Suicidio indolore parte 3 – Suicidio ferroviario, ergo saltare sotto a un treno

Cari amici, continuiamo con la lunga e fortunata serie del suicidio per checche e amebe varie. Data la condizione di orribile miseria umana e materiale dei richiedenti aiuto, continuerò a descrivere metodi di suicidio praticabili anche dal peggiore dei morti di fame e dalla persona meno abile che esista. Non dite che non vi voglio bene e che non penso a voi!

Premessa

Dio carta igienica usata.

 

Metodologia

 

Saltare sotto un treno in corsa è uno dei metodi di suicidio più semplici che esistano. Basta andare alla stazione, aspettare il momento giusto e saltare. I dati statistici danno una mortalità elevatissima e un’agonia decisamente breve, sempre che si faccia tutto con la dovuta decisione. Ci si potrebbe chiedere come mai tale metodo non venga praticato più spesso (soprattutto in un’Europa dove le armi da fuoco sono difficilissime da trovare), ma bisogna tenere conto della vigliaccheria e dell’inutilità assoluta di quelli che dicono di volersi suicidare. Inoltre, tale metodo è praticamente infallibile e non va bene per compiere il tipico “finto suicidio per ottenere attenzioni e coccole” che piace tanto alle mezzeseghe.
Tipico “suicida” di Facebook
Il modo migliore per assicurarsi il successo è saltare davanti a un treno che non faccia scalo alla stazione. Anche se il conducente vi vedesse, non farebbe mai in tempo a frenare. Buttarsi sulle rotaie significa farsi tagliare in due dalle ruote rese incandescenti dall’attrito, causando un’amputazione netta, immediata e relativamente pulita. Invece, buttarsi di fronte alla motrice spiaccicherà il corpo come un chicco d’uva sotto una martellata, spruzzando sangue, interiora e brandelli per una distanza molto grande. E’ stato riportato il caso di una testa trovata a cinquanta metri di distanza dopo una lunga ricerca e una lunga serie di bestemmie da parte dei ferrovieri.
SPLAAAAAAAAAAT!

Per assicurarsi il decesso si consiglia di usare una stazione ferroviaria e non una stazione della metropolitana, dove il treno è molto più lento e il conducente è meno strafatto e ha più tempo per frenare. In ogni caso bisogna saltare sui binari all’ultimo momento in modo da non dare tempo di reagire al conducente o ai benintenzionati.

Non si fa così. Se il conducente è sveglio potrebbe anche frenare, anche perchè lei è una bella figa

Variante a – suicidarsi come un bravo ragazzo

Per chi si voglia suicidare dando meno problemi possibile alla collettività, si consiglia di impiegare una stazione secondaria e di fare il tutto di notte. A tale scopo, il bravo ragazzo potrebbe anche lasciare una busta contenente un documento di identità e una breve spiegazione del fatto, in modo da non costringere la polizia locale a un lungo e laborioso lavoro di identificazione dei pezzettini.

Variante b – suicidarsi come un vero pezzo di stronzo

Per chi voglia farla pagare al resto dell’umanità, la scelta è d’obbligo: raggiungere la stazione più grande e più centrale possibile e lanciarsi sotto uno dei primi treni del mattino, bloccando la stazione per ore e rovinando la giornata a migliaia di pendolari! Per migliorare ulteriormente l’atto, vestitevi con un caftano islamico e urlate “ALLAH AKBAAAAR!” mentre vi lanciate sulle rotaie nella stazione affollatissima. Ovviamente, cinque minuti prima di buttarvi mandate una mail alla polizia e ai giornali in cui rivendicate l’attentato in nome dei Fratelli Musulmani o del gruppo di Avanguardia Rivoluzionaria Omosessuale Musulmano Anarchica (A.R.O.M.A.) Tanto, siete già morti, cosa minchia avete da perdere?

Considerazioni

Tra i metodi di suicidio descritti questo è quello con una mortalità del 100%, sempre che abbiate le palle di buttarvi. Il cadavere sarà ridotto a uno scarto di macelleria, ma almeno sarete sicuri di non ritrovarvi mutilati a vita.
Se siete dolci e sensibili, potreste anche pensare al trauma psicologico sofferto dal povero conducente del treno. Secondo me se ne fotterà altissimamente di voi (così come tutti quelli che hanno mai avuto a che fare con voi) e farà finta di avere il trauma psicologico solo per passarsi qualche settimana a grattarsi le palle a casa a spese dello Stato. A questo si deve aggiungere la botta di paura che capiterà agli eventuali spettatori, oltre agli straordinari dei ferrovieri che dovranno ripulire stazione e binari.

Considerazioni finali

Per l’amore di quel porco fottuto di Cristo, vi prego di non fare come questo pirla:

Note legali

Con questo articolo non intendo spingere nessuno al suicidio. Il mio intento è documentare questo fenomeno terrificante e scoraggiare i miei lettori dal suicidarsi. Il suicidio è una soluzione estrema a problemi che possono apparire insormontabili sul momento, ma che poi si rivelano essere fesserie temporanee. Suicidarsi è sbagliato, non fatelo. Quando vi suicidate fate piangere quel porco fottuto di Cristo e quella troia plurisfondata della madonnaccia!

Sucidio indolore parte 2 – L’impiccagione

Piccoli amici, rieccomi dopo una lunga assenza. Oggi parleremo di un argomento che ha portato molti hits al mio blog, ovverossia il modo per terminare la propria esistenza terrena e andare tra le braccia amorevoli di Dio.
Il metodo di suicidio di cui parleremo oggi è l’impiccagione, un metodo che richiede pochissimo equipaggiamento (quindi abbordabile anche per dei pezzenti di merda come voi). Una corda con un carico massimo di 250 chili, adatta in quasi tutti i casi, costa circa otto euro.

Dettagli tecnici

Contrariamente a quanto molti idioti pensano, l’impiccagione non uccide per soffocamento. Nelle impiccagioni ufficiali il condannato subisce una “decapitazione interna” in cui si spezza la colonna vertebrale all’altezza del collo. Il cervello viene immediatamente isolato dal resto del corpo e la morte è immediata, senza dolore o sensazioni di soffocamento. Viceversa, in un’impiccagione fatta a cazzo di cane saltando da una sedia o da un’altezza insufficiente il suicida morirà soffocando lentamente tra il puzzo del suo piscio e della sua merda. Intendiamoci, penso che molti di voi idioti si meritino il secondo tipo di morte, ma facciamo in modo da descrivere il primo.
Ecco, questo è come NON fare l’impiccagione
Il dettaglio più importante per la riuscita del suicidio è la lunghezza del “salto” prima che la corda si tenda e il suicida rimanga appeso. Tale lunghezza si calcola facilmente con questa tabella:
Peso del coglione    –    Lunghezza del salto
        89 Kg                    1 metro e 65
        82 Kg                    1 metro e 73
        76 Kg                    1 metro e 85
        70 Kg                    2 metri 
        63 Kg                    2 metri e 15
Questa si deve intendere come “lunghezza standard” per essere sicuri di spezzare subito il collo e di non soffrire. Aumentare troppo la lunghezza porta al rischio di mozzare la testa di colpo (figo!) o di spezzare la corda dato che l’accellerazione infliggerebbe un carico dinamico troppo forte su di essa. Vi ricordo che più una corda è lunga, meno è resistente, quindi fate in modo da non allungare troppo il salto se non volete finire al piano di sotto con le gambe spaccate e il culo rotto. Viceversa, non accorciate il salto se non volete soffocare lentamente con il collo slogato.

L’impiccagione non va bene come modo per nascondere uno strangolamento. Qualunque patologo non terrone è in grado di distinguere immediatamente un morto tramite impiccagione da un morto strangolato e poi impiccato.

Esecuzione professionale:

Esecuzione NON professionale:

La corda

Ovvimente la corda è l’unico elemento importante del suicidio. Quando comprate una corda, ricordateci che ve la vendono tarata per un certo “carico statico”, ossia per un carico immobile che viene tirato su lentamente. Durante l’impiccagione il carico del vostro corpaccio schifoso e obeso avrà una brusca accellerazione che equivarrà a un carico decisamente maggiore. Inoltre, per ovvi motivi dovrete scegliere una corda NON ELASTICA in modo da dare la “tirata” nel momento finale. In generale, bisogna usare una corda con una capacità massima che sia almeno tre volte il vostro peso. Meglio troppo che poco, almeno in questo caso!
No, non fatelo, branco di fessi.

Il nodo

Guardate, ci sono un miliardo e mezzo di tutorial su come fare il nodo scorsoio dell’impiccato. Se non riuscite a trovarli vuol dire che siete talmente monghi che non vi meritate neanche di morire. Alcuni racconti del Far West insistono sulla necessità di insaponare la corda, ma le corde moderne sono molto più lisce e scorrevoli delle vecchie funi di canapa e non penso ce ne sia bisogno.
Le cose cambiano, basta un punto di vista differente!

Fattori estetici

Il problema dell’impiccagione è che tende a lasciare un cadavere abbastanza disgustoso e sgradevole da rimuovere, specialmente se il corpo non viene trovato subito e passa del tempo a maturare. Secondo alcuni, il cadavere rimane appeso per circa 40 giorni prima che sia decomposto abbastanza da finire a terra.
Anche in caso di ritrovamento immediato la faccia sarà nera e gonfia come un pallone e la lingua completamente fuori dalla bocca. Il corpo del suicida tende a cagarsi e pisciarsi addosso nel momento della morte. 
Per la faccia, si consiglia una federa di cuscino sotto il cappio. Per le deiezioni c’è poco da fare a meno che non si voglia usare un grosso pannolone per incontinenti, come si fa durante le esecuzioni militari.

Note legali

Con questo articolo non intendo spingere nessuno al suicidio. Il mio intento è documentare questo fenomeno terrificante e scoraggiare i miei lettori dal suicidarsi. Il suicidio è una soluzione estrema a problemi che possono apparire insormontabili sul momento, ma che poi si rivelano essere fesserie temporanee. Suicidarsi è sbagliato, non fatelo. Quando vi suicidate fate piangere quel porco fottuto di Cristo e quella troia plurisfondata della madonnaccia!

Life in modern England part 12 – L’idea di famiglia in Britannia

Cari amici
Tempo fa stavo girando per uno dei locali più luridi e fetenti della città-cagatoio che prende il nome di Birmingham, un autentico cagaio sede di una delle comunità maomettane più grandi e influenti di tutta l’UK. A volte capita di vedere delle piccole cose che ti fanno pensare riguardo ai valori e alla moralità del posto in cui vivi, e in quei momenti ti viene voglia di prendere un lanciafiamme e fare qualcosa di talmente brutto che anche Himmler si metterebbe a piangere se ti vedesse  contestare civilmente le cose che secondo te non vanno nella cultura inglese.
Davanti alla biblioteca di Birmingham si trova codesto “monumento alla famiglia”:
L’idea inglese di “famiglia”, con le modelle che hanno ispirato il monumento
Tale monumento avrebbe dovuto simboleggiare l’idea inglese di famiglia, celebrando il modo in cui la famiglia inglese è cambiata nel corso degli anni. A mio parere, l’artista ha centrato perfettamente l’argomento e andrebbe acclamato per avere trovato il soggetto perfetto e per averlo raffigurato in maniera chiarissima. 
I modelli che hanno ispirato il monumento sono due sorelle che hanno deciso di mettere su casa insieme, dividendo una casa popolare e crescendo i loro rispettivi pargoli. Intendiamoci, tanto di cappello per le due ragazze madri che hanno deciso di crescersi i figli e di dare loro una parvenza di vita familiare, ma non vi sembra che manchi qualcosina?
Proprio qualcosina?
Giusto per dare un esempio, ecco un altro monumento alla famiglia
Idea di famiglia africana
Questo è il monumento alla famiglia in Senegal. Allora, notate qualche differenza? Magari qualcosa riguardo alla composizione della famiglia? Altre differenze:
  • I tratti somatici del secondo monumento sono inconfondibili. Lo scultore ha rappresentato fieramente i tratti tipici della sua razza. I tratti somatici del primo sono spianati in modo pudico, anche il bambino chiaramente di razza mista è stato censurato in modo da farlo apparire come “un bambino generico”
  • Il monumento africano ha un’idea di potenza mostrata tranquillamente, sembra dire “abbiamo un obiettivo e lo raggiungeremo, e se non vi piace ce la potete sucare tutti!”. La famigliola british sembra ritratta mentre fa la coda per il sussidio di maternità.
  • Il primo monumento raffigura un rinascimento africano, che forse non avverrà mai ma che almeno è stato cercato. La famiglia di negroni sembra dire “OK, siamo nella merda ma vogliamo andare avanti.” La famigliola inglese sembra voler andare allo hard discount per vedere se ci sono i biscotti in offerta.
  • E tante altre cose che non saprei spiegare bene perché di arte non capisco un cazzo. Se c’è qualche lettore più artistico si faccia sentire.

Spiegazione

Per i miei lettori meno informati, spiegherò meglio la situazione da cui proviene quell’opera d’arte. Qui in UK una ragazza madre ha tutte le porte aperte. Basta essere incinta, senza lavoro e soprattutto senza marito, e si ha diritto a una quantità enorme di benefits erogati dall’assistenza sociale. Intanto, avere una casa popolare (council house) è velocissimo. I mezzi pubblici sono gratis, le bollette le paga il comune, spesso la spesa te la fa il comune, insomma fai la bella vita. In questi casi, per la maggior parte delle ragazze madri non conviene assolutamente trovarsi un lavoro o un partner fisso, dato che perderebbero immediatamente i benefits e non guadagnerebbero granchè in cambio. Alla fine le posso anche capire, per una ragazza madre senza arte nè parte è meglio farsi mantenere dallo stato che lavorare per uno stipendio che alla fine sarebbe meno dei benefits!

Il risultato

Qual’è il risultato di queste politiche? Questo:
Marie Buchan, la regina del welfare
Oppure questo:
White Dee, la regina del quartiere popolare bucodiculo di James Turner Street, a Birmingham!
Se mai qualcuno di voi mezzeseghe decidesse di venire a vivere qui, si troverebbe davanti al fenomeno del sottoproletariato inglese sotto benefits, in tutto il suo grandioso squallore. Se pensate che il sottoproletariato urbano italico faccia schifo, non avete ancora visto niente. 
E’ da notare come lo stesso artista abbia scolpito un’opera radicalmente differente nell’Italia di sei anni fa:

Stesso artista, stesso soggetto, ma in Italia

Ciò è incoraggiante per certe cose, scoraggiante per altre. Qualcuno potrebbe dire che abbiamo sei anni prima di vedere l’Italia piena di ragazze madri che si crescono figli mezzosangue per conto loro.

Insomma, i miei complimenti allo scultore del monumento di Birmingham, per avere catturato in pieno l’essenza dello schifo e dello squallore della società britannica. Per me, un 10/10!

FONTI:
PS: Prima che qualche scrofa incinta venga a chiedermelo: non so quanti di questi benefits si applichino alle donne non british. Ho visto un sacco di maomettane di merda che vivevano in quel modo, ma non ho informazioni più precise e non mi interessa cercarle. La prossima volta prendetela quella cazzo di pillola, dio gravido!

Suicidio indolore, parte 1: la Exit Bag

Questo è un post di pubblica utilità, rivolto ad aiutare coloro che hanno deciso di farla finita. Qualcuno potrebbe dire che questo post serve ad avere più hits sulla pagina, dato il gran numero di checche emo che ci sono in Italia, ma ciò non è vero.
Cliccate per avere la pagina a misura intera!

Come procedere al suicidio

Collegate la mascherina al tubo apposito, collegate l’altro capo del tubo alla bombola di elio, aprite il gas. Il tubo della mascherina forse non avrà lo stesso formato del bocchettone della bombola, ma tanto basta fissare bene il tutto con del nastro isolante da elettricista. Al limite, si può scaldare il bocchino del tubo della maschera con l’acqua bollente per intenerirlo, e poi forzarlo nell’uscita della bombola. Tanto, non dovrete usarlo a lungo!
Se proprio siete più tirchi di Shylock o più pezzenti dei pezzenti, avvolgetevi un foglio di plastica attorno alla faccia e mettete il tubo in modo che il flusso d’elio vi arrivi in bocca e che non entri aria. Potete infilare un sacchetto di plastica in testa e assicurarlo attorno al collo con la carta da pacchi.
Metodo alternativo per chi non vuole usare la mascherina
Basta dare un paio di boccate al flusso d’elio e perderete conoscenza, dolcemente e velocemente. E’ come buttarsi a letto esausti dopo una giornata di lavoro, solo che non vi sveglierete mai più. Il vostro corpo verrà trovato intatto e pulito, senza sangue o altre tracce da ripulire.

Quando aprite il gas, NON apritelo a manetta! Rischiate di farvi scoppiare i polmoni! La pressione del gas in uscita deve essere più o meno la stessa di un soffio, non di più. E’ improbabile che una bombola abbia tanta pressione da sfondarvi i polmoncini, ma è meglio non rischiare!Per chi fosse preoccupato per il post-mortem, questo è un metodo estremamente “pulito”. Il cadavere verrà trovato pulito, senza sangue o altre cose raccapriccianti da ripulire. Mi sono sempre chiesto chi va a fare le pulizie dopo che qualcuno si spara in faccia e lascia sangue, cervella e pezzettini di osso in giro per tutta la stanza! E’improbabile che finiate per cagarvi sotto o vomitarvi nella busta, ma se proprio volete essere sicuri fate tutto a digiuno e andate in bagno prima. Per certa gente, l’estetica viene prima di tutto.

L’elio che avrete respirato se ne andrà nell’atmosfera. Per i più ignoranti, avverto che l’elio NON è infiammabile e NON è velenoso. L’elio uccide tramite soffocamento, se vi riempite i polmoni di elio non avrete più ossigeno da respirare e soffocherete. L’elio diluito nell’aria della stanza non avrà nessun effetto per i soccorritori. Se proprio vi fate tanti scrupoli lasciate la finestra aperta! L’elio si disperderà lasciando il vostro corpicino pronto per essere squartato e sminuzzato da qualche medico legale. Sperate solo di non essere affidati a un medico legale necrofilo (anche se per molti di voi sarebbe la prima volta. Romantico, vero?)
Ora stendetevi e iniziate a pensare a tutti i vostri fallimenti e a tutte le stronzate che avete detto e fatto. Che vita di merda, vero? E’ valsa la pena di soffrire così solo per finire in questo modo miserabile? Forse c’e’ un altro mondo dove c’è giustizia e dove sarete ricompensati per tutte le vostre sofferenze… O forse no, può darsi che nell’altro mondo i vincenti siano ancora vincenti e voi siate gli stessi inutili finocchietti senza palle che siete per ora. Si, lo siete, altrimenti non leggereste una pagina che spiega i metodi di suicidio!

Come procurarsi il materiale

Questa sezione non dovrebbe neanche esistere (come voi), ma la metto lo stesso dato che siete troppo amebe per fare un paio di ricerche su Google. Cazzo, hanno levato maschere ed elio dai listini Amazon, è evidente che le istruzioni sono state seguite troppe volte!
Maschera CPAP e tubo: andate in farmacia e chiedete il kit mascherina e tubo per l’aerosol. Ditegli che avete già la macchina aerosol a casa e che vi servono solo tubo e maschera. Ricordate di prenderne una col laccetto! In teoria una maschera CPAP sarebbe meglio, ma non credo abbiate le cento euro necessarie, branco di pezzenti suicidi! Al limite fissate il tutto con la carta da pacchi.
Elio: negozi di articoli da regalo o da festa, vendono le bombole usa e getta per gonfiare i palloncini. Ditegli che dovete fare una festa per gli amici di vostro fratello e volete fare i palloncini volanti.

Link: Elio

Avvertenze

Questo e’ un metodo di suicidio serio, non qualcosa da fare se volete fare un finto suicidio per attirare l’attenzione! O meglio, se siete tredicenni con la crisi depressiva perché papino non vi ha comprato l’Iphone, fatelo pure, andrà tutto benissimo. In ogni caso, si tratta di un suicidio serio, praticamente immediato. L’elio soffoca senza dare sensazione di soffocamento, la morte sopraggiunge in pochi secondi e non c’è tempo per cambiare idea. La “Exit Bag” è diventata un metodo di suicidio molto diffuso, anche grazie a quei mostri senz’anima che diffondono le istruzioni su Internet. Parlando di ciò, se qualcuno decidesse di seguire le istruzioni, potrebbe essere così gentile da scrivere: “Ho trovato le istruzioni su www.emigrantebestemmiante.blogspot.com” sulla bombola? Grazie!
Peccato, la porcellotta aveva delle belle cosce!

Esempio di suicidio ben riuscito

In questo caso, uno slavo del cazzo ha terminato la sua vitaccia in maniera relativamente pulita e indolore collegando una maschera da sub a circuito aperto a una bombolona di azoto industriale. L’autopsia ha confermato la presenza di azoto nel sangue e nell’aria nei polmoni, e la morte è stata dichiarata un suicidio. Ecco un suicidio riuscito bene, oppure un omicidio fatto davvero a regola d’arte. Non lo sapremo mai.

Note legali

Con questo articolo non intendo spingere nessuno al suicidio. Il mio intento è documentare questo fenomeno terrificante e scoraggiare i miei lettori dal suicidarsi. Il suicidio è una soluzione estrema a problemi che possono apparire insormontabili sul momento, ma che poi si rivelano essere fesserie temporanee. Suicidarsi è sbagliato, non fatelo. Quando vi suicidate fate piangere quel porco fottuto di Cristo e quella troia plurisfondata della madonnaccia!

Update

Ma dio sventrato dal cazzo di un elefante, possibile che nemmeno uno tra i cinquemila e passa coglioni suicidi che ha letto l’articolo abbia avuto le palle di suicidarsi scrivendo la dedica sulla bombola? Che razza di lettori senza palle mi sono capitati? Diomerda, mettete il tag sulla bombola e suicidatevi, non avete niente da perdere e mi fate fare gli hits alla pagina! Credeteci o no, questo è il post con più hits di tutto il blog. Non so se esserne contento.
Pronti a partire!

Update 2

Sembra che a causa di una scarsità di elio sul mercato, nel 2015 molti fornitori di elio per palloncini abbiano iniziato a usare elio diluito all’80%, rendendolo inutilizzabile per i nostri scopi. Consiglio di controllare attentamente la composizione prima di fare l’acquisto, possibilmente cercando una bombola vecchia che contenga elio puro. Qualunque gas inerte può sostituire l’elio, quindi lo si può sostituire tranquillamente con questi gas:
* L’azoto (N2) è perfetto, inerte, non soffocante e non tossico, le bombole da cinque litri si prestano perfettamente allo scopo e sono facili da trovare, si usano nella frigotecnica per provare la tenuta delle tubazioni e degli impianti. Alcuni usano l’azoto per testare la tenuta dei pneumatici. L’azoto alimentare è più costoso di quello frigotecnico o automobilistico e per noi si tratta di una spesa inutile. Inoltre, alcune marche di azoto per fare la birra alla spina non vanno bene, dato che non è azoto puro!

* L’argon è un altro gas inerte adatto al soffocamento, le bombole da cinque litri sono usate comunemente in frigotecnica.* Argon, elio e azoto vengono usati per proteggere la saldatura MIG e MAG. Una bombola da cinque litri di gas inerte per saldatura costa poco ed è venduta liberamente dato che il gas non è assolutamente combustibile, velenoso o esplosivo. Al limite andate da uno che salda marmitte, è probabile che una bombolina di gas inerte ve la venda.

* L’anidride carbonica è facile da trovare, viene usata per fare l’acqua gassata in casa. Il problema è che tende a dare una sensazione di soffocamento che renderebbe il procedimento breve, ma sgradevole. Sconsiglio l’uso della CO2 se non in casi davvero disperati.* In nome di quel porco di Dio, NON USATE IL GPL delle bombole! Il GPL è esplosivo, se lo usate magari soffocate a morte, ma poi la casa diventa una trappola mortale. Il primo che accende la luce o suona il campanello fa saltare mezza casa e tutti quelli che ci stanno dentro! Non escludo che la cosa non vi dispiaccia, ma non fatelo se non siete proprio decisi a fare una strage…

Non metterò links perchè verrebbero seccati immediatamente da Google. Fatevi le vostre ricerche e cercate un fornitore che venda via email. Evitate di ordinare via telefono, se un tecnico iniziasse a farvi domande si accorgerebbe subito che qualcosa non va e potreste avere problemi. Insomma, siete già talmente disperati da pensare al suicidio, avete voglia di trovarvi a discutere con un caramba catanese semianalfabeta che vi ha preso per terroristi assassini?