Suicidio indolore parte 4 – Il metodo Kevorkian, ossia la busta della morte!

Cari idioti suicidi, oggi parleremo di un metodo di suicidio decisamente poco cruento, ossia la exit bag, la busta della morte! Tale metodo è stato descritto dal noto Dr. Jack Kevorkian e migliorato dal giornalista irlandese Derek Humphry, membro fondatore dell’associazione Final Exit Network e autore del testo Final Exit. Potete immaginarvi di cosa si tratti. E’ da notare che tale giornalista parla a ragion veduta, dato che ha “assistito il suicidio” di suo fratello, della sua prima moglie e di suo suocero. Il tutto senza finire in galera nemmeno una volta, in un paese cattolicissimo come l’Irlanda. Tanto di cappello!

Premessa

La tecnica suicida descritta da Humphry è rivolta a malati terminali in preda ai dolori e senza possibilità di guarigione, non a finocchietti emo in preda a problemi psichici. Se fate parte della seconda categoria, chiudete subito questo articolo e cercate di dare un minimo senso alla vostra vita. Queste cose sono per chi ha problemi seri, non per inutili coglionazzi come voi.

I materiali

Il materiale richiesto è veramente poco. Bastano un sacchetto della munnezz, possibilmente pulito, degli elastici o della carta da pacchi e una maschera. Humphry consigliava qualcosa come questa:

Mascherina antipolvere monouso

Ma io preferirei usare questa:

Mascherina diversa

Almeno con la seconda si sdrammatizza il fatto e si regala un sorriso ai soccorritori! In ogni caso, la maschera serve solo ad evitare che la plastica del sacco entri nel naso e in bocca causando una sensazione decisamente sgradevole.

L’ultimo materiale richiesto è una dose forte di sonniferi, ma non è molto difficile farsi prescrivere qualcosa di adeguato.

Il metodo

Di suo, il metodo è veramente semplice. Seguitemi attentamente, e non saltate nessun passo!

  • Una mezza giornata di digiuno, seguita da un pasto leggero, vi metterà nelle condizioni migliori per cominciare.
  • Preparate tutto l’occorrente. Sistematevi in modo che nessuno venga a scassarvi la minchia per almeno tre ore.
  • Prendete un paio di Travelgum o un altro antinausea. Questo serve a evitare che vomitiate tutto.
  • Sedetevi su una sdraio o davanti alla scrivania. Si può fare tutto da distesi, ma è peggio. Mantenete la stanza fredda, il sacco sarà già caldo e soffocante di suo!
  • Ora comincia la parte difficile. Tranquilli, ce la potete fare!
  • Ingoiate di botta tutte le pastiglie di sonnifero che siete riusciti a trovare! Bevete del vino o del superalcoolico per mandare giù il tutto e potenziare gli effetti dei sonniferi.
  • Indossate la maschera!
  • Mettete il sacchetto in testa!
  • Appena iniziate a sentire la sonnolenza, usate gli elastici o la carta da pacchi per stringere il sacchetto attorno al collo! Mi raccomando, non lasciate spifferi!
  • Il soffocamento, unito all’effetto dei sonniferi, vi farà perdere conoscenza in pochi secondi. Tempo mezz’oretta e sarete talmente morti che nemmeno il Dr. House riuscirebbe a salvarvi.
  • Spero che abbiate lasciato il computer acceso e su questa pagina. Me lo merito il riconoscimento, o no?

Maggiori dettagli

Non spegnete il cellulare! Trovare il cellulare spento metterebbe in allerta chiunque! Settatelo in modo da rifiutare le chiamate, come se foste impegnati in una lunga conversazione. Ah, no, mi sa che questo sarebbe ancora più sospetto che trovare il cellulare spento. Mettete in silenzioso, al limite. Fate in modo da avere tutto preparato prima di cominciare. Controllate che il sacchetto sia intatto e senza buchi. Prima del suicidio scrivete una lettera in cui spiegate cosa avete fatto e perchè. Probabilmente non la leggerà mai nessuno se non i barellieri dell’ambulanza in un momento di noia, ma sticazzi.

I farmaci

L’unica cosa minimamente fastidiosa è trovare dei sonniferi potenti, ma è un problema minore. Se non avete niente a casa, dite al medico che non riuscite a dormire bene e che ciò vi rende nervosi e stressati. Fatevi dare la prescrizione, e tornate dieci giorni dopo dicendo che quella roba è acqua fresca e non vi ha fatto effetto. Dite che soffrite di difficoltà ad addormentarvi e che vi svegliate varie volte per notte. Fatevi dare qualcosa di più forte, e tenete la scatola da parte. Quando sarà passato abbastanza tempo per avere finito la scatola, andate dal dottore, ringraziatelo e chiedetegli un’altra scatola, dato che quel farmaco vi ha fatto dormire benissimo e vi fa sentire tranquilli e rilassati. A questo punto avrete una dose letale a disposizione, e il dottore non avrà nessuna responsabilità penale dato che vi ha prescritto un farmaco da SSN nel modo corretto.

Il farmaco perfetto sarebbe un barbiturico, ma è difficile che ve lo diano a meno che non siate VERAMENTE combinati male. Le benzodiazepine sono decenti, e vengono prescritte come le Zigulì. Mischiate ad alcool fanno un cocktail micidiale, perfetto per la exit bag. Figuriamoci i tipi come voi, se hanno problemi nel farsi prescrivere Tavor o Flurazepam! Scommetto che ne avete già dieci confezioni sparse per casa!

NON fate i cocktail di medicine diverse! Varie medicine diverse potrebbero fare interazione, cancellandone gli effetti. Usate solo un farmaco.

Se prendete già psicopaste e altra merda simile è probabile che abbiate sviluppato una tolleranza. State una settimana senza ingollare merda chimica in modo da ripulire l’organismo.

Non è possibile dare una dose ottimale. Quello che sarebbe buono per un cardiopatico di 87 anni per 45 chili potrebbe non esserlo per uno psicolabile venticinquenne di 170 chili dipendente da otto psicofarmaci differenti.

Soprattutto, non cercate di suididarvi usando solo i farmaci. Il SSN fa in modo da non fare circolare roba mortale se non in quantità minime e ben controllate. Prendere un’overdose di farmaci senza la busta significa svegliarsi il giorno dopo con l’ulcera, vivi come prima ma ancora più sofferenti!

 

Rischi

I rischi peggiori sono quelli di non riuscire a ingollare abbastanza farmaci in tempo, e quello di essere scoperti da un benintenzionato. Nel primo caso sono cazzi, si rischia di rendere il tutto abbastanza sgradevole (ma non meno mortale). Nel secondo caso, sono cazzi ancora peggiori, si rischia di sopravvivere con danni cerebrali, finendo così:

 

Aspetti estetici

Il risultato di un suicidio non è mai piacevole, soprattutto dal punto di vista estetico. Questo tipo di suicidio lascia un cadavere tutto sommato pulito, senza sangue e altre schifezze da grattare via dalla moquette. E’probabile che i vostri parenti faranno portare via il vostro cadaveraccio, buttare via le vostre porcherie, riverniciare le pareti della cameretta e che vi dimenticheranno nel giro di una settimana. Almeno con la maschera e il sacchetto nero non sarete uno spettacolo troppo disgustoso.

 

 

Note legali

Con questo articolo non intendo spingere nessuno al suicidio. Il mio intento è documentare questo fenomeno terrificante e scoraggiare i miei lettori dal suicidarsi. Il suicidio è una soluzione estrema a problemi che possono apparire insormontabili sul momento, ma che poi si rivelano essere fesserie temporanee. Suicidarsi è sbagliato, non fatelo. Quando vi suicidate fate piangere quel porco fottuto di Cristo e quella troia plurisfondata della madonnaccia!

6 thoughts on “Suicidio indolore parte 4 – Il metodo Kevorkian, ossia la busta della morte!

  1. ahh grande, hai soddisfatto la mia richiesta, ti ringrazio.
    Mi aspettavo un metodo più elaborato, a questo punto mi studieró un po’ le dinamiche del soffocamento per cercare di capire se potrebbe funzionare.
    L’ideale sarebbe svenire o perdere la coscienza mentre si ha il sacchetto ben sigillato attorno alla testa. Ci sono un po’ troppe cose che potrebbero andare storte, a cominciare dalla tenuta stagna del fottuto sacchetto. Poi, a quanto mi risulta la morte per asfissia dovrebbe essere dolorosa, certo le benzo dovrebbero dare una mano considerevole (ho usato quella merda in passato, conosco l’effetto) e diciamo che l’aiuto di un gas anche solo vagamente velenoso (come l’elio, che sostituisce l’ossigeno nel sangue, o il monossido di carbonio) semplificherebbe di molto la cosa, ma… boh, se mi dici che il metodo di Kevorkian è proprio questo e che l’hanno praticato senza problemi, mi fido. Davvero sagaci i consigli per fare scorta di benze, ottima idea, si vede che ci hai riflettuto seriamente.
    Personalmente sono dell’ idea che visto che la morte è inevitabile, è un sacrosanto diritto individuale avere un metodo per ammazzarsi in maniera indolore; nessuno dovrebbe soffrire, tranne ovviamente i cattolici che vogliono impedire agli altri di non soffrire, a loro auguro le peggio sofferenze e spero proprio che mi leggano.
    Poi però bisogna anche avere la saggezza di riconoscere quando si sta vivendo un momento di sconforto, e quando invece è effettivamente venuta la tua ora; la differenza è chiara ed evidente, e una persona saggia e lucida dovrebbe capire che lo sconforto passa, mentre uccidersi quando è giunta l’ora è un atto di sacrosanta misericordia. Alla faccia dei cattolici e della loro perversa “morale”.

    1. Nessun metodo e’ sicuro al 100%, o a prova di idioti. A proposito, ricordo che quando ero in Italia i medici generici prescrivevano le psicopaste a tonnellate col minimo pretesto, anche per il raffreddore. Sai dirmi se e’ ancora cosi’? Ricordo ancora le strade del mio paese, piene di zombies che camminavano con gli occhi chiusi e la bocca semiaperta tipici del farmacotossico completamente riconglionito dalle benzo! Mai usato quella merda, la ritengo alla pari con l’eroina.

  2. Caro Rettiliano, ti seguo da molto.
    Avrei una richiesta un po’ particolare. Ho maturato, da parecchi anni ormai, l’intenzione di uccidermi. Non sto qui a spiegarti le mie motivazioni, che sono ben numerose, né tantomeno sento il bisogno di giustificarmi con degli estranei. Tuttavia, ciò che mi ha sempre frenato è l’idea di lasciare in un simile sconforto mia madre, la quale mi è sempre stata devota ed ha affrontato enormi sacrifici pur di garantirmi un futuro che, nonostante pure i miei, di sacrifici, si è tutt’altro che concretizzato. Date le sue condizioni di salute alquanto precarie, avevo deciso di aspettare. Tuttavia, tale attesa si sta dimostrando più lunga, ed estenuante, del previsto. Che tu sappia, esiste un metodo sicuro per uccidersi, pur simulando un evento fortuito? Purtroppo con le autovetture moderne, pur non indossando la cintura di sicurezza, si corre il rischio di rimanere in carrozzina o divenire vegetali. Oltretutto, tracce di pneumatici non consone alle circostanze potrebbero destare sospetti. Ho pensato pure ad un viaggetto in Messico, o altro cacaio suo pari, per poi pagare due spicci un negro per simulare un omicidio a seguito di rapina o tentato rapimento; tuttavia, col fatto che provengo da un paese formalmente civilizzato, correrei il rischio di innescare indagini serie, e che il suddetto negro, una volta fattosi beccare, vuoti il sacco. Allo stesso modo, non mi aggrada l’idea che la mia carcassa venga fatta sparire senza lasciare traccia, vuoi per via dell’angoscia che l’indeterminazione produrrebbe nei miei familiari, vuoi perché mi seccherebbe foraggiare per anni Chi l’ha visto. Idee?

    P.S. Maledetto il vostro Dio inventato!.

    1. Caro Balongo, vorrei tanto incoraggiarti a vivere ma sei negro, quindi e’ meglio che tu muoia. Prova a leggere qualche vecchio libro di Agatha Christie oppure qualche fumetto di Diabolik, troverai qualche metodo adeguato. Ah, no, dimenticavo, sei negro, quindi non sai leggere. Mi dispiace, non posso aiutarti.

      Al limite puoi provare questo:

      http://www.medicinenet.com/script/main/art.asp?articlekey=51776

      Immaginati che bello, farti trovare con un cappio attorno al collo, il cazzettino in mano, i vestiti di tua madre addosso e un video di Raffaella Carra’ su Youtube!

  3. stavo cercando di capire , nella home, come si fà a sapere se una bombola contiene solo Elio o altri gas che possono far fallire il progetto “salutiatuttimenevadociao” in “dioporcobestianonmimuovopiùmasonovivo”.
    sapete qlc a riguardo!?

    1. C’e’ scritto sulla cazzo di etichetta. Se ti vendono una bombola deve esserci per forza la composizione, mica possono venderti una bombola e dirti “c’e’ piu’ o meno elio, ma non so in quale composizione”, a meno che non te l’abbiano venduta a Napule’ da una bancarella. Leggi meglio l’articolo, e’ scritto per gli impediti come te e non c’e’ bisogno della bombola di gas. Sembra che i miei lettori siano troppo rincoglioniti per usarla! Vabbe’, ogni scrittore ha i lettori che si merita.

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