La democrazia di Youtube

Sono un professionista e un esperto. Non di tutto, ovviamente, ma di alcune aree dello scibile umano legate alla tecnologia. Quando parlo di queste cose, penso che la mia opinione valga più di quella di molti altri.

Non lo avrei mai pensato, ma affermare una cosa simile fa incazzare un mare di gente. Per molti italiani (e non solo) questa affermazione attira risposte come “ma chi cazzo ti credi di essere?”, “fascio di merda”, “uno vale uno” e altre troiate simili. Una delle troiate peggiori è l’affermazione: “Ah, tu non sei democratico!”

Come scritto su qualunque dizionario, la democrazia è una forma di governo, non uno stato di eguaglianza. Democrazia significa che siamo tutti uguali di fronte alla legge e nei confronti degli altri. Non ci sono cittadini di prima e seconda classe. Questo non vuol dire che l’opinione del giardiniere di Codroipo valga quanto quella del chirurgo, nonostante molti cerchino di fare credere che “democrazia” significhi questo.

La Youtube-Democrazia

I social media ci hanno dato la possibilità di cercare e trovare quantità enormi di informazioni, molte più di quante se ne potessero trovare prima. Solo pochi anni fa, il massimo che si poteva fare quando avevi una curiosità era cercare su un dizionario o un’enciclopedia (per chi l’aveva), basarsi sul sentito dire, oppure pagare un vero esperto e sperare che non ti imbrogliasse. Ciò è un bene, ma ci sono vari fattori da considerare.

  • Ignoranza di base: quando uno ha poca istruzione scolastica non è in grado di decifrare un testo complesso. In molti casi, l’ignorante si limita a leggere due frasette e a riempire i buchi con la fantasia e i suoi preconcetti, se non a leggere direttamente solo il titolo e la prima riga.
  • Tendenza alla conferma: la tendenza naturale a basarsi sulle opinioni che si avevano già. L’antivaccinista convinto ignorerà tutte le parti di un articolo in cui si dimostra che l’antivaccinismo è una cazzata, e si leggerà solo quelle due righe che gli danno ragione.
  • Effetto Donning Kruger: in pratica, più uno è ignorante, più si crede sapiente. Il testimone di Geova con la quinta elementare si guarda due video di Youtube e si crede di sapere tutto riguardo alla circolazione del sangue. Quello che ha studiato capisce che ci vogliono anni e anni di studio per capirne qualcosa.
  • Bolla di Google: molti non lo sanno, ma i motori di ricerca tengono conto delle abitudini dell’utente e gli danno i risultati basandosi sulle sue abitudini. Una stessa ricerca fatta su due computer diversi darà risultati completamente differenti. I risultati dei motori di ricerca sono “fatti su misura” per l’utente. E’inutile dire “cercatelo su Google”, dato che i risultati Google saranno sempre diversi. Questa è una cosa che ho notato chiedendo a un cristianaccio di cercare i risultati per “teoria gender” e di dirmi cosa vedeva. I suoi risultati erano TUTTI di siti cristobigotti che parlavano del “complotto gender” come di un pericolo reale!
  • Cattive abitudini: in generale, la scuola italiana non insegna a fare ricerche e a controllare le fonti dei dati. Gli studenti se ne partono con un’idea tipo “l’Italia del primo dopoguerra era una grande potenza industriale“, oppure “i piemontesi si sono arricchiti rapinando il Sud che allora era ricchissimo” (due stronzate enormi). A questo punto lo studente comincia a cercare su Google, e tra i primi dieci risultati si sceglie i due che gli danno ragione, ignorando tutti gli altri. Intendiamoci, non sto dando la colpa agli studenti. L’insegnante italiano medio ha difficoltà ad usare Facebook, figuriamoci se può insegnare agli studenti come “filtrare” i risultati di una ricerca! 

Quindi, riassumendo, ci troviamo di fronte a due fenomeni:

  • Idioti che non sanno informarsi, anche se hanno un mare di informazioni.
  • Idioti che non sanno informarsi, anche se hanno un mare di informazioni, e si credono di saperne quanto e più dei veri esperti.

Questo è un problema serio. OK, sono il primo a dire che ci sono stati esperti che hanno fatto un mare di cazzate. Siamo italiani, abbiamo visto tutti casi orribili di malasanità dovuta a medici strafottenti, male addestrati o semplicemente incapaci. Abbiamo visto tutti ingegneri, avvocati e architetti fare cazzate incredibili. Resta il fatto che se c’è bisogno di un intervento qualificato, è meglio affidarsi al professionista che al laureato all’università della vita. Una cultura che rifiuta il valore dello studio e della cultura può finire solo così:

 

Musulmani somali discutono il nuovo piano regolatore.

OK, ammetto che la nostra cultura razionalista ha fatto tante porcherie. Resta il fatto che l’alternativa sia un milione di volte peggio. OK, abbiamo avuto il Thaliomide, la Coca Cola, Justin Bieber e tante altre porcherie, ma abbiamo avuto anche la cura per tante malattie e la possibilità di vivere in pace e in sicurezza come non è mai successo nella storia umana.

Il problema in politica

Il merdaio peggiore arriva quando questo discorso viene preso da un politico. Per il politico le masse di ritardati sono una benedizione: gli basta strillare che I PROFEXXORONI ANNO FATTO IL COMPLOTTO PADRONI HA CASA NOSTRA, e gli analfabeti voteranno per lui. Rischiamo di avere il paese governato da gente che crede nelle scie chimiche, nelle sirene, nella Biowashball e nel complotto antivaccinista. D’accordo, possiamo anche non votarli, ma poi ci troveremo tutti con l’USL che prescrive i fiori di Bach e le tinture omeopatiche al posto dei vaccini e delle trasfusioni!

Il problema nelle discussioni comuni

Sembra che i cittadini italiani abbiano seguito perfettamente l’esempio dei politici e dei reality show: non c’è verso di fare una discussione che non finisca come una gara di grufolii tra maiali. Dire “vedi che non è proprio così, ti hanno informato male” è l’equivalente del dire “tua madre mi ha tirato una pompa per cinquanta centesimi.” Correggere uno che sta dicendo una stronzata assurda è impossibile senza fare finire tutto in rissa. Se non sei d’accordo con l’interlocutore, vuol dire che lo odi. Se rifiuti di considerare un altro parere, allora sei un bigotto e un fascio, anche se tale parere è un’idiozia completa. Se affermi qualcosa ti chiederanno prove su prove, ma per loro basta averlo letto di sfuggita su Facebook per renderlo verità eterna.

Questo rende la discussione una perdita di tempo. Molti partono da premesse completamente sbagliate e non hanno la minima idea di come funzioni un ragionamento logico. Non si può discutere con uno che si inventa le leggi della logica e il significato delle parole. Non ha senso doversi mettere d’accordo sul linguaggio da usare prima ancora di iniziare a parlare. Non c’è neanche il tempo di iniziare la discussione, che l’interlocutore è già annoiato e spazientito perchè “fai troppo il professore”. In ogni caso, la maggior parte degli italiani ragiona per sillogismi sbagliati e slogan senza senso ripetuti a memoria, dato che suonavano bene.

 

Conclusioni

  • A volte anche gli esperti sbagliano.
  • Gli esperti sbagliano meno dei laureati all’università della strada.
  • L’opinione di un esperto vale più di quella del giardiniere di Codroipo con la terza elementare. Questo è un dato di fatto, non un’offesa al suddetto giardiniere.
  • In una discussione, devi avere almeno le basi dell’argomento di cui si parla, altrimenti il tuo commento sarà aria fritta.
  • Avere un’opinione o avere studiato all’università di Youtube NON valgono come base. Le basi sono studio o esperienza pratica.
  • Democrazia significa che il tuo voto vale quanto il mio, non che il tuo parere valga quanto il mio.
  • Se ti sembra che ciò non ti riguardi, ricorda che gli ignoranti a volte VOTANO, e che i politici in generale seguono la volontà dei votanti.

 

Vabbè, non avete capito una beata, amatissima minchia di niente. Eccovi un paio di tettone così vi distraete!

 

 

 

 

Per non dimenticare – Il caso del Dr. Roberto Burioni

Cari mongolini, oggi parleremo di un caso mediatico apparentemente banale, ma che rivela come la mente degli italiani non sia ancora andata completamente in merda. Il caso di cui parleremo è un post FB da parte del Dottor Roberto Burioni, medico e docente di virologia e immunologia.
Tale uomo, oltre a capirne parecchio del suo lavoro, è noto perchè fa una cosa completamente fuori da tutte le norme di Internet. Credeteci o no, il Dr. Burioni ha un profilo Facebook che usa per diffondere informazione, rispondere garbatamente a domande e in generale diffondere la conoscenza. Con quale coraggio quest’uomo usa Internet e soprattutto Facebook per uno scopo contrario allo scopo originale (ossia spandere merda e vendere spazi pubblicitari)
Tornando a noi, Burioni parlava dei casi di meningite e i suoi consigli erano molto semplici, ossia: “vaccinate i vostri figli contro la meningite se non volete che diventino così:
Ecco cosa ti può capitare con la meningite: puoi finire davanti a una bandiera con un bambino non tuo in mezzo ai coglioni!

Gli sfidanti

 Il messaggio era chiaro e semplice, cosa può andare male nel comunicare una cosa del genere?
Grandi esempi di guerrieri ariani e di paladini della razza bianca!
Vi presento i forzanovisti, ossia i peggiori sfigati tra tutti i gruppi skinhead d’Europa. La loro strategia comunicativa consiste nello sparare idiozie degne di un ricoverato al Cottolengo, sperando che qualcuno le senta, si incazzi, gli dia corda e li salvi dal loro destino di irrilevanza e di sfiga inguaribile. Tra le loro ultime sparate c’era il dare la colpa dei casi di meningite agli immigranti. Il Dr. Burioni gli ha fatto notare amichevolmente che ciò non è vero, dato che la meningite diffusa nei paesi africani è di tipo diverso da quella dei casi italiani:
Caso chiuso, a meno che non siano immigranti canadesi.
Intendiamoci, io sono contro l’immigrazione. Il problema è che ci sono tantissimi motivi seri e validi per essere contro l’immigrazione. Aggrapparsi alle minchiate non ti fa guadagnare consensi se non tra i forzanovisti e le persone sofferenti di gravi tare genetiche.

Lo scontro

A questo punto i nostri amiconi sofferenti di alopecia hanno iniziato a riempire la bacheca del medico di messaggi deliranti, accuse, insulti e articoli scientifici citati a cazzo di cane da parte di gente che non sa neanche l’italiano. Il dottore, molto intelligentemente, ha capito di avere a che fare con degli svantaggiati e che discutere con loro sarebbe stata solo una perdita di tempo. Non vale la pena andare a litigare con un porco nel porcile: tu ti smerdi di liquame, e lui si diverte. Ecco cosa è successo:

 

Un genio. Punto.

I risultati dello scontro

 

Tale post ha generato una reazione enorme nel Web italiano, del tutto sproporzionata rispetto al contenuto. La cosa che ha impressionato molti è stata come un uomo abbia finalmente avuto il coraggio di dire: “No, ignoranti del cazzo. Non avete diritto di spandere la vostra merda qui. La vostra ignoranza non va giustificata, non va coccolata e soprattutto non va esaltata. E ora piantatela di rompermi i coglioni, la mia parola vale più della vostra perchè ho studiato.
Vi rendete conto? In un’Italia dove da decenni si celebra l’ignoranza come se fosse un merito, e dove si insulta ferocemente quello che ha studiato perchè è uno “sfigato” o un “secchione”, quest’uomo ha osato dire che l’ignoranza vale meno della cultura! L’Italia di oggi è un posto dove se provi a vantarti di avere letto o studiato qualcosa diventi uno stronzo vanitoso, ma se ti vanti di avere comprato un cellulare indebitandoti per i prossimi 10 anni, allora sei troppo figo.
Il terrone si è comprato il cellulare! Finirà di pagarlo nel 2039!

Conclusioni

Per una volta le conclusioni sono positive. C’è ancora qualcuno che riconosce il valore della cultura e che ha le palle di dirlo in pubblico. A giudicare dal numero di likes e di condivisioni, tanti altri condividono le sue idee anche se magari non le possono esprimere in pubblico per non farsi linciare.
Ovviamente, grullini e altri che campano sull’ignoranza altrui hanno il bruciaculo, ma ciò è un bene. Non si può fare felici tutti al mondo, bisogna scegliere. Preferite che avvenga qualcosa che renda felice questo:
O questo?

Ah, dimenticavo, seguendo l’esempio del compianto Fanelli, questo blog continua a censurare orgogliosamente i commenti contenenti eccesso di idiozia. Anzi, in generale il commento dell’italiano medio viene cancellato a priori, quindi se vi vedete pubblicati vuol dire che avete scritto qualcosa di sensato. Se non vi sta bene, rivolgetevi a siti più adatti al vostro livello intellettivo:

www.youporn.com
www.xhamster.com
www.ilsacroplogdipepegrullo.it
http://g.e-hentai.org/

www.facebook.it

UPDATE— UPDATE— UPDATE— UPDATE— UPDATE— UPDATE— UPDATE

Grazie all’eroico intervento di uno scienziato di Facebook, l’identità segreta del Dr. Burioni è venuta alla luce!

 

Che sia chiaro a tutti: da bravo rettiliano purosangue di Delta Reticuli, il Rettiliano Verace si dissocia pubblicamente dalle opinioni del Dr. Burioni, pessimo rettiliano di seconda classe proveniente da Alpha Draconis, la Napulè dell’Impero Rettiliano!

 

 
 

UPDATE— UPDATE— UPDATE— UPDATE— UPDATE— UPDATE— UPDATE

Sembra che le chiavi di ricerca più usate per cercare questo articolo siano “Burioni faccia di merda”. Come al solito ho sopravvalutato l’intelletto dei miei lettori. Ogni scrittore ha i lettori che si merita. 

Siamo gli ultimi

Cari amici diversamente alfabetizzati, proprio oggi mi hanno fatto vedere i risultati dei test OECD su alfabetismo e matematica di base. Indovinate in quale posizione si trovi l’Italia!
Si, siamo ultimi
Ultimi, gomito a gomito con la Spagna.
Se avete tempo leggetevi l’articolo e vedrete che siamo alla fine di tutte le classifiche possibili, neanche lo avessimo fatto apposta. 
Quindi, da ora in poi, quando vedrete che il vostro interlocutore legge rana e capisce fava, cercate di essere più comprensivi. Quando aprirete l’inbox e lo troverete pieno di messaggi che sembrano scritti da uno che ha preso la tastiera a testate, non rispondetegli a bestemmie. Probabilmente si tratta di un analfabeta che in una qualunque altra nazione sarebbe classificato come subnormale e affiancato dall’insegnante di sostegno. Limitatevi a bannare a tappeto, e ad essere felici le poche volte in cui avete di fronte un interlocutore capace di coniugare i verbi “essere” e “avere”.

Centesimo post! Internet: istruzioni per l’uso

Mongolini miei, questo è il centesimo post di questo blog! Per festeggiare, pubblicherò un articolo che avevo in mente da tanto tempo ma che non avevo mai completato, ossia le istruzioni per l’utilizzo di questa cosa strana chiamata Internet. Buona lettura!
Cari mongolacci, l’altro giorno mi sono trovato a parlare con una persona decisamente intelligente nonostante l’età avanzata ed una predilezione per stronzate comunistoidi che ritenevo morte e sepolte almeno 50 anni fa. Ci siamo trovati a parlare faccia a faccia, cosa molto strana in quest’epoca dove tutte le “interazioni sociali” passano da Jewbook o da Tinder, e la discussione ha dato spunti interessanti. In pratica, io gli ho spiegato come funzionano i social network e lui mi ha spiegato come funzionava la cultura ai suoi tempi:

I nostri nonni

Ai tempi dei nostri nonni quasi tutti erano ingenui e ignoranti. Quasi nessuno aveva esperienza del mondo al di fuori della sua famiglia e del suo paesino. Quasi tutti si fidavano del prete e della chiesa, gli altri si fidavano di Stalin e dell’URSS. Il giornale e la radio dicevano SEMPRE la cosa giusta perchè si, anche quando dicevano minchiate assolute e palesi.
“Minchia, talè che scrissero! Un’ponno esseri minchiate, è scritto nu junnale!”
Insomma, a quei tempi si credeva a qualunque minchiata, purchè fosse scritta sul giornale o detta alla radio. Evabbè, poverini, erano ignoranti.

I nostri genitori

Ai tempi dei nostri genitori c’era ancora molta ignoranza in giro. Molti avevano solo la scuola dell’obbligo. Il mondo esterno si stava facendo vedere, ma era ancora “laffuori” e alla fine si vedevano sempre le stesse persone e le stesse cose. La gente aveva meno fiducia nel parroco, ma stava iniziando a predere sul serio sindacalisti e politici di sinistra (dalla padella alla brace). Per fortuna c’era la TV che ti portava il mondo a casa e ti informava, anche quando diceva minchiate assolute e palesi.
“Ma ù risse a televisione!”
Insomma, a quei tempi si credeva a qualunque minchiata, purchè fosse detta alla TV. Il telespettatore era prosternato davanti alla TV come un suino maomettano davanti alla Kaaba (il pisciatoio di forma cubica in cui Maometto ebbe il suo primo rapporto anale con Sergio, famoso maiale da monta). Evabbè, poverini, erano appena alfabetizzati.

La nostra generazione

Oggi, quasi tutti hanno studiato e hanno avuto la possibilità di leggere e di seguire i propri interessi. Il mondo esterno ci è entrato in casa e ha costretto tutti ad avere a che fare con persone e culture differenti. Ormai solo i peggiori rincoglioniti danno ancora ascolto a preti e a politicanti. Per fortuna, adesso abbiamo Internet che ci porta a casa il mondo!
“Oddio, guarda questa! Me l’hanno appena condivisa sulla bacheca! DEVE essere vera!”
Insomma, i ggggiovani credono a qualunque minchiata, anche alla più assurda, purchè gli sia stata condivisa sulla bacheca.
Prima verificare una notizia era un lavoro lungo e difficile, mentre oggi per verificare una delle notizie condivise sui social è un lavoro da cinque secondi di google. Questo non preoccupa i nostri eroi: una notifica figa viene SEMPRE copiata e ricondivisa. Passare dieci secondi a cercare su Google è da secchioni sfigati! Dire a qualcuno che ha condiviso una minchiata è un comportamento disdicevole che ti farà perdere tutti gli amici!

Tale comportamento, ovviamente, non è esclusivo dei minorenni del cazzo. Ho degli accounts fake di Google + che uso per leggere i post nei gruppi cristiani, e ci vedo cose spaventose. In pratica, il cristianaccio cinquantenne medio è completamente in balia di idiozie complottarde degne del peggiore dei rincoglioniti vegani. Anzi, qualcuno dovrebbe spiegarmi come mai ultimamente tutti i cristianacci sono totalmente in preda al panico per la “teoria gender” che dovrebbe rendere tutti i bimbi finocchi, trans o lesbiche. Soprattutto perchè ci sono mille altre minacce molto più serie e più reali. Però i genitori manifestano contro i libri a tematica omisessuale e contro le lezioni di masturbazione per i bambini da zero a tre anni (con esame finale). D’accordo essere cristiani, ma credere a minchiate del genere è folle.

Forza Nuova. Molto obiettivo e affidabile. Verità è.

La laurea in minchiologia di Youtube

Un’altra differenza è data dal fatto che ormai tutti possono scrivere e commentare. Mentre prima lo spettatore doveva starsi zitto e ascoltare, ora tutti pensano di avere il diritto di dire la loro. Ciò ha portato al fenomeno che chiamo il “laureato di youtube”, ossia il giardiniere di Codroipo che ritiene di saperne più di tutti dato che ha una tastiera davanti. Ormai lo spettatore non tollera l’idea che il parere di un altro valga più del suo, soprattutto se l’altro ha studiato o lavorato nel campo. La commessa si crede di saperne più del medico, il lavacessi si crede di saperne più dell’architetto e così via. Internet ha dato voce agli utenti, ma non il cervello!
Insomma, Internet ha reso la gggente del bobbolo molto più arrogante e sicura di sè. Mentre prima il popolano si sottometteva fantozzianamente al Dr. o all Avv., oggi si è all’eccesso opposto con il lavapiatti che si crede di spiegare la medicina hameriana al medico, le scie chimiche al fisico e il signoraggio al commercialista!
Alla fine, si può dire che questa sia una deformazione caricaturale del concetto di democrazia: in una società democratica il cittadino vuole che tutti i voti siano uguali. Il problema arriva quando il cittadino ignorante come una zappa vuole che il suo parere valga quanto quello del professionista o del professore.

L’ignoranza

Prima di Internet, l’ignoranza era uno handicap grave. Molti non avevano studiato e non avevano modo per reperire e per capire le informazioni. Una persona con un pò di parlantina poteva fargli credere di tutto, e non c’era modo di difendersi se non pagando un vero esperto o esercitando l’arte della diffidenza testarda tipica del contadinazzo ignorantissimo.
Ora anche l’ultimo dei negri ha l’Iphone e il collegamento a Wikipedia, con cui può verificare qualunque cosa in pochi secondi. Con cinque minuti di Google si possono trovare recensioni, descrizioni e articoli su qualunque argomento, anche quello più astruso. Se uno oggi rimane ignorante è perchè è fiero di essere ignorante, quindi non va più compatito. 

Conclusioni

Sembra che ci sia stato un grande aumento degli strumenti per la circolazione delle idee, a cui non è corrisposto un miglioramento degli utenti. In pratica, abbiamo a disposizione uno strumentino economico, semplice da usare e in grado di portarci davanti tutto lo scibile umano in pochi secondi.
E noi lo usiamo per l’equivalente di Amici di Maria de Filippi.
Da ragazzo avevo la passione per la fantascienza, ma i libri erano COSTOSISSIMI e occupavano spazio che non avevo. Ricordo gli sforzi assurdi per trovare libri usati, le giornate passate nelle biblioteche comunali nei paesini più sperduti e persino le vecchie edizioni Urania che sembravano stampate sugli Scottex. Solo molti anni dopo ho scoperto che alcuni Urania erano stati tradotti davvero a cazzo di cane e che gli autori che avevo definito “coglioni analfabeti” in realtà erano degli ottimi scrittori. 
Oggi vedo i ggggiovani che avrebbero a disposizione tutta la letteratura mondiale praticamente a gratis, ma preferiscono farsi i seghini sui video delle compagne di classe in costume e ridere sui video del cazzo pieni di battute monghe degli youtubers. Ma si rendono conto di quanto sono fortunati e di cosa si stanno perdendo?

Il futuro

A questo punto la mia curiosità è quella di vedere cosa succederà fra qualche anno, quando la prima generazione cresciuta con Internet e senza nessuna memoria del mondo prima di Internet inizierà a entrare nel mondo del lavoro. Le prospettive sono inquietanti:
Tipico utente FB o Google+ di 16 anni
Ma sempre meglio di queste:
Tipica società/ porcile musulmana

Analfabeti italiani

Cari negretti, oggi vi parlerò di un argomento su cui ho ricevuto varie domande: l’anal-fabetismo degli italiani.

Versione corta per analfabeti funzionali

Gran parte degli italiani sono analfabeti e lo resteranno fino alla morte. Non c’è verso di fare una politica o una società decente e non ce ne sarà verso finché qualche politico lungimirante non deciderà di educare la prossima generazione. Fuori dall’italia non è così. L’unica speranza è quella di emigrare.

Versione lunga per lettori alfabetizzati

Il mio primo incontro con l’analfabetismo è stato alla visita militare (Taranto Maricentro, circa 20 anni fa), quando il sergente chiamò gli analfabeti da una parte. Con mia gran meraviglia, circa metà della compagnia seguì il sergente perché non era in grado di compilare neanche il modulo più semplice. Tempo dopo lessi dei rapporti dell’esercito in cui si lamentava la scarsa percentuale di reclute alfabetizzate, per quanto avessero svolto la scuola dell’obbligo. Anche se risultavano in regola con la scuola dell’obbligo, messi davanti a un modulo non sapevano neanche come compilarlo.
Gli italiani sono in linea di massima un popolo di analfabeti. I dati più recenti danno un 7% di analfabeti totali (ossia, persone che non sanno proprio leggere) accompagnato da un 43% di analfabeti funzionali.
Cosa è un analfabeta funzionale?
Cari mongolini, l’analfabeta funzionale è quello che e’ in grado di leggere le parole e le frasi, oltre a sapere scrivere in un italiano abbastanza elementare, ma non è in grado di comprendere il contenuto di un testo se è più lungo di tre righe. L’analfabeta funzionale è in grado di leggere un post di facebook, di condividerlo, di fare un commento, di mandare un SMS, ma non sarà in grado di fare molte altre cose mille volte più essenziali.
L’analfabeta funzionale non è in grado di leggere e capire cose come un contratto di lavoro, un contratto di affitto, una prescrizione medica o un contratto di telefonia mobile. L’analfabeta funzionale si incarta dopo due righe, inizia a saltare le parole che non capisce e finisce per capire il contrario di quello che c’e’ scritto, specialmente se c’è un promoter che gli conta palle o se il documento è scritto apposta per sembrare qualcos’altro. Mentre l’analfabeta classico ammetteva tranquillamente di non sapere leggere, l’analfabeta moderno crede di sapere leggere mentre in realtà non capisce niente di quello che si trova davanti.
Attenzione! Non sto parlando di gente che non riesce a leggere un testo di filosofia teoretica o una funzione matematica trascendente. Le prove di competenza linguistica vengono svolte su prescrizioni mediche o manuali di montaggio di una bicicletta:
Quali sono i risultati di una situazione del genere?
Primo, avremo un popolo schiavo della TV, a cui puoi raccontare le peggiori minchiate dato che non hanno la capacità di andarsi a informare e a verificare quello che gli è stato detto. Ho imparato tempo fa che non vale la pena spiegare a una persona che la TV gli ha contato una cazzata e portargli le prove: il telespettatore medio non è in grado di andarsi a leggere gli articoli che gli porti e non li leggerà MAI. Al telespettatore potrai dire che l’Inghilterra è un inferno, che in Germania hanno riaperto i campi di concentramento, che l’Italia è il paese più bello del mondo. E gli idioti ci crederanno…
Il corpo è tuo, ma i fondi da dare a Vannoni, NO.
Secondo, avremo un popolo di ignoranti totali che si fanno fottere come polli dal primo che abbia un pò di parlantina. Il caso Stamina e’ emblematico:
Gli italioti si sono dimostrati un branco di analfabeti totali che si credono di saperne di più di una commissione medica, dato che loro hanno la mente libera e non sono indottrinati dallo studio (dicono così, lo giuro!). Tanto, per loro i “professoroni” che hanno studiato sono tutti malvagi e pakati dalla Ka$ta. Adesso Vannoni (che non ha curato un paziente che sia uno, cazzodio!) ha fatto la figura del martire e si prepara ad espatriare a Capo Verde dove non esistono trattati di estradizione e si farà la sua clinica privata. Ovviamente, avrà migliaia di polli che andranno da lui a farsi spennare, così come successe con il dottor Simoncini…
Provate a parlare con i fanatici della “cura Stamina”. Otterrete solo una scarica di urla e di insulti per avere osato mettere in dubbio la figura del Messia in lotta contro le malvagie multinazionali…
Terzo, avremo una sfiducia totale nei confronti di chiunque abbia studiato. L’analfabeta funzionale si sente uno scienziato mancato e si crede di saperne più di tutti, soprattutto dopo essersi letto due commenti su FB o dopo avere visto due video youtube. Ne ho visti tanti rispondere male a gente laureata dicendogli che la versione ufficiale dei fatti è tutta sbagliata, mentre su youtube si trova tutta la verità.

Conseguenze

In generale, una persona analfabeta a 14 anni lo sarà per tutta la vita, è molto difficile imparare a leggere dopo l’infanzia. Questo significa che questa generazione è fottuta, resterà per tutta la vita in balia dei pallonari di internet e degli imbonitori della TV. L’unico modo per cambiare la situazione sarebbe una grossa riforma del sistema scolastico (come si fece in Cina negli anni ’50) in modo da avere una generazione alfabetizzata qualche decennio dopo. Non ci sono molte possibilità che la classe dirigente italiana faccia un tale sforzo per modernizzare il paese.
C’è solo una cosa possibile per chi si è rotto i coglioni di avere a che fare con l’italiano medio che sa parlare solo di figa, calcio e reality show: l’emigrazione. Il 50% degli italiani saprà parlare solo di quello, dato che non è in grado di leggere più di tre righe.
Maccio Capatonda interpreta magistralmente l’italiano medio
Nota personale:  Mi si sono presentate delle persone che chiedevano aiuto, dato che avevano firmato un contratto offerto da un promoter per strada, e si trovavano a ricevere bollettini per pagamenti assurdi. In pratica, avevano firmato il contratto senza leggere più di due righe, fidandosi in pieno della parlantina del promoter che gli aveva contato un sacco di balle. Quando si lamentavano perchè le condizioni del contratto erano assurde, gli facevo notare che la firma in calce era la loro, e che in caso di non pagamento la responsabilità sarebbe stata loro. A questo punto iniziavano a sparare cazzate e a cercare la scappatoia nei modi più assurdi. Molti dicevano: “Vabbè, appena arriva il pacco a casa lo rifiuto“, e io gli rispondevo: “OK, ma nel contratto che hai firmato c’è scritto che in caso di rifiuto il pacco devi andarlo a ritirare tu pagando la penale”. 
Ai tempi, pensavo che fosse solo gente pigra, stupida e credulona, ora mi rendo conto che era gente che non era proprio in grado di leggere più di due righe di contratto e quindi si fidava delle parole del promoter. Questo è un grandissimo fallimento delle scuole italiane.

http://it.wikipedia.org/wiki/Analfabetismo_funzionale