw partecipò al programma Question Time, dove gli venne chiesto
varie volte se fosse vero che le politiche laburiste per
l’immigrazione non avessero spalancato le porte al BNP.
Nella
sua colonna, Mr. Neather ha dichiarato che la politica laburista ha
fatto immigrare centinaia di migliaia di stranieri allo scopo di
riempire i buchi del mercato del lavoro, ma anche per un motivo
politico. Secondo lui, l’immigrazione selvaggia ha arricchito la Gran
Bretagna e ha reso Londra una città attraente e cosmopolita, ma ha
ammesso che tale politica è stata passata sotto silenzio per paura
di perdere i votanti laburisti. “Il governo ha creato le
condizioni per il boom di immigranti, un po’ per caso, un po’ di
proposito. (…) Ma i politici non ne vogliono parlare. In parte si
rendono conto del fatto che i loro votanti sono di natura
conservatrice. Mentre i politici sono innamorati dell’idea di una
società multiculturale, non è una cosa di cui potrebbero parlare in
un dopolavoro nello Sheffield o nel Sunderland.”
Sir
Andrew Green, direttore del gruppo Migrationwatch, ha dichiarato:
Ora sappiamo la verità ed è esplosiva. (…) Molti hanno
sempre sospettato che l’immigrazione selvaggia non fosse solo una
prova di incompetenza, ma anche il risultato di una cospirazione.
Avevano ragione. (…) Il governo ha fatto entrare tre milioni di
immigranti per motivi politici, nascondendosi dietro alla fesseria
del mercato del lavoro.”
Il
direttore del gruppo Group for Balanced Migration e i parlamentari
Frank Field e Nicholas Soames hanno dichiarato che: “Ringraziamo
l’ex consulente per le sue dichiarazioni, che sappiamo essere
veritiere. Questo è il primo raggio di luce sui problemi
dell’immigrazione in Gran Bretagna.”
Lo
Home Office ha dichiarato che: “Il nostro nuovo sistema a
punti ci offre più controllo su quelli che vengono per studio o
lavoro da fuori dall’Europa. Possiamo fare in modo che vengano solo
quelli che vogliamo che vengano. I confini britannici sono più forti
che mai. Stiamo dando carte di identità agli stranieri e stiamo
introducendo sanzioni per coloro che impiegano clandestini. Il nostro
sistema di controllo elettronico monitorerà il 95 per cento di
coloro che passano i confini in entrambi i sensi. Il popolo
britannico può stare sicuro che l’immigrazione sia sotto controllo”
Lo
Home Office ha dichiarato anche che:
• Barbara
Roche, ministro dello Home Office che ha inaugurato la politica delle
porte aperte agli stranieri, vuole ricostruire la sua reputazione con
le sinistre, danneggiata dopo che ha definito “indegno” il fatto
che ci fossero mendicanti stranieri per strada.

Il dirigente statale
Jonathan Portes, autore del rapporto sull’immigrazione, è stato un
autore di discorsi per Gordon Brown e adesso lavora per la segreteria
del segretario di gabinetto Sir Gus O’Donnell.
• I
leader laburisti hanno definito “razzisti” i leader Tory William
Hague e Michael Howard perchè hanno criticato la segretezza della
loro iniziativa.
Il
rapporto che ha dato il via all’iniziativa laburista descrive una
visione paradisiaca dell’immigrazione selvaggia. Secondo il rapporto,
la popolazione nativa non sarà danneggiata dalla migrazione e
l’impatto sociale sarà positivo, dato che la gran parte dei migranti
è di età lavorativa e i migranti hanno stipendi medi più alti di
quelli dei nativi. Secondo il rapporto: “Molti britannici
pensano che l’immigrazione avrà un effetto positivo sulla cultura
locale”
Fonti:

1.http://www.telegraph.co.uk/news/newstopics/politics/lawandorder/6418456/Labour-wanted-mass-immigration-to-make-UK-more-multicultural-says-former-adviser.html
2.http://www.dailymail.co.uk/news/article-1222613/Labour-let-migrants-engineer-multicultural-UK.html?ITO=1490&referrer=yahoo

3.
http://www.dailymail.co.uk/news/article-1222769/Dishonest-Blair-Straw-accused-secret-plan-multicultural-UK.html
La
storia continua nel prossimo post.

2083 Una dichiarazione di indipendenza europea – Libro 2.13 Chi sono le elites multiculturaliste e neomarxiste in Europa?

Nota
del traduttore: ho tradotto l’espressione “cultural Marxist” con
“Neomarxista”.


2.13 Chi sono le
elites multiculturaliste e neomarxiste in Europa?

I
neomarxisti, gli umanisti suicidi e i capitalisti globali sono tutti
multiculturalisti. Con “multiculturalisti” si intende individui
che sostengono il multiculturalismo (detto anche “ingegneria
sociale”), ossia l’ideologia malvagia creata per la distruzione
delle culture europee, dell’identità nazionale e del cristianesimo,
in pratica di tutto ciò che sia civiltà occidentale. Molti di loro
frequentano ambienti considerati di sinistra, ad esempio socialisti,
collettivisti, femministi, umanisti, egalitari, attivisti per i gay e
i disabili, animalisti, ambientalisti e così via. Non tutti gli
appartenenti a tali gruppi sono neomarxisti. Ciò che caratterizza il
neomarxista è il fatto che sostenga il multiculturalismo,
l’ideologia che ha spianato la strada alla guerriglia demografica
islamica.
La
direzione politica dei multiculturalisti è un gruppo di politici
provenienti dal “MA 100”, i partiti politici europei che
sostengono il multiculturalismo. Tra loro ci sono parlamentari UE,
uomini politici dei parlamenti nazionali, consulenti e dirigenti
statali, tutti uniti nei loro sforzi per giustificare e diffondere il
multiculturalismo.
Tra
loro ci sono anche professionisti appartenenti a varie categorie:
dirigenti di associazioni non governative, giornalisti, insegnanti,
professori universitari, dirigenti scolastici, pubblicisti,
conduttori alla radio, scrittori, fumettari, tecnici, medici e
persino religiosi. Questi intellettuali sono gli strumenti con cui la
società diffonde conoscenze e idee, al punto che le loro opinioni
sono il filtro per tutte le idee che vengono diffuse alle masse.
Gli
insegnanti migliori e più brillanti sono neomarxisti, non perchè
sono più intelligenti ma semplicemente perchè molti dei più
brillanti tra loro hanno scelto la carriera dell’insegnamento per
poter influenzare l’opinione del pubblico e la società futura. Il
pensiero neomarxista piace molto ai giovani e ai visionari, persone
che preferiscono pensare agli ideali che alle difficoltà pratiche e
ai dettagli tecnici.
Il
neomarxismo non è mai stato un’ideologia per la classe operaia,
quanto una costruzione per i teorici e gli intellettuali. Il tipo di
intellettuale che serve ai neomarxisti non è uno con idee personali,
ma uno che sappia diffondere idee date da altri. Questo intellettuale
non ha bisogno di possedere conoscenze o abilità particolari, non
deve neanche essere particolarmente intelligente. Deve essere solo in
grado di fare il suo ruolo da intermediario nella diffusione delle
idee altrui.
La
società moderna si porta dentro i semi della sua stessa distruzione.
La libertà ormai viene data per scontata, al punto che non viene più
difesa. La diffusione delle idee, parte integrante della società
libera, è in grado di portarci alla distruzione della libertà da
cui dipende.
Questi
sono due esempi di leader neomarxisti europei:
  1. José
    Manuel Durão Barroso – Presidente della Commissione UE
  2. Tony
    Blair – Probabilmente il suo successore
Il
background di Barroso rivela le sue idee politiche. Durante il
college Barroso era uno dei direttori del gruppo maoista MRPP
(Reorganising Movement of the Proletariat Party). Nonostante ciò, i
Tories e gli altri cosiddetti conservatori e riformisti europei lo
hanno votato, senza sapere che Barroso era il sostenitore più acceso
del trattato di Lisbona e dell’estensione del potere dell’UE sulle
politiche nazionali, come politica estera, immigrazione, dogane e
difesa.
Per
illustrare meglio il problema, prendiamo due fatti di cronaca recenti
(continua nel prossimo post).

2083 an European declaration of independence – Libro 2.10 Il femminismo causa l’oppressione femminile


2.10 Il femminismo causa l’oppressione femminile

Autore:
Fjordman
Secondo
Heather MacDonald[1], la
presa di potere delle femministe di Harvard
è imminente.
L’università sta per nominare come
presidente la femminista radicale Drew
Gilpin Faust, in successione a Lawrence
Summers. Le idee brutalmente oneste di
Summers hanno
messo le assunzioni e le promozioni in mano alle femministe. La Task
Force ha vinto un finanziamento di 50
milioni di dollari per la “diversità” ad Harvard.
Come
presidente della facoltà, Lawrence Summers
ha tenuto un discorso[2]
in cui osava suggerire che il fatto che ci
siano più scienziati uomini sia dovuto alle differenze innate tra i
sessi. Questa tesi è plausibile. Secondo il Dr. Paul
Irwing[3] dell’università di Manchester,
tra le persone con IQ maggiore di 120 gli
uomini sono il doppio. Tra quelle con IQ maggiore di 170 gli uomini
sono trenta volte le donne. Ci sono altri studi che indicano il
numero spropositato di uomini con intelligenza elevatissima.
Anche
se Summers avesse torto, rimane il fatto che non è una buona idea
trovarsi in un ambiente in cui alcuni argomenti non si possono
toccare. Uno dei punti di forza della civiltà occidentale è la
nostra voglia di farci domande su tutto. La “Political
Correctness” è anti occidentale nella
forma e nell’intento. E’ da notare che le femministe sono
l’avanguardia della PC[4], la
stessa ideologia che ha impedito alle nostre università di
difendersi contro la minaccia dei maomettani.
La
cosa peggiore è che ci sono femministe che affermano che il velo o
il burkha rappresentano “una forma alternativa di femminismo”. La
dottoressa Wairimu Njambi è
un’insegnante ausiliario di “studi femminili” presso la Florida
Atlantic University. Buona parte dei suoi
studi è relativa al fatto che la pratica della mutilazione genitale
femminile (FGM) è
un trionfo del femminismo e che dire altrimenti è razzista. Secondo
la Njambi le azioni contro la FGM perpetuano un affermazione
colonialista in cui si prende l’immagine della donna occidentale e la
si impone come normale e universale.
L’università
di Harvard ha
appena ricevuto una donazione da venti milioni di dollari[5]
dal principe Al-Waleed
bin Talal bin Abdul Aziz Al-Saud, membro
della famiglia reale saudita. Tale donazione servirà a finanziare
gli studi islamici. Non ci sono dubbi che quei fondi verranno usati
per influenzare i programmi ministeriali in modo da renderli meno
“islamofobi”. Le istituzioni universitarie come Harvard stanno
facendo da strumenti di propaganda saudita e da sostegno per le
femministe radicali. Questo può sembrare un paradosso, ma solo se
non si tiene conto del fatto che sauditi e femministe hanno in comune
l’odio per la cultura occidentale con la sua “storia di oppressione
e di ingiustizia”. Forse le femministe non hanno ascoltato il loro
collega di Harvard, il Charles Fried,
quando gli ha detto che [6]
Il più grande nemico della libertà
è sempre stato travestito da strada verso il bene superiore
.”
Il
femminismo ci ha danneggiati con le sue visioni ipocrite, che hanno
spianato la strada all’infiltrazione dei maomettani. Il loro credo
ufficiale è che uomini e donne non sono solo uguali, ma identici,
eppure da certi punti di vista le donne sono superiori. La logica
dice che queste due affermazioni non sono compatibili, ma ciò non
preoccupa le femministe. Questo sistema “due pesi e due misure” è
simile a quello del multiculturalismo, in cui tutte le culture sono
uguali, ma la cultura occidentale è inferiore e malvagia.
C’è
una tecnica inventata dal neo marxista Herbert Marcuse nel 1965,
chiamata “Tolleranza repressiva”. In breve, coloro che
appartengono al gruppo dominante della società dovranno perdere la
loro libertà di parola e dovrà essergli impedito di esprimersi, in
modo da rettificare l’oppressione istituzionale della società. Le
idee di Marcuse[7] hanno
avuto un grosso impatto negli anni ’60 e ’70, periodo in cui lui
consigliava il sesso libero come metodo per liberarsi dalla moralità
religiosa.
Il
Prof. Bernard Lewis nel
The Jerusalem Post
scrive che [8]
l’Islam potrebbe
diventare la forza dominante in un Europa in cui gli europei hanno
perso la sicurezza in sé stessi e non hanno rispetto per la loro
stessa cultura. Il Prof. Lewis non
lo dice, ma questo è il risultato di decenni di demonizzazione della
nostra cultura da parte degli accademici di sinistra, tra cui le
femministe radicali. L’obiettivo delle femministe radicali non è mai
stata la parità tra i sessi, ma la distruzione della famiglia
nucleare e di tutta la società occidentale in generale.
Nel
1981, Ellen Willis, socialista
democratica e fondatrice di Redstockings,
un gruppo femminista radicale, ha
dichiarato al
giornale di sinistra “The Nation” che: “Il
femminismo non è una lotta verso un obiettivo, ma il battistrada per
una rivoluzione nei valori morali e culturali (…) L’obiettivo di
ogni riforma femminista, dall’aborto (…) all’educazione infantile,
è la distruzione dei valori tradizionali della famiglia”.
La
femminista Simone de Beauvoir ha
affermato che[10] Nessuna
donna dovrebbe avere la possibilità di restare a casa a badare ai
bambini (…) dato che se potessero scegliere, molte donne
preferirebbero questa scelta.”
Dopo
due generazioni di femministe radicali la Willis e la Beauvoir
hanno avuto quello che volevano:
l’occidente ha tassi di divorzio altissimi e tassi di natalità
bassissimi, che hanno causato un vuoto culturale e demografico tale
da renderci vulnerabili all’attacco dell’Islam.
Con tutto questo, le femministe non sono
ancora soddisfatte.
Il
designer di giocattoli Anders Nelson,
dell’istituto svedese della tecnologia, ha
avvertito i genitori che [11] i
giocattoli sono sempre più differenti tra bambini e bambine: “Molti
credono che bambini e bambine vogliano cose differenti. Gli adulti
devono considerare le strutture delle differenze di genere, cosa che
per i bambini sono istintive e indiscutibili.”
In
pratica, il designer sta incoraggiando i genitori a comprare
giocattoli unisex, dato che le Barbie per le bambine e le
automobiline per i bambini sono sessiste. Questo è ciò che succede
in una cultura ammattita dalla Political
Correctness.
La
politica marxista svedese Gudrun Schyman ha suggerito una tassa[12]
sugli uomini svedesi, tassandoli collettivamente per le violenze
sulle donne. Nel 2002 la stessa Schyman dichiarava pubblicamente che
gli uomini svedesi erano come i Talebani. Un giornalista del giornale
Aftonbladet rispondeva dicendo che Schyman aveva ragione e che tutti
gli uomini sono come i talebani.

La
misandria, l’odio patologico verso gli uomini, non è meno comune
della misoginia, l’odio patologico verso le donne. La differenza è
che la prima è socialmente accettabile.

Quando
il politico Kjetil Vevle si
presentò a un’assemblea[13] che
doveva pianificare le dimostrazioni per le proteste dell’otto marzo a
Bergen, in Norvegia, si sentì dire che gli uomini non avevano
diritto al voto in assemblea, neanche i femministi più impegnati. Le
organizzatrici non ritenevano che ciò fosse un problema, dato che
per loro il fatto che gli uomini avessero la possibilità di parlare
gli sembrava già una concessione.
Un
altro punto da tenere in considerazione è il fatto che i paesi come
Svezia e Norvegia affermano di essere i paradisi dell’eguaglianza tra
i sessi [14],
eppure in quei paesi i due sessi vivono completamente separati, molto
più che negli altri paesi. Il femminismo radicale ha portato i sessi
a non fidarsi l’uno dell’altro, e non ha cancellato la tendenza
naturale all’attrazione tra uomini mascolini e donne femminili, anche
a costo di andare a cercare un partner in un altro paese. C’è un
numero enorme di scandinavi che ha trovato moglie in Asia, America
latina o in altri paesi dove il ruolo della donna è ancora quello
tradizionale. Ci sono anche molte donne che hanno trovato il loro
partner in un paese più conservatore. Non tutti fanno così, ma la
tendenza è ben visibile. Gli scandinavi si vantano di avere “la
parità dei sessi”, eppure sono costretti ad andare dall’altra
parte del mondo per cercare qualcuno che valga la pena sposare!
Norvegia
e Svezia hanno tassi di divorzio altissimi. I ragazzi crescono in un
ambiente in cui la mascolinità viene demonizzata e in cui vengono
visti come inferiori alle donne. A molti ragazzi viene detto che gli
uomini sono obsoleti e che presto saranno estinti.
Le
culture femministe finiscono sempre per essere distrutte, dato che i
loro uomini diventano troppo deboli e demoralizzati per proteggere le
loro donne, oppure perchè si sono talmente rotti le scatole di
essere maltrattati in continuazione che non gli interessa più
difenderle. Se “tutti gli uomini sono porci” e se “sono tutti
come i talebani”, allora che senso ha impegnarsi per difendere la
società? Gli uomini occidentali finiscono per essere distrutti da
gli uomini virili e aggressivi provenienti dalle altre culture, cosa
che sta già accadendo [15]. La cosa divertente è che quando le
donne hanno lanciato la seconda ondata del femminismo negli anni ’60
e ’70 erano in una condizione sicura e non erano oppresse per nulla.
Quando gli effetti a lungo termine del femminismo si faranno vedere,
le donne finiranno veramente oppresse sotto l’Islam. Le femministe
radicali avranno portato le donne ad essere veramente oppresse.
Mi
domando se Virginia Woolf
si sarebbe mai immaginata niente del
genere. Forse se fosse viva oggi acclamerebbe il velo maomettano come
“una nuova strada verso il femminismo” e scriverebbe un libro
chiamato “Un burkha tutto per sè”
che le
farebbe vincere una borsa di studio in multiculturalismo ad Harvard.
Fonti:
http://www.brusselsjournal.com/node/1908
1.
http://www.city-journal.org/html/eon2007-02-09hm.html
2.
http://www.dallasnews.com/sharedcontent/dws/dn/opinion/points/stories/040305dnediallen.35261.html
3.
http://education.independent.co.uk/higher/article2024763.ece
4.
http://www.globalpolitician.com/node/1300
5.
http://www.globalpolitician.com/node/1282
6.
http://www.news.harvard.edu/gazette/2006/12.07/11-fried.html
7.
http://www.globalpolitician.com/node/975
8.
http://www.jihadwatch.org/dhimmiwatch/archives/015022.php
9.
http://www.grecoreport.com/gramsci_a_method_to_the_madness.htm
10.
http://www.reason.com/news/show/33291.html
11.
http://www.spectator.se/stambord/index.php?p=412
12.
http://www.spectator.se/stambord/index.php?p=240
13.
http://hablog.motime.com/post/642151/Kj%C3%B8nnskampen+krever+nye+ofre
14.
http://gatesofvienna.blogspot.com/2006/09/western-feminism-and-need-for.html
15.
http://fjordman.blogspot.com/2005/12/immigrant-rape-wave-in-sweden.html