Teste di minchia part 12 – Un dialogo con uno delle Risorse Umane

Cari amici, mi sono trovato a leggere un articolo scritto da uno che lavora nel campo delle Risorse Umane.

Premettiamo che da tecnico ho sempre avuto un rapporto particolare con quelli delle Risorse Umane (HR). Mentre il tecnico parla di macchinari, di costi, di pezzi di ricambio e di consumi energetici, lo HR ammorba la minchia con cose utilissime tipo sinergia, empowermentnetworking e domande stile “che tipo di dinosauro vorresti essere?” Forse avrete capito che il mio rapporto con le HR è problematico. Mettiamola così:

 

Questo sono io
Questi sono gli addetti alle HR. Chiaro, no?

 

 

L’articolo in questione era questo:

https://nichilismomonamour.wordpress.com/2017/03/25/il-lavoro-e-la-forza-dei-legami-deboli/

Per chi non avesse lo stomaco di leggerlo, in generale dice che la raccomandazione è una cosa buona e giusta, dato che una percentuale molto alta di raccomandati viene chiamata al colloquio di lavoro, oltre ad avere più successo al colloquio.

Ma in nome di San Giuseppe santo patrono dei mariti cornuti e dei segaioli, siamo nel ventunesimo secolo del cazzo e mi trovo a leggere puttanate simili? Proviamo a fare opera di carità, facciamo finta di trovarci di fronte a un addetto alle HR e di dovergli spiegare come funzionano le cose al di fuori dei suoi sogni malati causati dallo sniffare continuo di bianchetto e di toner da stampante.

Il dialogo

Addetto alle HR

Ciao, sono Gianpiero Brambilla, milanese doc e addetto alle HR! Penso che l’inserimento dei raccomandati sia una cosa buona, dato che le statistiche mostrano che i raccomandati hanno più successo ai colloqui. Abbiate pietà di me se non ho capito un cazzo delle statistiche, sono laureato in Psicologia! E’ già tanto se so contare fino a dieci!

Lavoratore non raccomandato

Tranquillo, Gianpiero, siamo qui per aiutarti! Allora, il fatto che i raccomandati vengano ammessi ai colloqui e che li passino più dei non raccomandati vuol dire solo che il Manager (di solito un coglione tale da fare sembrare te una persona intelligente) si fida della raccomandazione e non sa valutare il candidato, o non ha voglia di farlo. Oppure, deve assumerlo perchè sennò quello che gli ha “referenziato” il candidato si incacchia.

Ah, davvero? Rimane il fatto che le referenze vengono usate da tantissime aziende nel mondo anglosassone! Inoltre, nessuno lascia una referenza sbagliata per non fare brutta figura! Il sistema delle referenze è razionale!

La razionalità direbbe che proprio perchè questo sistema viene usato nel mondo anglosassone non andrebbe usato in un paese civile. Ma veniamo al punto: assumere un raccomandato significa trovarsi in ditta uno che non può essere licenziato per non fare uno sgarbo a quello che lo ha “presentato”. Come risultato, avrai un lavoratore che se la prende comoda, che avrà le promozioni e gli incarichi prestigiosi perchè si, e che non potrà mai essere punito o rimproverato quando farà cazzate. Questo aumenta il carico di lavoro su tutti gli altri lavoratori, facendo perdere produttività all’azienda.

Ma ma ma ma… Col sistema delle raccomandazioni si perde molto meno tempo con lo screening dei candidati e dei curricula!

Fare lo screening dei candidati e dei curricula è proprio il tuo lavoro. Capisco che non hai voglia di lavorare perchè sei un obeso di merda e hai a malapena il cervello per laurearti in Psicologia, ma almeno il tuo lavoro, fallo! A parte l’aspetto morale della faccenda, se assumi il raccomandato stai lasciando a casa una persona più qualificata e motivata del raccomandato, facendo perdere altra competitività all’azienda.

Che c’entra? Io faccio il mio lavoro! Non è compito mio rendere l’azienda competitiva!

Ti capisco. Mi rendo conto che ti sei laureato in Psicologia e hai scelto la carriera delle HR proprio perchè sei troppo obeso, stupido e patologicamente pigro per fare un lavoro vero. Fatti dire un’ultima cosa. Secondo te, tutti i lavoratori capaci e competenti che avete lasciato a casa per assumere incapaci raccomandati, dove sono finiti?

Ah, lo sai? Ti prego, dimmelo! Sono mesi che cerco qualcuno che sappia fare il suo lavoro! Metto annunci dappertutto, mi rispondono solo sedicenni con la terza media e laureati al DAMS!

SONO ANDATI TUTTI ALL’ESTERO! E COL CAZZO CHE TORNERANNO! SUCA STA MINCHIA, TU E LA TUA FABBRICHETTA DI MERDA PIENA DI INCAPACI RACCOMANDATI! IL GIORNO IN CUI FALLIRETE E SARETE RILEVATI DAI CINESI PER DIECI EURO IO MI FARO’ LE MIGLIORI RISATE!

Non ho capito un cazzo.

Tranquillo, non mi aspettavo altro da te. Con questo, abbiamo finito. Grazie per l’intervista.

Grazie a te.

Conclusioni

Si dice che le Risorse Umane siano cancro, ma ciò è sbagliato. Non sono cancro, sono cancro misto a Ebola, AIDS e peste bubbonica! Quando il responsabile alle HR dice tranquillamente che preferisce affidarsi alle raccomandazioni invece di smuovere il culone elefantiaco dalla seggiolina e valutare il candidato per quello che vale (ossia fare il cazzo di lavoro per cui viene pagato), vuol dire che si può tranquillamente sostituire il reparto HR delle ditte con uno scimpanzè morto. I rest my case.

Per i laureati in Psicologia qui presenti: sono sicuro che non avete capito un cazzo. Eccovi un bel paio di tettone per distrarvi.

Post Scriptum

Incredibilmente, lo HR mi ha risposto, dicendo che non ho capito la differenza tra il “raccomandato” e il “referenziato”. Secondo lui in un sistema sano il “referenziato” è una cosa differente dal raccomandato, ossia è una persona che ha avuto l’aggancio per entrare ma quando si trova dentro viene trattata alla pari degli altri.

In tanti anni, tutti i “referenziati” che ho visto erano anche dei raccomandati intoccabili che mandavano in merda l’azienda. Ciò vale sia per l’UK che per l’Italia. Non escludo che possa esistere un “referenziato” non raccomandato, e che in caso non sarebbe la sciagura che è. Io non ne ho mai visto uno.

Per non dimenticare – Il caso di Pippa Bacca

Cari amici, oggi ricorderemo il caso di Giuseppina Pasqualino di Marineo, detta anche Pippa Bacca.

 

Ecco la nostra eroina!

OK, va bene, è un cesso immondo fatto donna  non sarà bellissima ma sicuramente avrà altre qualità. Probabilmente sarà intelligente e con una grande cultura, giusto?

Antefatto

Pippa Bacca era un’artista cresciuta in una buona famiglia di intellettuali e vissuta tra mostre, esposizioni e contatti con l’ambiente artistico italiano. Il culmine della sua vita è stato un’opera di performance art, volta a dimostrare come la pace tra i popoli sia possibile e come siano tutti buoni e tolleranti a parte quei cattivacci ignoranti di destra.

La sposa in viaggio

La sua opera, chiamata “sposa in viaggio”, consisteva nell’indossare un vestito da sposa e viaggiare in autostop da Milano a Gerusalemme in autostop, entrando a contatto con la cultura dei paesi che attraversava.
La tenuta più adeguata per chiedere un passaggio a un camionista slavo
A questo punto, anche il più ignorante e bestiale dei lavacessi terroni con la terza elementare avrà capito come è andata a finire. Il cadavere accoltellato e strangolato di Pippa è stato ritrovato a sud di Istanbul. E’ da notare che tale cadavere gocciolava borra di turco da tutti i buchi.
Grazie alle amicizie della famiglia, le autorità si sono messe subito in moto e hanno arrestato un pregiudicato turco che aveva in tasca il cellulare di Pippa. Il fatto che il crimine fosse stato commesso da varie persone e che il turco fosse troppo ignorante per avere cancellato i dati del cellulare non ha preoccupato nessuno, alla fine quello che serviva era uno a cui dare la colpa. Il turco si è beccato trent’anni di galera, il corpo è stato riportato in Italia per la sepoltura (anche perchè probabilmente i turchi se la sarebbero stuprata pure da morta) ed è finita lì.

Conclusioni

Morta a 33 anni con un cazzo turco in gola. Complimenti!
La famiglia sinistorsa di Pippa non ha rinunciato al suo sogno sinistorso nemmeno di fronte al cadavere della figlia usata come puching-ball e come borratoio. Le loro parole sono state “sarebbe potuto succedere dovunque, anche alla stazione di Milano” (ma è successo a Istanbul, coglioni) e “il messaggio di Pippa non sia dimenticato e che sia portato avanti da tutti: la fiducia negli altri e la volontà di pace” (non sarà dimenticato, così come non sarà dimenticato il modo in cui è finita).

Intendiamoci, si trattava di un’artista di performance art, nessuno ne sentirà la mancanza. Al massimo si potrebbe chiamare la giuria del Darwin Award per farle mandare un premio. La cosa da notare è il comportamento delle sinistre e in particolare della sua famiglia: l’ideologia di sinistra è un AIDS mentale che ti impedisce di vedere la realtà e la sostituisce con una serie di favolette degne della Disney degli anni ’60. I sinistri non ammetteranno MAI quando i fatti gli danno ragione, per quanto evidenti siano. Il sinistrorso rifiuta il rapporto con la realtà, e lo sostituisce con delle belle favolette che resistono solo fino a che tale sinistrorso rimane nel suo caffè intellettuale a sorbire caffè guatemalteco equosolidale da 30 euro a tazzina con i suoi amici hipster.

Il caso di Pippa è quello che succede quando i sogni si scontrano con la realtà. Alla fine la realtà vince. Cosa avrà pensato Pippa mentre veniva strangolata? Forse continuava a credere nella pace e nella fiducia nel prossimo? Forse all’ultimo ha capito di essere sul punto di morire per avere seguito una ideologia idiota? Non lo sapremo mai.

Conclusioni 2

Si presume che l’intellettuale, dato che ha studiato, sia in grado di sapere di più e di capire di più della realtà rispetto a chi non ha istruzione. Il problema è che spesso gli intellettuali fanno e dicono cazzate tali da farti credere che gli sia stato aspirato via il cervello con un aspirapolvere. Proviamo ad immaginarci la storia di Pippa Bacca, se fosse avvenuta in una casa di proletari siculi:
Papà, senti, voglio andare a fare un viaggio fino a Gerusalemme, ma in autostop e vestita da sposa, per dimostrare che la pace e la fiducia nel prossimo sono possibili. Mi ci mandi?

Che minchia dici?

Allora, pà, voglio andare da Milano a Gerusalemme chiedendo l’autostop ai camionisti, da sola e vestita da sposa. Posso?

 MA CHI MINCHIA RICI? TU SI FUODDRE! MA MANCU PU’ CAZZU! TU TINNI STAI N’CASA!
Ecco, in questo caso il padre siculo con la terza elementare e vari precedenti penali fa una scelta più intelligente rispetto a quella della famiglia di Pippa. A questo punto la domanda è:
“Che senso ha studiare per anni, se poi fai delle scelte peggiori di quelle del carrettiere siculo con la terza elementare?”
Negli ultimi anni c’è stata una bruttissima deriva populista. Il popolo semianalfabeta ha iniziato a perdere la fiducia verso quelli che hanno studiato e a ritenere tutte le persone istruite come dei coglioni inutili e incapaci di rapportarsi con la realtà al di fuori dei loro quartierini fighetti e delle loro aule universitarie. Ma come dargli torto, quando succedono cose del genere?
OK, cose del genere sono orrende, bestiali, una vera rivolta dei somari ripetenti che prendono a sberle il primo della classe perchè li fa apparire come degli idioti. Ma, ripeto, come dargli torto? Gli intellettuali hanno ignorato il loro compito, ossia capire la realtà più e meglio degli ignoranti. Invece, hanno preferito diventare i seguaci di una ideologia fighetta radical chic che somiglia solo vagamente agli ideali di sinistra. Alla fine, è colpa loro se il popolo li considera dei coglioni, se non dei corrotti. E’ solo colpa loro.

Teste di minchia part 11 – Chi pecora si fa, il lupo se lo mangia

Cari amici completamente rimbesuiti dal superskank, sono felice di farmi risentire. Non preoccupatevi se i vostri commenti non appaiono: devo censurarne il 90% perche’ sembrano scritti da un cinese che ha fatto due settimane di corso intensivo di italiano, ma vi voglio bene lo stesso!
Ieri mi sono eccitato a morte guardando Game of Thrones, e ho cominciato a cercare qualcosa per sfogare la mia eccitazione:
Tyrion, quanto sei figo con quella barba!

Stavo cercando un bel pornazzo gayo interraziale con nani sfregiati, e invece mi sono trovato di fronte questo video. Misteri di Google.

OK, la mia eccitazione è andata irrimediabilmente a farsi fottere. Vediamo di non sprecare del tutto la serata e di analizzare il video.

L’anal-isi del video

Premettiamo che Mentana è il tipico servo di mestiere che in un paese decente farebbe il lustrascarpe, il cameriere o lo schiavo anale in un dungeon sadomaso. Mentana ha la stessa intelligenza di un tonno, ma è stato bravo nel mettersi al posto giusto e nel ripetere fedelmente tutto quello che gli diceva il suo padrone, senza mai deviare di una virgola e senza mai avvicinarsi ad argomenti che potessero innervosire i padroni. Probabilmente crede veramente alle cazzate che dice e non ha proprio il cervello per capire le conseguenze di quello che sta dicendo.
Per chi non avesse voglia di vedersi il video, lo riassumo:
MENTANA: I giovani di oggi sono senza palle, non fanno altro che stare col cellulare in mano e con l’Iphone nell’altra, che aspettano a protestare e a guadagnarsi i loro diritti? Noi ai loro tempi ci siamo guadagnati i nostri diritti con le manifestazioni.
RAGAZZA DAL PUBBLICO: Ma veramente, io sono laureata in filosofia, il sistema fa schifo e i politici se ne fregano delle nostre manifestazioni, non ci aiutano, non ci danno spazio.
MENTANA: Zitta, cogliona. Se volete i diritti tirate fuori le palle e combattete.
RAGAZZA DAL PUBBLICO: Ma mi mi mi mi… E perchè i politici non ci aiutano? Perchè mammina non ci tira fuori da questa situazione? E Babbo Natale? Dov’è? Perchè non ci aiuta lui?
MENTANA: Ma zitta, inutile testa di cazzo.

La figura di Mentana

Mentana forse vuole dimenticarsi il fatto che la sua generazione ha ottenuto i diritti “obtorto collo“, ovverossia con la VIOLENZA. Le manifestazioni non erano i girotondi pacifici di oggi (che non contano un cazzo), ma roba che ha lasciato parecchi morti. Forse Mentana non capisce che in caso di rivolta seria, uno dei primi a finire al muro sarebbe il suo padrone, con lui come secondo. Probabilmente lo sa, ma si rende conto del fatto che i giovani italiani sono talmente senza palle che le sue probabilità di finire al muro sono intorno allo 0.91%. Insomma, diciamo che Mentana al 50% ci è, e al 50% ci fa. In ogni caso, lui ha il culo parato e può dire quello che vuole.

La figura della ragazza

Iniziamo col dire che questa ragazza si presenta come povera disoccupata con un maglione da 300 euro e una laurea letteralmente inutile. Immagino il dialogo che c’è stato a casa quando lei ha deciso di iscriversi a Filosofia:
RAGAZZA: Ho deciso di laurearmi in Filosofia!
FRATELLO: Brava! Hanno appena aperto una fabbrica di Filosofia a Green Bay!
A parte gli scherzi, la ragazza si è presentata pigolante, indecisa, senza nessuna argomentazione chiara a parte l’idea che i politici avrebbero dovuto trovarle un lavoro. Da dove venga questa idea che dovrebbero essere i politici a trovarle un lavoro, non si sa.
Posso anche giustificare l’errore di essersi laureati in una facoltà inutile. Alla fine, le cazzate nella vita si fanno. Io stesso ne ho fatte di peggiori. Però, dopo avere fatto una cazzata la cosa migliore è cercare di ripararla, non piangerci sopra. Hai una laurea inutile? Cerca di lavorare col diploma. Prenditi una qualifica professionale. Impara a vendere e vai a fare la promoter. Emigra. Impara una skill utile e sfruttala. Soprattutto, non chiedere al politico di trovarti un lavoro (a meno che tu non lo abbia spompinato, ma quella è un’altra storia).
Vieni qua, filosofa! Ci sono tanti cannoli da assaggiare!

Conclusioni

OK, scusate, ho divagato di nuovo. La mia conclusione è semplice: se quelli della mia età sono delle mezzeseghe come quelle che vedo in giro, allora si meritano di finire disoccupati, ciondolare a casa di papà e mammà finchè non crepano e poi passare una vita da barboni. E lo sapete perchè? Perchè non avranno MAI le palle di ribellarsi. Vi siete mai chiesti come mai i governi italiani sono sempre attentissimi alle esigenze dei “fratelli migranti”, mentre dei “nuovi poveri” italiani se ne fottono? Semplice! Perchè se lasci un giovane italiano alla fame, quello ti scriverà un Twitter indignato, e poi se ne andrà a morire dietro i cassonetti. Prova a trattare un giovane immigrato come tratti gli italiani, e quello ti metterà la città a ferro e fuoco.
Secondo voi un politico avrà paura di questo:
Tipico giovane laureato italiano

 

Oppure di questo qua?

Immigrante a Rosarno, credo

 

Insomma, i giovani senza palle stanno avendo quello che si meritano. Chi pecora si fa, il lupo se lo mangia. In un paese decente, uno dei giovani presenti all’incontro avrebbe dovuto prendere nota, e gambizzare Mentana la settimana dopo. Non credo proprio che Mentana abbia la stessa fibra di Montanelli, che ha continuato a scancherare senza fermarsi un secondo anche dopo essersi preso due proiettili nelle gambe! Un paio di episodi del genere, e vedremmo i giornalisti iniziare a fare meno gli stronzi e gli sbruffoni verso i giovani. Ma tanto, i giovani sono un branco di eunuchi castrati alla nascita. I giornalisti possono dormire sonni tranquilli.
No, non quel tipo di eunuchi, cazzo. Quelli hanno le palle. Più o meno. 

POST SCRIPTUM

Mi è stata rivolta una domanda interessante, ossia: “Parli tanto, ma perchè non lo hai fatto tu?”. Ottima domanda! La risposta è semplice: io ho avuto le palle di riqualificarmi e di emigrare. Ora godo di ottime condizioni di vita, di uno stipendio dignitosissimo e di una certa sicurezza per il futuro. Perchè dovrei buttare via tutto per un branco di rincoglioniti che sanno solo mandare Twitter e messaggi di Facebook? Questa è una cosa che dovrebbero fare quelli che non hanno nulla da perdere, ma loro hanno perso i testicoli per strada. Quelli con le palle e la motivazione giusta hanno fatto strada all’estero, e non provano molto amore per quelli che sono rimasti. Quindi, spiacente. Io, la mia vita c’è l’ho. Se siete disperati come dite, datevi da fare e almeno crepate con una soddisfazione da parte. Tanto, siete destinati a fare i barboni comunque, cosa avete da perdere?

Il Brexit

Cari amici, sono sicuro che nonostante il vostro stato pietoso di paralisi cerebrale dovuta all’abuso di kobrett napolecano, di psicofarmaci comprati su Internet e di segoni sui video shemale di youpornazzo, avrete sentito parlare del Brexit. Forse avrete anche capito come è finita.
Ridi, ridi, che la mamma ha fatto gli gnocchi!
Allora, sento già le voci grufolanti dei seminanalfabeti italici che mi accusano di essere un secessionista che rifiuta i valori di pace, tolleranza e umanità della nostra amatissima UE. Nel frattempo, sento le altre voci altrettanto grufolanti degli anti UE che fanno argomentazioni intelligientissimissime tipo “LA SOVRANITA’ MONETARIA PADRONI HA KASA NOSTRA NO ALL OPPRESSORE STRANIERO”
Intanto, cerchiamo di spiegare cosa è successo a quelli che si trovano al di fuori dell’immondo cagaio chiamato Regno Unito

La situazione

Qui in UK la propaganda a favore del Brexit, cavalcata da tipi come Farage, aveva del ridicolo con punte di tragicomico:
Come potete vedere, la campagna era simile al “Roma ladrona” del Bossi dei primi tempi. A sentire i pro-brexit, l’UE era solo un inutile parassita e smettere di pagare il pizzo ai burocrati di Bruxelles porterà l’UK ad una nuova età dell’oro. Come ci si poteva aspettare, una giornalista con le contropalle si è presa Farage e gli ha detto di iniziare a darsi da fare. Le reazioni di Nigel sono state abbastanza imbarazzate e imbarazzanti:
In pratica, si è rimangiato tutto dopo neanche 24 ore. Ci mancava solo che dicesse: “Ma voi branco di rincoglioniti mi avevate preso sul serio?
Essenzialmente le reazioni di Nigel sono state le stesse reazioni che ha avuto Grullo quando si è trovato al governo e hanno iniziato a dirgli frasi antipatiche tipo “ma non parlavi tanto di reddito di cittadinanza fino a cinque minuti fa?”
E ora chi cazzo lo paga il reddito di cittadinanza?

 

Eh, son cazzi, frà!

 

Le voci contro il Brexit

Per par condicio, ascolteremo prima una voce autorevole a sfavore del Brexit. Ecco a voi il noto scrittore italiano Roberto Saviano:
Cosa dite? Non è Saviano quello? Ma siete sicuri? A me sembra proprio lui! Vabbè, riproviamo. Eccovi Roberto Saviano:
Ci manca solo lo “shabbat shalom!” alla fine!
No comment. Democratico ora e sempre, ma solo quando i goyim votano come dicono loro!

Il nocciolo della questione

OK, come al solito ho divagato. Cerchiamo di arrivare al punto della questione. C’è stata una votazione in cui si è votato riguardo ad una questione di importanza vitale, su un argomento complicatissimo. Solo il capire come funziona l’UE richiederebbe anni di studio e la lettura di migliaia di pagine. Per capire le implicazioni del distacco di un’economia enorme come quella inglese ci vorrebbero due lauree e decenni di studio, oltre che accesso ad informazioni non di pubblico dominio.
E tale decisione è stata messa in mano all’elettore medio.
Votante medio. Molto affidabile, vero?
Negli ultimi anni ho viaggiato parecchio e ho conosciuto un sacco di gente. Tali esperienze mi hanno reso profondamente antidemocratico. Mi sono reso conto di come il cittadino medio sia una bestia semianalfabeta, moralmente sottosviluppata, emotivamente dodicenne e umanamente disgustosa. Gli animali al pascolo hanno più intelligenza e più capacità di pianificazione dell’elettore medio, eppure i primi vengono tenuti in un recinto mentre ai secondi si offre la possibilità di influenzare la propria nazione. Anche per questo è stata inventata la classe dei politici: persone alfabetizzate e di cultura superiore alla media, in grado di capire le complessità dei problemi e di fare scelte a lungo termine che il popolino analfabeta non è in grado di fare.
Saggezza e umiltà insieme. Quest’uomo è un genio!

 

Insomma, negli ultimi anni ho rivalutato la dittatura militare, ma sono aperto anche ad una teocrazia assoluta stile Teheran o a una monarchia ereditaria. Tutto, pur di togliere gli strumenti della democrazia dalle mani delle scimmie. Anzi, ultimamente pensavo che la scelta migliore sarebbe un sistema computerizzato che dia risposte casuali alle domande, e fare votare quello. In fondo, nessuno potrebbe accusare il computer di essere KA$TA e di fare solo i propri interessi (a parte un grullino).

Per la cronaca, io non ho votato. Sono decisamente bravo come elettromeccanico, me la cavo con la saldatura e la metallurgia, e sono immensamente superiore a voi razzolamerde di Internet. Ciò mi rende abbastanza saggio da capire che di economia e di geopolitica NON CAPISCO UN CAZZO e che io sono l’ultima persona a cui chiedere se restare o no nell’UE.

Dimenticavo, per quelli che non abbiano capito una beneamata minchia di tutto quello che ho scritto, eccovi un pò di musica decente e due belle paia di tettone. Magari queste cose riuscite a capirle.

Cameron Skye e Sarah Rae

Life in modern England part 15 – Teste di minchia part 10 : Character Reference, CRB checks, Police checks e altre minchiate simili

Cari mongolucci, oggi parleremo di un altro problema che affligge quelle poche persone che sono venute in Inghilterra per lavorare e non per campare di benefits come un branco di anglo-napolecani sfasulati e perennemente in malattia.
Tipica famiglia inglese sotto benefits. Mi ricordano tanto i napolecani!
Tale problema è il gran numero di certificazioni del tutto inutili che vengono pretese dai britannici per farvi lavorare.
Se il vostro lavoro implica l’avere a che fare con bambini, vecchi o persone vulnerabili, avrete bisogno di una certificazione di sicurezza. Tutto ciò ovviamente non vale nel caso siate dei politici inglesi di pura razza british oppure nel caso in cui siate dei preti di merda che meritano di essere bruciati con tutta la loro chiesa.

Per chi è ancora in Italia

Se siete ancora in Italia, dovete fare in modo di dimostrare di non essere dei delinquenti pregiudicati ai vostri futuri datori di lavoro inglesi. A tale scopo, consiglio di farvi fare un certificato penale e di farne fare una traduzione giurata (sworn translation) da parte di un traduttore affidabile. Tra una cosa e l’altra si spendono circa cento euro, ma è meglio farlo finchè siete in Italia in modo da spendere meno e non perdere tempo con i documenti. La traduzione giurata serve per essere sicuri che il documento dica veramente quello che voi dichiarate e per scaricare la responsabilità penale del datore di lavoro nel caso capitasse qualcosa di brutto durante il vostro turno di lavoro.

Per chi è già in UK – CRB check

Chi deve lavorare con persone vulnerabili è obbligato a presentare un CRB check, ossia un documento scritto dalla polizia in cui si dichiara che siete abbastanza affidabili per lavorare e che non siate dei pregiudicati di professione. Un datore di lavoro decente vi dirà a chi rivolgervi per avere il check, di solito si tratta di una ditta esterna che si occuperà del processo. Il problema è che tale check copre soltanto il periodo in cui voi siete stati in UK. Se vivete in UK da poco tempo, il datore di lavoro potrebbe volere anche il certificato penale italiano.

Five years reference – I cinque anni

Alcuni datori di lavoro particolarmente cagacazzi potrebbero chiedervi la vostra storia completa negli ultimi cinque anni. Seriamente, c’è gente capace di chiedervi tutti i vostri indirizzi e tutti i vostri impieghi degli ultimi cinque anni! Per fortuna, tali cagaminchie sono pochi, ma esistono, e vi chiederanno la vostra storia abitativa e lavorativa senza accettare periodi di “buco” tra una cosa e l’altra.

Character reference

Abbiamo iniziato con qualcosa di sensato, siamo passati per le idiozie, ora siamo nella follia più totale. Certi datori di lavoro chiedono le “character reference”, ossia due persone non imparentate con voi che siano disposte a giurare sul fatto che siate brave persone, oneste e probe. Qualcuno di voi si chiederà:
MA A CHE CAZZO SERVE UNA COSA DEL GENERE?
Tale domanda non avrà mai risposta, almeno fino a che sarete in UK. Probabilmente la risposta vi sarà chiara dopo quattro pinte di Carling e due tazze di tè col latte, ma se siete sobri non sarete mai in grado di capirlo.
Altri si chiederanno:
MA CAZZO, COSA MI IMPEDISCE DI PAGARE VENTI POUND UN CAZZONE DI POLACCO UBRIACO MARCIO PER FARGLI FARE LA “CHARACTER REFERENCE” E DIRE CHE SONO LA PERSONA MIGLIORE DEL MONDO, AL PUNTO CHE BATMAN MI PUO’ SOLO FARE UNA SEGA?
Se vi siete chiesti ciò, complimenti. Questo vuol dire che siete più intelligenti degli HR inglesi:
Tipico addetto inglese alle Human Resources. E’ laureato in psicologia, abbiate pietà di lui!

Life in modern England part 14 – Teste di minchia part 9: La notte di Guy Fawkes

Premessa

Cari amici

 

Quando si ha a che fare con la cultura britannica ci si chiede spesso se il britannico medio sia rincoglionito a morte dal sidro, dalla Monster e dagli effetti metabolici degli ascessi dentali o delle carie non curate, oppure se la minchionaggine dei britannici non sia di origine genetica.
Gioventù elegante in Britannia. Da notare il Burberry di ordinanza.
Proviamo ad analizzare il problema in modo scientifico, ad esempio studiando dei fatti storici avvenuti prima che la Bretagna diventasse una succursale del Pakistan.

Il complotto delle polveri di Guy Fawkes

 

Ciao, sn maskerata da V Vendetta! Trpp edgy, zio!

Nel 1600, il passatempo preferito della nobiltà britannica era ammazzare cattolici, cosa buona e giusta. La nobiltà britannica odierna preferisce inchiappettare bambini e a baciare il culo ai maomettani. Vabbè, sono gusti.

C’era un tipo troppo sveglio pur essendo cattolico. Il suo nome era Guido Fawkes, e decise di cambiare la storia facendo saltare in aria il re, la famiglia reale e anche tanti altri che non c’entravano una minchia. A tale scopo, si riunì con dei suoi fedelissimi compari, comprò un bel pò di polvere da sparo e preparò due piani:
PIANO A: Scavare una galleria sotto il Parlamento, vicino al Tamigi, in un terreno pericolosissimo, soggetto ad allagamenti e difficile da scavare. Riempire la galleria di polvere e farla saltare sotto il culo del Re.
PIANO B: Affittare una cantina sotto il Parlamento. Trasportare comodamente la polvere da sparo davanti alla cantina. Pagare due polacchi per fare scaricare la polvere nella cantina. Farla saltare sotto il culo del Re.
Ovviamente i cospiratori scelsero il Piano A. Solo dopo vari incidenti e allagamenti, passarono al Piano B.

Imprevisti

Essendo dei geni, i cospiratori prepararono la trappola quando il Parlamento era in un’altra locazione. Dopo mesi di attesa, la polvere andò a male e Fawkes dovette ricomprarla. Nel frattempo, per non annoiarsi, i nostri eroici cospiratori si dedicarono all’occupazione preferita dei veri rivoluzionari che si preparano all’attacco.
Ossia, cominciarono a discutere del loro piano con cani e porci. Un piano che sarebbe potuto essere svolto da cinque persone (più due manovali polacchi ubriachi marci di Stella Artois), venne divulgato a mezza Londra.
Alla fine avvenne l’inevitabile: qualcuno si cagò sotto e avvertì le autorità via lettera. Gli sbirri locali arrestarono tutti in tempo niente. Meno di un anno dopo, tutti i cospiratori erano morti o in galera.

La notte di Guy Fawkes – Bonfire Night

Tutto ciò sarebbe una cosa comunissima nella storia. Un fesso cerca di fare il grande, non combina una minchia e finisce male. La cosa assurda, che ci illumina sulla minchionissima mentalità britannica, è il fatto che l’anniversario di tale complotto sia diventato una festa nazionale. Inoltre, l’attentatore è diventato una figura di spicco nella cultura locale.
Come sono figo!
Ricapitoliamo:
  • Un minchione cerca di ammazzare il re con un piano completamente idiota.
  • Viene catturato, imprigionato, pestato, inculato e giustiziato per la sua minchionaggine.
  • Come risultato, viene ricordato nei secoli e diventa una sorta di eroe nazionale. Il giorno del suo attentato fallito diventa festa nazionale, la “bonfire night”, in cui si accendono i falò in suo onore.
Se non ci capite niente, non vi preoccupate. Il giorno in cui lo hanno spiegato a me, la mia faccia era questa:
Gaaaaahhhhhhh

Conclusioni

Gli inglesi non ci fanno. Ci sono, e pure tanto. Tra parentesi, tecnicamente la festa sarebbe un modo per ringraziare il Dio protestante per avere impedito l’attentato (probabilmente dando un QI di 45 agli attentatori). A poco a poco, la festa si è evoluta nella forma che conosciamo.PS: Tecnicamente, Guy Fawkes non c’entrava una minchia con l’accaduto. Il capo della cospirazione era un altro, Guy era un esperto di esplosivi assunto per fare il lavoro tecnico. Come abbia fatto a diventare un’icona di libertà e indipendenza non lo sa nessuno.

Teste di minchia parte 8 – Come avere una discussione con un maomettano

Cari amici, oggi vi spiegherò come avere un dialogo corretto, tranquillo e soprattutto civile con uno dei nostri amici maomettani. Buona lettura.

Inizia il dibattito

Maomettano: L’Islam è una religione di pace, l’Islam condanna il terrorismo, rispetta le donne, rispetta cristiani e atei. L’Islam è il futuro d’Europa, tutto quello che si dice di male dell’Islam è propaganda razzista! La Shari’ah è bellissima!

Infedele: I paesi maomettani sono dei cessi, delle dittature mostruose. E poi, se l’Islam e la Shari’ah sono così belli cosa ci fai qui?

 
Maomettano: I dittatori e i terroristi sono pochi fanatici isolati che non hanno capito niente del vero Islam! E poi, tutte le cose cattive che si dicono su di noi sono false! Perchè i gionalisti sono tutti razzisti!
Infedele: OK, eccoti questo verso del Corano in cui si ordina di ammazzare, rapinare, decapitare e stuprare gli infedeli.
Maomettano: E’ un versetto preso fuori dal contesto!
Infedele: OK, eccoti il contesto con tutta la Sura. Come vedi, adesso è ancora peggio.
Maomettano: La traduzione è sbagliata! Non è quella ufficiale! E poi, non puoi capire il Corano se non lo studi in Arabo!
Infedele: Primo, ci sono varie traduzioni, e dicono tutte più o meno la stessa cosa. Secondo, se il Corano è la verità universale come mai lo si può capire solo in Arabo? Se è per questo, la maggior parte dei musulmani non parla l’arabo…
Maomettano: Guardati questo video e capirai tutto! (Linka a un video di Youtube di propaganda maomettana)
Infedele: Quel video è propaganda di quella ridicola, si limita a dire che l’Islam è bello e giusto senza spiegare niente.

Maomettano: Dimmi la verità, sei un ebreo, vero?

Infedele: No, proprio no. E poi che minchia c’entra? Stiamo parlando dell’Islam…

Maomettano: Non sai niente dell’Islam! L’Islam conquisterà l’Europa!Infedele: Conosco l’Islam meglio di te.

Maomettano: Leggiti il Corano in Arabo e capirai tutto! Tu non hai capito niente dell’Islam! Sei un RAZZISTA! RAZZISTA! RAZZISTA! NAZISTA! RAZZISTA! FASCIO DI MERDA!

Infedele: Minchia, questo è impazzito del tutto. Meglio se scappo.

 

Maomettano: Troppo tardi infedele! Pagherai per le tue offese! ALLAH AKBAAAAAAAR!

Ecco, questa è la tipica situazione con cui ci si trova ad avere a che fare quando si cerca di discutere con i nostri amici maomettani. Ovviamente questo dipende dalla forza politica dell’Islam nel luogo in cui avviene la discussione. In Europa, probabilmente il maomettano dirà “Scusa, non parlo bene lingua, non posso spiegare bene ma Islam bello e pacifico“. Nel frattempo il maomettano si segnerà il tuo nome e la tua faccia per catalogarti come persona da mettere al muro al momento della presa del potere. In un posto dove i maomettani hanno la maggioranza, si andrà direttamente all’ultima vignetta. Il mio consiglio: evitare di discutere con maomettani, a meno che non si parli di pizza e di calcio. E’ meglio non farsi schedare finché possibile.

Inoltre, i maomettani hanno imparato che per un europeo l’accusa di razzismo è una cosa orribile che causa grande sofferenza, anche quando è del tutto immotivata. Quando un maomettano o un filo-islamico si rende conto di non potere rispondere dato che ha torto, si metterà a urlare: “RAZZISTA! RAZZISTA! RAZZISTA!“, nella speranza di zittire l’interlocutore. A questo punto basta rispondere: “No, l’Islam è una religione, non una razza. Io non sono razzista“. Ovviamente lui non capirà niente e continuerà a strillare, ma avrete ottenuto ragione di fronte agli spettatori (almeno quelli calmi e razionali). Anche se molti non diranno niente, sarà lui ad avere fatto la figura del pazzo isterico. La maggior parte di quelli che vengono a criticare mi dicono “questo blog è razzista“, dimostrando di non avere capito una minchia. In tal caso ban e cancellazione, nessuno mi paga per moderare il blog e nessuno gli ha ordinato di venire qui a scassare il cazzo.Il problema è che molti italiani sono cagasotto di professione, portati a dare automaticamente ragione alle persone violente e pericolose nella speranza di non farsi pestare. Riguardo a questo non si può fare nulla.

Memento per chi voglia discutere con un maomettano

 

Suicidio indolore parte 3 – Suicidio ferroviario, ergo saltare sotto a un treno

Cari amici, continuiamo con la lunga e fortunata serie del suicidio per checche e amebe varie. Data la condizione di orribile miseria umana e materiale dei richiedenti aiuto, continuerò a descrivere metodi di suicidio praticabili anche dal peggiore dei morti di fame e dalla persona meno abile che esista. Non dite che non vi voglio bene e che non penso a voi!

Premessa

Dio carta igienica usata.

 

Metodologia

 

Saltare sotto un treno in corsa è uno dei metodi di suicidio più semplici che esistano. Basta andare alla stazione, aspettare il momento giusto e saltare. I dati statistici danno una mortalità elevatissima e un’agonia decisamente breve, sempre che si faccia tutto con la dovuta decisione. Ci si potrebbe chiedere come mai tale metodo non venga praticato più spesso (soprattutto in un’Europa dove le armi da fuoco sono difficilissime da trovare), ma bisogna tenere conto della vigliaccheria e dell’inutilità assoluta di quelli che dicono di volersi suicidare. Inoltre, tale metodo è praticamente infallibile e non va bene per compiere il tipico “finto suicidio per ottenere attenzioni e coccole” che piace tanto alle mezzeseghe.
Tipico “suicida” di Facebook
Il modo migliore per assicurarsi il successo è saltare davanti a un treno che non faccia scalo alla stazione. Anche se il conducente vi vedesse, non farebbe mai in tempo a frenare. Buttarsi sulle rotaie significa farsi tagliare in due dalle ruote rese incandescenti dall’attrito, causando un’amputazione netta, immediata e relativamente pulita. Invece, buttarsi di fronte alla motrice spiaccicherà il corpo come un chicco d’uva sotto una martellata, spruzzando sangue, interiora e brandelli per una distanza molto grande. E’ stato riportato il caso di una testa trovata a cinquanta metri di distanza dopo una lunga ricerca e una lunga serie di bestemmie da parte dei ferrovieri.
SPLAAAAAAAAAAT!

Per assicurarsi il decesso si consiglia di usare una stazione ferroviaria e non una stazione della metropolitana, dove il treno è molto più lento e il conducente è meno strafatto e ha più tempo per frenare. In ogni caso bisogna saltare sui binari all’ultimo momento in modo da non dare tempo di reagire al conducente o ai benintenzionati.

Non si fa così. Se il conducente è sveglio potrebbe anche frenare, anche perchè lei è una bella figa

Variante a – suicidarsi come un bravo ragazzo

Per chi si voglia suicidare dando meno problemi possibile alla collettività, si consiglia di impiegare una stazione secondaria e di fare il tutto di notte. A tale scopo, il bravo ragazzo potrebbe anche lasciare una busta contenente un documento di identità e una breve spiegazione del fatto, in modo da non costringere la polizia locale a un lungo e laborioso lavoro di identificazione dei pezzettini.

Variante b – suicidarsi come un vero pezzo di stronzo

Per chi voglia farla pagare al resto dell’umanità, la scelta è d’obbligo: raggiungere la stazione più grande e più centrale possibile e lanciarsi sotto uno dei primi treni del mattino, bloccando la stazione per ore e rovinando la giornata a migliaia di pendolari! Per migliorare ulteriormente l’atto, vestitevi con un caftano islamico e urlate “ALLAH AKBAAAAR!” mentre vi lanciate sulle rotaie nella stazione affollatissima. Ovviamente, cinque minuti prima di buttarvi mandate una mail alla polizia e ai giornali in cui rivendicate l’attentato in nome dei Fratelli Musulmani o del gruppo di Avanguardia Rivoluzionaria Omosessuale Musulmano Anarchica (A.R.O.M.A.) Tanto, siete già morti, cosa minchia avete da perdere?

Considerazioni

Tra i metodi di suicidio descritti questo è quello con una mortalità del 100%, sempre che abbiate le palle di buttarvi. Il cadavere sarà ridotto a uno scarto di macelleria, ma almeno sarete sicuri di non ritrovarvi mutilati a vita.
Se siete dolci e sensibili, potreste anche pensare al trauma psicologico sofferto dal povero conducente del treno. Secondo me se ne fotterà altissimamente di voi (così come tutti quelli che hanno mai avuto a che fare con voi) e farà finta di avere il trauma psicologico solo per passarsi qualche settimana a grattarsi le palle a casa a spese dello Stato. A questo si deve aggiungere la botta di paura che capiterà agli eventuali spettatori, oltre agli straordinari dei ferrovieri che dovranno ripulire stazione e binari.

Considerazioni finali

Per l’amore di quel porco fottuto di Cristo, vi prego di non fare come questo pirla:

Note legali

Con questo articolo non intendo spingere nessuno al suicidio. Il mio intento è documentare questo fenomeno terrificante e scoraggiare i miei lettori dal suicidarsi. Il suicidio è una soluzione estrema a problemi che possono apparire insormontabili sul momento, ma che poi si rivelano essere fesserie temporanee. Suicidarsi è sbagliato, non fatelo. Quando vi suicidate fate piangere quel porco fottuto di Cristo e quella troia plurisfondata della madonnaccia!

Life in modern England part 12 – L’idea di famiglia in Britannia

Cari amici
Tempo fa stavo girando per uno dei locali più luridi e fetenti della città-cagatoio che prende il nome di Birmingham, un autentico cagaio sede di una delle comunità maomettane più grandi e influenti di tutta l’UK. A volte capita di vedere delle piccole cose che ti fanno pensare riguardo ai valori e alla moralità del posto in cui vivi, e in quei momenti ti viene voglia di prendere un lanciafiamme e fare qualcosa di talmente brutto che anche Himmler si metterebbe a piangere se ti vedesse  contestare civilmente le cose che secondo te non vanno nella cultura inglese.
Davanti alla biblioteca di Birmingham si trova codesto “monumento alla famiglia”:
L’idea inglese di “famiglia”, con le modelle che hanno ispirato il monumento
Tale monumento avrebbe dovuto simboleggiare l’idea inglese di famiglia, celebrando il modo in cui la famiglia inglese è cambiata nel corso degli anni. A mio parere, l’artista ha centrato perfettamente l’argomento e andrebbe acclamato per avere trovato il soggetto perfetto e per averlo raffigurato in maniera chiarissima. 
I modelli che hanno ispirato il monumento sono due sorelle che hanno deciso di mettere su casa insieme, dividendo una casa popolare e crescendo i loro rispettivi pargoli. Intendiamoci, tanto di cappello per le due ragazze madri che hanno deciso di crescersi i figli e di dare loro una parvenza di vita familiare, ma non vi sembra che manchi qualcosina?
Proprio qualcosina?
Giusto per dare un esempio, ecco un altro monumento alla famiglia
Idea di famiglia africana
Questo è il monumento alla famiglia in Senegal. Allora, notate qualche differenza? Magari qualcosa riguardo alla composizione della famiglia? Altre differenze:
  • I tratti somatici del secondo monumento sono inconfondibili. Lo scultore ha rappresentato fieramente i tratti tipici della sua razza. I tratti somatici del primo sono spianati in modo pudico, anche il bambino chiaramente di razza mista è stato censurato in modo da farlo apparire come “un bambino generico”
  • Il monumento africano ha un’idea di potenza mostrata tranquillamente, sembra dire “abbiamo un obiettivo e lo raggiungeremo, e se non vi piace ce la potete sucare tutti!”. La famigliola british sembra ritratta mentre fa la coda per il sussidio di maternità.
  • Il primo monumento raffigura un rinascimento africano, che forse non avverrà mai ma che almeno è stato cercato. La famiglia di negroni sembra dire “OK, siamo nella merda ma vogliamo andare avanti.” La famigliola inglese sembra voler andare allo hard discount per vedere se ci sono i biscotti in offerta.
  • E tante altre cose che non saprei spiegare bene perché di arte non capisco un cazzo. Se c’è qualche lettore più artistico si faccia sentire.

Spiegazione

Per i miei lettori meno informati, spiegherò meglio la situazione da cui proviene quell’opera d’arte. Qui in UK una ragazza madre ha tutte le porte aperte. Basta essere incinta, senza lavoro e soprattutto senza marito, e si ha diritto a una quantità enorme di benefits erogati dall’assistenza sociale. Intanto, avere una casa popolare (council house) è velocissimo. I mezzi pubblici sono gratis, le bollette le paga il comune, spesso la spesa te la fa il comune, insomma fai la bella vita. In questi casi, per la maggior parte delle ragazze madri non conviene assolutamente trovarsi un lavoro o un partner fisso, dato che perderebbero immediatamente i benefits e non guadagnerebbero granchè in cambio. Alla fine le posso anche capire, per una ragazza madre senza arte nè parte è meglio farsi mantenere dallo stato che lavorare per uno stipendio che alla fine sarebbe meno dei benefits!

Il risultato

Qual’è il risultato di queste politiche? Questo:
Marie Buchan, la regina del welfare
Oppure questo:
White Dee, la regina del quartiere popolare bucodiculo di James Turner Street, a Birmingham!
Se mai qualcuno di voi mezzeseghe decidesse di venire a vivere qui, si troverebbe davanti al fenomeno del sottoproletariato inglese sotto benefits, in tutto il suo grandioso squallore. Se pensate che il sottoproletariato urbano italico faccia schifo, non avete ancora visto niente. 
E’ da notare come lo stesso artista abbia scolpito un’opera radicalmente differente nell’Italia di sei anni fa:

Stesso artista, stesso soggetto, ma in Italia

Ciò è incoraggiante per certe cose, scoraggiante per altre. Qualcuno potrebbe dire che abbiamo sei anni prima di vedere l’Italia piena di ragazze madri che si crescono figli mezzosangue per conto loro.

Insomma, i miei complimenti allo scultore del monumento di Birmingham, per avere catturato in pieno l’essenza dello schifo e dello squallore della società britannica. Per me, un 10/10!

FONTI:
PS: Prima che qualche scrofa incinta venga a chiedermelo: non so quanti di questi benefits si applichino alle donne non british. Ho visto un sacco di maomettane di merda che vivevano in quel modo, ma non ho informazioni più precise e non mi interessa cercarle. La prossima volta prendetela quella cazzo di pillola, dio gravido!

Teste di minchia part 7 – Le vignette di Dallas su Maometto (piscio e merda su di lui)

Cari amici, girando su quella fogna immonda che è l’Internet italiana, mi sono reso conto che nessun italiano ha avuto le palle di pubblicare le vignette di Dallas sul nostro caro profetuccio Mohammed (un branco di elefanti che caga su di lui). 
Ora, capisco che l’italiano medio ha lo stesso coraggio e la stessa integrità di un Fini, di un Badoglio o del Capitano Schettino, ma pensavo che almeno UNO avesse avuto le palle di farlo. Vabbè, provvederò io con la mia solita abnegazione. Intendiamoci, mi rendo conto di essere avvantaggiato dato che non ho poi tanto da vivere e mi sono già preso tante soddisfazioni nella vita, ma speravo che almeno uno dei grandi blogger anti islamici avesse preso l’iniziativa prima di me. Si vede che tanti si cagano sotto all’idea di trovarsi l’ISIS sotto casa! 
Eccovi le vignette, e ricordate che se smetto di postare è perchè sono in una galera come oppositore all’islamizzazione anale del continente, oppure sgozzato da qualche “povero fanatico isolato che non ha niente a che fare con la nostra bella religione di pace

Intendiamoci, come vignette fanno abbastanza cagare da tutti i punti di vista, sono bambinate troppo edgy degne di un quattordicenne di Facebook. Il fatto che ci sia gente disposta ad uccidere e a morire per cagate simili ci fa capire quanto poco valga questa gente. Più una persona è piccola, più sarà suscettibile e più grande sarà il suo orgoglio. Il lupo non si spaventa e non si offende quando sente un chihuahua abbaiargli contro. In questo caso, abbiamo di fronte uomini piccoli come topi.
L’importante è che in una società democratica nessuno deve permettersi di arrivare e dire “Questo deve essere proibito perchè mi infastidisce!“, non importa chi sia. Charlie Hebdo non piaceva per niente neanche a me, ma devo essere IO a decidere di non leggerlo, non un cammellaio o un pedofilo in tonaca a decidere al posto mio dato che il suo dio suino gli ha detto di farlo.
Ovviamente, ci sono quelli che, senza dare ragione ai terroristi, dicono che “se lo sono cercato” e che “offendere una religione è male”. A costoro, si possono dire tre cose:
  • Vaffanculo a te e a quel porco sventrato del tuo dio.
  • Se li difendi, vuol dire che alla fine non sei troppo diverso da loro, se non per la palandrana che indossi e il libro sacro (cioè pieno di balle e merdate) su cui predichi
  • Se li difendi, sei il tipico italiano cagasotto e senza palle che corre in soccorso al vincitore. Devo darti una brutta notizia, quelli dell’ISIS non ci cascano e non amano i leccaculi. Metterti a novanta gradi davanti a loro non ti salverà. Alzati e combatti, oppure levati dai coglioni.